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Assetto.

Aperto da mimmo77, Settembre 15, 2021, 05:46:03 PM

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mimmo77

    Assetto: Il modo di sedersi e di distribuire il proprio peso in sella per attutire, sostenere, controllare e provocare i movimenti del lallo.
    Un buon assetto fornisce al cavagliere: scioltezza, solidità e disinvoltura a cavallo.


    Questa definitione potrebbe essere facilmente condivisa - in via generale - da tutte noi, ma... moment!
    Abbiamo milla assetti, a seconda della disciplina praticata, queste differenze sono sostenute dall'industria che produce e vende selle e accessori per ogni occasione.

    Io penzo che l'assetto buono (che compendia la definitione appena sopra data) sia uno, quello pi√Ļ semplice:

    seduti come su una sedia;

    schiena leggermente curva in avanti;

    natiche e staffe sono i punti di sostegno, a volte possiamo usare solo le due staffe, altre volte solo le chiappe, altre volte ancora chiappe e staffe  tutte assieme;

    gambe spinte in avanti senza strignere;

    cintura e spalle rilassate;

    ginocchio a contatto, dunque coscia aderente alla sella semper senza strignere;

    gambe, dal ginocchio in gi√Ļ, libere e gioconde per agire di polpe e di talloni;

    braccia e mani dove servono.[/list][/list]
    ... fatti non fummo per "viver el noble bruto" ma per condivider virtute et cagnoscenza...

    raffaele de martinis

    Prima di tornare sull'assetto, ricordiamoci cossa dicie la FISE, cioè la voce ufficiale equestre itagliana, a proposito dello stare/dello andare a cavallo:

    posizione: è il modo di disporre le sezioni del corpodell'allievo a cavallo.
    In base alle esigenze dinamiche del cavallo e quindi della staffatura si individuano tre posizioni principali: seduta, sollevata, da corsa.

    assetto: è la capacità di adeguare la posizione al movimento del cavallo, in modo che ci sia un costante equilibrio ed è misurato dal rapporto tra il baricentro del cavallo e quello del cavaliere, che consente l'insieme...


    Come dissi varia volte, questa pignolaggine, questo buricratese è figlio di quando l'equitatione - in occidente - era un fatto quasi esclusivamente militare regolata da ordinanze, decreti e regolamenti, infatti, ogni 4/5 ani usciva un manuale di equitazione ispirato da un grande cavallerizzo al quale dovevano attenersi i marmittoni a cavallo ed era chiamato ordinanza con la relativa data di ammissione.

    Io comincerei dall'eliminare sta distinzione tra assetto e posizione, solo un mentecatto si mette in posizione da corsa per fare trekking e solo una cretina si presenterebbe ad una prova di s.o. staffata alla vaquera, ed è evidente che la posizione è complementare all'assetto, dunque, io definirei assetto tutto l'assieme che fa stare solidamente a cavallo.
    Inoltre, eliminerei il concetto di bello riguardo l'assetto a vantaggio di utile, buono.

    A noi ragasse non piace affatto, ma, in EUROPA, la guerra ha dettato le regole dello stare a cavallo per 2/3mila anni, i butteri, i mandriani, erano considerati cavallari anche se andavano a cavallo meglio di un colonnello del Savoia.
    Solo da poco il lallo è strumento sportivo, da pochissimo ggiocattolo da sollazzo.
    Discorso a parte per i popoli equestri asiatici che erano cavallari mandriani ma anche guerrieri.

    Dunque, per avere un'idea di come si andasse a cavallo al di fuori delle caserme e delle nobili magioni, bisogna guardare i mongoli, in particolare al Buzkashi, al kok buro e al polo, senza dimenticare che Gengis Kahn in sella ai suoi lalli, ha costruito il pi√Ļ grande impero terrestre della storia, e che i mongoli, hanno fatto un mazzo cosi ai cavalieri teutonici e alle  cavallerie dello zar che - di certo - mammole non erano.

    Cominciamo a dire che il Buzkashi è un gioco dove si tratta di trascinare la carcassa di una capra in una meta, al quale partecipano un numero indefinito di concorrenti, la regola è che non ci sono regole, col cavallo e la frusta si può fare di tutto.
    Il kok boru è la diretta derivazione del buzkashi, si svolge tra due squadre, in un campo ben preciso, e ci sono due "pozzetti" in cemento dove infilare la capra, la brutalità è apprezzata e ricercata professionalmente.

    Queste liete competizioni sono nate e sono lo sport nazionale afgano, e questo spiega perché - solo per citare i tempi moderni - inglesi, russi, americani sono stati cacciati a calci in culo da quelle amene terre... perfino i talebani - che lo avevano proibito in tempi andati - sono stati costrettti ad ammetterlo alla loro nuova presa del potere.

    Il polo, sport che ben conosciamo, a confronto è un'attività per signorine.

    Tempo fa tentai di andare alla radice dell'assetto con un leggero, un karlista il discorso manco cominci√≤, ma l√¨ forse c'erano ploblemi di business, comunque, la mia idea era, ed √®, studiare l'assetto di questi cavaglieri e da l√¨ capire le basi della maniera pi√Ļ utile di stare a cavallo.
    ... "il culo nella carriola e le gambe avanti"...

    indian

    In sintesi , l'assetto è la qualità del cavaliere di rimanere in equilibrio qualsiasi siano i movimenti del cavallo.

    raffaele de martinis

    #3
    Cara Indian, io comincierei ad eliminare la differenza tra assetto e posizione così come viene inzegnata da quelli bravi nei sacri testi ufficiali:
    posizione: è il modo di disporre le sezioni del corpodell'allievo a cavallo.
    In base alle esigenze dinamiche del cavallo e quindi della staffatura si individuano tre posizioni principali: seduta, sollevata, da corsa.
    assetto: è la capacità di adeguare la posizione al movimento del cavallo, in modo che ci sia un costante equilibrio ed è misurato dal rapporto tra il baricentro del cavallo e quello del cavaliere, che consente l'insieme...

    Così come eliminerei la quistione dei baricentri e dei centri di gravità permanenti robba buona solo a far filosofia e confusion.

    Io partirei dal primo significato di assetto nel vocabolario itagliano:
    assetto: sistemazione o disposizione coordinata allo svolgimento di una determinataoperazione o al conseguimento di un certo effetto, anche abituali....

    Qualsiasi attività, in particolare quelle sportive, prevede un assetto adeguato per ottenere il miglior risultato.
    Istintivamente lo prendiamo, ovviamente lo andiamo perfezionando con l'esperienza, con lo studio, con l'applicazione.

    Provo a fare degli esempli: il tennista per colpire la pallina, deve "piazzarsi" nell'assetto corretto, inoltre, deve  variare l'assetto a seconda se il colpo viene: di dritto, di rovescio, di vol√©, ecc.
    Lo stesso dicasi del calciatore che debba effettuare un cross, un passaggio rasoterra, un tiro al volo ecc.
    L'assetto di un centometrista è differente da quello di un maratoneta, la potenza del pugno del pugile parte dal "piede" cioè dall'assetto... potrei continuar all'infinito.

    Tornando al'equitatione, prima di parlar di assetto bisogna stabilir come ci si regge in sella.
    Do per scontato che usiamo le staffe, bene, il primo concietto da schiaffarsi nella capoccia è che abbiamo tre punti di contatto, di "presa" sul cavallo: uno è il nostro deretano, gli altri due sono i piedi nelle staffe.

    Possiamo usarli:

    tutti e tre contemporaneamete: assetto seduto,

    solo due sulle staffe: assetto sollevato,

    alternato staffe deretano: trotto e galoppo battuto,

    solo sul deretano: monta a pelo o monta senza staffe.

    Stabilito questo, vediamo
    ... "il culo nella carriola e le gambe avanti"...

    raffaele de martinis

    ... l'evoluzione dell'assetto.

    Quì dobbiamo fare dei distinguo tra l'assetto dei cavallerizzi, quello che si legge sui libri ed è messo in pratica in alcune accademie altamente specializzate, dall'assetto cavallaro quello usato dalla maggior parte di colore che andavano/che vanno a cavallo.



    Nel bellissimo studio del De Levy (1902) si segue l'evolutione della postura a lallo condizionato - ovviamente - dall'uso, dal tipo di lalli e dalla architettura delle selle.

    Teniamo presente che l'autore prende in consideratione il suo tempo e quelo precedente, lovviamente non poteva cognoscere gli sviluppi a lui seguenti, di questi ci occuperemo indegnamente noi.

    ... "il culo nella carriola e le gambe avanti"...

    raffaele de martinis

    Do per scontato che usiamo le staffe, bene, il primo concietto da schiaffarsi nella capoccia è che abbiamo tre punti di contatto, di "presa" sul cavallo: uno è il nostro deretano, gli altri due sono i piedi nelle staffe.
    Possiamo usarli:

    tutti e tre contemporaneamete: assetto seduto,
    solo due sulle staffe: assetto sollevato,
    alternato staffe deretano: trotto e galoppo battuto,
    solo sul deretano: monta a pelo o monta senza staffe.


    Stabilito questo, vediamo come ci si assetta in sella partendo dal basso.

    La staffa va completamente calzata: Caprilli e la sua squola, fantini in corsa ostacoli, monta uestern;
    va infilata sotto all'alluce (le gros orteil): Oliveira et JDO, dressagisti;
    si infilano solo le punta di dita: fantini nelle corse in piano, concorsisti a partire dai campioni della squola allemanna.

    Già quì potremmo fare una accessa discussione si vantaggi e svantaggi di ciascuna infilatio.
    Ma √® evidente che queste varie prese di staffa rispondono ad altrettante  exigenze, dunque, tutte bone.
    Per noi ragasse principianti, la infilatio completa potrebbe essere la pi√Ļ adatta, ma qu√¨ la dico e qu√¨ la nego.

    Passiamo al tallone:
    ... "il culo nella carriola e le gambe avanti"...