Benvenuto! Effettua l'accesso oppure registrati.
Hai perso l'e-mail di attivazione?

Nome utente: Password:

Autore Topic: La "Parola Contraria": la mia.  (Letto 1021014 volte)

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questo topic.

raffaele de martinis

  • Moderator
  • Hero Member
  • ****
  • Offline Offline
  • Post: 5967
Re:La "Parola Contraria": la mia.
« Risposta #4110 il: Settembre 19, 2021, 04:26:30 am »

Oggi a quest'ora: le 4 del mattino circa... eh già è l'insonnia della senilità! , questo topicone ha raggiunto il miglione e duemilasettecento visite.
Il che significa che dal giorno dei morti del 2018 ad oggi , questo topico è stato visitato - in media - per oltre 300 volte al giorno.

Dato non documentato è che, nello stesso periodo, si sono iscritti alcune centinaia di nuovi utanti.

La hosa non ce ne può fregar di meno, se non fosse pel fatto che il foro è stato (giustamente) chiuso tre anni fa.

Rimane aperta agli utanti solo la sezione del ditionario, (l'ho scoperto poche settimane fa) mentre io posso scivere in questa sezione solo perché ero moderatore (l'ho scoperto con sorpresa solo pochi giorni fa).

Dunque, i complimenti vanno al foro... già, perché è evidente che se questo topico ha fatto "un miglione", nello stesso periodo, l'intero forum ne avrà fatto 50/100 milioni di visite... chissà!

Comunque, questa è una lieta occasione per porgere un giulivo saluto, all'Amministatore, ai moderatori globali ed ellittici e atutte le ragasse di ogni età, di qualunque sesso, di tutte le fedi lalline.

                                                                                          Picipacio.
Connesso
modestamente: [email protected]

raffaele de martinis

  • Moderator
  • Hero Member
  • ****
  • Offline Offline
  • Post: 5967
CARODUBBIO
« Risposta #4111 il: Ottobre 31, 2021, 09:59:08 am »

Leap of faith, atto di fede, è il titolo del libro che è uscito in Inghilterra, nel quale Dettori racconta Frankie.
Le sue forze e le sue debolezze, le vittorie e le cadute, vere le prime, metaforiche e no le seconde. ..

Ormai il suo “volo” è un marchio di fabbrica... sebbene sia figlio d'arte appartenente alla solida "fabbrica" di fantini sardi, dubito che il suo libro venga tradotto e pubblicato in Itaglia, ma spero di sbagliarmi.
Se Frankie (51 anni) dura ancora un po', straccerà ogni record nell'ippica, sarà il numero UNO assoluto di ogni luogo e di tutti i tempi.
Lester Piggot “la Mummia”, il suo principale concorrente, corse fino a 56 anni. Frankie ne ha "solo" 51... si può fare!

Confesso!

Dettori è solo una “scusa”, per salutare CARODUBBIO, un nostro utente storico, esperto di ippica, appassionato ricondizionatore di purosangue, che, per seguire la sua passione si è trasferito in Inghilterra a lavorare in un allevamento di cavalli da corsa.
Anch'io – in altro tempo - fui emigrante e conosco la situazione.
Per un certo periodo, il Nostro ha condiviso con noi la sua esperienza, è stato commovente.

Caro Marco, spero che ti sia sistemato come speravi, un caro affettuoso saluto.
                                                                        Con amicizia.
                                                                                        R.
Connesso
modestamente: [email protected]

raffaele de martinis

  • Moderator
  • Hero Member
  • ****
  • Offline Offline
  • Post: 5967
La questione.
« Risposta #4112 il: Novembre 16, 2021, 04:08:07 am »



Il prof. Barbero, qualche settimana fa, forse spinto dai suoi studi e dalla conoscenza che ha della Storia, ha posto la questione, ha fatto una lieta domanda:

Rischio di dire una cosa impopolare, lo so, ma vale la pena chiedersi se non ci siano differenze strutturali tra uomo e donna che rendono a quest'ultima più difficile avere successo in certi campi. È possibile che in media, le donne manchino di quella aggressività, spavalderia e sicurezza di sé che aiutano ad affermarsi
?

Successe l'iradiddio, Barbero – nel nome del politically correct - fu lapidato nelle pubbliche televisioni e nei lieti social minchiarum.

Ho lasciato passare un cicinin di tempo da quando scoppiò lo “scandalo” provocato dalle su riportate parole, perché quanto scriverò non sia un ulteriore contributo alla contesa “pro-contro Barbero”, ma sia valutato freddamente, si tenga conto dei fatti.

Vengo al dunque: l'equitazione, è uno dei pochi sport nel quale uomini e donne competono insieme, gli altri due, che io sappia, sono l'automobilismo e il motociclismo.                                                          Il criterio per ammettere queste eccezioni è stato questo: lo sforzo fisico del primate è irrilevante, quello lo fanno l'equino o il mezzo meccanico, dunque i due generi possono gareggiare nelle stesse competizioni .

Nel motorismo, benché in teoria possibile, nessuna donna ha mai partecipato assiduamente, men che mai primeggiato nelle categorie "regine": la formula uno e la motogp, ma neanche si sono avvicinate in maniera numericamente consistente a questi sport (PERIGLIOSISSIMI!). Quelle poche che, in oltre un secolo, lo hanno fatto, sono state viste come delle curiose eccentriche testimonianze senza alcuna seria velleità di vera competizione con gli uomini.

Nell'equitazione, negli sport equestri, è già avvenuto quello che molti auspicano nella società civile e nella politica: le donne competono ad armi pari con gli uomini, hanno le stesse possibilità, rispettano le stesse regole, sottostanno ai stessi metri di giudizio, accedono agli stessi premi.

Però l'equitazione ha avuto percorso particolare: da sempre, nel maneggio dei cavalli, le donne sono state una piccola ma solida minoranza, situazione che si è ricreata, un centinaio di anni fa, nella nascita degli sport equestri.
Per ragioni che non è il caso di analizzare in questa circostanza, negli ultimi anni, la presenza delle donne nel mondo equestre occidentale è diventata largamente maggioritaria, predominante: in Italia, le donne iscritte alla corrispondente federazione sportiva sono quasi il 70%, in Francia e Germania sono circa all'80%, in America e in Australia sono ormai al 90% .

In teoria, se non esistessero “differenze strutturali”, se i due sessi fossero veramente alla pari, avremmo dovuto avere una presenza prevalente femminile in tutte le competizioni equestri e un'alternanza, sia pure irregolare, di vittorie e di piazzamenti tra uomini e donne a livello di eccellenza.

Invece, alle Olimpiadi - il luogo della tradizione e della massima eccellenza sportiva - da oltre sessant'anni, le donne spadroneggiano nel dressage, mentre, nel salto ostacoli e nel completo, “non hanno quasi mai toccato palla”.

A vantaggio dei “non addetti ai lavori” spieghiamo sommariamente gli sport equestri olimpici.

Dicesi dressage : LEGGETEVI VIKI! Sintetizzo: si tratta di abituare delle povere bestie, tramite particolari esercizi, a fare una sorta di balletto, dei movimenti prestabiliti con grazia, tempismo e precisione. Dal 1968 ad oggi solo un atleta maschio ha vinto le Olimpiadi nel dressage individuale: Reiner Klimke. Ma quello che più ci interessa per il nostro argomento è che il dressage è diventato una specialità quasi esclusivamente femminile.
Guardiamo, i primi 10 posti nel dressage individuale alle olimpiadi di Tokio svoltesi pochi mesi fa.
Classificati: 8 donne e 2 uomini. Gli uomini si piazzano al 6 posto con Edward Gal e al 9 posto con Hans Peter Minderhound. Da notare: Gal si dichiara orgogliosamente omosessuale, Minderhound è il suo lieto compagno.

Dicesi salto ostacoli: LEGGETEVI VIKI! Aggiungo che a livello olimpico il percorso è composto di una ventina di ostacoli che vanno da un metro e quaranta a un metro e sessanta di altezza e i “larghi” sono larghi ben oltre due metri, appunto; un percorso del genere fa “cagare sotto” solo a passarci dentro a piedi, ad ispezionarlo da terra. Nel salto ostacoli, prima chiamato “concorso ippico”, la partecipazione delle donne si è certamente incrementata ma è rimasta sempre largamente minoritaria. Comunque, da quando esistono i Giochi mai una donna ha vinto le Olimpiadi nel s.o. Individuale.
Guardiamo, i primi 10 posti nel s.o. individuale alle olimpiadi di Tokio svoltesi pochi mesi fa.
Classificati: 8 uomini e 2 donne. Le donne si piazzano al 5 posto con Malin Baryard Johnson e al 10 posto con Luciana Diniz. Da notare: Jessica Springsteen (si, la figlia del Boss) manco si è qualificata per la finale, mentre ha conquistato la medaglia d'argento con la squadra degli USA.

Dicesi: completo di equitazione: LEGGETEVI VIKI! Originariamente era una competizione prettamente militare, era chiamato “military”, appunto, e prevedeva una gara di resistenza davvero massacrante. Guardiamo, i primi 10 posti nel completo individuale alle olimpiadi di Tokio svoltesi pochi mesi fa.
Classificati: 8 uomini e due donne. Le donne si piazzano al primo posto con Julia Krajewski, e al 9 posto con Laura Collett. Da notare: è la prima volta nella storia delle Olimpiadi che una donna vince in questa specialità.

Preparare un cavallo al dressage di alto livello richiede: pazienza, disciplina, costanza, sensibilità, ragionamento, tatto, rigore, cura... empatia perfino.
Ma sopratutto, in gara, rischi sono quasi azzerati, i pericoli praticamente inesistenti, per primeggiare valgono sopratutto la concentrazione, l'eleganza e la precisione.

Nel salto ostacoli, per affrontare i percossi grossi come quello olimpico, a parte la preparazione tecnico atletica del cavallo e del cavaliere, è richiesta aggressività, spavalderia e sicurezza di sé, bisogna gettare il cuore oltre l'ostacolo, appunto.
Ricordate Graziano Mancinelli, che partendo da fermo, fece entrare ed uscire il suo Ambassador (600 kg di potenza esplosiva ma anche matto come un cavallo) dalla doppia gabbia alle Olimpiadi di Monaco sotto la sferza della sua “terribil voce” OHP !... OHP ? ?
Ebbe lo stesso coraggio, lo stesso sprezzo del pericolo, la stessa “incoscienza” con la quale Valentino superò Stoner al “cavatappi” di Laguna Seca... ricordate?

A questo punto sembra evidente che le differenze strutturali esistano, sono chiare, lampanti e prevalgano, ora l'una ora l'altra, a seconda dell'ambiente, a seconda delle condizioni date.
Ora, qual'è il processo evolutivo e quali sono le ragioni filogenetiche che hanno fissato le differenze strutturali tra uomo e donna ?

continua...

« Ultima modifica: Novembre 16, 2021, 04:17:05 am da raffaele de martinis »
Connesso
modestamente: [email protected]