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Cavalletti.

Aperto da raffaele de martinis, Maggio 21, 2013, 01:28:57 PM

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raffaele de martinis

Pare - secondo esperti di s.o. - che i cavalletti non sono più di "moda", secondo me è come dire che non è più di moda la squola di base, si va direttamente all'Università.

La parola cavalletti rimane in itagliano in tutte le lingue del mondo, sembra che questi attrezzi siano stati inventati da Caprilli... ma chiedo conferma.

Fui in Germania quando c'era ancora il muro a Berlino, rimasi sorpreso da come lavorassero i lalli ai cavalletti con teutonica precisione...e la Germania - da decenni - è lider mondiale per quello che riguarda gli sport equestri e ha una produzione e un allevamento di lalli di altissimo pregio.

Anche in Francia, il s.o. è preparato con una minuziosa serie di esercizi in piano e sugli ostacoli bassi, seguendo il principio che il lallo da una parte deve saltare sempre e comunque, quindi va preparato di testa, dall'altra deve avere il fisico adeguatamente forgiato a questo scopo, quindi fatto con una ginnastica basata su flessioni e lavoro in scioltezza che dovrebbe essere uguale per ogni lallo sportivo.

Lascio a chi è esperto più di me sul s.o. e sul dressage il compito di ampliare l'argomento.
... "il culo nella carriola e le gambe avanti"...

zeus147

Se non ricordo male il colonnello disse che l'inventore dei cavalletti era Ubertalli.
Penso comunque che siano passati di moda anche in germania, sicuramente per via dei grandi risultati raggiunti dalla selezione, non li ho mai visti come esercizi proposti dai trainer tedeschi a parte dalla figlia di klimke(grande sostenitore dei cavalletti).
C'è un libro molto interessante sull'argomento: "cavalletti" di Reiner Klimke.

raffaele de martinis

Reiner Klimke dice: "ringraziamo l'inventore dei cavalletti: l'italiano Federigo Caprilli", ma può darsi che sia stato Ubertalli, non ho altre fonti.
I miei ultimi due lalli, da polledri, sono stati costruiti coi cavalletti: acciaio inossidabile, inoltre trovo che con un pò di fantasia si possano proporre - oltre che ai polledri - anche ai novizi a due gambe con loro viva e vibrante soddisfazione.

Penso comunque che siano passati di moda anche in germania, sicuramente per via dei grandi risultati raggiunti dalla selezione,...

Questo periodo mi fa pensare che siccome con la selezione abbiamo lalli da salto germanici a getto continuo, è opportuno scassarli velocemente, altrimenti crolla il mercato.

"A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca!"
... "il culo nella carriola e le gambe avanti"...

bambolik

Io sono una grande sostenitrice dell'uso (giusto e ragionato in base al cavallo e a cosa si deve ottenere rispettando le sue peculiarità) del cavalletto per i "saltatori" e non solo anche per gli "inciampatori" cronici. Penso che un cavallo da salto puo tranquillamente allenarsi tanto e piu su barriere e cavalletti e pochi salti...e ore di lavoro in piano BEN fatto...il resto è nella sua testa nella sua qualità e in quanto il cavaliere da meno fastidio possibile!
"Non è mai tempo perso quello trascorso a cavallo"(Winston Churchill).

Idunas-Sanni

A me non mi sembra che in Germania sia fuori "moda" il lavoro sui cavaletti. Fa parte integrante sia nella formazione di giovani cavalli che nella formazione dei cavalieri nel mondo del s.o.. Ma anche nel lavoro di ginnastica (Springgymnastik) per cavalli più avanti. Alcuni dressagisti ne fanno uso e tanti cavalieri non agonistici che ci tengono ad avere un cavallo versatile e ben lavorato.

Personalmente li trovo utilissimi per tanti motivi e non ne potrei fare a meno nel lavoro con i cavalli, indipendente dal tipo di monta. Io li uso sopratutto quando lavoro libero in tondino o alla longe (doppialonge compresa), ma anche nel lavoro sotto la sella.
1. richiedono l'attenzione da parte del cavallo nel lavoro
2. aiutano al cavallo nella coordinazione e a trovare un miglior ritmo nelle andature
3. puoi regolare persino la cadenza
4. varia il lavoro, perché la noia uccide ogni iniziativa da parte del cavallo
5. prepara il cavallo ai primi salti
6. fa lavorare la schiena
...
Da continuare!

Il cavallo è il tuo specchio. Non ti adula mai. Rispecchia il tuo temperamento. E rispecchia anche i tuoi cambiamenti di umore. Non ti arrabbiare mai con il tuo cavallo, potresti pure arrabbiarti con il tuo specchio. (Rudolf G. Binding)

zeus147

Allora perché nei maneggi italiani non esistono più i cavalletti?I nostri istruttori guardano l'equitazione tedesca con molta riverenza.
Certo che sono usati in qualche maneggio, il metodo utilizzato da klimke penso sia ancora abbastanza influente. La discussone verteva sul fatto che sia diminuito o quasi abbandonato il loro utilizzo, sulla efficacia non c'è dubbio.

alex

Anche se siamo in sezione "dizionario", a qualcuno che usa i cavalletti con costanza e con profitto, andrebbe di fare qui una bella "monografia" sull'argomento, partendo dalle basi ossia: da com'è fatto un buon cavalletto?

La nuda Verità è una donna difficile da amare. L'illusione invece è una donna seducente, amorevole, a cui è facilissimo restare fedeli.

bambolik

Citazione da: zeus147 - Maggio 24, 2013, 02:43:12 PM
Allora perché nei maneggi italiani non esistono più i cavalletti?I nostri istruttori guardano l'equitazione tedesca con molta riverenza.
Certo che sono usati in qualche maneggio, il metodo utilizzato da klimke penso sia ancora abbastanza influente. La discussone verteva sul fatto che sia diminuito o quasi abbandonato il loro utilizzo, sulla efficacia non c'è dubbio.

Perchè noi Italioti prendiamo solo le "cime" di rapa delle Germania (intendo solo la parte piu bella e papabile di una pianta e non tutta compresa la radice...), rimaniamo in superfice, guardiamo l'imboccatura di grandi campioni scimmiottando e non studiano ecc senza approfondire COME ci arrivano, perchè ecc..
Se interessa dovrei avere una bella "storia" su chi e come son nati i cavalletti e come si costruiscono in archivio...

Bella sintesi Idunas-Sanni!
"Non è mai tempo perso quello trascorso a cavallo"(Winston Churchill).

bambolik

ecco

Per costruire i veri cavalletti, com'erano quelli inventati dal ten. Ubertalli (si dice...), ai tempi di Caprilli, basta prendere un robusto palo di legno duro della circonferenza di circa cm 15, lungo m 4.
Normalmente si utilizza il faggio o adesso l'abete. Il faggio è essenza dura per eccellenza europea, non scheggia facilmente è pesante e se verniciato dura molto a lungo in esterno.
L'abete più usato oggi è piu commerciale, ha un buona durabilità all'esterno ma tende a scheggiare piu facilmente agli urti.
Alle due estremità del palo si applica una robusta croce di sant' Andrea usando lo stesso materiale del palo.
Una croce con due legni più lunghi e due più corti, in modo che il cavalletto presenti tre altezze: coricato la più bassa, base le due estremità corte della croce altezza media (circa cm 10), base le due estremità lunghe altezza massima (cm 15).
Le basi delle croci devono essere tagliate in modo che siano piatte sul terreno (quindi oblique rispetto all'asse del legno che forma la croce).
La croce (con i due bracci incastrati alla giuntura l'uno nell'altro) era fissata al palo o barriera con un robusto chiodo che forgiava il maniscalco, lungo almeno cm 15. Oggi si possono usare ferramenta di comune reperivbilità meglio sempre inossidabile e arrotondata.
"Non è mai tempo perso quello trascorso a cavallo"(Winston Churchill).

kitiara

Mha io ho due istruttrici, una fa prevalentemente lavoro in piano l'altra molto più concentrata sul salto, lavorano in regioni diverse ma entrambe usano i cavalletti intesi come "altezze" e "tipologie di esercizi" nel senso che "l'oggetto" cavalletto descritto da bambolik viene riprodotto con barriere e pilieri, indubbiamente non sono propriamente la stessa cosa rispetto a quelli del ten. Ubertelli, ma da qui a considerarli in disuso mi sembra esagerato, chi sa e vuole lavorare un cavallo li usa eccome.
Il "problema" dei cavalletti così come descritti da Ubertelli è che sono ingombranti e poco versatili, ragion per cui un maneggio non li include nel proprio parco ostacoli e chi ci lavora poi deve arrangiarsi.
... ed ognuno che è veramente cavaliere monta allo stesso modo in cui vive. Cerca quindi te stesso in sella o meglio ancora vicino ai cavalli. Accanto a loro troverai le ragioni nascoste del tuo essere e del tuo destino.

bambolik

Probabilmente Kit hai due istruttrici di una certa tipologia ma ti confermo che su 5 maneggi frequentati solo uno e mezzo (su mia richiesta il mezzo) utilizzava i cavalletti tipo Ubertalli o similari (che come dici sono piu comodi anche se meno "solidi"se il cavallo giovane inciampa non "cadono" con meno rischi teoricamente) come esercizio di lavoro vero e proprio...Comunque dovrei avere delle foto...interessa?
"Non è mai tempo perso quello trascorso a cavallo"(Winston Churchill).

Idunas-Sanni

#11
Citazione da: zeus147 - Maggio 24, 2013, 02:43:12 PM
Allora perché nei maneggi italiani non esistono più i cavalletti?I nostri istruttori guardano l'equitazione tedesca con molta riverenza.
Certo che sono usati in qualche maneggio, il metodo utilizzato da klimke penso sia ancora abbastanza influente. La discussone verteva sul fatto che sia diminuito o quasi abbandonato il loro utilizzo, sulla efficacia non c'è dubbio.
Zeus, non ti so dire perché qua in Italia siano in estinzione. Io sono tedesca e ti assicuro che in Germania li usano e come.

Grazie bambolik!

Ho appena trovato la nuova generazione di cavaletti "safety", e devo dire che non li trovo male. Sopratutto per il lavoro alla longe li trovo meglio. Si trovano da Roewer&Rueb. Volevo inserire una foto ma resta troppo piccola.
Il cavallo è il tuo specchio. Non ti adula mai. Rispecchia il tuo temperamento. E rispecchia anche i tuoi cambiamenti di umore. Non ti arrabbiare mai con il tuo cavallo, potresti pure arrabbiarti con il tuo specchio. (Rudolf G. Binding)

bambolik

#12
Idunas...c'è una foto piu grande...è interessante ma non riesco a capire bene...
Visto che sei teutonica...che esercizi predilite a seconda dello scopo? Son sempre pronta a vedere e capire il lavoro di altri!

i "classici" che utilizzo io son questi.

Cavallo "anziano" per mantenere un po ritmica e flessibilità


Cavallo giovane
"Non è mai tempo perso quello trascorso a cavallo"(Winston Churchill).

bambolik

Grazie dell'informanione Idunas no ma questo dimostra che i Cavalletti (che vedo mantengono il loro nome originali italiano anche ne sito tedesco) non solo vivono ma li evolvono anche in Germania! Belli!

http://roewer-rueb.de/node/46

"Non è mai tempo perso quello trascorso a cavallo"(Winston Churchill).

raffaele de martinis

Quarant'anni fa i cavalletti erano obbligatori in un maneggio che si rispettasse, oggi sono degli "oggetti misteriosi".

Secondo me sono indispensabili sia per i polledri che per i principianti, specialmente se - polledri e principianti - voglion fare s.o..

Sono sei mesi che dico al Cimarosa: facciamo dei cavalletti, l'istruttore del centro non li vuole, usa tutt'al più le barriere a terra, per dare le distanze... :dontknow: ma io li voglio perché abbiamo dei polledri in addestramento e devono fare schiena, devono fare occhio, devono fare il passo e comunque non fanno male neanche ai lalli maestri.

E' vero, prendiamo dall'estero gli scarti dei lalli e le cose "alla moda"i in fatto di doma e addestramento, mentre i foresti si sono già da tempo appropriati delle nostre eccellenze equestri...le più significative tracce del cavallo napoletano, dell'antico cavallo persano si trovano in alcune delle migliori razze di lalli  del nord Europa...ma questa è un'altro storia


... "il culo nella carriola e le gambe avanti"...