Cavallo Planet - Forum Per gli appassionati di equitazione inglese e americana... e di cavalli.

Sala Di Lettura => "Questioni Equestri" - Generale L'Hotte. => Topic aperto da: raffaele de martinis - Aprile 24, 2013, 02:32:51 am

Titolo: La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Aprile 24, 2013, 02:32:51 am
Dal foro che è come "la settimana enigmistica" copioeincollo:

Col. Paolo Angioni   
Oggetto del messaggio: Re: Questioni Equestri - Generale l'HotteInviato: 20/04/2013, 23:31
Moderatore
Iscritto il: 26/02/2011, 7:31
Messaggi: 866
Razza preferita: irlandese   
E' finita. Ora la persona che mi aiuta mette il tutto in pdf e lo pubblica sul forum. Anch'io sono impaziente di vedere L'Hotte pubblicato a disposizione di tutti. E' veramente un capolavoro. Sono 35 anni (prima traduzione nel 1978 per la Tavola rotonda delle L.L.Edizioni equestri) che lo tratto. E non mi stanco mai di rileggerlo.


Come non essere d'accordo col colonnello !
Dato che al momento non è ancora pubblicata la sua revisione voglio segnalare un errore ricorrente nelle sue traduzioni riguardo la parola: "attitude", affinché - nel caso non l'avesse già fatto - possa porvi prontamente rimedio.

Stabilito che attitude significa - http://dictionary.sensagent.com/%20attitude/fr-it/ (http://dictionary.sensagent.com/%20attitude/fr-it/) -

portamento, posa, attitudine, posizione, atteggiamento, postura, presenza, comportamento

proseguo il ragionamento.

A pag, 91 di "Questioni Equestri" L.L. Editore 1978 trad. Angioni leggiamo: -

Le bellezze del cavallo risiedono nella nobiltà, nella grazia, nella fierezza delle sue attitudini, nell'armonia dei suoi movimenti, nel loro splendore, nella loro energia.

a pag. 111 di "Capire l'Equitazione". Allemandi editore 2003 trad. Angioni leggiamo: -

"Ma il Generale L'Hotte, la cui attitudine da vivo era stata così netta, ha lasciato opere postume della più grande chiarezza. E' sufficiente rileggerle per troncare la questione senza possibilità di dubbio."


Nel primo caso, attitude va tradotto con portamento in quanto si parla della postura/dei movimenti del cavallo, nel secondo con posizione in quanto l'autore fa riferimento alla posizione intransigente assunta dal generale L'Hotte riguardo la fusione dei metodi Baucher e d'Aure...appunto.

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Aprile 28, 2013, 06:12:47 pm
Dopo l'ennesimo annunciazione, siamo ancora in attesa, dato che al momento non è ancora pubblicata la revisione del colonnello Angioni, voglio segnalare un periodo - tra i tanti - che nel caso non l'avesse già fatto dovrebbe essere corretto.

A pag, 99 di "Questioni Equestri" L.L. Editore 1978 trad. Angioni leggiamo: -

Altri prescrivono di mantenere dapprima il cavallo sul posto e di sottomettere successivamente ciascuna sua regione.

D'autres prescrivent de maintenir d'abord le cheval en place et de soumettre successivement chacune de ses régions.

In questo periodo l'errore più evidente è la traduzione di successivement che in questo caso non vuol dire successivamente, cioè: poi, dopo, in seguito, ma: a turno, una dopo l'altra.

http://dictionary.sensagent.com/%20successivement%20/fr-it/

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Aprile 28, 2013, 11:59:25 pm
Sempre perché al momento non è ancora pubblicata la revisione del colonnello Angioni, voglio segnalare un periodo - tra i tanti - che nel caso non l'avesse già fatto dovrebbe essere corretto.

A pag, 103 di "Questioni Equestri" L.L. Editore 1978 trad. Angioni leggiamo: -

Il suo amore per l'arte deve puntellarsi su un morale di una certa tempra, che nessuna delusione scoraggia, che nessuna difficoltà fa indietreggiare.

Son amour de l'art doit s'étayer sur un moral d'une certaine trempe, qu'aucune déception ne rebute, qu'aucune difficulté ne fait reculer.

In questo periodo l'errore più evidente è la traduzione di moral che in questo caso non vuol dire "morale" bensì carattere...nevvero ?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Aprile 29, 2013, 01:54:43 am
A pag 100 di "Questioni Equestri" L.L. Editore 1978 trad. Angioni leggiamo: -

La progressione dell'addestramento non potrebbe essere troppo graduale, essendo la gradualità una causa primordiale del suo successo; e se un giorno venisse raggiunto un progresso insperato, non bisogna considerarlo come definitivamente acquisito e prenderlo pe base per la lezione del giorno dopo, altrimenti...ecc. ecc.

La progression du dressage ne saurait être trop graduée, la gradation étant une cause primordiale du succès; et, si un jour, un progrès inespéré est atteint, qu'il ne soit pas regardé comme définitivement acquis et qu'il ne soit pas pris pour base de la leçon du lendemain, sans quoi on courrait, presque à coup sûr, à une déception.

Questa la segnalo ma per ora non offro solutioni, aspetto per vedere come il colonnello - o chi per lui - risolve la quistione nella nuova versione promessa e tanto attesa.

A proposito, qualcuno ne sa niente ?



Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Aprile 29, 2013, 11:50:37 pm
Dal foro equestre che è come la Settimana Enigmistica:

21/4/2011
Cari utenti del Forum,
vi comunico che a breve sarà disponibile in formato digitale (.pdf), scaricabile gratuitamente, il capolavoro del Generale l'Hotte "Questioni Equestri", tradotto in italiano dal Colonnello Angioni, precedentemente pubblicato dall'editore L. Lami.
07/11/2011
Avete ragione. Ma il fatto è che son da solo e ho tanto da fare.
13/07/2012
Abbiate pazienza. Ci sto lavorando con i sette sentimenti. Desidero che sia il più corretto possibile, corredato dalle note necessarie. Sarete ripagati dalla bellezza e dall'utilità del testo.
18/11/2012,
Con una certa approssimazione, spero che entro quindici giorni Questioni equestri sarà leggibile e scaricabile. Penso che chi è in attesa da tanto tempo sarà soddisfatto e comprenderà il perché della lunga attesa
02/12/2012
Ho quasi finito. Ora si tratta di inviarlo alla persona che lo mettera in formato PDF sul forum, insieme, a parte, alle immagini che riguardano personaggi e luoghi del libro. E' come se l'avessi tradotto una seconda volta. E' veramente un capolavoro, il più giusto, utile, interessante che io abbia letto
17/01/2013
Ho terminato il lavoro. Ora spetta a chi ha collaborato per inviare il testo al forum formato pdf. Che ringrazio vivamente.
 07/02/2013
Niente venia, caro Ambro. Non ce n'è bisogno. In effetti Questioni equestri non è un manuale. Un manuale, per sua natura, è datato. Questo invece è il più bel libro di equitazione che io conosca e so di essere in buona e numerosa compagnia. Ha più di cento anni, ma non li dimostra e non credo li dimostrerà mai anche quando ne avrà duecento o mille. Perché quello che possiamo chiedere ai cavalli e che i cavalli possono dare al cavaliere è nella loro natura e la loro natura non è cambiata ed è immutabile. L'allevatore potrà alzare l'altezza e la grossezza del suo prodotto, potrà incrociarlo con tutte le altre razze di cavalli esistenti al mondo, potrà crearne anche di nuove, come nel Settecento è stato creato il purosangue. Ma il sistema di locomozione non potrà cambiare, non potrà cambiare il sistema di trasmissione dei comandi e il sistema di comprensione del cavallo, non potrà cambiare insomma la psiche del cavallo e quel misterioso rapporto per cui, a un certo livello, il cavaliere diventa parte fisica e psichica del cavallo che si muove come «per volontà propria» (gen. L'Hotte). Il generale L'Hotte svela la natura del cavallo e il modo di renderci felici partecipi di questa natura.

Il mio lavoro è terminato. Ora è nelle mani della persona che lo invierà in formato pdf al forum.
26/03/2013
Sono in attesa anch'io. Il testo completo (traduzione di tutte le pagine della 1^ edizione di Questions équestres, Librairie Plon-Nourrit et Cie, Imprimeurs-Editeurs, 8, rue Carancière, Paris 1906) è nelle mani di un aiuto competente, attento e scrupoloso. Quattro occhi vedono meglio di due. Lo sta controllando e trasformando in pdf, con immagini e note. Penso (e spero) che compaia al più presto.
 30/03/2013
Nuntio vobis gaudium marnum: habemus Questioni equestri. E' arrivata la traduzione in pdf. Ora devo dare un'ultima controllata e poi sarà postata. Ringrazio di cuore la dottoressa Lucia Chiummo per il lavoro che generosamente si è offerta di fare. Abbiate altre ventiquattr'ore di pazienza e - come regalo di Pasqua - avrete la traduzione di quello che considero il capolavoro per eccellenza.
04/04/2013
Si, ci sono novità. Ho ricevuto la traduzione in pdf. Ho letto. Ci sono alcuni errori. In pdf non posso correggere. Allora ho ricevuto la versione in word. Ho iniziato a rileggere dalla prima riga. Purtroppo domani presto devo partire per Saumur dove si svolgerà l'assemblea degli Amici del Cadre Noir di cui sono delegato per l'Italia e oggi non potrò riuscire a terminare il lavoro. Rientrerò a casa martedì prossimo. Per cui solo da mercoledì potrò riprendere la lettura. Ci vorranno almeno due giorni. Perciò, entro la finr della prossima settimana la traduzione sarà postata. Mi spiace per l'inconveniente e per la prolungata attesa. Ma sarete ricompen sati dalla qualità del lavoro.
20/04/2013
E' finita. Ora la persona che mi aiuta mette il tutto in pdf e lo pubblica sul forum. Anch'io sono impaziente di vedere L'Hotte pubblicato a disposizione di tutti. E' veramente un capolavoro. Sono 35 anni (prima traduzione nel 1978 per la Tavola rotonda delle L.L.Edizioni equestri) che lo tratto. E non mi stanco mai di rileggerlo.


Due anni di preparazione. Che dire ? Cosa pensare ?
E' una tecnica di marcheting ?...e perché ? Non si vende niente.
E' una presa per il culo ?...non ci credo, la signorilità del colonnello è fuori discussione.
E' una involontaria manifestazione di incapacità, di inconcludenza ?...potrebbe essere.
O cosa ?
Ditemelo !
Di certo è assai strano: una persona seria si è messa nella condizione di apparire come un perfetto politico itagliano: parla parla, fatti a seguire: nulli.

Tutte queste annunciazioni sono marezzate da interventi di utanti che implorano notizie e umilmente chiedono sollecitazioni...i soliti qua qua quà.

Condivido i giudizi del colonnello e come lui son 35 anni che tratto questo libro: ho la copia n° 233 delle 750 stampate in quella edizione limitata, la acquistai nel 1978, appunto.

Ma tratto quel libro con animo del tutto differente, ecco il perché:

http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2010/08/un-lettore-irritato.html

Come già dissi, sarei il primo a congratularmi se il traduttore di allora facesse una revisione forte ed incisiva a quel suo lavoro la cui comprensibilità chiede "vendetta davanti a Dio e agli Uomini".
Vedremo...vedremo? Bah!










Titolo: Re: I "morali" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Maggio 01, 2013, 12:36:09 am
Sempre perché al momento non è ancora pubblicata la revisione del colonnello Angioni, voglio segnalare un periodo - tra i tanti - che nel caso non l'avesse già fatto dovrebbe essere corretto.

A pag, 107 di "Questioni Equestri" L.L. Editore 1978 trad. Angioni leggiamo: -

Ogni cavallo, in effetti, rappresenta una individualità risultante da un morale, da condizioni fisiche...ecc. ecc.

Chaque cheval, en effet, représente une individualité résultant d'un moral, de conditions physiques, qui lui sont propres, et commandant par cela même, chez le cavalier, une manière de procéder particulière.

Questa volta, la parola moral - riferito ad un animale - dovrebbe esser tradotta in itagliano con: indole o con temperamento, tradotta alla lettera non ha senso e comunque l'uso dei sinonimi serve proprio ad alleggerire la costruzione della frase e a far risaltare differenze di significato sia sfumate che sostanziali.

Ecco l'altro "morale":


Sempre perché al momento non è ancora pubblicata la revisione del colonnello Angioni, voglio segnalare un periodo - tra i tanti - che nel caso non l'avesse già fatto dovrebbe essere corretto.

A pag, 103 di "Questioni Equestri" L.L. Editore 1978 trad. Angioni leggiamo: -

Il suo amore per l'arte deve puntellarsi su un morale di una certa tempra, che nessuna delusione scoraggia, che nessuna difficoltà fa indietreggiare.

Son amour de l'art doit s'étayer sur un moral d'une certaine trempe, qu'aucune déception ne rebute, qu'aucune difficulté ne fait reculer.

In questo periodo l'errore più evidente è la traduzione di moral che in questo caso non vuol dire "morale" bensì carattere...nevvero ?

Titolo: chiodo fisso
Inserito da: Fioravante Patrone - Maggio 01, 2013, 01:27:19 am
Quale è lo scopo di questo thread monoautore?

"Sempre perché al momento non è ancora pubblicata la revisione del colonnello Angioni, voglio segnalare un periodo - tra i tanti - che nel caso non l'avesse già fatto dovrebbe essere corretto."
Perché scrivere queste cose qui e non mandare invece un mail ad Angioni, o contattarlo in qualcuno dei settordici modi che la τέχνη ci offre?

L'unico scopo che un cecato come me ci vede non è molto lusinghiero per l'autore di questo sfilatino di post.
Titolo: Re:La fissa
Inserito da: raffaele de martinis - Maggio 01, 2013, 02:19:02 am
Bravo Fioravante, nella particolare fattispecie hai dimenticato di aggiungere: Gentilissimo Colonnello, scusi il disturbo, grazie per l'attenzione, attendendo una Sua cortese risposta Le porgo referenti saluti...il tutto fatto in ginocchio e con lo sguardo basso e col capo chino.

30/03/2013
Nuntio vobis gaudium marnum: habemus Questioni equestri. E' arrivata la traduzione in pdf. Ora devo dare un'ultima controllata e poi sarà postata. Ringrazio di cuore la dottoressa Lucia Chiummo per il lavoro che generosamente si è offerta di fare. Abbiate altre ventiquattr'ore di pazienza e - come regalo di Pasqua - avrete la traduzione di quello che considero il capolavoro per eccellenza.

Ecco, se Angioni avesse tenuto fede alle parole dette io non avrei mai cominciato questo topico.

[b]20/04/2013[/b]
E' finita. Ora la persona che mi aiuta mette il tutto in pdf e lo pubblica sul forum. Anch'io sono impaziente di vedere L'Hotte pubblicato a disposizione di tutti. E' veramente un capolavoro. Sono 35 anni (prima traduzione nel 1978 per la Tavola rotonda delle L.L.Edizioni equestri) che lo tratto. E non mi stanco mai di rileggerlo.[/i]

Ecco. se il buon colonnello avesse tenuto fede a quando ridetto, non avrei mai cominciato questo topico.

Detto questo, ribadisco che sarei il primo a rallegrarmi se la nuova versione di Angioni fosse ben chiara e contribuisse a divulgare e a rendere comprensibile quest'opera in itagliano.

Titolo: Infatti
Inserito da: Fioravante Patrone - Maggio 01, 2013, 09:12:01 am
Allora ci avevo ben preso con lo scopo di queste "esternazioni".
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Maggio 01, 2013, 09:16:56 am
Anche io mi sono posta la stessa domanda di Fioravante.
Non credo che se Raffaele evita l'ossequio e il servilismo il Colonnello gli lanci qualche anatema,allora Raffaele perchè non contattarlo e fargli presente le tue osservazioni peraltro giustissime (conosco il francese quindi parlo con un minimo di cognizione).
Se non sono indiscreta puoi farci partecipi dei motivi della tua "avversione" nei confronti del Col?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Maggio 01, 2013, 10:12:06 am
Mia cara, il colonnello è stato - non da me certo - sicuramente contattato, dunque sa; è probabile che tu non abbia letto la traduzione di Angioni;  scommetto che non hai mai avuto una discussione (non la umile richiesta di consilii) su un forum con la "medaglia d'oro olimpica"; azzardo a dire che hai poca dimestichezza coi militari/con la mentalità militare, intuisco che non hai conosciuto gli istruttori militari - per lo più in pensione - che insegnavano equitazione nei maneggi itagliani fino a trent'anni fa.
Se tu avessi avuto codeste esperientie capiresti il perché della mia "avversione", non avresti neanche posto la domanda.

A che livello è il tuo francese ?

 
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Maggio 01, 2013, 10:44:33 am
Non ho letto la traduzione del Colonnello

La mia unica esperienza con istruttori militari risale a quando avevo circa 11 anni. Mi regalarono un "pacchetto" di 10 lezioni in un centro ippico gestito da un ex militare. Mi ha fatto venire tanta paura dei cavalli e di montare che,una volta terminate le 10 lezioni,sono rimontata in sella oltre 30 anni dopo.
Se non fosse stato per quello :vfncl: avrei continuato a montare e adesso FORSE sarei bravina.

Diplome d'etudes francaises (deuxième degré) avec la mention honorable rilasciato dall'Université des langues et lettres de Grenoble nel lontano giugno 1981 (ahimè).
Perdona l'ortografia ma la mia tastiera non ha cediglie nè accenti circonflessi.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: DivinityOfDarkness - Maggio 01, 2013, 11:57:43 pm
Milla, lo sai che d'ora in poi sei nel mirino di chiunque abbia qualcosa di francese per le mani e necessiti di delucidazioni??? Ecco, ora lo sai  :horse-wink: tieniti pronta!  :horse-cool:

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Maggio 02, 2013, 12:01:01 am
Bene, ti contatterò per m.p.

La mia traduzione è pronta da un pezzo, solo per opportunità contingente - capisciamé - non ho pubblicato gli ultimi 4 capitoli.

Inoltre, Beatrice ed io, stiamo lavorando alla versione in itagliano del "Diario" di L'Hotte, un testo pretioso, facile e piacevole da leggere, è come un libro per ragazzi dove si parla di grandi cavallerizzi, grandi cavalli, grandi avventure, pieno di nanettodi davvero curiosi e divertenti.
L'ideale per trovare le ragioni di approfondimento e conoscenza della "Bella Equitazione".

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Sempre perché al momento non è ancora pubblicata la revisione del colonnello Angioni, voglio segnalare un periodo - tra i tanti - che nel caso non l'avesse già fatto dovrebbe essere corretto.

A pag, 113 di "Questioni Equestri" L.L. Editore 1978 trad. Angioni leggiamo: -

E' in quella occasione che conobbi il conte di Taubenheim e che egli mi parlò delle sue origini equestri.

C'est alors que je connus le comte de Taubenheim et qu'il me parla de ses origines équestres.

Basta sostituire origini con esordi e miracolosamente la frase scorre...se score, se score
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Maggio 02, 2013, 12:27:07 pm
13/07/2012
Desidero che sia il più corretto possibile, corredato dalle note necessarie. Sarete ripagati dalla bellezza e dall'utilità del testo.
: -

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Pippokid - Maggio 02, 2013, 12:58:08 pm
da utente, non da moderatore:

ma non potrà il Colonnello metterci il tempo che gli pare senza essere continuamente incalzato da te con tanta acidità?

i motivi per i quali impiega un tempo maggiore di quello che aveva preventivato sono cosa che riguarda solo lui, puo' avere avuto impegni imprevisti, problemi di salute, cali di voglia di stare dietro a questa attività....

è evidente l'astio che provi nei suoi confronti, ma un minimo di educazione, dovuta a chiunque, ti potrebbe frenare un po'
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Maggio 02, 2013, 02:43:06 pm

Esprimo quello che pensano tanti utanti che si sentono presi per i fondelli da codeste reiterate roboanti annunciazioni, bastava stare zitto e pubblicare la sua revisione quando era pronta, punto.

Astio ? Beh, in un certo senso gli sono riconoscente, la sua pessima traduzione del capolavoro di L'Hotte mi ha costretto a studiare ed imparare.

Abbiamo tradotto dal francese lo stesso libro, io sono sempre nel dubbio che il mio sforzo sia inadeguato, lui annuncia che saremo ricompensati dalla qualità del suo lavoro.

Vedremo.

Non ho mai nascosto che penso tutto il male possibile dei militari e della mentalità militare; ma a livello personale non ho la minima esitazione ad ammettere che Angioni sia una persona per bene.

Le mie critiche sono gratuite, sono immotivate ?

Avrò motivo di criticare uno che in due anni annuncia millanta volte che il suo lavoro sarà pubblicato: - a breve/massimo 15 giorni/per Pascua/entro la prossima settimana/massimo due giorni...

Quelli che ho segnalato sono evidenti errori o frutto di acidità ?

Educazione significa anche, rispettare il pubblico pagante che ti legge, lo so : ogni morte avi la so' ngiuria (ogni disgrazia ha la sua motivazione)...il traffico, la mancanza di benzina, l'inondazione, il terremoto in Cina, l'invasione delle cavallette....

Dunque, caro Pippi, prima di parlare di mancanza di educazione pensaci...in Italia è riconosciuto il diritto di opinione e di critica.
E' vero che in altri fori/in altro foro questo diritto è negato a volte con la seguente formuletta: Atteggiamento ostile nei confronti della moderazione e sei bannato.

Uddio!
Vuoi vedere che sono ostile a Pippo ? Sono ostile al moderatore Pippokid ? Sono ostile alla moderatione ?





Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Maggio 02, 2013, 03:20:22 pm
Copio incollo e sottoscrivo e invito a sottoscrivere: -

AGENPARL) - Roma, 02 mag - Oggi, a un mese dalla parata del 2 giugno, 23 deputati di Sinistra Ecologia Libertà hanno presentato una mozione parlamentare con la quale si chiede l'annullamento della parata e la destinazione delle risorse risparmiate alle misure contro la crisi e per il lavoro.
"Apprezziamo il gesto del Presidente Napolitano, ma proprio per questo ci appare assurdo spendere milioni di euro per far sfilare carri armati e altri mezzi militari quando il Paese attraversa una crisi così grave e non ci sono risorse nemmeno per assicurare i servizi fondamentali ai cittadini. Meglio sarebbe destinare queste risorse agli ammortizzatori sociali, per gli asili nido o ai servizi per gli anziani non autosufficienti".



Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Maggio 03, 2013, 03:25:48 am
Certamente, Fioravante e Pippo accoglieranno con viva e vibrante soddisfazione questa mia decisione.

Per ora sospendo le "segnalazioni", aspetto di veder pubblicata la revisione...

Non prima però di aver segnalato allo spettabile pubblico pagante questo curioso episodio: una mia lontana parente è una ex insegnante di itagliano alle superiori ora in pensione, ho copiato una mezza paginetta presa dal libro "questioni" e le ho detto di correggerla facendo conto che chi scrive è un suo studente.

Nessun mio studente scrive così !

E ha letto: - La progressione dell'addestramento non potrebbe essere troppo graduale, essendo la gradualità una causa primordiale del suo successo; e se un giorno venisse raggiunto un progresso insperato... che vuole dire questo (... :icon_rolleyes:...) ???

Siccome è una vecchia zitella bisbetica credeva che la stessi prendendo in giro...ho lasciato perdere. :dontknow:

Per concludere un omaggio:

è meglio una traduzione chiara, comprensibile, scritta in italiano fluido ed elegante che una oscura, incomprensibile, scritta in itagliano involuto e pesante.
Titolo: feedback
Inserito da: Fioravante Patrone - Maggio 03, 2013, 08:27:37 am
Raffaele, al di là della persona oggetto delle tue esternazioni, il problema tuo che ti segnalavo è che tu pensi di buttare m. addosso a qualcuno, ma finisce che la gran parte ti ricade addosso. Mi sembrava e sembra evidente, ma capisco che non lo è per te.


PS: la ripetizione scipita di stilemi e figure retoriche annoia il lettore. Aggiungi pure questo al repertorio dei miei inutili consigli. In compenso mi è piaciuto il tuo omaggio al povero Massimo Catalano espresso nella frase finale evidenziata in grassetto.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Maggio 03, 2013, 11:23:24 am
Quello che tu dici: "buttare m." trattasi di pura constatazione.

"Non si può fare la frittata senza rompere le uova", "non si può defecare e andare in carrozza", delle due una o stai sulla "torre eburnea" e ti estranei da noi comuni mortali, o, se decidi di fare un ""A tu per tu" o "Un filo diretto" coi comuni mortali, appunto, ti devi sporcare le mani.

Potrò avere queste opinioni ed esprimerle ?

Tu confondi la calunnia con la critica, la calunnia sporca chi la fa, la critica (documentata) è un diritto sacrosanto acquisito col sangue...nota che sangue non è virgolettato.



Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: bionda - Maggio 03, 2013, 11:39:52 am
Raffaele, stavo leggendo la tua traduzione, per la quale ringrazio, e mi piacerebbe anche finire il libro. Potresti, per piacere, pubblicare i capitoli mancanti?

Penso che ci siano in giro altri lettori "comuni", come me, che sono interessati al libro e non al confronto tra traduzioni alternative.


Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Maggio 03, 2013, 12:00:21 pm
La traduzione del libro è finita da un pezzo, ho rallentato e poi ho fermato le pubblicazioni per ragioni contingenti.

Siccome sono un "perfezionista" e malgrado i mie sforzi mi sento inadeguato al compito che mi sono preso malgrado l'aiuto sostanziale di Beatrice...inadeguato a trasmettere agli altri ciò che ho capito/credo di aver capito.

Ho avuto l'idea di sottoporre il testo a dei lettori "specialisti" per fare il controllo di qualità; ogni capitolo sarà letto da ciascun "controllore" il quale farà attenzione solo ad uno o due aspetti del testo che sono:

1)forma del testo, virgolettati, corsivi, punteggiatura, evidenziature.
2)controllo delle note: loro inserimento, qualità delle spiegazioni, segnalazione delle citazioni ecc.
3)attinenza sostanziale del significato della versione italiana a quella originale francese...attenzione la mia è una traduzione libera.
4)aspetto grafico, inserimento immagini e gestione del loro copyright, schemi, gestione delle piattaforme di accesso al ueb ecc.

Alla fine, incrociando e controllando i vari dati dovrebbe venir fuori un lavoro fatto dai lettori, dunque accessibile a chiunque.

Ho deciso di pubblicare - già lo dissi - il testo come ebook, a questo punto - cara Bionda - per gli ultimi 4 capitoli si tratta di aspettare.

Fioravante, come sei messo per il punto 4 ?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Maggio 11, 2013, 08:31:39 pm
FINALMENTE !!

CI SIAMO !! L'HO TROVATA!!


ECCO L'INTRODUTIONE: -

Informazioni
Titolo originale: "Questions Èquestres". Traduzione italiana a cura del Col. Paolo Angioni. Edizione francese 1978
Descrizione
Le "Questioni Equestri" del generale L'Hotte costituiscono la più pura espressione delle concezioni equestri francesi. Esse riflettono la personalità dell'autore che fu un uomo fuori dal comune, un écuyer prestigioso e un maestro che ha reso perenne uno stile.
[...]
L'Italia che, in meno di quattro secoli, ha generato due illustri innovatori, Federico Grisone e Federico Caprilli, accoglierà con il più grande interesse il messaggio del generale l'Hotte.

Lt. Colonel Pierre Durand
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Maggio 12, 2013, 05:20:55 pm
Contrordine compagni !

Non ci siamo ancora. Ho confuso un titolo di feisbuc con l'opera tradotta:

http://www.facebook.com/pages/Questioni-equestri-Gen-LHotte-Alexis-Fran%C3%A7ois/143959778997681?fref=ts

Infatti, manco a farlo apposta, a togliermi ogni dubbio è stato il colonnello in persona che ha pubblicato poche ore quanto segue, nel foro che è come la settimana enigmistica:

Abbiate ancora qualche giorno di pazienza. La traduzione è nelle mani della generosissima e bravissima persona che si è preso l'ingrato compito di aiutarmi. "Tra breve sarà postato". Informo che ho iniziato a tradurre Un officier de cavalerie. Souvenirs du général L'Hotte, Plon-Nourrit et Cie, Imprimeurs-Editeurs, Paris 1906, il complemento storico e tecnico delle Questions équestres, una lettura affascinante. Il libro ha ... 443 pagine. Diversamente dalle Questioni equestri sarà postato in formato pdf appena tradotto capitolo dopo capitolo.

Tra breve: ho la sensazione che il buon Angiomi ci stia prendendo per i fondelli, che si diverta come un pazzo a lanciare questi penultimatum, e se legge questi miei post si stia sganasciando dalle risate. Se è così: chapeau !

 
Titolo: per Pippo & Patrone
Inserito da: raffaele de martinis - Maggio 23, 2013, 08:40:02 pm
Ho preparato una simpatica letterina per voi due: PippoKid e Fioravante Patrone, appena definiti i particolari vela comunicherò.
Titolo: per Pippo & Patrone
Inserito da: raffaele de martinis - Maggio 24, 2013, 10:39:49 am
Ho condiviso la lettera - per mp -  con alcuni utanti che hanno aggiunto un pò di cose, stasera sarò più preciso.
Titolo: per Pippo & Patrone
Inserito da: raffaele de martinis - Maggio 25, 2013, 12:21:56 am
...abbiate pazienza, sono successe cose incredibili, appena metterò un pò d'ordine  vi parteciperò qualcosa di straordinario.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Maggio 25, 2013, 05:03:10 pm
Questi annunci pieni di suspence di imminenti avvenimenti mi ricordano qualcuno :horse-wink:
Titolo: per Pippo & Patrone
Inserito da: raffaele de martinis - Maggio 26, 2013, 12:55:02 am
Credo tu stia pensando ad Hitchcock, vero ?

In realtà mi trovo in una situazione imbarazzante, ma ormai mi sono avanzato e devo trovare una solutione...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Maggio 26, 2013, 03:52:00 pm
Si certo,Hitchcock,come no!
Allora potrebbe darsi che anche qualcun altro si sia trovato in situazioni imbarazzanti-difficili o che altro che giustificano il ritardo nell'avverarsi dell'annunciazione :horse-wink:
Faccio l'avvocato del diavolo.
Titolo: per Pippo & Patrone
Inserito da: raffaele de martinis - Maggio 27, 2013, 03:57:54 am
Questa è la necessaria premessa a ciò che dirò a Pippo e a Patrone:


26/04/2011
Ciao! chiedo scusa: sarebbe possibile avere il o i links dove trovare tutto il materiale e le pubblicazioni scaricabili gratuitamente? e un elenco dei libri di tecnica equestre consigliati dal Col e dagli utenti? se gia è stato creato un post a ruguardo ti ringrazio infinitamente se potessi indicarmelo!
Grazie!

23/05/2011
Non è ancora pronto?...Vorrei leggerlo assolutamente...Naturalmente se possibile..

17/06/2011
buon giorno, è stato reso disponibile il link?
grazie

31/08/2011
Ciao, niente link ancora? Sarei veramente molto interessato al libro...

11/10/2011
Ci sono notizie positive in proposito?
Attendiamo con ansia...


18/10/2011
Sempre in attesa!

21/02/2012
sarebbe stupendo poter leggere questo libro Colonnello.
Buona giornata

12/07/2012
in attesa..

13/07/2012
Per le cose Belle ci vuole tempo e dedizione.
Grazie.

31/10/2012
Salve Colonnello, le scrivo per chiederle se ci sono novità a proposito della pubblicazione di Questioni equestri?
Grazie

02/12/2012
Grazie per il suo lavoro Colonnello.
Eva

03/12/2012
Grazie Colonnello, resto in attesa. Spero di leggerlo quanto prima

04/12/2012
in trepida attesa

17/01/2013
Caro Colonnello ci sono novità sulla sua nuova traduzione di Questioni Equestri?
Grazie


18/01/2013
Col. grazie di cuore.
(Grazie anche ai collaboratori)


20/01/2013
...ragazzi non ci tenete troppo sulle spine !!
dateci qualche notizia.


20/01/2013
Allora tanti auguri di buon compleanno!! E molte grazie per la traduzione, che non vedo l'ora di leggere.
Cristiana


06702/2013
Buona sera vorrei sapere se è disponidile il PDf del manuale. Grazie!

26/03/2013
novita'??

27/03/2013
è una bellissima notizia

29/03/2013
Non vedo l' ora!
Non so come ringaziarLa di un lavoro di tale altruismo!

30/03/2013
Grazie colonnello, è un bellissimo regalo!!

03/04/2013
Ci sono novità in merito, chiedo cortesemente?

20/04/2013
Come procede la correzione?

11/05/2013
Che notizia meravigliosa!

15/05/2013
Due bellissime notizie Colonnello.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Fioravante Patrone - Maggio 27, 2013, 09:31:32 am
Raffaele, tutta 'sta manfrina non cambia di un ette la mia opinione su questo thread. Anzi.
La lettera mandala a lui, che ci fai più bella figura.
Titolo: per Pippo & Patrone
Inserito da: raffaele de martinis - Maggio 27, 2013, 12:58:22 pm
Chi ha mai detto che io voglia far cambiare opinione  a qualcuno su questa come su altre cose, aspetta e vedrai.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Maggio 31, 2013, 02:35:52 pm
Abbiate ancora un pò di pazienza, ho chiesto un parere legale, appena ho il nulla osta vi dirò.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Pippokid - Maggio 31, 2013, 04:56:43 pm
Eh, addirittura....vai a dire delle cose così forti da avere bisogno che un avvocato verifichi che non te ne possano derivare guai?  E se poi l'avvocato si rivelasse troppo ottimista?  Bah, vedi tu, se per te è così irresistibile dire quello che da tempo ci hai annunciato...ma potevi chiedere a me, dato che io in tribunale ci vivo, ti avrei detto volentieri se era opportuno limare qua e la'
Titolo: La sensazione del colonnello.
Inserito da: raffaele de martinis - Maggio 31, 2013, 11:17:54 pm
Questa è la necessaria premessa a ciò che dirò a Pippo e a Patrone:


26/04/2011
Ciao! chiedo scusa: sarebbe possibile avere il o i links dove trovare tutto il materiale e le pubblicazioni scaricabili gratuitamente? e un elenco dei libri di tecnica equestre consigliati dal Col e dagli utenti? se gia è stato creato un post a ruguardo ti ringrazio infinitamente se potessi indicarmelo!
Grazie!

23/05/2011
Non è ancora pronto?...Vorrei leggerlo assolutamente...Naturalmente se possibile..

17/06/2011
buon giorno, è stato reso disponibile il link?
grazie

31/08/2011
Ciao, niente link ancora? Sarei veramente molto interessato al libro...

11/10/2011
Ci sono notizie positive in proposito?
Attendiamo con ansia...
Sempre in attesa!

21/02/2012
sarebbe stupendo poter leggere questo libro Colonnello.
Buona giornata

12/07/2012
in attesa..

13/07/2012
Per le cose Belle ci vuole tempo e dedizione.
Grazie.

31/10/2012
Salve Colonnello, le scrivo per chiederle se ci sono novità a proposito della pubblicazione di Questioni equestri?
Grazie

02/12/2012
Grazie per il suo lavoro Colonnello.
Eva

03/12/2012
Grazie Colonnello, resto in attesa. Spero di leggerlo quanto prima

04/12/2012
in trepida attesa

17/01/2013
Caro Colonnello ci sono novità sulla sua nuova traduzione di Questioni Equestri?
Grazie


18/01/2013
Col. grazie di cuore.
(Grazie anche ai collaboratori)


20/01/2013
...ragazzi non ci tenete troppo sulle spine !!
dateci qualche notizia.


20/01/2013
Allora tanti auguri di buon compleanno!! E molte grazie per la traduzione, che non vedo l'ora di leggere.
Cristiana


06702/2013
Buona sera vorrei sapere se è disponidile il PDf del manuale. Grazie!

26/03/2013
novita'??

27/03/2013
è una bellissima notizia

29/03/2013
Non vedo l' ora!
Non so come ringaziarLa di un lavoro di tale altruismo!

30/03/2013
Grazie colonnello, è un bellissimo regalo!!

03/04/2013
Ci sono novità in merito, chiedo cortesemente?

20/04/2013
Come procede la correzione?

11/05/2013
Che notizia meravigliosa!

15/05/2013
Due bellissime notizie Colonnello.


Aggiornamento: -

29/05/2013
... c'e' qualche novita' ?? ...
 .. grazie cmq per tutto il lavoro svolto e che state svolgendo.

31/05/2013
La novità è che ho terminato, visto, rivisto a sufficienza tutto il testo e le note. Sono in attesa di vedere il tutto postato sul forum. La generosa persona che mi aiuta a riordinare. mettere in pdf, eccetera ha i suoi impegni. Ora dipende da lei. Mi scuso per la lunga attesa. Ma dovrebbe essere ben ripagata presto.


Piccola disgressione su "Equitazione ragionata" - Jean Licart.
Una mia amica mi ha invitato a guardare la copertina di questo libro edito da Allemandi e di recente tradotto da Paolo Angioni.

C'è un disegno molto bello e sul retro, questa descrizione:

Prova di rappresentazione grafica della sensazione del piego diretto nel movimento in avanti....

E' una frase senza senso, come si fa a dare una rappresentazione grafica a delle sensazioni causate da piego diretto ? In un disegno veristico poi...fosse stato un diagramma !!

Come al solito la spiegazione potrebbe essere nella pessima traduzione di Angioni.
Perché, un ottimo sinonimo di "sensazione" è "effetto"...proviamo ?

Prova di rappresentazione grafica dell'effetto del piego diretto nel movimento in avanti....

Che dite ?


Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: madamen67 - Maggio 31, 2013, 11:59:19 pm
 :specchio:  ma vivi e lascia vivere, suvvia...quando arriverà la traduzione penso che ognuno di noi, se vorrà leggerla, sarà in grado di trarne le debite conclusioni e avere il piacere di commentare.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Giugno 01, 2013, 12:12:40 am
Viviamo e lasciamo vivere, appunto.

Uno si diverte a fare annunci a vuoto. l'altro si diverte a segnalare quegli annunci a vuoto...non ti sta
bene ?

A proposito che conclusioni trai dalla "sensazione" del colonnello ?
 
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: madamen67 - Giugno 01, 2013, 12:41:01 am
Non è che mi stia bene o no...finchè ci sono annunci a vuoto li ignoro. Aspetto la sostanza, in questo caso gli annunci mi lasciano indifferente. Ho manifestato la mia soddisfazione per l'imminente arrivo della traduzione, se poi ci mettono due secoli, peggio per loro io sto bene lo stesso.
E' assai probabile che il termine "effetto" sia più calzante di "sensazione" ma (vuoi per lavoro, vuoi per pignoleria, vuoi per partito preso...insomma, quello che vuoi) non prendo MAI in considerazione frasi avulse dal loro contesto. I'm sorry...chissà, se avrò la possibilità di leggere questa attesa traduzione potrò dirti: diamine, Raffaele, avevi ragione da vendere fa schifo!
Oppure potrei dirti che è veramente fatta bene. Nel frattempo, per cortesia e se ti è possibile, mi piacerebbe continuare a godermi le tue traduzioni e le tue note (che sul blog non riuscivo più a trovare). Grazie!!     
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Giugno 01, 2013, 12:50:02 am
La frase non è avulsa dal testo, è la descrizione di un disegno, comincia e finisce, punto.

Bene, ora spiegami perché "ignori gli annunci a vuoto" e ti dai da fare per bacchettare chi "segnala gli annunci a vuoto" ?

La traduzione di Angioni è disponibile da trent'anni, l'hai letta ?



Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: madamen67 - Giugno 01, 2013, 12:04:21 pm
Il disegno non l'ho visto, la traduzione purtroppo non ho avuto la possibilità di leggerla e quindi non mi sento di intervenire con cognizione di causa, mi spiace. Chissà che non riesca ad averle tutte e due vicine quando sarà disponibile quella nuova.
Non bacchetto nessuno, non sono proprio il tipo. Peccato che tu abbia inteso questo. 
Titolo: Omaggio a Madama.
Inserito da: raffaele de martinis - Giugno 01, 2013, 02:35:35 pm
Bene, stai parlando sul nulla.
Allora leggi il libro, e guarda il disegno con la relativa descrizione...poi ne discutiamo.

Malgrado la fuffa e la muffa accumulatesi sul testo di L'Hotte, questo rimane un capolavoro assoluto della letteratura equestre.

Angioni ha fatto un tentativo meritevolissimo da una parte: traducendo/cercando di tradurre in itagliano le "Questioni"; dall'altra - siccome la sua traduzione è pessima - ha scoraggiato generazioni di cavaglieri italioti ad avvicinarsi alla "Bella Equitazione".

Ripetuto questo, credo che tu sia una persona notevole, appena saranno pronti i capitoli in maniera definitiva - note comprese - sarai la prima ad avere la possibilità di condividerli.

http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2010/08/un-lettore-irritato.html
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Giugno 01, 2013, 03:09:53 pm
I capitoli definitivi non saranno mai pronti se stai qui a chiacchierare invece di tornare di là ad aiutare le tue segretarie che lavorano come negre
Titolo: Lode alle donne.
Inserito da: raffaele de martinis - Giugno 01, 2013, 06:38:34 pm
Lo so, le mie ragazze lavorano veramente tosto, le loro tastiere sono madide di sudore, i loro hard disk in perenne surriscaldamento; ma i loro neuroni, che ho messo duramente alla frusta, stanno dando risultati - per me - insperati.

Dunque lode - lode - lode alle donne in generale, alle mie ragazze in particolare...non dico - per ora - altro, mi fermo quì...altrimenti queste mi chiedono l'aumento di stipendio. :icon_rolleyes:


 
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Giugno 01, 2013, 07:00:06 pm
(http://ecx.images-amazon.com/images/I/513AZJwhdQL.jpg)

"effetto" sembra descrivere meglio il giro di frecce di quel disegno, che non "sensazione", sono d'accordo

non sono d'accordo per niente sul principio di quel disegno che porta ad improvvisare una equitazione "pesante" usando mani, gambe e assetto come se il cavallo fosse un burattino da spremere, ma questo è un'altro discorso
Titolo: Re:Lode alle donne.
Inserito da: Tu Reviens - Giugno 02, 2013, 12:04:52 pm
Lo so, le mie ragazze lavorano veramente tosto, le loro tastiere sono madide di sudore, i loro hard disk in perenne surriscaldamento; ma i loro neuroni, che ho messo duramente alla frusta, stanno dando risultati - per me - insperati.

Dunque lode - lode - lode alle donne in generale, alle mie ragazze in particolare...non dico - per ora - altro, mi fermo quì...altrimenti queste mi chiedono l'aumento di stipendio. :icon_rolleyes:


Sono stata demansionata da "supervisore" a "segretaria" o "ragazza"? Occhio che Bologna è sempre stata una piazza "calda" dal punto di vista sindacale....
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Giugno 02, 2013, 02:16:15 pm
Beatrice io ho già minacciato lo sciopero.
Stiamo attente perchè qui alla fine ci mette a spolverargli il PC :pulizie:
Titolo: per Pippo & Patrone
Inserito da: raffaele de martinis - Giugno 03, 2013, 12:30:24 am
Eh, addirittura....vai a dire delle cose così forti da avere bisogno che un avvocato verifichi che non te ne possano derivare guai?  E se poi l'avvocato si rivelasse troppo ottimista?  Bah, vedi tu, se per te è così irresistibile dire quello che da tempo ci hai annunciato...ma potevi chiedere a me, dato che io in tribunale ci vivo, ti avrei detto volentieri se era opportuno limare qua e la'

MIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII  !!!!

Che beata hai capito !!! Io mi riferivo a problemi di copirait !
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Giugno 03, 2013, 10:30:49 am
 :laughter-485:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Laura - Giugno 03, 2013, 03:16:38 pm
Che tu sbagli o no fa poca differenza, non ci si rivolge così alle persone.
Stai palesemente violando il regolamento del forum e nessun moderatore interviene.


Vero.  Era robaccia, levata dal forum
Alberto
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: rhox - Giugno 03, 2013, 07:02:44 pm
tecnicamente pippokid è moderatore..
il fatto che di visibile non ci sia nulla non vuol dire che non ci sia qualcosa sotto :chewyhorse:
Titolo: Che beata c'è sotto ?
Inserito da: raffaele de martinis - Giugno 03, 2013, 10:43:12 pm
(http://img9.imageshack.us/img9/3829/kohr3.jpg) (http://imageshack.us/photo/my-images/9/kohr3.jpg/)

Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)

COSA C'E' SOTTO  ??? PRESTO LO SCOPRIRETE !!
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Giugno 03, 2013, 11:33:13 pm
Che tu sbagli o no fa poca differenza, non ci si rivolge così alle persone.
Stai palesemente violando il regolamento del forum e nessun moderatore interviene.


Vero.  Era robaccia, levata dal forum
Alberto

Scusa, ma tu sei Laura, PippoKid o Alberto ?

Quando ti darai una personalità univoca ne riparleremo di come ci si rivolge alle persone.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Pippokid - Giugno 04, 2013, 03:49:21 pm
Nel post di Laura si legge chiaramente il nick di chi ha apportato modifiche, impossibile avere dubbi.

Le frasi cancellate contenevano termini che a volte venivano usati in caserma, quand'ero militare, ma che fuori da una caserma, in luogo pubblico e fra gente che nemmeno si conosce personalmente, non possono assolutamente essere utilizzati
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Giugno 04, 2013, 08:58:36 pm
Trovo estremamente maleducato - da parte di un moderatore - entrare in un post altrui senza presentarsi e chiedere permesso, è inammissibile modificare un post senza ragioni...perché hai modificato quel post ?
Potevi rispondere pubblicamente o per via privata...per quale ragione hai modificato ?

Mi piacerebbe sapere quali "termini da caserma" hai cancellato, perché a confronto delle espressioni usate nei pubblici dibattiti televisivi odierni, il turpiloquio che usavamo sotto le armi, è prosa per fini cicisbei.

In quanto a Laura ha ragione: non ci si rivolge così alle persone.
Il servilismo, l'adulazione ingiustificatissima, il formalismo falso e cortese,  è - per me - cosa davvero ributtante, per quello che mi riguarda sfuggo a queste regole, e mi son ritirato in buon ordine nella sala di lettura e nel mio fichissimo diario.

A proposito, solo adesso mi rendo conto che il moderatore di questa sezione sono io...vero Pippo ?
Se hai cancellato in questa sezione sarebbe stata cosa buona e giusta - per una elementare questione di buona educazione, di saper vivere - avvisarmi per primo, non ne convieni Pippo ?

Cosa hai cancellato ?

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Pippokid - Giugno 04, 2013, 09:33:40 pm
in qualsiasi forum i moderatori cancellano ciò che per qualche motivo non è ritenuto accettabile, o è contrario alle regole stabilite.  e non lo devono certo fare chiedendo permessi.  e ovviamente lo fanno nei post altrui, non nei propri.
tu puoi trovare ributtante ciò che credi, ma la maniera in cui ti esprimi deve rispettare le regole del forum e soprattutto dell'educazione.  eventuali cose contrarie a tali regole, se proprio ci tieni a dirle a persone che nemmeno conosci, fai meglio a dirle personalmente e non pubblicamente, in forum, facendo uso di termini insultanti.  o pensi che i termini che hai usato (in maniera per te motivata, certamente) non fossero degli insulti? 
sugli avvisi, infine, non convengo.  la gente non va insultata e basta, e se questo avviene non c'è motivo per dilungarsi in avvisi

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Giugno 04, 2013, 10:06:02 pm
in qualsiasi forum i moderatori cancellano ciò che per qualche motivo non è ritenuto accettabile, o è contrario alle regole stabilite.  e non lo devono certo fare chiedendo permessi.  e ovviamente lo fanno nei post altrui, non nei propri...mi prendi per scemo ?

Mi avresti dovuto avvisare in qualità di moderatore di questa sezione, io non mi permetterei mai di aggiustare post nella sezione western o diari - cosa che non mi passa neanche per l'anticamera del cervello - senza avvisare il mod. relativo.

Io non capisco quali termini sono insultanti ?

Dimmi quali parole sconce ho usato e chiederò scusa...non ricordo bene quello che scrissi: cortigiano ? Lecchino ? Ti scandalizzi per questo?
Tu come definisci persone che adulano ingiustificatamente qualcuno ?
Dimmi il termine esatto e lo userò.

O non si può esprimere una opinione a proposito?


Non mi hai detto perché hai modificato un post di Laura piuttosto che rispondere.


Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: rhox - Giugno 05, 2013, 07:56:11 am
no raffaele, i moderatori si occupano solo della loro sezione, non puoi andare a correggere nella sezione western..
i moderatori globali invece servono di supporto, per non stare ad aspettare il moderatore specifico e hanno tutti i poteri per intervenire ovunque senza chiedere permesso. se hanno dei dubbi su come agire c'è la sezione apposita per tutti dove confrontarsi e chiedere aiuto agli altri..
non è che il moderatore di una sezione ha il privilegio di poter intervenire solo lui, se no sarebbero tante piccole isole personali.. è un forum unico dove vige una moderazione unica e condivisa a tutte le sezioni. se un mod non la rispetta intervengono gli altri per lui e gli si fa un discorsetto..

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Giugno 05, 2013, 11:45:17 am
Non sapevo di queste differentie, o meglio non mi hanno mai interessato.
Noto con rammarico che usate anco voi l'orribile termine "moderatore globale"...e perché no:
"moderatore generale" ? 

Mah !

Ora, dato che Pippo il globbale ha cancellato il post a me: moderatore semplice, il minimo, al di fuori dei regolamenti, doveva fare è quello che ho scritto prima per semplice buona educazione/per normale vivere civile.

Quindi dico quello che penso: PippoKid agendo in quella maniera è stato scorretto, ha censurato una mia legittima opinione espressa - secondo me - in termini corretti.

Comunque sono prontissimo a cambiare le aggettivazioni: cortigiano e lecchino con altri lemmi di vostro gradimento.
Come devo definire gente che adula ingiustificatamente qualcuno ?


Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Pippokid - Giugno 05, 2013, 02:56:38 pm
quelle che per te sono adulazioni ingiustificate, magari sono considerazioni oggettive per altre persone.  puoi fare a meno di definirle se non riesci a farlo rispettando quello che dicono e pensano gli altri anche quando è diverso da quello che pensi tu
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Giugno 05, 2013, 03:19:44 pm
Raffaele,c'è la globalizzazione no? Aggiornati :ignor:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Giugno 05, 2013, 03:40:15 pm
quelle che per te sono adulazioni ingiustificate, magari sono considerazioni oggettive per altre persone.  puoi fare a meno di definirle se non riesci a farlo rispettando quello che dicono e pensano gli altri anche quando è diverso da quello che pensi tu

Caro Pippo, per prima cosa bisogna sapere di cosa si parla, dal vocabolario Treccani:

adulare adulare v. tr. [dal lat. adulari] (io adùlo, ecc.; meno corretto àdulo, ecc.). – Lodare esageratamente per compiacenza, per interesse o bassezza d’animo: a. i potenti, a. i superiori

Ebbene, molte delle risposte - non tutte evidentemente - agli annunci inconcludenti di Angioni son pura e semplice adulazione, sfido chiunque a dire il contrario:

Queste sono di marzo scorso dopo uno dei tanti annunci a vuoto:

Non vedo l' ora!  Non so come ringraziarLa di un lavoro di tale altruismo!

Grazie colonnello, è un bellissimo regalo!!

E' evidente che su quelli che si esprimono in questa maniera non ho nulla da dire:

Buona sera vorrei sapere se è disponidile il PDf del manuale. Grazie!

Comunque te lo ripeto che sei stato scorretto e non rispondi : perché hai modificato un post altrui invece di rispondere ?



Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Pippokid - Giugno 05, 2013, 04:28:43 pm
perchè in tutti i forum del mondo (ne frequento anche molti altri) non ci sono regole fisse per le note della moderazione.  dato che il commento non poteva essere messo nel post rimosso, lo ho messo in un post adiacente e pertinente .  la posizione non mi sembra per nulla rilevante
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Giugno 05, 2013, 04:40:08 pm
Bene, praticamente puoi fare come ti pare ma questa è un'altra scorrettezza verso il lettore; se rimuovi un post dovresti lasciare uno spazio dove dici che manca una risposta perché altrimenti - chi legge - non  capisce il senso di eventuali interventi a seguire.

Ma queste sono mie osservazioni.

Prima di chiudere ti avviso: se tu o altri globali toccate un mio post senza avvertirmi, cancello da questa sezione tutti gli interventi che ritengo sgraditi.
Se non vi sta bene bannatemi.
Detto questo, l'argomento non merita un minuto in più della mia attenzione.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Pippokid - Giugno 05, 2013, 05:10:57 pm
e neanche della mia
Titolo: Loda o adula ?
Inserito da: raffaele de martinis - Giugno 06, 2013, 02:46:56 pm
Prima che i moderatori globali si mettano d'accordo e mi bannino...ma perché questo neologismo  eufemistico ?...mi caccino da codesto inclito foro; come sicuramente vorrebbero le care amiche lalliste; voglio fare anco io una lode ma senza essere esageratamente compiacente, senza alcun interesse personale e senza che reputi i destinatari della mia lodatura: "potenti" o "a me superiori".

Dunque la mia prima loda va...ve lo dico dopo, creiamo un pò di suspence !!!

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Giugno 07, 2013, 02:06:59 pm
...voglio fare una grande lode a Papa Francesco che - essendo argentino - ama il tango e i cavalli.

Ho saputo da fonti riservate ma attendibili, che presto si pronuncerà anche sul rapporto uomo/animale..non per niente si è proclamato Papa Francesco, con particolare riferimento ai lalli.

Aspettate e vedrete.
La mia seconda loda va....
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Bubba - Giugno 07, 2013, 05:13:02 pm
 :pollicesu:
Titolo: Gli scudieri.
Inserito da: raffaele de martinis - Giugno 08, 2013, 01:43:53 pm
Prima di passare alla seconda loda, voglio dire che non ho dimenticato affatto questi post:

da utente, non da moderatore:

ma non potrà il Colonnello metterci il tempo che gli pare senza essere continuamente incalzato da te con tanta acidità?

i motivi per i quali impiega un tempo maggiore di quello che aveva preventivato sono cosa che riguarda solo lui, puo' avere avuto impegni imprevisti, problemi di salute, cali di voglia di stare dietro a questa attività....

è evidente l'astio che provi nei suoi confronti, ma un minimo di educazione, dovuta a chiunque, ti potrebbe frenare un po'


Raffaele, al di là della persona oggetto delle tue esternazioni, il problema tuo che ti segnalavo è che tu pensi di buttare m. addosso a qualcuno, ma finisce che la gran parte ti ricade addosso. Mi sembrava e sembra evidente, ma capisco che non lo è per te.


PS: la ripetizione scipita di stilemi e figure retoriche annoia il lettore. Aggiungi pure questo al repertorio dei miei inutili consigli. In compenso mi è piaciuto il tuo omaggio al povero Massimo Catalano espresso nella frase finale evidenziata in grassetto.

Il "problema non è mio"  e non ho "astio" verso Angioni - francamente me ne infischio di lui - sono costretto ad occuparmene....ma non anticipiano le cose.



Titolo: Re:Gli scudieri.
Inserito da: Fioravante Patrone - Giugno 08, 2013, 02:07:50 pm
francamente me ne infischio di lui
ROTFL

E, mi raccomando: non merita un minuto in più della tua attenzione.
Titolo: Gli scudieri.
Inserito da: raffaele de martinis - Giugno 08, 2013, 05:14:46 pm
RIASM

Non ti vedevo nelle vesti di "scudiero"...ho sbagliato: nessuno è perfetto!
Questa citazione è dal celebre film di Wilder, così come i miei tormentoni : francamente me ne infischio è tratto da Via col Vento e non merita un minuto in più della tua attenzione è tratto da un altro film calt...quale?

Titolo: per Pippo & Patrone
Inserito da: raffaele de martinis - Giugno 15, 2013, 02:59:07 am
...nella Biblioteca del Quirinale, ex biblioteca reale, dove esiste una raccolta di circa 400 volumi di argomenti legati all'equitazione, all'ippica, alla veterinaria ed al cavallo in generale, che si configura, con le sue opere in francese, italiano, tedesco ed inglese, come una delle più ricche sull'argomento.
Essa testimonia ampiamente tutte le tappe della moderna scienza dell'equitazione e della veterinaria europee dal secolo XVI all'inizio del XX.


http://www.quirinale.it/qrnw/statico/biblioteca/documenti/antiche_opere_equitazione_veterinaria.pdf

Tutto quello che sto per venire voi a dirvi...addirvi tutta una parola, cari Pippo e Patrone, parte da una frase colta per caso leggendo nel sito lincato.
Fatte le debite ricerche, mi sono accorto di una sorprendente analogia tra un antigo episodio e l'argomento di questo topico che tanto irrita Patrone&Pippo.

Sto risistemando l'argomento in itagliano moderno, per farlo ho chiesto aita ad una persona competente, appena mi darà l'OK, posterò il malloppone: ci faremo delle grasse risate.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Giugno 19, 2013, 03:19:54 am
Nell'attesa che il mio collaboratore licenzi il malloppone riveduto e corretto da dare con viva e vibrante soddisfazione a Pippio e Patrone, vi do l'annunciazione che abbiamo cominciato a pubblicare i primi capi delle "questioni" in formato buk; piuttosto che sostituire i capi metterò i linki così vedrete anche le differentie tra le due versioni.
Appena completato lo metteremo in rete come ibuk, e forse riusciremo a far stampare una edizione limitata in cartaceo per le feste natalitie.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Bubba - Giugno 19, 2013, 12:08:40 pm
 :pollicesu:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Giugno 19, 2013, 01:12:54 pm
Io metterei anche l'introduzione ed il pezzo sulla "personalità" del Generale, sono importanti per capire.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Giugno 19, 2013, 05:12:49 pm
Detto fatto...mia badrona !
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Giugno 24, 2013, 11:00:41 am
Bilancia di proporzione a piattaforme mobili.   :icon_eek:

Qualcuno di voi sà di cosa si tratta ?
Io mai sentii questa definitione, chi mi può aiutare ?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: blackhorse68 - Giugno 24, 2013, 11:24:54 am
Mi viene in mente la "basacuna" solo che conosco solo il termine dialettale.

http://www.google.it/imgres?imgurl=http://images01.olx.it/ui/7/21/30/1369145058_512092130_1-Immagini-di--Bilancia-bassa-cuna.jpg&imgrefurl=http://matera.olx.it/bilancia-bassa-cuna-iid-512092130&h=787&w=625&sz=165&tbnid=4Ajdrc5-mTFr6M:&tbnh=94&tbnw=75&prev=/search%3Fq%3Dbassacuna%2Bbilancia%26tbm%3Disch%26tbo%3Du&zoom=1&q=bassacuna+bilancia&usg=__WRL-2cz8kw4L-5l5diveby6fLwc=&docid=DaR_I0IoJo8XIM&sa=X&ei=DRDIUYtth7bgBMjcgOAM&sqi=2&ved=0CE4Q9QEwBQ&dur=1095 (http://www.google.it/imgres?imgurl=http://images01.olx.it/ui/7/21/30/1369145058_512092130_1-Immagini-di--Bilancia-bassa-cuna.jpg&imgrefurl=http://matera.olx.it/bilancia-bassa-cuna-iid-512092130&h=787&w=625&sz=165&tbnid=4Ajdrc5-mTFr6M:&tbnh=94&tbnw=75&prev=/search%3Fq%3Dbassacuna%2Bbilancia%26tbm%3Disch%26tbo%3Du&zoom=1&q=bassacuna+bilancia&usg=__WRL-2cz8kw4L-5l5diveby6fLwc=&docid=DaR_I0IoJo8XIM&sa=X&ei=DRDIUYtth7bgBMjcgOAM&sqi=2&ved=0CE4Q9QEwBQ&dur=1095)

il funzionamento è uguale a quello che hai scritto: sul piano metti il peso che viene rimandato "proporzionalmente" ad un piatto più piccolo su cui si appoggia un contropeso.

Se fosse questa magari posso spiegare meglio il funzionamento.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Giugno 24, 2013, 05:24:27 pm
Già, è quello che ho pensato anch'io, in itagliano questa bilancia si chiama "bascula", ma io mi riferivo proprio a "bilancia di proporzione a piattaforme mobile".

Passi per piattaforme ma "bilancia di proporzione" - hai mai sentito questa definisione ?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: blackhorse68 - Giugno 24, 2013, 05:46:56 pm
Purtroppo no , mentalmente l' avevo associata a quel tipo di bilancia.
Mi spiace
Ciao
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Giugno 24, 2013, 07:34:15 pm
Scusa Raffaele, c'entra con la distribuzione del peso anteriori/posteriori?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Giugno 24, 2013, 09:44:00 pm
Certamente si...sono studi fatti da Baucher ed altri (al momento non ricordo i nomi). Ovviamente l'argomento è trattato da L'Hotte.

Purtroppo no , mentalmente l' avevo associata a quel tipo di bilancia. Mi spiace
Ciao

Infatti, è stata la mia prima impressione, difficile mettere dei lalli su due stadere, due bilancie a due piatti, o due bilici...a meno chè non si seghi il lallo in due.  :icon_eek:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Giugno 25, 2013, 08:47:47 am
generale Morris e Baucher:
"Journal des haras, chasses, et courses de chevaux, des progrès des sciences zooïatriques et de médecine comparée, Volume 2"

pagina 295:
http://books.google.it/books?id=8E5AAAAAcAAJ&pg=PA295&lpg=PA295&dq=chevaux+poids+morris+baucher&source=bl&ots=aphGVBRHOm&sig=vZP1Asnco54oO6vM5udkBwlzbnA&hl=it&sa=X&ei=STzJUYTYC4iUOP-QgYAI&ved=0CC8Q6AEwAA#v=onepage&q=chevaux%20poids%20morris%20baucher&f=false (http://books.google.it/books?id=8E5AAAAAcAAJ&pg=PA295&lpg=PA295&dq=chevaux+poids+morris+baucher&source=bl&ots=aphGVBRHOm&sig=vZP1Asnco54oO6vM5udkBwlzbnA&hl=it&sa=X&ei=STzJUYTYC4iUOP-QgYAI&ved=0CC8Q6AEwAA#v=onepage&q=chevaux%20poids%20morris%20baucher&f=false)

"nous allàmes, M. Baucher et moi, à l'entrepôt général des douanes (...) pour y peser des chevaux sur des balances de proportion à planchers mobiles, inventées depuis peu d'années" etc etc...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Giugno 25, 2013, 09:16:58 am
A parte la terminologia antiquata, e il riferimento specifico alla "recente invenzione",  trattasi IMHO di quuelle che adesso si chiamano "bilance a piattaforma" tipo quelle usate per il peso sui diversi  assi di un veicolo (e che potrebbero benissimo pesare anche anteriori/posteriori di un cavallo).

(http://www.diniargeo.it/images/EAF08/AF08_it.jpg)
http://www.diniargeo.it/prd/bilance/indicatori-di-peso/it-3590/pesatura-ruote-statica.aspx
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Giugno 25, 2013, 10:15:19 am
(http://img543.imageshack.us/img543/576/m8k7.jpg) (http://imageshack.us/photo/my-images/543/m8k7.jpg/)

Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)

Questa è una "balance a placher" della metà dell'ottocento, dunque perfettamente contemporanea a L'Hotte/Baucher, suppongo che se la si fosse collocata su delle rotelle o un carrello sarebbe diventata: balanche a placher mobile.

(http://img703.imageshack.us/img703/4431/hmot.jpg) (http://imageshack.us/photo/my-images/703/hmot.jpg/)

Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)

Questa è la versione moderna: balanche a placher mobile.

In itagliano questi marchingegni si chiamano : bascule.

Voici à ce sujet, des expériences qui ont été faites au moyen de deux balances de proportion, à planchers mobiles, sur l'une desquelles reposaient les pieds de devant du cheval, et, sur l'autre, ceux de derrière.
A questo scopo, si son fatti degli esperimenti per mezzo di due  bilance di proporzioni adeguate sulle quali si son collocate due piattaforme in legno.

Così ho tradotto nel capo VIII delle questioni già pubblicato in questo inclito foro.
Bene, io avevo capito e credo/credevo di aver fatto capire quello che è successo.

Mi sbagliavo, perché una gentile signora mi ha dimostrato di non aver capito una beata.

Ora, siccome la signora è colta e intelligente la colpa di non aver capito non è sua ma mia perché la traduzione non è stata adeguata: ho sbagliato, anche perché le parole francesi si prestavano ad un equivoco infatti nella versione stampabile l'ho cambiata è bastato poco.

Vi risparmio la traduzione Angioni, aspettiamo a vedere la sua nuova versione....è passato un mese (credo) dal suo ultimo penultimato, che poi vi faccio vedere la vecchia.




Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Giugno 25, 2013, 05:58:45 pm
Autore   Messaggio
labritos   
 Oggetto del messaggio: Re: Questioni Equestri - Generale l'HotteInviato: 18/06/2013, 15:48

Puledro

Iscritto il: 11/08/2011, 14:13
Messaggi: 16
Razza preferita: equus caballus   
Buonasera Colonnella ed un saluto a tutti i frequentatori del Forum,
mi sembra di capire che il lavoro di "pubblicazione" sia molto complesso.
Offro la mia disponibilità per un aiuto informatico... (se può essere utile alla causa !)

__________________________________________________________________________________

labritos   
 Oggetto del messaggio: Re: Questioni Equestri - Generale l'HotteInviato: ieri, 11:46

Puledro

Iscritto il: 11/08/2011, 14:13
Messaggi: 16
Razza preferita: equus caballus   
...se avete bisogno di un aiuto "informatico" mi rendo disponibile !

__________________________________________________________________________________

Era un pò che non controllavo i penultimatum del colonnello nel forum che è come la settimana enigmistica.

Stupendo !! Questo/questa labritos è commovente !

Disposto/disposta a sagrificarsi per la causa.

Per il mio piacere gli/le manderò il primo linco della copia stampabile delle "Questioni".

A proposito, sto cercando di metter il testo a fronte della tradutione se c'è un informatico che mi dà una mano a farlo senza fare molte tarantelle, gradisco. tenchiù
Titolo: La "generosa persona".
Inserito da: raffaele de martinis - Giugno 30, 2013, 11:38:22 pm
 Oggetto del messaggio: Re: Questioni Equestri - Generale l'HotteInviato: 26/06/2013, 6:22
Moderatore

Iscritto il: 26/02/2011, 7:31
Messaggi: 878
Razza preferita: irlandese   
Grazie, caro Labritos. Penso che sia quasi tutto finito. Per quel che mi riguarda (premessa storica, traduzione, note) è tutto completato. La generosa persona che si occupa di pubblicare come si deve ha purtroppo altri impegni e ultimamente non ha potuto mettere a disposizione tutto il tempo necessario. Ma siamo agli sgoccioli e penso che tra brevissimo (non mi espongo ulteriormente a previsioni temporali precise) finalmente la traduzione vedrà la luce. Un cordiale saluto e ancora grazie.


Bene, ora sappiamo chi è il "colpevole" di codesti ritardi...sicuramente il col. non sa che per traformare un doc in pdf basta un clic (anche se ormai pochi usano il pdf: troppo "pesante") e con qualche clic lo si pubblica dove si vuole nel ueb.
Dunque, dobbiamo supporre che la "generosa persona" sta ancora copiando il testo completato con "note e illustrazioni" gli auguriamo buon lavoro e faccia con calma.

Titolo: I tre "bravi" traduttori.
Inserito da: raffaele de martinis - Luglio 05, 2013, 02:33:38 am
Il faut encore que le cavalier possède l'intelligence particulière à son art, qui le portera à se rendre compte de tout et dirigera dans sa propre pratique comme, plus tard, dans son professorat.


Tre "bravi" traduttori hanno di fronte codesto periodo, ci sono vari modi di affrontarlo.
Il primo, si lancia a "corpo morto" in una traduzione alla lettera con questo risultato:

Bisogna inoltre che il cavaliere possegga l’intelligenza peculiare della propria arte, che lo porterà a rendersi conto di tutto e lo guiderà nella propria pratica come più tardi nel professorato. :icon_eek:

Il secondo, lodevolmente, ci ragiona un pò sù e cerca di dare un senso a quello che legge.

Occorre inoltre che il cavaliere possieda un’attitudine peculiare per la sua arte, che lo porterà a rendersi conto di tutto e guiderà le sue azioni durante il praticantato e,più tardi,nell’insegnamento.


Il terzo "bravo" traduttore legge la prima versione e non ci capisce una beata.
 
Legge la seconda: il discorso ha un senso ma è carente come forma ed è insoddisfacente  come significato.

Come ha tradotto il terzo "bravo" traduttore ?

Per prima cosa ha dovuto ragionare poi...il seguito alla prossima, me cala la palpebra.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Luglio 05, 2013, 08:40:57 am
Questo è un colpo basso,elevo formale protesta.
La seconda traduzione è effettivamente carente nella forma ma,non sapendo cosa veniva richiesto dal datore di lavoro l'impiegata si attenne al minimo sindacale e tradusse "paro paro" .
La mia modestissima opinione è che il periodo vada reso come segue (e come ti avevo già proposto):

Occorre inoltre che il cavaliere possieda un'attitudine peculiare per la sua arte (in itaGLIano moderno diremmo:occorre che il cavaliere sia portato o sia dotato) che lo renderà consapevole ( rendersi conto di tutto)  dello scopo delle sue azioni e lo guiderà sia nell'apprendimento che, in seguito,nell'insegnamento.

Avendo ADESSO letto tutto ciò che lo precede potrei azzardarmi a dire che si potrebbe anche tradurre facendo riferimento al tatto ed alla sensibilità equestri che sono appunto le qualità che deve possedere il cavaliere per sentire il cavallo ed agire conseguentemente ma questo lo lascio al terzo bravo traduttore che costruisce la casa di mattoni che non può essere distrutta dal lupo cattivo.

Io direi alla fine che il cavaliere deve essere portato e sapere quello che sta facendo. Mica poco
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Luglio 05, 2013, 10:04:24 am
Io penso che "intelligenza" significhi "comprensione approfondita"  e contesto la variazione dell'articolo da "il" a "un": ci si riferisce alla specifica "intelligenza" dell'arte equestre, non a "una" intelligenza; determinativo, non indeterminato. Ma anche se ho la sensazione di capire perfettamente il significato, non saprei tradurlo..... è ben per questo che ho rinunciato, da anni, a tradurre alcunchè; unicuique suum.

Ne traggo l'insegnamento che è meglio studiare le lingue piuttosto che affidarsi alle traduzioni.  :occasion14:
Titolo: ..."ragionare stanca".
Inserito da: raffaele de martinis - Luglio 05, 2013, 10:27:30 am
Ignoro, i precedenti posti e continuo il discorso di stanotte:

la chiave stà in intelligenza e nell'etimologia della parola partendo dal significato di : intelligence avec l'ennemi - intelligenza col nemico.

Intelligenza è la capacità di collegare fra loro eventi, azioni o oggetti al fine di conoscere, comprendere o prendere decisioni, mettere insieme, capacità di "collegare" dal latino: inter-ligo. quindi “Intelligenza con il nemico”significa complicità, collegamento con il nemico.

Dunque: in “l'intelligence particulière à son art” , la parola "intelligenza è usata come nel caso citato: intelligenza col nemico, detto questo, ecco il risultato della traduzione: -

“la particolare capacità di collegare alla sua arte”, ovvero: “il particolare collegamento” - “il particolare rapporto” - “la particolare relazione” - “il particolare legame”........dunque, traducendo liberamente: -  “l’amore”/“la passione” per la propria "arte".

Capito questo, si sa che il cavagliere, in questo caso è chiaramente un aspirante cavallerizzo; che rendersi conto si semplifica con : capire/comprendere/imparare; che "portare" ha ottimi sinonimi tra i quali spingere e simili.
Fatti sti ragionamenti il risultato è questo:

Inoltre, è necessario che l’aspirante cavallerizzo abbia una sincera passione per i cavalli e per l’equitazione che lo spingerà ad imparare  e lo aiuterà: prima  nella propria formazione e poi nell’insegnamento.


Ora, fin dalla prima lettura avevo capito il senso della frase, quello che è stato difficile è poterlo partecipare agli altri in maniera corretta, per farlo ho dovuto fare qualke ricerca ma sopratutto ho dovuto mettere alla frusta i miei residui neuroni ovvero ho dovuto ragionare e parafrasando Pavese..."ragionare stanca", è maledettamente vero !


Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Luglio 05, 2013, 11:08:01 am
Mi permetto rispettosamente di far notare che trattasi non più di traduzione ma di interpretazione dell' Hotte-pensiero.
Che l'aspirante cavaliere debba avere passione è sicuro ma tradurre intelligence con passione e modificare il periodo di conseguenza è andare un po' oltre.
Mia personalissima opinione
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Luglio 05, 2013, 12:15:04 pm
mi permetto di accomunare la parola "intelligenza" con l'atto dell' "intendere" e dell'avere "intesa", l'intesa con i cavalli in questo caso

comunque per quel periodo bastava tradurre "intelligenza" con "attitudine" e non servivano tutti sti pipponi

Il faut encore que le cavalier possède l'intelligence particulière à son art, qui le portera à se rendre compte de tout et dirigera dans sa propre pratique comme, plus tard, dans son professorat

Bisogna inoltre che il cavaliere possieda l'attitudine propria alla sua arte (l'equitazione), che lo porterà a diventare consapevole delle cose e lo aiuterà nella sua pratica come, più tardi, nell'insegnamento
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Luglio 05, 2013, 12:18:28 pm
Dal dizionario etimologico: comprendere: "prendere insieme"; afferrare coll'intelletto ossia intendere appieno. Intelligenza forse da inter legere, e quindi forse "leggere fra le righe", "cogliere oltre l'apparenza". Mi pare che "intendere appieno" (ossia "comprendere") sil il concetto a cui si riferisce la parola.

La traduzione con "passione" è bella, ma non è fedele; proprio come certe donne.  :icon_rolleyes:

La mia proposta: "la completa comprensione della sua arte".
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Luglio 05, 2013, 12:27:26 pm
"la completa comprensione della sua arte" sarebbe ridondante, perché in sostanza lo ridice dopo la virgola:

Bisogna inoltre che il cavaliere possieda "la completa comprensione della sua arte", che lo porterà ad avere "la completa comprensione della sua arte" :D

in questo caso a dispetto del titolo del topic "attitudine" mi pare corretto:

Bisogna inoltre che il cavaliere possieda l'attitudine alla sua arte, che lo porterà ad avere la completa comprensione delle cose
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Luglio 05, 2013, 12:36:32 pm
la traduzione di Raffaele, che vorrebbe che bastasse che "l’aspirante cavallerizzo abbia una sincera passione per i cavalli e per l’equitazione" per poter progredire nell'arte è del tutto sbagliata

perché sappiamo bene purtroppo (perlomeno io ho avuto parecchi esempi in diverse "arti") che "una sincera passione" per qualche cosa non è affatto sufficiente per fare progredire una persona in quello che vorrebbe fare, nemmeno dopo anni e anni di "sinceri tentativi appassionati"
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Luglio 05, 2013, 01:32:03 pm
Io da traduttrice terra-terra avevo proposto infatti attitudine, perchè il Generale dice semplicemente e giustamente che l'aspirante cavaliere deve essere portato per l'equitazione.
Personalmente non amo troppo le interpretazioni del testo, non mi sento proprio all'altezza di farle,ma anche con un minimo di buon senso penso che la passione sia indispensabile per diventare un vero cavaliere ma senza innata propensione per l'equitazione non si va da nessuna parte, al limite avrebbe migliori risultati un cavaliere con poca passione ma straordinariamente dotato per l'equitazione quindi tra le due mi pare assolutamente indispensabile non la passione ma l'attitudine.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Luglio 05, 2013, 02:40:38 pm
il discorso iniziale di Raffaele non è sbagliato, e neanche quello di Alex, "intelligence" significa anche "collegamento" e "comprensione" certo, è usato anche in inglese (le operazioni di "intelligence" sono appunto operazioni di informazione, collegamenti, raccolta e analisi di dati), ma è la conclusione un po' troppo personale e stravolta che non mi pare corretta, la "passione" non c'entra una beata insomma

in quella "intelligence" c'è che il cavaliere possegga capacità di analisi, raziocinio, bravura manuale, tutto questo non può essere sintetizzato con "bisogna che abbia passione"

al limite si può dire "bisogna che possegga particolari doti per la sua arte"
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Luglio 05, 2013, 02:41:38 pm
attitùdine
1. Disposizione innata o acquisita (fisica, psicofisica, o psichica) che rende possibile o facilita lo svolgimento di particolari forme di attività.


collegamento.
fig. Connessione, relazione: trovare, istituire un c. tra due fatti.


Intelligenza.
a. Complesso di facoltà psichiche e mentali che consentono all’uomo di pensare, comprendere o spiegare i fatti o le azioni, elaborare modelli astratti della realtà, intendere e farsi intendere dagli altri, giudicare, e lo rendono insieme capace di adattarsi a situazioni nuove e di modificare la situazione stessa quando questa presenta ostacoli all’adattamento ecc. ecc.


Ora, visti i significati sopra esposti, tradurre: intelligenza con attitudine è una forzatura una interpretazione sbagliata in quanto sono due cose completamente diverse...un cretino può avere una grande attitudine al bel canto, un intelligentissimo premio nobel potrebbe avere nessuna attitudine per il disegno.

Il Generale - in questo caso - non parla di attitudine/predisposizione/intesa coi lalli e con l'equitazione bensì di "intelligenza" nell'accezione - come ho già detto - di collegamento/complicità/amore con essa e che grazie a questo "amore" questa  Passione, l'aspirante maestro d'equitazione - che abbia attitudine o meno - è disposto a studiare ed imparare.

Detto questo, l'argomento non merita un minuto in più della mia attenzione.






Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Luglio 05, 2013, 03:10:44 pm
alla fine ha sempre ragione Lui

girovagando ho trovato la traduzione di "intelligence de l'art" con "conoscenza dell'arte", in effetti sono escluse dal contesto le capacità innate ma si fa riferimento solo alla voglia di imparare, alla comprensione e conoscenza

ma anche in questo caso "passione" mi pare un po' troppo lontano da "comprensione e conoscenza", anche perché dopo dice che ne guida i passi, che servirà a rendersi conto di tutto, ora la passione può fare questo? non è forse il "sapere" che può fare questo? meglio ancora la passione per il sapere?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Luglio 05, 2013, 06:46:35 pm
Mi son reso conto che ho fatto una scorrettezza: ho porto la frase fuori dal suo contesto, anche se, in effetti, presto la troverete in questa veste nella prossima pubblicazione dell'ultimo capitolo delle "questioni".

Per onestà intellettuale mi piace segnalarla anche quì nella discussione che si è creata.

Il cavaliere deve sempre controllare i suoi impulsi in maniera tale da agire sul cavallo con raziocinio, opponendo la pazienza all’eccitazione, la calma alla ribellione ma intervenendo con energia contro la pigrizia e la disobbedienza.
Ciò non basta, bisogna che abbia un temperamento forte tale da non scoraggiarsi di fronte alle difficoltà e alle probabili delusioni..
Ma più di tutto, e più che a  tutti gli altri artisti, al cavallerizzo occorre una dote: la costanza, la tenacia  che - a volte - deve essere portata al limite dell’accanimento, ve ne darò la prova quando - parlando più avanti del cavallo - vedremo come siano  numerose le difficoltà e le delusioni che ne possono derivare.
Inoltre, è necessario che l’aspirante cavallerizzo abbia una sincera passione per i cavalli e per l’equitazione che lo spingerà a studiare ed imparare  e lo aiuterà: prima  nella propria formazione e poi nell’insegnamento.
Infine, il cavaliere ha bisogno di un requisito del tutto particolare e specifico solo dell’equitazione: il tatto equestre, cioè quella capacità di percepire e distinguere la qualità dei movimenti del cavallo, dote indispensabile per determinate il tempismo e la misura delle sue azioni.
Questa capacità può essere sviluppata e perfezionata con la pratica e l'esperienza ma sostanzialmente si tratta di una dote innata: “o la si ha o non la si ha”;  un pò come la sensibilità cromatica per il pittore e l’orecchio musicale, il senso del ritmo per il musicista.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Luglio 05, 2013, 09:20:44 pm
ecco, quell'aggiunta di "studiare" (ed imparare) centra ancora meglio il bersaglio che forse anche il generale voleva centrare

certo che è più una libera interpretazione che una traduzione fedele, ma era nelle intenzioni di Raffaele fin dall'inizio, non possiamo certo dire che non ce lo aspettavamo!
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Luglio 05, 2013, 10:50:31 pm
Il testo di L'Hottele Raffotte?  :icon_rolleyes: Insisto: sincera passione è bello, ma non è fedele.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Luglio 06, 2013, 11:41:20 pm
Una mia allieva mi ha fatto notare una cosa semplicissima  che bandisce qualsiasi diatriba: la traduzione  a senso, pertanto, per questa volta derogo dal mio proposito e “torno a prestare la mia attenzione”.

Partiamo dalla traduzione alla “letterissima” del primo “bravo traduttore” fedele quanto si vole allo testo ma, in itagliano, non ha senso.

Bisogna inoltre che il cavaliere possegga l’intelligenza peculiare della propria arte, che lo porterà a rendersi conto di tutto e lo guiderà nella propria pratica come più tardi nel professorato.

E’ evidente che uno dei motivi di incompresione stà in: intelligenzapeculiare, dunque là bisogna.. intervenire.

Ripeto, sono arrivato a passione cominciando intelligenza = inter-ligo  ovvero: “collegamento” . - intelligenza col nemico = collegamento/complicità col nemico, appunto, da cui: “ legame “ - rapporto” - “relazione” - complicità - confidenza - affetto -  “amore” - “passione”.

Ma ammesso che questo mio ragionamento sia sbagliato tutte queste versioni che seguono hanno un significato accettabile, l traduttori hanno capito il senso di cosa si tratta e lo rendono - più o meno bene - infatti vediamo:

Bisogna inoltre che il cavaliere possegga attitudine alla propria arte, che lo porterà a rendersi conto di tutto e lo guiderà nella propria pratica come più tardi nel professorato.

Bisogna inoltre che il cavaliere possegga la predisposizione verso la propria arte, che lo porterà a rendersi conto di tutto e lo guiderà nella propria pratica come più tardi nel professorato.

Bisogna inoltre che il cavaliere possegga la tecnica della propria arte, che lo porterà a rendersi conto di tutto e lo guiderà nella propria pratica come più tardi nel professorato.

Bisogna inoltre che il cavaliere possegga la padronanza della propria arte, che lo porterà a rendersi conto di tutto e lo guiderà nella propria pratica come più tardi nel professorato.

Bisogna inoltre che il cavaliere possegga la dimestichezza della propria arte, che lo porterà a rendersi conto di tutto e lo guiderà nella propria pratica come più tardi nel professorato.

Bisogna inoltre che il cavaliere possegga la particolare relazione della propria arte, che lo porterà a rendersi conto di tutto e lo guiderà nella propria pratica come più tardi nel professorato.

Bisogna inoltre che il cavaliere possegga il particolare legame con la propria arte, che lo porterà a rendersi conto di tutto e lo guiderà nella propria pratica come più tardi nel professorato…devo continuare ??

Per chiudere:

1) traduzione più vicina alla lettera:   
Bisogna inoltre che il cavaliere possegga quel particolare legame con la propria arte, che lo porterà a rendersi conto di tutto e lo guiderà nella propria pratica come più tardi nel professorato.

2) traduzione più lontana dalla lettera come forma ma perfettamente attinente nella sostanza perché la passione lega, lega fortemente
Bisogna inoltre che il cavaliere possegga la vera passione per la propria arte, che lo porterà a rendersi conto di tutto e lo guiderà nella propria pratica come più tardi nel professorato.

3) traduzione differente dalla lettera ma con un senso compiuto assimilabile i due precedenti:
Bisogna inoltre che il cavaliere possegga attitudine/predisposizione per la propria arte, che lo porterà a rendersi conto di tutto e lo guiderà nella propria pratica come più tardi nel professorato.

A questo punto, siccome la responsabilità di scegliere stà solo al traduttore perché:
il diritto d'autore, nel nostro paese, ma in pratica in ogni parte del mondo, è esteso anche al traduttore: basta un apporto creativo (anche minimo) all'opera originale versata in un'altra lingua.
Quindi, la traduzione di un testo è un'opera a sé stante rispetto a quella originaria e come tale viene anche legalmente riconosciuta...dunque per me la seconda versione è quella buona, a qualcuno non piace? La reputa infedele? Dice che è scorretta?....Me ne farò una ragione.

PS di "rendersi conto di tutto" e "professorato" ne parliamo un'altra volta...
 






Titolo: per Pippo & Patrone.
Inserito da: raffaele de martinis - Luglio 10, 2013, 10:49:02 am
Miei cari, penso che il nostro lungo travaglio sia quasi tutto finito. Ho trovato delle appendici originali fatte da  L'Hotte a corollario di una delle prime editioni di "questioni" che andrò ovviamente a tradurre.
La generosa persona (che sono io: generosa in quanto senza esperienza specifica) che si occupa di mettere in veste tipografica al malloppone: mettere capoversi, spatiature, corsivi, impaginazione, copertina ecc. ecc   ha purtroppo avuto altri impegni e ultimamente non ha potuto mettere a disposizione tutto il tempo che avrebbe voluto. Ma siamo agli sgoccioli e penso che tra brevissimo finalmente la traduzione vedrà la luce in un unico fail che potrete stampare con vostra VEVS.

E' cum altrettanta vivi et vibrantes delectatione, che nuntio vobis gaudium magnum: habemus parata scripta pro Pippo:  globalo moderatore et Patrone: insigni magister cavallarum.
Ancore una tanticchia patientie et you'll read magno capolavoro di eloquentia et pulcra intelligentia.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Luglio 10, 2013, 12:27:18 pm
adesso ha preso anche a scrivere come lo stolto del nome della rosa :icon_pidu:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Luglio 10, 2013, 04:20:30 pm
Solo per completezza di informazione: questa è l'ultimo post dell'offerente informatica aita alla gentile risposta  del colonello.


labritos   
Oggetto del messaggio: Re: Questioni Equestri - Generale l'HotteInviato: 27/06/2013, 17:17
Puledro
Iscritto il: 11/08/2011, 14:13
Messaggi: 17
Razza preferita: equus caballus   
Grazie a Lei Colonnello e a chi sta lavorando !!
Sarà un grandissimo piacere poter leggere un libro che viene sempre citato nei migliori testi di equitazione.








Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Luglio 18, 2013, 10:38:08 am
Il cavallo di gran peso trova tuttavia il suo impiego per montare i cavalieri pesanti; tutte cose che d'altronde si equivalgono, dal momento che il cavallo porta tanto più facilmente il suo cavaliere, quanto il sovrappeso che ne risulta, paragonato al peso proprio del portatore, è meno considerevole.



A pag.5 de: Questioni Equestri - Generale L'Hotte : Traduzione prefazione e note di Paolo Angioni -  LL Edizioni Equestri Milano, trovate il periodo che ho sopra riportato

L'ho trasferito quì, per evitare di disperdere l'argomento.

Ora: Non mi parlate di contesto perché il periodo comincia e finisce ha un senso proprio compiuto.
La prima volta che l'ho letto - come i più vispi di voi - ho capito/intuito/indovinato il senso ma mi son detto: chi scrive deve essere qualcuno con seri problemi con l'itagliano perché gli hanno fatto stampare un libro ?
Poi ho scoperto che non era l'italiano il problema...
Riuscite a tradurre quell'itagliano in italiano ?


Ora, Paolo Angioni non aveva problemi con l'italiano, lo dimostra la prefazione che - seppur scritta in stile leggermente militar trombonico - è corretta ed è perfettamente scorrevole e comprensibile...tranne quando riporta tra le  alfanette dei periodi della sua traduzione; allora si nota in maniera lampante la differenza di stile: sono messi accanto !

Dunque, dato che il Nostro sà l'italiano, probabilmente ha studiato e conosce bene il francese, certamente ha una pratica equestre notevole, sicuramente ha una preparazione teorico pratica data dal fatto che è stato un professionista del cavallo (pagato da noi) per tutta la vita, come ci spieghiamo che quel libro è reso in maniera così particolare ?

A questo punto, si intravedono anche le ragioni per le quali - malgrado le 37 roboanti annunciazioni - la generosa persona non pubblica le Questioni, i più vispi di voi lo hanno certamente capito.


Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Luglio 18, 2013, 10:51:44 am
non è lui di persona a tradurre?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Luglio 19, 2013, 11:02:59 am
Negli ultimi anni, sono diventato il massimo esperto itagliano di L'Hotte, proprio a causa della particolare traduzione di Angioni.

Mi son reso conto di sapere pochissimo del colonnello, se non fosse stato per i fori ignoravo la sua esistenza, mentre conoscevo benissimo Stefano Angioni: un pazzo scatenato ! Un grande, l'ho visto montare alla Favorita nei primissimi anni 70 del secolo scorso, vincente in un categoria grossa con un baio che saltava le montagne...a quel tempo ancora mi piaceva il s.o. e lo seguivo.

Pertanto, pochi giorni fà, sono andato a leggere, in questo inclito foro: Un breve estratto della carriera sportiva del Nostro, ho avuto conferma di quello che pensavo.

Non farò commenti sulla carriera sportiva, ma voglio riportare delle sue parole dicono tutto:

Pagoro, alto al garrese m 1.48, aveva compiuto 20 anni. Era un tiratore straordinario. Tanto è vero che lo montavo in briglia. L'imboccatura la decideva il maggiore Piero d'Inzeo. Si ubbidiva in silenzio e basta.

Ecco, questo spiega il perché della sua traduzione fatta in ginocchio davanti la grandezza del Generale, davanti l'autorità costituita: se L'Hotte scrive: officier-eleve lui non si permetteva neanche di pensare che in italiano si dice: allievo ufficiale...il Generale aveva scritto ufficiale-allievo - in francese così si dice - e ufficiale-allievo deve essere !

Ho pensato a mio figlio, lavora a Vienna, ha fatto il militare come AUC in cavalleria: Lancieri di Novara di stanza a Codroipo, malgrado il mio antimilitarismo avrei fatto "carte false" perché si raffermasse e tentasse di rimanere, questo solo per i tempi contingenti: posto fisso, trent'anni fa l'idea non mi avrebbe nemmeno sfiorato.

Lui non mi ha ascoltato: si è congedato.

Bene, se mio figlio si fosse raffermato, se avesse voluto rimanere, presto lo avrebbero condizionato ad ubbidire in silenzio probabilmente anche lui - dopo dieci anni di naja - avrebbe scritto: ufficiale-allievo.

Questo chiude l'argomento, ribadisco che la traduzioni delle Questioni di Angioni è pessima ma il paragone con mio figlio e il suo palmares hanno suscitato per lui una sincera simpatia.

Detto questo il colonnello e le sue traduzioni buone o cattive che siano - d'ora in avanti - non meriteranno un minuto in più della mia attenzione.







Titolo: L'infedele.
Inserito da: raffaele de martinis - Luglio 28, 2013, 06:09:28 pm
Detto questo il colonnello e le sue traduzioni buone o cattive che siano - d'ora in avanti - non meriteranno un minuto in più della mia attenzione....ma anche no !

Per pura combinazione, poco dopo questa mia affirmatione, Angiomi ha pubblicato il suo traduzione, mi sono arrivate delle meil a commento. (Ho un mio gruppo di lettura)

Ovviamente, non farò i nomi dei mittenti nè espliciterò i contenuti:  la posta privata è personale e tale deve rimanere...pubblicare uno scritto privato è una delle cose più fetide che si possano fare.

Questo non mi impedisce di dire che costoro hanno fatto dei commenti particolari.

Io ho dato solo un'occhiata, ma conoscendo il tipo posso dire che ha fatto un capolavoro di fedeltà alla prosa del Generale, è stato più fedele di un bracco fedele, ma ha sacrificato a questa aderenza: la grammatica e la sintassi italiana, ha ignorato l'uso dei sinonimi, ha riportato pari pari la costruzione della frase francese in itagliano con risultati sorprendenti.

Dunque, riapro questo topico, sono certo che qualcuno troverà la mia traduzione troppo libera...ma io l'ho detto in anticipo: fidelissimo alla sostantia liberissimo per la forma.
Mi prendo tutti i rimbrotti mi basta che i rimbrottatori abbiano capito il testo e comunque, come ho dimostrato, son disposto
ad accettare consilii et suggerimenta.

Presto pubblicherò ciò che ho promesso a Pippo e Patrone

                                                                                                                                              L'infedele.












Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Luglio 28, 2013, 08:28:22 pm
La traduzione è un'opera creativa, il traduttore è "autore" a tutti gli effetti. Ne so qualcosa io, che impigliato nelle norme del copyright devo tener conto dei diritti d'autore..... e ci entra il traduttore eccome; e anche l'illustratore, e anche l'autore delle fotografie....

Detto questo: hai pensato al copyright con cui tu - autore - rilascerai la tua traduzione? Sarebbe belo che tu la rilasciassi in CC-3.0 BY SA; che significa: permesso di riprodurre l'opera senza limitazioni, ma con l'obbligo di citare l'autore (BY) e di rilasciare le opere derivate con lo stesso copyright (SA: Share Alike"). Oppure CC 3.0 BY SA NC; dove "NC" significa "Not Commercial", vietato l'uso commerciale; ma questa è una limitazione molto grave, perchè impedisce la ripubblicazione del lavoro sui siti che ripubblicano solo se la clausola NC non c'è.

Se la pubblichi sul web senza specificare alcun copyright, o mettendoci un copyright "generico" tipo "Copyright Raffaele De Martinis - 2013" , il lavoro è comunque coperto dal "copyright generico" che è molto vincolante: in pratica, il lavoro non può essere affatto riprodotto in alcun modo senza il tuo assenso esplicito, e può essere solo "citato".

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Luglio 29, 2013, 11:22:59 am
OK...come ?
Titolo: Il fedelissimo.
Inserito da: raffaele de martinis - Luglio 29, 2013, 06:36:38 pm
L'ultimo che termina nell’ottobre del 1894, racchiude le osservazioni che il vecchio écuyer, allora settuagenario, ancora consegnava, dopo aver montato solitariamente, nel suo piccolo maneggio di Lunéville, i suoi ultimi cavalli.....

Solitariamente, un mio amico che ha l'occhio acuto mi ha segnalato questo avverbio degno del miglior Cetto La Qualunque.

Siccomemente il Generale scrive: solitairement solitariamente deve essere, dunquemente Angiomi ha ignorato il fatto che poteva rendere con: da solo, in perfetta solitudine, nel suo isolamento, ecc. evitando di usare un avverbiamento orribile.

Forsemente, anzi certamente il buon Colonnello è in buona fede, lui crede che quantunquemente più si è fideli al testo originale tantunquemente più valido è il risultato.

Lo dico simpaticamente avendo capito che plobabilmente non è colpa tutta sua, quello che è sorprendente è che stavolta è stato aiutato da una generosa persona...certamente la persona sarà generosissima ma comemente spiegarsi che non abbia cercatamente tentato di dargli una mano ?







Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Luglio 30, 2013, 12:15:45 am
OK...come ?

Così. (http://creativecommons.org/choose/results-one?license_code=by-sa&jurisdiction=it&version=3.0&lang=it)
Titolo: PAROLE, PAROLE, PAROLE....
Inserito da: raffaele de martinis - Luglio 30, 2013, 12:27:45 pm
Il suo temperamento gli fa                                                              Son tempérament lui fait               
apprezzare in modi variabili il                                                          apprécier, de façons variables, le
tocco degli agenti chiamati a                                                           toucher des agents appelés à le                                                         
governarlo. Qui è doveroso segnalare                                            gouverner. Ici, le cheval
in un modo particolare il cavallo                                                       chatouilleux est à signaler d'une
esageratamente sensibile.                                                               manière particulière.

In questo periodo il buon Colnnelo, contrariamente al suo solito, non traduce alla lettera chatouilleux ed è giusto, perché come vedete cheval chatouilleux vuol dire: cavallo sensibile al solletico...e questo è troppo perfino per Angioni.
Però non c'ha azzeccato, perché il Generale non intendeva: cavallo esageratamente sensibile, bensì qualcosa di specifico, di equestre, infatti non usa parole generiche: sensible, irritable, suscettible, ecc. ma quella in particolare, proprio chatouilleux...perché?

Io mi son posto quella domanda, e con una opportuna ricerca ho risolto così:
Pertanto, le risposte ad una stessa azione possono essere differenti e possono variare a seconda del  temperamento del soggetto; a questo proposito, merita un’attenzione particolare il cavallo estremamente sensibile al tocco dello sperone.

Come ci sono arrivato ?

E' semplice.... :horse-wink:



chatouilleux (adj.)
1.sensible au chatouillement.
2.(figuré)irritable, susceptible.

Titolo: Badanti.
Inserito da: raffaele de martinis - Luglio 31, 2013, 02:49:02 am
Dictionnaire de L'académie française (8 ème édition)

CHATOUILLEUX, EUSE adj.
Qui est fort sensible au chatouillement. La plante des pieds est une partie très chatouilleuse. Vous êtes chatouilleux.
Il se dit aussi du Cheval qui est sensible à la cravache, à l'éperon. Ce cheval est chatouilleux.


Traduco alla lettera:

Solleticoso, solleticosa, aggettivo.
Chi è molto sensibile al solleticamento. La pianta del piede è una parte molto solleticosa. Lei è solleticoso.
Si dice anche del cavallo che è sensibile alla frusta, e allo sperone. Questo lallo è solleticoso.

In senso figurato, la traduzione migliore di chatouilleux è : sensibile, altri sinonimi sono: irritabile, permaloso, suscettibile; mentre  in linguaggio equestre italiano non mi viene in mente nessuna parola che da sola esprima il concetto di chatouilleux, dunque, bisogna per forza rendere con: lallo sensibile allo sperone...eh si, perché Baucher, nel suo Dizionario Ragionato di Equitazione segnala il verbo chatouiller: c'est picoter avec l'eperon....

traduco: solleticare: è il pungere/il pizzicare/lo spronare con lo sperone.

Allora,  chatouilleux in linguaggio corrente si può rendere con : sensibile, permaloso ecc. ma in contesto equestre indica quello che ho documentato ed è quello che intendeva il Generale.

Ora, penso che il Colonello mi debba esser grato, infatti se qualcuno mi fa notare uno sbaglio o una sfilacciatura nella mia traduzione non posso che essergli riconoscente, lo sono verso quello che hanno fatto/stanno facendo le mie due impagabilissime badanti...ragazze non vi offendete, lo dico per me: ormai sono avanti negli anni e tra un pò avrò bisogno veramente dell'assistenza di una di queste benemerite signore, la preferirei ukraina o ceka, tra i 27 e i 37 anni, bionda naturale, chissà se mia moglie è d'accordo, domani glielo domando.  :firuu:






Titolo: Parafrasi.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 03, 2013, 01:13:05 am
La parafrasi affianca a un testo di partenza giudicato difficile (in quanto scritto in italiano antico o letterario) una versione in prosa corrente che ne appiani le difficoltà lessicali e semantiche (sostituendo o illustrando parole incomprensibili), sintattiche (trasformando frasi complesse in frasi lineari) o contenutistiche (spiegando nomi e dati poco noti). Il fondamentale presupposto della parafrasi è rappresentato dalla esatta comprensione del testo di partenza in tutti i suoi particolari e la capacità di rendere comprensibile quel testo a un pubblico vasto ed etereogeneo.

Considerata in un modo generale,
l’equitazione è l’arte di governare le
forze muscolari del cavallo.
Questa definizione trova la sua
giustificazione nelle considerazioni
che seguono.
La forza - altrimenti detta l’azione
muscolare - e il peso propri del
cavallo sono i due elementi utilizzati
per governarlo, fatta riserva della
parte da assegnare in questo caso al
morale dell’animale.
È dunque necessario che la
forza e il peso convergano verso uno stesso
scopo, procedendo d’accordo.
Ma, essendo la massa di per se
stessa inerte, le sue traslazioni sono
subordinate alla forza, da cui risulta
che il buon impiego di quest’ultima
darà la buona distribuzione del peso.
E’ così che si giustifica la
definizione che ho dato dell’arte
equestre.
E, per completare la dimostrazione,
aggiungerò che noi saremo padroni
di governare la forza o, se si vuole,
le potenze muscolari, dal momento
in cui avremo saputo sposare
intimamente l’impulso con
l’elastica flessibilità delle molle.


Sotto l'ombrellone, o all'ombra del boschetto di montagna, invece di fare la Settimana Enigmistica o leggere l'ultimo bestseller di Moccia, provate a render in itagliano questo periodo...sono importanti parole scritte da un grande cavallerizzo....
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Agosto 03, 2013, 07:21:56 am
Lo trovo un periodo fra il nonsense e il lapalissiano; mi pare che quanto afferma si possa applicare a qualsiasi pratica connessa al controllo raffinato della motilità di un organismo vivente. Lascio  ad altri "la sfida": non logoro il mio cervello in questa impresa che giudico del tutto inutile....

Parere personale, eh. Potrei non aver capito nulla.

Poi ho già affermato altre volte che l'idea che qualsiasi cosa che abbia a che fare con i muscoli, e che sia messo in relazione con il concetto di elasticità, è secondo me talmente sbagliato (dal punto di vista concettuale, fisico) che non merita alcuna attenzione.

Titolo: Parafrasi.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 05, 2013, 01:21:21 am

In linea di massima, possiamo definire l’ equitazione: 
 la tecnica e l’arte di governare la forza e  l'energia
 del cavallo; per farlo – a parte l'indole
dell'animale – dobbiamo tener conto di due elementi :
  la "forza" o "azione muscolare" e il peso del cavallo .




Dunque, è necessario che peso e la forza convergano
 verso il medesimo scopo e che agiscano in maniera
 coordinata tra di loro.Essendo la massa di per sé inerte,
i suoi spostamenti sono subordinati alla dinamica
muscolare dell'animale: pertanto il suo giusto uso
 darà come risultato la corretta ripartizione del peso
del cavallo.


Per completare il mio pensiero, aggiungo
che la nostra sarà una buona Equitazione dal
 momento in cui sapremo coniugare con perfetta
armonia l’impulso con l’addestramento, dunque
con l’elasticità articolare e muscolare del  cavallo .
             
Considerata in un modo generale, l’equitazione è
l’artedi governare le forze muscolari del cavallo.
Questa definizione trova la sua giustificazione
 nelle considerazioni che seguono.
La forza - altrimenti detta l’azione muscolare -
e il peso propri del cavallo sono i due elementi
utilizzati per governarlo, fatta riserva della parte
da assegnare in questo caso al morale dell’animale.

È dunque necessario che la forza e il peso
convergano verso uno stesso scopo, procedendo
 d’accordo. Ma, essendo la massa di per se
stessa inerte, le sue traslazioni sono
subordinate alla forza, da cui risulta che il buon
impiego di quest’ultima darà la buona distribuzione
del peso. E’ così che si giustifica la definizione
che ho dato dell’arte equestre.

E, per completare la dimostrazione,aggiungerò
che noi saremo padroni di governare la forza o,
se si vuole, le potenze muscolari, dal momento
in cui avremo saputo sposare intimamente
l’impulso con l’elastica flessibilità delle molle.
Titolo: Onde, ondate...ondulazioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 06, 2013, 03:39:47 am
Solo dopo aver raggiunto tale risultato, il cavaliere potrà tenere  il suo cavallo dritto e bilanciato  tra le gambe.

A questo punto,  se il cavaliere aumentasse leggermente l'impulso senza lasciare andare  in avanti il cavallo, avrebbe la singolare sensazione di sentir passare dolcemente sotto di lui delle onde...delle  ondate piacevoli e leggere.

Se questo accade si è raggiunto il livello dell'Alta Scuola Equestre.

              Soltanto allora il cavaliere potrà mettere il cavallo dritto nella bilancia dei talloni.

Arrivato a tal punto, se il cavaliere provoca un leggero  aumentod'impulso e non lascia che la massa vi ceda, sentirà come delle ondulazioni, somiglianti ad una superficie d'acqua che scorre sotto il suo assetto.

Là si trova lo scopo che converrebbe raggiungere se fosse l'equitazione sapiente ad esser presa in considerazione.
Titolo: Re:Onde, ondate...ondulazioni.
Inserito da: max - Agosto 06, 2013, 08:39:09 am
A questo punto, se il cavaliere aumentasse leggermente l'impulso senza lasciare andare in avanti il cavallo

E' tecnicamente sbagliato, probabilmente frutto dei tuoi tentativi pratici. Questa volta è correttissimo Angioni: "senza che la massa vi ceda" rende molto bene la "messa in mano" che, a differenza di quello che dici tu, non necessita affatto di impedire al cavallo di avanzare (tutt'altro!!!), ma solo di evitare che lo sforzo propulsivo modifichi l'atteggiamento, la postura, perdendo la messa in mano. Allora è la schiena a muoversi di più e si sentono le ondulazioni.

Al massimo potrei tradurlo così:
A questo punto, se il cavaliere aumentasse leggermente l'impulso senza perdere la messa in mano, avrebbe la singolare sensazione di sentir passare dolcemente sotto di lui delle onde...delle  ondate piacevoli e leggere.
Titolo: Ondulations.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 06, 2013, 02:45:40 pm
Arrivé à ce point, si le cavalier provoque une légère augmentation d'impulsion et ne laisse la masse y céder, il ressentira comme des ondulations, semblables à une nappe d'eau passant sous son assiette.
              A questo punto, se il cavaliere aumenta leggermente l'impulso e non vi lascia cedere la massa, sentirà  come se sotto di lui passassero delle onde.

Questa è una traduzione alla lettera ma umana.

Io ho detto e ripetuto che la mia traduzione vuol essere popolare: -
 il Generale aveva idee confuse riguardo la fisica e la matematica, lui quando dice massa si riferisce al peso del lallo alla sua massa inerziale facendo confusione, in effetti il Nostro, in quella descrizione, si riferisce allo:

Effet d'ensemble : Action simultanée et coordonnée des aides de propulsion et de retenue effectuée avec délicatesse afin de rassembler le cheval, encore appelée action d'ensemble.

Sono stato immaginifico - delle onde...delle  ondate piacevoli e leggere. - perché sono sensationi provate, specialmente al galoppo in discesa di mano e di gambe...che un lallo in discesa di mano non perda la messa in mano ça va sans dire.

Comunque il colonnello dovrebbe sapere/fategli sapere che le ondulazioni, somiglianti ad una superficie d'acqua che scorre si dicono: -  onde.

ondulation (n.) increspatura, ondulazione, moto ondoso, onde, cenno, onda, piccola onda


Comunque grazie per la segnalatione, per me era scontato, metterò una nota.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Agosto 06, 2013, 04:05:33 pm
Ragazzi scusate ma non avete capito nulla,le onde d'acqua che scorrono non sono altro che....PIPI',trattasi di cavaliere incontinente!


Perdonatemi ma non ho potuto trattenermi.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Agosto 07, 2013, 07:49:13 am
Perdonatemi ma non ho potuto trattenermi.

Incontinente.  :icon_rolleyes:
Titolo: Minzioni al galoppo...
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 07, 2013, 10:19:39 am
Da notare che il Generale nella sua stesura non usa scorrere ma passare ed io sia nella traduzione letterale che in quella libera ho reso fedelmente, perché un'onda non scorre, appunto.

Infatti scorrere può dare l'idea di una minzione incontrollata mentre è più difficile associare : un'onda, un'ondata al bisognino che in effetti non passa - scorre, appunto.

Angioni, ci dice che delle ondulazioni, somiglianti ad una superficie d'acqua che scorre sotto il suo assetto, lui non ha capito quello che ha tradotto, infatti ha reso - in un raro ma inopportunissimo attacco di libertà traduciva  :icon_eek: -  passant con scorre. dando adito alla immagine dell'escrezione urinaria a cavallo che tanto ci sollazza.
Titolo: ...cochon !!
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 07, 2013, 06:29:02 pm
Prendo il tomo pubblicato da Angioni, lo faccio scorrere forte poi fermo ad una pagina qualsiasi e vedo se c'è qualcosa di divertente, questa è la mia "settimana enigmistica" dell'estate 2013; ecco il sollazzo di oggi, a sinistra c'è una mia traduzione alla lettera a destra la traduzione di Angioni:

Il successo aumenta quando il cavallo sembra costretto e forzato all’obbedienza e si esibisce in movimenti straordinari e innaturali.              Il successo cresce se il cavallo sembra costretto, forzato all'obbedienza, se produce movimenti fuori natura, sopratutto contro natura.

Cari amici e care amicie, vi prego: non fate commenti, ci possono esser degli infanti che ci leggono e certamente il buon colonello non voleva essere cochon.




Titolo: Il "temperamento".
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 09, 2013, 04:31:38 pm
Mia traduzione libera.

La conformation, et aussi le caractère du cavalier, la nature propre à chaque cheval, demandent fréquemment, dans l'emploi des moyens, des tempéraments ou des modifications que le savoir et l'expérience du maître peuvent seuls lui faire saisir.
              L'istruttore - forte della sua competenza e dalla sua esperienza - dovrà saper opportunamente adattare e modificare i metodi in relazione alla struttura fisica e al carattere del cavaliere e all'indole e alla sensibilità del cavallo.

Traduzione di Angioni:

La conformation, et aussi le caractère du cavalier, la nature propre à chaque cheval, demandent fréquemment, dans l'emploi des moyens, des tempéraments ou des modifications que le savoir et l'expérience du maître peuvent seuls lui faire saisir.
              La conformazione,e anche il carattere del cavaliere, la natura propria di ciascun cavallo richiedono frequentemente,nell’impiego dei mezzi,dei TEMPERAMENTI o modifiche che soltanto il sapere e l'esperienza del maestro gli possono far scegliere.

Mia traduzione alla lettera:
La conformation, et aussi le caractère du cavalier, la nature propre à chaque cheval, demandent fréquemment, dans l'emploi des moyens, des tempéraments ou des modifications que le savoir et l'expérience du maître peuvent seuls lui faire saisir.              Spesso, durante l'impiego dei metodi, il maestro - guidato dalla conoscenza e dall'esperienza - deve fare delle correzionii o delle modifiche a seconda del carattere e della struttura fisica del cavaliere e dell'indole del cavallo.

Il nostro simpatico colonnello, di fronte a "temperamenti" rimane perplesso, fa una ricerca e ci propina una nota dal Devoto Oli:

Temperamenti: modi d'agire - mescolanza di più elementi in giusta proporzione.
 :icon_eek: :icon_eek: :icon_eek: :icon_eek: :icon_eek:

...è evidente che Angioni - ma anche la generosa persona: dottoressa Chiummo - non capiscono quello che stanno traducendo perché temperamenti è la sostantivazione del verbo temperare che nel nostro caso vuol dire:

temperare [dal lat. temperare, der. di tempus -ŏris "tempo"] (io tèmpero o tèmpro, ecc.). - ■ v. tr. 1. [correggere qualcosa con l'aggiunta di altra cosa che mitighi ciò che vi è in essa d'eccessivo, con la prep.

Dunque il Generale in questo caso intende: correzioni o se vogliamo: aggiustamenti, affinamenti, adattamente ecc.

Son certo, con queste segnalationi, di fare cosa gradita alla Medaglia d'Oro Olimpica, così - se vorrà se vorranno - potrà/potranno apporre le dovute corretioni al cabolavoro di L'Hotte.
Titolo: ...cos'è un bacio?
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 10, 2013, 09:29:58 am
Cos'è un bacio ? Un puntino rosa che si mette sulla "i" del verbo amare.  :icon_eek: :icon_eek:

Per mio sollazzo ho voluto tradurre alla lettera il famoso brano di Rostand, guardate il risultato !
Il celeberrimo apostrofo rosa si è perso e la lirica è piena di nonsense, tutto per restare fedele parola per parolaall'originale.
Ecco perché il traduttore è autore, non può essere un programma automatico da computer, deve entrare nello spirito dell'opera, coglierne le sfumature e le atmosfere, nel caso di testi tecnici deve avere una profonda conoscenza diretta di ciò che tratta e versarlo nella lingua di arrivo nella maniera più semplice possibile.
Non per niente esistono una quarantina di differenti traduzioni di Madame Bovary in italiano.
Per ora gustatevi il Cyrano, poi continuo il discorso per chi di dovere.

Questa è la mia traduzione fedele alla lettera del brano di Rostand:


Un baisier, mais à tout prendre, qu'est-ce ?
Un serment fait d'un peu plus près, une promesse
Plus précise, un aveu qui veut se confirmer,
Un point rose qu'on met sur l'i duverbe aimer ;
C'est un secret qui prend la bouche pour oreille,
Un instant d'infini qui fait un bruit d'abeille,
Une communication ayant un goût de fleur,
Une façon d'un peu se respirer le coeur,
Et d'un peu se goûter, au bord des lèvres, l'âme !
 
              Un bacio, ma, tutto sommato, che cosa è?
Un giuramento fatto un po 'più vicino, una promessa
Più precisamente, una ammissione che si vuole confermare,
Un punto rosa che si mette sulla “i” del verbo aimer;
E’ un segreto che prende la bocca per l’orecchio,
Un istante di infinito che fà  il rumore di un ape.
Una comunicazione avente un gusto di fiore,
Un modo per respirarsi un pò il  cuore,
E di un pò gustarsi a bordo di labbra, l'anima!

Ecco a confronto la traduzione letterale con quella libera che tutti conosciamo.

Un bacio, ma, tutto sommato, che cosa è?
Un giuramento fatto un po 'più vicino, una promessa
Più precisamente, una ammissione che si vuole confermare,
Un punto rosa che si mette sulla “i” del verbo aimer;
E’ un segreto che prende la bocca per l’orecchio,
Un istante di infinito che fà  il rumore di un ape
Una comunicazione avente un gusto di fiore,
Un modo per respirarsi un pò il  cuore,
E di un pò gustarsi a bordo di labbra, l'anima!
              Ma poi che cosa è un bacio? Un giuramento fatto |
un poco più da presso, un più preciso patto, |
una connessione che sigillar si vuole, |
un apostrofo roseo messo tra le parole
| t'amo; un segreto detto sulla bocca, un istante |
d'infinito che ha il fruscio di un'ape tra le piante, |
una comunione che ha gusto di fiore, |
un mezzo di potersi respirare un po' il cuore, |
 e assaporarsi l'anima a fior di labbra!
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Agosto 10, 2013, 05:35:09 pm
"Temperamento di mano" l'ho trovato in Rosselmini, in un contesto (non ho fatto ricerche) che chiaramente suggeriva che si trattasse di "alleggerimento". Se mi fosse mai venuta la pazza idea di fare una "traduzione magistrale" di qualcosa (nella mia attività di traduttore mi sono sempre limitato, invece, a una traduzione in brutta copia di cosa mai tradotte, giusto per condividere il contenuto del testo, più o meno, con chi non conosce la lingua) quel "temperaments" non mi avrebbe imbrogliato.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Agosto 10, 2013, 08:38:36 pm
E come l'avresti tradotto per rendere il concetto comprensibile a tutti?
Titolo: traduttore-traditore.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 11, 2013, 02:36:45 am
Montale, Calvino, Pavese, Sciascia, Ungaretti, Gadda, Eco sono i primi nomi che mi vengono a mente quando penso ai grandi traduttori italiani, mi è rimasta in mente una frase di Eco a proposito della traduzione, cito a memoria: tradurre non vuol dire tradurre da parola a parola ma da mondo a mondo.
Eco interveniva nella mai risolta quistione: traduttore-traditore, dunque, secondo me ha importanza relativa l'uso di un sinonimo piuttosto che un altro...attenzione, o detto sinonimo.

"Temperamento di mano", vuol dire moderamentidi mano nel senso di moderare: far si che il lallo vada giusto, un pò coe il clima che quando è temperato sappiamo che è moderatamente caldo e moderatamente  freddo, il clima giusto, appunto.
Da cui il moderatore tivì che ha il compito di trattenere gli ospiti più sgarbati e di sollecitare i persoaggi più soporiferi, appunto.

Questi termini appena citati sono perfetti sinonimi della significatione originale: correggere-correzione.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Agosto 12, 2013, 07:01:19 am
Se temperamento di mano significa questo.... allora sia apre un ampio campo di attività nella traduzione da italiano a italiano; e parlo seriamente.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 12, 2013, 09:46:08 am
...e seriamente ti rispondo.

Rosselmini parla la lingua italiana del 700, andrebbe tradotta...questo è Rosselmini, traduci:

Vi sono Cavalli dotati di maggior snodatura degli altri, là dove l'osso humero[/b] incastra nell’incavo della paletta, e l’osso della coscia in quello della cariola; e però in questi la gamba d’avanti formata in colonna, è capace di maggiore inclinazione, e quella di dietro ha maggiore attività di spingnere in avanti l'ondulazione del peso della macchina, perchè possa fare più camino di quello che comporta tutta l’esenzione sua...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Agosto 12, 2013, 10:30:48 am
Lascio volentieri ad altri... il mio compito è quella che si chiama "trascrizione diplomatica" e diplomaticamente mi astengo da ogni "contributo personale" riguardo al testo. Io contribuisco alla digitalizzazione, facilito la manipolazione dei testi (è "un po' più comodo" disporre del testo digitalizzato rispetto alla bruta immagine della pagina originale), lascio volentieri agli altri tutto il resto.   :horse-smile:

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Agosto 12, 2013, 10:41:57 am

Mi pare giusto, visto che l'Hotte è il Vangelo, mica potevamo farci mancare Ponzio Pilato. :horse-wink:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Agosto 12, 2013, 10:57:03 am
Non solo Ponzio Pilato si lavava le mani.... l'avessero fatto altri, prima, migliaia di persone (e puerpere) si sarebbero salvate.

Preferirei essere paragonato a Semmelweis....

Citazione
Il concetto moderno di infezione nacque nel XIX secolo con gli studi di Louis Pasteur ma va ricordata la straordinaria intuizione di Ignaz Philipp Semmelweis che, avendo disposto che tutti i medici e gli studenti che frequentavano il reparto ostetrico fossero obbligati a lavarsi le mani con una soluzione di cloruro di calcio prima di visitare le partorienti, riuscì ad ottenere un calo drammatico della percentuale di febbri puerperali che le colpiva decimandole.
 

Dove si dimostra che "lavarsene le mani" non è mica sempre una cattiva idea :horse-wink:
Titolo: Con viva e vibrante soddisfazione...
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 12, 2013, 11:09:57 am
E' con viva e vibrante soddisfazione che noto che codesto topico ha superato le 3000 visite, robba da diarii, eppure l'argomento è veramente tecnico...ma forse è solo curiosità, il pubblico pagante vuol vedere come và a finire.

Il vangelo...già.

Ho tradotto tutto L'Hotte compreso "Un Officier", a fronte di verità/di principi incontestabili il Generale scrive - giustificato dai tempi - delle emerite escortanate, anche la sua fissa di separare l'equitazione di squola da quella di campagna si è rivelata sbagliata.

Nella postfazione che stò preparando parlerò di questi aspetti, comunque è stato un grande:

Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente per evitare il dolore, rispondendo ai segnali che precedono l'uso di strumenti che possono provocarlo e che - all'occorrenza - lo produrrebbero fino a costringerlo all'obbedienza.

Tutti i cavaglieri dovrebbero prender coscienza dell'assioma, degli strumenti che usano.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Agosto 12, 2013, 12:11:30 pm
Rileggo per l'ennesima volta l'assioma..... e mi balza all'occhio che non sta parlando affatto dell'equitazione, ma solo dell'obbedienza.

Collegandomi all'interessante 3d in cui si discute della possibilità che un cavallo si diverta mentre viene montato, e dato per scontato che un cavallo possa agire per divertimento (chi lo negasse, cadrebbe IMHO nell'errore tipo 2 dell'antropomorfizzazione: negarla quando è pienamente legittima, vedi Mainardi), vi invito a riflettere: può essere divertente obbedire? VOI vi divertite, obbedendo?
Quindi, vi propongo il teorema di Alex:
Esistono equitazioni fondate sull'obbedienza del cavallo; l'obbedienza non diverte chi la pratica, ergo il cavallo montato secondo le regole imposte da tali equitazioni può obbedire, ma non si diverte.
Corollario uno: chi pratica solamente equitazioni basate sull'obbedienza nega fortemente, sulla base della sua esperienza,  che il cavallo possa divertirsi mentre viene montato.
Corollario due: l'esperienza inganna.  :horse-wink:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 12, 2013, 01:54:06 pm
equitazióne s. f. [dal lat. equitatio -onis (der. di equitare «cavalcare»), attrav. il fr. équitation]. –

1. L’arte, la tecnica e l’attività del cavalcare: scuola di e.; fare dell’e., praticare l’e., dedicarsi all’e.; e. di scuola o d’alta scuola, che addestra il cavallo a una particolare tenuta e allo svolgimento di speciali esercizî, detti arie, oggi praticati nelle accademie, nei circhi, e come attività sportiva (dressage); e. da diporto, che comprende il turismo equestre e la caccia alla volpe; e. militare, tecnica del cavalcare applicata, soprattutto in passato, alle esigenze tattiche in relazione all’uso guerresco della cavalleria.

2. Svolgimento di attività agonistiche a cavallo: e. da corsa, al galoppo o al trotto, piana e a ostacoli; e. da campagna, che comprende i concorsi ippici, il concorso completo (articolato nelle prove di addestramento, fondo e salto) e il polo.

Se questa è equitazione il Generale parla di un aspetto fondamentale dell'equitazione/delle equitazioni: l'obbedienza/l'addestramento.

Quando vedrò un lallo addestrato ad una delle categorie sopra esposte senza l'auxilio di alcuno strumentio potenzialmente dolorosio o coercitivio allora dirò che l'assioma ha una eccezionie.

I lalli a volte si sollazzanio...in alcuni casi ci prendono in girio ma questa discussionie non mi appassionia: divertitevi voi.

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Agosto 12, 2013, 02:57:49 pm
Esiste una equitazione ludica. O no?

IMHO copre, a ben vedere, una larga parte delle equitazioni oggi praticate concretamente; o no?

Mi incuriosisce moltissimo l'elogio dell'obbedienza fatto da un disobbediente.  :horse-cool:
Titolo: Portait en beau lieu
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 13, 2013, 01:15:06 am
Non ti rispondo perché l'argomento esula dal tema topico che riguarda : Angioni, L'Hotte, il francese, l'italiano e l'itagliano e poi il Colonnelo si offende se non si parla di lui !

Per mio sollazzo voglio tentare di spiegar
Titolo: Nota ad una nota.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 13, 2013, 08:02:47 am
...questo periodo.

Le espressioni di allora - oggi desuete - avevano una loro eleganza. Ad esempio di un cavallo dal  bel portamento dell’incollatura si diceva: “qu’il portait en beau lieu”.
              Certe espressioni impiegate allora e desuete poi, avevano la loro eleganza. Per esempio del cavallo che aveva un bel portamento davanti, si diceva che "portait en beau lieu"*.

*Nota di Angioni alla sua traduzione: letteralmente  :icon_eek: :icon_eek:: portava in un bel luogo, sta per «aveva un bell'aspetto».

Il cortese Colonnello, nella nota osa correggere  :icon_eek: quello che dice il rigo prima il Generale, infatti L'Hotte segnala una espressione divenuta desueta ma a suo parere elegante che indicava proprio "il bel portamento davanti" non il bel aspetto in generale come pretende Angioni, infatti con una piccola ricerca ecco cosa ci dice il vocabolario della A.F. :

 “qu’il portait en beau lieu” -  Terme de manége. Porter en beau lieu, se dit du cheval qui tient bien sa tête et relève son encolure avec grâce.

Esattamente quello che ci ha spiegato il Generale: Per esempio del cavallo che aveva un bel portamento davanti, si diceva che "portait en beau lieu

Dunque, il nostro gentile Colonnello - ancora una volta - dimostra/evidenzia di non aver capito quello che ha tradotto, la cosa non mi turba molto, mi preoccupa il fatto che dei suoi lettori che - come me 35 anni fa - non ci capiscono una beatissima...
Titolo: Enigma.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 14, 2013, 02:38:51 am
Les coups qui fouettent chassant le cheval en avant mieux que les coups qui piquent...
              Siccome i colpi che sfiorano  :icon_eek: cacciano in avanti il cavallo meglio dei colpi che pungono...

Il Generale stà parlando di lalli da corsa, nel momento culminante dell'arrivo e del differente risultato tra l'uso della frusta e quello degli speroni...ai suoi tempi i fantini erano staffati lunghi e avevano gli speroni.

Ora l'ottimo Angioni traduce: sfiorano riferendosi alle sferzate date dai fantini ai loro lalli in dirittura d'arrivo.

Avete mai visto l'arrivo di una corsa di cavalli ? Vi sembrano sfioramenti quelli che somministrano con la frusta i fantini ai loro purosangue in prossimità del palo ?

Comunque il verbo fouetter, che usa il Generale, in italiano significa:
fustigare, sferzare, frustare, gonfiare, montare, sfregiare, flagellare, spronare.

Questo verbo deriva dall'attrezzo, fouet che in itagliano si rende con:
 sferza, frusta, pellame greggio, pelle non conciata, flagello, frullino, frustata, nerbo.

Generalmente - come avete visto - spiego al gentile Colonnello quello che ha tradotto, ma stavolta - per quanto sforzi la mia fantasia - non trovo ragioni.
Ho pensato ad un refuso, ma non può essere perché l'allora capitano Angioni, nella sua traduzione storica - a pag. 45 - rende giustamente: - Siccome i colpi che frustano cacciano in avanti ecc. ecc. vuol dire che è stata apportata coscientemente una correzione.

Perché ?

Solo Iddio lo sà.  :dontknow:

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 17, 2013, 09:20:06 am
Questo periodo è tratto dal capo 14 delle "Questioni" che io non ho pubblicato ancora, dunque, potete cimentarvi nel simpatico giuochino di tradurre...o meglio parafrasare/rendere comprensibile la traduzione di Angioni che messa così è invero oscura, oscura a lui per primo...aiutiamo il buon Colonnello a capire quello che ha scritto...evidenzio le parole maltradotte.

Par  des  démonstrations
claires,  précises,  il  peut  rendre
évidents les buts à poursuivre.
Il  peut  tracer  les moyens  qui  y
conduisent, régler  en  conséquence
les exercices du dedans et du dehors
et,  avant  tout,  payer  d'exemple.  Il
parlera  ainsi  aux  yeux  des  élèves
et éclairera leur intelligence.
              Per  mezzo  di  chiare,
precise  dimostrazioni,  può  rendere
evidenti gli scopi da perseguire.
Può  tracciare i mezzi che vi conducono,
di conseguenza stabilire gli  esercizi 
al  chiuso  e  all’aperto  e, anzitutto,
dare  l’esempio.  In  questo
modo parlerà agli occhi degli allievi
e illuminerà la loro intelligenza.
Titolo: Concorso a premio.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 17, 2013, 12:15:40 pm
Per facilitarvi l'arduo compito, devo dire che il soggetto del periodo è il maestro di equitazione, allora:

(L'istruttore), per  mezzo  di  chiare, precise  dimostrazioni,  può  rendere evidenti gli scopi da perseguire.
Può  tracciare i mezzi che vi conducono, di conseguenza stabilire gli  esercizi  al  chiuso  e  all’aperto  e, anzitutto, dare  l’esempio. In  questo modo parlerà agli occhi degli allievi e illuminerà la loro intelligenza.


Chi farà la migliore chiarificazione in italiano corrente, potrà chiedermi una copia conforme di una di queste due pubblicazioni che per ora sono introvabili:

L'addestramento del polledro. R. Klimke.
Una Certa Idea di Dressage. P. Karl.

Per mio sollazzo la avrà al solo costo di spedizione 7/8 euri.





Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Agosto 17, 2013, 10:42:32 pm
Raffaele adesso che ha finito di fare l'albero di Natale e il presepe sta organizzando la tombola natalizia!
Titolo: Trepidatione.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 18, 2013, 02:10:11 am
Oh no! Non si tratta di una tombola ma sollecitatio per i vostri neuroni, et opera buona et pia per il Gentile Colonnelo che so ci legge et attende con vivo e vibrante trepidatio la nostra spiegazione.

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Tu Reviens - Agosto 18, 2013, 03:24:41 pm
Bella offerta ma Klimke ce l'ho...sono vecchia quindi ce l'ho, ai miei tempi si trovava perfino nelle migliori sellerie. E " una certa idea"  la trovi scaricabile aggratis sul phorum azzurro.
Titolo: La carrière.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 19, 2013, 03:11:57 am
Allora ritiro l'offerta. :dontknow:

Dato che ci sono, questa volta voglio far notare una nota; :icon_eek: di solito le note di Angioni sono chiare e puntuali tant'è che nella mia traduzione cito la nota dell'allora capitano Angioni che è sotto riportata in blù.
Ora, tempo fa, leggendo in un foro francese ho scoperto che carriere significa rettangolo da addestramento, si differenzia dal maneggio in quanto questo può essere al coperto e se è all'aperto è delimitato da una recinzione abbastanza alta; la carriere è sempre intesa sempre come un luogo all'aperto ed è delimitata con una recinzione bassa con le lettere di segnalazione(tipo rettangolo da dressage), generalmente è più piccola del maneggio.

Allora, a pag 170 delle "Questioni" del Colonnello leggiamo:
...un cavallo di carrière*, di mantello grigio,  castrato,  di  nome  Capucin.

*N.d.T.: Era una classe di cavalli destinata all’istruzione dell’equitazione in campagna.

Poi, a pag. 171 leggiamo: Feci  venire  in  maneggio  quattro cavalli,  considerati  i  più  restii  della categoria  designata  allora  con  il nome  di  «petite  carrière»...

Ora, secondo quanto ho detto, un cheval de carrière dovrebbe essere un cavallo che lavora in rettangolo ma non in maneggio, e un cheval de petite carrière dovrebbe essere un lallo che lavora esclusivamente in un piccolo rettangolo che allora probabilmente aveva le funzioni di un tondino.
Queste situazioni si adattano perfettamente ai cavalli descritti: quelli restii e lavoravano a basi molto semplici nella carrière, i più restii dei restii venivano maneggiati solo nella petite carrière in pratica un luogo di riaddestramento.

Queste, sono solo supposizioni, può darsi che Angioni abbia ottime ragioni per aver scritto quella nota, infatti - per ora - lascio la sua nota per com'è...fino a prova contraria.
Titolo: ...sono stato un'intrepida cavalierA.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 20, 2013, 12:52:05 pm
Nécessité d'habituer
le cheval à parcourir des chemins accidentés.
- Les chevaux de chasse du comte d'Aure.  -
La nature est le premier des maîtres

La  nature  est  le  premier  des
maîtres. Son livre est le plus juste, le
plus savant des  livres,  le plus utile à
consulter. 
              Necessità  di  abituare  il
cavallo  a  percorrere  cammini  accidentati.
-  I  cavalli da  caccia  del  conte  d’Aure.  -
La natura è il primo maestro.

La natura è  il primo maestro. Il
suo  libro  è  il  più  giusto,  il  più
sapiente  dei  libri,  il  più  utile  da
consultare.

Nel capo VI della traduzone di Angioni, nella presentazione degli argomenti del capitolo leggiamo: La natura è  il primo maestro si pensa subito ad un refuso, ma a chiusura del capitolo stesso si ripete il refuso che a questo punto refuso non è più, l'ottimo Colonnello coscientemente rende in questa maniera bizzarra: La nature est le premier des maîtres.

Che L'Hotte usa un linguaggio arcaico/trombonico lo sappiamo tutti, infatti avrebbe dovuto scrivere: la nature est la premiere maitresse ma questo è.

Mi piacerebbe sapere quale percorso logico ha fatto la mente del traduttore per arrivare a quel risultato perché è come dire: il colonnello Angioni è la prima maestra di equitazione del Piemonte, o se preferite: Raffaele è stata un'intrepida cavaliera :icon_eek: :icon_eek:.

Non capisco, vedo solo il risultato che è contro la logica, contro la grammatica, contro l'italiano...perché ? Boh !





Titolo: Rock intorno all'orologio.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 23, 2013, 10:00:48 am
Un froid de canard....un freddo d'anatra; il tombe des cordes....cadono corde.

Around the clock...intorno all'orologio; hot dog...cane bollente.

Volendo potrei continuare questo giuochino pe ore, ogni lingua ha le sue frasi idiomatiche, le sue espressioni gergali, il traduttore dovrebbe cognoscerle o almeno apprezzarne l significato intrinseco ignorando la lettera altrimenti confonde il lettore della lingua di arrivo.

Ricordo che quand'ero ragazzino, tradussi - tradussi si fa per dire - Rock around the clock - rock intorno all'orologio...eravamo alla fine degli anni 50 - avevo 13/14 anni eravamo a Napoli - e si ballava nelle case o nei garage, era appena scoppiato in Itaglia la moda del rocchenrol...altro titolo rokkettaro: j go ape lo tradussi - divento scimmia.  :icon_eek:

Dopo anni capii che quei titoli erano in realtà: Rock ventiquattrore su ventiquattro e Sto impazzendo, ora, forse possiamo perdonare che un ragazzino, senza alcuna preparazione, traduca alla lettera ottenendo frasi senza senso ma che dire del traduttore che ci informa di cavalli costruiti vicino a terra ?

Certo, i più vispi di voi capiranno ma dopo aver fatto un bel pò di ragionamenti, altri - meno vispi o che comunque non vogliono stare appresso a questi ingarbugli - chiudono il libro e mandano affancubo il Generale e la bella equitazione.

Il generale L'Hotte sentitamente ringrazia Angioni e la Chiummo !!


Titolo: Madame Bovary
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 25, 2013, 01:42:15 pm
Ses jambes, en bas bleus,
sortaient d’un. pantalon jaunâtre très tiré par les
bretelles. Il était chaussé de souliers forts, mal cirés, garnis de
clous.
              Le gambe calzate di blu sbucavano da un paio di pantaloni giallastri sostenuti con
troppa energia dalle bretelle.
Portava scarpe chiodate robuste e mal lucidate.
 
Questo brano è tratto da Madame Bouvary, la traduzione - pur essendo alla lettera - si scosta dalle teso originale per adattarlo alla forma italiana. Altrimenti il risultato sarebbe questo: 

Le sue gambe i basso blù, uscivano da un pantalone giallastro tirato da bretelle. Era calzato di forti calzature mal incerate e adornate di chiodi.
Il traduttore è Bruno Oddera che ha pubblicato per Fabbri Editori.

Chi non ha letto Madame Bovary ? Uno dei capolavori della letteratura mondiale di ogni luogo e di tutti i tempi !

Bene, è scritto in francese ottocentesco ma i suoi innumerevoli traduttori in italiano hanno cercato di renderlo in maniera chiara e comprensibile sia pure con differenti sfumature e differenti interpretazioni, altrimenti non si spiegano questa varietà di versioni -

1881 Oreste Cenacchi, Treves
1923 Valerio Bandini, Modernissima
1924 Ferdinando Bideri, Bideri
1926 Decio Cinti, Sonzogno
1932 Nina Zanghieri, Bietti
1933 Bruno Ohmet, Società Editrice Lombarda
1934 Gerolamo Lazzeri, Barion
1936 Diego Valeri, Mondadori
1946 Giuliano Belforte, Tirrena
1949 Libero Bigiaretti, Einaudi
1949 Giuseppe Achilli, Rizzoli
1955 Hedy Revel, Utet
1964 Domenico Campana, Rusconi
1965 Oreste del Buono, Garzanti
1966 Ottavio Cecchi, Editori Riuniti
1967 Giovanni Battista Angioletti, Sansoni
1969 Virginio Enrico, Casini
1973 Bruno Oddera, Fabbri
1974 Annita Biasi Conte, Ferni
1983 Natalia Ginzburg, Einaudi
1993 Gabriella Mezzanotte, Bignami
1994 Roberto Carifi, Feltrinelli
1994 Alessandro Castellari e Maria Teresa Cassini, Principato
1995 Virginio Enrico, Di Giorgio
1995 Isabella Ruggi, Guaraldi
1995 Gabriella Pesca Collina, Demetra
1996 Margherita Giacobino, Frassinelli
1996 Marina Premoli, Opportunity book
1996 Gabriella Pesca Collina, Giunti
1997 Maria Luisa Spaziani, Mondadori
2004 Sandra Teroni, L'Espresso
2009 Lella Ricci, Baldini Castoldi Dalai

Ora la generosa persona che ha aiutato Angioni nella revisione delle "questioni" - nel foro che è come la settimana enigmistica - ci dice che:

Nell'augurare a Voi tutti una buona lettura, ricordo che il Colonnello è sempre disponibile a chiarire qualsiasi dubbio sui contenuti del libro che, essendo la fedele traduzione di un testo dell'800, potrebbe risultare ostico in alcuni passaggi, pertanto, non esitate a scrivergli.
Lucia Chiummo


Bene, se i passaggi risultano ostici non è colpa del francese ottocentesco ma di chi l'ha tradotto in itagliano.

In realtà il buon Colonnello, non ha tradotto il testo di L'Hotte in italiano ma ha reso le parole francesi nella nostra madre lingua tal quale come sono costruite nel testo di partenza ignorando la grammatica e la sintassi della lingua d'arrivo.

Per la verità mi aspettavo che - aiutato dalla generosa persona - il Gentile Angioni avesse dato una bella rinfrescata alla sua traduzione di 35 anni fa.
Non mi sembra che ci siano cambiamenti sostanziali, incomprensibile era quella del 78, incomprensibile è questa del 2013...ma dato per scontato che Angioni è inquadrato in una certa maniera, mi domando: la generosa dottoressa Chiummo, non si è accorta che l'itagliano offerto da Angioni non supererebbe la prova di un tema di licenza media ?

Ora vi propongo una paginetta della prosa Angioni corretta e valutata da una insegnante di squola elementare, aspettate e vedrete.-- :horse-wink:
Titolo: Incomprensibilità
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 29, 2013, 03:07:53 am
Ces  étalons  sont  de
petite  taille,  mais  leurs  produits,
beaucoup  plus  grands,  justifient  le
proverbe, vrai surtout pour l'étalon
arabe:«Il  vant  mieux  consulter  la
hauteur  du  sac  d'avoine  que  la
taille de l'étalon».
              Questi  stalloni  sono
di piccola  taglia, ma  i  loro prodotti,
molto  più  grandi,  giustificano  il
proverbio,  vero  soprattutto  per  lo
stallone arabo: «E’ meglio consultare
l’altezza  del  sacco  d’avena  che  la
taglia dello stallone.»


Quando non capisco mi irrito fortemente, se mi parlate di fisica quantistica o di medicina nucleare me ne faccio una ragione e sopravvivo felicemente, ma se mi parlate di lalli e non capisco mi inca**o come un bufalo cafro perché devo capire.

Ora,  Angioni e la generosa persona che lo ha aiutato, pubblicano alla pag. 260 della loro fatiga questo periodo: «E’ meglio consultare l’altezza  del  sacco  d’avena  che  la taglia dello stallone.» queste parole, messe così non hanno alcun senso...
Ad ogni modo, io avevo già tradotto quel periodo, l'ho messo in itagliano umano e l'ho corredato di una simpatica nota, dunque, in quest'occasione non mi sono inc***ato...ma voi che dite ? Cosa beata avete capito ?



Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Agosto 29, 2013, 07:20:41 am
Qui mi lancio perchè qualche esposizione al pubblico ludibrio ci vuole.... tradurrei "Stallone alto, sacco d'avena basso", parente del "non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca".
Titolo: La moglie piena e la botte mbriaca...
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 29, 2013, 10:32:40 am
E perché no: La moglie piena e la botte mbriaca ?
Tanto per Angioni Chiummo fa lo stesso, ho il sospetto che non hanno capito una beata, altrimenti uno straccio di nota l'avrebbero messo pur lasciando il testo per come gli è venuto.

Caro Alex, sei fuori strada, eppure con un piccolo sforzo dovresti capire...come si fa a consultare un sacco d'avena ?
Se ti chiamano per un consulto che fai ?

Esamini, prendi in esame, valuti la situazione dell'ammalato poi esprimi il tuo parere tecnico scientifico...giusto ?

Allora...



 

 
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Agosto 29, 2013, 11:31:40 am
...per accertarsi che lo stallone sia ben nutrito?
Titolo: ...è fuori della portata di voi umani.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 29, 2013, 12:08:04 pm
... «E’ meglio consultare l’altezza  del  sacco  d’avena  che  la taglia dello stallone; il proverbio citato dal Generale, detto così non ha senso. Tutto deriva da un adagio inglese:  La nostra produzione di cavalli grandi belli e forti stà nei sacchi d'avena, questo dicono gli allevatori della perfida Albione quando gli si chiede il segreto del loro allevamento, infatti, in Inghilterra era in uso dare l'avena ai puledri appena svezzati, cosa che non era accettata dagli allevatori del continente...almeno agli inizi dell'esplosione del PSI».

Questa sopra è la nota alla mia mia liberissima ma fedelissima traductione che così recita:

Picciol stallone, puledro un bel bestione, la differenza l'ha fatta l'alimentazione.

I riferimenti storici a quanto affermo si trovano in codesto sito, Chimmo e Angiomi, bitte andate a controllieren:

http://books.google.it/books?id=YyNCAAAAcAAJ&pg=PA81&lpg=PA81&dq=etalon+jument+sac+d'avoine&source=bl&ots=YFlGTfIlp2&sig=fhLR02bTMOZYy1lTJtvXMRM9IU4&hl=it&sa=X&ei=SQ8fUq3nHonS0QXIx4DoCA&ved=0CE8Q6AEwAzgK#v=onepage&q=etalon%20jument%20sac%20d'avoine&f=false

A pensarci meglio, Alex ha intuito giusto sia pur capovolgendo la situazione dal polledro allo stallione. Comunque la moglie mbriaca non centra una beata, sei scusato perché l'itagliano di Angioni/Chiummo è fuori della portata di voi umani.  :icon_eek: :icon_eek:

 
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Agosto 29, 2013, 01:19:57 pm
In effetti non avevo capito che sui parlava di criteri di scelta del polledro.... immaginavo che si parlasse della scelta (e governo di gestione :icon_rolleyes:) dello stallone.

Una volta in più, capisco che non avevo capito. E' sempre un bel passo in avanti!  :occasion14:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 29, 2013, 02:27:13 pm
Questi  stalloni  sono
di piccola  taglia, ma  i  loro prodotti,
molto  più  grandi,  giustificano  il
proverbio,  vero  soprattutto  per  lo
stallone arabo: «E’ meglio consultare
l’altezza  del  sacco  d’avena  che  la
taglia dello stallone.»
              Questi stalloni sono di piccola taglia,
ma i loro puledri - di ottima struttura -
confermano la vericidità del proverbio,
valido sopratutto per lo stallone arabo,
che così recita:
Picciol stallone,
puledro un bel bestione,
la differenza l'ha fatta l'alimentazione.


Nella colonna a dx c'è la mia traduzione, come vedi, si parla semplicemente della relativa influenza della alimentazione sulla genetica...non mi dire che non si capisce che ti dò una testata  :love4: !
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Agosto 29, 2013, 02:33:12 pm
Scusami.

L'alimentazione dello stallone o l'alimentazione del puledro?

Perchè il fatto di ritenere che l'alimentazione dello stallone provochi il minimo cambiamento nella qualità genetica dei singoli spermatozoi dello stallone è una cosa che viola tutto il violabile della biologia.

Ciò nonostante, se il Generale, che non era biologo, ne era convinto, la traduzione è perfettamente corretta.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 29, 2013, 03:00:52 pm
 «E’ meglio consultare l’altezza  del  sacco  d’avena  che  la taglia dello stallone; il proverbio citato dal Generale, detto così non ha senso. Tutto deriva da un adagio inglese:  La nostra produzione di cavalli grandi belli e forti stà nei sacchi d'avena, questo dicono gli allevatori della perfida Albione quando gli si chiede il segreto del loro allevamento, infatti, in Inghilterra era in uso dare l'avena ai puledri appena svezzati, cosa che non era accettata dagli allevatori del continente...almeno agli inizi dell'esplosione del PSI».

Questa è la nota che non hai letto/non hai capito.

Questi stalloni sono di piccola taglia,
ma i loro puledri - di ottima struttura -
confermano la vericidità del proverbio,
valido sopratutto per lo stallone arabo,
che così recita:
Picciol stallone,
puledro un bel bestione,
la differenza l'ha fatta l'avena
mangiata dal polledro
fin da quando era un lattone.

Compris ??
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Agosto 29, 2013, 03:09:45 pm
Era solo per togliermi il dubbio che le antiche idee sulla "qualità dello sperma" fossero sopravvissute a Mendel. In ippologia e equitazione, gli errori sopravvivono secoli, amorosamente custoditi e amorevolmente tramandati di bocca in bocca  .... sopravvivono a tutto, perfino all'evidenza dei fatti. 

Non c'è forse ancora oggi qualche veterinario che pratica la focatura? E non ho sentito che pochi anni fa, per un cavallo brioso era stata fatta la diagnosi "ha troppo sangue" e suggerito, come terapia .... un robusto salasso?  E non vi è ancora qualcuno che crede che nella laminite acuta il tendine flessore, sfidando la propria struttura fisica di tessuto stabilissimo nella lunghezza, si "contragga" con relativa proposta di tenotomia? :horse-scared:
Titolo: Tradurre la traduzione.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 29, 2013, 04:01:20 pm
Lo faccio perché mi piace, ad ogni dubbio vado a trovare e a consultare testi antichi per carpire i veri significati dalle tromboniche parole ottocentesche del Generale.

La dottoressa Chiummo dice:  ricordo che il Colonnello è sempre disponibile a chiarire qualsiasi dubbio sui contenuti del libro che, essendo la fedele traduzione di un testo dell'800, potrebbe risultare ostico in alcuni passaggi, pertanto, non esitate a scrivergli.

Ma che ti scrivi !!! :icon_eek: :icon_eek:

Tutto il libro è ostico perché è stato tradotto male e ha disgustato generazioni di lettori, e quelli che stoicamente hanno letto hanno capito fischi per fiaschi, vedi Alex nei post precedenti, vedi me in trent'anni di tentativi.

Ecco, ormai conosco questo testo a menadito, prima la lettura della traduzione di Angioni, mi mandava in confusione, per tradurre dovevo far riferimento solo al testo francese; ora leggo Angioni e automaticamente traduco...ma son tre anni che mi diverto con le Questions et Un Officier in francese. Quanti di voi possono fare lo stesso ?

Per ora sono impegnato nel rush finale delle "Questioni", combatto coi capiverso, immagini, punteggiatura ecc. e comunque trovo sempre qualcosa da migliorare, limare, arricchire, da meglio esporre; Angioni Chiummo fedelissimi alla letterissima del testo ottocentesco non hanno avuto questi problemi, ce l'hanno sbattuto in faccia per come gli veniva per poi dichiararlo ostico :icon_eek: :icon_eek:...
Titolo: Cozzoni.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 31, 2013, 04:20:14 pm
Piqueur (terme de vénerie): bracchiere, personale specializzato che conduce la muta di cani durante la caccia si occupa di dare il colpo di grazia al cervo/cinghiale/volpe preso dai cani, al di fuori della caccia si occupa dei canili e dei cani.

Piquer (terme de manege): stalliere, persona incaricata della sorveglianza delle scuderie e il controllo dei cavalli.

Piqueur de selle (terme de manege): scozzone, era incaricato della doma e della preparazione dei giovani cavalli, controllava l’ordine delle scuderie e la distribuzione delle profende. A seconda del luogo dove svolgevano le loro mansioni, i loro compiti potevano variare per le differenti esigenze organizzative; maneggi, allevamenti, scuderie nobil ecc.

Dunque, le traduzioni italiane - a seconda del caso sono:
1)bracchiere - 
2)cozzone(ant.)/scozzone/scozzonatore -
3)sorvegliante, stalliere, caporale ecc.

Il nostro buon colonnello Angioni e la generosa dottoressa Chiummo si son fermati a quanto detto nella loro ottima nota:136
 N.d.T.: in francese è piqueurs. «Quando il titolo di écuyer apparteneva esclusivamente alla nobiltà, i piqueurs erano, nelle  accademie  reali,  semplici  assistenti  che  ammansivano  e  davano  i  primi  elementi  dell’addestramento  ai  cavalli giovani. Oggi è un titolo desueto che si dà all’impiegato incaricato della scuderia».  (Michel Henriquet - Alain Prevost, L’équitation, un art, une passion, Paris 1972, pag. 247).

Pertanto, a pag. 253 della loro fatiga leggiamo: Un  centinaio  di  cavalli,  mantenuti come fondo per la scuola, tra i quali figurano dodici cavalli, detti «di scuola»,di cui parlerò più avanti, e dodici  cavalli  per  il  personale addetto  all’ammansimento  dei  cavalli giovani. Questi  ultimi  si  fanno  notare per  la  coda  tagliata  molto  corta, mentre tutti gli altri cavalli hanno la
coda tagliata sotto il garretto.
(http://img153.imageshack.us/img153/390/cf18.jpg) (http://imageshack.us/photo/my-images/153/cf18.jpg/)

Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)(http://img59.imageshack.us/img59/6769/izmf.jpg) (http://imageshack.us/photo/my-images/59/izmf.jpg/)

Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)(http://img13.imageshack.us/img13/834/j6oh.jpg) (http://imageshack.us/photo/my-images/13/j6oh.jpg/)

Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)

Come si vede, ai tempi del Generale, ai cavalli da caccia veniva tagliata la coda in questa maniera corta, cortissima, dunque, in questo caso: douze  chevaux  de  piqueurs sono 12 cavalli da caccia, infatti non possiamo tradurre cavalli da bracchiere,tantomeno con cavalli da stalliere , meno che mai cavalli da scozzone quindi: o lasciamo intradotto oppure rendiamo con cavalli da caccia: cavalli da caccia, appunto.

Ma la cosa più assurda è tradurre: Cavalli  per  il  personale addetto  all’ammansimento  dei  cavalli giovani perché non ha alcun senso, gli scozzoni - perché di questi si parla -  avranno vari cavalli in addestramento o in rieducazione, magari lalli personali, ma sicuramente l'amministrazione non dava loro specifici cavalli e poi: ma perché mai con la coda mozza ?

E' evidente che il duo Angioni/Chiummo non capisce quello che traduce, altrimenti con un pizzico di ragionamento ci sarebbero arrivati...se non capiscono loro figuriamoci voi  :icon_rolleyes:
Titolo: occhio !
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 01, 2013, 11:07:09 am
26/03/2013
Sono in attesa anch'io. Il testo completo (traduzione di tutte le pagine della 1^ edizione di Questions équestres, Librairie Plon-Nourrit et Cie, Imprimeurs-Editeurs, 8, rue Carancière, Paris 1906) è nelle mani di un aiuto competente, attento e scrupoloso. Quattro occhi vedono meglio di due. Lo sta controllando e trasformando in pdf, con immagini e note. Penso (e spero) che compaia al più presto.


In uno dei suoi tanti penultimati il gentilissimo colonnello Angioni ci informa che 4 occhi vedono meglio di due, ma non sempre è vero: a pag. 256 della traduzione Angioni, alle due coppie di globi oculari attente acute e scrupolose è sfuggito:

Per  conservare  un  certo  ordine durante  la  caccia, i cavalieri sono disposti in  otto  sulla  fronte,  ma questa  disposizione  non  è  osservata rigorosamente.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Settembre 01, 2013, 06:09:47 pm
Quello che mi piace di wikipedia (non è che non ne veda certi difetti, eh.... proprio adesso sto cercando di aiutare uno sconosciuto amico in uno spam fighting...) è che di occhi non ce ne sono nè due nè quattro: sono centinaia, spesso migliaia, e molti di questi occhi sono collegati a un cervello audace e quest'ultimo a una tastiera.... e questo basta per correggere gli errori al volo.
Vero, talora basta anche per infilarne di nuovi; ma questo fa parte del gioco.
Titolo: leggere e capire.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 01, 2013, 07:01:54 pm
Perfettamente d'accordo, infatti, malgrado abbia avuto due deliziose collaboratrici, tra poco, metterò in rete il testo in modalità pubblica pregando gli utanti di segnalare nostre manchevolezze, nostri refusi, nostri errori, nostra mancanza di chiarezza.

Noi non possiamo che esser grati a chi volesse aiutarci a migliorare la nostra versione.

In effetti io sto facendo un'opera simile con Angioni, ma non conto sulla sua gratitudine, mi godo il mio sollazzo di spiegargli cosa ha tradotto.

..veramente un capolavoro. Sono 35 anni (prima traduzione nel 1978 per la Tavola rotonda delle L.L.Edizioni equestri) che lo tratto. E non mi stanco mai di rileggerlo...

Eh si, evidentemente il Colonnello legge ma in molti punti non ha capito/non capisce.
Titolo: Mah !
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 03, 2013, 03:38:03 am
Les  chevaux blancs, beaucoup plus
beaux  que  les  café  au  lait,  se  font
remarquer  par  le  soyeux  et  la
longueur de  leurs crins.  La crinière
tombe  audessous  du  coude  et  la
queue touche la litière.
              I  cavalli  bianchi,  molto  più  belli
che  i  caffellatte,  si  fanno  notare
dall’aspetto  serico  e  dalla
lunghezza dei  loro crini.La criniera
cade  sotto  il  gomito  e  la  coda
tocca  la  lettiera.

eh eh eh cari Angioni-Chiummo questo è un errore da matita blù, come ha tradotto il gentile Colonnello sembrerebbe che i lalli bianchi si facciano notare per l'aspetto serico...come fa un lallo ad avere un aspetto setoso mah ! e per la lunga criniera e la lunga coda.

Faccio rispettosissimamente notare al gentile Angioni che l'artico davanti all'aggettivo soyeux lo sostantivizza, dunque, setoso diventa la setosità e fa pari pari con la longueur.
Allora il Generale ha scritto chiaramente che quei lalli bianchi si fanno notare per la setosità e la lunghezza dei loro crini, detto in maniera più pulita:

i cavalli bianchi si fanno notare per la lunghezza e la morbidezza dei loro crini.

Questa è una traduzione alla lettera, parola per parola come dice il buon Colonnello, non mi son preso alcuna licenza e poi stavolta il francese ottocentesco di L'Hotte è davvero facile facile.

Perché sto guazzabuglio ? Mah !





Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Settembre 03, 2013, 02:34:12 pm
A me non suona bene neppure questo:

Si fanno notare DALL' aspetto serico? Semmai PER l'aspetto serico?

Alla lettera anche in questo caso  ma in italiano si dice farsi notare PER qualcosa o GRAZIE a qualcosa non DA qualcosa a meno che non voglia dire che Milla è stata notata DA Raffaele ma il senso cambia totalmente.
Milla è stata notata DA Raffaele PER l'aspetto serico dei suoi capelli.
Titolo: Mah !
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 03, 2013, 02:58:55 pm
Ma cosa vuoi che sia, non è mica da questi particolari che si giudica un traduttore (De Gregori - chapeau) sono quisquilie, e poi il Colonnello ha dimostrato di esser superiore alla grammatica e alla sintassi italiana, il suo itagliano è assai particolare non segue alcuna regole condivisa è fedele parola per parola a quanto scritto dal Generale, siamo rassegnati e di questo ce ne facettimo una ragione, ma mi domando: la dottoressa Lucia Chiummo  ??

Possibile che non si sia accorta che l'itagliano offerto dal Colon. non è ottocentesco, non è aulico, è semplicemente scorretto, incomprensibile ?

Mah ! :icon_eek:

Titolo: Lettera di compiacimento.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 06, 2013, 01:09:18 am
...mi felicito con il capitano Paolo Angioni per la sua opera di traduzione che è al servizio dell’unità equestre nel mondo.

Saumur, 17 Aprile 1978         Tenente Colonnello Pierre Durand
 
                                        33° Ėcuyer in capo del Cadre Noir


Questa è la conclusione della bellissima lettera di compiacimento del T.C. Durand all'opera di Angioni del 78.
Purtoppo, non è disponibile l'originale, ma quella chiusura non ha senso, almeno io non riesco a capirla e non credo che Durand volesse dire come ha tradotto Angioni...badate che non è francese antico è del 1978, appunto.

Io credo che come al solito il gentile Colonnello non ha capito quello che ha scritto, non avendo l'originale non posso essere categorico, e se sbaglio mi scuso preventivamente col Colonnello.

Guardate com'è facile, basta spostare una parolina e tutta la frase - come magia - acquista un senso compiuto....quello che probabilmente voleva dire il comandante Durand.

...mi felicito con il capitano Paolo Angioni per la sua opera di traduzione che è al servizio dell’unità equestre nel mondo.

...mi felicito con il capitano Paolo Angioni per la sua opera di traduzione che è al servizio dell’unità del mondo equestre.

Fate sapere al colonnello Angioni che se vuole può approfittare di queste mie note e corriggere il testo, non voglio encomi o ringraziamenti, solo esser citato come fonte della correzione; mi meraviglio come la dottoressa Chiummo abbia letto e non abbia avuto il sospetto - in questo caso come in tanti altri - che stava avallando periodi sensa senzo :icon_eek:...ma sta dottoressa è italiana ? conosce l'italiano ? E' dottoressa in ché ? Mah !

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Pippokid - Settembre 06, 2013, 07:32:34 am
Ero preoccupato perche' sembrava che ci fosse un giorno senza le critiche costruttive. Per fortuna sono arrivate
Titolo: Costruttive.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 06, 2013, 10:55:12 am
Caro Pippo hai ragione/hai torto, hai ragione se il criticando corregge gli errori evidentissimi, hai torto se lo stesso non prende le critiche in consideratione.
In realtà,anche se Angioni lascia questi strafalcioni per come sono, certamente si rende conto degli sbagli che ha fatto e qualcosa di costruttivo gli rimane...almeno spero.  :dontknow:
 
Comunque, caro Pippo, domani partiamo per la Sardegna, mio suocero il papà della mia amatissima moglie compie cent'anni, per una settimana dovrai fare a meno della mia costruttiva critica cuotidiana...resisterai ?? :icon_rolleyes:

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Settembre 06, 2013, 11:16:16 am
Intanto che sardeggi pensa a come vorresti il "testo a fronte". Ho appena scovato un sistema per fare qualcosa di diverso, ossia per inserire il testo francese nella stessa pagina dove c'è il testo italiano (tenendolo nascoso in sottofondo)  dopodichè si possono fare varie cose: far apparire il testo francese al posto di quello italiano "in toto", oppure aprire un boxetto e farci apparire solo il testo francese del paragrafo dove sta il mouse, oppure..... pensa come ti piacerebbe farlo apparire.
Titolo: Re:Costruttive.
Inserito da: Pippokid - Settembre 06, 2013, 11:38:15 am
...per una settimana dovrai fare a meno della mia costruttiva critica cuotidiana...resisterai ?? :icon_rolleyes:


faro' il possibile


in ogni caso auguri per tuo suocero  :occasion14:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Settembre 06, 2013, 12:35:25 pm
Auguri al suocero.
Mi raccomando vacci piano con...lo sciroppo per la tosse!
Titolo: Danza del Ventre.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 06, 2013, 01:29:45 pm
Grazie, per gli auguri ...sarà il primo centenario di cui farò conoscenza.

La Zio Giovanni ha fatto il contadino tutta la vita, si è sciroppato la guerra in Africa, da giovine lavorava nelle foreste del nuorese a far carbone un lavoretto leggiero leggiero, fino a 85/86 anni curava i giardini di vari villini nella sua zona, spostandosi a piedi: mai avuto la patente.

Per contro, la sua dieta era piena di grassi, porcetto, rivea, lardo sciolto sul pane, formaggi freschi e stagionati...coi vermi perfino.
Mai gli mancò il bicchierozzo di vino a tavola e fino a quando ha potuto, il sabato sera ha fatto bisboccia con gli amici.

Colesterolo, tricliceridi, glicemia, ecc. tutto nei parametri, solo le ultime analisi hanno rilevato qualche piccolo scompenso.

Fosse stato quà, per festeggiarlo gli avrei portato Sabah: una signora che fa la danza del ventre (lui apprezza/apprezzava) la scritturai per il matrimonio di mia figlia...portarla in Sardegna è troppo complicato e costoso, comunque, lustratevi gli occhiali e guardatela:
http://www.youtube.com/watch?v=Lxmlt5kAwho

 
Titolo: MERAVIGLIOSO !
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 06, 2013, 05:52:52 pm
Intanto che sardeggi pensa a come vorresti il "testo a fronte". Ho appena scovato un sistema per fare qualcosa di diverso, ossia per inserire il testo francese nella stessa pagina dove c'è il testo italiano (tenendolo nascoso in sottofondo)  dopodichè si possono fare varie cose: far apparire il testo francese al posto di quello italiano "in toto", oppure aprire un boxetto e farci apparire solo il testo francese del paragrafo dove sta il mouse, oppure..... pensa come ti piacerebbe farlo apparire.

Ma è meravigliosoperò devi metterci mano tu o almeno addestrarmi finemente alla bisogna e non gettare solo l'appetitosa esca.

Io ho cercato - senza trovarla - una solutione del genere, dato che, siccome il testo è infarcito di immmagini, non è possibile affiancarlo.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Settembre 07, 2013, 05:06:54 am
Tu intanto sardeggia e pensa a cosa vorresti; poi mi darai un linko al libro (in una versione "da web" di quelle pubblicate in pagine in un  normale sito visibili con un normale browser, no pdf; sull'ePub, ho forti dubbi che si possa fare, ma non sono il primo a pensarlo (http://blog.threepress.org/2010/06/02/interactivity-in-epub-using-javascript-html5-and-css3-beaidpf-video-posted/)) e vediamo.  L'idea è: tu pubblichi su un sito la tua traduzione e mi passi anche il testo originale francese, io acchiappo il codice, lo manipolo  :icon_rolleyes:, te lo restituisco, e tu ripubblichi il nuovo codice. Niente istruzioni oltre a queste. Tutto il trucco sarà incorporato nel codice delle singole pagine.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Settembre 07, 2013, 05:47:50 am
Aggiorno: visto il linko e scaricato immantinente il codice html, mi manca solo un analogo linko per il testo originale francese; dopodichè, previa una adeguata manipolazione  :icon_eek: per la suddivisione in paginate separate, una per capitolo, e costruito un qualche sistema di navigazione per passare da un capitolo all'altro senza perdere la connessione alle note, si dovrebbe poter procedere con gli esperimenti di aggancio e visualizzazione con il testo francese originale.

Se il testo fosse nato fin dall'inizio come "sito web" le cose sarebbero un pochetto più facili; ma non disperiamo. Ma avviso subito che la versione "manipolata" bilingue andrà pubblicata in un normale sito web fatto di normali pagine; direi quindi che è aperta la caccia a un sito web che possa ospitarla, e a un ospite che abbia pieno accesso al sito e che "possa, sappia e voglia" caricarci le varie versioni delle pagine che si succederanno, fino a versione definitiva.

Infine, ripeto che questa versione "truccata" NON sarà esportabile in pdf e per ora NON sarà esportabile in ePub; vivrà solo come versione consultabile sul web.

Titolo: piciopacio is back!
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 19, 2013, 06:05:20 pm
Al traduttore "al servizio dell'unità equestre nel mondo" e alla sua gentile collaboratrice: ancora pochi giorni di pasiensa...piciopacio is back !  :occasion14:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Settembre 19, 2013, 07:15:45 pm
Bentornato
neanche l'orata e il porceddu ti hanno addolcito eh
Titolo: per Pippo & Patrone.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 22, 2013, 12:37:58 am
Ormai ci siamo è tempo che sappiate, dunque, vengo con questa mia a dirvi...adirvi una parola, dato che come voio ben sapete, in questo inclito foro c'è una setione che si chiama: a tu per tu, col colon. Angioni ORO olimpico...per lo vero la sesione dovrebbe titularsi: a Lei per Lei. ecc. ecc.

Bene, continuo domani sera, ora vado a nanna domani c'è http://www.siciliainfesta.com/rassegne/mercato_del_cavallo_di_san_fratello.htm

Ci portiamo Diamante...la partenza è alla 5. bonuì !!

(http://img856.imageshack.us/img856/1911/q2xp.jpg) (http://imageshack.us/photo/my-images/856/q2xp.jpg/)

Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
Titolo: Sanfratello.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 23, 2013, 03:11:13 am
13 anni fa, vidi Oddo la prima volta alla mostra di Sanfratello, lo portavano in tre: uno lo tirava con una lunga corda e due dietro e ai lati lo spingnevano nella giusta diretione.

Trattai il prezzo ma non lo aqquistai, in queste occasioni - Verona in testa - i prezzi lievitano...crescono assai.  :icon_eek:

Dopo alcuni mesi, tramite il mio ottimo amico Pippo Salerno - oggi presidente dell'associazione cavalli sanfratellani - il lallo fu rintracciato presso un macellaio, e lo comprai a centomila lire in più del suo valore in carne.

Mai aqquisto fu più azzeccato !

Quella volta ci saranno stati almeno 500 cavalli, ieri forse erano 200, Diamante si è classificato terzo nella sua categoria:
Questo è il primo classificato.
(http://img89.imageshack.us/img89/1085/vghv.jpg) (http://imageshack.us/photo/my-images/89/vghv.jpg/)

Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)

Il secondo, il mio preferito:
(http://img15.imageshack.us/img15/9133/t30h.jpg) (http://imageshack.us/photo/my-images/15/t30h.jpg/)

Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)

Il terzo: il nostro Diamante...nessuno ha le sue andature da lallo tedesco:
(http://img703.imageshack.us/img703/3751/t9ao.jpg) (http://imageshack.us/photo/my-images/703/t9ao.jpg/)

Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)

Il barone Pucci Majorana intendo al suo arbeit di judice severo ma imparziale:
(http://img707.imageshack.us/img707/8435/ikoc.jpg) (http://imageshack.us/photo/my-images/707/ikoc.jpg/)

Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)

La famiglia Majorana, nei secoli scorsi, ha inventato il PSO, altra razza bellissima, di enormi possibilità...come la sanfratellana ha un solo difetto: è itagliana e orrore orrore: siciliana !!!!

Per Pippo e Patrone: ancora un pò di patientia e avrete viva e vibrante soddisfazione.



Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 23, 2013, 03:49:10 am
Dopo la rassegna, Cimarosa si è esibito con Diamante, tenete presente che il lallo è da noi da una decina di mesi, e ci è arrivato perchè giudicato - quì a Sanfratello - indomabile.

Il suo allevatore disse: solo con un miracolo si può aggiustare

Ieri lo ha visto, ha visto Cimarosa che lo montava a braccia aperte e ha detto: è un miracolo...ma quello che lo monta è un angelo.

(http://img707.imageshack.us/img707/6158/8jy1.jpg) (http://imageshack.us/photo/my-images/707/8jy1.jpg/)

Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
Titolo: La sintassi.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 24, 2013, 02:54:06 pm
Quando  c’è  da  costringere  il
cavallo,  è  a  mezzi  del  tutto
particolari,  impiegati  a  piedi,  che  i
circhi  hanno  il  più  spesso  fatto
ricorso. Ma se si può ammettere che
simili  procedimenti  fanno  parte
dell’addestramento,  rimangono,  in
tutti casi, al di fuori dall’equitazione
propriamente  detta,  perché  è
soltanto  quando  il  cavaliere  è  sul
cavallo che essa si esercita.
Titolo: La "esse" di L'Hotte.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 26, 2013, 08:35:32 pm
E' con viva e vibrante soddisfazione che vi mostro - per la prima volta nel ueb - e forse nel globo terraqqueo, la "esse" di L'Hotte.
L'argomento è trattato nel capo XI delle "Questioni".

(http://img842.imageshack.us/img842/4017/cukl.jpg) (http://imageshack.us/photo/my-images/842/cukl.jpg/)

Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)

Esiste, tra il pubblico pagante di quest'inclito foro un grafico capace di mettere in maniera profescional 4 o 5 schemi fatti dal sottoscritto a corredo delle questioni ?

Si offre gloria et fama...non mi cercate dinero che non ne tengo:

https://www.youtube.com/watch?v=BeBCSvXXPsE
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Settembre 26, 2013, 08:47:27 pm
Già.
Non so se ricordi,diversi mesi fa avevo aperto un topic sul metodo per entrare negli angoli.
Mi avevi risposto parlando,tra l'altro,della famosa esse di L 'Hotte.
Mi sono scervellata un bel po' prima di arrivare al cap. in cui lo spiegava.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Settembre 26, 2013, 08:51:38 pm
Questo che chiedi lo posso fare velocemente.
Mandami tutto a [email protected]
In che formato li vuoi salvati?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 26, 2013, 11:03:37 pm
Bene, ti ho inoltrato un mail di mio nipote, è architetto ma non capisce nulla di cavalli, ecco il suo disegno è professionale ma irrealistico guarda:

(http://img812.imageshack.us/img812/2964/a1j8.jpg) (http://imageshack.us/photo/my-images/812/a1j8.jpg/)

Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)

c'è da addolcire le anse, da eliminare il tratto tra i picchetti ed aggiustare la legenda.

Detto questo puoi fare tutto di sana pianta: bentornato.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Settembre 26, 2013, 11:32:16 pm
Non ho ricevuto nulla x adesso.

Sei sicuro che il percorso ad esse debba fare lo slalom tra i picchetti? Secondo me, cioè secondo anche la mia esperienza, la esse si verifica semplicemente a causa dei tentativi vaghi del principiante di correggere il cavallo, e quindi non è uno slalom voluto tra i picchetti, il cavaliere vorrebbe andare dritto ma non riesce, quindi vanno addolcite le serpentine e fatte stare dentro il rettangolo di lavoro.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 27, 2013, 12:14:53 am
Infatti è così, leggi la mia legenda.
Il mio disegno è più realistico rispetto all'architetto ma i movimenti sono quelli.

Arrive ensuite  le tourner, et, comme le cavalier n'est pas assez maître de
ses  aides  pour  le  serrer suffisamment,  le  cheval  gagne  du terrain  en  dehors,  après  avoir
passé  le  piquet  qui  marque  le tournant.  Le  piquet  suivant,  qui répond  au  milieu  du  côté,  oblige alors  le  cavalier  à  se  porter  en dedans du  carré;  et  voilà  la moitié de  l'S  formée.  L'autre  moitié  se produira  de  même,  au  tourner suivant.


Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Settembre 27, 2013, 08:38:01 am
Secondo me non è nemmeno come l'hai disegnata tu a penna, leggi bene.
Ora ti mando la mia versione, tanto qua non c'è lavoro e non mi pagano lo stipendio, dopo mandami almeno qualcosa da mangiare!
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Settembre 27, 2013, 08:40:51 am
Scusate l'intromissione ma il disegno non deve rappresentare quello che accade secondo Max e la sua esperienza ma quello che dice L'Hotte che è esattamente quello che hanno disegnato Raffaele e suo nipote,anche se,ovviamente, il cavallo del principiante non farà una bella serpentina come quella raffigurata nel disegno dell'architetto ma seguirà una traiettoria molto meno regolare.
Le serpentine involontarie del principiante,stando a quello che ci dice L'Hotte NON stanno dentro il rettangolo (il cavallo guadagna terreno EN DEHORS dopo aver passato il picchetto che segna l'angolo, la girata, poi il picchetto seguente,che si trova a metà del lato corto, obbliga il cavaliere a portarsi EN DEDANS ergo prima era fuori e poi deve rientrare nel rettangolo)

Ho però il dubbio che la fuoriuscita dal rettangolo si verifichi nel punto indicato nei disegni perchè a voler essere proprio pignoli il Gen. dice APRES AVOIR PASSE' LE PIQUET QUI MARQUE LE TOURNANT quindi sembra che il lallo continui ad andare diritto lungo il lato lungo senza fare l'angolo dove dovrebbe (infatti ci dice che il principiante non padroneggia gli aiuti abbastanza bene da LE SERRER SUFFISAMMENT) e quindi si trovi fuori dalla cavallerizza dopo il picchetto d'angolo e non prima.
In altre parole la serpentina involontaria andrebbe disegnata tenendo il picchetto che è nell'angolo FUORI dalla serpentina e non dentro poi il principiante gira e rientra nel rettangolo come disegnato.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Settembre 27, 2013, 08:53:04 am
Insisto: siccome è un errore fatto da cavalieri di discreta esperienza, mi pare impossibile che il percorso passi fuori del picchetto di angolo, pena cazziatone clamoroso; tantomeno che l'errore lo facciano tutti, al punto da tracciare un solco.

Piuttosto una domanda tecnica riguardo a "entrare negli angoli".

Immaginiamo di mettere un cono nel rettangolo, a una certa distanza dalla punta dell'angolo, in modo da incoraggiare il principiante a passare dentro lo spazio fra cono e angolo per avere la certezza di essere "entrato nell'angolo". Domanda: a che distanza dall'angolo dovrebbe essere messo il cono? E soprattutto: quella distanza sarebbe quella giusta a tutte le andature (e quindi andrebbe posizionato per essere "passabile" al galoppo) oppure va spostato a seconda delle andature, e quindi può essere molto più stretto al passo e molto più largo al trotto e ancora di più al galoppo?

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Settembre 27, 2013, 09:32:17 am
(il cavallo guadagna terreno EN DEHORS dopo aver passato il picchetto che segna l'angolo

APPUNTO!!!!
sto facendo il nuovo disegno come credo sia più fedele alla descrizione del Gen e come a rigor di buon senso avviene nella realtà di ogni giorno.

Per Alex: così come si cambiano le distanze tra le barriere a terra a seconda del tipo di cavallo e di andatura, va da sè che anche un corridoio di coni, a meno di essere già un binomio provetto, va commisurato al grado di difficoltà del cavallo e dell'andatura, altrimenti da che si pensava servire da aiuto diventa una difficoltà e fonte di resistenze ulteriori.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Settembre 27, 2013, 09:52:10 am
Ok. Misurato sulla diagonale, a che distanza precisamente dall'angolo  del rettangolo o dal picchetto corrispondente nel "campo virtuale" all'aperto , per il passo, per il trotto e per il galoppo metteresti il cono? Non è una domanda teorica.... il cono ce lo voglio mettere davvero, ma non so dove.  :dontknow:

E poi: perchè questo cono non viene messo sistematicamente, almeno all'inizio, per far capire bene al principiante cosa significa "entrare nell'angolo"? Per il solito motivo che rendere al principiante le cose più facili (esempio classico. NON dargli in mano un'imboccatura, all'inizio) è una specie di bestemmia e di umiliazione?  :icon_rolleyes:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Settembre 27, 2013, 10:14:35 am
Non saprei, al passo puoi metterlo anche della larghezza del cavallo, al trotto il doppio e al galoppo il triplo come idea di massima. Scusa ma prova no? Mica sono delle mine esplosive, male che va lo butti giù.

Non li metto perché l'angolo si impara a passare in spalla in dentro e in travers, ed avere un "qualcosa" (il cono) che distrae ulteriormente l'attenzione e diventa in qualche modo l'obiettivo, l'oggetto dell'attenzione arrivati in quel punto, lo trovo fuorviante. Tanto più che il cono non insegna niente e verrebbe sistematicamente buttato giù se il cavaliere non ha comunque un minimo di conoscenze per passarlo bene. Dunque, se non hai le conoscenze lo passerai sempre male e se hai le conoscenze puoi farne a meno, quindi non vedo il motivo di metterlo ;- P
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Settembre 27, 2013, 10:19:34 am
Guarda che non sono mica il primo o l'unico a suggerire di mettere un cono... che fra l'altro potrebbe essere messo in uno solo degli angoli, in modo da dare un'idea al povero principiante.

Ti iscrivo d'ufficio nel gruppo degli  istruttori che ritengono doveroso e giusto rendere le cose difficili per il principiante.  :icon_rolleyes:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Settembre 27, 2013, 10:36:08 am
Mi rendo conto, spero solo non si paghi l'iscrizione.

Ma perché difficili?!?!?! Entrare in un angolo non è difficile, piuttosto è difficile perdere le cattive abitudini acquisite da errori per entrare negli angoli. Fammi capire, hai problemi in tal senso? Continuiamo nel diario? Sta cosa degli angoli mi manda in paranoia.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Settembre 27, 2013, 11:04:08 am
si,si dai che io ancora non ho capito qual'è il modo corretto di entrar negli angoli
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Settembre 27, 2013, 11:12:33 am
Non sai dove mettere precisamente il cono Max, e sono certo che nemmeno l'istruttrice che mi gridava "Entra negli angoli!!!!!!!" lo sapeva.

Si vede che la parte educativa di questa questione è poter sgridare l'allievo!

X Milla: se adesso Max ti illustrerà come si entra negli angoli in più di 20 parole insultalo pure liberamente.  :icon_rolleyes:

Max: si scherza eh.....  :horse-wink:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Settembre 27, 2013, 11:25:02 am
Paradossalmente, se ci fai caso solitamente esordisco con non più di tre righe per dare una spiegazione a qualcosa, dopodiché sono gli utenti che incalzano con richieste sempre più dettagliate, in questo caso la cosa mi manda parecchio in paranoia perché io continuo a dire che per entrare negli angoli basta un concetto davvero scemo:

Vuoi entrare bene nell'angolo che hai davanti? Continua dritto fino in fondo!!!!! Cosa c'è di più semplice?

Ora, gentili utenti, mi metto comodo a leggere i vostri insulti hahaha
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Settembre 27, 2013, 11:26:25 am
Eheheh ... chi ha detto questa cosa:

Citazione
Non li metto perché l'angolo si impara a passare in spalla in dentro e in travers

e poi subito dopo:

Citazione
Ma perché difficili?!?!?! Entrare in un angolo non è difficile

 :horse-wink:

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Settembre 27, 2013, 11:30:43 am
Ricordo che siamo nella sezione sbagliata
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Settembre 27, 2013, 11:34:33 am
In che senso? Non stiamo parlando di quello che L'Hotte dice riguardo agli angoli, e alla S di L'Hotte?

Portiamo allora il discorso più vicino al testo del generale: il generale afferma che fare gli angoli appartiene all'equitazione ordinaria, che consiste nel saper controllare il movimento in avanti e la direzione. Nulla a che vedere con l'equitazione superiore; niente spalla in dentro e niente travers. Raffaele: mi sbaglio?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Settembre 27, 2013, 11:55:09 am
Su questo piano entriamo nell'equitazione TROMBONICA, se mi chiedi come faceva l'Hotte a entrare negli angoli probabilmente è con le mille descrizioni di effetti di redine e di gamba e di speroni che convinceva il cavallo e che lo insegnava ai cavalieri. E' un tipo di visione dell'equitazione che non mi interessa se non come conoscenza storica.

Le due piste perfezionano il modo in cui è possibile affrontare un angolo, dunque potendosi permettere di evitare il cono con cura, o per fare bella figura. Prima di questo c'è da insegnare al cavallo ad andarci DA SOLO negli angoli, ci mancherebbe che ogni volta devo preoccuparmi della direzione!
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Settembre 27, 2013, 12:33:57 pm
Veramente (salvo clamorose smentite ) L'Hotte non ci dice COME entrare negli angoli :dontknow:

Per Max: all'epoca della famosa discussione sugli angoli io ci ho provato ad andare dritta fino in fondo come se la pista continuasse diritta ma mi trovavo con la cavalla controflessa o con la testa nell'angolo e il sedere all'interno  :dontknow: :dontknow:
Forse entrare negli angoli richiede cavallo addestrato+cavaliere esperto :dontknow: :dontknow: :dontknow:

Se volete riesumiamo il topic sugli angoli 
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Settembre 27, 2013, 12:44:19 pm
Oppure sarebbe bastato perseverare con l'intento di insegnare una cosa sola alla volta al cavallo, e cioè: continua dritto fino all'angolo. Ci eri riuscita. Il problema è che vogliamo tutto e subito, non siamo rilassati, il fatto di non aver certezze in quello che stiamo facendo (perché magari è il primo cavallo si cui lo proviamo) ci fa essere poco convincenti, e non diamo il tempo al cavallo di capire una cosa che ne stiamo già provando un'altra.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 27, 2013, 12:58:58 pm
Se dobbiamo esser fedeli a cuanto dice il Generale il mio disegno corrisponde alle sue parole, inotre tenete presente che nel disegno di Max  - in cualche maniera - il debuttante entra nell'angolo mentre il Gen. dice che "guadagna terreno all'esterno"...questa è la tradutione di Angioni, dunque fedele, fedelissima, che più fedele non si può:

...siccome  il cavaliere  non  è  abbastanza  padrone dei  propri  aiuti  per  stringerla
sufficientemente,  il  cavallo  guadagna terreno  verso  l’esterno,  dopo  aver
superato  il  picchetto  che  segna  la girata.


Dunque direi che il disegno proposto da me è quello giusto.

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 27, 2013, 01:07:21 pm
(http://img513.imageshack.us/img513/9834/5e88.jpg) (http://imageshack.us/photo/my-images/513/5e88.jpg/)

Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)

Ecco, quello è il punto critico, lo dico per esperienza.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Settembre 27, 2013, 01:10:03 pm
Gli altri non han visto il mio nuovo schema, l'ho mandato solo a te.

Citazione
il  cavallo  guadagna terreno  verso  l’esterno,  dopo  aver
superato  il  picchetto  che  segna  la girata.

Sto "picchetto che segna la girata", secondo te qual'è?
Perché se è il picchetto d'angolo il mio disegno è giusto, se è quello prima dell'angolo allora è (assurdamente direi, avevano reclute belle ubriache allora) giusto il tuo.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 27, 2013, 01:16:09 pm
Hai mai visto dei principianti alle prese coi loro lalli ?

A parte il grado alcoolico nel sangue, succede questo ed altro: lalli che vanno a brucare, altri che vanno verso l'uscita, atri che tornano indietro...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 27, 2013, 01:22:57 pm
Piccola soddisfazione, a Sanfratello ho incontrato un tizio, un istruttore di equitazione, ci conosciamo o meglio io so chi è lui lui sa chi sono io.

Si è avvicinato per a farmi i complimenti, ha scoperto - tramite il sito di Cimarosa - le questioni, non le conosceva eppure ha più di 50anni: se l'è già stampate...ne è entusiasta.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Settembre 27, 2013, 01:42:11 pm
Ho il piacere di dirvi che cercando con Google semplicemente "Alexis L'Hotte" e null'altro, il sito di Giuseppe compare già nella prima pagina di link restituiti. Un po' in fondo, ma è nella prima pagina.  :occasion14:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Settembre 27, 2013, 02:25:15 pm
Hai mai visto dei principianti alle prese coi loro lalli ?

A parte il grado alcoolico nel sangue, succede questo ed altro: lalli che vanno a brucare, altri che vanno verso l'uscita, atri che tornano indietro...

Ho capito ma, non ho presente l'intero capitolo e come introduce il discorso della esse, mi sembrava esagerato pensare a degli allievi che escono così bellamente dal rettangolo, se SEI SICURO che la traiettoria descritta dal Generale debba passare oltre i picchetti d'angolo come nel tuo disegno te lo rimando così. Tutto il resto ti piace? Stile, simboli, etc?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 27, 2013, 02:44:05 pm
Bah, credo che il Gen, voglia dire proprio quello, fai attenzione al "punto critico" cioè il punto dove il lallo cerca di convergere al centro che parte da lontano:

In effetti,  il cavallo,  lasciato a se
stesso, riduce, come ho già detto,  in
una  sola  le  due  girate  di  un  lato
corto. Vi giunge iniziando  da  lontano  la  prima
girata  e  allora  la  pista  prende  una
forma ovale
.

Puoi segnare il punto critico e metterlo in legenda.

I simboli sono chiarissimi, ma se trovi tre cavallini differenti - nel web ce n'è a josa - forse è più grazioso...lo puoi pubblicare anche quì.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Fioravante Patrone - Settembre 27, 2013, 02:46:22 pm
Infatti è così, leggi la mia legenda.
Il mio disegno è più realistico rispetto all'architetto ma i movimenti sono quelli.

Arrive ensuite  le tourner, et, comme le cavalier n'est pas assez maître de
ses  aides  pour  le  serrer suffisamment,  le  cheval  gagne  du terrain  en  dehors,  après  avoir
passé  le  piquet  qui  marque  le tournant.  Le  piquet  suivant,  qui répond  au  milieu  du  côté,  oblige alors  le  cavalier  à  se  porter  en dedans du  carré;  et  voilà  la moitié de  l'S  formée.  L'autre  moitié  se produira  de  même,  au  tourner suivant.


Se dobbiamo esser fedeli a cuanto dice il Generale il mio disegno corrisponde alle sue parole, inotre tenete presente che nel disegno di Max  - in cualche maniera - il debuttante entra nell'angolo mentre il Gen. dice che "guadagna terreno all'esterno"...questa è la tradutione di Angioni, dunque fedele, fedelissima, che più fedele non si può:

...siccome  il cavaliere  non  è  abbastanza  padrone dei  propri  aiuti  per  stringerla
sufficientemente,  il  cavallo  guadagna terreno  verso  l’esterno,  dopo  aver
superato  il  picchetto  che  segna  la girata.


Dunque direi che il disegno proposto da me è quello giusto.
Da quello che leggo qui, incluso quello che capisco di francese, per me il cavaliere ESCE dal rettangolo delimitato dei picchetti NON prima di giungere a quello d'angolo (ovvero, il picchetto che costituisce uno dei vertici del rettangolo), ma DOPO che l'ha superato. Che tra l'altro corrisponde esattamente a quello detto da Angioni.

Pertanto il disegno di raffaele de martinis è sbagliato. Lui col suo disegno fa uscire il cavaliere dal rettangolo prima di aver raggiunto il picchetto che è uno dei vertici del rettangolo
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 27, 2013, 02:55:38 pm
Poi  arriva  la  girata  e,  siccome  il cavaliere  non  è  abbastanza  padrone dei  propri  aiuti  per  stringerla sufficientemente,  il  cavallo  guadagna terreno  verso  l’esterno,  dopo  aver superato  il  picchetto  che  segna  la girata. Nota 1) Il  successivo  picchetto,  che corrisponde alla metà del lato, Nota 2) obbliga allora  il  cavaliere  a  portarsi  verso l’interno del campo addestrativo; ed ecco  formata  la prima metà della S. L’altra metà si produrrà nello stesso modo alla girata successiva.

Nota 1) Il picchetto d'angolo.

Nota 2) metà del lato corto.

Avendo chiari questi concetti, l lallo non può che uscire al picchetto d'angolo e rientrare a quello di mezzo del lato corto per descrivere una ESSE.

Caro Patrone sei un pò confuso.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Settembre 27, 2013, 02:59:31 pm
Anch'io l'ho inteso come Fioravante.

Se Raffaele ha voglia può pubblicare le mie due versioni che gli ho mandato per mail, così per chi legge sono più chiare le due interpretazioni.

Per me "il  cavallo  guadagna terreno  verso  l’esterno,  dopo  aver superato  il  picchetto  che  segna  la girata" equivale a disegnarlo come l'ho disegnato nel primo che ho fatto.
Se avesse scritto "il  cavallo  guadagna terreno  verso  l’esterno,  prima di  aver superato  il  picchetto  che  segna  la girata." sarei stato più certo che Raffaele abbia ragione.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 27, 2013, 03:09:26 pm
Caro max, sia tu che Patrone siete delle personcine intelligenti: leggete il periodo completo e traetene conclusioni.

In effetti,  il cavallo,  lasciato a se stesso, riduce, come ho già detto,  in una  sola  le  due  girate  di  un  lato corto. Vi giunge iniziando  da  lontano  la  prima girata  e  allora  la  pista  prende  una forma ovale. Ma quando il cavaliere comincia a  far uso dei propri mezzi di  condotta,  vuole  impedire  al cavallo  di  girare  in  anticipo.  Non sapendo  ancora  regolare  le  proprie
azioni,  le  esagera  e,  anziché mantenere  il  cavallo  soltanto  sulla linea  da  seguire,  lo  spinge  in  fuori. Poi  arriva  la  girata  e,  siccome  il cavaliere  non  è  abbastanza  padrone
dei  propri  aiuti  per  stringerla sufficientemente,  il  cavallo  guadagna terreno  verso  l’esterno,  dopo  aver superato  il  picchetto  che  segna  la girata.  Il  successivo  picchetto,  che corrisponde alla metà del lato, obbliga allora  il  cavaliere  a  portarsi  verso l’interno del campo addestrativo; ed ecco  formata  la prima metà della S. L’altra metà si produrrà nello stesso modo alla girata successiva.

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Settembre 27, 2013, 03:17:11 pm
Se non erro il generale racconta queste cose parlando dei segni lasciati sul terreno, o sbaglio? Ad ogni modo ti ho mandato anche la versione con una esse bella pronunciata che passa oltre i picchetti d'angolo. In effetti messo così il paragrafo ti dà ragione.

Non sono molto d'accordo a usare tre cavallini diversi perché poi in piccolo non li distingue nessuno, ma appena ho tempo ti accontento lo stesso.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 27, 2013, 03:28:59 pm
Hai ragione, lascia perdere i cavallini, si distinguono a mala pena nel foro figurarsi nella versione libro...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Settembre 27, 2013, 03:51:56 pm
Anch'io avevo capito come Fioravante e Max.
Se si legge il testo in francese l'unico dubbio riguarda il picchetto che segna la girata: come dice Max se tale picchetto è quello nell'angolo il disegno di Raffaele è sbagliato.
Se intendi il picchetto precedente allora va bene.
A rigor di logica però il "picchetto che segna la girata" dovrebbe essere quello posto in angolo e non quello prima anche perchè,supponendo che il campo ai tempi del Generale fosse delimitato da tanti picchetti come era possibile individuare il picchetto "che segna la girata"?
L'unico picchetto che non può dare adito a dubbi interpretativi è solo quello nell'angolo.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 27, 2013, 06:53:00 pm
Tra l’ovale iniziale e il perfetto rettangolo finale, c’è un periodo intermedio nel quale i cavalieri stanno imparando il giusto uso degli aiuti. Come ho detto, d’istinto il cavallo tende ad unire in uno i due angoli delle girate, finendo col formare un ovale: per farlo comincia la sua girata da lontano e, quando il cavaliere non ancora pienamente confermato, tenta - per mezzo degli aiuti - di tenerlo dritto e di farlo entrare negli angoli in maniera giusta senza girare in anticipo, di solito esagera la sua azione mandando il cavallo in fuori, quando arriva la girata, siccome il cavaliere non è ancora padrone dei suoi mezzi per stringerla correttamente, il cavallo guadagna comunque terreno verso l’esterno superando il picchetto che segna l’angolo, poi per compensare l’uscita in fuori, il cavaliere è costretto a spingere il cavallo verso l’interno per passare in dentro il successivo picchetto che segna la metà del lato corto del maneggio ed ecco la prima metà della famosa “S”, l’altra metà verrà completata con lo stesso meccanismo alla girata successiva.

Finora vi ho offerto il testo originale o la traduzione angionica, proprio per non dare adito a dubbi riguardo l'interpretazione del traduttore.
Ora è tempo che leggiate la mia traduzione, mi son preso delle libertà, ma con questa non dovrebbero sorgere dubbi.
Siccome si parla di campo aperto, di picchetti, e linee dritte e ovali cose non più in uso nei nostri maneggi ho sentito il bisogno di fare uno schemino, anche perché perfino chi collaborava con me alla traduzione non ci aveva capito una beata.







Titolo: Viva e vibrante irritazione.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 27, 2013, 07:05:47 pm
Mi direte ma tutto ciò cosa centra con "Le attitudini del colonnello Angioni"?

Ce lo facciamo entrare, perché mi hanno detto che in un social club Angioni/Chiummo seguono con viva e vibrante irritazione, questo topico.

Io aborro i social, sono iscritto per seguire più che altro i miei figli - uno si trova all'estero - e due o tre amici di lallitudine.

Ora voglio ringraziare pubblicamente Patrone e Max per i loro interventi, se avessero avuto ragione, non avrei esitato a correggere "al servizio dell'unità equestre nel mondo".  :icon_eek: :icon_eek:

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Settembre 27, 2013, 07:28:35 pm
Scusa eh faccio l'avvocato del diavolo ma lo dici TU superando il picchetto che segna l'angolo, il testo francese è un po' differente.
Poi magari tu avrai ragione (e se non ce l'hai te la prendi :firuu:) però la cosa è comunque dubbia,ammetti che si presta ad entrambe le interpretazioni,o almeno io sinora l'avevo interpretata come tu l'avevi disegnata poi,rileggendo in questo topic, mi sono accorta che si potrebbe anche intendere diversamente.
A quanto pare non sono l'unica ad aver avuto questo pensiero, ciò mi conforta circa le mie residue facoltà intellettive.

Se Max mettesse lo schema alternativo magari tutti capiremmo meglio
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Fioravante Patrone - Settembre 28, 2013, 12:08:03 am
Infatti è così, leggi la mia legenda.
Il mio disegno è più realistico rispetto all'architetto ma i movimenti sono quelli.

Arrive ensuite  le tourner, et, comme le cavalier n'est pas assez maître de
ses  aides  pour  le  serrer suffisamment,  le  cheval  gagne  du terrain  en  dehors,  après  avoir
passé  le  piquet  qui  marque  le tournant.  Le  piquet  suivant,  qui répond  au  milieu  du  côté,  oblige alors  le  cavalier  à  se  porter  en dedans du  carré;  et  voilà  la moitié de  l'S  formée.  L'autre  moitié  se produira  de  même,  au  tourner suivant.

Questa frase è dall'originale del libro?
Sì?
E allora la "mia" interpretazione è giusta, senza alcun dubbio.

Non è dal libro? E allora di che cosa parliamo?
Men che meno mi interessano le traduzioni, sia quelle letterali che quelle "libere". Anzi, questa piccola discussione mi dovrebbe forse far sorgere qualche domanda sulla qualità complessiva dell'opera di "traduzione libera" (?) di questo libro di cui si parla tanto. Ma molto probabilmente qui si è manifestato solo un piccolo problema di capacità di comprensione e rappresentazione geometrica/grafica di raffaele de martinis.

Piccola notazione aggiuntiva, da "psycho": la "serpentina" disegnata da raffaele de martinis rappresenta una esecuzione dell'esercizio che ha una caratteristica, rispetto a quella "mia" (e di altri). Anche un buzzurro si accorgerebbe di aver fatto male l'esercizio se superasse il picchetto d'angolo dalla parte sbagliata, come nel disegno di raffaele de martinis. Mentre la serpentina sbagliata come è intesa da l'Hotte non è così immediatamente percepibile. La si può evidenziare dai segni lasciati sul terreno, o in molti altri modi (adesso basta anche un cellulare...). Ma il cavaliere inesperto può non avere avuto la sensazione degli "ondeggiamenti" fatti.
Titolo: Re:Viva e vibrante irritazione.
Inserito da: Fioravante Patrone - Settembre 28, 2013, 12:12:59 am
Ora voglio ringraziare pubblicamente Patrone e Max per i loro interventi, se avessero avuto ragione, non avrei esitato a correggere "al servizio dell'unità equestre nel mondo".  :icon_eek: :icon_eek:
Non sono coautore, non sono corresponsabile in alcun modo né della "traduzione" né tanto meno di eventuali disegni ivi contenuti.
Quindi, che tu corregga o meno un errore, sono fatti tuoi. Tieni solo presente che abbiamo ragione.

Cheers
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 28, 2013, 12:24:28 am
Anche un buzzurro si accorgerebbe di aver fatto male l'esercizio se superasse il picchetto d'angolo dalla parte sbagliata, come nel disegno di raffaele de martinis. Mentre la serpentina sbagliata come è intesa da l'Hotte non è così immediatamente percepibile.

Ecco, questo è un argomento convincente: hai ragione/avete ragione grazie per l'aiuto. Provvederemo alle correzioni, a questo punto Max sa cosa fare.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Settembre 28, 2013, 12:41:22 am
Benvenuti nel mondo infido di wikipedia.  :occasion14:

Quando si pubblica qualcosa e si dice: "Lettore, se trovi un errore, segnalalo/correggilo, per favore!" si tira al lettore un brutto scherzo. Lo si rende, in qualche modo, co-autore; infatti, se legge e trova l'errore, e non lo segnala/non lo corregge, poi non può lagnarsi che il lavoro non è perfetto!  Ha dato, implicitamente, il suo silenzio-assenso. :icon_rolleyes:

Come il lettore inizia a leggere, è fregato.

Ogni volta che incontrate una critica ai contenuti di  wikipedia, pensateci.....
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 28, 2013, 12:42:09 am
Tra l’ovale iniziale e il perfetto rettangolo finale, c’è un periodo intermedio nel quale i cavalieri stanno imparando il giusto uso degli aiuti. Come ho detto, d’istinto il cavallo tende ad unire in uno i due angoli delle girate, finendo col formare un ovale: per farlo comincia la sua girata da lontano e, quando il cavaliere non ancora pienamente confermato, tenta - per mezzo degli aiuti - di tenerlo dritto e di farlo entrare negli angoli in maniera giusta senza girare in anticipo, di solito esagera la sua azione mandando il cavallo in fuori, quando arriva la girata, siccome il cavaliere non è ancora padrone dei suoi mezzi per stringerla correttamente, il cavallo guadagna comunque terreno verso l’esterno superando il picchetto che segna l’angolo, poi per compensare l’uscita in fuori, il cavaliere è costretto a spingere il cavallo verso l’interno per passare in dentro il successivo picchetto che segna la metà del lato corto del maneggio ed ecco la prima metà della famosa “S”, l’altra metà verrà completata con lo stesso meccanismo alla girata successiva.

In effetti la traduzione che ho fatto è giusta, è sbagliata la mia interpretazione visiva, ho già lo schema di Max ma è in PDF e non lo so caricare in Kombo, ora giro la mail ad Alex. vediamo che fa lui.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Settembre 28, 2013, 01:01:54 am
(https://dl.dropboxusercontent.com/u/7247684/Questioni%20equestri/images/disegni_x_raffaele-1.jpg)

Il testo lo mettiamo come testo. Vuoi una cornice?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 28, 2013, 01:07:00 am
Bene !!!

Mettici la legenda...la cornice anche no !

Più che altro volevo inserirlo in docs o Kombo...è lì che deve andare, ci pensi tu ?

Il disegno è di Max: grazie.

Una persona normale cede davanti l'evidenza...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Settembre 28, 2013, 01:23:10 am
Si, ci sto già lavorando. Appena trovo il capitolo.....
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 28, 2013, 02:49:59 am
Benvenuti nel mondo infido di wikipedia.  :occasion14:

Quando si pubblica qualcosa e si dice: "Lettore, se trovi un errore, segnalalo/correggilo, per favore!" si tira al lettore un brutto scherzo. Lo si rende, in qualche modo, co-autore; infatti, se legge e trova l'errore, e non lo segnala/non lo corregge, poi non può lagnarsi che il lavoro non è perfetto!  Ha dato, implicitamente, il suo silenzio-assenso. :icon_rolleyes:

Come il lettore inizia a leggere, è fregato.

Ogni volta che incontrate una critica ai contenuti di  wikipedia, pensateci.....

Inconsapevolmente, ho cercato una soluzione wiki, sono contento e poi che belle discussioni !!  :icon_eek:

L'importante è il risultato, finora non l'ho detto pubblicamente ma secondo me è buono, sono contento di coinvolgere altre persone anche quelle che ci leggono soltanto.
Se intervengono - come ha fatto Patrone - meglio ancora.
Mi scuso con lui per "le idee confuse" evidentemente il confuso - in quella circostanza - ero io.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Settembre 28, 2013, 08:50:11 am
No scusate non avevo letto i vostri interventi "notturni" altrimenti mi sarei risparmiata i miei schemini artigianali ,il coinvolgimento di familiari nel risolvere il terribile dilemma e MP a Raffaele nel tentativo di convincerlo della validità dell'interpretazione diversa della esse.

Mi pare interessante che,mentre io basavo il mio convincimento su una lettura "alla lettera" del testo,quindi su elementi linguistici e sull'individuazione univoca del picchetto incriminato, Fioravante ha fatto un commento logico basato semplicemente sul buon senso molto più convincente delle nostre argomentazioni, ha ragione, un cavaliere,per quanto principiante ,non può non accorgersi di aver passato il picchetto dalla parte sbagliata, l'errore non può essere così marchiano se L'Hotte parla di deduzioni tratte "dalle orme lasciate dai cavalli sulla sabbia" nel caso dello schema di Raffaele non occorre guardare le orme,il cavaliere e tutti i presenti avrebbero immediatamente notato l'errore mentre nell'altro caso non è così immediatamente percepibile.

Trovo anche cosa buona e giusta aver reso pubblica la traduzione dando a tutti la possibilità di leggere ed intervenire perchè questo aiuta molto ad eliminare gli errori e a verificare che il testo possa essere comprensibile per tutti. 
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 30, 2013, 02:25:33 pm
Lo so, lo so, stiamo trascurando il buon Colonnello...non vi preoccupate, ci rifaremo.  :horse-wink:
Titolo: Collaboratore alla Scajola.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 03, 2013, 03:16:35 pm
Stiamo facendo un ultimo lavoro di revisione alle Questioni dopo di che sarà preso in carico da Alex per la pubblicazione finale.

Vi spiego come ho tradotto: leggo un periodo in francese e capisco il senso, dopo di ché cerco quelle due o tre paroline che non conosco e metto giù la traduzione, poi ci torno per vedere se - il testo italiano - corrisponde a quello francese, dunque salto la traduzione alla lettera.

Ora, questo è un metodo tutto mio, che essendo fin troppo libero abbisogna di controllo.

Bene, ho scoperto che la traduzione del Colonnello - ostica da leggere - è ottima per questa verifica...l'avessi capito prima !!

Dunque, nei passaggi più complicati metto in parallelo le due versioni e così facendo - cercando i suoi errori e ne ho trovati a bizzaffe per troppa fedeltà -  mi sono accorto dei miei errori fatti per troppa libertà, alcuni sostanziali.

Inoltre, così facendo ho cambiato la costruzione di alcune parti semplificandole ancor di più vedendo le arzigogolature di Angioni, pertanto, dopo aver dichiarato i miei errori...che vado a correggere, chiudo questo topico, ringraziando il gentile Colonnello mio collaboratore a sua insaputa.

Ne aprirò un'altro per Pippo e Patrone per definire la quistione con loro.





Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 04, 2013, 12:27:17 pm
Contrordine compagni !!

Pare che arbitrariamente abbia chiuso codesto inclito topico:

http://www.cavalloplanet.it/index.php?topic=2183.0

Non capisco ma mi adeguo: ecco riaperto il topico.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Pippokid - Ottobre 04, 2013, 02:07:11 pm


[attachimg=1]
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Ottobre 04, 2013, 02:31:15 pm
Signor arbitro, prometta solennemente di non arbitrare mai più in modo arbitrario.

Detto questo: se le due traduzioni disponibili (quella libera e quella letterale) fossero entrambe libere da copyright, e precisamente se quella letterale fosse libera  :icon_eek: non sarebbe per niente male pubblicarle a fronte, insieme al testo francese. Se qualcuno fosse interessato, lo faccia "per stretto uso personale". Sarebbe interessante: e lo dico, in via eccezionale, seriamente.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 04, 2013, 05:00:11 pm
Io l'ho fatto solo ora che quella traduzione è onlain, avessi avuto la possibilità prima avrei evitato molti errori, attenzione quella di Angioni non è una traduzione letterale ma "alla Angioni" in quanto è unica del genere.

Guardate:

Lo  stesso  dicasi  per  tutti  i
movimenti,  che  si  facciano  su  una
o  due  piste,  e  particolarmente  per
il  cambiamento  di  piede,  che  il
corpo del cavaliere non deve soprattutto
mai accusare.

Lui procede imperterrito anche se messo così il periodo non è facilmente comprensibile...anzi non significa una beata, perché il vebbo accuser, in questo caso, ha il significato di caricare infatti:

Lo  stesso  dicasi  per  tutti  i
movimenti,  che  si  facciano  su  una
o  due  piste, in particolarmente  per
il  cambiamento  di  piede,  che  il
cavaliere non deve mai caricare
col peso del suo corpo.
 
Questa sopra è una traduzione alla lettera ma logica/comprensibile.

Infine questa è la mia traduzione libera, l'ho rivista dopo aver letto Angioni: 

Tale legame deve essere mantenuto in tutti gli esercizi fatti su una o due piste ma, soprattutto, il cavaliere deve trovare quest’affiatamento per accompagnare i cambi di galoppo in aria, che non deve mai caricare col peso del suo  corpo.   


 
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 05, 2013, 01:21:58 am
Caro Angioni, ti faccio notare che tra pag. 162 e pag. 163 della tua traduzione manca qualcosa.

Infatti la pagina 162 finisce cosi:  ...disposizione  della  propria  testa,  si ritrova  in  qualche modo  sottratto  a se  stesso  e  annullato  nella  propria volontà.

E la 163 comincia così: ...modificare  l’abituale  direzione data  all’impiego  delle  braccia  che
devono  allora  agire  dall’indietro...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 06, 2013, 10:42:14 am
Le lingue sono in continua evoluzione, nel nostro caso, l'itagliano come il franzose.

Vediamo il lemma statuarire.

Nell'ottocento il primo significato era; scultore, il secondo: arte di scolpire: scultura, controllieren bitte.

Le Littré (1880)

STATUAIRE (s. m.)[sta-tu-ê-r']
1. Artiste qui fait des statues.
• Un bloc de marbre était si beau, Qu'un statuaire en fit l'emplette (LA FONT. Fabl. IX, 6)
• Il me semble, mon ami, que les statuaires tiennent plus à l'antique que les peintres (DIDER. Salon de 1765, Oeuv. t. XIII, p. 317, dans POUGENS)

2. S. f. Art de faire des statues.statuaire (adj.)


Attualmente, la situazione si è capovolta, anche perché forse per scultore si usa di più: sculpteur.
 
Dizionario moderno:

STATUAIRE

1.relatif aux statues.
statuaire (n.f.)
1.art de sculpter des statues.
statuaire (n.)
1.(littéraire)sculpteur de statues.


Angioni, ovviamente consulta un dizionario moderno trova la seconda versione e dunque traduce le statuaire con : scultura.

Non lo insospettire neanche il fatto che l'articolo è maschile: le, dunque avrebbe dovuto tradurre: lo/il scultura  :icon_eek: comunque il risultato surreale è questo:

Per  esempio,  la  scultura  trova,  nel   marmo  che  scolpisce  o nella  terra  che  plasma,  una  materia prima  pressappoco  sempre  la stessa...

Il lettore medio crede di aver di fronte un testo aulico o ottocentesco, in realtà si trova davanti soltanto l'insipienza del traduttore.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 18, 2013, 02:01:08 pm
Son veramente contento, vedo una partecipazione ai nostri argomenti  (dalle visite) del pubblico pagante al di là di ogni aspettativa, specialmente ora che - grazie a Max - stiamo dando rappresentazione grafica alle questioni del Generale.

Farlo in vetrina e in maniera democratica, secondo me, è un valore aggiunto che stiamo dando all'opera, Pippo e Patrone...non vi dimentico.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 20, 2013, 07:38:49 pm
...si  le trot, au lieu d'être franc
et délibéré, gagnait  en  hauteur  plutôt  qu'en
étendue, et si, au  lieu de s'étendre,
en  prenant  le  galop,  le  cheval revenait sur lui.

              ...se  il trotto, anziché essere
franco e deciso, guadagnasse in altezza piuttosto che
in estensione e se, invece di distendersi, prendendo  il  galoppo,
il  cavallo tornasse su se stesso.

Alla pagina 37 della inclita traduzione del "Questions" troviamo il brano di cui sopra.

...prendendo il galoppo, il cavallo tornasse su se stesso.

Non significa una beatissima minkia ! Almeno io non capisco e se non capisco mi inca**o !!

E' francese ottocentesco ? E' itagliano aulico ?

Io dico che Angioni e la generosa persona : la dottoressa Chiummo non hanno capito quello che hanno tradotto, proviamo a chiedeglielo ? Sono sicuro che non sanno spiegare ciò che hanno scritto.

Volete vedere ??
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 21, 2013, 10:08:29 am
Ora, perché Angioni e la Chiummo nella loro traductione fanno passare frasi sensa senso ?

...e se, invece di distendersi, prendendo  il  galoppo, il  cavallo tornasse su se stesso.

Certamente non lo fanno per incompetenza: Angiomi è competentissimo in equitatione, o per mancanza di cultura: la Chiummo è una dotoressa con la laura allora perché ?

D'altronda, appene vi darò la traduzione esatta (non cercatela nella mia, ho saltato quel periodo perché ininfluente) vi rendete conto che bastava poco per dare un senso compiuto alla frase.

Scommetto che Patrone ha già capito...vero ?

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 22, 2013, 03:35:52 am
Questa non  è  altro  che  la  fedele  traduzione  di quanto  il  generale  l’Hotte ha  scritto nel  suo
capolavoro.
                                                                                             Il traduttore
                                                                                        Col. c. Paolo Angioni

   
Caro traduttore sarai fedele ma se spari frasi sensa senzo...allora viva lo tradimiento !!

Che vuol dire: il cavallo torna su se stesso ?

E' evidente che si tratta di una traduzione sbagliata del verbo revenir perché se è vero che in itagliano vuol dire: tornare, ritornare, rinvenire ecc. questo verbio con l'aggiunta della preposiziona: sur assume tuttaltro significato, infatti:

revenir sur (v.)
tradire, non mantenere, riassumere, rimandare.

Allora, basta sostituire tornare con non mantenere che le parole del povero L'Hotte che sembravano incomprensibili diventano chiare:

...se  il trotto, anziché essere franco e deciso, guadagnasse in altezza piuttosto che in estensione e se, invece di distendersi, il cavallo - prendendo il  galoppo - non lo mantenesse.


Come vedete questa è una traduzione alla letterissima ma corretta, comprensibile.

Però il testo tradotto da Angioni ha ricevuto questo "marchio di qualità":

....questa  traduzione,  per  garantire  la  fedeltà  al  testo  originale,  è  stata  rivista  a  Saumur,  pagina dopo  pagina,  nel  gennaio  del  1978,  dal  traduttore  con  il  Tenente  Colonnello  François  de Beauregard, che alla fine del 1984 sarebbe diventato il 34° écuyer in capo del Cadre Noir.
A seguito di questo controllo,  la  traduzione ha ricevuto  l’approvazione e  la presentazione del
Tenente  Colonnello  Pierre  Durand,  écuyer  in  capo  del  Cadre  Noir  al  momento  della
pubblicazione.


Che dire ? Forse i due illustri cavallerizzi che dettero l'imprimatur non conoscevano l'italiano e hanno avallato questa traduzione sulla fiducia, per solidarietà militaresca...BOH !




Titolo: La gambetta.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 23, 2013, 12:47:26 am
A pag 200 dell'inclita traduzione delle Questions Angioni/Chiummo leggiamo:

...movimenti al di fuori della natura, quali  gambetta,  passo  spagnolo...

Secondo Angioni la traduzione del francese: jambette è in itagliano: gambetta, cioè il vezzeggiativo di gamba.  :icon_eek:

Secondo Gennero, in italiano antico, ciambetta (o ciambella o jambetta): movimento del cavallo quando alza un arto e lo tiene piegato.

Ed è quello che intendeva il generale L'Hotte.

Nel dizionario Treccani si fa riferimento - per quanto riguarda l'equitazione - solo a ciambella ma nel significato che tutti conosciamo:

Ciambella: Aria dell’equitazione d’alta scuola, consistente in un trotto sul posto, cadenzato e misurato; il cavallo deve avere il collo alto e inarcato all’indietro, e la testa incassata (v. anche piaffare).

Dunque, in itagliano il termine; ciambetta è solo antico/desueto non esiste un termine corrispondente moderno...a meno che Angioni non ci dica dove la sua gambetta è usata correntemente ad indicare quando il cavallo alza un arto, altrimenti lo possiamo considerare soltanto uno dei tanti errori di traduzione dal francese fatti da Angioni e avallati dalla Chiummo.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Ottobre 23, 2013, 02:55:06 pm
Raffaele a revenir sur=non mantenere è facile arrivare ma mi creava perplessità revenait sur LUI, che significato ha LUI in questa frase?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Ottobre 23, 2013, 03:07:52 pm
Come si dice "raggiungersi" in francese?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 23, 2013, 08:51:01 pm
Mia cara, "lui" in itagliano e "lo":

...il cavallo - prendendo il  galoppo -lui non mantenesse.

Non capisco che vuol dire Alex.





Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Ottobre 23, 2013, 09:00:12 pm
Non ha importanza. Semplice curiosità.



Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Ottobre 23, 2013, 09:01:23 pm
Sì, dopo sono andata a cercarmi la costruzione di revenir sur qualcosa, hai ragione.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 23, 2013, 09:22:29 pm
Non ha importanza. Semplice curiosità.

Se con raggiungersi intendi indicare il lallo che si tocca gli anteriori coi posteriori, in itagliano si dice: fabbricare/attingersi/forgiare in francese: forger, appunto.
Titolo: ranallo
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 27, 2013, 02:12:36 am
l’impiego  di  un  richiamo della lingua...

Così leggiamo alla pagina 126 della traduzione di Angioni dovrebbe indicare il noto verso di incitamento allo lallo: lo schiocco di lingua, ma tutti diciamo: raganella oppure: rana.

Infatti ecco il ranallo :icon_eek::

(http://img837.imageshack.us/img837/8852/2xye.jpg) (http://imageshack.us/photo/my-images/837/2xye.jpg/)

Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)

(http://img7.imageshack.us/img7/1096/e7om.jpg) (http://imageshack.us/photo/my-images/7/e7om.jpg/)

Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)




 
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 28, 2013, 01:55:28 pm
CHAPITRE V
Travail qu'exige la  recherche  de  la  position  droite.

Combinaisons  d'aides  que  comporte  la
recherche du cheval droit.
              CAPITOLO V
 Lavoro che  la  ricerca della posizione diritta esige.


Combinazione di  aiuti  che  la  ricerca  del  cavallo  diritto comporta.

Ora, mi piacerebbe sapere dal Colonnello, ma ancor di più dalla dottoressa Chiummo, in base a quali regole di italiano si è proceduto alla traduzione dei due periodi sopra esposti.

Non si è rispettata la sintassi francese e si è calpestata quella itagliana.
Tutti sappiamo che la proposizione si forma seg
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 29, 2013, 02:36:04 am
uendo delle semplici regole.

Nella gran parte delle lingue, anche dell'itagliano, la costruzione più comune è:
soggetto - verbo - oggetto.
La madre ama il figlio o del francese: La mère aime l´enfant.

In altre: ad esempio l'arabo classico e l'irlandese la costruzione è questa:
verbo - soggetto - oggetto.

Infine, nel latino e nel giapponese la costruzione è questa:
soggetto - oggetto - verbo.
Mater filium amat o del giapponese: Okaasanwa musukowo aishimasu.

Pare che quest'ultima sia quella usata da Angioni: Ciò che la posizione dritta constata.  :icon_eek: - Combinazione degli aiuti che la ricerca degli aiuti comporta.  :icon_eek:

Però, se guardiamo meglio, non c'è regola se non quella di mettere il verbo alla fine della frase.

Perché ?
Penso che nemmeno Angioni lo sa...forse lo sa la Chiummo ??
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Ottobre 29, 2013, 10:43:41 am
Forse Chiummo è italianizzazione di  Kümmen?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 29, 2013, 08:31:16 pm
Può darsi, di certo è la napolitanizzazione di piombo...

Jí cu ‘o chiummo e cu ‘o cumpasso.
Ad litteram: andare con il piombo ed il compasso id est: agire in ogni occasione con estrema attenzione, tal quale gli artieri che innalzano fabbricati che usano il filo a piombo per tener sotto controllo la esatta verticalità delle mura, o il compasso per non perder di vista le proporzioni progettuali;
chiummo: etimologicamente dal latino plumbeum con la tipica mutazione del gruppo pl che approda al napoletano chi come altrove ad es. plaga che diede chiaia o anche plus diventato cchiú;
cumpasso : etimologicamente dal latino cumpassu(m)= che à il medesimo passo.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 30, 2013, 12:38:27 am
Travail qu'exige la  recherche
  de  la  position  droite.
              Lavoro che  la  ricerca
della posizione diritta esige.

Ecco un'altro esempio di costruzione sintattica giapponese. Ora, tradurre fedelmente alla lettera è una scelta rispettabilissima ma perché fare queste strane costruzioni linguistiche ?
Questo periodo è semplicissimo, facile da capire e facile da tradurre alla lettera, ecco:

Travail qu'exige la  recherche
  de  la  position  droite.
              Il lavoro che esige/che richiede la
ricerca della posizione dritta.

C'era bisogno di fare quella capriola ?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Ottobre 30, 2013, 08:44:04 am
Dubbio. Non sarà "la ricerca della posizione dritta" il soggetto? Non sarà che la ricerca della posizione dritta esige un certo lavoro? E' la terza volta che mi viene il dubbio.... in questo caso la traduzione sarebbe "Lavoro che è richiesto dalla ricerca della posizione dritta".   Prova a verificare quale delle due possibilità ha senso compiuto. In francese, comunque, se vale la regola che il soggetto viene prima del verbo, non ci sarebbero dubbi; ma se in certe circostanze il verbo può essere anteposto al soggetto.... Forse Angioni ha costruito queste strane frasi per questo motivo.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Mauro - Ottobre 30, 2013, 12:27:48 pm
Scusa se mi permetto, ma l'Italiano è una lingua molto flessibile, quindi..perchè stupirsi che un verbo sia posto alla fine della frase? mi viene in mente "quali colombe dal disio chiamate" era Dante Alighieri, e ci sono decine di altri esempi anche se me ne è venuto in mente uno illustre...
Credo che si debba cercare il significato piuttosto che la precisione della forma (che peraltro non è in errore). La forma qui non è sostanza..e mi fermo però....
ciao e scusami il tackle, ma mi interessa molto quello che scrivi e il contributo che dai.
Mauro
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 30, 2013, 01:42:29 pm
Infatti, il significato non è in discussione, mi chiedevo il perché della forma strana ripetuta più volte dal Colonnello.

Escluso che il nostro volesse fare citazioni dantesche o alla lingua itagliana aulica, perché se così fosse stato, tutto il testo sarebbe impostato in quella direzione.
Da quello che io vedo, la traduzione è fatta alla letterissima e anche in questo caso lo è, vedi l'uso del verbo esigere ostico da usare in questo contesto e della traduzione di ricerca che in vero è un lemma superfluo, inutile...infatti io l'ho trascurata.

Io ho tradotto usando la traduzione sostanziale:

Lavoro per impostare la posizione dritta.

Ma andrebbe benissimo:

Lavoro che è richiesto dalla ricerca della posizione dritta. come dice Alex.

Oppure semplicemente: La ricerca della posizione dritta./i]

Lavoro necessario per trovare la posizione dritta.

Lavoro che occorre per... ecc. ecc.

Le soluzioni sono infinite, se leggo Dante o Ariosto mi aspetto: ...le spalle al bosco testimonio tolse con quel destriero che già il fellon le tolse...

Ma sti autori abbisognano di parafrasi - tal quale Angioni (secondo una mia amica) ...esercitii che smisi di fare da decenni da oltre mezzosecolo  :dontknow:

 


Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Mauro - Ottobre 30, 2013, 02:21:57 pm
...e andiamo un po OT, dai......intanto mi scuso, non volevo sembrase spocchioso scomodando Sua Maestà messer Dante Alighieri ma, giuro giuro è stata la prima frase che mi è venuta in mente..Ora passerò ancor più per fighetto, ma è vero. Comunque io non mi farei nemmeno poi tanti problemi perchè oggi fare parafrasi è ormai attività quotidiana visto il fiorire di un Italiano davvero approssimativo..scherzi vero quando scrivi Itagliano neh? Rientrando nei ranghi, infine, approvo la tua traduzione sostanziale perchè credo sempre che la semplicità, nei testi divulgativi, anche di altissimo livello, paghi sempre (lingua inglese docet!)
Scusa ancora, spero sia chiaro che non era polemica ma minuscola critica costruttiva
ciao
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 30, 2013, 05:10:02 pm
L'italiano che bello !
Io resto incantato quando sento Albertazzi leggere D'Annunzio, quando ascolto una conferenza di  Cardini, quando sento Gassman recitare L'Infinito.

Esiste l'itagliano: quello che - ahimè - io tratto; e l'italiano, argomento che  non è alla portata di tutti men che mai è alla portata dei politici e dei giornalisti e degli opinionlider.

Così come esistono i cavaglieri, i cavalieri, i cavallerizzi.

La gran parte di noi è cavagliere: 83%; i cavalieri saranno 15% poi ci sono i cavallerizzi: 2% del totale di coloro che posano le loro chiappe sul sacro dorso dei cavalli.

Poi c'è una foltissima categoria nata da pochi decenni: i lallisti, ma fa caso a se.



Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 31, 2013, 03:48:42 am
...l'expression «légèreté»  s'applique
à la fois au dressage du cheval et au
talent  du  cavalier.   El le  en  est
le critérium. 
              ...l’espressione  «leggerezza»  si  applica
insieme all’addestramento del cavallo
e al  talento del  cavaliere. Essa ne  è
il criterio.



Angioni quando traduce non si proccupa affatto di chi leggerà la suo opera, la butta giù e chi more more e chi campa campa  :icon_eek:.
Le due righe quì sopra ne sono la prova, pur avendo un signficato, la forma è talmente sgradevole che si fa fatica a leggere mentre il concetto espresso dal Generale è semplicissimo, eccolo:

...l’espressione  leggerezza è la prova sia dell’addestramento del cavallo che dell’abilità del  cavaliere.



Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: carodubbio - Ottobre 31, 2013, 06:02:53 am
...l'expression «légèreté»  s'applique
à la fois au dressage du cheval et au
talent  du  cavalier.   El le  en  est
le critérium. 
              ...l’espressione  «leggerezza»  si  applica
insieme all’addestramento del cavallo
e al  talento del  cavaliere. Essa ne  è
il criterio.



Angioni quando traduce non si proccupa affatto di chi leggerà la suo opera, la butta giù e chi more more e chi campa campa  :icon_eek:.
Le due righe quì sopra ne sono la prova, pur avendo un signficato, la forma è talmente sgradevole che si fa fatica a leggere mentre il concetto espresso dal Generale è semplicissimo, eccolo:

...l’espressione  leggerezza è la prova sia dell’addestramento del cavallo che dell’abilità del  cavaliere.


In questo caso specifico, le 2 versioni della traduzione le trovo personalmente corrette, nel dire la stessa cosa
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Ottobre 31, 2013, 09:09:52 am
Io invece contesto la traduzione di "talent" con "abilità". Penso che quel "talent" sia più forte, il talent è un po' come il quid.... se uno non ce l'ha non ce l'ha.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 31, 2013, 10:34:37 am
Infatti, ho detto che la traduzione di Angiomi ha senso ma non ha scorrevolezza: essa ne è il criterio è difficile da digerire mentre: : ne è la prova è semplice ed immediato. Ovviamente le proposizioni hanno lo stesso significato.

talent (n.m.)
acquis, adresse, aisance, aptitude, art, avantage, bosse, brio, cadeau, capacité, chic, classe, compétence, dextérité, disposition, disposition naturelle, dispositions, distinction, don, entendement, esprit, étoffe, facilité, faculté, fibre, flair, force, génie, goût, habileté, inclination, industrie, ingéniosité, inspiration, instinct, mérite, moyens, penchant, poids, prédisposition, propension, qualité, savoir-faire, sentiment, style, tendance, truc, vertu, virtuosité, vocation

Deliberatamente ho scelto quel sinonimo perché : siccome l'addestramento del lallo non è una facoltà innata, anche l'abilità del cavagliere può essere acquisita, che poi due cavaglieri siano equalmente abili ma di differente talento ça va sans dire.

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: carodubbio - Ottobre 31, 2013, 12:54:56 pm
Sul fato del talento , di sicuro IO non ho il talento di un fantino ( esempio per il mio campo equestre ), non ho le capacità di un maniscalco professionista o di un barefoot, non ho capacità di chi fa massaggi ai cavalli o stretching, ma ho quello che si può tranquillamente definire una predisposizione a fare le cose con impegno e costanza , e riesco a ottenere anche se con risultati medi, so fare le tre cose allenare-curare gli zoccoli-tenere la massa muscolare del cavallo rilassata 
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Ottobre 31, 2013, 01:27:14 pm
Sul fato del talento , di sicuro IO non ho il talento di un fantino ( esempio per il mio campo equestre ), non ho le capacità di un maniscalco professionista o di un barefoot, non ho capacità di chi fa massaggi ai cavalli o stretching, ma ho quello che si può tranquillamente definire una predisposizione a fare le cose con impegno e costanza , e riesco a ottenere anche se con risultati medi, so fare le tre cose allenare-curare gli zoccoli-tenere la massa muscolare del cavallo rilassata

Ecletticamente abile, vedo; sempre meglio che diversamente abile.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 01, 2013, 12:46:25 am
Ricordo  che, obbedendo  al  suo  amore  per  i cavalli,  raccoglieva,  per  gettarli  nel
fossato,  tutti  i  chiodi  e  gli  oggetti appuntiti che trovava sul suo cammino, nel timore che il piede di un cavallo ne fosse offeso.


Il Generale parla del signor de Sainte-Reine, simpatica figura che aveva questa lodevole abitudine, bene, secondo la traduzione di Angioni, ho immaginato che il detto personaggio mettesse in tasca i suddetti puntuti oggetti e appena trovava un fossato li gettasse dentro.  :icon_eek: infatti ai suoi tempi le città pullulavano di lalli, era proprio lì che c'erano le più alte possibilità che un oggetto appuntito potesse fare la bua ai sacri piedi lallini, dunque, se trovare un fossato è cosa assai facile in campagna, in città è difficile trovare fossati , mentre sono comunissimi i tombini, le griglie fognarie e i chiusini. 

Ormai cognoso i miei polli, mi son detto vuoi vedere che c'è un errore di traductione ??

Infatti è così: il buon Colonnello traduce la parola égout con fossato mentre la traduzione corretta è questa:

égout(n.)
cloaca, fogna, fognatura, chiavica.

Per controllo ecco come si traduce fossato in franzose:

fossato (n.)
fosse, douve, douves, fossés, fossé, tranchée, rigole.

Come abbia fatto Angioni a fare questa confusione solo Iddio lo sa....o forse lo sa la Chiummo ?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 02, 2013, 07:33:20 pm
Nello capo XII della traduzione angionica, nella legenda sottotitolo al capitolo leggiamo:

Obligations imposées aux écuyers de cirque.
              Obblighi  imposti  agli  écuyers  da  circo.

Messa così sembrerebbe che i cavallerizzi da circo debbano sottostare a degli obblighi restrittivi per esercitare la loro nobile professione: farsi vacccinarre,  :icon_eek: avere la laura, saper stare per otto minuti su di un piede solo...invece no !

Andando a leggere il paragrafo corrispondente, si capisce che il Generale intende tutt'altra cosa, infatti io tradussi a senso rispettando il significato effettivo di quell'enunciato...ma se avessi voluto tradurre alla lettera ma in maniera coerente e corretta come avrei dovuto versare in itagliano: Obligations imposées aux écuyers de cirque ?

La cosa è semplicissima...


Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 03, 2013, 02:56:19 am
...basta aver letto il paragrafo corrispondente.

Si capisce benissimo che i cavallerizzi da circo perseguono altri scopi rispetto all'equitazione sapiente ma nessuno impone loro alcunché sono essi stessi che: per affermarsi presso il pubblico pagante sono obbligati ad usare certe tecniche deprecabili per la dotta :icon_eek: equitatione, appunto.
Devono esibirsi in arie eccentriche e spettacolari anche se scorrette per il cavagliere e dannose per il lallo, ora, ragionando su quanto detto, possiamo tentare una traduzione alla letteraecuyers da circo - agli - obbligo - imporre.

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 04, 2013, 02:55:14 am
...ecuyers da circo - agli - obbligo - imporre.

Sempre stando alla lettera ma usando dei sinonimi e una corretta costruzione della frase il risultato sarà questo, ecco i passaggi:

1)I cavallerizzi da circo impongono a se stessi degli obblighi (per lo spettacolo).

2)I cavallerizzi da circo (per esigenze di spettacolo) si impongono degli obblighi.

3)I cavallerizzi da circo sono costretti a delle forzature (per esigenze di spettacolo).

4)I cavallerizzi da circo sono costretti a delle esagerazioni.

5)I cavallerizzi da circo sono costretti ad esagerare


La differenza tra : Obblighi  imposti  agli  écuyers  da  circo e:  I cavallerizzi da circo sono costretti ad esagerare. sembra grande - in effetti - quest'ultima frase è esattamente quello che intendeva il Generale scrivendo: Obligations imposées aux écuyers de cirque.

Se volete restare alla lettera, alla letterisssima lavorate sui punti: 1 - 2 - 3.
Perché, Obblighi  imposti  agli  écuyers  da  circo. non ha senso.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: carodubbio - Novembre 04, 2013, 01:17:21 pm
Per esperienza 2 termini mi restano familiari, obblighi-forzature ai quali faccio a volte uso per un bene che verrà, una volta raggiunto lo scopo rieducativo, questi termini cessano la loro funzione
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 04, 2013, 01:28:51 pm
Hai perfettamente ragione, anche nell'addestramento normale si fa: all'inizio - per fare una piroetta - bisogna usare mani gambe peso del corpo speroni e frusta, poi basta solo il peso del corpo...anzi solo la posizione delle gambe e un pò di peso del corpo che il lallo piroetta a dx e a sx come una trottola.

Nel nostro caso, invece, i cavallerizzi da circo - anche con lalli perfettamente addestrati - esagerano le loro posizioni a cavallo per far vedere al pubblico pagante quanto sia difficile l'esercizio e quanto siano bravi a farlo.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 04, 2013, 07:36:12 pm
Non ricordo chi ha scritto queste parole riguardo le questioni:

L’attenta lettura delle sue pagine, nelle quali ogni frase è essenziale e piena di significato, ogni parola è necessaria,  insieme  alle  riflessioni  che  esse  suscitano  e  con  le  quali  il  lettore  potrà  riportarsi  ai  fatti  e  ai problemi attuali, non soltanto servirà per apprendere, per aumentare la personale cultura equestre, ma avrà la forza di suscitare una diversa visione dell’equitazione, un modo diverso e - sembra paradossale scriverlo un secolo dopo la pubblicazione del libro - un modo nuovo di considerare i problemi derivanti dalle principali, odierne necessità.

E' molto vero, effettivamente ci sono delle sfumature che non colsi perché non mi sembravano importanti dato che il senso era preso, ora ci son tornato confrontando la traduzione Angioni, come si vede dall'ultimo post, riguardante i cavallerizzi da circo - ragionando - si traduce in maniera letterale ma comprensibile, ecco un altro esempio di traduzione angionica :

Il cavaliere  deve  sedersi  cacciando l’assetto  sotto  di  sé,  in  modo  che l’assetto  sia  trascinato  dallo  slancio del cavallo come da un corso d’acqua, essendo  l’inclinazione  indietro  del
corpo soltanto  la sua conseguenza e non  producendosi  dunque  se  non dopo lo scatto dei garretti.


Proviamo a tradurlo in maniera letterale ma comprensibile...se voi avete già capito spiegatemelo.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Novembre 04, 2013, 07:43:43 pm
Il cavallo AVANTI a te. Ti piace?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 04, 2013, 08:09:24 pm
Moltissimo, ma io stavo tentando una traduzione alla lettera di tutto il periodo.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Novembre 04, 2013, 09:51:23 pm
Metti il periodo in francese così ci risparmi la fatica di cercarlo e possiamo cimentarci .
Però peccato, per una volta, dico una, che riesco ad essere sintetica... :horse-wink:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 05, 2013, 01:30:10 am
Le cavalier doit  s'asseoir  en  chassant
l'assiette sous lui, de façon que, par
l'élan du cheval, elle  soit entraînée
comme  par  une  nappe  d'eau,
l'inclinaison  du  corps  en  arrière
n'en  étant que  la  conséquence  et
ne  se  produisant  alors  qu'après
la détente des jarrets.
              Il cavaliere  deve  sedersi  cacciando
l’assetto  sotto  di  sé,  in  modo  che
l’assetto  sia trascinato dallo  slancio
del cavallo come da un corso d’acqua,
essendo  l’inclinazione  indietro  del
corpo soltanto  la sua conseguenza e
non  producendosi  dunque  se  non
dopo lo scatto dei garretti.

Dunque, Angioni ha tradotto fedelmente alla lettera senza curarsi che esistono dei sinonimi più adeguati ad esprimere con chiarezza queste circostanze e che il periodo può essere costruito allontanandosi dalla sintassi francese, pur restando nella traductione alla lettera.

Dunque, se in francese il discorso è chiarissimo, come lo mette Angioni è confuso e la traduzione andrebbe rivista analizzando: assiette - chasser - entraînée - nappe d'eau.

Cominciamo da nappe d'eau parola che Angioni non ha capito : Nappe - lo sappiamo bene - vuol dire tovaglia ma con acqua vicino vuol dire: distesa d'acqua, stagno, lago, falda acquifera, ecc. 
Infatti per similitudine si dice:
Nappe de feu, vaste surface enflammée, ainsi dite par comparaison à une nappe d'eau.

Dunque non c'entra nulla con : corso d'acqua, tantomeno una falda esprime movimento violento come intende il Generale.

Però, se consultiamo...

Le Littré (1880)

NAPPE (s. f.)[na-p']
Terme d'hydraulique. Nappe d'eau, cascade dont l'eau tombe et s'étend en forme de nappe.
• Une fontaine qui faisait une nappe d'eau en tombant d'un rocher (FÉN. Tél. XIV)
• Ces fleuves s'épancher en nappes transparentes (DELILLE Homme des ch. IV)
Nappe d'eau, grande étendue d'eau tranquille, comme celle d'un étang, d'un lac, etc.

vediamo che allora (NELL'OTTOCENTO) i primi significati di nappe d'eau erano: cascata, getto, flusso.
(http://img20.imageshack.us/img20/7549/tz4t.jpg) (http://imageshack.us/photo/my-images/20/tz4t.jpg/)

Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)
[IMG=http://img20.imageshack.us/img20/7549/tz4t.jpg]http://[/img][/URL]

Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)(http://img703.imageshack.us/img703/6483/zp96.jpg) (http://imageshack.us/photo/my-images/703/zp96.jpg/)

Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)

Bella, armoniosa emergenza idrogeologica in provincia di Genova: la cascata del Serpente sul rio Masone, in condizioni di piena e di portata normale. Il laghetto sotto la cascata si è formato ed è mantenuto proprio grazie alle forti portate di piena che caratterizzano il corso d’acqua.(Foto dell’autore: Diego Rosa)

Dunque, il Generale si riferiva alla spinta che può dare questo tipo di movimento d'acqua peraltro perfettamente coerente con quanto dice, fatto che ci porta direttamente ad un altro  sbaglio di Angioni: trascinare...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 05, 2013, 09:56:52 am
Dunque, stabilito che una massa d'acqua può trascinare ma anche spingere, in questo caso, la migliore traduzione di entraînée non è trascinare ma spingere, poiché - come è detto chiaramente - l'inclinazione del corpo all'indietro è provocata dalla azione dei garretti che  - evidentmente - stanno dietro, dunque spingono,non possono trascinare, infatti, ecco alcuni dei sinonimi di entraîner:

entraîner (v.)
...porter, pousser, préparer, presser, produire, provoquer...

Ora, appurato che il corso d'acqua angioniano, in realtà, era una massa d'acqua che spinge violentemente...perché - come disse il signore de la Palice - i garretti del lallo - per saltare - scattano violentemente, occupiamoci dello l'assetto...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 06, 2013, 12:20:18 am
Notiamo che il Generale evita di ripetere - per evidenti ragioni di scorrevolezza - la parola assetto a breve distanza usando al suo posto il pronome elle, appunto; Angioni invece - uscendo dalla sua abituale fedeltà al testo - reitera l’uso della medesima parola appesandendo il testo itagliano inutilmente; detto questo, vediamo cos’è l’assetto:

assiette - (figuré;équitation)position du corps à cheval, son équilibre.

Dunque, un ottimo sinonimo di assetto è equilibrio, quindi - se non volessimo usare il pronome - potremmo tradurre assiette una volta con assetto e l’altra con equilibrio senza uscire dalla traduzione alla lettera.

Ora, cacciare l'assetto sotto di se non mi sembra una bella espressione, ricorriamo ancora una volta ai sinonimi:

cacciare: lasciar andare, trasferire, spostare, caricare, collocare.

Prendiamone uno a caso e vediamo il risultato della traduzione alla lettera ma ragionata:

Le cavalier doit  s'asseoir  en  chassant
l'assiette sous lui, de façon que, par
l'élan du cheval, elle  soit entraînée
comme  par  une  nappe  d'eau,
l'inclinaison  du  corps  en  arrière
n'en  étant que  la  conséquence  et
ne  se  produisant  alors  qu'après
la détente des jarrets.
              Il cavaliere deve sedersi
calando il suo assetto verso il basso,
 in modo tale che il suo equilibrio sia spostato
in avanti dallo slancio del cavallo
come spinto da un forte getto d’acqua, in questo caso,
la conseguenza è l’inclinazione del suo corpo
all’indietro che avviene soltanto dopo
lo scatto dei garretti del cavallo.

Come vedete la traduzione alla lettera, pur essendo resa in un itagliano decente, non ha lo charme di una traduzione libera confrontate:

Traduzione alla lettera (mia):
Il cavaliere deve sedersi calando il suo assetto verso il basso, in modo tale che il suo equilibrio sia spostato in avanti dallo slancio del cavallo come spinto da un forte getto d’acqua, in questo caso, la conseguenza è l’inclinazione del suo corpo all’indietro che avviene soltanto dopo lo scatto dei garretti del cavallo.
.

Traduzione libera:
Il cavaliere dovrà sedersi in sella profondamente in maniera tale che - come un’ondata - lo slancio del cavallo lo spinga in avanti e dunque, l’inclinazione del suo busto all’indietro avverrà solo in risposta - a compensazione - dello scatto provocato dalla dinamica del salto.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Novembre 06, 2013, 08:30:53 am
Posso fare un piccolissimo appunto?
Calarsi in sella profondamente (espressione molto bella) non è uguale a dire di "cacciare l'assetto sotto di sè", quest'ultima espressione mi fa pensare a spingere il bacino ,le chiappe, sotto di sè, rovesciando la posizione del bacino , Museler scriveva "ingobbire le reni".
A me dicevano spesso di "mettere il sedere sotto di me" nel senso di sedermi sulle tasche dei pantaloni (scusate non so come farmi capire), infatti se vuoi passare ad un'andatura superiore fai proprio questo: cacci l'assetto sotto di te, o ingobbisci le reni o spingi le chiappe sotto di te e senti la spinta del cavallo che , partendo da dietro, passa sotto di te come un'onda e porta ancora più sotto di te le tue chiappe mentre la parte alta del corpo (spalle, testa) restano spostate un filo indietro proprio a causa di questa accelerazione che viene dal motore posteriore.

Sedersi calando l'assetto verso il basso IMO non rende questa sensazione.

Che poi "cacciare l'assetto" sia stridente come un'unghia sulla lavagna è fuori discussione
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 06, 2013, 10:17:22 am
L’attenta lettura delle sue pagine, nelle quali ogni frase è essenziale e piena di significato, ogni parola è necessaria,  insieme  alle  riflessioni  che  esse  suscitano  e  con  le  quali  il  lettore  potrà  riportarsi  ai  fatti  e  ai problemi attuali, non soltanto servirà per apprendere, per aumentare la personale cultura equestre, ma avrà la forza di suscitare una diversa visione dell’equitazione, un modo diverso e - sembra paradossale scriverlo un secolo dopo la pubblicazione del libro - un modo nuovo di considerare i problemi derivanti dalle principali, odierne necessità.

Ecco perché questa mia passione per la traduzione alla lettera (in funzione del miglioramento di quella libera).

Siccome non sono il colonnello Buttiglione, sono prontissimo a cedere di fronte all'evidenza ma anche di fronte alla ragionevolezza, in questo caso ci potremmo aiutare con una nota ma Alex non vole.

Sinonimi ? Giri di frasi ?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Novembre 06, 2013, 11:09:30 am
"Sedersi in sella profondamente" è un'espressione che svia dal vero significato, difatti uno non può sprofondare di più di quello che pesa, a meno di aggrapparsi da qualche parte con le mani e tirare se stesso verso il basso, oppure aggrapparsi con le gambe allo stesso scopo, azione che irrigidisce cavallo e cavaliere.

"Cacciare l'assetto sotto di sè" invece è figurativamente giusto, perché non è una forza verticale che bisogna controllare, ma orizzontale: il cavallo con la spinta alternata dei garretti accelera e decelera a ogni tempo ed è questo che il cavaliere deve seguire con le reni: portando la cintura più avanti (maggiormante sotto di sè) durante la spinta che riceve dal cavallo. Se si fa questo, anche i rimbalzi verso l'alto saranno attutiti senza doversi aggrappare.

Concordo con milla dunque.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Novembre 06, 2013, 11:37:29 am
Evento epocale: Max concorda con qualcosa che dico  :horse-scared:
Max lo dico scherzosamente, lo sai.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Novembre 06, 2013, 12:16:39 pm
No ma quasi sempre, solo che mi spiego male e sembra che dico chissà che altro.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Novembre 06, 2013, 01:19:07 pm
Infatti non ho capito cosa intendi dicendo"no ma quasi sempre"
Intendi che sei quasi sempre in disaccordo con me o che quasi sempre concordi? :icon_confused:

Però (lo dico in generale non riferendomi in particolare al brano riportato da Raffaele), l'espressione "sedersi profondamente in sella" a me piace, mi è stata utile perchè io ho imparato in un maneggio di saltatori (solo assetto leggero) quindi il mio istinto era quello di spingere sulle staffe e sollevarmi dalla sella, quindi USCIRE dalla sella.
E' chiaro che non ci si deve aggrappare con le gambe ma l'idea di sedersi comodamente in sella, con il sedere e le cosce ben aderenti, come se fossero fuse al cavallo, come se si fosse un tutt'uno col cavallo a me piace.
La Swift (che si esprime molto per immagini) parla di assetto che avvolge il cavallo come un guanto morbido
Confermo comunque che sono concetti diversi da quello espresso dicendo "assetto cacciato sotto di sé"
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Novembre 06, 2013, 02:27:30 pm
Quasi sempre diciamo le stesse cose da punti di vista diversi.

L'assetto leggero però non lo prendo nemmeno in considerazione dato che si sta parlando di un'epoca in cui l'ostacolo lo si passava ancora sdraiati all'indietro, ed è a questa brutta pratica che il generale fa riferimento in quel paragrafo.
La dinamica della descrizione ha dei punti in comune con il trotto o galoppo seduto, ma il lasciarsi spingere le natiche sotto di sè in questo caso è riferito, da quel che ho capito, all'istante in cui il cavallo salta, con la conseguenza che ci si ritroverà a saltare seduti con il busto all'indietro, vecchia maniera appunto.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 06, 2013, 02:40:20 pm
Il Generale già conosce il filer, dunque il saltare stravaccati all'indietro, ai suoi tempi, era giù superato, infatti dice che solo dopo lo scatto dei garretti l'assetto va all'indietro.

Il concetto espresso dal Generale 1ooanni fa, è stato ripreso dalla monta uestern: sedetevi sopra le tasche dei vostri gins e da Jean D'Orgeix: le cul dans la brouette...la mia versione casereccia è: fai vedere il cielo al tuo uccello  :icon_eek:...dato che ho un solo aglievo posso dirlo facilmente senza fare confusioni di genere.  :icon_eek:

Quindi non avevo dubbi sul significato della frase, solo che:
Il cavaliere  deve  sedersi  cacciando l’assetto  sotto  di  sé.. è agghiacciante e per uno non tanto esperto incomprensibile.

Ho tentato questa traduzione alla lettera, meno stridente:
Il cavaliere deve sedersi calando il suo assetto verso il basso...

Comunque la traduzione libera:
Il cavaliere dovrà sedersi in sella profondamente... esprime già il concetto perché non vedo come ci si possa sedere profondamente in sella senza mettere i glutei sotto.

Il cavaliere deve sedersi in assetto profondo spingendo i glutei sotto di se...questa mi sembra una strada percorribile sulla quale lavorare.

Ripeto: Il cavaliere  deve  sedersi  cacciando l’assetto  sotto  di  sé...fa violentemente evacuare l'intestino ed è incomprensibile a chi non sia già esperto.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Novembre 06, 2013, 04:35:35 pm
Se semplifichi ulteriormente:

Il cavaliere deve sedersi spingendo i glutei sotto di se...

è più scorrevole, perché è sott'inteso che se spingi i glutei sotto di te l'assetto diventa più profondo, non c'è bisogno di dirlo.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Novembre 06, 2013, 07:44:04 pm
Però, a pensarci bene, noi siamo qui a discutere di cacciare l'assetto o anche spingere i glutei sotto di noi ma anche quest'ultima espressione, più chiara e scorrevole spesso è di difficile comprensione per il principiante.
E' una riflessione personale, stavo pensando che solo nel mio attuale maneggio ho sentito questo tipo di espressioni,  nella maggior parte dei centri ippici ti mettono in sella e al massimo ti dicono di tenere i talloni giù. Fine del discorso sull'assetto.
E per molto tempo ho continuato a chiedermi che accidenti volesse dire spingere i glutei avanti, sedersi sulla parte grassa delle natiche e simili. A noi adesso sembra facile e scontato ma io, che non sono cavaliere di lungo corso come voi due, mi ricordo ancora benissimo delle difficoltà nel capire certi concetti.
 
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Novembre 06, 2013, 08:52:09 pm
Milla, è proprio per questo motivo (l'accrescimento della comprensione delle cose attraverso la pratica) che lo stesso testo di equitazione ti "sembra diverso" riprendendolo in mano in tempi diversi. Subito non ti dice nulla. Dopo qualche anno pensi: ah ecco forse cosa intendeva. Dopo altri anni e altri cavalli ancora, non puoi che concordare in pieno con quanto stai leggendo perché sono cose che ti accorgi di sapere già.

E' dunque impossibile essere esaustivi per tutti in un testo, perché presupporrebbe scriverlo con diversi livelli di comprensione. Forse si potrebbe fare oggi con la tecnologia: un paragrafo dove ogni parola è spiegata con link esaustivi, ma sarebbe una fatica immensa e, credo, inutile.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Novembre 06, 2013, 09:32:06 pm
Certo hai ragione, era solo una riflessione estemporanea sulla difficoltà di far capire "a parole" un concetto.
Quello che dici tu ciascuno di noi l'ha verificato direttamente via via che procedeva negli studi.
In più a cavallo c'è la necessità di studiare, capire, SENTIRE ed infine riuscire ad eseguire, forse è questo che rende così particolare il montare a cavallo o perlomeno il cercare di montare BENE a cavallo.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 08, 2013, 02:35:00 am

Angioni 1978
Il cavallo fa della propria incollatura
uno degli impieghi più vari allorché,
allo stato libero, può disporne
a suo piacimento.
             

Angioni 2013
Il cavallo fa della propria incollatura
un  impiego  dei  più  vari,  mentre
allo  stato  libero,  può  disporne  a
suo piacere.
 

Dov'è la differenza ??
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Novembre 08, 2013, 09:06:47 am
A parte aver stravolto il senso nel 2013, nessuna: tutte e due son scritte male.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 08, 2013, 02:25:44 pm
Infatti, non c'è differenza, c'è da notare che in questo caso perfino il buon Colonnello, o forse la dottoressa Chiummo, si sono accorti che la frase scritta nel 78 sembra redatta da uno straniero, o da uno che ha imparato a leggere e scrivere a 50 anni per corrispondenza.

Comunque, diamo per buona la versione 2013: un impiego dei più vari cosa vuol dire ?
Per me non ha senso...il cavallo senza il cavagliere fa un (un solo) impiego della propria incollatura tra i più vari che sono nelle sue possibilità ?

Comunque, quello che ci fa capire Angioni è questo: Il cavallo fa della propria incollatura un solo impiego tra i vari che può fare, (mentre) invece allo stato libero, ne può fare quanti ne vuole.


La traduzione corretta alla lettera è facilefacile,
questa: In libertà, il cavallo può disporre della sua incollatura in tanti modi e la usa a suo piacimento.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Novembre 08, 2013, 04:16:17 pm
Il problema è il MENTRE (nella trad precedente ALLORCHE') che sottintende la contemporaneità di più azioni (ma non è evidentemente questo il caso) o una contrapposizione. Ma non si capisce di cosa, il periodo appare monco.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 08, 2013, 08:28:47 pm
Le  cheval  fait  de  son  encolure
un  emploi  des  plus  variés,  alors
qu'à  l'état  libre  il peut en disposer à
son  gré. 
              Il cavallo fa della propria incollatura
un  impiego  dei  più  vari,  quando
allo  stato  libero,  può  disporne  a
suo piacere.

Le Littré (1880)
3. Alors que, loc. conj. S'emploie pour lorsque, surtout dans le style élevé.

Lorsque, dunque, il Generale intendeva: quando.

Ho sostituito quel mentre - che non c'entra una beata - e anche la traduzione angionica diventa umana comprensibile...facile no ?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 09, 2013, 02:40:28 am
Celte  manière  d'émailler  la
reprise  de  galop,  en  l’entremêlant
de changements de pied rapprochés...
apporte de la variété dans le travail
              Questa  maniera  di  smaltare  la
ripresa  di  galoppo, intramezzandola
con cambiamenti di piede ravvicinati...

Mi sono appassionato  - grazie al Colonnello - alla traduzione alla lettera, devo dire che ho trovato in linea un buon vocabolario dove sono riportati anche temini otocenteski, questo:

Le Littré (1880)
ÉMAILLER (v. a.)[é-ma-llé, ll mouillées, et non éma-yé]
1. Appliquer de l'émail, orner avec de l'émail. Émailler une bague. Émailler de la porcelaine.
2. Fig. Orner, parer, en parlant des fleurs.
• Elle émaille de fleurs les portes d'Orient (RÉGNIER Dial.)
• Mille fleurs émaillaient les tapis verts.... (FÉN. Tél. I)
• Et vous, brillantes fleurs, étoiles mes compagnes, Qui du bleu firmament émaillez les campagnes (LAMART. Médit. II, 8)

Ma dovete consultarlo in francese, se chiedete la traductione in itagliano non ci sono i riferimenti antichi.

Dunque, il Generale non voleva dire smaltare la ripresa ma ha usato il termine in maniera figurata: adornare, parare, infiorare, abbellire, arricchire la ripresa, appunto.


Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 10, 2013, 10:07:45 pm
Le perfectionnement du mécanisme,
le  développement  du  sentiment
équestre  rentrent dans  le domaine
exclusif  du  praticien  lui-même  et
peuvent seuls  faire acquérir à  l'élève
les qualités, qui  lui permettront de
devenir  un  jour  éminent  dans  la
pratique de son art.
              Il perfezionamento del meccanismo,
lo  sviluppo  del  sentimento  equestre
rientrano  nell’esclusivo  dominio
del praticante stesso e, soli, possono
far  acquisire all’allievo le  qualità
che  gli  permetteranno di  diventare
un  giorno  eccellente
  nella  pratica
della  sua  arte.

Che disastro ! vediamo parola per parola cosa il Generale voleva dire...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 11, 2013, 04:33:39 pm
Prima di passare all'analisi delle parole in osservazione, ripeto la mia maniera di tradurre.
Quasi sempre traduco di getto, poi rileggo ed infine sottopongo il testo all'esame severissimo dei miei angioletti le quali migliorano il mio itagliano e notano gli eventuali errori o discrepanze.
Ora, mi stò dedicando alla traduzione alla lettera comparata a quella di Angioni, e quindi, vado a limare e a modificare qualcosina.
La trovo bellissima, se fatta ragionando e facendo ricerche e con il ueb è abbastanza facile;  ora il Generale scrive: Le perfectionnement du mécanisme, e il nostro buon Angioni traduce: il perfezionamento del meccanismo.

Se si esclude alla priora il fatto che il Generale parlasse di marchingegni e di ingranaggi metallici o lignei dobbiamo dedurre che la traduzione del Colonnello è sbagliata, infatti, vediamo il vecchio letterato cosa dice:

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 12, 2013, 02:07:02 am
Le Littré (1880)
MÉCANISME (s. m.)[mé-ka-ni-sm']
1. Ensemble de pièces, de machines, de moyens de mouvement, soit naturels, soit artificiels. Le mécanisme du métier à bas est très compliqué, mais fort ingénieux.
• Le mécanisme de l'insecte le plus vil n'est pas moins merveilleux que celui de l'homme (DIDER. Pens. philos. n° 19)
• Par ces mots [s'il avait assisté aux conseils de Dieu] qui furent taxés d'impiété, Alphonse faisait entendre que l'on était encore loin de connaître le mécanisme de l'univers (LAPLACE Expos. V, 4)
2. Mécanisme d'une fonction animale. Ensemble des actes exécutés par chaque organe d'un appareil pour l'accomplissement d'une fonction.
• Cette action [de l'âme sur le corps et vice versâ] est du nombre de ces choses dont le mécanisme sera toujours ignoré (VOLT. Newt. I, 7)
• Le mécanisme de la langue du pic a été un sujet d'admiration pour tous les naturalistes (BUFF. Ois. t. XIII, p. 23)
mécanisme (n.m.)
agencement, atomisme, dispositif, engrenage, machine, machinisme, mécanique, mouvement, physiologie, processus, transmission

Dunque, i migliori sinonimi di meccanismo secondo quanto sopra sono: movimento e funzione, il concetto è questo ed è la mia traduzione libera: -

Solo l’allievo,  se ne ha la capacità,  può migliorare i propri movimenti e la propria sensibilità equestre, grazie a loro, potrà sperare, un giorno, di primeggiare nell’equitazione.

Ora, tornando alla traduzione alla lettera, ma ragionaa, il processo è questo: cominciamo a sostituire meccanismo con movimento e sentimento equestre con sensibilità equestre, ora incontriamo: dominio, anche in questo caso il Generale lo usa in senso figurato dunque:
domaine (n.m.) (figuré) sphère sphère (n.) (figuré) sfera, ambito, campo, settore.

Procediamo: praticien, io avrei tradotto: aspirante cavallerizzo (perché di questo si tratta) o cavaliere, ma credo che in definitiva possa andare praticante.
Ora c’è una maligna parolina - maligna per Angioni - seuls un avverbio che effettivamente vuol dire soli ma ha alcune sfumature, eccole:
seul 
      nm 
1    isolé, sans personne  - isolato - solitario.
2    unique de son espèce  - unico.
3    les autres exclus - esclusivo.
4    sans compagnie  - senza compagnia.
5    sans aide - senza aiuto.

Di queste varianti quella che ci riguarda è la terza: escluso gli altri - esclusivo; siccome il Generale ha appena usato l’aggettivo esclusivo è meglio trovare un sinonimo: assoluto usato come avverbio.

Infine, diventare eccellente si semplifica moltissimo usando il verbo corrispondente: eccellere, per concludere, sappiamo che il Generale chiama arte l’equitazione, dunque, equitazione...abbiamo tutti gli elementi, ecco il risultato:

Il perfezionamento del meccanismo,
lo  sviluppo  del  sentimento  equestre
rientrano  nell’esclusivo  dominio
del praticante stesso e, soli, possono
far  acquisire all’allievo le  qualità
che  gli  permetteranno di  diventare
un  giorno  eccellente  nella  pratica
della  sua  arte.
              Il perfezionamento dei movimenti,
lo  sviluppo  della sensibilità equestre
rientrano  nell’ambito esclusivo 
del praticante stesso e,  assolutamente, possono
far  acquisire all’allievo le  qualità
che  gli  permetteranno,
un  giorno,  di eccellere nella pratica dell’equitazione.

Sono due traduzioni alla lettera, pertanto pesanti ma quella di sinistra oltre che pesante è anche scorretta.

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 13, 2013, 02:34:07 am
N.d.T.: la traduzione letterale italiana è «ascoltato» che ha comunque bisogno di una spiegazione. Baucher scrive che
«ascoltare un  cavallo  è  essere  attento  a non disturbarlo per nulla quando  si muove  e  si  atteggia bene»  (Dictionnaire
raisonné  d’équitation,  1833).  Per  far  questo,  il  cavaliere  deve  avere  molta  sensibilità.  Il  termine  è  tratto  da  La
Guérinière. Esprime insieme la regolarità, il ritmo e l’armonia dell’andatura.

Questa è la bella nota che Angioni fa - giustamente - al termine: écouté.

Il senso è quello ma il nostro Colonnello prende fischi per fiaschi portando a conforto il Dizionario di Baucher, quì non è l cavagliere che ascolta ma il lallo che sente, è esattamente il contrario:

Le Littré (1880)

ÉCOUTÉ, ÉE (part. passé.)[é-kou-té, tée]
3. Termine di maneggio. Dei movimenti sentiti, movimenti fatti con molta precisione.
Passo écouté, un passo di scuola, un passo riunito: che ascolta/sente i talloni, c'est-à-dire qui ne se jette ni sur l'un ni sur l'autre.


Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 14, 2013, 03:14:27 am
Oggi, trascurerò le "questioni" del buon Colonnello, ma non preoccupatevi di allegro materiale ce n'è a josa.

Stanotte, farò una gentile richiesta ai moderatori globbali: aprire in questa sala di lettura una sottosezione nomata: i grandi cavallerizzi , mi son reso conto che in Itaglia sono misconosciuto e quando se ne parla spesso è a vanvera.

Ho un pò di materiale a riguardo, a cominciare da Baucher: - il Galileo Galilei dell'equitazione...a vous.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Pippokid - Novembre 14, 2013, 08:48:50 am
Devono creartela Divinity o planetadmin.  Immagino che l'apriranno in tempi brevi.  Ciao
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Novembre 14, 2013, 11:14:30 am
Oggi, trascurerò le "questioni" del buon Colonnello, ma non preoccupatevi di allegro materiale ce n'è a josa.

Stanotte, farò una gentile richiesta ai moderatori globbali: aprire in questa sala di lettura una sottosezione nomata: i grandi cavallerizzi , mi son reso conto che in Itaglia sono misconosciuto e quando se ne parla spesso è a vanvera.

Ho un pò di materiale a riguardo, a cominciare da Baucher: - il Galileo Galilei dell'equitazione...a vous.

Sono misconosciuto?   :horse-scared:

Errore materiale di tastiera, autoironia  :horse-wink: oppure..... nella sottosezione si parlerà di Piciopacio?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 14, 2013, 01:52:36 pm
Errrore di tastiera of course: la i e la o sono vicini...per la stessa ragione a volte scrivo Angiomi al posto di Angioni, quando me ne accorgo correggo, ma a volte scappa, me ne scuso collinteressato. :dontknow:

Eppoi, Piciopacio ormai è famoso/famigerato tutt'altro che misconosciuto.
 :horse-wink:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: carodubbio - Novembre 14, 2013, 07:44:00 pm
 :studioso:  a forza di studiare  l'estro di Raffaele non si trattiene nel coniare parole nuove :perfect:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Novembre 14, 2013, 07:52:38 pm
Alex anch'io avevo pensato ad un lapsus freudiano :horse-wink:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 14, 2013, 09:11:21 pm
Niente Froid, semplice sciatteria, ecco perché infarcisco volutamente di errori i miei post...per camuffare quelli veri. :horse-wink:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Novembre 14, 2013, 11:33:35 pm
Però la sezione sui grandi cavallerizzi del passato sarebbe molto interessante anche se un'infarinatura me la sono fatta curiosando sul tuo blog
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 15, 2013, 02:26:54 pm
Già, del passato.

Nel presente, secondo me, il più grande è Mario Luraschi, lo conobbi all'inizio degli anni 70 del secolo scorso a Verona...una Fiera molto naif rispetto ad oggi.

Lui è/è stato: cavallerizzo d'alta scuola, maestro d'equitazione, volteggiatore, cascatore, preparatore di stunthorses, conduttore di lalli in libertà, ammaestratore di lalli da circo, disegnatore di selle e di costumi di scena, regista di teatro equestre...non basta ?

Inoltre fa tutti i giochi parrellati, le esibizioni nezoroffiane, le minchiate di onzablaziane, le relazioni della beata presentandole semplicemente come: addestramento/ammaestramento lallino: niente di più niente di meno.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 16, 2013, 11:57:32 am
Che succede ? E' scomparsa la mia ultima risposta riguardo l'ennesimo strafalcione di Angioni nelle sue "questioni", pazienza, la rimetto.

Torno a spiegare al gentile Colonnellola sua traduzione o meglio gli faccio notare un piccolissimo  errore:


...  dans  la
distribution  de  son  propre  poids,
les  moyens  de  contribuer  à  la
modification  d'équilibre  qu'il  y
aurait  lieu  de  rechercher chez  le
cheval,  soit  pour  allonger  ou
raccourcir ses allures, soit pour  les
régulariser. D'Aure y excellait.
              nel la
distribuzione  del   proprio  peso,
i  mezzi  per  contribuire  alla
modificazione  d’equilibrio  che
sarebbe  opportuno  ricercare nel
cavallo,  sia  per  allungare  o
raccorciare  le  andature,  sia  per
regolarizzarle. D’Aure in ciò eccelleva.


avoir lieu (v.)
accadere, avere luogo, avvenire, essere, occorrere, succedere.

Dunque, basta sostituire:  sarebbe  opportuno  ricercare  con occorre ricercare, meglio: occorre cogliere e tutto cambia.

...i l   caval iere  può  trovare,   nel la distribuzione  del   proprio  peso, i  mezzi  per  contribuire  allamodificazione  d’equilibrio  che occorre/occorrerebbe cogliere  nel cavallo,  sia  per  allungare  o raccorciare  le  andature...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 17, 2013, 02:06:35 am




                                    (http://imageshack.com/a/img844/8047/2qee.jpg) (http://imageshack.com/i/ng2qeej)Uploaded with ImageShack.com (http://imageshack.com)




Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Novembre 17, 2013, 03:21:12 pm
Stai lavorando a spalare la cacca di Oddo?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: carodubbio - Novembre 17, 2013, 06:33:44 pm
(http://i46.tinypic.com/rm5zf8.jpg)

Se volete vi insegno i trucchi del mestiere :laughter-485:

in questo vecchio sottotetto ho spalato un mare di popo di piccioni, una puzza paurosa
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 17, 2013, 06:35:33 pm
Quante volte te lo devo dire !!!???

Il sacro sterco di lallo si chiama fiande non cacca !!

Da non confondersi con fiandre: simpatica regione del nord Europa.

(http://imageshack.com/a/img546/8030/wxuh.jpg) (http://imageshack.com/i/f6wxuhj)Uploaded with ImageShack.com (http://imageshack.com)
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 28, 2013, 08:27:57 pm
Giusto perché Angioni non pensi che lo abbia dimenticato...

La  conformation est  jugée  à
l'aide  des  connaissances  que  tout
vrai  cavalier  doit  posséder  sur
l'extérieur  du  cheval...
              La  conformazione  è  giudicata
con  l’aiuto  delle  conoscenze  che
ogni  vero  cavaliere  deve  possedere
dell’esteriore del  cavallo...

...l'esteriore del lallo: vengono i brividi solo a leggerlo; con un piccolissimo sforzo, e un semplice uso di sinonimi tutto cambia:

L'aspetto del cavallo è valutato con  l’aiuto  delle  conoscenze  che ogni vero cavaliere  deve avere sulla sua struttura...oppure liberandoci della lettera, della letterissima:

Ogni vero cavaliere deve avere conoscenze adeguate per valutare la struttura del cavallo...

Ogni vero cavaliere deve essere in grado di valutare la morfologia del cavallo...

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 05, 2013, 09:07:00 am
Appendice al post precedente:

Le Littré (1880)

EXTÉRIEUR, EURE (adj.)[èk-sté-rieur, rieu-r'. Dans la versification du XVIIe siècle, extérieur est de quatre syllabes : ex-té-ri-eur ; aujourd'hui on le fait souvent de trois]
1. Qui est au dehors. La forme extérieure. Les ornements extérieurs.
Avantages extérieurs, la beauté, la taille, etc.

Terme de vétérinaire. Conformation extérieure des animaux domestiques, par rapport aux services qu'ils peuvent rendre, à l'utilité dont ils peuvent être.

conformation (n.f.)
configuration, constitution, figure, forme, organisation, structure, visage
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 06, 2013, 10:12:40 am
Ma dico ? vi siete accorti che la setione dell'ottimo Colonnello è scomparsa da questo inclito foro ?

Io non seguo tutti li topici, ma mi pare che nessuno abbia versato lagrime nè si sia stracciato le vesti per una perdita così irrimediabile, nè mi pare che ci siano state proteste e riguardo sta chiusura fatta senza dare spiegatoni, possibile ??

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Dicembre 06, 2013, 03:38:53 pm
Che ne dici di non insistere?
Ogni tanto anche il silenzio parla.

Per quanto mi riguarda, un fortissimo imbarazzo mi ha impedito da molto tempo di scrivere alcunchè nella sezione del colonnello Angioni, ma ho avuto occasioni (non recentissime) di contattarlo altrimenti, e ne conservo un ricordo splendido. E anzi approfitto per ringraziarlo qui per la sua gentilezza e disponibilità: grazie colonnello Angioni.

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 06, 2013, 09:15:41 pm
Il silenzio è silenzio, tutti i fascismi si sono retti sul silenzio, sul silenzio delle maggioranze silenzioze. :icon_eek:

Mi rendo conto che il paragone è esagerato, ma di questo si tratta.

Sicuramente Angioni è disponibilissimo et gentilissimo, sopratutto con chi gli si rivolge mettendosi  sugli attenti.

Io mi riferivo al fatto che è singolare che - la soppressione di una intera sezione - non abbia provocato alcuna reatione  da parte del pubblico pagante di codesto inclito foro, a te non è parso strano ?


Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Fioravante Patrone - Dicembre 06, 2013, 09:54:34 pm
Ma che piccino che sei. Grande, grosso, barbuto epperò ancora succube di un colonnello.
Questo tuo thread, diffamatorio, mostra solo quanto tu ti senta inferiore a lui, e i tuoi ultimi due interventi lo confermano in modo cristallino. Che fastidio che ti deve dare!!!
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 07, 2013, 02:32:16 am
Contrordine compagni !!

Pare che arbitrariamente abbia chiuso codesto inclito topico:

http://www.cavalloplanet.it/index.php?topic=2183.0

Non capisco ma mi adeguo: ecco riaperto il topico.

Feci male ad adeguarmi, riparo immantinentemente...







Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Aprile 27, 2014, 01:33:19 am
https://onedrive.live.com/view.aspx?cid=3E0E3813F9C6443E&resid=3E0E3813F9C6443E%211427&app=WordPdf&wdo=1

Questa traduzione è di proprietà di Lucia Chiummo...(questo nome non mi è nuovo), il testo è interessantissimo, infatti esprime il pensiero di uno dei più grandi eruditi dell'Equitazione riguardo L'Alta Scuola Equestre.

La prima paginetta contiene per 4 volte la parola "attitudine", un marchio di fabbrica che mi costringe a riaprire questo topico, guardate:
 

...la cui ripetizione abitua  il cavallo a   un'obbedienza approssimativa, piuttosto che cercar
di sviluppare la sua attitudine (capacità) a soddisfarvi completamente...Le attitudini (movimenti) naturali  del  cavallo  sono  allora  falsate  e  la  sua  postura...a  un  equilibrio  tanto  vicino  quanto possibile a quello che aveva  in  libertà, di  ristabilire  la purezza delle  linee delle  sue attitudini (atteggiamenti) e  la disinvoltura dei suoi movimenti...si  dedica,  secondo  l'espressione  di
Newcastle (1592-1676), a «perfezionare la natura con la sottigliezza dell'arte» sviluppando la grazia delle attitudini (andature) e la nobiltà del gesto del cavallo.


Ho dato una scorsa al testo, chi traduce - a volte - non capisce cosa sta scrivendo; non ho l'originale francese ma ciò è evidente, un esempio:

...Un «Genio equestre» come Baucher, un artista di prim'ordine come Fillis, non hanno creduto
di  scadere  dalla  loro  dignità  di  Écuyers  accettando  di  esibirsi  nel  circo.  Certamente,  le
preoccupazioni della vita materiale non erano estranee alla  loro  scelta, ma sono  lungi dall'essere  i soli  ad  averle  provocate.


Così come è tradotto, "soli" sembra riferito a Baucher e a Fillis: la frase non ha senso, mentre mi sembra che l'autore si riferisca alle "preoccupazioni" che non sono le sole ad aver dettato quella scelta.

Se da una parte, il tentativo di divulgare il pensiero di un autore così importante è meritorio, dall'altra, la prosa itagliana con la quale viene offerto il testo, è di una pesantezza insopportabile, tale da scoraggiare il lettore equestre medio itagliano, che - non capendo o capendo con difficoltà - si reputa incapace di accedere a così alti concetti, sfancula Decarpentry e perde un'occasione.

Ecco un esempio:

«Per il resto, la carriera che si deve percorrere in quest'arte è così estesa che il miglior uomo di cavalli lascia sempre tra lo scopo e se stesso uno spazio che non saprebbe superare, ma la cui pratica e le sue felici disposizioni, assecondate dall'intelligenza, possono diminuirlo ogni giorno.»
(Montfaucon de Rogles)


Come nel caso precedente, bastano piccoli ritocchi che tutto si alleggerisce, si chiarifica, scorre...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Giugno 19, 2014, 04:11:19 am
E' strano, questo topico - chiuso da tempo - continua ad esser visitato con vivo e vibrante interesse da parte degli utanti, ha superato le 16.200 visite, si trova al 7 posto nella top ten dei topici più visitati, ed è il solo - in quella classifica - che non tratta di diari, di libri, di scelte vegane, di nuovi tatuaggi :icon_eek:.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Luglio 20, 2014, 06:00:13 pm
Trattando Fillis, ho ripreso l'interessante testo di Decarpentry (questo pieno di attitudini) che ho già segnalato:
https://onedrive.live.com/view.aspx?cid=3E0E3813F9C6443E&resid=3E0E3813F9C6443E%211427&app=WordPdf&wdo=1

nel passaggio che segue noto una incongruenza spaziale, non avendo il testo originale, dico: "o Decarpentry aveva idee piuttosto originali sulla storia, oppure il traduttore ha preso un abbaglio".

RAGGUAGLIO STORICO

Più  di  duemila  anni  fa,  Senofonte  raccomandava  la  «riunione»  e  celebrava  la  nobiltà  del
cavallo nella Pesata. Al  tempo di San Luigi, Abou Bekr Ben  Idr descriveva, al Cairo, nel  suo El
Naceri,  tutte le modulazioni del Passeggio. Da sempre  i cavalieri arabi hanno salutato  i  loro ospiti
con i «tre salti del leone», cioè con Corvette che essi praticano sempre con Fantasia.

Durante il Rinascimento,  che fece sempre così grandi prestiti alla civiltà Islamica,, gli Écuyers
italiani  portarono  l'Alta-Scuola  a  un  grado  di  perfezione  che  essa  non  ha  superato  che  nel XIX
secolo con Baucher.

Sono gli allievi di Fiaschi, di Grisone, di Pignatelli che diffusero nella Cristianità  la pratica
dell'Arte Equestre studiata sotto questi grandi maestri.


Riapro il topico, ditemi: è l'Islam che ha fatto grandi prestiti al Rinascimento o fu il contrario ?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Luglio 20, 2014, 06:14:19 pm
Chiaro che il Rinascimento "è debitore" dell'Islam, sarà una frase costruita "alla francese" e travisata. Tuttavia mi pare che la strada seguita dalla scienza equestre per arrivare dall'Islam alla scuola napoletana dev'essere stata lunga e tortuosa. Le imboccature, per esempio, mi sembra che nemmeno si somiglino. O sbaglio?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Luglio 20, 2014, 10:14:47 pm
Beh, il testo non poteva che esser costruito alla franzose, stava al traduttore capire.

Peccato che il medagliato Colonnello abbia abbandonato questo inclito foro, gli avrei chiesto qualcosa a proposito.

Evidentemente, fin dall'antichità, si è cercato di produrre i movimenti sfarzosi naturali del lallo "artificialmente", hanno scomodato:  i greci, i romani, i bizantini e gli arabi, mentre i popoli equestri di tutto ciò se ne stracatafottevano e continuavano imperterriti a render maneggevoli i loro lallini per la guerra e per il travaglio e infatti dettero sonore mazzate alle cavallerie europee teutoniche e zariste.

Qualcosa c'era, ma credo che l'equitazione classica/l'alta squola/l'equitazione da pompa o come minchia volete chiamarla, sia nata a Napoli proprio per queste esigenze: sfarzo, esibizionismo, vanagloria.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Luglio 21, 2014, 10:22:34 am
Concordi sul fatto che non sarebbe del tutto sbagliato - stando alle notizie o meglio alle antiche dicerie - chiamare l'alta scuola napoletana un bizantinismo?  :horse-wink:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Luglio 21, 2014, 01:33:50 pm
Per come intendo io la parola bizantinismo: pignoleria, cavillosità, no.

Dal rinascimento in poi ci fu una gara nella classe diligente: i nobili, alla sontuosità, allo sfarzo, all'esibizione di potenza e ricchezza, tant'è che alcuni sovrani emanarono delle leggi per contenere il lusso sfrenato rivolto sopratutto ai vestimenta e alle carrozze, questa gara condusse inevitabilmente alla ghigliottina.

I lalli furono implacabilmente coinvolti:
http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2011/02/le-guerre-festiue-delle-reali-nozze-de.html
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Luglio 21, 2014, 05:15:00 pm
Era un gioco di parole, che faceva riferimento alla leggenda che l'alta scuola fosse stata importata a Napoli/in Sud Italia da esperti bizantini.

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Luglio 22, 2014, 01:25:40 am
Già, avevo dimenticato la teoria portata da Gennero, ma diamo vita a questo topic perché - con viva e vibrante soddisfazione - abbiamo sorpassato la Mucca  :icon_eek::

Situazione attuale:

I 10 migliori topic (per n. di visite)

1)Gruppo di sostegno: noi Shopaholic da selleria      35778
2)Angelz, l'equicottero scapigliato      32349
3)ippoprof IMPERATORE e pricipinopiante DRONERO + sue umanodi      27856
4)Libri...      20866
5La mia belva      20033
6)Le "attitudini" del colonnello Angioni.      19710
7)Diario della Mucca      19490
8)Nuovo tatuaggio      17663
9)Scelta Vegana      16521
10)Io odio il Karma...      15017

Però, il Gruppo primo classificato è in linea dallo: 06/05/2012, mentre il Colonnello è in linea dal 24/4/2013: il Gruppo ha un anno di vantaggio; inoltre, il Gruppo è forte di 674 posti, mentre il Colonnello ne ha solo 338, non bisogna scomodare Patrone per capire che percentualmente il Colonnello è al primo posto nei quori dei nostri utanti.

Questo farà piacere ad Angioni  e alla sua scudiera  :icon_eek: Chiummo e fa certamente piacere a tutti noi che ci occupiamo di Equitazione e non di Belve ed Equicotteri.

Ora, nella traduzione del breve e interessante trattatello di Decarpentry salta immediatamente all'occhio una scelta assai singolare fatta dal traduttore, vediamo chi l'ha colta... è assai facile,  :horse-wink: a chi lo "indovina" metterò 5stelle ad ogni suo post per un mese intiero :blob9: :blob9: :blob9: :blob9: :blob9: :blob9: :blob9:

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Luglio 22, 2014, 08:52:50 am
Guarda,guarda Raffaele come è contento di salire di posizioni nella Top Ten, non immaginavo ti interessassero le classifiche :horse-wink:

Per capire la scelta del traduttore cui ti riferisci bisognerebbe avere il testo originale che non ho avuto voglia/modo di cercare, comunque una rapidissima visita sull'azzurrino con il testo italiano e lettura delle prime 10 righe mi ha fatto notare un reiterato riferimento all'equitazione ACCADEMICA, aggettivo  che non mi pareva fosse mai stato usato nelle precedenti traduzioni della coppia A+C
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Luglio 22, 2014, 01:34:08 pm
Può darsi, ma è qualcosa di più evidente e non c'è bisogno del testo originale, si evince dalla inclita traduzione.

E' un giuoco, ma la classifica mi interessa moltissimo, in quanto è lo specchio del nostro foro dai larghi connotati culturali... :firuu:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: bambolik - Luglio 22, 2014, 02:41:39 pm
--- ?? Quindi?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Luglio 22, 2014, 08:10:56 pm
Smettere di tradurre Ecuyer come "scudiero"?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Luglio 22, 2014, 09:05:59 pm
Secondo me è che la traduzione (ben fatta o no non so) è molto più scorrevole, scritta in un italiano comprensibile, più agile, meno trombonico.
Forse la trad. delle Questioni fatta da Raffaele, sotto sotto è piaciuta e ha indotto un ammodernamento (più o meno consapevole) dello stile.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Luglio 22, 2014, 10:24:01 pm
Smettere di tradurre Ecuyer come "scudiero"?

Bravo: 5 stelle per te - qualsiasi escortanata scrivi -  fino al 22/8/2014 !!

Con enorme stitico sforzo, il buon Angioni ha lasciato intradotto ecuyer senza però renderlo con la perfetta parola italiana: cavallerizzo, o al limite: maestro di equitazione.

La cosa balza evidente perché si sforza di dare a tutti i termini equestri la antica ditione itagliana: piaffo, passeggio...spasseggio perfino  :icon_eek: parole un pò ridicole dato che - oggi - la terminologia franzosa (derivata da quella itagliana) è di uso comune da Vienna a Sidney...ma quì si capisce meglio:

http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2012/02/il-colonnello.html
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Luglio 22, 2014, 11:04:46 pm
Guarda Raffaele che arrivi in ritardo, già altrove (non mi ricordo dove, forse già nella traduzione delle Questioni) il Col aveva spiegato come e perchè aveva deciso di lasciare ecuyer non tradotto, quindi non è una novità.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Luglio 23, 2014, 01:59:26 am
Bah !

Equitazione Ragionata e Capire l'Equitazione, due opere fondamentali tradotte dal buon Colonnello, sono piene di "scudiero", infatti segue la linea dell'italianità oltranzista, rischiando perfino: prova di addestramento al posto di dressage.

Dunque, in Questioni lascia intradotto ecuyer ma anche altri termini rouler, placher, cravache, ecc., poi decide di rendere  tutto in itagliano nelle due opere sopra citate usando scudiero ad ogni piè sospinto, infine nel trattatello di Decarpentry, che credo sia la più recente fatiga del Nostro,  traduce tutto in itagliano (anche antico) come aveva intrapreso a fare, tranne che che cavallerizzo che da scudiero torna ad essere ecuyer.  :dontknow:

Dunque, una curiosa capriola di impostazione ad parolam, perché si rifiuta di accettare la traduzione corrente : http://it.dicios.com/frit/ecuyer, solo Iddio lo sa.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Luglio 24, 2014, 07:48:17 am
Riprendo il periodo "rinascimentale" per sottolineare che il traduttore deve capirequello che traduce, ma, sopratutto, deve farlo capire ai lettori della lingua d'arrivo... così sentenziò il signore de La Palice !!

Più  di  duemila  anni  fa,  Senofonte  raccomandava  la  «riunione»  e  celebrava  la  nobiltà  del
cavallo nella Pesata. Al  tempo di San Luigi, Abou Bekr Ben  Idr descriveva, al Cairo, nel  suo El
Naceri,  tutte le modulazioni del Passeggio. Da sempre  i cavalieri arabi hanno salutato  i  loro ospiti
con i «tre salti del leone», cioè con Corvette che essi praticano sempre con Fantasia.

Durante il Rinascimento,  che fece sempre così grandi prestiti alla civiltà Islamica, gli Écuyers
italiani  portarono  l'Alta-Scuola  a  un  grado  di  perfezione  che  essa  non  ha  superato  che  nel XIX
secolo con Baucher.

Sono gli allievi di Fiaschi, di Grisone, di Pignatelli che diffusero nella Cristianità  la pratica
dell'Arte Equestre studiata sotto questi grandi maestri.



Ora, possiamo ammettere che il traduttore, per sua ignoranza, non sa che il Rinascimento europeo ha solidissime basi nella cultura islamica specialmente per quello che riguarda le scienze: matematica, fisica, astronomia, architettura.

Possiamo ammettere che il significato del periodo: il Rinascimento,  che fece sempre così grandi prestiti alla civiltà Islamica è in contraddizione col significato sia del periodo precedente che di quello  seguente, cosa che - malgrado la sua ignoranza storica - avrebbe dovuto far riflettere lo traduttore.

Ma non possiamo ammettere che questa frase la si renda così per com'è alla lettera e senza una nota a margine:

Da sempre  i cavalieri arabi hanno salutato  i  loro ospiti con i «tre salti del leone», cioè con Corvette che essi praticano sempre con Fantasia.

Il bravo traduttore riporta l'iniziale maiuscola della parola fantasia, dunque, dovrebbe capire che si tratta di un nome proprio o di un titolo, quindi il riferimento è evidentemente alla fantasia arabe, eccola:

https://www.youtube.com/watch?v=4BZcJ0cTocE

in questo caso - se avessa capito - avrebbe dovuto tradurre: con Corvette che essi praticano sempre in Fantasia. o meglio ancora: nella Fantasia Araba.

In ogni caso, una nota a piè pagina sarebbe stata opportuna, dato che molte di noi ragasse non praticano assiduamente  :icon_rolleyes: il folclore magrebino.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Luglio 28, 2014, 05:11:26 am
...Al  tempo di San Luigi, Abou Bekr Ben  Idr descriveva, al Cairo, nel  suo El
Naceri...

Domande: quando fu il tempo di San Luigi?

Chi minchia era Abou Bekr Ben  Idr?

Cos'è El Naceri?

Per le risposte a queste domande avrebbe dovuto provvedere il bravo traduttore, non l'ha fatto.
Comincio dal tempo di San Luigi e scopro che i santi Luigi sono una diecina, da uichipidia:
Persone venerate come santi dalla Chiesa cattolica:
San Luigi IX dei francesi, re di Francia noto anche come Luigi il Santo
San Luigi di Tolosa, vescovo francese
San Luigi Orione, sacerdote italiano
San Luigi Versiglia, sacerdote italiano e vescovo di Schiu Chow
San Luigi Maria de Montfort, sacerdote francese
San Luigi Gonzaga, gesuita
San Luigi Bertrando, frate domenicano
San Luigi Scrosoppi

a naso mi butto su...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Luglio 28, 2014, 05:48:54 am
Pillole (brevi ma IMHO utili) sull'equitazione araba qui: http://www.mahdiahorses.com/ita.asp?id=106&aID=23&pID=0 di Gabriella Incisa, uno dei miei "capisaldi" di riferimento. Approposito, devo chiederle come sta la ponina salvata da una laminite grave "via email"...  :horse-smile:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Luglio 28, 2014, 08:18:29 am
Curioso, ma degno di nota, è il libro El Naceri scritto da Abou Beker Ibn Bedr per il Sultano d’Egitto El Nacer, nel XIV secolo, epoca nella quale l’arte equestre aveva raggiunto presso gli Arabi , un grado di perfezione assai stabile. La traduzione, quasi completa, fu curata dal Perron, nel 1852.

Dunque, grazie al pretioso linco di Allex sappiamo che il tempo di San Luigi era quella di Luigi IX di Francia, conosciuto come il Santo (Poissy, 25 aprile 1214 – Tunisi, 25 agosto 1270), che "El Naceri" è - come si diceva allora - un trattato di mascalcia, e intuiamo che Abou era al servitio del Sultano.

Ma il vostro stagionato cavallaro ne sa di più, e ha trovato una chicca che vi farà beccare al più presto...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Luglio 29, 2014, 11:33:22 pm
Del nostro Abou sappiamo poco, se non era egiziano lo diventò per adossione essendo al servtio del sultano El-Nacer, ricordato sopratutto per esser riuscito a respingere l'orda tartara che stava per invadere le sue terre.

Pare che questo sovrano avesse molto a quore l'allevamento e la selectione dei lalli arabi e siriani e che - alla sua morte - lassiò quasi 5000 lalli personali.

Abou era lo scudiere del Sultano, cioà, amministrava le immense scuderie del sovrano, pertanto, quando scrisse la sua opera la dedicò al suo "padrone": El-Naceri (Il Difensore).

Il testo, oltre che tennico, è pieno di aforismi, annedotti e legende, noin ha la stringata efficace dell'Equitaziione, del nostro beneamato Xenophon, ma lo supera a mani basse per leggerezza e poesia.

Abou è il primo a...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Luglio 29, 2014, 11:50:58 pm
Beccato! Le naceri, 1857, la traduzione in francese del trattatone arabo. Beccato su Gallica, qui: http://gallica.bnf.fr/ark:/12148/bpt6k6527065g.r=le+naceri.langFR
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Luglio 30, 2014, 12:01:15 am
Con una magnifica progressione, Le Attitudini sono al quinto posto e si stanno avventando sui Libri che però resistono brillantemente all'assalto, vedremo come va a finire.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Luglio 31, 2014, 03:23:00 am
Torniamo al nostro Abou e al suo libro El Naceri, care ragasse, li troviamo l'origine di tutte quei giocondi aphorismi arabi sul lallo, Abpou così dice:

"Dio prese un pugno di vento del deserto e creò il lallo, lo chiamò per nome, questo gli rispose con un nitrito, e il buon Dio lo benedì".

Scrisse anche che (ottocento anni fa): "la prima, indispensabile qualità dell'ecuyer per addestrare i lalli è la dolcezza   :icon_eek: "... e noi tutte a plaudire la "novità" delle dolci dome
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Luglio 31, 2014, 06:48:29 am
Quante volte ho già detto che il peggiore difetto dell'equitazione è la smemoratezza?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 03, 2014, 09:37:42 pm
In un altro topico, Max fa accenno a:

http://www.cavalloplanet.it/index.php?topic=73.0

un terribile pippone militar trombonico, ma prima di commentare vorrei che, le vostre menti illuminate, spieghino all'igniorante questo periodo:

Di opposizione: vuol dire che la redine si oppone all’impulso e, allo stesso tempo, oppone le spalle alle anche. Per opposizione delle spalle alle anche si pensi, come esempio, a una barca. Se, dall’esterno della barca e da destra, si tira una cima attaccata alla prua, non solo la prua è tirata a destra, ma la poppa è respinta a sinistra tanto più quanto la trazione avviene in direzione della poppa. E’ la prua che fa opposizione alla poppa. La poppa va a destra per opposizione della prua.



Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 05, 2014, 01:21:29 pm
Patrone, tu - dal'alto della tua scienzia - che dici ?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 06, 2014, 08:38:31 am
Mi pare che il traduttore - nella sua premessa - faccia confusione, avrebbe dovuto scrivere che la poppa va a sinistra per opposizione della prua,in questa maniera è coerente con quanto scritto prima altrimenti, il periodo citato non ha senzo.

Plobabilmente, il buon Angioni è rimasto intrappolato nella girandola di dx e sx che il trombonico Carlomariagiulio ha scaricato nel sua descrizione del: Modo in cui agiscono le redini.

Ora chiedo alle inclite ragasse del foro: siete riuscite a leggere il malloppone? Cosa beata avete capito?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Agosto 06, 2014, 10:25:27 am
(http://m.memegen.com/cel287.jpg)
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 06, 2014, 01:16:11 pm
Bravo !!

Vuol dire che sei riuscito a leggere i tremendo pippone!

Io non ci son riuscito, l'ho cominciato un paio di volte poi ho sfanculato. :dontknow:

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Agosto 06, 2014, 05:11:13 pm
Io noto solo, dalla tua citazione, che alla fine il traduttore confonde destra e sinistra..... quanto al pippone sull'azione delle redini, ho sempre incoraggiato tutti ad usarne una sola, al passo, per vedere l'effetto che fa; a me, francamente, non è dispiaciuto affatto...  anzi.  :horse-cool:

Chi ha fegato, può uscire in passeggiata, a tutte le andature, anche in discesa, con una redine sola; è un esercizio carino e formativo, lo consiglio caldamente.

Chi non ha fegato, si astenga.  :horse-wink:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 06, 2014, 10:07:14 pm
Già, anche il povero Angioni è rimasto frastornato tra i dx e sx del brano tradotto, ora, tutta la letteratura equestre itagliana è militare, scritta da militari i quali per definizione fanno formalismo, a loro non frega una beatissima minchia se quello che dicono o fanno sia illogico o incomprensibile, a loro basta che sia coerente alla forma prescritta ecco perché...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 07, 2014, 02:45:10 am
... gli istruttori militari di equitazione hanno fallito, un peccato, perché la tradizione e il primato italiano nell'equitazione (militare) meritava di esser trasmesso alla società civile, invece è rimasto chiuso nella "casta" e si è perduto, lo hanno fatto perdere colpevolmente.

Così, da produttori di cultura siamo diventati fruitori della cultura altrui, che sia uestern o classica o inglese o vattelapesca non ha importanza, oltretutto, essendo dipendenti dalle traduzioni, accogliamo parole che non corrispondono al significato della lingua di partenza e che nel nostro idioma sono scorrette.

Equitazione sapiente :icon_eek: ormai è di uso comune in itagliano, io mi rifiutai di tradurre alla lettera: equitation savant lo resi a senso con equitazione superiore perché non mi suonava che una istituzione, una organizzazione, un ente possa esser "sapiente".

Infatti, ho scoperto di recente che - in francese - equitation savant vuol dire semplicemente: equitazione artistica...

http://it.dicios.com/frit/savant

ormai il danno è fatto, temo che "equitazione sapiente" - grazie ai bravi traduttori - rimarrà indelebile nel linguaggio equestre "classico" itagliano.  :dontknow:

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 21, 2014, 06:09:59 pm
Guarda Raffaele che arrivi in ritardo, già altrove (non mi ricordo dove, forse già nella traduzione delle Questioni) il Col aveva spiegato come e perchè aveva deciso di lasciare ecuyer non tradotto, quindi non è una novità.

L'ho trovato !
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 22, 2014, 09:55:28 pm
Eccolo!

Si tratta - come vedete - di un pippone monumentale, son riuscito a leggerlo quasi tutto nei lunghi pomeriggi invernali passati nella casa di cura: "Fatebenesorelle", struttura che consilio vivamente a tutte le ragasse come me che partecipano a questo inclito foro.

Lo so, leggerlo tutto assieme est magno sacrifitio, esaminiamolo un poco alla volta ci troveremo cosa assai interessanta...

NOTE DEL TRADUTTORE
(Generale Decarpentry, Equitazione accademica, Henry Neveu 1949)

Trattandosi dell’opera capitale del Novecento riferita all’equitazione accademica, per assicurare la massima fedeltà al testo originale, la traduzione è stata rivista con il generale Pierre Durand (Olimpiade di Roma 1960 nel Concorso completo di equitazione - Olimpiade di Monaco nel Concorso di salto ostacoli - Scudiero capo del Cadre Noir - Direttore della Scuola Nazionale di Equitazione francese). Cavaliere prima sportivo, poi accademico, come vuole l’Autore del presente libro, è certamente è la massima autorità nell’equitazione accademica oggi in Francia.

In questa traduzione è stato utilizzato il vocabolario equestre italiano, nato durante il Rinascimento, esportato in tutta l’Europa1, arricchitosi e adeguatosi ai tempi e agli impieghi nei secoli successivi. Vocabolario desunto da autori dell’Ottocento e del Novecento che fanno testo, tra cui: il conte Federico Mazzucchelli, Stefano Arcellazzi, Enrico Conti, il generale Achille Angelini, il conte Eugenio Martinengo Cesaresco, il maestro Cesare Paderni, il capitano dottor Eduardo Chiari, il generale Alfredo Fè d’Ostiani, il capitano Carlo Giubbilei. E’ stato inoltre tratto dai successivi Regolamenti di esercizi per la Cavalleria, iniziando dal primo regolamento nazionale, pubblicato nel 1861, i quali, fino ai primi del Novecento, comprendevano il lavoro di Scuola. Che il vocabolario equestre abbia origine dal Rinascimento italiano lo afferma, tra gli altri, non un Italiano, ma un autorevole personaggio francese, il generale Alexis François L’Hotte, a pag. 300 dei suoi Souvenirs d’un officier de cavalerie, pubblicati nel 1905: «Nei tempi lontani in cui la cavalleria della Gallia brillava di tutto il suo splendore ed eclissava le altre cavallerie, a Roma, tutti i termini di equitazione erano gallici. Accadde diversamente quando, dopo il rinascimento delle lettere, delle arti e delle scienze, l’arte equestre prese, in Italia, una nuova forma. Le scuole italiane diffusero allora i loro lumi su tutta l’Europa, e, in quell’epoca, certi termini presi in prestito dall’italiano, presero, a loro volta, diritto di cittadinanza nella nostra equitazione e anche nella nostra scherma.» E, poco dopo, aggiunge: «Certe espressioni che essi [Salomon de La Broue e Antoine de Pluvinel, che lavorarono a lungo a Napoli sotto la direzione di Gio: Battista Pignatello, sic in Pirro Antonio Ferraro] riportarono [in Francia] dal paese da cui partiva la luce, si sono perpetuate nel linguaggio dei nostri maneggi. Così è capitato per le seguenti espressioni: ‘volte’ che, in Italia, significa ‘circolo’; ‘passage’ – un tempo si diceva ‘passege’ - espressione tratta dalla parola ‘passeggio’, che vuol dire ‘passeggiata’; ‘capriole’, derivata da capro, nome del capriolo.»
                                                                                                                               
La parola dressage nella lingua francese ha esattamente il significato che la parola addestramento ha nella lingua italiana, sia dal punto di vista lessicale, sia dal punto di vista storico e tecnico, sia – quello che è più importante - in sella, nel montare a cavallo e nell’addestrare un cavallo secondo i principi e i procedimenti sia dell’equitazione classica, sia dell’equitazione sportiva contemporanea. La definizione che ne danno Michel Henriquet e Alain Prevost in Equitation, un art, une passion (1972) è la seguente: «Nel linguaggio equestre, dressage significa abitualmente educare il cavallo alle andature, lavori ed esercizi ai quali lo si destina». I Francesi usano la parola dressage per indicare l’addestramento dell’uomo e di qualsiasi animale, per indicare il lavoro del cavallo accademico, da concorso di salto ostacoli o del cavallo da concorso completo di equitazione, del cavallo genericamente sportivo, del cavallo militare, del cavallo da carrozza o del cavallo che impara ad eseguire le arie alte, la corvetta, la sgroppata, la capriola. Esattamente così come noi usiamo la parola addestramento in italiano. Anzi, la nostra parola è molto più specifica. Significa «l’acquisizione di particolari capacità funzionali mediante l’osservanza di regole prestabilite o suggerite dall’esperienza» (Devoto-Oli). Non esistono nella nostra lingua i significati di «rendere verticale», «l’azione di dresser il filo destinato a fare aghi o spilli» e «l’azione di dresser un cristallo, uno specchio, barre di metallo” come esistono invece nella lingua francese se su un dizionario francese si va a cercare la parola dressage. Lo storico francese Etienne Saurel è molto esplicito in materia. A pag. 209 della sua Histoire de l’équitation (1971) scrive testualmente: «La parola “dressage” dà luogo a confusione tanto variano i suoi significati. Ricopre indistintamente differenze di grado nell’educazione del cavallo e differenze di natura nella sua specializzazione. La si applica dopo l’ammansimento e l’inizio dell’apprendimento degli aiuti fino all’equitazione accademica, sommità dell’arte, passando per il dressage alla guerra, alla caccia, a un qualsiasi lavoro, alle corse, a una quantità di giochi e, in ultima analisi, agli sport equestri. Si addestrano [on dresse] anche cavalli per il circo […]”. E’ evidente che è un errore chiamare l’addestramento dressage. E’ interessare sapere che l’origine della dizione estera ha carattere storico. Deriva, agli inizi del secolo scorso, dalla necessità di differenziare nettamente, dopo l’introduzione e la diffusione in Italia del «Sistema naturale di equitazione», l’addestramento secondo i principi e i procedimenti del lavoro di scuola dall’addestramento secondo i principi e i procedimenti del Sistema naturale. I primi a usare con un certo disdegno la parola dressage, come a voler rimarcare l’utilità, la praticità e la superiorità ai fini dell’impiego militare e sportivo dell’addestramento della nuova scuola italiana nei confronti di quella vecchia, classica, furono proprio i più fedeli e intransigenti allievi del capitano Caprilli, i nostri campioni di salto ostacoli prima e tra le due guerre mondiali nel secolo scorso. Inoltre, siccome le lingue ufficiali della Federazione Equestre Internazionale sono il francese e l’inglese, un tempo più il francese che l’inglese, è più che ovvio che nel «Regolamento dei concorsi di addestramento» della F.E.I., redatto in due sole lingue, il francese e l’inglese, l’addestramento sia chiamato dressage, perché in francese e in inglese il termine italiano addestramento si traduce con il termine dressage. Ma i Tedeschi lo chiamano dressur e gli spagnoli doma.  Il concorso di addestramento in francese si chiama le concours de dressage, in inglese the dressage test, in tedesco Die Dressurprüng, in spagnolo la prueba de doma. Che lo si chiami o che si faccia dressage, dressur, doma o addestramento non si fa altro che addestrare il cavallo. La matematica va dalle operazioni elementari al calcolo infinitesimale. Sempre di matematica si tratta. Non cambia nome. E’ accompagnata da aggettivi che la definiscono nella natura. In sella non cambiano i metodi di trasmissione delle indicazioni o dei comandi degli aiuti del cavaliere, non variano le risposte del cavallo, il cui sistema di comprensione, di trasformazione degli ordini, e di locomozione, è rimasto sempre lo stesso. Non c’è nel cavaliere un sistema di monta diverso. Non c’è un assetto diverso. C’è soltanto una posizione diversa, seduta, con il busto verticale e con gli staffili più lunghi. Nel cavallo non ci sono un passo, un trotto, un galoppo e qualsiasi altro movimento, come meccanismo di funzionamento, diversi. Sono richiesti al cavallo movimenti ottenuti attraverso l’addestramento. Il dressage è l’addestramento. E questo trattato lo conferma. Ogni volta che la si incontra, è sufficiente leggere la parola addestramento in questa traduzione italiana, così come nell’originale francese, e osservare attentamente in quale contesto è posta, per rendersi conto e convenire che l’esatta e fedele traduzione del termine francese dressage non può che essere addestramento. Così dressage in questo testo è tradotto sempre con addestramento. Nel rendere in italiano l’opera del generale Decarpentry non ci sono, al proposito, problemi di traduzione e di chiarezza, perché l’Autore è molto preciso e molto chiaro, com’è suo costume: per indicare quella equitazione e quel lavoro che in Italia sono chiamati erroneamente dressage, scrive «equitazione accademica», «lavoro di scuola», «lavoro accademico» o «equitazione di scuola». Infatti questo libro si intitola Equitation accadémique e non Dressage. L’Autore usa due sole volte, in tutte le 330 pagine del testo originale, il termine dressage nel senso che gli è attribuito in Italia, competizione di addestramento, come completamento del titolo nel frontespizio, Equitation académique. Préparation aux épreuves internationales de dressage, e quando menziona «les épreuves modernes de dressage» nel paragrafo dedicato all’effetto d’insieme. Lo usa sempre e soltanto nel senso di addestramento come processo d’insegnamento che porta al cavallo addestrato. Anzi, ha la necessità di usare il termine dressage accompagnandolo con l’aggettivo supérieur o académique proprio per indicare l’addestramento in vista dell’equitazione accademica.  Scrive, a pag. 114: «L’addestramento in vista dell’equitazione artistica è un insegnamento superiore, al quale una primaria istruzione ben assimilata deve servire di base. E’ dunque necessario definire esattamente gli elementi di questa base e determinare nettamente la natura e i limiti dell’educazione “minima” che il cavallo deve aver acquisito prima dell’inizio di questo secondo addestramento.» Dovremmo tradurre in italiano secondo dressage? A pag. 18 scrive: « Il metodo dell’equitazione accademica in nulla differisce da quello che è impiegato fin dall’inizio della prima parte dell’addestramento, ed è, d’altra parte, il solo di cui l’uomo dispone per “addestrare” qualsiasi animale». Bisognerebbe tradurre il termine francesi con due termini diversi in italiano? Avrebbe bisogno di aggiungere a dressage l’aggettivo supérieur o académique se il termine dressage da solo, in francese, volesse significare di per sé l’addestramento superiore in vista dell’equitazione accademica? Evidentemente no. Perché tratta appunto di una fase superiore dell’addestramento, ma sempre di addestramento, i cui principi fondamentali, applicati fin dalla prima educazione del puledro, non variano. Non cambia parola, come facciamo noi in italiano quando da addestramento, considerato elementare, passiamo a dressage, come se fosse una diversa forma di addestramento. Aggiunge soltanto un aggettivo. E’ molto chiaro anche nella descrizione del lavoro preliminare del cavallo accademico, che deve essere «prima di tutto perfettamente confermato come cavallo sportivo» per mezzo dell’addestramento che si applica a tutti i cavalli che si vogliono rendere obbedienti, confortevoli e sicuri. L’Autore scrive centinaia di volte il termine dressage e soltanto poche volte lo riferisce all’addestramento che si fa oggi nel rettangolo di gara. Ma premette ogni volta competizioni o prove di dressage, appunto di addestramento. Sarebbe sufficiente leggere con attenzione il testo per rendersi conto del falso tecnico di chiamare l’addestramento, definiamolo pure superiore, con il termine francese. E’ addestramento superiore e non dressage. Nel testo francese del generale Decarpentry non c’è dunque possibilità di confusione tra i termini francesi dressage, procedimento d’insegnamento e di preparazione del cavallo, e Dressage, moderna competizione che si svolge nel rettangolo, originata dall’equitazione accademica. Quindi, in italiano, non c’è confusione tra addestramento uguale a lavoro di addestramento e Addestramento uguale a competizione. La D maiuscola di Dressage (per analogia la A di Addestramento) non è usata a caso. E’ impiegata e proposta da diversi autori francesi per distinguere l’addestramento lavoro di insegnamento e di apprendimento dall’Addestramento competizione.

 In conclusione: il termine dressage, nel linguaggio equestre francese, e quindi anche per il generale Decarpentry, ha sempre e soltanto il significato di addestramento, processo di addestramento per ottenere il cavallo addestrato, a diversi livelli di addestramento, che non sono definiti dal termine stesso, ma da aggettivi qualificativi, mentre in Italia il termine dressage ha assunto un significato diverso, un qualcosa di più dell’addestramento generico, una diversa e superiore forma di addestramento basato sui principi dell’equitazione classica o accademica. Questo erroneo significato della parola risale all’inizio del Novecento, al momento cioè dell’affermazione del «Sistema naturale di equitazione», quando i «puristi» caprilliani la usarono in senso dispregiativo, per differenziare nettamente l’addestramento (dressage) secondo i principi e i procedimenti del lavoro di scuola, dall’addestramento secondo i sani principi e i semplici procedimenti del sistema naturale e per rimarcare l’inutilità dei principi del dressage, troppo complicati in confronto a quelli dell’addestramento dell’equitazione secondo il Sistema naturale. E infatti il generale Decarpentry, per indicare il termine dressage nell’accezione erronea italiana, vi aggiunge l’aggettivo superieur o académique per mettere in chiaro che si fa riferimento all’addestramento superiore in vista dell’equitazione accademica.

Detto questo e per gli stessi motivi il dresseur francese è ovviamente l’addestratore italiano. Per l’Autore il dresseur è anche colui che lavora il cavallo alla corda, a mano, tra i pilieri, in italiano addestratore. Secondo i dressagisti il cavaliere è addestratore quando lavora un cavallo sportivo? Diventa invece dresseur (titolo di nobiltà equestre per i provinciali italiani) ovvero «dressagista» (peggio: brutto e ridicolo neologismo, che si sente dire e che si legge, purtroppo, sempre più spesso), quando lavora un cavallo per l’equitazione accademica o per l’equitazione che dal 1929 si pratica in un rettangolo davanti a una giuria? La realtà: il cavaliere che addestra è sempre e soltanto semplicemente addestratore e tale rimane, quale che siano il lavoro che esegue e l’attività equestre che pratica. E’ dresseur in Francia, addestratore in Italia, sia in sella sia lavori alla corda o alla mano, così come il libro ha descritto. E’ sufficiente leggere il testo francese per accertarlo. Il tedesco Reiner Klimke, che ha preso parte al concorso completo di equitazione dell’Olimpiade di Roma 1960 e che è diventato lo specialista ancora oggi con il maggior numero di medaglie nei concorsi di addestramento, non era addestratore nel completo e diventava dresseur o «dressagista», nell’addestramento per la prova nel rettangolo. Era sempre e soltanto un addestratore, lo stesso identico cavaliere, che addestrasse il cavallo per il concorso completo o per una presentazione nel rettangolo di gara.

L’écuyer è definito da François Baucher, nel suo Dictionnaire raisonné d’équitation pubblicato nel 1830, «l’uomo che sa addestrare un cavallo, condurlo con precisione, e rendere conto dei mezzi che gli hanno procurato questi risultati». Aggiunge che «è il professore capace di formare veri uomini di cavalli». I termini escuier (comparso nel 1080), escuyer (1549), écuyer (1701) derivano dal basso latino scutarius che ha il significato di «colui che porta lo scudo» (in francese écu). Solo dal XVII secolo ha preso in Francia il significato di «maestro di equitazione», poi quello di «colui che monta bene a cavallo». Il Littré, dizionario della lingua francese in sette volumi, elenca i seguenti significati per le lingue estere: spagnolo, escudero; portoghese escudeiro; inglese squire, italiano scudiero. Salomon de La Broue intitola la sua opera nel 1602 Le cavalerice françois e non l’escuyer françois, perché, scrive (pag. 10 del primo libro, edizione del 1686), «se la parola escuyer non significasse altra cosa in Francia che buon uomo di cavalli me ne sarei servito. Ma siccome si può adattare a molti altri significati ho trovato più rapido usare una parola straniera, avendo anche avuto il consiglio di alcuni amici molto capaci in quest’arte». I «molti altri significati» sono elencati sul Dictionnaire de la langue française di Emile Littré (1956), sul Dictionnaire de la langue française di Paul Robert (1959), in nove volumi. I significati sono: écuyer de cusine (1393), primo ufficiale della cucina del re o di un principe; écuyer tranchant (1429), colui che taglia la carne; écuyer de bouche (1680), che serve alla tavola de re; écuyer de main, colui che dà la mano a un principe o a una principessa per scendere da una vettura; o semplicemente écuyer, «l’intendente delle scuderie di un principe».  La parola straniera che usa La Broue è appunto cavalerice, derivata dall’italiano cavallerizzo o cavallarizzo. La Broue aveva lavorato cinque anni a Napoli con Giovanbattista Pignatelli. Osserva La Broue, a proposito dei termini che usa nel suo trattato (Le cavalerice françois, 1^ ed., La Rochelle 1593-1594; pag. 10 della 4^ ed., Paris 1646): «Poiché nella lingua francese quest’arte manca di termini appropriati, ho fatto ricorso alla lingua italiana, sia perché i Cavalieri ne fanno un uso più comune, sia anche perché i termini italiani hanno un non so che di più gagliardo, sono più significativi, e possono spiegare il significato con una sola parola, mentre ne occorrerebbero diverse per farlo capire in francese. Nondimeno poiché queste parole e altre dell’arte non sono conosciute da tutti i Francesi, ho voluto sollevarli da questa pena con la seguente interpretazione». Elenca, di seguito, quarantotto parole italiane francesizzate con a fianco la loro spiegazione, così come sono usate nel testo.

Rovesciamento della situazione. Oggi in Italia si fa ricorso alle lingue estere: il governo del cavallo diventa grooming, le gare di stile sono chiamate con la parola inglese equitation, il passeggio è chiamato passage, il piaffo o far ciambella, bellissima antica dizione, è diventato piaffer, i salti di scuola hanno perso il loro nome originale con il quale gli Italiani li hanno fatti conoscere in Europa (la corvetta, «corbetta» la chiama D’Aquino, è chiamata courbette, la capriola cabriole, e via di seguito), lo stesso montare come si monta da secoli in Italia e dopo che gli Italiani hanno insegnato agli Inglesi come si monta a cavallo - si legga al proposito il duca di Newcastle – è definito non «all’italiana», ma «all’inglese». Pur avendo noi il nostro ricco ed esauriente vocabolario. Si tenga conto che nella prima metà del Cinquecento, comunque prima della pubblicazione della propria opera, aveva già insegnato in Francia Claudio Corte, autore de Il cavallarizzo, pubblicato nel 1562. Quindi aveva insegnato in Francia prima che Salomon de La Broue scrivesse il suo trattato, che è il primo dei trattati di equitazione scritti da un Francese. Il termine cavallerizzo ha perso con il tempo il significato nobile che aveva in origine in Italia di maestro di equitazione, di capo dei cavalieri di una scuderia principesca o reale. Molti illustri personaggi hanno portato questo titolo. Ne citiamo solo alcuni: Giovambattista Ferraro, autore Delle razze, disciplina del cavalcare, pubblicato nel 1560 a Napoli, era cavallerizzo di Don Antonio di Aragona; il figlio, Antonio Pirro Ferraro, autore del Cavallo frenato, pubblicato a Venezia nel 1620, era – è scritto sul frontespizio del libro - «cavallerizzo della maestà di Filippo II re di Spagna N.S. nella real cavallerizza di Napoli»; Lorenzino Palmieri, fiorentino, autore delle Perfette regole et modi di cavalcare, Venezia 1625, era «cavallerizzo del Serenissimo Granduca di Toscana»; il barone d’Eisemberg, autore de La Perfezione e i Difetti del Cavallo, Firenze 1753, era «direttore e primo cavallerizzo dell’Accademia di Pisa»; il primo direttore di equitazione della Scuola di Cavalleria italiana a Venaria Reale (il maestro Otto Wagner, 1825-1845) aveva il titolo di cavallerizzo capo; Enrico Conti, autore de L’ippossiade o L’accademico equestre (1823), era «cavallerizzo al reale maneggio di Torino».

Cavallerizzo sarebbe perciò la migliore traduzione di écuyer, nel significato che ha preso dal XVII secolo. Cavallerizzo: «l’uomo di cavalli che riuniva l’esperienza al talento e al sapere», scrive il generale L’Hotte nei suoi ricordi (pag. 301). Ma il significato del termine si è nel tempo alterato ed è arrivato a identificarsi con quello del cavaliere del circo equestre.

Perciò si è scelto di tradurre il termine écuyer con il termine letterale scudiero, come fa il Dizionario della lingua francese di Emile Littré. Termine che d’altra parte usano tra gli altri – brevissimo elenco – :

Claudio Corte ne Il cavallerizzo, alla carta 114 verso del libro terzo (prima edizione, Venezia 1562): «Così credo che sia i Francesi a’ maestri di stalla e cavalcatori buoni dicano Eporedichi [da eporediae, arum, parola gallica, eccellenti domatori di cavalli. Georges-Calonghi, Dizionario della lingua latina, 1950] e scudieri»; 

Pirro Antonio Ferraro a pag. 52 dell’opera citata;

Gio.Valerio Pasquali di Venezia che nel 1799 ha pubblicato una traduzione dell’Ecole de cavalerie di La Guérinière («Scudiere di Sua Maestà Cristianissima») e, nell’introduzione, da pag. 11 a pag. 25, tratta diffusamente dei compiti degli scudieri;

Cesare Paderni nei Cenni storici sulle origini dell’arte equestre (1891), quando ricorda gli scudieri che «si portarono» a Napoli da Bisanzio verso il 1134 (pag. 185), quando menziona Pluvinel, «scudiere di Luigi XIII» (pag. 202), La Guérinière, «primo scudiere di Luigi XIV» (pag. 210), «gli scudieri Baucheriani» (pag. 287);

il capitano dottor Eduardo Chiari, nel suo Trattato di ippologia, volume primo, Torino 1897, a pag. 227, nella quale cita «Baucher, Duthil, Rul, famosi scudieri»;

il generale Carlo Giubbilei, in Caprilli, vita e scritti (1909), che a pag. 261 cita D’Auvergne, «scudiere capo della Reale Scuola militare».

Si tenga conto che la definizione di écuyer scudiero è quella che ne ha dato François Baucher all’inizio di questa nota. E si tenga conto che gli écuyers francesi d’oggi (in particolare gli appartenenti al Cadre Noir di Saumur) non si sentono per niente menomati nel portare un nome che deriva, come il nostro scudiero, dal latino scutarius, guardia del corpo armata di scudo, e da écu, scudo, e che, in francese, come primo e originale significato, ha, per il dizionario, quello di «gentiluomo al servizio di un cavaliere per portare il suo scudo e servirlo» o gli altri significati citati sopra (Littré). E che richiama, come il nostro scudiero, specialmente nel suono, la scuderia (écurie), così detta «perché in origine vi abitava lo scudiero» (Littré, citato – Robert, citato - AA.VV., Dizionario italiano ragionato, Firenze 1988).

Débourrage in francese è la parte iniziale dell’addestramento, che non ha una fase distinta e un nome particolare nella nostra teoria. Ha lo scopo di preparare con l’igiene, l’alimentazione e il lavoro l’intero sviluppo delle forze fisiche del cavallo giovane, di dargli le prime nozioni degli aiuti e di prepararlo alla loro disciplina. Il suo principale obiettivo è di mettere in progressiva condizione il puledro. E’ rappresentato dalle passeggiate sottomano a fianco di un cavallo di età, saggio ed esperto, dal lavoro elementare alla corda, dall’addestramento a portare la sella e il cavaliere, e dai movimenti di base: avanzare, fermare, girare, indietreggiare, primi esercizi di galoppo, esordio all’ostacolo9. E’ stato reso in italiano con l’espressione «la prima parte dell’addestramento» o «parte primaria» o «iniziale» secondo il contesto.

Attitude nei dizionari francesi (Littré, Robert), come primo significato, è «maniera di tenere il corpo». In quelli italiani (Battaglia, Devoto-Oli, Zingarelli, Garzanti, ecc.), attitudine, come primo significato, è la «disposizione innata per certe attività», ma anche, come secondo significato, la «positura della persona, l’atteggiamento». L’autore usa il termine anche riferendolo all’atteggiamento dell’addestratore. Si è scelto di conservare il significato letterale del testo francese, attitudine, equivalente a posizione, postura, atteggiamento.

«Piazzamento» in italiano vuol dire cavallo piazzato sui quattro «arti disposti secondo la direzione naturale degli appiombi» (Chiari), con i bipedi allineati nell’alt. In francese «placement» significa la postura della testa, del collo e più in generale di tutto il corpo che prende il cavallo sul piano orizzontale quando è in mano o quando tale postura è rappresentata da una flessione laterale più o meno pronunciata per l’esecuzione di determinati movimenti, per esempio i movimenti su due piste, il galoppo rovescio, le piroette o i cambiamenti di piede. I termini francesi «placement» e «placé» sono stati perciò tradotti, tenendo conto del contesto, con i termini «postura» («positura» scrivono gli autori antichi italiani, per esempio Paolo D’Aquino, Disciplina del cavallo con l’uso del piliere, 1636), «flessione» o «piego laterale» o «diretto» e «messo», tenuto conto che «il termine indica anche la disposizione di una parte del cavallo, particolarmente dell’incollatura e della testa» (Henriquet-Prevost). Mai «piazzamento» o «piazzato». L’Autore stesso usa spesso il termine position al posto del termine placement. D’altra parte è linguaggio equestre italiano corrente definire «messo» e «ben messo» il cavallo con un particolare o un corretto portamento del collo e della testa o di tutto il corpo e «mettere» e «metter bene» l’azione, così come i Francesi dicono «bien placé» o «bien mis».

Souple riferito ad articolazioni, a movimenti, a muscoli è stato tradotto con «sciolto» o «flessibile» secondo il contesto. Souplesse è dunque tradotto con scioltezza o flessibilità. Riferito a movimenti ridotti, come quelli della bocca e della lingua del cavallo, o prodotti dal cavallo nel cavaliere, souple è stato tradotto con «morbido». Così pure è stato tradotto con morbido se riferito all’assetto e in particolare agli aiuti superiori del cavaliere. La «souplesse» di una parte del corpo del cavallo è resa con «morbidezza» o «flessibilità», per esempio «la morbidezza della parte anteriore», intesa come incollatura, attaccatura della testa, bocca. Morbido nel senso che non resiste, che cede facilmente di quanto richiesto dal cavaliere. Gli «assouplissement», riferiti a tutto il corpo o a una sua parte interessata alla locomozione, sono stati resi con «esercizi di scioltezza».

Enrênement, non esistendo termine analogo nel linguaggio equestre italiano, è stato tradotto con il termine, del dizionario italiano, «imbrigliamento», termine usato dagli antichi (si veda il titolo del trattato del Fiaschi, 1556, Trattato dell’imbrigliare, …), non potendosi tradurre il termine letteralmente con l’inesistente «inredinamento» e non essendoci una perifrasi concisa sostitutiva.

Avant-main e arrière-main, avanmano e retromano, per significare la parte del corpo del cavallo che sta davanti o dietro la mano del cavaliere, non sono termini usati nel linguaggio equestre italiano. Le due parole composte sono state tradotte con le espressioni «treno anteriore» e «treno posteriore», traendole dall’ippologia e da autori italiani che fanno testo (per esempio Federigo Mazzucchelli). Rappresentano comunque bene ciò che sta davanti e dietro il cavaliere in sella e non falsano assolutamente il pensiero dell’Autore. Tanto più che nella lingua equestre francese gli stessi termini sono usati in ippologia per definire la parte anteriore e posteriore del corpo del cavallo.

L’extérieur, cheval d’extérieur: la traduzione letterale sarebbe «ciò che è all’esterno», il di fuori, quindi «cavallo da fuori» (inteso fuori del maneggio, dove si svolgeva e si svolge ancora, inizialmente e generalmente, l’insegnamento e l’apprendimento dell’equitazione accademica), il cavallo non accademico. I cavalieri militari e scrittori (che facevano testo, come per esempio il generale L’Hotte) intendevano per «cheval d’extérieur» il cavallo di servizio, di campagna, per il quale erano escluse le andature riunite. Oggi, per estensione, diventa cavallo da campagna o sportivo. L’équitation d’extérieur francese è l’equitazione sportiva o l’equitazione di campagna, l’equitazione che si fa all’aperto, compreso il concorso completo e il concorso di salto ostacoli. I Francesi, infatti, traducono il nostro «cavallo di campagna» e la nostra «equitazione di campagna» con «cheval d’extérieur» ed «équitation d’extérieur». Per chiarezza e semplicità si è scelto di tradurre ciò che riguarda l’«extérieur», termine che ricorre frequentemente nel testo, con «fuori» o «all’aperto» se riferito a luogo, e con «sportivo» o «di campagna» oppure «non accademico» se riferito al cavallo, in contrapposizione ad «accademico», anche se, come dirà l’Autore, prima di diventare accademico, il cavallo deve essere un buon cavallo sportivo confermato, un buon cavallo «d’extérieur».

Engagement è l’avanzamento (letteralmente l’introduzione) più marcato, più pronunciato degli arti posteriori o di un arto posteriore sotto il corpo del cavallo. E’ stato tradotto con i termini «impegno» e «avanzamento più pronunciato», secondo il contesto, mai con l’abusato «ingaggio» (i cui significati nella lingua italiana sono: «assunzione mediante stipulazione di un contratto» e «ingaggiare battaglia»).

«Se livrer» equivale, per il cavallo, a consegnarsi, abbandonarsi, affidarsi, darsi generosamente, senza riserve, al cavaliere per e durante l’esecuzione di qualsiasi movimento. Il verbo è stato reso, in genere, con «darsi». «affidarsi», secondo il contesto.

«Ramener», che letteralmente vorrebbe dire «riportare» la testa verso il corpo, dizione criticata dagli stessi Francesi, perché induce a ritenere che la testa viene «tirata» indietro, è stato tradotto secondo la tradizione della nostra letteratura equestre: «piego diretto». «Piegare» e «piegato» scrive Mazzucchelli negli Elementi di cavallerizza (1802).
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 23, 2014, 02:33:42 am
La parola dressage nella lingua francese ha esattamente il significato che la parola addestramento ha nella lingua italiana, sia dal punto di vista lessicale, sia dal punto di vista storico e tecnico, sia – quello che è più importante - in sella, nel montare a cavallo e nell’addestrare un cavallo secondo i principi e i procedimenti sia dell’equitazione classica, sia dell’equitazione sportiva contemporanea. La definizione che ne danno Michel Henriquet e Alain Prevost in Equitation, un art, une passion (1972) è la seguente: «Nel linguaggio equestre, dressage significa abitualmente educare il cavallo alle andature, lavori ed esercizi ai quali lo si destina». I Francesi usano la parola dressage per indicare l’addestramento dell’uomo e di qualsiasi animale, per indicare il lavoro del cavallo accademico, da concorso di salto ostacoli o del cavallo da concorso completo di equitazione, del cavallo genericamente sportivo, del cavallo militare, del cavallo da carrozza o del cavallo che impara ad eseguire le arie alte, la corvetta, la sgroppata, la capriola. Esattamente così come noi usiamo la parola addestramento in italiano. Anzi, la nostra parola è molto più specifica. Significa «l’acquisizione di particolari capacità funzionali mediante l’osservanza di regole prestabilite o suggerite dall’esperienza» (Devoto-Oli). Non esistono nella nostra lingua i significati di «rendere verticale», «l’azione di dresser il filo destinato a fare aghi o spilli» e «l’azione di dresser un cristallo, uno specchio, barre di metallo” come esistono invece nella lingua francese se su un dizionario francese si va a cercare la parola dressage. Lo storico francese Etienne Saurel è molto esplicito in materia. A pag. 209 della sua Histoire de l’équitation (1971) scrive testualmente: «La parola “dressage” dà luogo a confusione tanto variano i suoi significati. Ricopre indistintamente differenze di grado nell’educazione del cavallo e differenze di natura nella sua specializzazione. La si applica dopo l’ammansimento e l’inizio dell’apprendimento degli aiuti fino all’equitazione accademica, sommità dell’arte, passando per il dressage alla guerra, alla caccia, a un qualsiasi lavoro, alle corse, a una quantità di giochi e, in ultima analisi, agli sport equestri. Si addestrano [on dresse] anche cavalli per il circo […]”. E’ evidente che è un errore chiamare l’addestramento dressage. E’ interessare sapere che l’origine della dizione estera ha carattere storico. Deriva, agli inizi del secolo scorso, dalla necessità di differenziare nettamente, dopo l’introduzione e la diffusione in Italia del «Sistema naturale di equitazione», l’addestramento secondo i principi e i procedimenti del lavoro di scuola dall’addestramento secondo i principi e i procedimenti del Sistema naturale. I primi a usare con un certo disdegno la parola dressage, come a voler rimarcare l’utilità, la praticità e la superiorità ai fini dell’impiego militare e sportivo dell’addestramento della nuova scuola italiana nei confronti di quella vecchia, classica, furono proprio i più fedeli e intransigenti allievi del capitano Caprilli, i nostri campioni di salto ostacoli prima e tra le due guerre mondiali nel secolo scorso. Inoltre, siccome le lingue ufficiali della Federazione Equestre Internazionale sono il francese e l’inglese, un tempo più il francese che l’inglese, è più che ovvio che nel «Regolamento dei concorsi di addestramento» della F.E.I., redatto in due sole lingue, il francese e l’inglese, l’addestramento sia chiamato dressage, perché in francese e in inglese il termine italiano addestramento si traduce con il termine dressage. Ma i Tedeschi lo chiamano dressur e gli spagnoli doma.  Il concorso di addestramento in francese si chiama le concours de dressage, in inglese the dressage test, in tedesco Die Dressurprüng, in spagnolo la prueba de doma. Che lo si chiami o che si faccia dressage, dressur, doma o addestramento non si fa altro che addestrare il cavallo. La matematica va dalle operazioni elementari al calcolo infinitesimale. Sempre di matematica si tratta. Non cambia nome. E’ accompagnata da aggettivi che la definiscono nella natura. In sella non cambiano i metodi di trasmissione delle indicazioni o dei comandi degli aiuti del cavaliere, non variano le risposte del cavallo, il cui sistema di comprensione, di trasformazione degli ordini, e di locomozione, è rimasto sempre lo stesso. Non c’è nel cavaliere un sistema di monta diverso. Non c’è un assetto diverso. C’è soltanto una posizione diversa, seduta, con il busto verticale e con gli staffili più lunghi. Nel cavallo non ci sono un passo, un trotto, un galoppo e qualsiasi altro movimento, come meccanismo di funzionamento, diversi. Sono richiesti al cavallo movimenti ottenuti attraverso l’addestramento. Il dressage è l’addestramento. E questo trattato lo conferma. Ogni volta che la si incontra, è sufficiente leggere la parola addestramento in questa traduzione italiana, così come nell’originale francese, e osservare attentamente in quale contesto è posta, per rendersi conto e convenire che l’esatta e fedele traduzione del termine francese dressage non può che essere addestramento. Così dressage in questo testo è tradotto sempre con addestramento. Nel rendere in italiano l’opera del generale Decarpentry non ci sono, al proposito, problemi di traduzione e di chiarezza, perché l’Autore è molto preciso e molto chiaro, com’è suo costume: per indicare quella equitazione e quel lavoro che in Italia sono chiamati erroneamente dressage, scrive «equitazione accademica», «lavoro di scuola», «lavoro accademico» o «equitazione di scuola». Infatti questo libro si intitola Equitation accadémique e non Dressage. L’Autore usa due sole volte, in tutte le 330 pagine del testo originale, il termine dressage nel senso che gli è attribuito in Italia, competizione di addestramento, come completamento del titolo nel frontespizio, Equitation académique. Préparation aux épreuves internationales de dressage, e quando menziona «les épreuves modernes de dressage» nel paragrafo dedicato all’effetto d’insieme. Lo usa sempre e soltanto nel senso di addestramento come processo d’insegnamento che porta al cavallo addestrato. Anzi, ha la necessità di usare il termine dressage accompagnandolo con l’aggettivo supérieur o académique proprio per indicare l’addestramento in vista dell’equitazione accademica.  Scrive, a pag. 114: «L’addestramento in vista dell’equitazione artistica è un insegnamento superiore, al quale una primaria istruzione ben assimilata deve servire di base. E’ dunque necessario definire esattamente gli elementi di questa base e determinare nettamente la natura e i limiti dell’educazione “minima” che il cavallo deve aver acquisito prima dell’inizio di questo secondo addestramento.» Dovremmo tradurre in italiano secondo dressage? A pag. 18 scrive: « Il metodo dell’equitazione accademica in nulla differisce da quello che è impiegato fin dall’inizio della prima parte dell’addestramento, ed è, d’altra parte, il solo di cui l’uomo dispone per “addestrare” qualsiasi animale». Bisognerebbe tradurre il termine francesi con due termini diversi in italiano? Avrebbe bisogno di aggiungere a dressage l’aggettivo supérieur o académique se il termine dressage da solo, in francese, volesse significare di per sé l’addestramento superiore in vista dell’equitazione accademica? Evidentemente no. Perché tratta appunto di una fase superiore dell’addestramento, ma sempre di addestramento, i cui principi fondamentali, applicati fin dalla prima educazione del puledro, non variano. Non cambia parola, come facciamo noi in italiano quando da addestramento, considerato elementare, passiamo a dressage, come se fosse una diversa forma di addestramento. Aggiunge soltanto un aggettivo. E’ molto chiaro anche nella descrizione del lavoro preliminare del cavallo accademico, che deve essere «prima di tutto perfettamente confermato come cavallo sportivo» per mezzo dell’addestramento che si applica a tutti i cavalli che si vogliono rendere obbedienti, confortevoli e sicuri. L’Autore scrive centinaia di volte il termine dressage e soltanto poche volte lo riferisce all’addestramento che si fa oggi nel rettangolo di gara. Ma premette ogni volta competizioni o prove di dressage, appunto di addestramento. Sarebbe sufficiente leggere con attenzione il testo per rendersi conto del falso tecnico di chiamare l’addestramento, definiamolo pure superiore, con il termine francese. E’ addestramento superiore e non dressage. Nel testo francese del generale Decarpentry non c’è dunque possibilità di confusione tra i termini francesi dressage, procedimento d’insegnamento e di preparazione del cavallo, e Dressage, moderna competizione che si svolge nel rettangolo, originata dall’equitazione accademica. Quindi, in italiano, non c’è confusione tra addestramento uguale a lavoro di addestramento e Addestramento uguale a competizione. La D maiuscola di Dressage (per analogia la A di Addestramento) non è usata a caso. E’ impiegata e proposta da diversi autori francesi per distinguere l’addestramento lavoro di insegnamento e di apprendimento dall’Addestramento competizione.

 In conclusione: il termine dressage, nel linguaggio equestre francese, e quindi anche per il generale Decarpentry, ha sempre e soltanto il significato di addestramento, processo di addestramento per ottenere il cavallo addestrato, a diversi livelli di addestramento, che non sono definiti dal termine stesso, ma da aggettivi qualificativi, mentre in Italia il termine dressage ha assunto un significato diverso, un qualcosa di più dell’addestramento generico, una diversa e superiore forma di addestramento basato sui principi dell’equitazione classica o accademica. Questo erroneo significato della parola risale all’inizio del Novecento, al momento cioè dell’affermazione del «Sistema naturale di equitazione», quando i «puristi» caprilliani la usarono in senso dispregiativo, per differenziare nettamente l’addestramento (dressage) secondo i principi e i procedimenti del lavoro di scuola, dall’addestramento secondo i sani principi e i semplici procedimenti del sistema naturale e per rimarcare l’inutilità dei principi del dressage, troppo complicati in confronto a quelli dell’addestramento dell’equitazione secondo il Sistema naturale. E infatti il generale Decarpentry, per indicare il termine dressage nell’accezione erronea italiana, vi aggiunge l’aggettivo superieur o académique per mettere in chiaro che si fa riferimento all’addestramento superiore in vista dell’equitazione accademica.


Il povero Colonello ha fatto un terrribile sforzo per farci capire perché in itagliano bisogna dire: prova di addestramento o Addestramento al posto di Dressage per indicare la competizione di dressage... appunto.

Ebbene, mettete in moto gugl con la parola dressage e vedete cosa viene fuori, perfino la fise così si pronuncia: Federazione Italiana Sport Equestri - Dressage.
Poi mettete: addestramento, ci trovate di tutto, dai cani, ai militari, alle arti marziali, ai conigli, di cavalli fino alla pag 7 (mi son fermato) non se ne parla, tantomeno di "dressage".

Purtroppo, non si può andare controcorrente se non per sollazzo personale... masiii mettiamoci piaffo e spasseggio e pallottata ma senza insistere troppo, perché altrimenti si rischia di essere pedanti.

Io - ad esempio - so perfettamente di esser pedante quando ripeto: si dice governo del cavallo non gestione del lallo, bah !
Ormai la traduzione sbagliata di management si è imposta... cosa ci possiamo fare?

Nelle mie traduzioni da igniorante, per puro sollazzo - ogni tanto - rendo dressage con maneggio: lemma bello ed elegante e perfettamente calzante del quale  i franzose - come al solito - si appropriarono ai tempi del Pluvinello, infatti ecco il primo significato di manege in un antico ditionario:

Le Littré (1880)

MANÉGE (s. m.)[ma-nè-j' ; on prononce ainsi, malgré l'accent aigu que met l'Académie]
1. Exercice qu'on fait faire au cheval pour le dresser. Cheval de manége.
Art de dompter, de discipliner, d'instruire les chevaux.
Toutes les connaissances relatives au cheval.
Manége de guerre, se dit d'un galop inégal pendant lequel le cheval change aisément de main. Manége par haut, manière de dresser les sauteurs, par courbettes, par croupades, etc. qui s'appellent airs relevés.

Sarebbe belllissimo che in Itaglia si dicesse - usando un perfetto italiano - Prova di Maneggio  per indicare il Dressage alle Olimpiadi, ma il solo penzarlo è pura utopia.

Dalla mia solita3cani:

maneggiare: In equitazione, addestrare i cavalli alle varie andature o alle arie di alta scuola.

maneggio:
a. In equitazione, insieme di esercizî con cui si addestra un cavallo alle varie andature o alle arie di alta scuola: scuola di m.; cavallo di (o da) maneggio.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 23, 2014, 09:47:44 am
Detto questo e per gli stessi motivi il dresseur francese è ovviamente l’addestratore italiano. Per l’Autore il dresseur è anche colui che lavora il cavallo alla corda, a mano, tra i pilieri, in italiano addestratore. Secondo i dressagisti il cavaliere è addestratore quando lavora un cavallo sportivo? Diventa invece dresseur (titolo di nobiltà equestre per i provinciali italiani) ovvero «dressagista» (peggio: brutto e ridicolo neologismo, che si sente dire e che si legge, purtroppo, sempre più spesso), quando lavora un cavallo per l’equitazione accademica o per l’equitazione che dal 1929 si pratica in un rettangolo davanti a una giuria? La realtà: il cavaliere che addestra è sempre e soltanto semplicemente addestratore e tale rimane, quale che siano il lavoro che esegue e l’attività equestre che pratica. E’ dresseur in Francia, addestratore in Italia, sia in sella sia lavori alla corda o alla mano, così come il libro ha descritto. E’ sufficiente leggere il testo francese per accertarlo. Il tedesco Reiner Klimke, che ha preso parte al concorso completo di equitazione dell’Olimpiade di Roma 1960 e che è diventato lo specialista ancora oggi con il maggior numero di medaglie nei concorsi di addestramento, non era addestratore nel completo e diventava dresseur o «dressagista», nell’addestramento per la prova nel rettangolo. Era sempre e soltanto un addestratore, lo stesso identico cavaliere, che addestrasse il cavallo per il concorso completo o per una presentazione nel rettangolo di gara.

Il ragionamento di Angioni non fa una piega se non per il fatto che - in Itaglia - non esistono veri addestratori ma una marea di istruttori zompazompa - gambegambe; si è persa, meglio, si è lasciata/si è snobbata/si è sacrificata la tradizione del dressage sull'altare del caprillismo e dell'equitatione naturale; se una ragassa mi dicesse: voglio fare dressage ad alto livello, le direi: trasferisciti una diecina d'anni in Germania o in Olanda, poi si vedrà.

In 80anni, mai una squadra di dressage itagliana è stata presentata a livello olimpico, e si grida al "miracolo" perché una ragassa itagliana arriva ultima nella finale olimpica delle Prova di Maneggio a Londra.

Non ci conzola il fatto che quelli uestern fanno addestramento anche perché i loro addestratori - credo - si chiamino trainers.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 24, 2014, 04:17:44 am
A riprova di quanto sopra leggete questo periodo:

... Il tedesco Reiner Klimke, che ha preso parte al concorso completo di equitazione dell’Olimpiade di Roma 1960 e che è diventato lo specialista ancora oggi con il maggior numero di medaglie nei concorsi di addestramento...

bene, anche se ignoro tante cose, conosco perfettamente Klimke, ma rimango un cicinin interdetto quando leggo: lo specialista ancora oggi con il maggior numero di medaglie nei concorsi di addestramento...ma cosa sono i concorsi di addestramento? Una "invenzione" di Angioni.

Il dressage è nato con questo nome tal quale: tennis, basket, polo, rugby, volley, baseball, cricket ecc. ecc. questi sport o giuochi sono conosciuti universalmente coi loro nomi di origine, alcuni possono avere una denominazione/una traduzione itagliana altri no: basket - pallacanestro; volley - pallavolo...OK ma tennis? Rugby? Baseball?

Durante il fascismo (io aborro il fascismo, ma per qualcuno fu un epoca di "splendore") si tentò una itaglianizzazione di tutti i lemmi e nomi e cognomi stranieri con risultati ridicoli: il cachet divenne cialdino; il bar - mescita; cocktail - bevanda arlecchina; whisky - acquavite; Rascel - Rascele: Osiris - Osiri... ma ecco per il vostro sollazzo un copiaincolla sull'argomento:
Alcool – alcole
Bouvette – mescita
Boy-scout – giovane esploratore
Buffet – rinfresco o tavola fredda
Champagne – sciampagna
Cognac – arzente
Cotillons – cotiglioni
Croissant – bomboloni
Flirt – amoretto
Gangster – malfattore
Garage – rimessa
Garçonnièr – giovanottiera
Ouverture – overtura
Papillon – cravattino
Parquet – tassellato
Pied-à-terre – fuggicasa
Plaid – scialle da viaggio
Playboy – vitaiolo
Pullman – torpedone o autocorriera
Pullover – maglione o farsetto
Sandwich – tramezzino
Smoking – giacchetta da sera
Soubrette – brillante
Tennis – pallacorda
WC – sciacquone
Whisky – acquavite o spirito d’avena
Zar o zarina – cesare o cesarina
Buenos Aires – Buonaria
Churchill – Ciorcil
Louis Armstrong – Luigi Braccioforte
Washington – Vosintone (!!!!!!!)

Come sappiamo il tentativo fallì miseramente sul nascere ma - oggi - assistiamo al fenomeno opposto, adottiamo a passo di carica qualsiasi ***ta straniera pur avendo dei perfetti corrispettivi itagliani: question taim, spendingreviù, cekin, gossip, luk, nius, sciopping...

Il simpatico tentatvo di Angioni è destinato a fallire, anche se fosse imposto per legge Prova di Addestramento, la ggente continuerà a dire Dressage... scommettiamo?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 25, 2014, 04:09:03 am
Questo erroneo significato della parola risale all’inizio del Novecento, al momento cioè dell’affermazione del «Sistema naturale di equitazione», quando i «puristi» caprilliani la usarono in senso dispregiativo, per differenziare nettamente l’addestramento (dressage) secondo i principi e i procedimenti del lavoro di scuola, dall’addestramento secondo i sani principi e i semplici procedimenti del sistema naturale e per rimarcare l’inutilità dei principi del dressage, troppo complicati in confronto a quelli dell’addestramento dell’equitazione secondo il Sistema naturale.

Questa è una vera chicca!

Quel madornale errore di nascita - rimarcare l’inutilità dei principi del dressage, troppo complicati in confronto a quelli dell’addestramento dell’equitazione secondo il Sistema naturale - è la causa principale della assoluta marginalità dell'Italia negli sport equestri e spiega mirabilmente perché - in Itaglia - il dressage è stato ignorato/è ignorato, perché - in Itaglia - l'Equitazione Accademica non è praticata da oltre 100anni, perché - in Itaglia - la cultura equestre classica è sepolta da cumuli di polvere.

Il gentile Colonnello ci mostra la stanza del delitto ma "dimentica" di fare i nomi degli assassini.


Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Agosto 25, 2014, 03:40:42 pm
Interessante.
Non ce l'ho fatta a leggere tutto il maloppo ma la teoria sull'erroneo significato della parola è del Colonnello o di altri ?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 26, 2014, 12:18:31 am
Credo sia farina del sacco del Colonnello, Angioni ha fatto uno sforzo immane per dire che dressage in itagliano si traduce con addestramento.

Come che sia il Dressage si chiama così a livello internazionale tal quale: tennis, ping pong, golf, whirpool ecc. ecc.

Bisogna che il Nostro se ne faccia una ragione, la terminologia del Dressage - benché copiata dell'italiano antico - è francese ed è riconosciuta e usata a livello mondiale:  punto.

Se si parla di equitazione classica (che non è dressage) allora i termini italiani antigui - che nella pratica si sono estinti/li hanno fatti estinguere - ci stanno tutti, ma a quel punto non si può usare "addestramento" - parola nata nel novecento - ma "maneggio", termine usato antiguamente dai franzosi: maneige lemma arcaico che sta per manege che - come al solito - deriva dall'italiano maneggio... non per niente Pluvinello nomò il suo tomo: Maneige Royal ma nella versione del 1625 apparve sotto altro titolo: L'instruction du Roy en l'exercice de Monter a cheval di Messere Antoine de Pluvinell.

Repetita juvat:

Le Littré (1880)

MANÉGE (s. m.)[ma-nè-j' ; on prononce ainsi, malgré l'accent aigu que met l'Académie]
1. Exercice qu'on fait faire au cheval pour le dresser. Cheval de manége.
Art de dompter, de discipliner, d'instruire les chevaux.
Toutes les connaissances relatives au cheval.
Manége de guerre, se dit d'un galop inégal pendant lequel le cheval change aisément de main. Manége par haut, manière de dresser les sauteurs, par courbettes, par croupades, etc. qui s'appellent airs relevés.


Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 26, 2014, 03:05:26 pm
Il gentile Angioni cerca di fare una operazione di recupero nazionalpatriotticocavallino, bisogna dirgli che il linguaggio segue la cultura, e non vice e versa, gli esempi sono millanta.

Quello più calzante è la cultura musicale sviluppatasi in Italia presso e a poco allo stesso tempo del Grisone e - al contrario dell'arte equestre - coltivata fino ai giorni nostri, pertanto - in tutto il mondo -  si usano, in ambiente musicale, le itaglianissime parole: opera, orchestra, minuetto, allegro, andante, contrappunto, sinfonia. piano, sonata ecc. ecc. o la versione storpiata di queste.

Troppo tardi Colonnello, se i francesi avessero adottato il repellone chiamandolo repellon  :icon_eek: la parola - nella versione franzosa - sarebbe sopravvissuta, invece è morta e sepolta in itagliano come in franzose come tantissime altre della traditione equestre itagliana: chiappone, stroppa, ginetto, mezzafregna, zagarella...

Basterebbe fare questa prova: dite piaffer ad un cavagliere medio itagliano, è assai probabile che indichi il movimento che anticamente si chiamava piaffo (passo a piè fermo), e poi ditegli: far ciambella certamente - se non ha una conoscenza classica - rimarra interdetto... assai interdetto!
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Agosto 26, 2014, 04:30:01 pm
A me un tizio aveva chiesto se quello che avevo era uno di quei cavalli che facevano il Fiapper...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 27, 2014, 04:18:52 am
Fiapper... bellissimo,  :horse-wink: ma forca futtana, ma com'è che in Itaglia non sia salvata neanche una nicchia, una enclave dove si trasmettere la tradizione equestre artistica?

Effure Cesare Paderni era un ottimo cavallerizzo, la sua rifresa dei morelli fare che pacesse mirabilie ed era pamosa in tutta Europa, ora, oltre la Francia, anche la Germania, l'Austria, la Spagna, il Portogallo, la Russia, hanno conservato l'equitazione artistica e di conseguenza hanno avuto accesso pacilmente al dressage.

La Gran Bretagna pece la scielta di abbandonare il "dressage" già nel 600, ma inventò la monta inglese (la monta sfortiva) e creò quella maraviglia che è il PSI, noi - nello stesso tempo - abbiamo distrutto le razze  napolitano e del persano.

Questo mi obbliga a tornare un attimino  :icon_eek: alla lodevole traduzione di Angioni de:
Equitazione Accademica e Alta Scuola -  Generale Albert Decarpentry

Ecco un fasso da lui tradotto che conporta quello che ho affena scritto:

Dopo Newcastle, l'Inghilterra abbandonò foco per volta l'Equitazione accademica per l'equitazione sportiva e due fonti irradiarono...

Ebbene, fare che secondo qualcuno, esiste la: Monta italiana e Salto Ostacoli Erroneamente chiamata Monta Inglese

Nella perfida Albione nacquero - dal seicento in poi - tutte le competitoni equestri, escluso il dressage, iffica comfresa, sella inglese comfresa, cavalli sportivi comfresi, abbigliamento comfreso, terminologia comfresa, e, lovviamente anche il salto ostacoli comfreso... dov'è l'errore nel chiamare inglese tutto ciò?

Solo Iddiolosa!  :horse-wink:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 28, 2014, 03:38:46 am
NOTE DEL TRADUTTORE
(Generale Decarpentry, Equitazione accademica, Henry Neveu 1949)

Trattandosi dell’opera capitale del Novecento riferita all’equitazione accademica, per assicurare la massima fedeltà al testo originale, la traduzione è stata rivista con il generale Pierre Durand (Olimpiade di Roma 1960 nel Concorso completo di equitazione - Olimpiade di Monaco nel Concorso di salto ostacoli - Scudiero capo del Cadre Noir - Direttore della Scuola Nazionale di Equitazione francese). Cavaliere prima sportivo, poi accademico, come vuole l’Autore del presente libro, è certamente è la massima autorità nell’equitazione accademica oggi in Francia.


               ____________________________________________________________

Tutto giusto, ebbi il piacere di ammirare l'allora colonnello Durand in sella a Mysotis, nella inaugurazione del nuovo maneggio coperto a Saumur, ricordo perfectamente il suo eeehhhhppp per dare il via ai salti di squola e il morbido pas d'Aure di Mysotis in testa alla ripresa dei cavallerizzi.

Naturalmente ho letto Equitation Academique, e sarebbe cosa buona et giusta pubblicarlo in itagliano, il fatto che l'abbia supervisionato il generale Durand mi conforta moltissimo, anche perché il buon Colonnello, allora capitano, così tradusse l'attuale generale Durand:

...mi felicito con il capitano Paolo Angioni per la sua opera di traduzione che è al servizio dell’unità equestre nel mondo. :icon_eek:

Saumur, 17 Aprile 1978         Tenente Colonnello Pierre Durand
 
                                        33° Ėcuyer in capo del Cadre Noir

Questa è la conclusione della bellissima lettera di compiacimento del T.C. Durand alla traduzione di Angioni del 78 di: Questioni Equestri.

Se Durand - allora - avesse supervisionato la traduzione di Angiomi della sua lettera, certamente avrebbe corretto l'errorino, perché basta spostare una parolina e la frase diventa itagliano normale:

...mi felicito con il capitano Paolo Angioni per la sua opera di traduzione che è al servizio dell’unità del mondo equestre. Così avrebbe correcto Durand... ammesso che Durand sappia bene l'itagliano.  :icon_rolleyes:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Agosto 28, 2014, 08:54:10 am
Durand fu anche quello che, nel corso del suo mandato, ammise Karl a Saumur.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 28, 2014, 02:36:49 pm
Già, però quando arrivò Cadre come Cavallerizzo Maggiore al Cadre Noir, Karl ebbe a che fare con un vero militare che - ligio ai regolamenti - cercò di cacciare a calci in culo Pippo e Odin...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Agosto 29, 2014, 12:10:16 am
Come in ogni cosa, è sempre la convenienza che regola gli avvenimenti. Karl era "il diverso" e sappiamo l'ottusità militare essere sempre la stessa in ogni epoca. Alla fine è sempre solo una questione politica.

Ammesso a far parte dell'elite nonostante le sue "stravaganze" grazie alle idee e alla protezione di Durand, ne esce molti anni dopo per via delle idee più rigide di Carde. Ma del resto ormai, Pippo aveva avuto la sua fama e Carde aveva avuto modo di liberarsi di un personaggio scomodo.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 29, 2014, 02:08:38 am
La Politica è l'arte di governare, di fare delle scelte, Durand fu un "politico progressista", credo si debba a lui l'entrata al Cadre Noir delle ragasse, comunque, progressista o meno che fosse era/è un uomo intelligente capì che i tempi erano maturi per quella operazione, se si fosse opposto avrebbe solo ritardato l'inevitabile e avrebbe "perso punti".

Pippo - oltre che un grande cavallerizzo - deve essere un "gran figlio di bonfemme", infatti, quando sentì le vent du boulet si ingegnò a battere lo Scudiero in Capo  :icon_eek: sul suo stesso terreno: formalismo, regolamento e disciplina.

La presa per il... naso di Cadre è un piccolo capolavoro di furbizia degno di uno scugnizzo napolitano.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: max - Agosto 29, 2014, 10:31:48 am
Già, comunque, se uno va a vedere, Pippo e Odin han resistito per un bel po'!
A ben vedere Durand ammise Pippo in qualità di direttore essendo finito il suo mandato come Ecuyer en Chef, ma anche il nuovo Ecuyer Beauregard aveva per lui un occhio di riguardo.

Cronologia degli Ecuyer en Chef:
1975 - 1984 : Colonel Pierre Durand
1984 - 1991 : Colonel François de Beauregard
1991 - 1999 : Colonel Christian Carde
2000 - 2006 : Colonel Loïc de la Porte du Theil

Cronologia di Pippo e Odin:
1984 - Pippo pubblica un articolo su una rivista equestre, viene notato da Durand e viene così invitato a tenere una conferenza a Saumur
1985 - Pippo e Odin entrano a Saumur grazie a Durand e Beauregard
1987 - Odin diventa nel frattempo di proprietà del maneggio
1998 - Pippo lascia Saumur evidentemente a causa di crescenti angherie
1999 - Odin, che era di proprietà del maneggio, riesce a lasciare Saumur solo grazie agli interventi di du Theil
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 29, 2014, 06:35:09 pm
Secondo me Karl, si può annoverare senz'altro tra i Grandi Cavallerizzi, lessi "Una Certa Idea di Dressage" libro oggi introvabile; a causa di un prestito inopportuno, mi è rimasta solo la copia in francese, è un testo - oltre che didattico - anche annedotico, dunque, si legge facilmente ed è molto divertente.

Forse si è capito, a me piacciono quelli fuori dagli schemi - non per niente con Tom Bass fu "amore" a prima vista -  "odio" gli intruppati, le divise, i bolli.

Appena finisco Fillis et Oliveira tocca a lui... se qualcuno vorrà collaborare, anzi, se qualcuno vorrà che collabori con lui, per il pubblico pagante sarà molto meglio.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 30, 2014, 10:23:18 pm
Bene, dopo dressage, il gentile Colonnello affronta la parola ecuyer:
L’écuyer è definito da François Baucher, nel suo Dictionnaire raisonné d’équitation pubblicato nel 1830, «l’uomo che sa addestrare un cavallo, condurlo con precisione, e rendere conto dei mezzi che gli hanno procurato questi risultati». Aggiunge che «è il professore capace di formare veri uomini di cavalli». I termini escuier (comparso nel 1080), escuyer (1549), écuyer (1701) derivano dal basso latino scutarius che ha il significato di «colui che porta lo scudo» (in francese écu). Solo dal XVII secolo ha preso in Francia il significato di «maestro di equitazione», poi quello di «colui che monta bene a cavallo». Il Littré, dizionario della lingua francese in sette volumi, elenca i seguenti significati per le lingue estere: spagnolo, escudero; portoghese escudeiro; inglese squire, italiano scudiero. Salomon de La Broue intitola la sua opera nel 1602 Le cavalerice françois e non l’escuyer françois, perché, scrive (pag. 10 del primo libro, edizione del 1686), «se la parola escuyer non significasse altra cosa in Francia che buon uomo di cavalli me ne sarei servito. Ma siccome si può adattare a molti altri significati ho trovato più rapido usare una parola straniera, avendo anche avuto il consiglio di alcuni amici molto capaci in quest’arte». I «molti altri significati» sono elencati sul Dictionnaire de la langue française di Emile Littré (1956), sul Dictionnaire de la langue française di Paul Robert (1959), in nove volumi. I significati sono: écuyer de cusine (1393), primo ufficiale della cucina del re o di un principe; écuyer tranchant (1429), colui che taglia la carne; écuyer de bouche (1680), che serve alla tavola de re; écuyer de main, colui che dà la mano a un principe o a una principessa per scendere da una vettura; o semplicemente écuyer, «l’intendente delle scuderie di un principe».  La parola straniera che usa La Broue è appunto cavalerice, derivata dall’italiano cavallerizzo o cavallarizzo. La Broue aveva lavorato cinque anni a Napoli con Giovanbattista Pignatelli. Osserva La Broue, a proposito dei termini che usa nel suo trattato (Le cavalerice françois, 1^ ed., La Rochelle 1593-1594; pag. 10 della 4^ ed., Paris 1646): «Poiché nella lingua francese quest’arte manca di termini appropriati, ho fatto ricorso alla lingua italiana, sia perché i Cavalieri ne fanno un uso più comune, sia anche perché i termini italiani hanno un non so che di più gagliardo, sono più significativi, e possono spiegare il significato con una sola parola, mentre ne occorrerebbero diverse per farlo capire in francese. Nondimeno poiché queste parole e altre dell’arte non sono conosciute da tutti i Francesi, ho voluto sollevarli da questa pena con la seguente interpretazione». Elenca, di seguito, quarantotto parole italiane francesizzate con a fianco la loro spiegazione, così come sono usate nel testo.

Rovesciamento della situazione. Oggi in Italia si fa ricorso alle lingue estere: il governo del cavallo diventa grooming, le gare di stile sono chiamate con la parola inglese equitation, il passeggio è chiamato passage, il piaffo o far ciambella, bellissima antica dizione, è diventato piaffer, i salti di scuola hanno perso il loro nome originale con il quale gli Italiani li hanno fatti conoscere in Europa (la corvetta, «corbetta» la chiama D’Aquino, è chiamata courbette, la capriola cabriole, e via di seguito), lo stesso montare come si monta da secoli in Italia e dopo che gli Italiani hanno insegnato agli Inglesi come si monta a cavallo - si legga al proposito il duca di Newcastle – è definito non «all’italiana», ma «all’inglese». Pur avendo noi il nostro ricco ed esauriente vocabolario. Si tenga conto che nella prima metà del Cinquecento, comunque prima della pubblicazione della propria opera, aveva già insegnato in Francia Claudio Corte, autore de Il cavallarizzo, pubblicato nel 1562. Quindi aveva insegnato in Francia prima che Salomon de La Broue scrivesse il suo trattato, che è il primo dei trattati di equitazione scritti da un Francese. Il termine cavallerizzo ha perso con il tempo il significato nobile che aveva in origine in Italia di maestro di equitazione, di capo dei cavalieri di una scuderia principesca o reale. Molti illustri personaggi hanno portato questo titolo. Ne citiamo solo alcuni: Giovambattista Ferraro, autore Delle razze, disciplina del cavalcare, pubblicato nel 1560 a Napoli, era cavallerizzo di Don Antonio di Aragona; il figlio, Antonio Pirro Ferraro, autore del Cavallo frenato, pubblicato a Venezia nel 1620, era – è scritto sul frontespizio del libro - «cavallerizzo della maestà di Filippo II re di Spagna N.S. nella real cavallerizza di Napoli»; Lorenzino Palmieri, fiorentino, autore delle Perfette regole et modi di cavalcare, Venezia 1625, era «cavallerizzo del Serenissimo Granduca di Toscana»; il barone d’Eisemberg, autore de La Perfezione e i Difetti del Cavallo, Firenze 1753, era «direttore e primo cavallerizzo dell’Accademia di Pisa»; il primo direttore di equitazione della Scuola di Cavalleria italiana a Venaria Reale (il maestro Otto Wagner, 1825-1845) aveva il titolo di cavallerizzo capo; Enrico Conti, autore de L’ippossiade o L’accademico equestre (1823), era «cavallerizzo al reale maneggio di Torino».

Cavallerizzo sarebbe perciò la migliore traduzione di écuyer, nel significato che ha preso dal XVII secolo. Cavallerizzo: «l’uomo di cavalli che riuniva l’esperienza al talento e al sapere», scrive il generale L’Hotte nei suoi ricordi (pag. 301). Ma il significato del termine si è nel tempo alterato ed è arrivato a identificarsi con quello del cavaliere del circo equestre.

Perciò si è scelto di tradurre il termine écuyer con il termine letterale scudiero, come fa il Dizionario della lingua francese di Emile Littré.


I ragionamenti sono finissimi e documentati, peccato che il Colonello è caduto dalla padella nella brace: perché scudiero in itagliano, oltre il significato originale/arcaico, ha assunto il significato di portaborse, collaboratore, servitore, gregario... vediamo:

dall'Archivio > la Repubblica.it > 1994 > 09 > 24 >
SCUDIERO DI CRAXI ALL' IRI BLOCCO' LE PRIVATIZZAZIONI
ROMA - Fido scudiero di Bettino Craxi, udinese di origine e milanese di adozione, Massimo Pini ha calcato la scena delle aziende a partecipazione statale per lunghi anni...

Marco Pastonesi - 1999 - ‎Sports & Recreation
Fausto Angelo Coppi, figlio di Domenico e Angiolina, era nato sotto il segno della ... Al Giro del 1940 Coppi parte come scudiero di Gino Banali, ma il direttore...

Barrichello non vuole fare lo scudiero - News Formula 1
f1grandprix.motorionline.com › News F1
11/mag/2009 - Rubens Barrichello ha dichiarato esplicitamente domenica che non vuole fare lo scudiero per il suo compagno di squadra, Jenson Button.

Andreotti, la mafia, la storia d'Italia - Pagina 19 - Risultati da Google Libri
books.google.it/books?isbn=887989255X
Salvatore Lupo - 1996 - ‎History
do del potere ufficiale: Salvo Lima, grande notabile democristiano, scudiero siciliano di Andreotti; e Ignazio Salvo, della celebre famiglia dei finanzieri ed esattori  .

Nibali domina anche sul Tourmalet: è il sigillo sul Tour de ...
www.ilgiornale.it/.../tour-de-france-nibali-vince-18a-tappa-pau-hautaca...
24/lug/2014 - Nibali vince la 18/a tappa del Tour de France ... senza strappi, il ritmo del gruppo dei big guidato dagli scudieri di Nibali, a 4 minuti di ritardo.

http://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/1163153/Straquadanio-trombato---da-superfalco-di-Berlusconi--a-scudiero-di-Albertini.html

Comunque il massimo - il gentile Colonnello - lo ha raggiunto definendo Oliveira uno scudiero da circo... http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2012/02/il-colonnello.html

Quando si traduce non bisogna guardare la lingua di partenza ma quella di arrivo, scudiero, riferito al maestro di equitazione in itagliano non ha senzo.

In itagliano, alla stessa maniera: chatte vuol dire gatta, ma i francesi intendono anche: vulva, organo genitale femminile, per contro gli itagliani dicono topa, ma per i francesi è la moglie del topo...

Quindi in quel caso, gatta va tradotta con topa... nevvero?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Agosto 31, 2014, 04:20:49 am
Cavallerizzo sarebbe perciò la migliore traduzione di écuyer, nel significato che ha preso dal XVII secolo. Cavallerizzo: «l’uomo di cavalli che riuniva l’esperienza al talento e al sapere», scrive il generale L’Hotte nei suoi ricordi (pag. 301). Ma il significato del termine si è nel tempo alterato ed è arrivato a identificarsi con quello del cavaliere del circo equestre.

Perciò si è scelto di tradurre il termine écuyer con il termine letterale scudiero, come fa il Dizionario della lingua francese di Emile Littré

Così il gentile Golonnello ci spiega la sua scelta, e - anche se per me è sbagliata -  dobbiamo rispettarla, però ci dovrebbe dire perché se...

...gli ecuyer francesi d’oggi (in particolare gli appartenenti al Cadre Noir di Saumur) non si sentono per niente menomati nel portare un nome che deriva, come il nostro scudiero, dal latino scutarius, guardia del corpo armata di scudo, e da écu, scudo, e che, in francese, come primo e originale significato, ha, per il dizionario, quello di «gentiluomo al servizio di un cavaliere per portare il suo scudo e servirlo» o gli altri significati citati sopra (Littré). E che richiama, come il nostro scudiero, specialmente nel suono, la scuderia (écurie), così detta «perché in origine vi abitava lo scudiero» (Littré, citato – Robert, citato - AA.VV., Dizionario italiano ragionato, Firenze 1988).

... i Maestri di Equitazione itagliani, devono ripudiare il loro nome - cavallerizzo - perché la parola è usata anche dagli artisti del circo?

Infine, Angioni non ha riflettuto su di un fatto: in francese, ecuyer ha il femminile: ecuyere - cavallerizza mentre in italiano non esiste lo scudiero al femminile... o no?

http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2012/02/il-colonnello.html

Bah!
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 01, 2014, 02:30:01 am
Con nostra viva e vibrante soddisfazione, questo topico ha superato le 23.000 visite... mi domando: perché?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Settembre 01, 2014, 09:16:14 am
Perchè stiamo tutti aspettando il momento in cui il Colonnello ti sfiderà a duello  :laughter-485:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 01, 2014, 02:35:10 pm
Io sono pronto: ho lucidato la dentiera, sistemato l'occhio di vetro, rinforzato la stampella e ho pronto il pannolone di ricambio, sarà uno scontro all'ultimo reumatismo...  :icon_eek:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: carodubbio - Settembre 01, 2014, 07:12:41 pm
Con nostra viva e vibrante soddisfazione, questo topico ha superato le 23.000 visite... mi domando: perché?


Perché leggere le tue divagazioni resta un piacere  :studioso:  .
Per lo scontro se ti serve un fide scudiero fai un fischio mi offro volontario  :ciao:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 02, 2014, 03:12:11 am
Grazie caro Carodubbio,  :icon_eek: ma non credo sarà necessario, ripeto che sono certo che il Colonnello è un signore, una persona perbenissima, ho perfino simpatia verso di lui perché son sicuro della sua bonafede, ma ha fatto 40anni di naja è inquadrato ed è - inoltre - abituato a comandare, non sopporta contradittori.

Ad esempio, sarebbe possibile - in un foro - fargli notare che:

Débourrage in francese è la parte iniziale dell’addestramento, che non ha una fase distinta e un nome particolare nella nostra teoria. Ha lo scopo di preparare con l’igiene, l’alimentazione e il lavoro l’intero sviluppo delle forze fisiche del cavallo giovane, di dargli le prime nozioni degli aiuti e di prepararlo alla loro disciplina. Il suo principale obiettivo è di mettere in progressiva condizione il puledro. E’ rappresentato dalle passeggiate sottomano a fianco di un cavallo di età, saggio ed esperto, dal lavoro elementare alla corda, dall’addestramento a portare la sella e il cavaliere, e dai movimenti di base: avanzare, fermare, girare, indietreggiare, primi esercizi di galoppo, esordio all’ostacolo9. E’ stato reso in italiano con l’espressione «la prima parte dell’addestramento» o «parte primaria» o «iniziale» secondo il contesto.

tutta sta tarantella è per dire che debourrage è: le premier dressage d'un poulein.

Allora perché, invece di un composto di parole: «la prima parte dell’addestramento», non usare il singolo itaglianissimo e bel termine scozzonatura ?

Dal solito 3cani:

scozzonatura s. f. [der. di scozzonare]. –

1. L’operazione di scozzonare: la s. dei puledri.
2. In senso fig., primo addestramento, prima esercitazione: la s. delle reclute
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Settembre 02, 2014, 02:29:36 pm
Perchè magari non tutti hanno chiaro il significato del termine "scozzonatura" come è stato dimostrato anche da una discussione in un vecchio topic se non erro.
Quindi, stavolta, la tarantella ha un senso (IMO).
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 02, 2014, 03:16:36 pm
Ci prende per subnormali? Non credo.

Questa è una tua congettura, parimenti la ggente ha oscurissime altre palabras usate dal nostro bravo Colonnello: spasseggio, tagliate, gambetta, ramingo ecc. ma le usa lo stesso, a volte ci mette - doverosamente - una nota.

Cozzone, scozzone, scozzonatura, scozzonare sono parole italiane dell'arte perché non usarle e ricorrere a panegirici?

Chi fa cultura deve cercare di portare al suo livello le ragasse che lo seguono, deve semplificare... certo - ma non deve scendere lui al loro livello.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 02, 2014, 06:07:36 pm
Debourrage. stiamo parlando del verbo debourrer - sgrossare e dei suoi derivati, nel dialetto siciliano si dice scuzzunari o scuzzulari l'operazione che consiste nel togliere i fichi d'india in eccesso da una pianta per far si che quelli rimasti crescano più grossi e succosi, la "pala" viene sgrossata, appunto.

Questi frutti, chiamati scuzzulati, per la maggior parte vengono esportati in confezioni di lusso.

Curiosamente, la parola sembra derivare dall'itagliano scozzonare: prima fase dell'addestramento di un lallo, mentre il significato corrisponde al francese debourrer - sgrossare, strano no?

Ma tutti sappiamo dell'influenza francese nell'isola, che si nota anche nel dialetto attuale infatti

buatta - boite - scatola

accattare - acheter - comprare

racina - raisin - uva

lariu - laid - brutto

armaro - armoire - armadio

ecc. ecc.




Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Settembre 02, 2014, 07:04:02 pm
Beh io prima di cominciare a frequentare il forum, pur montando a cavallo, non avevo mai sentito il termine scozzonare :dontknow:
Da quando vi frequento ho imparato tante paroline nuove e tante belle cosette interessanti   :studioso:...oltre, ovviamente, a come abbinare cuffiette e sottosella  :horse-wink:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 02, 2014, 10:53:27 pm
Anco io, prima di frequentare i fori, mai avevo sentito la parola lallo, gestire, sgambare, berfut, aironfri, baitless, ecc. ecc.

Ma io sono igniorante si sa...  :dontknow:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Settembre 02, 2014, 10:59:06 pm
 :thump:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 03, 2014, 03:14:39 am
Finalmente arriviamo alla parolina che da il titulo a questo topico: attitudine.

Attitude nei dizionari francesi (Littré, Robert), come primo significato, è «maniera di tenere il corpo». In quelli italiani (Battaglia, Devoto-Oli, Zingarelli, Garzanti, ecc.), attitudine, come primo significato, è la «disposizione innata per certe attività», ma anche, come secondo significato, la «positura della persona, l’atteggiamento». L’autore usa il termine anche riferendolo all’atteggiamento dell’addestratore. Si è scelto di conservare il significato letterale del testo francese, attitudine, equivalente a posizione, postura, atteggiamento.

Ecco dov'è l'errore, il gentile Colonnello - ingenuamente - confessa di fare la scielta sbagliata, perché noi capiamo:  «disposizione innata per certe attività» mentre in francese si intende:

attitude (n.)
portamento, posa, attitudine, posizione, atteggiamento, postura, presenza, comportamento.
ictionary.sensagent.com/attitude/fr-it/

L'esempio più eclatante di questa errata impostazione lo troviamo a pag. 111 di "Capire l'Equitazione". Allemandi  editore, testo bellissimo, un "Questioni Equestri" scritto cent'anni dopo, dove leggiamo: -

"Ma il Generale L'Hotte, la cui attitudine da vivo era stata così netta, ha lasciato opere postume della più grande chiarezza. E' sufficiente rileggerle per troncare la questione senza possibilità di dubbio."

Bisognerebbe scomodare ancora una volta Cetto La Qualunque, prima di farlo leggietevi sto linco:
http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2011/11/il-nuovo-lapalisse.html
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 05, 2014, 04:29:40 am
Come avevo detto, ne:

Generale Albert Decarpentry
Equitazione Accademica e Alta Scuola
(da Autori Vari, Prestige du cheval, Durel Éditeur, Paris 1951, da pag. 169 a pag. 181)

la palabra "attitudine" si ripete per 4327 volte  :icon_eek: che - spesso - proprio perché è sempre tradotta alla lettera suona male, malissimo, faccio un esempio per tutti:
 
... Acquisiti  questi  risultati,  l'Equitazione  Accademica  si  dedica,  secondo  l'espressione  di
Newcastle (1592-1676), a «perfezionare la natura con la sottigliezza dell'arte» sviluppando la grazia
delle attitudini
e la nobiltà del gesto del cavallo.


Detto così, un itagliano medio capisce che l'Equitatione Accademica sviluppa la grazia delle disposizioni innate del cavallo, mentre l'autore certamente non voleva dir questo.

Bastava che il gentile Colonnello - in questo caso - avesse tradotto con "portamento" per avere il risultato giusto:

i]... Acquisiti  questi  risultati,  l'Equitazione  Accademica  si  dedica,  secondo  l'espressione  di
Newcastle (1592-1676), a «perfezionare la natura con la sottigliezza dell'arte» sviluppando la grazia del portamento e la nobiltà del gesto del cavallo.
[/i]

attitude (n.)
portamento, posa, attitudine, posizione, atteggiamento, postura, presenza, comportamento.

http://dictionary.sensagent.com/attitude/fr-it/

Lasciamo perdere le altre 4326 attitudini e andiamo avanti.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 06, 2014, 05:37:33 am
«Piazzamento» in italiano vuol dire cavallo piazzato sui quattro «arti disposti secondo la direzione naturale degli appiombi» (Chiari), con i bipedi allineati nell’alt. In francese «placement» significa la postura della testa, del collo e più in generale di tutto il corpo che prende il cavallo sul piano orizzontale quando è in mano o quando tale postura è rappresentata da una flessione laterale più o meno pronunciata per l’esecuzione di determinati movimenti, per esempio i movimenti su due piste, il galoppo rovescio, le piroette o i cambiamenti di piede. I termini francesi «placement» e «placé» sono stati perciò tradotti, tenendo conto del contesto, con i termini «postura» («positura» scrivono gli autori antichi italiani, per esempio Paolo D’Aquino, Disciplina del cavallo con l’uso del piliere, 1636), «flessione» o «piego laterale» o «diretto» e «messo», tenuto conto che «il termine indica anche la disposizione di una parte del cavallo, particolarmente dell’incollatura e della testa» (Henriquet-Prevost). Mai «piazzamento» o «piazzato». L’Autore stesso usa spesso il termine position al posto del termine placement. D’altra parte è linguaggio equestre italiano corrente definire «messo» e «ben messo» il cavallo con un particolare o un corretto portamento del collo e della testa o di tutto il corpo e «mettere» e «metter bene» l’azione, così come i Francesi dicono «bien placé» o «bien mis».

In francese, riferendosi allo lallo, usano: disposition des hanches, placement, placer, position (ricordate la discussione su posizione?) sono sinonimi per indicare il piazzamento, cioè la positura  :icon_eek: che piazza lo lallo secondo il celebre principio: de position et d'action.

Il piazzamento, oltre che dritto, può essere a dx o a sx, infatti, tratto dal mio bloggo:

..."La posizione madre", la madre di tutte le posizioni è il cavallo dritto, dice giustissimamente il Generale, nella traduzione, invece che "disposizione" ho usato la parola "piazzamento" perchè è un termine equestre che indica un'azione importantissima: - il "piazzare".
Un cavaliere evoluto dovrebbe associare quasi automaticamente il piazzamento alla mezza fermata, in pratica sono azioni preparatorie, indicazioni che precedono il fatto che si sta per fare qualcosa di diverso, si cambia andatura, si cambia figura, si cambia direzione, ecc.
Col tempo e l'affiatamento il nostro lallo si piazzerà da solo allo spostamento di peso, all'arretramento della gamba, in sintesi il cavallo può essere piazzato: dritto, a destra, a sinistra, il lato dove è piazzato viene sempre detto "interno" indipendentemente da quale mano si proceda.
Mi permetto di mostrare questo schemino tratto da: - Tecnica Equestre di W. Muselerer. L.L. Edizioni Equestri.

Opera che non dovrebbe mancare nella biblioteca dei cavalieri di ogni livello, Muselerer, scomunicato dai caprillioni, mise le basi teoriche per la grande equitazione sportiva tedesca.

(http://s28.postimg.org/83ueb6k4p/Amuselerer.jpg) (http://postimg.org/image/83ueb6k4p/)

Dunque, 





Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 08, 2014, 12:21:21 am
... il Colonnello - a seconda della situescion -  traduce placer, placement, position con: postura,  flessione o piego laterale o diretto e messo, tenuto conto che «il termine indica anche la disposizione di una parte del cavallo, particolarmente dell’incollatura e della testa» (Henriquet-Prevost).

Questa volta, contrariamente al solito, il Colonnelo non traduce alla lettera ma le si allontana, secondo me la traduzione letterale è più efficace, ad esempio: Karl ne: Une Certaine Idee du Dressage parla di "placer de l'epaule-en-dedans sur la ligne droite", cioè al piazzamento preliminare che poi porterà il lallo alla spalla in dentro, la differenza sta nel fatto che è il cavagliere che piazza il lallo, mentre la postura può essere indipendente dalla volontà del cavagliere o - anche - presa contro di essa...meglio flessione.

Nello stesso libro, c'è un capitoletto riguardo i cambi di galoppo, si noma: rectitude - placer, c'è una illustratione che è concettualmente uguale al piazzamento di Muselerer che ho messo sopra.

Comunque, siamo là: postura, piazzamento, flessione sono circa sinonimi.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Settembre 08, 2014, 12:00:38 pm
Piccola nota: discutevamo della differenza fra modestia e umiltà. Quando ti dici igniorante fai il modesto, trovare una manifestazione di umiltà in quello che dici è un po' più difficilino.  :horse-wink:

Ti segnalo un curioso testo, che con l'equitazione non c'entra nulla, ma c'entra moltissimo con la condizione di chi si azzarda a criticare le opinioni di persone di grande reputazione. Il testo è di Manzoni, perso dentro un impraticabile, quasi illeggibile saggio su particolari della storia longobarda, in cui Manzoni spiega il suo ardire di contestare le opinioni del Muratori. Beninteso: trovata per puro caso in lavoro wikisourciani,m queste opere non sono la mia lettura preferita....  :horse-wink: Però, come l'ho incontrato, guarda caso ho pensato a questo topico.

Citazione
Nel ribattere apertamente, come abbiam fatto, asserzioni e ragionamenti d’uno scrittore di gran fama, c’è nato più volte il dubbio di poter essere da qualche lettore tacciati d’irriverenza. Se ciò fosse accaduto, non avremmo a far altro per la nostra giustificazione, che allegare un principio incontrastato e incontrastabile, cioè il diritto comune a tutti gli uomini, d’esaminare l’opinioni d’altri uomini, senza distinzione di celebri e d’oscuri, di grandi e di piccoli.

Nella pagina successiva, riflessioni su come queste critiche - in sè perfettamente legittime - dovrebbero essere avanzate.

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 12, 2014, 04:19:31 am
Souple riferito ad articolazioni, a movimenti, a muscoli è stato tradotto con «sciolto» o «flessibile» secondo il contesto. Souplesse è dunque tradotto con scioltezza o flessibilità. Riferito a movimenti ridotti, come quelli della bocca e della lingua del cavallo, o prodotti dal cavallo nel cavaliere, souple è stato tradotto con «morbido». Così pure è stato tradotto con morbido se riferito all’assetto e in particolare agli aiuti superiori del cavaliere. La «souplesse» di una parte del corpo del cavallo è resa con «morbidezza» o «flessibilità», per esempio «la morbidezza della parte anteriore», intesa come incollatura, attaccatura della testa, bocca. Morbido nel senso che non resiste, che cede facilmente di quanto richiesto dal cavaliere. Gli «assouplissement», riferiti a tutto il corpo o a una sua parte interessata alla locomozione, sono stati resi con «esercizi di scioltezza».

Tenendo conto che altri traduttori hanno usato gli orribili: ammorbidimenti laterali o ginnasticazione, non ho niente da dire sul ragionamento del Colonnello.
Invece di: esercizi di scioltezza, io userei: esercizi di elasticità/flessibilità ma è solo quistione di estetica.

http://www.my-personaltrainer.it/allenamento/esercizi-flessibilita.html
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 13, 2014, 03:26:24 am
Enrênement, non esistendo termine analogo nel linguaggio equestre italiano, è stato tradotto con il termine, del dizionario italiano, «imbrigliamento», termine usato dagli antichi (si veda il titolo del trattato del Fiaschi, 1556, Trattato dell’imbrigliare, …), non potendosi tradurre il termine letteralmente con l’inesistente «inredinamento» e non essendoci una perifrasi concisa sostitutiva.

Perfetto, devo dire che anco io cado nell'uso di inredinamento, bello imbrigliamento: chapeau!
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 14, 2014, 08:09:05 am
Avant-main e arrière-main, avanmano e retromano, per significare la parte del corpo del cavallo che sta davanti o dietro la mano del cavaliere, non sono termini usati nel linguaggio equestre italiano. Le due parole composte sono state tradotte con le espressioni «treno anteriore» e «treno posteriore», traendole dall’ippologia e da autori italiani che fanno testo (per esempio Federigo Mazzucchelli). Rappresentano comunque bene ciò che sta davanti e dietro il cavaliere in sella e non falsano assolutamente il pensiero dell’Autore. Tanto più che nella lingua equestre francese gli stessi termini sono usati in ippologia per definire la parte anteriore e posteriore del corpo del cavallo.

Ineccepibile.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 16, 2014, 05:25:20 am
Tralassio le ultime spiegazioni delle traduzioni del Colonnello di: L’extérieur, cheval d’extérieur - Engagement  - Se livrer - Ramener; perché ci stanno, a questo punto la domanda sorge spontanea: perché tante spiegationi sulla propria tennica di traduzione?

Ma sopratutto: perché fare questa tarantella riguardante un lavoro non ancora licenziato alle stampe?

Perché non spiegarci le sue scielte traductive riguardanti lavori già pubblicati?

Questa ad esempio: cavallo affollato, cosa beatissima vuol dire?

Io ho fatto delle congetture: _ http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2010/08/cavallo-affollato.html
saranno giuste? BOH!








Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Settembre 16, 2014, 09:05:38 am
Mi ronza in testa l'espressione "partire in folla" nel senso di "partire in gruppo", riferito a cavalli; ma forse me lo sono inventato, un colpo di Google non ha dato alcun esito. In questo caso, "affollato" potrebbe significare "imbrancato" ossia: trascinato dalla partenza di altri cavalli. Nel contesto avrebbe pure un minimo di senso.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 16, 2014, 09:39:59 am
Nella fattispecie si parla di tensione, è il capitulo dedicato alla tensione, infatti viene definito teso il cavallonzolo che - da fermo - parte correttamente.

Quindi si parla di stati d'animo della belva non di situazioni logistiche, comunque bisognerebbe cpgnoscere la parola che usa l'autore in franzose.

La tua spiegazione mi pare tirata per i capelli.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Settembre 16, 2014, 10:46:55 am
No, è una "minchiata semplice": l'espressione è "partire in frotta", il cervello mi si è intorcinato. Ritiro tutto.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Settembre 19, 2014, 04:56:37 am
Bene, rimane il mistero del cavallo affollato sarebbe facile risolverlo, quando avrò 50 euri da buttare vado ad ordinare l'edizione in francese del tomo.

Per lo vero, questi sono errori che si possono perdonare, capitano a tutti, quello che è più pesante per il lettore delle traduzioni di Angioni è la forma particolare che gli viene offerta, in pratica deve fare un continuo esercitio di parafrasi per comprendere quell'italiano, ve ne posso dare amplissime pruove.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 04, 2014, 04:17:47 pm
Preso il coraggio a tre mani, ho letto questo malloppone:

http://www.***.it/viewtopic.php?f=33&t=1863

è molto interessante, è un po come se Erode ci spiegasse - mettendosi al di sopra dei fatti - la "strage degli innocenti".

Le ragioni del "declino" sono molteplici, le possiamo vedere, ma, certamente - dato che comandava lei  - la "casta" militare è stata incapace di governare e trasmettere la cultura equestre, il Nostro parte dal s.o. e fa una analisi delle "Coppe delle Nazioni"...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Ottobre 04, 2014, 05:19:11 pm
Scusa ma non si capisce esattamente COSA hai letto, magari se rimetti il link possiamo leggere anche noi e farci un'opinione. Grazie.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 05, 2014, 02:50:28 pm
Esiste un foro dedicato allo lallo che modestamente - lui disent - vanta innumerevoli tentativi di imitazione, i questo foro - il colonnelo Angioni - MEDAGLIA DORO OLIMPICa - tiene un "filo firetto" cogli utanti, attaccati al filo e scegli la setione "articoli", dopodiché entra in: "I motivi della decadenza", quello è il matacubo del quale ho messo il linco ma pare che non funzioni.

L'articolo di Angioni è molto interessante ma criticabile in certi punti e lo criticherò... piccola parente: come ho già esplicitato, è sorprendente che questo topico abbia avuto - in questo inclito foro - un numero di visite assolutamente spropositato: si va verso le 26.000, anche tenendo conto  dell'argomento: letteratura equestre e traduzioni che dovrebbe coinvolgere noi ragasse più di tanto, infatti i toptopici  :icon_eek: sono: i diarii, l'ippoacquistomania, i novelli tatuaggi, la scelta ultravegetariana e Cavalli, cani & bipedi: quello che volete, su misura per voi.

Ho il sospetto che molti utanti del foro innumerevolmente ma vanamente oggetto di imitatione  :icon_eek: vengano a leggere in questo topico quello che non si può dire/non si può scrivere da loro, sarà così? BOH!
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Ottobre 05, 2014, 10:58:30 pm
http://www.***.it/viewtopic.php?f=33&t=1863 (http://www.%66orumcavallo.it/viewtopic.php?f=33&t=1863)

Boh... a me il linko funzia.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Ottobre 05, 2014, 11:27:14 pm
Caprilli ha combattuto? Chiisà se trovo nell'articolo citato questa cosa che mi interessa: l'equitazione sportiva, l'equitazione "inglese" e la sua derivazione, la tecnica Caprilli,  è adatta al reale compito della cavalleria, ossia: il combattimento? Che sia adattissima al salto, e pure ai percorsi veloci in campagna tipo cacce o cross, OK: ma ho dei dubbi che sia adatta al combattimento, sia per la minore solidità dell'assetto, che per il fatto che usare una mano sola per guidare il cavallo è  cosa estranea all'equitazione sportiva. O sbaglio?

Mi domando se mantenere viva la tradizione della vera equitazione da guerra, solida e sicura, con una mano libera,  anche se meno "sportiva", non sia una specie di atto di "serietà", e se l'abbandono di questa tradizione, da parte dell'equitazione italiana con Caprilli, molto orientata agli aspetti sportivi, non sia uno dei tanti aspetti di una certa "poca serietà" che, aimè, ci caratterizzano come nazione.

Di certo gli ufficiali italiani di cavalleria avranno avuto, dopo Caprilli, viva e vibrante soddisfazione di battere (finalmente, dopo tante umiliazioni) i civili inglesi sui percorsi veloci di campagna.... ma il combattimento? O almeno, il suo ricordo?

Mi immedesimo nei vecchi ufficiali di cavalleria che avevano combattuto veramente, e duramente, di fronte al giovane, frizzante, Caprilli....  chissà cosa pensavano.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 06, 2014, 12:05:02 am
Il s.o. è l'equitatione di campagna fatta in picciol spatio, nacque in Inghilterra come esigenza di pruovare i lalli in vendita presso i grossi commercianti senza spostarsi nelle brughiere albioniche.

I militari - lovviamente -- praticavano l'equitazione campagnola e Caprilli rivoluzionò il metodo di saltare, più che per guerra o non guerra i capoccioni militari itagliani (vedi Cadorna) ostacolarono Caprilli per puro spirito conzervazionistico, per principio il "marmittone" è/era retrivo a qualunque novità.

Dunque, il s.o. non si riferisce direttamente alla equitatione militare ma a quella da caccia/sportiva/di sollazzo per i nobili gentiluomini specialmente inglesi che si lanciavano per pianure e per valli dietro le peste di: volpi, cervi, cinghiali etc. etc.

Per il combattimento si richiedevano altre cose: il caricare dritto, il voltare/il piruettare agilmente dando la destra, il fermarsi e ripartire prontamente agli ordini della mano della briglia.

Col tempo, l'equitazione militare si è evoluta anch'essa in forma sportiva nel "military" il bibisnonno del completo che racchiudeva pruove di resistenza, addestramento e s.o. .







Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Ottobre 06, 2014, 07:06:10 am
Solo per conservazionismo, o perchè alcuni degli aspetti dell'equitazione militare tradizionale, di derivazione "classica", erano utili e finalizzati al combattimento, tanto quanto le tecniche caprilliane erano invece utili e finalizzati al salto? Questa è la domanda che pongo. Ho visto tempo fa un video sulla monta spagnola, rappresentava un reale, realissimo "combattimento" fra uomo e cavallo e toro; e nei movimenti e nell'addestramento del cavallo ho visto quintali di alta scuola tradizionale, e pochissima monta sportiva.

Non apprezzo la tradizionale corrida in nessuna delle sue varianti, è una di quelle tradizioni che cancellerei ben volentieri senza rimpianto, insieme ai piaceri degli uccelletti con la polenta e al festoso rito paesano dell'uccisione del  maiale nel cortile di casa; ma questo è un altro paio di maniche.

E' ben vero che già nell'epoca caprilliana il cavallo era superato come mezzo di guerra, perlomeno di combattimento in campo aperto; una sola mitragliatrice può falciare un battaglione di cavalleria come burro; ma mi immedesimo nella tristezza, nella "nostalgia" dei vecchi ufficiali di cavalleria. Tutto qui.

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 06, 2014, 11:20:27 am
La corrida a cavallo è uno sciò, pertanto ci inserirono arie di alta squola, i più grandi guerrieri a lallo furono gli orientali e quando dico questa palabra parto dagli antiqui persiani per arrivare ai mongoli includendo lovviamente arabi, turchi, afgani ectc. etc.

Se vuoi vedere un combattimento equestre realistico eccolo:
 https://www.youtube.com/watch?v=_UB3eA8B4qI

Caprilli lovviamente penzava alla equitatione da campagna, alla equitatione militare, incidentalmente la sua tennica servì anche al s.o.

Riguardo la "ceduta", già Xenophon descrive qualcosa di simile 2500 anni fa, e pare che i grooms irlandesi saltassero istintivamente "da una vita" secondo il "sistema" prima che Caprilli lo inventasse... e Caprilli frequentò molto l'Irlanda per selezionare le rimonte per gli ufficiali itagliani.  :horse-wink:

Come si è giunti/i militari sono giunti a codificare il salto buttandosi all'indietro facendo il contrario di quello che la logica dice... soloiddiolosa.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 07, 2014, 05:53:35 am
Non apprezzo la tradizionale corrida in nessuna delle sue varianti, è una di quelle tradizioni che cancellerei ben volentieri senza rimpianto, insieme ai piaceri degli uccelletti con la polenta e al festoso rito paesano dell'uccisione del  maiale nel cortile di casa; ma questo è un altro paio di maniche.

Perfettamente d'accordo con il non apprezzamento delle corride, et aggiungo: coi palii, coi capri espiatori, colle colombine firenzuole, colle macellazioni rituali, colle cacce più o meno esotiche (se non fatte da popola primitiva), collli experimenti sugli animali, coi terribili allevamenti di animala da pelliccia ma non solo che ancor oggi avvengono in molte parti del mondo... dietro casa nostra.

Altra cosa è il sano rapporto colla morte che è diventato l'ultimo tabù dello homo moderno, era normale che un bimbo di 5/6 anni vedesse tirare il collo alla gallina, più grandicelli si vedeva abbattere i conigli, più avanti si assisteva anco alla macellazione del maiale che - hai ragione - era un rito, rappresentava una importante risorsa alimentare, per questo, il maiale di famiglia veniva allevato con amore ed è vero: non si buttava via niente, anche i peli (le setole) erano accuratamente recuperate per il calzolaio.

Attenzione, nessun rimpianto per queste pratiche, mi limito a constatare che - noi ragasse moderne - crediamo che la fettina di vitellina, il filetto di manzo, il petto di pollo nascano al centro commerciale.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 07, 2014, 02:44:45 pm
Torniamo al tema, l'analisi del buon Colonnello parte dalle "Coppe delle Nazioni", la trovo curiosa ma dato che è una sua scelta - non mi permetto di sindacare, però esiste una competitione ai massimi livelli che da oltre cent'anni si svolgie ogni 4 anni per tutti gli sports: le Olimpiadi, guardando i nostri risultati equestri in quel contesto, avremmo dovuto ricorrere ai ripari fin dagli anni d'oro della nostra equitazione o meglio del nostro s.o. perché di questo si tratta, ci siamo/si sono arroccati in questa disciplina trascurando il completo e igniorando il Dressage, prima di proseguire beccatevi la tabella coi nostri risultati olimpici...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 09, 2014, 03:58:37 am
Mentre sviluppo la tabella beccatevi questa chicca olimpionica, da Cavallo Magazine:

STOCCOLMA 1912

Detto che gli italiani non sono presenti e che la Francia medaglia d’argento nel salto ostacoli con la stessa identica formazione ottiene anche il 4° posto in completo, è proprio lo stesso completo la specialità su cui vale la pena di soffermarsi per constatare come le modalità di svolgimento di allora differissero radicalmente da quelle attuali. Alla gara sono ammessi soltanto cavalieri che abbiano già svolto il servizio militare per la nazione che rappresentano, o che ancora siano in servizio. I cavalli devono essere di proprietà dell’esercito, ma non quelli utilizzati per la scuola. Il peso minimo ammesso è di ottanta chili. È obbligatorio l’uso del morso e filetto per tutte le prove fatta eccezione per lo steeple-chase. La gara si disputa nell’arco di quattro giornate: nel corso della prima viene svolta la marcia di 55 chilometri da completare in tre ore e quarantacinque minuti, immediatamente seguita dal cross-country di 5 chilometri da compiersi in quindici minuti. Il secondo giorno è dedicato allo steeple-chase: un percorso di dieci ostacoli lungo un tracciato di tre chilometri e mezzo da compiersi in cinque minuti e cinquanta secondi.

Il terzo giorno si disputa la prova di salto ostacoli su quindici ostacoli di altezza non superiore al metro e trenta, e di larghezza non superiore ai tre metri (per gli ostacoli di estensione). Interessante il criterio di attribuzione delle penalità: due per il primo rifiuto, quattro per il secondo; sei per la caduta del cavallo o del cavaliere; per gli ostacoli di elevazione una penalità viene attribuita nel toccare la barriera senza farla cadere; quattro per l’abbattimento con gli anteriori e due per quello con i posteriori; negli ostacoli di estensione, cioè la riviera, toccare la stecca con i posteriori costa una penalità, mettere i posteriori in acqua due penalità, toccare la stecca con gli anteriori due penalità, mettere gli anteriori in acqua quattro penalità. Ultima giornata dedicata al dressage, una ripresa di dieci minuti valutata da sette giudici comprendente passo riunito e allungato, trotto riunito e allungato, passi indietro, galoppo e piroette.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 10, 2014, 03:24:24 am
Sono stato impegnato nella sistemazione dei miei cappellini e nell'acquisto di otto kili di glitters di vari colori  :icon_eek: pertanto e purtroppo non son riuscito a completare le tabelle olimpioniche, lo farò al più presto.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 11, 2014, 03:09:17 pm
https://docs.google.com/document/d/122vgx8iaXSM4DE6dqnd6jBRy6jzz1FFNJfnaOQMikUo/edit

Questo è il linco delle "Olimpiadi", per ora è visibile solo ai miei amici, è ancora in fase di affinamento e mi aspetto da loro correctioni e suggerimenti.

Ho scelto di statisticare  :icon_eek: le Olimpiadi perché offrono un quadro completo della situazione   mondiale - nazione per nazione - degli sport equestr, poiché si tratta delle tre specifiche discipline olimpiche, appunto.

Angioni, sceglie solo il setore del s.o. e ci spiega il perché:

...Se prendiamo come parametro di valutazione della bontà dell’ambiente equestre che li produce i risultati, che nel campo sportivo sono giudici imparziali e veritieri, spietati e non alterabili, anche se camuffabili o presentabili con mille e una giustificazione, e ci limitiamo soltanto alla disciplina più direttamente collegata all’invenzione di Caprilli, il salto ostacoli, e alla prova che più informa sullo stato di salute di una disciplina, la coppa delle nazioni, ecco un crudo ma eloquente consuntivo dei risultati (i dati, fino al 1976, sono tratti da Max E. Amman, Buchers Geschichte des Pferde-Sports, Luzern 1976):


Questa scelta, evidenzia il periodo di splendore itagliano del s.o. ma lo decontestualizza dall'ambito degli sport equestri che - oltre a quelli classici/olimpici - comprende molte altre discipline... guarda la FISE.

La visione del Colonnello già ci offre un indizio sul perché c'è stata la decadenza dell'Equitazione in Italia, ma sopratutto evidenzia un fatto: vuoto assoluto o quasi per le altre discipline... per il Dressage il vuoto senza il quasi.

Ora guardiamo l'interessante...

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Ottobre 11, 2014, 03:40:14 pm
Ma scusa perchè sceglie di prendere in esame la Coppa delle Nazioni e non le Olimpiadi? Perchè dice che è la prova "che più informa dello stato di salute di una disciplina"? Non dovrebbero essere le Olimpiadi a svolgere quella funzione? Qualcosa mi sfugge.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 12, 2014, 03:04:10 am
A me non sfugge il fatto che il gentile Colonnelo non ha preso in considerazione: il dressage, la base di tutte le equitationi sportive et artistiche, risultati nulli/zero e il completo risultati scarsi? Scadenti?

Appena vedrete la tabella olimpica si capiranno le differenze e che non c'è stata una "decadenza" dell'equitazione italiana ma una impostazione miope suicida da parte di chi ha gestito l'equitazione dai caprillioni in poi, sia dal punto di vista organizzativo che tennico

Nelle interessantissime statistiche e percentuali pubblicate da Angioni leggiamo:

... nei trent’anni che vanno dal 1947 al 1977 (ho scelto questa data, può darsi arbitrariamente, come fine di un periodo, perché è l’ultimo anno in cui i fratelli d’Inzeo e Mancinelli montano insieme in squadra)...

Ora, nel 1977 Raimondo aveva 52 anni, Piero ne aveva 54 anni e il virgulto Mancinelli solo 40 anni,  :icon_eek:... apro una parente:

Considero Mancinelli il più grande cavaliere italiano di tutti i tempi, anche se ha vinto meno di altri è stato il solo figlio di mammà ad emergere a livello mondiale tra i figli di papà e i professionisti militari che allora praticavano l'equitazione in Itaglia, infatti, per questo fu emarginato e dovette imporsi a suon di risultati in un ambiente collapussasottoilnaso per definitione, chiusa parente.

Per lo vero, Angioni onestamente sottolinea questa situazione:

...L’insegnamento decade. Di conseguenza, dopo alcuni anni in cui la situazione è mascherata dalla presenza attiva di pochi grandi cavalieri ricollegabili a origini precedenti la seconda guerra mondiale, è la competizione ad alto livello che dà i segnali di sofferenza.

però, non sottolinea con altrettanta chiarezza che i militari avevano in esclusiva l'insegnamento dell'Equitazione e controllavano pesantemente - direttamente o indirettamente - la FISE fino alla fine degli anni 70 del s.s. inoltre, l'equitazione italiana era in decadenza anche nel periodo dei massimi risultati italiani nel s.o. e la tabella olimpica implacabilmente dimostrerà il perché.









Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Ottobre 12, 2014, 02:06:25 pm
Non mi pare un mistero che il Colonnello consideri con sospetto, se non addirittura disprezzo, il dressage, rifiuta persino il termine preferendo chiamarlo "addestramento".
Non a caso le riprese di dress previste nel concorso completo credo che siano molto semplici anche nelle competizioni di alto livello (non sono riuscita a trovare che tipo di ripresa si fa a livello olimpico nel Completo, tu di certo ci riuscirai) e non a caso nei dettagliatissimi resoconti del Col sulla sua esperienza alle olimpiadi non c'è mai una parola nè una foto della prova di dress: :dontknow:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Giada88 - Ottobre 12, 2014, 02:32:09 pm
Non mi pare un mistero che il Colonnello consideri con sospetto, se non addirittura disprezzo, il dressage, rifiuta persino il termine preferendo chiamarlo "addestramento".
Non a caso le riprese di dress previste nel concorso completo credo che siano molto semplici anche nelle competizioni di alto livello (non sono riuscita a trovare che tipo di ripresa si fa a livello olimpico nel Completo, tu di certo ci riuscirai) e non a caso nei dettagliatissimi resoconti del Col sulla sua esperienza alle olimpiadi non c'è mai una parola nè una foto della prova di dress: :dontknow:
Mi sembra improprio dire che il Col. Angioni disprezzi/rifiuti il dressage, non entro nel merito delle sue opinioni sulla disciplina (che francamente non conosco), ma mi sembra che il suddetto apprezzi non poco Le Cadre Noir!

Scusate l'intromissione.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Ottobre 12, 2014, 02:53:11 pm
Mah il Cadre Noir sì, ma si tratta di un'istituzione particolare in mano ai militari per moltissimo tempo, per il resto più volte ha espresso opinioni molto critiche verso il dressage "moderno" diciamo così e verso i metodi di insegnamento diversi da quelli che lui sostiene.
Poi può darsi che sia una mia impressione eh, non lo conosco personalmente, è certo che pare apprezzare molto di più il SO forse perchè è stata la sua disciplina.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Giada88 - Ottobre 12, 2014, 03:03:48 pm
Mah il Cadre Noir sì, ma si tratta di un'istituzione particolare in mano ai militari per moltissimo tempo, per il resto più volte ha espresso opinioni molto critiche verso il dressage "moderno" diciamo così e verso i metodi di insegnamento diversi da quelli che lui sostiene.
Poi può darsi che sia una mia impressione eh, non lo conosco personalmente, è certo che pare apprezzare molto di più il SO forse perchè è stata la sua disciplina.
Che abbia espresso critiche etc, che apprezzi di più il s. o. (anche se ho letto diversi suoi interventi contro il s.o. moderno), può essere assolutamente vero, non entro nel merito. Sono intervenuta perché mi sembrava troppo forte sostenere che un uomo di cavalli (che sia il Col. Angioni o qualsiasi altro) disprezzasse/rifiutasse il dressage, perché definendolo appunto "addestramento", è punto di partenza di qualsiasi disciplina.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 12, 2014, 03:12:15 pm
Non mi azzardo ad interpretare le opignioni del Colonnello, analizzando la realtà, da Caprilli in poi - nel nostro paese - si è disprezzato il dressage e si son banditi dalla equitazione itagliana la briglia, il piego, la riunione e financo la "bassa squola" per non parlare delle nostre razze che o si sono estinte o le hanno talmente insanguate che erano diventate dei PSI con altro nome,

Ora, l'equitazione sportiva - come abbiamo visto e come vedremo - fino allo scoppio della II guerra mondiale era in mano ai militari in tutte le nazioni europee, finito il terribile massacro, sia i vinti che i vincitori erano "collepessealculo", si trattava di ricostruire/recuperare tutto.

Perché i militari a cavallo: francesi, tedeschi, belgi, olandesi, svedesi ecc. hanno trasmesso alla società civile la loro conoscenza la loro cultura equestre mentre gli itagliani - al di fuori della loro casta - hanno fatto il vuoto?

Soloiddiolosa, o meglio lo potrebbe sapere un sociologo mettendo assieme i tanti fattori che ci differenziano dalle altre nazioni anche in campo militare... solo noi facciamo "operazioni di pace" coi cacciabombardieri e blindati!

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Giada88 - Ottobre 12, 2014, 03:24:49 pm
Ora, l'equitazione sportiva - come abbiamo visto e come vedremo - fino allo scoppio della II guerra mondiale era in mano ai militari in tutte le nazioni europee, finito il terribile massacro, sia i vinti che i vincitori erano "collepessealculo", si trattava di ricostruire/recuperare tutto.

Perché i militari a cavallo: francesi, tedeschi, belgi, olandesi, svedesi ecc. hanno trasmesso alla società civile la loro conoscenza la loro cultura equestre mentre gli itagliani - al di fuori della loro casta - hanno fatto il vuoto?
E questo é il punto: dove sono finiti i nostri militari? Non essendosi smaterializzati, perché non sono/siamo riusciti a mantenere/diffondere la cultura equestre?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Ottobre 12, 2014, 03:55:55 pm
Uno dei problemi è che Caprilli, lui certamente sì, detestava il dressage quindi, dato che l'equitazione era totalmente in mano ai militari a loro volta osservanti seguaci del verbo "caprillionico",il dress è stato completamente ignorato per decenni.
Ignorando tra l'altro la sua importanza anche per i praticanti il SO.
Mi trovate per piacere un italiano, non dico una squadra troppa grazia, che si sia distinto in campo internazionale prima della Truppa?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Giada88 - Ottobre 12, 2014, 04:05:46 pm
Uno dei problemi è che Caprilli, lui certamente sì, detestava il dressage quindi, dato che l'equitazione era totalmente in mano ai militari a loro volta osservanti seguaci del verbo "caprillionico",il dress è stato completamente ignorato per decenni.
Ignorando tra l'altro la sua importanza anche per i praticanti il SO.
Mi trovate per piacere un italiano, non dico una squadra troppa grazia, che si sia distinto in campo internazionale prima della Truppa?
Paradressage a parte... Ricordo la Conz come partecipante all'olimpiade di Barcellona, faceva anche parte della squadra italiana che si era qualificata quinta ai Campionati Europei a squadre del 1991, e poi ottava a squadre all'olimpiade del '92.

Di certo il dressage, in Italia, risulta essere "disciplina di nicchia"
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Ottobre 12, 2014, 04:18:44 pm
Parliamo quindi degli anni '90, la mia Capa è stata definita una "pioniera" del dress che ha contribuito a diffondere dagli anni '70.
Dal dopoguerra agli anni 70 o 90 dov'è finito il dress (che pure è nato il Italia non scordiamocelo)?

PS tutto ciò senza nessunissimo intento polemico, sia chiaro, solo che anche a me piacerebbe capire come mai in altre nazioni il dress è praticato normalmente e molto diffuso mentre da noi è "di nicchia"
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 12, 2014, 10:25:00 pm
Il dressage - in Itaglia - per anni non è stato non uno sport di nicchia ma di loculo, di sepolcro, di tomba, sepolto dai caprillioni più caprilliani di Caprilli.

Caprilli era un esperto cavallerizzo accademico, vedansi le photos della sua lalla Itala, non sappiamo cosa avrebbe fatto se fosse campato più a lungo e avesse visto i risultati alle Olimpiadi, quelli che vi mostrerò, eh si... quello che rimane, quello che fa storia sono le Olimpiadi, il resto è contorno, preparazione per quell'evento; questo spiega anche le continue richieste di introduzione di nuovi sports nell'agone olimpico, dalle boccette alla motoristica, alla monta uestern, al golf tutti gli sports competitivi vorrebbero essere discipline "olimpiche", infatti, oggi si tende a differenziare le specialità olimpiche classiche da quelle parvenus... gli sports equestr/l'Equitazione - non solo il s.o. - sono classicissimi
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 14, 2014, 11:37:52 pm
Attenzione, nell'interessante trattatello di Angioni si evidenziano e si criticano le ragioni del declino usando come pietra di paragone il periodo di cosidetto splendore dell'equitazione italiana, se - invece - il metro di giudizio sono le Olimpiadi, si evince che - pur essendo competitiva nel s.o. - l'equitazione italiana non è mai stata ai vertici mondiali nel suo complesso anche nel periodo d'oro indicato dal Colonnello che va dall'inizio del novecento al 1977, vediamo...

Ecco le tabelle dei risultati riguardanti cent'anni di olimpiadi coi lalli:

http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2012/02/xxxxxxxxxxxxxxxxx.html

con questi possiamo fare le giuste analisi per tentare di dare una spiegazione alla "decadenza" o - per meglio dire - alla mancata affermazione dell'Equitazione in Itaglia.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Ottobre 15, 2014, 12:18:48 am
e che ti domandai io qualche pagina addietro sul perchè il Col avesse preso come riferimento la Coppa delle Nazioni piuttosto che le Olimpiadi?
Appunto perchè se si guardano i risultati olimpici tutto questo italico splendore...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 15, 2014, 01:54:33 pm
Il sistema di Caprilli è l'ultima riforma sostanziale del s.o. dalla "ceduta" di Xenophon passarono secoli di buio, poi l'impostazione all'indietro collo lallo acchiappato in bucca; il successivo "filer": il cavagliere ben seduto lasciava sfilare le redini sull'ostacolo per liberare il collo,appunto;  infine il forward seat caprilliano.

Fin da subito, il principio caprilliano fu interpretato e modificato: Danloux in Francia (monta Danloux e sella Danloux), Muselerer in Germania furono i primi ad adattare lo stile itagliano alla loro cultura come in seguito fece de Nemethy.

I caprillioni si scagliarono violentemente contro questi contaminatori e si arroccarono in un purismo suicida la cui nefasta dimostrazione si palesa analizzando le tavole che ho pubblicato, inoltre, ridussero l'Equitazione al solo s.o. concetto che si è riverberato in Itaglia fino ai giorni nostri coi gambegambe per i quali una volta sulle anche è una prodezza,  una appoggiata è roba da circo equestre.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 16, 2014, 01:24:52 am
Oltre le discipline olimpiche ci sono altri sport equestri con i loro regolamenti, coi loro campionati e le loro manifestazioni: attacchi, monta uestern con tre o quattro specialità, volteggio, polo, orsebol, endurans, monta vachera...

Premesso che "odio" gli sports collo lallo, da amante dei cavalli, mi rendo conto che bisognerebbe promuovere ogni forma di competizione proprio per il bene lallino e la FISE sta facendo dei goffi tentativi per andare in questa direzione cercando di invertire una politica esattamente opposta impostata da decenni, ecco una prima analisi dei risultati olimpici, medagliere generale:

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Ottobre 16, 2014, 06:51:01 am

... mi rendo conto che bisognerebbe promuovere ogni forma di competizione proprio per il bene lallino ...

Hai ragione: per la sopravvivenza della specie cavallo, solo la selezione innaturale, basata su sani criteri di atleticità e quindi sui risultati delle competizioni può compensare la selezione naturale, superiore per efficacia ma aimè lentissima e molto alterata nello stato domestico.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 16, 2014, 10:28:07 am
Dirò di più, la selezione "innaturale" fa danni monumentali, guarda gli sciò degli arabi, anche quello - se non è uno sport - è competizione; da una parte promuove la lallinità, muove interessi di miglioni di euri, dall'altra sta riducendo - in quella categoria - i duri destrieri del deserto in simulacri di "bellezza" fine a se stessa...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Ottobre 16, 2014, 11:05:36 am
Appunto dicevo "selezione basata su sani criteri di atleticità"... quando si persegue la bellezza, poi vengono fuori i Carlini e i pesci rossi pressochè immobilizzati da pinne e coda mostruose. Per fortuna nel cavallo la cosa è limitata a poche razze disgraziate.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 17, 2014, 04:15:08 am
Ho aggiunto la tabella di riepilogo generale, siamo all'ottavo posto di sempre con 19 medaglie, la Germania è prima con 76 medaglie, la nostra posizione potrebbe essere "discreta" con un piccolo particolare: dal 1980 non becchiamo una medaglia, ma sarebbe più giusto dire che è dal 1972 che avviene il fatto perché nell'80 non parteciparono ai Giuochi Olimpici 65 nazioni tre le quali: Germania, Inghilterra, Australia, Nzl, USA che avevano - nel completo, dove prendemmo le medaglie - cavaglieri e lalli che ci avrebbero battuti con una mano legata dietro la schiena... ma gli assenti hanno sempre torto, noi - assenteisti totali nel Dressage - abbiamo tortissimo.

http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2012/02/xxxxxxxxxxxxxxxxx.html

Ma c'è una particolarità davvero unica nel nostro medagliere è facilissimo riscontrarla...


Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 18, 2014, 02:18:02 am
...dagli inizi del secolo al 2012. l'Itaglia ha vinto - nell'Equitazione - 38 medaglie  olimpiche evidenziando   quelle di squadra, bene, 27 sono state vinte da militari 11 dai civili, da notare che i fratelli D'Inzeo da soli ne hanno beccato 13.

Siccome chi compete è il lallo, che significa?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Nicola - Ottobre 18, 2014, 07:59:52 am
Significa che il nostro allevamento militare (Grosseto se non erro) è stato, per anni, uno dei migliori al mondo.

Ho avuto il piacere di conoscere la persona che ha allevato Donbito e, avendo qualche annetto,  ricorda bene il periodo dei d'Inzeo e la grande disponibilità di soggetti che l'allevamento italiano metteva a loro disposizione.

Per verità lei andava un po oltre: in buona sostanza diceva che il tipo di equitazione dei D'Inzeo era conseguenza della grande abbondanza di cavalli.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 18, 2014, 01:44:53 pm
Bravo, era quì che volevo arrivare ma non mi riferivo all'allevamento militare ma a quello del "cavallo del sud" o - per meglio dire - al fil rouge che lega il cavallo napoletano-persano-salernitano.

Fiorello - all. Morese; Posillipo - all. Morese; Pagoro - all. Razza Governativa Persano; Merano - all. Morese; Lettera d'Amore - all. Morese questi sono solo alcuni dei lalli che dagli anni 20 agli anni 60 del s.s. hanno primeggiato in campo mondiale.

Gli allevatori del sud passavano i loro soggetti migliori all'allevamento militare che si riforniva anche di soggetti toscani e laziali e sardi e siciliani e calabresi, in altre parole si avevano a disposizione: maremmani, AAS, PSO, Salernitani, Persani un capitale enorme da valorizzare e col quale lavorare per creare un lallo italiano, invece, i salernitani si sono insanguati troppo, mi pare che Posillipo fosse già un 7/8, si sono abbandonati i PSO e gli AAS al loro destino e si è inventato il "sella itagliano": una insalata russa dove c'è di tutto, indistinguibile da altre "selle" europee.

Ma sopratutto si è trascurato di formare e promuovere una figura fondamentale necessaria per tutti i lalli, per tutti i polledri...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 19, 2014, 02:09:25 am
...in francese si dice dresseur, in inglese trainer si tratta di un personaggio di solida cultura equestre et di confermatissima experientia che prepara i polledri (o lalli difettati) al lavoro al quale saranno destinari: s.o., dressage, completo, spettacolo equestre, reining, corse ippiche, alta squola, etc. etc.

Ci piaccia o non ci piaccia anche la monta uestern è diventato uno sport che muove migliardi di talleri in tutto il mondo, bravi gli americani che hanno promosso a sport seguitissimo il lavoro fatto da: butteri, gardians, vaqueros, gauchos, criollos, chicos, etc. etc... insomma si tratta di vaccari/mandriani a cavallo.

C'è da dire che l'operazione è stata costruita su montagne di libri, fumetti, films che da cent'anni hanno mitizzato il cauboi che è diventato l'eroe romantico per i ragassi di Gallarate come per quelli di Kiev e Aix en Provence.

Tornando a noi...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 20, 2014, 02:04:12 pm
Dunque, alle Olimpiadi - nell'equitazione - siamo stati piuttosto scarsi, anche nel s.o. non abbiamo primeggiato, infatti nel periodo d'oro indicato da Angioni: inizi del ventesimo secolo fino al 1977, nelle Olimpiadi di s.o. abbiamo preso medaglie in sei delle 14 edizioni disputate mentre la Germania le ha preso in 8; le nostre quelle son rimaste fino al 2012 quando le Olimpiadi son diventate 23 mentre le edizioni medagliate della  Germania son diventate 19.

Dunque, piuttosto che domandarsi delle ragioni della decadenza, bisognerebbe chiedersi perché il sistema di Caprilli non ha dato, in Itaglia, gli stessi frutti che ha dato in Germania e in altre nazioni?

Ora,
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 21, 2014, 04:58:32 am
..la spiegazione sarebbe complessa, dovrebbe considerare moltissimi fattori a cominciare dalla serietà e meticolosità teutonica contrapposte alla fantasia e all'improvvisazione itagliana, dovrebbe spaziare dai metodi organizzativi alle interazioni sociali, dalla gestione politica alla differente rappresentazione dei militari nelle due società.

Compito assai arduo e al di fuori della mia portata, da modesto igniorante, posso azzardare alcune considerazioni basate sulle mie modestissime conoscienze dei lalli e dell'Equitazione.

Per farlo prenderò ad esempio due grandi cavalieri e scrittori del periodo d'oro dell'equitazione italiana, Ruggero U

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 21, 2014, 03:12:07 pm
...Ruggero Ubertalli e Guglielmo Mueseler, ambedue militari hanno scritto due libri, quello di Ubertalli: Elementi di Equitazione Naturale giace nella polvere a disposizione solo di studiosi dell'epoca, quello di Mueseler è attualissimo ancor oggi, benché usci nel 1933.

Ecco la premessa di Lucio Lami all'edizione italiana al libro di Mueseler:

Pubblico questo libro per due motivi, in primo luogo perché sono convinto che qualsiasi tipo di scomunica è contro la cultura. In secondo, perché esso è all'originedi quella commistione di scuola tedesca e italiana che oggi va tanto di moda.

Mueseler fu subito scomunicato dai caprillioni (cfr. Bandino Rossi) nonostante parli del nostro "sistema" con ammirazione, perché accusato di "non aver capito". Una accusa ingiustificata, come dimostrano anche le note che solo quà e là abbiamo inserito nel testo. La sua influenza costò la messa al bando anche del nostro Bacca che pure... 


Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 22, 2014, 01:19:58 pm
... che pure attinse poco da questo libro.

Eppure Mueseler ha un grande merito: quello della chiarezza e ad esso si deve il successo internazionale dell'opera.

A questo merito spero se ne aggiunga ora un altro: quello di dimostrare a tanti nostri pseudo cavalieri (che confondono la semplicità col pressapochismo) come l'equitazione sia anche una scienza che richiede grande cultura tecnica, tempo, preparazione e cognizioni vaste.

Abituati ad esordire in concorso dopo venti lezioni, molti giovani - leggendo questo testo - dovranno fare un esame di coscienza e rendersi conto di quanto sconfinata e diffusa sia l'ignoranza, in fatto di equitazione.
                                                             
                                                                                                    Lucio Lami - 1975


Che dire?

Secondo me è - in generale - un perfetto ritratto della situazione di allora come di oggi, colla differentia che i tempi son cambiati, da una parte in meglio dall'altra in peggio.

Da una parte, l'arrivo in Itaglia della monta uestern, della monta spagniuola e dei millanta metodi alternativi/innovativi hanno creato una enorme confusione ma hanno dato la possibilità - a chi lo avesse voluto - di cernere e capire qual'è grano e qual'è loglio et pian piano si torna ai saldi principi equestri che non sono di questa o quella cultura ma di ogni vero uomo di lalli, da Xenophon in poi.

C'è da dire che oggi sarebbe difficile - per la casta egemone (allora quella militare) - dare scomuniche a chicche e a sia, ah se invece di bandire MueselerBacca&C. si fosse...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 23, 2014, 05:22:25 am
... aperto il cereviello e che - invece delle scomuniche - si fosse instaurato un dialogo con gli "scismatici", forse oggi non saremmo in queste condizioni, ma questa è ucronìa... ma vediamo chi era Ubertalli: fece amicizia con Caprilli fin da quando erano tenentini e Caprillone già faceva disperare i superiori per il suo temperamento ribelle e il modo di montare fuori dalle rigide regole militari.

La loro amicizia et collaborazione durò fino alla morte del Capitano che vedeva nell'amico la perfetta realizzazione pratica dell'assetto da lui studiato; Ubertalli aveva una elasticità e una morbidezza di assetto naturali - lo chiamavano il gatto - che gli fecero raggiungere importanti traguardi nel s.o. tra l'altro detenne il primato di elevazione con metri 2.20 dal 1909 al 1937.

Aveva una enorme "senso del lallo", sentiment direbbero i francesi, che gli facevano trarre risultati da lalli difficilissimi come nel caso di Itomìr che vale la pena di descrivere...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 24, 2014, 08:09:10 pm
(http://s13.imagestime.com/out.php/i982593_RuggeroUbertalli.jpg) (http://www.imagestime.com/show.php/982593_RuggeroUbertalli.jpg.html)
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 25, 2014, 01:28:11 pm
La photo che ho pubblicato sopra e quella di Ubertalli su Itomir e si trova nel manuale da lui pubblicato nella "Tavola Rotonda" licenziata alle stampe dal compianto Lucio Lami, indubbiamente è esemplare per quanto riguarda i dettati caprilliani: ginocchio che pinza, staffa ben calzata, suole degli stivali che guardano in fuori ad adiuvantum, mani basse.
Ormai nessuno dei grandi cavaglieri da s.o. monta più così, ma di questo parlerò un'altra volta...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 26, 2014, 02:51:05 am
... Itomir era un lallo di enormi possibilità ma con una senzibbilità fuori del comune, bastava un nonnulla per metterlo in disordine, Ubertalli - forse grazie al suo assetto felicissimo - riuscì ad interpretarlo e ne fece un generosissimo saltatore: passava i due metri con facilità irrisoria, eseguiva esercizi straordinari su una serie di ostacoli da un metro messi "a gabbia" ad un tempo solo di galoppo, li passava anche in diagonale e con in aggiunta una siepe larga sette metri che sorvolava con estrema facilità: il lallo era pronto per intraprendere una carriera luminosa, ma Ubertalli fu trasferito e dovette lasciare la squola di Pinerolo.

Cambiata la mano, insorsero di nuovo i ploblemi, Itomir fu giudicato un lallo pericoloso e messo a tirare i carretti delle salmerie militari, non essendo adatto neanche a quello, fu riformato e mandato al macello.  :dontknow:

Ubertalli fece una luminosa carriera militare, raggiunse il grado di genarale e - anche da penzionato - fu un fervente apostolo di Caprilli ingaggiando furiose polemiche coi devianti, con tutti coloro che  non accettavano acriticamente il sistema del suo maestro che - d'altronde - aveva la massima considerazione verso di lui: arrivò a dire: "Ubertalli monta meglio di me".

Ubertalli scrisse il suo manuale "affinché nel mondo della Cavalleria italiana, non facessero breccia inquinamenti tennici, specie tra gli istruttori".

Il che è concettualmente sbagliato, sbagliatissimo, gli "inquinamenti" le contaminazioni, gli scambi son
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Ottobre 26, 2014, 12:14:26 pm
Un  commento laterale, spero che non sia "il nonnulla che ti mette in disordine"  :horse-wink:, in questo caso sposteremo.

Con il sistema caprilliano puro in breve tempo si può mettere in sella chiunque (quasi) permettendogli il controllo del lallo, la monta in campagna, il salto, le prove di resistenza, le corse di galoppo e le siepi. Il "principio magico" è: libertà di incollatura.

In nessuna di queste pratiche si raggiungerà l'eccellenza; per raggiungere l'eccellenza occorre, a chi lo voglia fare, ripartire da zero, e imparare tecniche fini che mal applicate comportano danni al cavallo e rischi al cavaliere.

Mi domando: visto che l'eccellenza, per il 99% di chi monta a cavallo, è una chimera e - se promessa - quasi una truffa, non sarebbe meglio insegnare a montare sempre e comunque alla Caprilli e riservare a pochi il Caprilli  modificato e migliorato, o le basi dell'alta scuola?

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 26, 2014, 12:46:48 pm
Il sistema caprilliano riguarda l'equitazione militare e il salto, già L'Hotte parla ammirato della libertà di incollatura dei lalli dei contadini (dei civili) che non si "coronavano" perché liberi di bocca rispetto ai lalli militari tenuti in bocca.

Caprilli ha demolito la vecchia squola militare mentre ha appreso osservando i civili, i grooms perfino, leggiete:

http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2011/09/di-brutto-muso-caprilli-praticava-la.html

E' facile supporre che al di fuori dell'esercito: butteri, vaqueri, cauboi, mongoli non seguissero le regole dei marmittoni ma praticassero una monta "naturale" ben prima di Caprilli, il grande merito di Caprilli è di aver codificato "militarmente" quello che la natura indicava, questo gli costò parecchio: a 40anni era ancora capitano!

Per l'alta squola il discorso è a parte: esisteva prima di Caprilli e continua ad esistere ancor oggi, non confondiamo/mischiamo la lana colla seta.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 27, 2014, 02:00:57 am
...Il che è concettualmente sbagliato, sbagliatissimo, gli "inquinamenti", le contaminazioni, gli scambi sono il lievito del progresso, le basi dell'evoluzione darviniana, i mattoni della bellezza e dell'intelligenza.
Qualcuno cercò di mettere in pratica le teorie che predicavano la superiorità e la purezza di una certa razza, sappiamo come andò a finire.

Ora, Ubertalli scrive il suo manuale con questi propositi:

Dopo aver pietosamente radunato nell'urna, con le mie mani, le ceneri de compianto Capitano Caprilli; passati alcuni anni.... ...mi pare di compiere un sacro dovere nel cercare di completare l'opera che il destino Gli ha troncata.
Innanzitutto sento la necessità di dichiarare che non ho la benché minima pretesa di fare critica al sistema lasciatoci dal Maestro... ...urgeva togliere la situazione di contrasto in cui si trovavano i Reggimenti, fra il regolamento ancora antico e le nuove teorie già conquistanti specialmente la massa dei giovani... ...il mio modesto lavoro non ha altra speranza ed altro scopo che questo: dare un metodo  per insegnare gli inoppugnabili principi del nostro sistema di equitazione, nel miglio modo e nel più breve tempo.


I risultati - secondo me - sono lontani dai propositi appena enunciati, a parte lo stile trombonico, il libro è incomprensibile ai più, almeno il sottoscritto ha dovuto applicarsi fortemente per tentare di capire il senso di periodi prolissi  che - spesso - si attardano in descrizioni di azioni semplici descritte in maniera complicata.

Comunque, a sua parziale discolpa, il Nostro - nel libro - si rivolge ai militari o per meglio dire alla preparazione delle reclute secondo il sistema di Caprilli, viceversa Mueseler spazia dall'equitazione di campagna a quella di squola con cenni all'alta scuola, alla caccia, alla doma, alla correzione dei vitii dei lalli ecc. ed è - a tutt'oggi - un ottimo testo per un primo approccio all'equitazione per noi ragasse debuttanti nel mondo dei lalli.

Ma cos'è il sistema di Caprilli, erroneamente chiamato monta itagliana, quali sono i


Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Ottobre 27, 2014, 08:49:50 am
ed è - a tutt'oggi - un ottimo testo per un primo approccio all'equitazione per noi ragasse debuttanti nel mondo dei lalli.

 :icon_eek: Allora devo essere deficente, perchè io l'ho letto come "primo approccio" e a distanza di anni ho capito che non avevo capito una beatissima mazza.

Ci vuole una semplicità ben maggiore, per il "primo approccio".
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 27, 2014, 09:45:03 am
... Eppure Mueseler ha un grande merito: quello della chiarezza e ad esso si deve il successo internazionale dell'opera.

Parole di Lucio Lami...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Ottobre 27, 2014, 09:54:15 am
Ok. Allora il mio bollino da deficente me l'ha messo direttamente tale Lami.  :dontknow:

Vai pure avanti, che il "cuore" della monta Caprilli mi interessa molto.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 27, 2014, 10:21:19 am
In realtà Caprilli non fece a tempo ad organizzare in maniera organica il suo sistema costruito contro la monta itagliana in anni di prove, diecine di cadute e varie ossa rotte.

Chissà se avrebbe approvato i dogmi dettati dai suoi discepoli, e come avrebbe preso le innovazioni dei miscredenti della prima ora: Bacca, Mueseler, Danloux, etc. etc.

Non lo sapremo mai, quello che sappiamo è che la sua formidabile intuizione ha avuto sviluppo e risultati al di fuori dell'Itaglia, da noi, ha prodotto - in cent'anni nel s.o. - 4/5 campioni che hanno mascherato la pochezza generale del nostro movimiento; quando son finiti quelli, quando son cambiati i lalli, quando son cambiati gli ostacoli, quando son cambiati i percorsi: buio pesto.







Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Ottobre 27, 2014, 11:26:56 am
Mica vorrai dare per scontata la formidabile intuizione? Ce n'è una che riassumerei: "meno si disturba il naturale equilibrio e movimento del cavallo e meglio è" o ce n'è più di una?

Inoltre vorrie un tuo commento sulla tardiva illuminazione di Rosselmini in "Dell'obbedienza del cavallo", che mi sembra sia stata dimenticata senza lasciare traccia alcuna ma che mi pare che potrebbe essere una specie di premonizione. Anche Rosselmini, in breve, esegue una specie di autocritica al principio "spostare l'equilibrio del cavallo sui posteriori", il che è quasi sinonimo di "lasciare al cavallo il suo equilibrio naturale". E' sufficiente leggere la prefazione, anche se incoraggio gli interessati a leggere almeno l'utlima parte, sull'allevamento in "famiglie" libere, molto interessante dal punto di vista dell'etologia.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 27, 2014, 02:16:19 pm
Ben prima che Caprilli desse la svolta nel s.o. , pur senza arrivare alla sua ceduta, altri personaggi avevano capito che bisognava lasciare libertà di incollatura allo lallo nel salto, lo facevano in maniera differente, ma era diventato di  comune sentire, solo i militari insistevano a saltare buttandosi all'indietro col lallo acchiappato in bocca

(http://s13.imagestime.com/out.php/i983198_250pxGustaveLeBonhorseIV.jpg) (http://www.imagestime.com/show.php/983198_250pxGustaveLeBonhorseIV.jpg.html)

Quello che vedete è Gustavo Le Bon, scienziato di vaglia inventore del cefalometro,  :icon_eek:  tra l'altro, pare che i suoi scritti fossero molto ammirati da Mussolini, pubblicò uno studio scientifico sull'equitazione:

http://fonds-ancien.equestre.info/component/joodb/article/3-bibliotheque-numerique/177-l-equitation-actuelle-et-ses-principes-recherches-experimentales-gustave-le-bon-firmin-didot-paris

Dunque i tempi erano maturi, prima o poi sarebbe nato un "caprilli".
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Ottobre 27, 2014, 04:07:40 pm
Alex se ti può essere di conforto neanche io ho trovato il Mueseler così semplice e chiaro, quindi mi aggrego al club dei deficienti :icon_confused:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Ottobre 27, 2014, 04:49:24 pm
Alex se ti può essere di conforto neanche io ho trovato il Mueseler così semplice e chiaro, quindi mi aggrego al club dei deficienti :icon_confused:

 :love4:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 28, 2014, 05:47:43 am
Molti si riempiono la bocca con Caprilli ma quanti sono in grado di descrivere i suoi dettati originali per l'assetto nel s.o. ?

Quì sotto c'è un video, riguarda Piero D'Inzeo, sicuramente il cavaliere che stilisticamente meglio interpretava il "sistema":

https://www.youtube.com/watch?v=myhoFxZcBkw

Questo è un video di Penelope Leprost, l'ho sceta per il nome: Penelope, ma tutti i grandi cavalieri di s.o. - oggi - montano più o meno così.

https://www.youtube.com/watch?v=CeiNwNIQjuY

Cos'hanno in comune il cavaliere e l'amazzone a parte la ceduta sull'ostacolo ?

Poco pochissimo quasi niente, partiamo dai piedi:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Ottobre 28, 2014, 08:28:59 am
Ti seguo attentamente e non voglio interromperti, ma.... spero che non ti limiterai alla fine (il salto difficile) ma esaminerai il sistema Caprilli dall'inizio, dalle più basilari banalità; il bello del sistema Caprilli, IMHO, sono proprio le basi basilari, i principi che permettono di insegnare un'equitazione efficace, efficacissima, e (forse) rispettosa del corpo e della mente del cavallo a una recluta ignorante, rigida, goffa in pochissimi mesi;  mi immedesimo bene in tale recluta, mentre non mi immedesimo minimamente nè in Ubertalli nè in D'Inzeo.  :dontknow:

Scusa dell'interruzione, procedi pure, ma poi se ti va torna indietro fino alle basi basilari.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 28, 2014, 01:30:51 pm
Mi spiace deluderti, Caprilli non ha fatto nulla di sostanziale riguardo l'insegnamento militare elementare, nelle "Questioni" il Generale raccomanda la semplicità necessaria per l'insegnamento equestre alla truppa e racconta del salto della barriera (a orecchio) fatto a plotoni lasciando ai lalli completa libertà di incollatura, già da tempo si era capito che la truppa meno facesse meglio era, il consilio sempre valido per i principianti e gli incapaci è: nel dubbio astenetevi.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 29, 2014, 04:37:04 am
...il più grande errore che si possa commettere nell'addestramento del lallo è renderlo consapevole della sua forza...

Caro Alex, queste palabras ti ricordano qualcuno?

Consilioti di leggere il testo di Le Bon, sotto certi aspetti è molto moderno... di sicuro cerca di dare basi sciscientifiche all'equitazione attuale, che era attuale centocinquant'anni fa.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Ottobre 29, 2014, 07:50:18 am
Certo che me le ricordano; è uno di quei principi "comuni a tutte le equitazioni" che - sviati dalle differenze di dettaglio - pochi notano.

Ma se non ti spiace, torniamo un attimino a Caprilli. Sei sicuro di quello che hai detto? Sei sicuro che la frase di Caprilli, che cito a memoria: "La mano seguirà l'incollatura ad ogni cambiamento di equilibrio del cavallo", ossia: l'idea che è la mano che segue l'incollatura e non il contrario, e che l'equilibrio spontaneo del cavallo vada rispettato, non sia il "cuore" di cui la ceduta sul salto non è che la manifestazione più appariscente? Un bel po' di discussioni nei forum mi ha convinto che questa idea non è diffusa nemmeno adesso; certo, ha un limite, che è il fatto che senza modificare e plasmare l'equilibrio del cavallo nemmeno si comincia l'alta scuola o l'equitazione accademica; però, per i principianti o gli incapaci..... che sono la larga maggioranza dei cavalieri, quando sono visti da chi fa equitazione di alto livello bene (e sono molto pochi...)

Questa è anche la scoperta senile di Rosselmini; e nella sua viva sorpresa nell'ammetterlo ho letto molto, e ho apprezzato moltissimo la sua onestà intellettuale nell'ammettere che per molti, molti anni aveva sbagliato tutto.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 29, 2014, 01:51:03 pm
Quello che dice Caprilli è un principio vecchio già cent'anni fa... vai al libro di Le Bon a pag 77 e seguenti e leggi dellla : fixité de la main, Le Bon non inventa niente, si rifà a Fillis, dunque a Baucher e chissà a quant'altri.

...la mano fissa sembrerà una stranezza per i cavallerizzi abituati a - secondo l'espressione classica -  prendere e lasciare le redini - e sopratutto abituati a seguire il movimento di va e vieni molto accentuato della testa del cavallo...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Ottobre 29, 2014, 03:15:29 pm
Il fatto che un principio sia vecchio, in Equitazione, non ha nulla, ma nulla a che fare col fatto che venga correntemente insegnato e applicato. Ma vai pure avanti: la mia l'ho detta; non insisto.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 29, 2014, 09:08:00 pm
... la fama del giovine cavagliere si propagò lontano fuori dei confini dell'Itaglia. e dal giovane ufficiale cominciarono ad affluire cavalieri già affermati allo scopo di conoscere la sua teoria.
Ma presso il proprio comando Caprilli non solo non trovò consensi, ma urtò contro un aperto diniego. Intorno al suo metodo si crearono intrighi e passioni...


Caprilli per creare la monta itagliana, erroneamente chiamata monta inglese,  :icon_eek: dovette battersi come un leone contro gli alti comandi della cavalleria italiana, rischiando grosso, si salvò solo perché ottenne risultati e perché sostenuto dall'estero.

Quando Caprilli inventò il suo metodo il concorso di salto obstacoli era ancora in fasce, ed era considerato propedeutico alla equitazione di campagna/alla euitazione militare, ma la sua gloria è legata alla "nuova" maniera di passare gli ostacoli, come ho detto, è questione di stile/efficacia dello stile, gli ostacoli si passavano anche col filer e buttandosi all'indietro questi sistemi si sono abbandonati perché col forward seat si salta più in alto e più facilmente, se per assurdo, si saltasse più in alto collo lallo acchiappato in bocca, Caprilli non si sarebbe mai affermato.

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 30, 2014, 03:55:45 am
Dunque torniamo allo stile caprilliano sul salto partendo dal pede:

(http://s13.imagestime.com/out.php/i983977_pierino.jpg) (http://www.imagestime.com/show.php/983977_pierino.jpg.html)

(http://s13.imagestime.com/out.php/i983976_penel.jpg) (http://www.imagestime.com/show.php/983976_penel.jpg.html)

Come si vede, la squola itagliana erroneamente chiamata forward seat  :icon_eek: prescriveva che la staffa fosse calzata completamente, mentre oggi, si monta afferrando la staffa vinavil punta del piede.

Confesso che sono un modesto cognoscitore di s.o. quindi posso dire vulvacce, mi baso sulla logica e sulla mia piccola experientia, quindi, ogni intervento di vero experto della disciplina sarebbe assai gradito.

C'è stato quel cambiamento, perché?

Quali sono i vantaggi della staffatura completamente calzata e quali di quella appena appoggiata bostik punta, va da se che, se si è cambiato a favore della seconda, la partita a favore della seconda versione  è stata vinta.

Certamente la staffa tutta calzata offre...


Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Ottobre 30, 2014, 11:25:37 am
Dal punto di vista dell'assorbimento dello stress meccanico, certamente la staffa calzata a fondo impedisce ogni contributo del sistema polpaccio-piede attraverso il tendine di Achille, l'ammortizzatore resta il sistema gamba-coscia-bacino-tronco mentre la staffa calzata in punta aggiunge all'ammortizzatore questo sistema. L'atterraggio quindi sarà più "morbido"ma non ho idea se questo possa essere un elemento cruciale per migliorare la prestazione del cavallo, che poi è quello che interessa all'ostacolista.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 30, 2014, 11:53:17 am
... benissimo, posso aggiungere che la staffa calzata a fondo dà una sensazione di maggiore sicurezza ma se presa in punta - oltre quanto detto da Alex - facilita/rende automatica la discesa del tacco, dunque, una migliore stabilità in sella, una migliore tenuta/solidità contro gli scarti e gli imprevisti.

Come ben vedete, D'Inzeo mostra le suole inclinandole verso l'esterno (il giusto usa della staffa così si diceva), l'amazzone le tiene parallele al terreno, magari mette un pochino le punte in fuori.

Il perché della differenza la troviamo salendo più

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 31, 2014, 02:30:51 am
(http://s13.imagestime.com/out.php/i983977_pierino.jpg) (http://www.imagestime.com/show.php/983977_pierino.jpg.html)

(http://s13.imagestime.com/out.php/i983976_penel.jpg) (http://www.imagestime.com/show.php/983976_penel.jpg.html)

Salendo più su troviamo le polpe e il ginocchio, mettere le suole in fuori - come fa D'Inzeo - supporta la pressione/la presa del ginocchio come cardine sul quale si inchiavarda il cavagliere in sella, viceversa, Penelope si sostiene usando - oltre che il ginocchio che non è bloccato - il polpaccio, estendendo la superficie di presa utile - specialmente - nella fase ascendente del salto, la prova sta in questo video:

https://www.youtube.com/watch?v=KWGLTzlHFP8

Si vede chiaramente che  il cavaliere senza staffe si tiene - nella fase ascendente - con tutta la gamba, nella fase discendente punta il ginocchio.

Credo che questa evoluzione sia stata proposta da Danloux fin dai tempi eroici del sistema caprilliano erroneamente chiamato monta italiana.

Andiamo avanti, o meglio saliamo più su...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: carodubbio - Ottobre 31, 2014, 01:41:55 pm

(http://s13.imagestime.com/out.php/i983976_penel.jpg) (http://www.imagestime.com/show.php/983976_penel.jpg.html)

Andiamo avanti, o meglio saliamo più su...
[/quote]

Un po' più su volea volare :firuu:  ( la battuta mi scappa :bbianca:)

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Ottobre 31, 2014, 08:36:37 pm
Questo si che è un uccellino!

(http://s13.imagestime.com/out.php/i984474_Ledaeilcignobronzo35x39x25cm.jpg) (http://www.imagestime.com/show.php/984474_Ledaeilcignobronzo35x39x25cm.jpg.html)

C'è da dire che dall'accoppiamento di Leda col cigno (Giove) nacquero due gemelli: i Dioscuri mitici addestratori di cavalli.


Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 01, 2014, 03:45:45 am
Più su ci sono le coscie... chi l'avrebbe mai detto!

La loro funzione nella ceduta è di mandare in alto le chiappe e in avanti il busto del cavagliere, ma veniamo alla differentia più evidente tra il sistema e la monta moderna: secondo il sistema si galoppa leggieri cioè in sospensione, dunque, le coscie partecipano all'ammortizzazione, il corpo del cavagliere stante quasi sempre proiettato in avanti, guardate Raimondo D'Inzeo già anziano :

https://www.youtube.com/watch?v=WAMpheiTBog

è sempre in sospensione, verosimilmente manda il lallo avanti con le gambe, l'azione propulsiva delle reni non esiste, c'è da dire che i sistemisti usavano lalli molto insanguinati, dunque, molto in avanti.

Ora vediamo...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 01, 2014, 02:19:58 pm
... un'altra differenza: le mani sotto di D'Inzeo le mani sopra di Penelope:

(http://s13.imagestime.com/out.php/i984574_peneff.jpg) (http://www.imagestime.com/show.php/984574_peneff.jpg.html)

(http://s13.imagestime.com/out.php/i984576_inz.jpg) (http://www.imagestime.com/show.php/984576_inz.jpg.html)

Sono decenni che nessuno dei topraiders monta seguendo il sistema di Caprilli erroneamente chiamato monta itagliana, se lo fanno ci sarà un perché, avranno le loro ragioni, quali?



Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 01, 2014, 08:38:05 pm
Guardate che stile!

https://www.youtube.com/watch?v=9J0trazYgeM
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Novembre 01, 2014, 08:47:55 pm
Raffaele scusa ma non riesco a capire la differenza nella posizione delle mani anche perchè la foto di D'Inzeo è sfuocata. Puoi spiegare per favore?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 02, 2014, 02:30:55 am
Già dissi che sono particolarmente igniorante in s.o. sto cercando - da semiprofano - di valutare le differentie tra la cosidetta monta itagliana di 80 anni fa e quella attuale, descrivo quello che vedo e cerco di darmi/di dare spiegationi, eventuali corriggimenti e approfondimenti - da parte dei saltatori experti di questo foro - sarebbero benvenuti et graditi.

La buonanima di Raimondo tende a frenare il lallo abbassando le mani, mentre Penelope le solleva anche perché l'assetto del primo è curvo in avanti, quello della ragassa - invece - è dritto/spalle indietro, inoltre, la signora tira e molla per regolare il suo lallo, il militare agisce seghettando più di San Giuseppe a bottega.

Generalmente sono una ragassa calma/molto calma, qualità necessaria avendo avuto a che fare col pubblico pagante una vita e avendo insegnato in corsi professionali a ragasse "disagiate", però, quando vidi un mio aglievo - proveniente dal s.o. - seghettare il povero lallo, diedi piglio alla violenza: le mie urla omeriche rimbombarono per la contrada, tant'è che i vicini accorsero preparati a vedere il sangue... dopo un pò - non ci crederete - persi l'aglievo.

Non mi permetto di criticare D'Inzeo, ci mancherebbe, constato il seghettamento, punto... o non era un seghettamento? BOH!

https://www.youtube.com/watch?v=csG0Pa_HxeU

https://www.youtube.com/watch?v=6UB2kEVelkE
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 02, 2014, 10:01:03 am
In questo video si vede una fase intermedia nella maniera di montare tra il sistema itagliano originale e quello "tedesco" attuale.

La presa di gambe è già moderna, così come lo stare seduto per modulare la cadenza del lallo, ma la posizione del busto è ancora di squola caprilliana, la staffa è sempre calzata ma in maniera meno totale.
C'è da dire che Halla portò alla vittoria olimpica il suo cavaliere malgrado questi fosse veramente malconcio:

 Winkler è colto pochi istanti prima della sua decisiva prova da lancinanti dolori dovuti a uno strappo inguinale, ma non potendo la giuria accordargli alcuna dilazione di tempo, il cavaliere tedesco viene issato in sella e mandato in campo ugualmente.

Vidi montare Winkler in una Coppa degli Assi dei primi anni 70 del s.s. era a fine carriera... ma che classe!
Halla era "costruita in discesa" questa malformazione non le ha impedito di diventare una leggenda tedesca degli sport equestri.

https://www.youtube.com/watch?v=aQKu0ikGero
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: carodubbio - Novembre 02, 2014, 11:34:23 am
Allora a me il mio istruttore mi ha fatto saltare pochissimo per il fatto che c'era molto da lavorare  sulla impostazione generale, quando poi iniziai a affrontare gli ostacoli andavo di la senza nessuna difficoltà, anche se le prime volte ho preso diverse carrozze, non mi posso definire un esperto ma qualcosina so fare.

Sul fatto della posizione delle mani avendo IO una impostazione da galoppo ; mani basse sul garrese, mi strillava sempre da bordo pista di non portare le mani sui miei .......  (gioielli di famiglia) e sono passato a tenerle più in alto, ma variando la loro altezza a secondo del tipo di lavoro da fare.

Il metodo di  seghettare in bocca mai mi è piacito, tengo un contatto deciso e vado dietro al movimento del collo del cavallo, ma capisco bene le difficoltà che si hanno in gara di un percorso a ostacoli dentro un rettangolo, anche se dietro a una buona performance penso che va fatto  un lavoro  molto basato su esercizi fatti in piano
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 03, 2014, 12:34:07 pm
Abbiamo risposto al perché è meglio la staffa presa in punta rispetto a lla staffa completamente calzata di caprilliana memoire: miglior ammortissamiento, miglior sicuressa di azzetto per costrizione del tacco in basso, meno possibilità di rimaner staffati in caso di caduta.

Ora vediamo come avviene la presa di polpe, come si usano l'asseto sedudo e le man nl s.o. e i loro vantaggi rispetto alla monta caprilliana erroneamente chiamata monta itagliana.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 03, 2014, 07:40:53 pm
Apro una piccola parente: il cavaliere non si deve legare al cavallo ma ai suoi movimenti, questo è un altro assioma del Generale che è valido anche nel s.o. dunque, quando parlo di "presa" non intendo la stretta meccanica delle gambe, ma di una tenuta sciolta e morbida che accompagna i movimenti del lallo, anco i più violenti, l'elasticità della cintura e del busto sono forse più importani del serrare le gambe...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Novembre 03, 2014, 11:39:17 pm
Io sono tornato indietro di vari secoli.... cosce aderenti alla sella, e gamba quasi "flaccida", rilassata, mobile e del tutto indipendente dal cavallo, da usare solo ed esclusivamente per aiutare, mai per afferrarsi e nemmeno per cingere morbidamente. Prima o poi metterò dei lunghi speroni, ma mi frena la vergogna: come, tu cavaliere animalista, usi gli speroni e pure speronacci lunghi un palmo!!!??? Saprei dare lo spiegazzone, ma stuferei l'ascoltatore solo con il pre-ambo.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 04, 2014, 09:05:55 am
Stiamo parlando di salto ostacoli anche grossi, dunque, le cossie non possono partecipare se non in maniera complementare stando seduti.

L'assetto che descrivi è preclassico, quando il cavagliere era incastrato nella sella per menar mazzate in battaglia.
Ma Il principio della camba cadente così è rimasto fino ai nostri giorni passando per la Scuola di Versailles, Rousselet, etc. etc  Oliveira - in questo video - ne è un magnifico esempio, le gambe agiscono "flaccidamente" ma dice di guardare il "mon dos" che imposta la passeggiata, invece è di squola militare la "gamba fasciante" che doveva tenere saldamente il marmittone al lallo, ma a discapito della leggierezza.

Caprilli, facendo montare in sospensione, rinunciava all'azione attiva e regolatrice delle reni, ripristinata poi dalla scuola tedesca e francese, in pratica adottarono il metodo Caprilli senza rinunciare all'assetto classico, Jean D'Orgeix ce lo spiega mirabilmente:

http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2012/05/il-culo-nella-carriola-e.html
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 04, 2014, 12:56:27 pm
Altra piccola parente, ho una reminiscenza riguardo le ragioni della monta moderna, si diceva/si dice? che siccome son cambiati i lalli da s.o. è cambiato il modo di montare, cioè, essendo stati eliminati i lalli inzanguatissimi dei caprillioni, i lalloni tedeschi, olandesi, etc. avevano bisogno di un assetto più imperativo per spingnerli in avanti.

Non so se questo è vero, di certo, anche lalli veramente nevrili possono esser montati col metodo moderno e con grandi risultati, per il mio piacere metto questo linco, riguarda Touch of Class: la più bella saltatrice mai vista in campo ostacoli, una purosangue che nel 1984 vinse le Olimpiadi magistralmente condotta da Joe Fargis.

Come, per l'Ali bummaye, per la sconfitta di Benvenuti, per la morte di Gilles, per il record di Mennea, per la vittoria di Ambassador, per il sorpasso di Valentino nel "cavatappi", per il gol di Maradona contro l'Inghilterra anche di Touch of Class - oltre che l'impresa - ricordo il luogo dove l'ho vista, con chi ero/con chi condivisi quelle giuoie/quelle tristezze...

https://www.youtube.com/watch?v=bIuRbr6q2wE
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 05, 2014, 02:40:09 pm
Qualcuno ha sintetizzato in 3 punti la "grande invenzione" di Caprilli, eccoli:

La grande  invenzione di Caprilli è  sta-
ta:
1. aver dato la libertà all’istinto del ca-
vallo nell’avvicinamento all’ostacolo, lib-
ertà guidata o accompagnata dalle re-
dini, dalle gambe e dal peso del corpo
del cavaliere, cioè gli aiuti;

2.  aver  lasciata  la  più  grande  libertà
alla bocca, quindi al collo, al bilanciere
del  cavallo,  quindi  avanzamento  delle
braccia e del busto;

3. aver  liberato  il  cavallo dalla diretta
applicazione  del  peso  del  cavaliere
sulla parte più delicata della spina dor-
sale, il tratto dorso-lombare, dove inizia
il  motore  del  cavallo,  quindi  distacco
delle  natiche  del  cavaliere  dalla  sella
nell’avvicinamento all’ostacolo e duran-
te il suo superamento.


Non bisogna essere dei fini tennici equestri per capire che quanto affermato quì sopra è falso e - alla luce dei risultati - contestabile, che fa ? Contestiamo? Contesto?

Punto primo:

aver dato la libertà all’istinto del ca-
vallo nell’avvicinamento all’ostacolo, lib-
ertà guidata o accompagnata dalle re-
dini, dalle gambe e dal peso del corpo
del cavaliere, cioè gli aiuti


se c'è libertà all'istinto questo non può essere guidato o accompagnato dagli aiuti, perché non è libertà ma costrizione, guardate il famoso video di D'Inzeo, quante volte il lallo è acciappato in bocca per frenarne l'irruenza?

E poi cosa vuo dire avvicinarsi all'ostacolo?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 05, 2014, 08:20:20 pm
La differenza tra i topraiders e le mezzecalzette sta proprio in questo: la valutazione dell'ostacolo e l'avvicinamento ad esso.

La monta caprilliana, quella antica - per forza di cose - dato che si montava in sospenzione, regolava l'andatura solo colle mani e colle gambe... avete notato i seghettamenti?
Nella monta moderna, il cavagliere regola l'avvicinamento, oltre che con le mani, con tutto l'assetto, lo condiziona, ma lovviamente, il lallo deve essere addestrato, guardatevi d'Oreix.

Dunque, la libertà d'istinto del cavallo nell'avvicinamento all'ostacolo - specie sui grossi ostacoli e nei percorsi tennici - non esisteva e non esiste: guardate Penelope come corrigge il suo lallo che vuol partire da lontano (min. 1.22):

https://www.youtube.com/watch?v=6UB2kEVelkE

Quì invece trattiene, o meglio non sollecita abbastanza il suo lallo verso la riviera e finisce per le terre:

https://www.youtube.com/watch?v=tW8rBjPskFg
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Giada88 - Novembre 05, 2014, 08:56:23 pm
La differenza tra i topraiders e le mezzecalzette sta proprio in questo: la valutazione dell'ostacolo e l'avvicinamento ad esso.

La monta caprilliana, quella antica - per forza di cose - dato che si montava in sospenzione, regolava l'andatura solo colle mani e colle gambe... avete notato i seghettamenti?
Nella monta moderna, il cavagliere regola l'avvicinamento, oltre che con le mani, con tutto l'assetto, lo condiziona, ma lovviamente, il lallo deve essere addestrato, guardatevi d'Oreix.

Dunque, la libertà d'istinto del cavallo nell'avvicinamento all'ostacolo - specie sui grossi ostacoli e nei percorsi tennici - non esisteva e non esiste: guardate Penelope come corrigge il suo lallo che vuol partire da lontano (min. 1.22):

https://www.youtube.com/watch?v=6UB2kEVelkE

Quì invece trattiene, o meglio non sollecita abbastanza il suo lallo verso la riviera e finisce per le terre:

https://www.youtube.com/watch?v=tW8rBjPskFg
In realtà anche Penelope, durante il percorso, sta spesso sollevata, ma riesce a variare da "sollevata" a "poco sollevata" e " seduta": è questo il grande aiuto che non ho visto usare da D'Inzeo nei video sopra li lati (sopperiva col seghettamento?!)
Non so se le mani basse siano tipiche Caprilliane, so che ho avuto la fortuna di montare un'oretta seguita da un istruttore che ha montato per un po' con i D'Inzeo; le due massime che ha espresso in quel lasso di tempo sono state "le mani seguono la bocca del cavallo, bisogna agire sulle commensure" (la mano bassa, se la bocca é sopra la mano va ad agire sulla lingua) e "mani senza gambe e gambe senza mani"...pur provenendo da scuola caprilliana....
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 06, 2014, 04:47:44 am
Stiamo parlando di avvicinamento all'ostacolo, è lovvio che durante il percorso si galoppi anco sollevati, anzi, ha un preciso significato per il lallo: "vai tranquillo - non si zompa - devi solo andare avanti".

Ogni testa è cassazione, dunque il singolo istruttore non fa testo, stiamo analizzando il come si evoluto il sistema di Caprilli erroneamente chiamato monta itagliana.

Passiamo al punto 2:
aver  lasciata  la  più  grande  libertà
alla bocca, quindi al collo, al bilanciere
del  cavallo,  quindi  avanzamento  delle
braccia e del busto


Caprilli ha altri meriti, il principio sopra esposto era stato già stato accettato ben prima che lui teorizzasse il suo sistema erroneamente chiamato monta itagliana,  lo espongono L'Hotte, d'Aure, Le Bon citando Fillis, Baucher perfino.

"Nella tecnica del salto vediamo una grande intuizione, quella della ceduta: Il salto va affrontato avanzando il busto e cedendo intieramente le redini. Il cavallo va poi ripreso etch. etch."

Sapete di chi si sta parlando??

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 06, 2014, 01:04:41 pm
Del cavalier Cesare Paderni: il maestro di Caprilli, of course!

Certamente tutti voi conoscete questo grande cavallerizzo,

 un furlan nato a Civitade del Friuli quando questa era in territorio austriaco, e austriaca - dunque di primissimo ordine - fu la sua formazione equestre.

Fu un innovatore: un civile a comandare militari,  :dontknow: dunque, furono per lui "uccelli per diabetici", solo grazie alla sua grande competenza e alle sue capacità riuscì a reggere per tanti anni il ruolo di Capo Cavallerizzo a Pinerolo, ma, appena le condizioni politiche lo permisero, fu indebitamente fatto fuori dai rancorosi marmittoni.

  Ora contrastando ora conciliando le ancor vive voci della vecchia squola, Paderni riuscì ad imprimere all'equitazione di campagna un nuovo indirizzo.
Ed è di Paderni, indubbiamente, il merito di aver instillato quell'idea della monta in campaggna nel giovine sottotenente Federigo Caprilli che poi ne sarebbe diventato il genio rivoluzionario.


Allora,


Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 06, 2014, 08:51:20 pm
... la libertà di bucca e di collo non è inventione caprilliana ma lo precede di alcuni decenni, passiamo al terzo punto:

aver  liberato  il  cavallo dalla diretta
applicazione  del  peso  del  cavaliere
sulla parte più delicata della spina dor-
sale, il tratto dorso-lombare, dove inizia
il  motore  del  cavallo,  quindi  distacco
delle  natiche  del  cavaliere  dalla  sella
nell’avvicinamento all’ostacolo e duran-
te il suo superamento.


Questo punto è vero a metà, abbiamo visto che durante l'avvicinamento, da molti anni,i topraiders stanno tutti ben seduti mentre dalla battuta in poi applicano la vera invenzione originale di Caprilli: la ceduta in avanti  per mettersi allo lallo,  qualcuno auspica il ritorno al puro stile caprilliano, ora, la domanda da farsi è:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 07, 2014, 03:27:42 am
...sti minchia di topraiders perché hanno trasformato il veccio sistema? Perché, pur salvando il principio basilare, hanno cambiato quasi tutto?

Evidentemente perché hanno trovato dei vantaggi, guardate il fosbury flop - l'omologo del sistema nel salto in alto - come è eseguito dal suo inventore :

https://www.youtube.com/watch?v=Id4W6VA0uLc

e come è fatto da Sotomayor, l'attuale primatista del mondo all'aperto come indoor:

https://www.youtube.com/watch?v=7n6NhV4CaiU

la differenza più evidente, nel s.o. come nel salto in alto, è nella fase di avvicinamento che nel tempo è cambiata, ora tutti saltano come Sotomayor, nessuno tenta la rincorsa come Fosbury.

Questo non toglie alcun merito a Fosbury come a Caprilli che sono nella storia dei loro rispettivi sports...

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 07, 2014, 02:40:26 pm
... non c'è bisogno di riesumare la purezza primogenia del loro stile di salto, nè di rimpiangerlo, infatti nessuno lo fa, semmai si experimenta ancora qualcosa, si lima qualcos'altro per migliorare le prestazioni pur saltando secondo il sistema e secondo il fosbury flop.

Eppure qualcuno auspica il ritorno allo stile caprilliano giustamente interpretato alla perfezione da Piero D'Inzeo, la mia opignione personale è che se Piero competesse oggi si adeguerebbe subito allo stil novo, sarebbe perfettamente cosciente che la sua maniera di montare è sorpassata, inadeguata ai percorsi e agli ostacoli moderni che richiedono un maggior controllo del lallo rispetto i pecorsi di 60anni fa, guardate
questo percorso:

https://www.youtube.com/watch?v=ltWIONvOh1s

e confrontatelo con questo:

https://www.youtube.com/watch?v=A-3VJfIxZJg

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 07, 2014, 08:33:10 pm
Cominciamo col dire che D'Inzeo gareggia in un campo ostacoli grande quanto un campo di calcio, Pessoa in un campo grande come un parquet da pallacanestro, eppoi cosa vi balza immediatamente all'oculo?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Giada88 - Novembre 07, 2014, 09:08:38 pm
Il fondo....
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 08, 2014, 04:40:12 am
Hai perfettamente ragione, quello è più evidente, allora aggiungo: guardate la differentia tra i due lalli, il loro atteggiamento che è il risultato di una differente concezione sia di addestramento/di preparazione che di tennica di salto.

Qualcuno descrive perfettamente la monta di D'Inzeo:

L’incollatura è  libera, mobile, come na-
tura comanda. Non c’è riunione o com-
pressione. Non c’è cavaliere che  tiene
con  le  redini,  ben  seduto  sulla  sella.
Qui  non  c’è  posizione  del  cavaliere,
ma  soltanto  un  perfetto  insieme.  Ecco,
per riassumere con poche immagini tutto
quello che fn qui ho detto, questo è lo
spirito dell’equitazione caprilliana, ques-
to è il modo in cui bisognerebbe andare
a saltare, il modo che nelle nostre scuole
di  equitazione  gli  istruttori  dovrebbero
insegnare ai nostri giovani cavalieri.


Questo qualcuno non scrive negli anni 30 del s.s. ma attualmente.
Ora, D'Inzeo e il suo meraviglioso Merano, farebbero 742 penalità se afrontassero il percorso di Rodrigo con quell'assetto e sopratutto senza una adeguata preparazione, senza un addestramento di base del lallo fatto apposta per adeguarlo a quelle girate strette in spazi angusti con ostacoli in seguenza ma non in linea
Ora guardiamo il lallo di Rodrigo,  Baloubet du Rouet (1.69)- al pari di Merano (1.64) - è inzanguatissimo, leggiero e di bellissima struttura, è considerato uno dei
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 08, 2014, 05:36:32 pm
dei migliori saltatori di tutti i tempi, questo lallo sicuramente non gli è da meno:

https://www.youtube.com/watch?v=bJ5G49bYMT0

Jappeloup (1.58) un "bastardino": padre trottatore e matre PSI, ma che aveva il quid, quid che non sarebbe bastato se non avesse avuto la fortuna (fortuna sopratutto per il suo cavagliere) di incontrare Pierino Durand, ora, guardate i videi di Baloubet e Jappeloup e confrontateli, lovviamente tenete conto che il primo è uno stallone di buona taglia assai elegante, il secondo è un "nanerottolo", castrone e dall'aspetto piuttosto ordinario ma ci sono cose che li accomunano e che dovrebbero balzarvi immediatamente agli oculi...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 09, 2014, 01:47:34 pm
Sono anni che non mi interesso più di equitazione sportiva, ma in questa occasione  ho rimembrato lalli ecceziunali, questo è indimenticabile:

https://www.youtube.com/watch?v=N82utX6hKQ8

Notate che Miltono non somiglia né a Jappeloup né a Baloubet, ha il fisico di un lallo da carretto eppure quando si muoveva/saltava era una gazzella, anco lui è assimilabile ai due precedenti campioni per le ragioni...

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 09, 2014, 07:48:51 pm
... che volevo scopriste, mi rivolgevo ale ragasse saltatrici - ma non solo - che di sicuro dovrebbero esser numerosi in questo foro per avere la loro partecipazione attiva, sono sbalordito dalla partecipazione passiva... forse, questo topico raccoglie 2000 visite la settimana, infatti continuo per quello.

Tutta sta tarantella per dire che Baucher è trattato - forse - a loro Scajola dai topraiders del s.o.

Ora, dopo aver visto Baloubet, Jappeloup e Milton vediamo un'altra categoria di toplalli (con differente preparatione, differente atteggiamento, differente addestramento) vediamoli:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 10, 2014, 02:32:19 am
per primo beccatevi sto video di Bertram Allen, un ragazzino ancora acerbo ma di classe sopraffina, farà grandi cose, guardate la sua lallona Molly Malone:

https://www.youtube.com/watch?v=lvipuiH-FR8

aribeccatevi Abdullah e la "divina" Touch of class:

https://www.youtube.com/watch?v=bIuRbr6q2wE

Questi tre cavalli hanno un atteggiamento diverso da Baloubet, Jappeloup e Milton ma tutti e sei sono condotti cercando la "riunione" o meglio l'alleggerimento dell'avantreno e l'impegno del posteriore cosa orripilata dai caprillioni di ieri e di oggi.

Quello che ho notato è che i primi tre - per ottenere la "riunione" o meglio il caricamento/la compressione della molla - impostano il ramener/incassano i loro lalli, i secondi sollevano l'incollatura secondo i dettati di Baucher II maniera, lovviamente bisogna tener conto delle esigenze del s.o. rispetto la monta di squola, comunque sono due modi differenti per ottenere la stessa cosa, cosa che - per il s.o. - non garba affatto a qual kuno.

Basterebbe confrontare il video di Piero
d’Inzeo e The Rock del percorso per la
conquista di una delle  tre medaglie  in-
dividuali nel salto ostacoli all’olimpiade
di  Roma  del 1960  e  confrontarlo  con
il  presunto  modo  moderno  di  andare
a  saltare,  ormai  diffuso  in  quasi  tutta
l’Italia - purtroppo bisogna dirlo perché
è  così,  inutile  nasconderselo  -  grazie
all’insegnamento dei nostri giovani istrut-
tori formati dai corsi FISE........
Soltanto un particolare vor-
rei sottolineare: il cavallo non sa quello
lo aspetta.  Il cavaliere  si. Malgrado  la
tensione morale per  l’importanza della
gara, il cavaliere lascia il cavallo in una
calma e in un rilassamento straordinari.
L’incollatura è  libera, mobile, come na-
tura comanda. Non c’è riunione o com-
pressione. Non c’è cavaliere che  tiene
con  le  redini,  ben  seduto  sulla  sella.
Qui  non  c’è  posizione  del  cavaliere,
ma  soltanto  un  perfetto  insieme.



Ora, Piero D'Inzeo è stato un grandissimo campione, bellissimo da vedere ma - come ho detto -  gareggiava in campi da calcio, oggi si salta in una palestra, gli ostacoli d'allora erano molto più solidi di quelli d'oggi e il lallo - una volta che aveva appreso il mestiere - aveva molte più...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 10, 2014, 02:24:18 pm
libertà di scegliersi i tempi e i modi della battuta e spesso si aiutavano saltando di rimessa o partendo grande, oggi, i grandi topraiders si distinguono proprio per quello: calibrare i loro lalli, fanno molto più affidamento sui loro mezzi che sulla bona voluntade dello lallo.

Ma anco ai tempi non si lasciava completa libertà allo lallo, solo si usavano altri mezzi per modulare l'irruenza dei saltatori, guardate che lavoro di mani è costretto a fare il buon Raimondo per tenere sotto controllo il suo lallo:

https://www.youtube.com/watch?v=csG0Pa_HxeU

Dunque,

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: carodubbio - Novembre 10, 2014, 09:15:53 pm
... che volevo scopriste, mi rivolgevo ale ragasse saltatrici - ma non solo - che di sicuro dovrebbero esser numerosi in questo foro per avere la loro partecipazione attiva, sono sbalordito dalla partecipazione passiva... forse, questo topico raccoglie 2000 visite la settimana, infatti continuo per quello.



Il fatto è che le tue osservazioni sono solo da leggere essendo ineccepibili :ciao:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 11, 2014, 02:54:37 pm
Grazie Marco, io non ne sono tanto sicuro, ti confesso che - a mia Scajola - ho sviluppato un occhio lallino che automaticamente mette a fuoco il lallo e il cavagliere e - mio malgrado - fa delle analisi, cerca di darsi delle spiegazioni... sono giuste? Sbagliate? Non lo so, di certo non coincidono con qual kuno,   guardatevi bene il video di D'Inzeo, è un continuo lavorio di mani: seghettamenti, tironi, testa del lallo messa di lato in controflessione tuto per cercar di tenere et regolamentare il lallo senza mettere le chiappe sulla sella e senza alterare il suo andar "naturale" per non inquinare il dettato di Caprilli.

Cosa hanno fatto - invece - i miscredenti da Danloux, da Mueseler in poi ?

Hanno abbinato l'intuizione caprilliana alla tradizione di squola che aveva le sue confermatissime leggi riguardo l'equilibrio del lallo, ottenendo risultati estremamente positivi, lovviamente, bisognava abbinare le letioni di salto a quelle "classiche" volte alla riunione, comunque, anco i caprillioni - forse a loro Scajola - usavano dei mezzi che erano/sono il succedaneo agli exercitii...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Novembre 11, 2014, 04:43:21 pm
A loro Scajola.... me la scrivo.  :occasion14:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 11, 2014, 08:29:44 pm
... cosa scrivi? non ho ancora detto niente  :dontknow:.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 11, 2014, 09:05:25 pm
Mi riferivo al lavoro sui cavalletti, pare che - secondo Reiner Klimke - i cavalletti siano stati inventati da Caprilli e pare che il Capitano li ritenesse indispenzabbili per il lavoro secondo il suo Metodo Naturale.

Oggi sono spariti dai maneggi itagliani, al limite ci trovate le barriere a terra, viceversa sono in molta auge in Germania, ho un libro (in francese) si chiama Cavaletti fu scritto da Klimke ed è stato rivisto dalla sua figliola Ingrid e arricchito di belle foto et disegni bellilli.

Esiste anche una edizione italiana, tra l'altro tradotta dalla sorella di una mia amica, l'avevo ma è andata perza, comunque, tutti voi sapete perché si lavorano i lalli sui cavalletti, ma per spiegare la loro succedaneità al lavoro di squola vado a ribadirlo riferendovi le palabras dei Klimke...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Novembre 11, 2014, 11:03:30 pm
... cosa scrivi? non ho ancora detto niente  :dontknow:.

Dai, mi piaceva molto l'espressione "a loro Scajola" per dire "a loro insaputa". Tutto qui. Sopporta con pazienza piccole interruzioni! Sono la prova che ti leggiamo con sufficiente attenzione.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 12, 2014, 12:53:16 pm
E' una mia piccola vendetta nei confronti della casta che ci governa (ci opprime) da un altro pianeta, che ha creato - con la servile compiacenza dei burocrati e dei giornalisti - un itagliano che ci è estraneo:
sono andato nel panico quando ho letto alla stazione che dovevo "obliterare il documento di viaggio", e che pena provai per le "sofferenze" delle banche, rimasi interdetto quando sentii chiamare "escort" delle puttane di alto bordo da cui il mio "escortanata" e che dire di "olgettina"? Come lo traduci in un'altra lingua?

Potrei continuare a lungo, ma devo andare ametter dentro i lalli, sta per arrivare una "bombad'acqua"... ma temporale, diluvio, burrasca non andava bene?

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: carodubbio - Novembre 12, 2014, 03:42:23 pm
Non oso (m lo faccio) chiederti come ti senti nel sentire il vocabolario che usa il nostro primo ministro :via:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 12, 2014, 04:45:32 pm
Renzie è il campione mondiale della superca**ola che tanto ci sollazza, la ggente non guarda i contenuti ma alla forma, al suono del dicorso e a chi lo fa, le epoche cambiano ma è sempre la stessa solfa: ai tempi - il popolino - a Napoli faceva a gara per andare ad ascoltare le arringhe di famosissimi avvocati che avevano schiere di veri e propri fans, erano delle vere e proprie star, la stragrande maggioranza della plebagla non capiva cosa dicessero i "paglietta" ma distinguevano benissimo l'enfasi, la passione, la gestulità, i suoni del "latinorum" esibito in quelle aule di tribunale... a proposito di latinorum: quando introdussero la messa in itagliano, la maggior parte dei fedeli protestò, non capivano una beatissima e - forse - proprio per quello gli piaceva i latino che ripetevano storpiandolo a pappagallo...

Ma costoro - preti e avvocati - dei dilettanti a confronto di certi politici: "posso parlare per ore sennza dire niente"  :icon_eek:  tutti sappiamo  chi lo disse: un padre nobile di "Renzie"...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Novembre 12, 2014, 06:26:01 pm
Scusa ma OLGETTINA mi manca, cosa sarebbe?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: carodubbio - Novembre 12, 2014, 07:56:52 pm
Non mi riferivo tanto sul fatto della sua parlantina, ma di come ultimamente usa termini Inglesi che riguardano la tecnologia e niente hanno in comune con il linguaggio Italiano, solo per farsi sentire la persona del futuro essendo invece il più vecchio dei politici consumati nel circuire  le masse   
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 12, 2014, 09:19:53 pm
Infatti, Jobs act tradotto vuol dire: come un partito di sx - con viva e vibrante soddisfazione -  si inana i lavoratori italiani,  riguardo olgettina il discorso è complicato, la definitione che mi viene è: ragassa fcente parte di una scuderia di meretrici ad uso et consumo personale di un noto pregiudicato con tanti soldi.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Novembre 12, 2014, 09:44:15 pm
E io che pensavo che olgettina fosse la descrizione di una cena elegante fatta dal cuoco cinese!  :icon_confused:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 12, 2014, 09:57:07 pm
Domani si vedreanno diecine di ragasse che - nel bel mezzo di una conferenza o mentre servono al banco di una butic. o mentre propongono una campagna pubblicitaria ad un loro cliente - si mettono a ridere come pazze.

La battuta di Alex - per molte di noi - arriva in ritardo, molto in ritardo

Alex, sei un grande, chapeau bas!

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 13, 2014, 09:16:42 pm
Sto pomeriggio, un mio giovine amico mi ha invitato a visionare il suo nuovo acquisto... un frisone!

Potete immaginare con quale vivo et vibrante entusiasmo ho aderito al gentilissimo invito, trattasi di un polledro di trenta mesi, ho dato un'occhiata superficiale e ho fatto i complimenti di rito, dimostrando un vivo et vibrante interesse... che attore che sono!

Lovviamente ha una incipiente dermatite causata - dicono - dal fieno (sic!)  :icon_eek:, stavo per congedarmi quando, il felice proprietario mi ha detto: aspetta, devi vederlo in movimento, ha preso una longia e una frusta e ha fatto muovere il lallo; a mia Scajola, automaticamente, è entrato in funzione l'oculo lallino, pur non essendo experto in frisons, un lallo è un lallo...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 14, 2014, 04:33:24 am
... mi è bastato un momento per capire che qualcosa non andava, a parte l'andatura frisonica, c'era un arto anteriore "balestrino", che fare?

Il ragasso è "di casa" con mia figlia e suo marito, con altri personaggi avrei dribblato la quistione e chi si è visto si è visto, invece, ho dovuto metter in atto tutte le mie doti cardinalizie per non esser troppo brusco per dire: il lallo è difettato, punto.

Ora, il lallo perfetto non esiste e quelli che si avvicinano alla perfetione costano una barca di euri, non è questa la situazione, ma comunque approfittando del momento - con la delicatezza del vescovo di Forlì - ho cercato di estirpare una risposta alla domanda: perché minchia vai a comprare un frison?

La risposta insintesi è stata questa: perché è bello, sono d'accordo sono bellissimi, ma detto questo avrei dovuto porgli le seguenti domande: sai che nei nostri climi questi bestiii  - spesso - soffrono di croste e dermatiti? Lo sai che la loro capacità polmonare è pari a quella della Signora delle Camelie? Sai che il loro galoppo naturale è una specie di caracollo bovino? Lo sai che in campagna - con loro - non azzarderei erte salite, tantomeno ripide discese? Lo sai che sono lalli da carretto o più specificatamente da...  :icon_eek:  :icon_eek:

http://cavallomagazine.quotidiano.net/cavallomagazine/2011/09/19/583737-primo_raduno_mondiale_carri_funebri.shtml

...... Ieri ho visto all'opera un frisone appena arrivato bellissimo, ma - per me - rimane sempre un cavallo da carretto, da carro, da carro funebre.
Ho trascorso parte della mia infanzia a Napoli, quando c'era un funerale importante per me era una festa, e lo seguivo fin a quando mi era possibile; infatti il carro era tirato da sei cavalloni neri (frisoni): - "e cavall e Bellomunno".
Bellomunno era il nome del'impresario di quella allegra azienda. :smiling_flower-206: :icon_axe:

Lo sai che... questa è la domanda delle domande la cui risposta è lovvia:





Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Ospitalazzo - Novembre 14, 2014, 08:46:46 am
Bellomunno? Fantastico!
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Novembre 14, 2014, 01:23:11 pm
Ma la visita di compravendita?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 14, 2014, 03:53:11 pm
Apro parente:
Per Ospitalazzo:
http://www.onoranzefunebribellomunno.com/servizi/funerali-carrozze-e-cavalli.html

Avrò avuto 6/7 anni, il funerale del barone Scoppa, 4 lalloni neri dei quali - uno di volata - scalpitava magnificamente sul selciato... che spettacolo quel funerale, che spettacolo i cavalli ebellumunno!

Chiusa parente.

Infatti dissi: anche se la cifra è modesta (2400 euri), ma non tanto dati i tempi, valeva la pena di investire 300/400 euri di veterinario e di lastre per esser - almeno parzialmente - sicuri, purtroppo da noi non c'è st'usanza.

Almeno si avesse fatto accompagnare da un tizio experto, quello il piede balestrino lo avrebbe visto immediatamente... attenzione può darsi che quel pede non abbia influenza funzionale, ma certamente est un motivo di grave deprezziamento contrattuale: il polledro ha un appiombo scorretto, ha la dermatite recidivante, lo prendo lo stesso a mio rischio e pericolo, ma te lo pago 1200 euri, altrimenti aspetta il prossimo pollo, attenzione, quel lallo - per me - vale la carne che ha addosso: 800 euri, dunque, a 1200 è pagatissimo.

E quì arriviamo alla risposta all'ultima domanda in essere...

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 15, 2014, 02:27:32 pm
La domanda rimasta in sospeso era:
Lo sai che in Itaglia arrivano gli scarti lallini di mezz'Europa? Ma - sopratutto - lo sai che al suditaglia arrivano gli scarti degli scarti?

D'ora in avanti capirete il perché di questa intrusione frisona, eh già! I cavaglieri itagliani (ma non solo itagliani) seguono le mode che sono sempre esterofile a partire dal s.o.: negli anni 50/60 del s.s. erano di "moda" gli irlandesi, seguirono i selle francais, i tedeschi, i belgi fino agli olandesi up to date today; queste "mode" erano - lovviamente - dettate dai risultati, nel frattempo era nato il sella itagliano che non si cazza nessuno o quasi.

I lalli non da competizione/da sollazzo - fino agli anni 70/80 del s.s. - erano meticci nostrani spesso migliorati col PSA e col PSI oppure galoppatori e trotter ritirati dalle corse, in quegli stessi anni cominciarono ad arrivare migliaia di lalli americani e argentini colle grandi navi transoceaniche, erano animali da macello, però - quelli che scamparono al coltello - fecero da base alla nascita della monta uestern in Itaglia.

A partire da quegli anni, si sono avvicinati allo lallo migliaia di ragasse, che portarono una ventata di freschezza nel rigido mondo paramilitare del s.o. e parallelamente si crearono le condizioni per la nascita delle monte "naturalidolcietologichealternative", lovviamente, non furono le ragasse a far ciò ma ben precisi personaggi che - dopo una accurata indagine sul nuovo target dell'utente lallino - proposero - a tutti piccioli - le loro "novità".

Dopo i quoter e gli argentini arrivarono gli spagnuoli, i frisoni e ora cominciano ad arrivare i lusitani...

sospendo quest'argomento, lo riprenderò per chiudere il discorso sulla monta itagliana, e riparto da:
tutti voi sapete perché si lavorano i lalli sui cavalletti, ma per spiegare la loro succedaneità al lavoro di squola vado a ribadirlo riferendovi le palabras dei Klimke...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 15, 2014, 08:20:57 pm
Tenetevi ben salde sulla vostra seggiola, è qualcosa di mai visto... almeno per me:

https://www.youtube.com/watch?v=3ieUwYpPCDU
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 16, 2014, 01:39:40 am
Dobbiamo al capitano F. Caprilli l'introduzione moderna dell'assetto nel s.o. ....... .....il programma di lavoro seguendo il suo "metodo naturale" prevede l'uso dei cavalletti che sono costituiti da delle barriere di legno.... ....all'inizio, il metodo Caprilli fu accettato con reticenza in Germania, comunque, ben presto il lavoro sui cavalletti fu introdotto alla scuola di Hannover dal colonnello von Flotov, e dunque, le regole di base del loro uso furono accolte in seno all'ambiente equestre tedesco e tali son rimaste fino ai giorni nostri.... .....i cavalletti sono un sussidio prezioso sia per l'educazione del cavaliere che per l'addestramento dei giovani lalli... ... per quanto riguarda il cavallo da sella, i cavalletti sono importantissimi come preparazione di base quale che sarà il suo utilizzo finale, inoltre, con essi si ha la possibilità di variare e differenziare il lavoro necessario evitando così che il lallo diventi ottuso.

Un corretto impiego dei cavalletti è utile allo scioglimento dei muscoli e all'irrobbustimento complessivo del fisico e prepara i polledri ad affrontare i dislivelli e le asperità in campagna.... .... il lallo trova sicurezza nel valutare le distanze per il salto alle varie andature.... ....sopratutto - col lavoro ai cavalletti - si fortifica la muscolatura dorsale e si invita il lallo a distendere l'incollatura in avanti e in basso, e così facendo, l'animalo trova il giusto equilibrio per la battuta del salto.... .... fatto il lavoro di base, l'uso dei cavalletti varia a seconda delle differenti discipline da intraprendere e quando si tratta di correggere lalli difficili o ingranati... .... durante trent'anni di esperienza nella preparazione di cavalli, ho preso molti appunti, e la partecipazione a grandi eventi di dressage, in Germania come all'estero, mi hanno incoraggiato a raccogliere quelle mie note in un testo sintetico che sono orgoglioso di presentare agli appassionati ecc. ecc. .....


Con precisione et progammazione teutonica, i Klimke...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 16, 2014, 07:20:54 pm
Con precisione et progammazione teutonica, i Klimke ci portano - manina nella mano - all'uso corretto dei cavalletti, ci dicono le distanze, l'altezza  del posizionamento di questi giolivi attrezzi; indicano gli errori più comuni che si fanno e danno accorte solutioni, per i minorati psichici e i duri di comprendonio offrono un riepilogo del lavoro di 4/6 settimane, nel quale sono indicati i tempi e la progressione dei vari usi cavalletteschi, i dottor klimke ci avvisa: Un sacco di cavaglieri lavorano usando le barre a terra senza sapere le distanze corrette in relazione alle andature, questo - oltre l'inutilità del lavoro - comporta dei danni - a volte seri - ai loro lalli; altri cavaglieri si rifiutano alla priora di usare i cavalletti, i mentecatti non sanno che - il lavoro sistematico coi cavalletti - oltre ai benefici che ho già detto allunga la carriera dei lalli e dei cavalieri che - inoltre - con questo mezzo, che da la possibilità di osservare il lallo e di studiare se stessi, possono migliorare all'infinito le proprie conoscienze e la propria pratica.

Io non giro tanto, ma saranno trent'anni che non vedo pù cavalletti nei nostri maneggii, non solo nell'Isola.

Ora , due domande sorgono spontanee: perché proprio  Caprilli inventò i cavalletti? E perché,
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 17, 2014, 03:07:33 am
Le ceneri del Capitano si stanno rivoltando nell'urna guardate:

https://www.youtube.com/watch?v=-DcC1oeY7OQ

... High stepping over cavaletti poles for dogs helps with balance, stability and flexibility...

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 17, 2014, 08:48:54 pm
Ora , due domande sorgono spontanee: perché proprio  Caprilli inventò i cavalletti? E perché, son passati di moda in Itaglia da almeno trent'anni?

Credo/suppongo/immagino che il Capitano avesse capito che eliminando l'equitazione di squola/il dressage, si sarebbe perso l'addestramento e la preparazione fisica del lallo, dunque vi sopperì coi cavalletti che danno risultati simili alla ginnastica rationale classica senza imporre pieghi e flessioni, questp ovviamente nella visione ostacolista/sportiva ma anco nella preparazione dei lalli di truppa che dovevano esser addestrati velocemente da gente che certo non possiamo definire cavallerizzi.

Non so bene come son andate le cose, fatto sta che nel Manuale di Equitazione Edizioni FISE 1975, non ho trovato cenno al lavoro sui cavalletti, sono menzionati di sfuggita a pag. 116 assieme alle barriere  a terra per initiare agli ostacoli i polledri.

Per experientia personale ho fatto a tempo a vedere

                   
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 19, 2014, 03:06:22 am
... l'uso dei cavalletti e ho capito alcune cose: l'impostazione delle distanze e delle altezze di questi strumenti richiedono una grande esperienza e una profonda conoscienza dei lalli e degli aglievi da parte dell'istruttore, inoltre è complicato/faticoso cambiare disposizione ogni volta che si cambia esercizio ecco perché - secondo me - sono stati abbandonati e sostituiti dalle barriere a terra che si aggiustano con un paio di calci.

Onestamente, non mi applicai molto ad osservare, ma da quello che ricordo, l'istruttore (un ex appuntato dei carabbbinieri a cavallo) li faceva usare in maniera piuttosto elementare, mentre, dalla lettura dei Klimke, si comprende la complessità e la varietà del loro uso.

Dovessi addestrare un giovine lallo - qualsiasi fosse la sua destinazione - comincerei dai cavalletti, purtroppo, se ne fa a meno - dei cavalletti come delle regole dell'equitazione di scuola - tanto i lalli si adattano a tutto anche...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Novembre 19, 2014, 10:09:29 am
Parente.

Un mio conoscente, cavaliere francese, mi diceva che un esercizio comunissimo in Francia sono "le barriere alla rinfusa", tipo asticelle dello Shangai se così si chiama; a suo dire migliorano molto l'attenzione del cavallo e ne migliorano l'agilità. In Italia, non le ho mai viste usare.

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 19, 2014, 02:22:33 pm
Una buona norma dell'equitazione accademica sono gli esercizi a la foule (ho incontrato questa definitione in un testo di Oliveira),  tradotto alla lettera sarebbe esercizi affollati, ma forse deriva dall'itagliano antico fola che era uno spettacolo equestre pieno di musici, saltimbanchi, danzatori, etc.

Comunque, da come ho capito io, Oliveira intende un esercizio fatto alla rinfusa, a guazzabuglio, ad esempio: i passi indietro fatti in linea, sul circolo, a serpentina, dallo stop, dal trotto etc.etc.

Comunque, sia lo shangai che la fola tendono ad evitare la routine cosa a cui si affezionano fortemente tutti i lalli.

Chiusa parente.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: carodubbio - Novembre 19, 2014, 07:43:06 pm
Il mio istruttore mi ha fatto sempre fare le barriere a terra.

Una sola volta( che poi anche i primi ostacoli che ho iniziato a saltare) un dentro fuori 6 x 70cm, che la prima cosa che mi è passata per la testa ; oggi mi schianto,

invece liscio come l'olio
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 19, 2014, 08:06:31 pm
Come dicevo i lalli si adattano a tutto anche ai gambegambe e ai loro aglievi sfatigati, beccatevi sto video:

https://www.youtube.com/watch?v=4H-eg8C_4-w

Se avete avuto la patientia di vederlo tutto vi sarete resi conto della complessità del lavoro, purtroppo, il mio tedesco è/era sufficiente a cuccare le schönes Mädchen che arrivavano nella meravigliosa isola d'Ischia, dunque, non ho capito una beatissima di quanto dice Ingrid, sicuramente è interessantissimo.

Ora, per fare quel lavoro ci vogliono l'istruttore e due aiutanti, è lovvio che volendo gli aglievi potrebbero a turno fare da serventi, il che sarebbe cosa buona et giusta, ma, conoscendo lo spirito di disciplina delle ragasse zompazompa, la vedo dura, infatti i cavalletti sono spariti, gli ultimi che ho visto furono quelli fatti da me nel 1988...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Novembre 19, 2014, 09:40:32 pm
Nel maneggio dove sto io ci sono. Curioso che si chiamino "cavaletti" anche nel video di Klimte.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 19, 2014, 11:27:16 pm
Anche in franzose - nel libro che c'ho - li chiamano cavaletti una storpiatura come un'altra, vedi passage, levade etc. etc.

Ho messo: equitazione cavalletti sul motore di ricerca e guardate il primo video che ho trovato:

https://www.youtube.com/watch?v=h04g3vJWhgc

meschino, ha solo tre cavalletti sgarrupati, io me ne feci sei, ma credo che il minimo sindacale sia 8.

Non fate caso alle farneticazioni di Carruba, non è pericoloso...



Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: DivinityOfDarkness - Novembre 20, 2014, 01:59:28 am
Nel maneggio dove sto io ci sono. Curioso che si chiamino "cavaletti" anche nel video di Klimte.

Anche il libro di Reiner Klimke che parla dei cavalletti si intitola, per l'appunto, "Cavalletti". Non credo che esistano traduzioni del termine. E' da quando ho letto e studiato quel libro che mi sono 'fissata' sui cavaletti-

Sicchè io li uso, anche se non sono altro che barriere fissate su dei supporti rialzati, in modo che anche se il cavallo ci picchia sopra, non si spostano. Ho già progettato e fatto la lista della spesa di cosa comprare e come farli, per produrmi 6 cavalletti fissi, regolabili in tre altezze. A spesa irrisoria.

I cubetti li odio: con il prezzo di un cubetto (UNO! almeno 60 euro!!) mi compro il materiale per farmi 3 cavalletti completi e dipinti come garba a me. E poi sono di plastica. BLEEEE.

Sono fermamente convinta che ogni cavallo debba imparare a far caso a cosa c'è per terra e, soprattutto i cavalli che dovranno saltare, debbano farsi l'occhio sulle distanze, senza stare a calcolare e contare i 'galoppi'.
Motivo per cui quando lavoro con le barriere a terra e queste si spostano, le lascio dove sono: ci penserà il cavallo a scansarle e a mettere i piedi dove deve.

Con costanza (e con cavalli che non amino suonare lo xilofono come ama farlo il mio baio..) si raggiungono interessani risultati:

http://www.youtube.com/watch?v=xDx7koR4yAM

http://www.youtube.com/watch?v=w4x1mpQuvqo

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Ospitalazzo - Novembre 20, 2014, 07:52:31 am
... però Raffaele la bella Ingrid spiega in inglese! Con forte accento todesco. Almeno fino al minuto 16. Stasera me lo guardo tutto. Mi guardo bene anche Carruba che è più spassoso della anestetica Ingrid. Almeno per un'itagliana come me! :blob3:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 20, 2014, 02:36:44 pm
Forse Alex si riferiva al fatto che all'estero li chiamano cavaletti con una elle sola, una storpiatura come dissi, anche noi storpiamo le parola foreste che - con viva e vibrante soddisfazione - adottiamo, vedi club diciamo: cleb - clab - club a seconda di come tira il vento.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 20, 2014, 02:49:41 pm
... però Raffaele la bella Ingrid spiega in inglese! Con forte accento todesco. Almeno fino al minuto 16. Stasera me lo guardo tutto. Mi guardo bene anche Carruba che è più spassoso della anestetica Ingrid. Almeno per un'itagliana come me! :blob3:

... avevo tolto l'audio, ho visto solo le "figure", coll'inglese me la cavicchio, stasera, lo ascolto.

Carruba dovrebbe esser protetto come "patrimonio equestre nazionale", l'ho scoperto - qualche anno fa -tramite un utente forense; la sua è la vera Accademia di Alta Squola Equestre Itagliana!
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 21, 2014, 02:32:26 am
Lasciamo i cavaletti al loro destino (in Itaglia all'oblio) e concludo il discorso su Caprilli chiedendo: c'è ancora qualcuno deglii attuali topraiders che monta secondo il "sistema"?

Da quanto vedo nemmeno i militari seguono più Caprilli:

https://www.youtube.com/watch?v=kmdmSrFsPeg

Attenzione, lungi da me il voler sminuire l'importanza del Capitano e del suo sistema erroneamente chiamato monta italiana nel panorama equestre di tutti i tempi, mi è piaciato sottolineare l'evoluzione della tennica del s.o. e reclamizzare la sua invenzione "minore" incompresa in Itaglia perché troppo precisa, troppo razionale, troppo efficace: i cavalletti, i quali per dare seri risultati debbono essere usati con competenza costanza e precisione, non è cosa per i gambegambe è robba da tedeschi, appunto.


 
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 22, 2014, 07:54:22 pm
Detto di Caprilli e dell'evolutione del suo sistema erroneamente chiamato monta itagliana vediamo analizziamo alcune - secondo me - "inesattezze/bubbole" che qual kuno che - così si presenta - ha scritto:

Premesso che non  sono un paleontolo-
go e neppure  uno  storico, ma  soltanto
un  cosiddetto  uomo  di  cavalli,  la mia
descrizione  ha  lo  scopo  di  illustrare  a
grandi, anzi a grandissime  linee e il più
rapidamente possibile,  la storia del ca-
vallo nella storia dell’uomo per rendere
più chiara....


Apprezzata la sua modestia diciamo che il nostro comincia male:

Quando  gli  antenati  ominidi  si  driz-
zano  sui  due  piedi,  il  cavallo  ha  già
completato  la  sua evoluzione e  si pre-
senta   all’incirca così come si presenta
oggi il cavallo selvaggio degli Altipiani
asiatici, chiamato  tarpan o equus  ferus
o  gmelini  (dal  nome  del  biologo  te-
desco  Friedrich Gmelin che lo incontra
per  la prima volta) o cavallo di Przew-
alski,  equus  Przewalskii, dal  nome del
generale  russo Nikolai Przhevelsky che
l’ha trovato e descritto nel 1881. L’ultimo
esemplare di questo cavallo morì in cat-
tività  nel 1918  o 19.  Secondo  alcuni
paleontologi  sarebbe  il  progenitore  di
tutti i cavalli di questo mondo.


Bene, mi sono occupato dei lalli selvaggi e ragionevolmente posso dire che il tarpan e il lallo Przewalski - seppur parenti - sono due choses differenti:

http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2012/03/takhi.html



Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 23, 2014, 02:45:10 am
Seguite il linco, si narra dell'amara storia di Svobòda: l'ultima giumenta selvaggia...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Novembre 23, 2014, 09:38:22 am
Sì ma, al solito, c'è solo la prima puntata...peggio di Beautiful
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 23, 2014, 11:58:50 am
Da accurate et approfondite ricierche di incliti scienziati, si è evinto che l'utante medio forense non ama i pipponi, specialmente se riguardano argomenti "seri", gli pare di studiare, di assistere ad una lezione, ad una conferenza, magari data da una testa di pene, appunto.
Invece, leggendo le varie puntate - magari a saltare, magari intervenendo, magari contestando - qualcosa gli resta, l'argomento lo incuriosisce, gli dà lo spunto per approfondire, lo fa partecipo.

Inoltre, se l'argumento interessa, la stessa trepida attesa fissa meglio nella mente particolari che - forse - andrebbero - altrimenti - perduti... scommetto che molte di voi ragasse impazienti ricorderete - con viva e vibrante lucidità -  l'amara storia di Svobòda anche quando le vostre belle gambe saranno coperte di vene varicose e la vostra fulgida chioma sarà ridotta a pochi crini grigi e spelacchiati.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Ospitalazzo - Novembre 23, 2014, 01:04:08 pm
Dai Raffaele, non fare di tutte lerbe un fassio!  :blob9:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Novembre 23, 2014, 04:35:18 pm
Secondo me Raffaele ha visto troppi programmi di Piero Angela
  :laughter-485:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 23, 2014, 08:58:31 pm
L'amara storia di Svobòda, l'ultima lalla selvaggia, è completata, aribeccatevi sto linco:

http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2012/03/takhi.html

dunque, il tarpan e il lallo di Przewalski sono due sottospecie del lallo primitivo, il lallo domestico discende dal tarpan, infatti, i lalli di Przewalski sono refrattari ad ogni tipo di doma e - a volte - si rivelano aggressivi e pericolosi anche verso i guardiani degli zoo di loro residenza.

Per il vostro sollazzo seguite il linco pubblicato nel linco di cui sopra e leggerete - sempre su questo argomento - una storia - in my humble opinion - veramente molto interessante:

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 23, 2014, 11:50:03 pm
Andiamo avanti:
...Non ci sono
ancora sella e staffe. Montare a cavallo
è faticoso e precario, perché il cavaliere
deve tenersi sul dorso dell’animale in mov
imento  con  il  solo aiuto dell’equilibrio,
rinforzato  dall’aderenza  delle  cosce  e
dei polpacci, aderenza assai  ridotta a
causa  del mantello  liscio  e  del  sudore
quando il cavallo è affaticato. Eppure le
metope del Partenone (445 a.C.), scol
pite da Fidia e dai suoi allievi, mostrano
uomini a cavallo,   si dice a pelo, cioè
senza sella, o gualdrappa o altro ogget
to tra il dorso del cavallo e natiche de
cavaliere, che combattono, tirano l’arco,
cacciano. Solo più  tardi verrà adottato
una specie di tappeto di stoffa...


Certamente, all'inizio i lalli erano montati a pelo, ma basare quest'affermazione adducendo come pruova le metope del Partenone o altre raffigurazioni classiche è sbagliato, già gli assiri montavano i loro lalli con gualdrappe e pettorali e collari mille anni prima che Fidia rappresentasse i lalli del Partenone:

(http://s3.imagestime.com/out.php/i989951_assiro.jpg) (http://www.imagestime.com/show.php/989951_assiro.jpg.html)
Guerriero assiro: 1200 A.C.

(http://s3.imagestime.com/out.php/i989952_efebiacavallo.jpg) (http://www.imagestime.com/show.php/989952_efebiacavallo.jpg.html)
Metope Partenone: 450 A.C.

Dunque i greci e Fidia già conoscevano il lallo bardato perché:

... Gli Assiri sarebbero stati i primi cavalieri.
Il condizionale è d’obbligo. Trasmettono
l’uso ai Persiani, i Persiani lo trasmettono
ai Greci, i Greci ai Romani...


La domanda allora sorge spontanea: perché gli artisti greci raffigurano il lallo nudo? Montato a pelo?

La risposta ce la danno i bronzi di Riace:

(http://s3.imagestime.com/out.php/i989953_bronzi.jpg) (http://www.imagestime.com/show.php/989953_bronzi.jpg.html)

La vedete?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Novembre 24, 2014, 01:58:56 am
Per mera "convenzione artistica".
I cavalieri greci non combattevano affatto nudi: erano vestiti, anzi: coperti da un'armatura o corazza;   anche il cavallo indossava protezioni. Sono descritte nei particolari in Senofonte.

Citazione
Voglio anco far menzione dell’armi che fanno bisogno per armarsi a colui che vuol far professione di soldato a cavallo. Dunque prima d’ognaltra cosa il conforto a mettersi indosso una corazza, o armatura che gli stia comoda e bene alla persona; perche quella armatura che è proporzionata è sostenuta da tutto il busto; ma quella che è troppo larga, solamente dalle spalle; e quella che è troppo stretta, si può dir piuttosto legame che armatura. [.....]
http://it.wikisource.org/wiki/Dell%27arte_di_cavalcare : sezione Quali debbano essere le armi d'un soldato
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 24, 2014, 01:37:23 pm
Giustissimo, convenzione artistica classica che si è propalata fino a rinascimento ma non solo:
URL=http://www.imagestime.com/show.php/990036_DaviddiMichelangelo3.jpg.html](http://s3.imagestime.com/out.php/i990036_DaviddiMichelangelo3.jpg)[/URL]

Ma quello che è più sostanziale - come convenzione - è la dimensione dei falli sia dei Bronzi che del Davide.

Io sono stato a vedere i due giganti a Reggio, vi assicuro che - visti da vicino - sono davvero emozionanti, ma, care ragasse siamo oneste, passato il primo attimo di stupore, l'occhio immediatamente corre sulle parti intime dei due giganti e vediamo che hanno un pisellino grande più o meno quanto quello di Giapo: un bimbo di 5 anni; :icon_eek:... evidentemente, i guerrieri greci non era così scarsamente dotati, ma per convenzione stilistica li si rappresentava così.

Alla stessa maniera, si rappresentavano i lalli, oltre che senza sella, anche senza freno e senza redini; seguendo il ragionamento di quel qualhuno, dovremmo dedurre che i lalli dei greci andavano in battaglia, oltre che montati a pelo, senza alcun controllo... vi pare possible?

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 24, 2014, 02:49:12 pm
...a  ferratura  con  i  chiodi  sarebbe  stata
adottata circa 400 anni prima di Cristo.
Brenno, a capo dei Galli, invade Roma
nel 387 a.C.. I suoi cavalli sono ferrati...


Ma chi l'ha detto ?

Se fosse successo gli storici posteriori se lo sono dimenticato, infatti sia Varrone (116- 25 a.C.) che Virgilio (70 - 19 a. C.) sottolineano l'importanza di selezionare lalli dagli zoccoli forti. Columella (40 d.C.) non solo consiglia di acquistare lalli dagli zoccoli dur, dritti e concavi, ma raccomanda anche che quando i polledri devono svezzarsi siano condotti a pascolare sulle montagne e in zon impervie per rinforzare gli zoccoli cosicché possano resistere meglio al logorio e garantire loro lunghi spostamenti.

Oltre ciò, gli autori romani fanno riferimento alle soleae sparteae che erano calzature per lalli fatte con corda schiacciata e intrecciata e agli ipposandali in ferro, Sventonio parlando degli eccessi di Nerone (37 - 68 d.C.) dice che viaggiava con 4000 carri trainati da mule calzate d'argento, Poppea - la sua simpatica mogliettina - per non esser da meno ordinò che i suoi muli fossero calzati d'oro... il ché non è possibile data la duttilità/fragilità di quei materiali, plobabilmente si tratta di
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Novembre 24, 2014, 03:59:14 pm
Chi stai citando, sui ferri? Vi sono evidenze (non robustissime) che i Celti ferrassero già, prima della fine della dominazione romana; e cioè che i romani abbiano visto qualche ferro; ma non certo nel 400 avanti cristo, almeno sei o sette secoli dopo. Poi c'è il "grande buco nero", e quando arriviamo su per giù all'anno 1000 la ferratura è già bella che diffusa. In mezzo, notizie poche.

Sugli ipposandali: immaginare che un cavallo potesse essere montato a qualsiasi andatura con quelle robe legate ai piedi è come immaginare un nuotatore che gareggia con una macina attaccata alla cintola. "Non contano" come abbozzo di ferratura, nè come protezione per un cavallo in lavoro.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 24, 2014, 04:26:13 pm
Le fonti sono di due libri che ti consiliaii di accattare tanto tempo fa: Il lallo nell'antichità di paul Vigneron e Come ferrare il lallo del colonnello Hickman, inoltre, c'è questo bel sito: http://l-art-a-cheval.com/ferrure.aspx che però oggi non riesco ad aprire.

Bisogrerà farti fare un esorcismo per cacciare dal tuo corpaccio il barefutto assatanato che l'ha invaso... poi ti spiegherò/ti spiegherà - in altra sede - Lefrebreves de Noettes l'utilizzo degli ipposandali nell'antichità...

Ora torniamo all'origine della ferratura.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Novembre 24, 2014, 04:46:30 pm
Due fonti per un testo citato sono troppe. Se il testo è identico nelle due fonti, o uno dei due cita l'altro, o ha copiato. Quindi ripeto la domanda: qual'è la fonte originale della notizia su Brenno?

Cosa c'entri questa domanda che ho fatto con il demonio barefutto che mi avrebbe invaso, non lo capisco, ma pazienza. La ferratura mi interessa forse più di quanto interessa a molti che la usano senza porsi tanti problemi. Ammetto comunque di non avere il tempo e la voglia di leggere tutti i libri che consigli ;-)
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 24, 2014, 08:10:56 pm
Quello in corsivo non è scritto da me, ma è quello che io critico, appunto.

Lo afferma qualhuno che ha reputatione di espertissimo uomo di lalli, dunque, bisognerebbe chiederlo a lui.

Gli ipposandali sono gli antenati delle scarpelle, o meglio scarpelle fatte con i materiali e le tenniche del luogo e del tempo... stupende dovevano essere le scarpelle in seta fatte per i lalli dei potenti cinesi.

Quanti libri ti consiliiai? due forse 3.... se devo stringere accattati il lallo nell'antichità: per capire il presente lallesco (barefutto o non) bisogna sapere il passato... quello prossimo - che potevi vedere in diretta - te lo sei perso, aggiorniamoci informandoci su quello remoto.

Fonte: http://books.google.it/books?id=9Fa-UD-SxQMC&printsec=frontcover&dq=horse+shoe+and+horse+shoeing+fleming&source=bl&ots=umivmEBydI&sig=IhY6ABHo8gOb9j7abkQkcWxN_WE&hl=it&ei=cnOkTLe_MuiK4gbE-6z-DA&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=3&ved=0CCYQ6AEwAg#v=onepage&q&f=false
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Novembre 24, 2014, 10:06:46 pm
Il suggerimento su Fleming come sai l'ho accettato - al punto che il testo è stato importato e digitalizzato in wikisource, un grosso lavoro fatto a più mani. Lì chi vuole lo può leggere molto più comodamente: http://en.wikisource.org/wiki/Horse_shoes_and_horse_shoeing:_their_origin,_history,_uses,_and_abuses

Ora: vi sono parti di quel testo che non condividi, o che sono superate da ricerche successive? Se ti sembra attendibile, possiamo prenderlo come riferimento per la storia della ferratura? Quando mi capita di citare qualcosa riguardante la ferratura antica, io in genere faccio riferimento - implicito o esplicito - a quel testo.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 25, 2014, 03:00:32 am
...a  ferratura  con  i  chiodi  sarebbe  stata
adottata circa 400 anni prima di Cristo.
Brenno, a capo dei Galli, invade Roma
nel 387 a.C.. I suoi cavalli sono ferrati...


Ma chi l'ha detto ?

Se fosse successo gli storici posteriori se lo sono dimenticato, infatti sia Varrone (116- 25 a.C.) che Virgilio (70 - 19 a. C.) sottolineano l'importanza di selezionare lalli dagli zoccoli forti. Columella (40 d.C.) non solo consiglia di acquistare lalli dagli zoccoli dur, dritti e concavi, ma raccomanda anche che quando i polledri devono svezzarsi siano condotti a pascolare sulle montagne e in zon impervie per rinforzare gli zoccoli cosicché possano resistere meglio al logorio e garantire loro lunghi spostamenti.

Oltre ciò, gli autori romani fanno riferimento alle soleae sparteae che erano calzature per lalli fatte con corda schiacciata e intrecciata e agli ipposandali in ferro, Sventonio parlando degli eccessi di Nerone (37 - 68 d.C.) dice che viaggiava con 4000 carri trainati da mule calzate d'argento, Poppea - la sua simpatica mogliettina - per non esser da meno ordinò che i suoi muli fossero calzati d'oro... il ché non è possibile data la duttilità/fragilità di quei materiali, plobabilmente si tratta di

...ipposandali argentati o dorati o forse dei decori che si mettevano ai piedi di quelle vestie tipo cavigliere.

Vegezio (V secolo d.C) nei suoi scritti di veterinaria descrive dettagliatamente la cura per gli zoccoli dei lalli ma non fa alcun cenno alla ferratura, dunque è sicuro che i romani - fino a quel periodo - non conoscevano la ferratura inchiodata.

Il Nostro, riporta dati di vecchi studiosi che posticipano la ferratura di molti secoli, quest'errore è stato fatto perché i lalli ferrati del medioevo perdevano i ferri magari restando impantanati coll'acqua fino al petto o annegando in fiumi o laghi oggi scomparsi, pertanto, hanno lasciato i ferri in strati geologici più antichi per cui gli studiosi furono tratti in inganno.

Può darsi che i Celti abbiano cominciato a fare esperimenti ben prima che la ferratura si difondesse massivamente in Europa ma - per quanto appena detto - non mi pare possibile che Brenno sia sbarcato a Roma coi lalli ferrati.

Ecco un'altra ingenuità del Nostro:

Eppure  Alessandro  Magno,  nato  nel
356, morto nel 323 a.C., sul dorso di
Bucefalo, senza staffe e senza ferri, da
non  credere,  percorre  circa  6000  km 
per arrivare alle sorgenti del fume Indo...


Ora, basta avere un pò di esperienza di spostamenti militari per capire che...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 25, 2014, 01:46:32 pm
... gli spostamenti degli eserciti antichi erano delle popolazioni in viaggio con tanto di mandrie di cavalli e buoi che andavano di conserva pascolando accanto le colonne dei soldati più o meno inquadrati con al seguito i carri delle salmerie e gli animali da basto, il tutto era collegato da staffette in continuo movimento.

Dunque la descrizione - Alessandro  Magno,  nato  nel 356, morto nel 323 a.C., sul dorso di Bucefalo, senza staffe e senza ferri, da non  credere,  percorre  circa  6000  km  per arrivare alle sorgenti del fume Indo. la possiamo accettare come esposizione letteraria, in realtà, in realtà,  i condottieri dell'antichità, ma non solo (vedi Napoleone), in questi lunghi viaggi - per la maggior parte - si facevano scarrozzare, montavano a lallo per occasioni ben precise e per necessità, inoltre non avevano un solo lallo, ne avevano a disposizione almeno una diecina, Bucefalo veniva usato per le grandi occasioni come il destriero medioevale e il war pony dei pellerossa nordamericani.

Infatti,
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 25, 2014, 08:00:05 pm
... le antiche testimonianze ci dicono che i personaggi di alto lignaggio si viaggiavano con al seguito famigli, valletti, scudieri et lalli, ma sopratutto avevano dei carri specificatamente costruiti per i vari percorsi: la raeda, un robusto carro per 3/4 passeggeri + bagagli, era quello più economico, la classica vettura da posta.
E poi c'era la carruca la Rollsrois del tempo, tra questi due tipi una decina di tipi di mezzi dalle fogge e gli usi più diaparati.
Marziale stigmatizza un ricco vanitoso dicendo: la costruzione della sua carruca dorata costa il prezzo di una podere.

La carruca doveva avere un tetto per la pioggia et lo sole ed era fatta iin modo che si potesse allestire un letto affinché il giolivo proprietario si potesse riposare tra una cena elegante e l'altra.

C'era anche una vettura chiamata pilentum, doveva esser l'equivalente della mini attuale, una vettura per signore e signorine che era usata anche per



Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 26, 2014, 03:18:56 am
... per matrimoni e altre feste sontuose, ma l'uso corrente era per recarsi a funzioni religiose o ai giochi dei gladiatori etc. etc. come dire andare al cinema o a farsi uno spriz.
Virgilio parla di: belle matrone che - nelle morbide pilenta - portano sacrifici ai sacri dei, dunque, dovevano esser confortevoli, armate di cuscini o cose del genere.

Prima dell’introduzione
delle  staffe un  viaggiatore  sul dorso di
un  cavallo  riesce a percorrere  non più
di  25  a  30  chilometri  al  giorno. Con
le  staffe  un  dispaccio  trasportato  dai
corrieri militari (più corrieri, ovviamente)
arriva a percorrere fno a 120 chilome-
tri in 24 ore.


Le staffe hanno avuto un'importanza enorme nell'uso del lallo in battaglia fornendo un punto di appoggio sia per lanciare giavellotti sia per resitere agli impatti collo avversario.
Hano avuto importanza assai minore per i corrieri militari, infatti,
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 26, 2014, 11:46:46 am
... le percorrenze dei corrieri antichi senza staffe erano simili a quelle dei staffati "moderni", Ciro il grande inventò il servizio delle stazioni di posta, fatto in maniera tale che un dispaccio gli arrivasse in tempi brevi da ogni angolo dell'impero.
La velocità del servizio si basava sul continuo cambio di cavaglieri e cavalli, pare che a questo servizio fossero deputati 400.000 lalli (ricordiamoci che i lalli non erano ferrati) e alcune migliaia di cavalieri oltre il personale di stanza nelle poste.

Si diceva che i corrieri di Ciro andassero più veloci delle gru, era un servizio davvero imponente, a volte la corsa non si fermava neanche di notte.

Però abbiamo testimonianze di cavalieri particolarmente robusti e allenati che - senza staffe - con spossanti cavalcate coprivano centinaia di km in pochi giorni, ovviamente cambiando spesso le cavalcature, ma, se era necessario se ne stracatafottevano dell'animala e lo portavano all'estremo consumo pur di raggiungere il loro scopo.

Posso riferire di vari episodi del genere,  mi piace citarne due...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 26, 2014, 05:46:27 pm
... Catone il Vecchio coprì in 5 giorni quasi 600 km. (suppongo non da solo). Inviato a Roma per portarvi la notizia della vittoria su Antioco il Grande, sbarcò a Brindisi. Partendo da là, arrivò in giornata a Taranto, fu in strada altri 4 giorni pe giungere a Roma dove annunciò per primo la vittoria.

La prima tapa - Brindisi Taranto - non fu che di 60 km. perché essendo Catone sbarcato il mattino non ebbe che il pomeriggio per fare strada, ma nei 4 giorni successivi raddoppiò la media, infatti ci sono 480 km. di distanza tra Taranto e Roma.

Scegliendo cavalieri atletici e animali eccezionali (sono sempre lalli scalzi), Dione riesce - nel 357 a.C. - ad impedire lo sbarco del suo nemico Eraclide a Siracusa.
Battendolo sul tempo, percorre circa 100 km partendo la sera per trovarsi verso le 9 di mattina alle porte della città, svanita la sorpresa Eraclide si allontana con la sua flotta.

Supponiamo che questi personaggi mandassero i loro lalli a tutta birra, dunque, il fatto che i cavaglieri fossero non fosero staffati non ha avuto influenza sulle loro prestazioni, dunque, quest'affermazione:

Prima dell’introduzione delle  staffe un  viaggiatore  sul dorso di un  cavallo  riesce a percorrere  non più di 25  a  30  chilometri  al  giorno. Con le  staffe  un  dispaccio  trasportato  dai corrieri militari (più corrieri, ovviamente) arriva a percorrere fno a 120 chilometri in 24 ore.

è falsa.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 27, 2014, 02:34:02 am
I  libri  sono  impor-
tanti  perché  insegnano  ad  addestrare
il  cavallo  per  la  guerra.  Tutti  i  libri  di
equitazione pubblicati nel Cinquecento,
nel Seicento, nel Settecento  e in buona
parte anche nell’Ottocento hanno come
unica fnalità la guerra. Non esiste il con-
cetto di arte equestre come la conside-
riamo noi oggi. Il cavallo è lo strumento,
nel  senso  più  nobile  della  parola,  per
combattere, difendersi, vincere e soprav-
vivere.


... è vero che i libri di equitazione antigui parlano dell'addestramento dei cavalli da guerra, ma non è affatto la loro "unica finalità" anzi, il merito storico dei cavallerizzi che scrissero di equitazione a partire da 500, è di aver inventato l'alta squola/la scuola accademica equestre per tutt'altre esigentie.

Per intanto beccatevi sto linco che anticipa la mia visione sulla nascita dell'equitazione accademica:

http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2011/02/le-guerre-festiue-delle-reali-nozze-de.html

per il mio piacere mi dilungherò sull'argomento...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Novembre 27, 2014, 07:23:48 am
Spetta un attimo.

Sulle lunghe percorrenze veloci (tipo servizi di posta rapida) è ovvio che gli antichi fossero organizzati tipo pony express: una rete di "poste" a distanze prestabilite, per cambiare il cavallo stanco con uno fresco. Se non sbaglio, la distanza fra tale poste era di una ventina di chilometri. Il galoppo è andatura comoda senza staffe; non vedo problemi.

Altro è, però, lo spostamento veloce su terreno sconosciuto o non servito da regolari punti di cambio cavalli. In questo caso i cavalli con cui si parte sono gli stessi con cui si arriva. L'unico sistema di "cambiarli" è di portarsene dietro alcuni scossi, e alternarli con quelli montati; oppure di sequestrarne/rubarne di freschi per via, abbandonando quelli stanchi.

Chiariscici.

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 27, 2014, 11:19:35 am
Il mio discorso parte da quest'affermazione del Nostro:

Prima dell’introduzione
delle  staffe un  viaggiatore  sul dorso di
un  cavallo  riesce a percorrere  non più
di  25  a  30  chilometri  al  giorno. Con
le  staffe  un  dispaccio  trasportato  dai
corrieri militari (più corrieri, ovviamente)
arriva a percorrere fno a 120 chilome-
tri in 24 ore.


Dunque si parla di corrieri postali, appunto.
Io ho demolito l'idea che gli antichi non potessero fare più di 20/30 km al giorno senza staffe, punto.

Riguardo alla tua ossservazione:
L'unico sistema di "cambiarli" è di portarsene dietro alcuni scossi, e alternarli con quelli montati; oppure di sequestrarne/rubarne di freschi per via, abbandonando quelli stanchi.
Non è esattamente così, l'episodio di Dione - già citato (ma ce ne sono altri) - dimostra che dei lalli particolarmente dotati potevano fare anche 100 km (scalzi) in 14/16 ore... presumibilmente alla fine della promenade erano da "buttare", ma di questo gli antigui non si preoccupavano  - se le bestie non recuperavano - ne trovavano altri, quelli accciaccati se li magnavano.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Novembre 27, 2014, 12:06:24 pm
L'arte dell'allenamento delli lalli è antichissima; era già consolidata da parte degli ittiti, come dimostra il "protocollo di Kikkuli" risalente a oltre il 1000 a.C. (ma erano attaccati a carri da guerra). leggevo da qualche parte che erano devastanti perchè capaci di percorrere decine di miglia nella notte, e comparire la mattina, totalmente inaspettati, addosso al nemico - in altri termini: erano in grado, dopo quella scarpinata, di combattere. Le cure con cui li allevavano e allenavano mi sembra che renda improbabile che fossero cavalli "usa e getta" o, come dici tu, "usa e magna".
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 27, 2014, 02:35:07 pm
... prima di magnarseli, i prodi destrieri scendevano i terribili gironi ippeschi: da lallo da battaglia a lallo di servitio >da carretto > da aratro > da macina di mulino o di trappeto o finivano in fondo una miniera a cavar minerali.
Infatti, i lalli a 10 anni eran vecchi/decrepiti... ti ricordi dello stallone che a 7 anni era considerato anziano?

Per completezza d'informazione, la gente comune non poteva fare quelle performans che erano prirogativa dei militari/delle staffette militari che dovevano essere giovani e terribilmente in forma.
Un uomo normale, anziano o poco allenato ben difficilmente potea fare più di 25/30 km al giorno senza  senza staffe e per sella qualche pelle di pecora o una gualdrappa, ma in fondo è la media normale che fanno gli odierni viaggiatori a lallo.

Riguardo l'usa e getta, la consideratione che avevano dei lalli gli antichi è un cicinin differente dalla nostra, Erotodo ci racconta che un ufficiale di Serse, benché rotto ai più difficili esercitii equestri, ebbe un malo incidente: una cane si buttò tra le gambe del lallo che montava che - spaventato - si inalberò facendolo cadere, Farnuce - così si chiamava il cavagliere - cominciò a sputar sangue e il fatto degenerò in tisi.
Quanto allo lallo, i suoi servi lo trattarono come egli comandava: lo portarono sul luogo dove aveva disarcionato il suo badrone e gli tranciarono le membra al garretto.  :icon_eek:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Novembre 27, 2014, 02:54:21 pm
Non confondere i millenni. E' nel  1500, dopo il "trattamento napoletano"  :horse-scared:, che uno stallone a sette anni veniva considerato vecchio; iscrizioni romane documentano che fra i vincenti delle gare ippiche di corsa dei vari circhi c'erano cavalli di età ben superiore. Ma è naturale: allora non erano ferrati  :horse-wink:

A parte la provocatoria battuta sui ferri, se hai qualche notizia della longevità dei cavalli in antichità, condividila. Ma che sia antichità vera, non la "mezza antichità" della scuola napoletana.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 27, 2014, 03:30:35 pm
Ti rispondo velocemente, ai tempi di mio nonno - ma la convinzione è rimasta a lungo, dura ancora in certi ambienti -  un lallo era vecchio a 12/13 anni, e forse avevano ragione: lavoravano come bestie e le cure non erano certo paragonabili a quelle odierne; quand'ero bimbo consideravo vecchie le persone di 40anni e lo erano d'avvero dall'aspetto, oggi, c'è un'amica di mia moglie (42/43 anni) mi fa sangue a solo vederla... hai presente la Ferilli più giovane e senza silicone? Quella!

Il Columella dice che una giumenta va coperta dai 2 ai 10 anni dopo di chè gli eventuali prodotti sono "deboli".

Alle macine andavano i lalli/asini/muli vecchi, malati o bestie infami/pelandrone/sfaticate, quelli erano animali da lavoro, dunque dovevano lavorare in una maniera o nell'altra.

Guarda cosa ci dice Apuleio...

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 27, 2014, 07:22:50 pm
... prima di vedere cosa ci dice Apuleio, dobbiamo sapere che il Nostro narra le vicissitudini di Lucio - L'Asino d'Oro, certamente, tutte voi conosciete la storia, è famosissima ma per quelle due o tre che non l'hanno letta o dimentica ecco sto linco, così vi fate un'idea di cosa dirò:

http://www.wuz.it/riassunto-libri/4158/Metamorfosi-asino-oro-Riassunto.html

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 27, 2014, 11:42:55 pm
... c'erano varie mole di differenti dimenzioni che venivano fatte girare giorno e notte senza tregua per ricavare la farina che veniva raccolta da un nugolo di schiavi dalle faccie e gli oculi segnati dal'intenzo calor dei forni.

Il ricco panificatore aveva comprato l'asino/Lucio.... .... ... la mattina presto, mi attaccarono alla macina che mi sembrava la più grande di tutte e bendatomi gli oculi, per non farmi girare la capa, mi misero  a tirare in tondo su di una pesta sempre uguale.
Dopo i primi giri - ebbi le palle piene di quel girotondo, mi fermai e rimasi immobile, infatti, mi illudevo che - facendo lo stupido e l'inetto - mi giudicassero inadatto a quel minchia di lavoro e mi avrebbero messo a fare qualcos'altro di più interessante e meno fatigoso o - addirittura - a pascermi sensa far nulla.
... .... ... venni circondato da un gruppo di brava gente, non le potevo vedere perchè ero bendato, ma sentivo che armeggiavano attorno a me, al segnale, urlando come degli assatanati quelle simpatiche personcine mi si lanciano sopra e giù botte da orbi con dei nodosi bastoni e maligne catene.
Mi spaventai talmente che comincia a tirare con tutte le mie forze sulla corda di fibra (taenia spartea)
tra le risate degli allegri picchiatori... dato che siamo in argumenta beccatevi sto linco:

http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2010/10/buovo.html

... ... la giornata era trascorsa, ero distrutto dalla fatiga e stavo per svenire dalla fame, mi staccarono e mi portarono nella stabula dove mi soffermai ad osservare gli animala coi quali dividevo l'esistenza,
Vecchi muli castrati ed impotenti erano alla mangiatoia a divorar balle di paglia ansimando e agitando le loro incollature rose da ulcere purulente; le loro flaccide narici si dilatavano per le scosse di una insistente tosse, il loro petto era a carne viva per l'incessante sfregolio delle corde, i loro fianchi scorticati all'osso per le spietate punitioni, l'unghia degli zoccoli - nel loro interminabile girare - aveva preso, schiacciandosi, una larghezza smisurata...minchia! Ai tempi c'erano gli ipparchi ma non c'erano i barefutti i pedicure.

Dunque, le macine erano il penultimo stadio della vita degli equini, ci venivano attaccati: praticamente tutti gli animali vecchi, quelli malati, quelli storpiati da incidenti vari... ecco il grido di disperazione di un vecchio corsiero che troviamo in Transitu fossae di Giustino:



Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 28, 2014, 02:25:43 am
"A te, mia patria, Tessaglia nutrice di puledri, indirizzo il mio lamento, io, Pegaso, per la fine ingiusta della mia carriera, IO, che a Pito e nell'Istmo e al tempio di Zeus e di Nemea ho goduto gli onori dl trionfo e che ho vinto gli allori d'Arcadia, e adesso giro il fardello rotondo di pietra di Nistria..."

Che brutta fine!

Ma era la norma, tra l'animale legato alla pietra e il suo padrone non esisteva quel contratto di reciproca fiducia che Xenphon consiliava ad ogni uomo di lalli, questo trattamento può sorprendere l'animo senzibbile di noi ragasse del 2000, ma, basta fare un viaggetto in Marocco, Tunisia o giù di lì, per renderci conto che sono cose "normali".
Posso dire  che i lalli che vidi in Tunisia attaccati ai carretti facevano veramente pena: erano tutti lalli interi, ma denutriti e pieni di piaghe er ulcere mai curate, ma questo non è niente a confronto degli animala da lavoro dell'entroterra nordafricano, il buon Paul così ci informa:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 28, 2014, 09:30:16 am
... nelle montagne nordafricane (Algeria), gli animali invecchiati sono sempre stati trattati crudelmente, asini scheletrici compiono ancora fatighe impossibili, perché l'asinaio usa un sistema assolutamente riprovevole che suscita immancabilmente la giusta indignazione dei turisti: introducono una spina o della terra in una delle lacerazioni che i tapini hanno a bizzeffe sul dorso o sui fianchi, oppure pungono col bastone una piaga purulenta, ottenendo così - dal'asinello - gli ultimi sprazzi di energia.

Altri autori greci e latini si dilungano su come venivano sfruttati gli equini, su come lavorano gli equini ma anche i buoi nell'antiguità, quì mi fermo, chiudo la parente e torno al tema originario.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Novembre 28, 2014, 09:45:04 am
A che epoca risale il proverbio arabo "sette anni per il mio nemico, sette per me, sette per mio figlio", che induce a ritenere (con semplice somma) che vi erano più di vent'anni di "montabilità" dei cavalli?

Quanto alla "spina nel fianco" (curioso che sia un modo di dire attuale!) ho già riportato testualmente, forse in altro foro,  come uno degli autori dell'alta scuola rinascimentale italiana suggerisse di risolvere il problema del cavallo poco sensibile allo sperone. Chissà: forse agli africani quella tecnica glie l'abbiamo insegnata noi  :firuu:

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 28, 2014, 03:09:19 pm
Il ploverbio arabo descrive pienamente quello che succedeva et che dissi, sette anni di sollazzo: giuoiose cavalcate, gare di ogni genere coi giovani della familia, sette anni di serio lavoro col pater familiae, e sette anni di inferno per il lallo venduto a persona non amica, tale da poterle fare un bidone, una sola.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Bubba - Novembre 28, 2014, 03:13:06 pm
A suo tempo rimasi molto sorpresa nello scoprire che Bucefalo fu non solo il primo cavallo di Alessandro, non solo.il suo cavallo ma praticamente l' unico.
Alessandro ragazzetto lo domo' e l' equino lo accompagno' alla conquista del mondo ( s)conosciuto.
Mori' in seguito a delle ferite riportate in battaglia, a 20 anni. Ancora forte, tanto da reggere ferito il seguito della battaglia e morire nei giorni seguenti.
A 20 anni era indubbiamente ancora molto forte, tanto che Alessandro lo cavalcava in battaglia ( dove come e' noto dalla prestazione del cavallo dipendeva la vita del cavaliere).

Ovviamente, era scalzo pure lui  :horse-wink:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 28, 2014, 03:23:57 pm
Quella, che dici è la favola, evidentemente non mi hai letto nelle puntate precedenti: dissi che i lalli da battaglia, i destrieri, i war pony erano cavalli specialisti, si usavano solo in battaglia e per le parate, Alessandro aveva alcune centinaia di lalli e muli personali altrimenti che razza Imperatore era!!
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Novembre 28, 2014, 03:31:57 pm
Il ploverbio arabo descrive pienamente quello che succedeva et che dissi, sette anni di sollazzo: giuoiose cavalcate, gare di ogni genere coi giovani della familia, sette anni di serio lavoro col pater familiae, e sette anni di inferno per il lallo venduto a persona non amica, tale da poterle fare un bidone, una sola.

Guarda che hai invertito i "sette anni": i primi sette anni sono quelli "per il nemico", quelli delle maggiori difficoltà, bizzarrie, fatiche e pericoli; poi i sette anni del "massimo"; infine i sette anni del cavallo pienamente affidabile anche se non più nel culmine della sua forma, adatto a un giovane cavaliere meno esperto. Arriviamo a 3+7+7+7=24 anni. Se il proverbio è antico (come credo) significa che era normale per i cavalli essere usabili fino a 24 anni. Dove sbaglio? Forse la sequenza dei "sette anni" non è quella temporale? Non trovo riscontri.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Bubba - Novembre 28, 2014, 04:04:00 pm
Parentesi Bucefalo. Sicyramente il cavallo e' entrato nella leggenda ( al pari di Alessandro) e si sara' esagerato nel raccobtare certi episodi ma l' equino e' esistito. Gli storici riportano la data di acquisto ( 342 aC), il prezzo, la data ( 326 aC) le circostanze e il luogo della morte.


Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 28, 2014, 07:57:56 pm
Certo che è esistito, pare che fosse stato di una razza che doveva somigliare all'Akal teké, i cineasti moderni - non capendo una beatissima minchia di cavalli - lo hanno rappresentato come un pesante frisone solo per esigentie di sciò.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 28, 2014, 08:08:32 pm
Caro Alex, è vero il contrario: tu hai invertito la sequenzia.

Gli arabi non si preoccupavano affatto della doma, i polledrini crescevano assieme ai bimbi e quando diventavano polledri erano domati dai loro fratelli maggiori: adolescienti e giovinotti che gentilmente et gradatamente li facevano diventare lalli.

Il lallo fatto: dai 7 ai 14 anni è quello che dà il meglio di se, quindi passava nelle mani del capo, dai 14 ai 21 inevitabilmente - il destriero - va in discesa diventa un ronzino, gli acciacchi ,le malattie, le ingiurie subite riaffiorano inevitabilmente, il lallo perde di valore... prima che fosse decrepito, l'astuto beduino gli faceva un maquillage e lo vendeva ad un estraneo come un giovinotto di 7 8 anni mentre invece ne aveva 16/18.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 29, 2014, 02:11:28 am
Arriviamo a 3+7+7+7=24 anni. Se il proverbio è antico (come credo) significa che era normale per i cavalli essere usabili fino a 24 anni. Dove sbaglio? Forse la sequenza dei "sette anni" non è quella temporale? Non trovo riscontri.

Lasciamo perdere l'antichità del ploverbio, i risconti te li ho dati, ai tempi del nonno, un lallo/un mulo da carretto raramente faceva il carrettiere dopo i 12/13 anni - non ce la poteva fare - ma non è che andava in penzione, discendeva negli inferi come ho ampliamente dimostrato, il fatto che campasse/fosse usato fino a 18 o fino a 32 anni era del tutto incidentale; questa discesa poteva essere largamente anticipata se l'animala aveva un incidente o era malformato.

Ricordo benissimo un asinello - si fermava sotto casa - tirava il carrettino del fruttivendolo, era zoppo trascinava una zampa ma continuava "normalmente" a lavorare, alla stessa maniera ricordo un altro zoppo, era  un ragazzo - avrà avuto la polio - ma faceva "normalmente" - con una stampella - il pecoraro...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Novembre 29, 2014, 08:45:55 am
Scusami ma non mollo. Su web non lo trovo! Chi me l'ha detto? Qualcuno mi aiuta? Intanto mi scuso per la citazione di un proverbio di cui non conosco la fonte. Ecchecavolo, non è mia abitudine farlo.

Per quanto riguarda il riscontro, o tuo nonno era arabo, o "non vale". Ma smettendo di devastarti il topico, aprirò un altro topico altrove.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 29, 2014, 11:42:22 pm
Caro Alex, è vero il contrario: tu hai invertito la sequenzia.

Gli arabi non si preoccupavano affatto della doma, i polledrini crescevano assieme ai bimbi e quando diventavano polledri erano domati dai loro fratelli maggiori: adolescienti e giovinotti che gentilmente et gradatamente li facevano diventare lalli.

Il lallo fatto: dai 7 ai 14 anni è quello che dà il meglio di se, quindi passava nelle mani del capo, dai 14 ai 21 inevitabilmente - il destriero - va in discesa diventa un ronzino, gli acciacchi ,le malattie, le ingiurie subite riaffiorano inevitabilmente, il lallo perde di valore... prima che fosse decrepito, l'astuto beduino gli faceva un maquillage e lo vendeva ad un estraneo come un giovinotto di 7 8 anni mentre invece ne aveva 16/18.

Forse non hai letto questo posto, altrimenti non mi spiego il tuo ultimo intervento.
Secondo me diamo troppa importanza al ueb,"non lo trovo (su ueb)" non vol dire che quella cosa non esiste che non è vera, anzi.

L'origine della discesa lallina negli inferi, si perde nela notte dei tempi ed è durata fino a tempi di cui ho il riverbero, e comunque, l'ordine dell sequenza del ploverbio arabo è quella che dico io.

Un polledro - se non è già manso - si ammansisce in 3/4 settimane, ancora  un mese ed è domato, ancore tre mesi ed è addestrato alla bassa, poi puoi fare il pogramma che vuoi.
Dunque, non ha senzo dare al "mio nemico" unlallo giovine con davantii 11/12 anni di splendore, e poi tenersi - per il sollazzo dei giovini -  un lallo che sta diventando decrepito.

Un altro antico provebio conferma il mio concetto: "Il cavallo vecchio muore nella stalla del minchione".

Comunque ti capisco, sia io che te - che vedremo morire Oddo e Asia nelle nosre stalle - non siamo minchioni, è una nostra libera scielta, i tempi son cambiati ma non troppo, plobabilmente, in caso accadesse il contrario - Oddo stesse per vedere la mia fine - adotterei, se mi fosse possible, la solutione finale del Generale.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: carodubbio - Novembre 30, 2014, 11:42:49 am
Lo sai si caro Raffaele che sei insopportabile ? :evil3:


Solo che  non è che tu lo sia veramente ,

 ma lo sono le tue  VERITA che alla gente da fastidio sentirsi narrare
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 30, 2014, 12:27:42 pm
Forse hai ragione, i luoghi comuni, le verità/le escortanate condivise, l'affidarsi all'uomo della provvidenza, lo stare chiusi nel branco sono situazioni estremamente confortanti.

I tabù, i dogmi sono altrettanto confortevoli sopratutto pereché ci danno la possibilità di non penzare.

Ma a giudicare dall frequentazione di questo topico, l'orrido, il sangue, il ca**otto nello stomaco, lo sbudellamento affascinano il pubblivo pagante, come - del resto - i films di Hithcock o di Dario Argento.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Novembre 30, 2014, 06:24:10 pm
Apro una parente, o meglio faccio un flescibec sull'assetto sportivo leggiero in avanti erronemente chiamato monta itagliana,
ci fu un tempo che - per mio sollazzo - facevo uno pseudo endurans: allenamento di un paio di ore al giorno su un percorso di una 15ina di km. ogni tanto escursioni dai 40 agli 80 km da farsi in giornata: ero da solo, facevo passo e galoppo alternati, scielta dettata dalle mie ossa già malconcie e dalla conseguente scelta della sella (una vaquera confotevolissima per le mie chiappe e anco per la  schiena dello lallo), dunque, galoppo seduto, staffatura classica o alla cauboi, galoppo disteso ma lento... lop direbbero i miei amici col cappellone, ora, per puro caso mi son soffermato ad osservare qualche video di endurans serio:

 https://www.youtube.com/watch?v=Snb3PqmWZTM

cosa notate? I cavalieri galoppano seduti e staffati lunghi lunghissimi, ora, la teoria che sorregge il galoppo in avanti/sollevato si regge sul fatto che
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: rhox - Novembre 30, 2014, 07:03:15 pm
no ti prego no raffaele!! gli arabi come esempio proprio no!!
sono inguardabili a sbatacchiare sulla schiena dei cavalli, piedi sulle spalle per riuscire a stare seduti sulle selle da endurance, mani che si reggono alla bocca..

tendenzialmente l'endurance europeo è fatto di galoppo in assetto leggero
https://www.youtube.com/watch?v=nrzhrwgpPw0
https://www.youtube.com/watch?v=25qg07KAsAI
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Novembre 30, 2014, 08:17:40 pm
Mi bannate se vi dico che a me l'assetto di quelli che fanno endurance sembra proprio brutto?
Lo so che sono i campionati francesi ecc. però mi sembrano brutti lo stesso. Mia personalissima opinione eh.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: rhox - Novembre 30, 2014, 08:43:27 pm
milla il brutto dipende dalla disciplina.. se dovessi fare 160 km con un assetto da dress piangeresti alla prima assistenza..
che poi ci sia un sacco di gente inguardabile è vero, ma qualcuno bello da vedere per la sua disciplina c'è. considera anche che molte riprese sono state fatte già dopo ore di sella e innegabilmente man mano che avanza la stanchezza se ne va l'insieme
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Novembre 30, 2014, 09:57:21 pm
In effetti 160 km in assetto da dress la vedo un pochino dura, mi parrebbe dura anche 16 km :horse-wink: però innegabilmente nei film che avete messo c'è roba che non si può vedere, credo che almeno star composti si potrebbe.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: rhox - Novembre 30, 2014, 10:15:02 pm
il fine giustifica i mezzi? ho fatto endurance per qualche anno e non posso dire di averne ricavato un assetto esemplare. le selle in particolare lo rendono molto difficile in quanto sono selle molto instabili in quanto devono favorire un assetto leggero, sono minimali e leggerissime (come staffili e staffe per cui molto instabili), i cavalli spesso vengono lasciati nel loro equilibrio (ci sono correnti di pensiero per cui non bisogna neanche intervenire sul galoppo del cavallo, se fa 160 km a galoppo destro e non sa partire a sinistra per alcuni è da lasciare così. a mio parere idea folle, ma chi lo sostiene ha vinto gare a livelli internazionali).
immaginanti dei cavalli carichi come sveglie che sanno che da quel momento dovranno correre per ore e ore, in frotta in partenza spesso su prati invitanti, ecc e su un sentierino dove facilmente vedi poco dove vai sei in fila e davanti inchiodano, ripartono, accelerano, si spostano, ecc. non è facile mantenere un assetto composto in queste continue variazioni del cavallo.

poi che un sacco di loro non sappiano fare transizioni decenti o abbiano pochissimo lavoro in campo nessuno lo nega! solo che l'ambiente della gara accentua parecchio le carenze..
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Novembre 30, 2014, 10:22:22 pm
Certo capisco perfettamente, la mia era solo un'osservazione da profano. Ho detto che non hanno un bell'assetto, che poi questo sia spiegabile, funzionale, comprensibile, giustificabile ecc. siamo d'accordo. Era solo una constatazione "estetica" :horse-wink:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: rhox - Novembre 30, 2014, 10:24:33 pm
figurati, sono la prima a dire che molti non sono belli da vedere.. arabi in primis! :icon_puke_r:

per il resto, capisco perchè a me esteticamente non piace l'assetto da dressage della maggior parte degli agonisti ad alto livello.. lo trovo troppo estremo :horse-cool:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Novembre 30, 2014, 10:29:10 pm
Infatti, de gustibus... :horse-wink:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 01, 2014, 01:31:42 am
Quì non si tratta di gustibus ma di efficacia di assetto (per il lallo e il cavagliere), ho anticipato che - dovendo fare molte ore a lallo - istintivamente presi l'assetto alla cauboi o se più vi piace alla buttero o alla gaucio o alla vachero: busto nella verticale, gambe cadenti forse un pò in avanti, libertà di incollatura, galoppo  radente ed economico, assetto che ho riscontrato nel moderno endurans da cui la domanda che avevo preannunciato: fino a quando è utile/giusto liberare il posteriore per agevolare la sua spinta?

Pereché di questo si tratta: nel s.o., nel cross, nell'ippica agevolare la spinta in avanti del posteriore è essenziale, dunque, si scarica il posteriore ma - inevitavilmente - si carica l'anteriore, questo detto in generale perché - come abbiamo visto nelle puntate precedenti - nel s.o. si fa anche il contrario per riunire/comprimere l'azione dello lallo per meglio andar su, eppoi si tratta di competizioni relativamente brevi.

Che succede se l'assetto fosse in avanti/alla Caprilli per 60/80/160 km ?

Non lo so, ma dato che gli enduransisti non lo usano, deve esser deleterio, cerco di spiegarmelo ma se sbaglio corriggetemi:
ore di lallo in tenzione sulle staffe sono una pruova insopportabile per qualsiasi cavagliere, ma di questo me ne stracatafotto, la cosa più dangerosa potrebbe essere che - secondo me - in questa maniera il lallo si spacca le spalle, portare 20 kg, in più in avanti è una sciocchezza per un animala che pesa 500 kg. ma diventano un macigno se questo squilibrio si protae lungamente nel tempo e nella frequenza di impegni, io me lo spiego così, comunque beccatevi sto video si tratta di ragasse giovinissime:

https://www.youtube.com/watch?v=hDoPQ4jJ5jM

la ragassa n. 61 per un tratto, galoppa leggiera ed è - comunque - staffata un pò più corta: la staffatura classica secondo d'Orgeix - poi si adegua e si siede anch'essa, la ragassa n. 64 - nel galoppo - non stacca mai le chiappe dal sella ed è ben in perpendicolare col suo lallo, l'assetto che ho descritto prima.

Se non bastasse beccatevi sto video:

https://www.youtube.com/watch?v=YJByWaFQwfo

Quì si vedono diecine di cavaglieri, arabi o non, non alzano le chiappe dalla sella nemmeno sotto minaccia armata.

Pare che i top lalli della specialità siano arabi e che l'ultimo campionato di endurans l'abbia vinto un arabo: uno sceicchetto, il quale, avrà quintalate di petrodollari a disposizione, dunque, si compra il meglio del meglio, ma il cullo sul lallo ce lo ha tenuto lui, infatti:
la medaglia d’oro l’ha conquistata percorrendo i 160 chilometri del durissimo tracciato in 8 ore, 8 minuti e 28 secondi a una media di 19.60 km all’ora. seguono una ragassa olandese Marijke Visser in sella a Laiza de Jalima: per lei una media di 19.26 km all’ora in 8 ore, 19 minuti e 17 secondi. Medaglia di bronzo per il qatariota Abdulrahman Saad Al Sulaiteen, con una media di 17.92 km/h in 8 ore, 56 minuti e 23 secondi.

La prima degli italiani in classifica è Simona Garatti su Hanifa (media di 15.50 in 10.20.03) al 23° posto che arriva con un ritardo di oltre due ore dallo sceicchino...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Dicembre 01, 2014, 07:47:10 am
Per me, buona equitazione è quella che permette al cavallo di fare meno fatica, e questo si vede nelle lunghe percorrenze. Voi mi dite che questa equitazione sarà pure buona ma non è bella. Ok. Allora mi viene il dubbio che la bella equitazione non sia buona. E' una semplice questione di logica.... E' da quando frequento i forum di cavalli che giro attorno a questo problemino.  :horse-wink:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: rhox - Dicembre 01, 2014, 08:39:59 am
raffaele non considerare le gare nel deserto come esempio per l'endurance perchè riportano risultati che in quasi nessun'altra parte del mondo replicano come velocità e cavalieri.
il moderno endurance è quello di tutti gli altri paesi esclusi gli emirati (sarà forse perchè quando vengono a gareggiare qua c'è il divieto di superarli, un cavallo vincente non ha mai ripetuto una performance uguale perchè non è quasi mai più tornato sui campi gara e stranamente c'è un discreto numero di decessi post gara?).

hai preso l'esempio meno adatto, poi che ci sia una parte di mondo che li segue non vuol dire che sia ritenuto corretto
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Dicembre 01, 2014, 09:05:16 am
Lasciamo da parte i casi limite, Rhox, consideriamo l'endurance normale, quella in cui si resta entro i limiti fisiologici del cavallo come è provato (se avviene) dal fatto che i cavalli abbiano una carriera lunga. Innanzitutto: è vero o è falso che i cavalli da endurance ben fatta abbiano una carriera lunga? Perchè se è falso, allora lo stile di monta da endurance non è nè buono nè bello e allora il mio ragionamento decede miseramente, e lo abbandonerò senza rimpianti.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: rhox - Dicembre 01, 2014, 09:42:28 am
dipende troppo dai cavalli. difficile dire se siano lunghe o meno, perchè troppo dipende dai risultati.
in italia ci sono dei cavalli che gareggiano a livello internazionale da anni, ma nessuno di loro ha vinto veramente grosso. quindi considerare una carriera di gare finite con risultati mediocri come lunga o si vuole considerare invece come lunga una carriera in cui il cavallo ha dato effettivamente tutto quello che poteva?
diciamo che ora cavalli come alex raggio di sole o faris jabar che hanno vinto a livello internazionale fino a 16-18 anni ce ne sono molti meno, agli internazionali accedono sempre più giovani (prima il limite d'età fei inutile, ora sono spesso al limite). solo che loro gareggiavano con medie da 16-17 km/h, ora a quella velocità ti piazzi da metà classifica in giù!

sui cavalli è difficile ragionare anche perchè le gare sono dilazionate nel tempo e poco si vedono i buchi dovuti agli infortuni: se fai 2 gare l'anno e tieni fermo il cavallo per 6 mesi non si nota tanto..
inoltre l'antidoping è ancora ridicolo
per me è da valutare anche la forma complessiva: in partenza agli internazionali trovi cavalli magrissimi, mal muscolati, brutti. se finiscono questi è per pura forza di volontà e per un fisico veramente pazzesco (e lì penso sempre a cosa potrebbero fare in mano a uno bravo), non si saprà però come passeranno la vecchiaia..

diciamo che il caso più eclatante, a mio parere, qualcosa significa: difficilmente un gran campione una volta perso il suo cavallo di punta riesce a sostituirlo.
ho sempre pensato che fosse gran parte dovuto a una mancanza di regole generali di allenamento per cui quando trovi il cavallo che ti segue e si adatta al tuo metodo vinci, poi se provi ad applicarlo ad altri e non funziona difficilmente i cavalieri hanno un backup per cambiare decisamente rotta o per adeguarsi ad altri cavalli.
cavalli vincenti ce ne sono tanti, si vede da come si alzano sempre più le medie (teniamo conto che in europa/america le competizioni si vincono con medie attorno ai 21-22 km/h, nel deserto dai 26 km/h in su). il fatto che un cavaliere non riesca facilmente a trovare un "ricambio" è quasi paradossale.

poi ci sono i cavalieri vincenti che sono solo "monte" per la gara, alcuni francesi sono campioni in questo: gareggiano mediamente 2 giorni a settimana con cavalli sempre diversi, i proprietari fanno allenare e poi per fare l'exploit chiamano queste persone.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Dicembre 01, 2014, 10:34:04 am
Mi resta il dubbio: l'endurance è equitazione non bella ma buona, o equitazione nè bella nè buona? Sono per continare il ragionamento dei Raffaele sull'efficacia dell'assetto, dal punto di vista del benessere (=longevità in buone condizioni) del cavallo. Beninteso: per quanto interessa un cavaliere medio/mediocre; il fatto che i cavalli perfettamente addestrati all'alta scuola, e montati da eccellenti cavallerizzi, abbiano una vita lunga e sana purtroppo non interessa a quasi nessuno di noi; si parla di cose che avvengono su pianeti assai lontani, cose ufo.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: rhox - Dicembre 01, 2014, 11:36:25 am
come sempre c'è il buono e il cattivo in ogni disciplina.
purtroppo nell'endurance c'è poca tecnica quindi ci si può arrabattare di più e, a mio parere, nel complesso abbassare la media qualitativa..
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 01, 2014, 01:19:58 pm
Francamente me ne infischio dei risultati enduransegni come delle altre discipline sportive, siccome esistono e - solo grazie a loro - di questi tempora esistono ancora i lalli, ne parlo.

Nel caso, il mio discorso riguarda l'assetto sulle lunghe distanze nell'ottica di utilità - efficacia - razionalità - comodità per amboedue le persone in giuoco.

Devo dire che - inevitabilmente - noi itagliani, avendo avuto i caprillioni, siamo portati a galoppare leggieri, io stesso - pur avendo fatto pochissime letioni di equitazioni da ragazzo - a mia Scajola - galoppavo leggiero, ho dovuto reimparare a galoppare seduto sulle distanze, (si passa dallo snodo delle ginocchia a quello delle reni) poi, una volta acquisito, viene naturale come promenare.
Come dissi scelsi quell'assetto per mia comoditade, ma, guardando quei filmati, mi è venuto in mente che forse l'assetto cauboi è vantagioso anche per lo lallo, punto.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Dicembre 01, 2014, 01:32:10 pm
Fermo restando che il peso sulla schiena del cavallo è esattamente identico anche se si monta "leggeri", a me interessera dissodare quel "forse". Ma siccome quel forse resterà un forse, chiudo.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 01, 2014, 01:53:06 pm
Il galoppo leggiero sposta notevolmente il peso del cavagliere in avanti senza forse, che questo abbia perniciosi effetti sulle spalle del lallo - che già sono sovraccariche di loro - è deduttivo.
Per averne conferma bisognerebbe vedere se ci sono studi specifici sulla disciplina, vedere se c'è/se c'è stato un corrispettivo di Caprilli per intenderci.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 02, 2014, 01:07:21 am
Apro una parente nella parente, quella era graffa questa è quadra, così posso aprire una ulteriore parente tonda.  :icon_eek:

Ricordate il polledro frison dal pede balestrino?
Bene, il personaggio ha chiamato il commerciante e gli ha detto del difetto, all'evidenza sapete cosa ha risposto il figuro?
E' una caratteristica di razza, a volte è più accentuata ma niente di che, poi basta un pò più di attenzione nelle prime ferrature e tutto passa... comunque, a dimostrazione che è una pessona onesta, si è detto disponibilissimo a riprendere il lallo, ci son stati nuovi arrivi dall'Olanda... soggetti bellissimi, collaggiunta di soli 1500 euri poteva dargli un quattro anni già avviato all'alta squola: una occasione.  :icon_eek:

Per fortuna, il ragasso ha rifiutato, si è già affezionato al polledro che - d'altronde - è buonissimo.
Meno male, stava per metter piede nei gironi degli inferi dove - in genere - sono relegati gli ippobabbi coi dané: notai, farmacisti, avvocati... cominciano con una onesta cavallina da salto da 3000 euri per la loro pargoletta e dopo quattro anni - cambio su cambio - si ritrovano con un bastimento da 25.000 euri; nel frattempo la ragassina - passata la fase puberale - comincia a dedicarsi ad altre altrettanto sollazzevoli cavalcate e abbandona il lallone.
Il povero ippobabbo si ritrova con un bestio acciaccato che nessuno vuole, al massimo gli offrono 3000 euri e il cerchio si chiude e io chiudo parente e controparente.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Ospitalazzo - Dicembre 02, 2014, 08:19:31 am
Forse hai ragione, i luoghi comuni, le verità/le escortanate condivise, l'affidarsi all'uomo della provvidenza, lo stare chiusi nel branco sono situazioni estremamente confortanti.
I tabù, i dogmi sono altrettanto confortevoli sopratutto pereché ci danno la possibilità di non penzare.
Vero, vero e sconfortante: pensare è faticoso oppure doloroso oppure pericoloso oppure tutti e tre. Meglio lasciarlo fare agli altri
Meglio il comfort.
Scusate l'intervento arretrato.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Dicembre 02, 2014, 09:24:07 am
.... e io chiudo parente e controparente.....

Peccato. Viva la parente, come diceva il famoso seduttore di cugine.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 02, 2014, 11:03:01 am
Riprendo il filo, siamo arrivati alla nascita dei libri prettamente di equitatione e alla nascita dell'alta squola, il Nostro ha questa convinzione:

I  libri  sono  impor-
tanti  perché  insegnano  ad  addestrare
il  cavallo  per  la  guerra.  Tutti  i  libri  di
equitazione pubblicati nel Cinquecento,
nel Seicento, nel Settecento  e in buona
parte anche nell’Ottocento hanno come
unica fnalità la guerra. Non esiste il con-
cetto di arte equestre come la conside-
riamo noi oggi.
Il cavallo è lo strumento,
nel  senso  più  nobile  della  parola,  per
combattere, difendersi, vincere e soprav-
vivere.


Sarebbe stato meglio dire: non esisteva quel concetto nel medioevvo, infatti, l'arte equestre nasce nel rinascimento - appunto - e prosegue fino a Oliveira.
Il Nostro deve essere un militare data l'enfasi colla quale si sofferma sul fatto che il lallo è: lo strumento, nel  senso  più  nobile  della  parola,  per combattere, difendersi, vincere e sopravvivere, senza sottolineare che per dedicarsi alle simpatiche attività appena elencate,  i campi di battaglia - più o meno antigui - sono stati coperti da miglioni di carcasse di "nobili" equini destinati al massacro in maniera stupida, si penzi alle allegre cariche della minchiazza contro le mitragliatrici!!
Comunque.
Il lallo, da strumento per combattere, ma non solo, in quel periodo comincia a diventare - nelle accademie - "materia artistica", ma cosa sono le Accademie?

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 02, 2014, 02:35:24 pm
All'initio, le accademie corrispondevano alle scuderie di re, principi e imperatori; Gigi XIV aveva migliaia di dipendenti divisi nella Piccola e nella Grande scuderia, ci stavano stabulati centinaia di lalli ma anco dei muli, è evidente che non tutte queste bestie, erano addestrate per la guerra, c'erano: lalli da carrozza, da passeggiata, da parata, da caccia, lalli per signore e lallini per bambini.

Sappiamo che fin dai tempora di Xenophon, i nobili amavano pavoneggiarsi sfruttando le attitudini  :icon_eek: naturali dello lallo, bellissima (anche se orribile) la spiegatione - fatta dal principe ateniese - sui come ottenere la levata , dunque, questo naturale propenzione alla vanità dei cavaglieri di ogni luogo e di tutti i tempi è la molla che spinge i cavallerizzi itagliani ad inventare l'alta scuola, essa scatta nel rinascimento a Napoli, città coreografica e pomposa per definizione e a quel tempo "capitale culturale d'Europa", ma si perfeziona in Francia  - raggiungendo sopraffine vette - nel periodo barocco fino all'arrivo di Baucher che rottama  :icon_eek: la vecchia squola avuta origine dai cavallerizzi napoletani.

Per quanto riguarda
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Dicembre 02, 2014, 05:11:15 pm
Fermo là! Vi sono indizi che qualcosa fosse stato fatto, in tema di alta scuola, a Bisanzio, e che la scuola napoletana in qualche modo ne avesse raccolto l'eredità. Ti risulta? Ti pare verosimile? Di certo, nel Portogallo di soltanto un secolo prima, non si trova traccia di un'equitazione "bella" ma solo di un'equitazione "efficace" - per guerra, duelli, caccia. Ma c'è comunque la menzione del fatto che l'equitazione almeno discreta è piacevole, "porta la gioia nel cuore"; ma per ottenere questo risultato basta poco, vi sono cavalieri novizi che sentono "la gioia nel cuore" anche se cavalcano piuttosto male.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: carodubbio - Dicembre 02, 2014, 08:00:11 pm
L'unico modo per non dare fastidio al cavallo ( stare leggeri) , è quello di avere una posizione corretta in sella e muoversi con il cavallo , tenendo sempre il nostro peso bilanciato , in uguale misura sulle due staffe e tendo la nostra testa in verticale con la schiena dl cavallo .

Al passo si fa ogni uno come pare e piace , al trotto e galoppo NO
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 02, 2014, 08:30:15 pm
Caro Marco, hai ragione quella è la maniera di stare leggieri e seduto.

Per tutta l'antichità l'alta squola era sconosciuta, nondimeno esistevano  gli spettacoli equestri basati sopratutto sulle acrobazie a cavallo e ammaestramenti ottenuti a suon di frustate o di artifizi da circo, la storia di Bisanzio è risaputa, ma è assai plobabile che i cavallerizzi bizantini presentassero ammaestramenti come quelli appena descritti che erano di norma - ai tempi - nei caroselli e nelle parate equestri, questo non esclude che presentassero dei similpiaffer, delle impennate o qualcosa del genere.

L'alta squola credo sia originale partenopea e rinascimentale... i principi rinascimentalisi dell'arte si rifacevano a modelli classici (greci e romani) che erano considerati ideali di perfezione, appunto.

Collo lallo accadde la stessa cosa, attraverso l'equitazione superiore/l'alta squola, si riproducevano stilizzate e codificate le andature enfatiche degli stalloni o dei polledri in libertà : classici movimenti dei lalli, appunto.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Dicembre 02, 2014, 11:40:00 pm
Divagazione analogica

Il rinascimento è il momento in cui non solo l'equitazione, ma anche altre arti considerate "umili" vengono codificate in trattati. Un altro esempio che ho incontrato per caso: la metallurgia, anch'essa arte molto raffinata, e anch'essa codificata per la prima volta in quei secoli. Io vedo volentieri - come ipotesi - l'idea che le altre civiltà, che hanno coltivato la raffinatezza intanto che l'Europa attraversava i secoli bui, e penso a due: l'araba e la greco-bizantina; entrambe "orientali" - abbiano sviluppato l'arte equestre, che poi sarebbe stata accolta, sviluppata e codificata  nel rinascimento. La lettura di Grisone, e degli altri autori, fa pensare che le cose che scrivono non siano nate da un momento all'altro; e il bizantinismo dei morsi rinascimentali, in tutte le loro innumerevoli combinazioni e nelle regole puntigliose per la loro scelta, non mi pare frutto di una sperimentazione di decenni, ma di secoli. Non essendoci evidenti rapporti fra questi bizantinismi e l'equitazione araba, mi pare - per esclusione - che la fonte sia greco-bizantina. Il bizantinismo del mio ragionamento ne è, in fondo, un indizio.

Fine divagazione analogica
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 03, 2014, 02:10:39 am
E' evidente che non è successo che, un bel giorno, il Grisone si sveglia e dice: "toh, oggi non ho una minchia da fare: invento l'arte equestre", sappiamo che il Grisone fu aglievo di Cola Pagano chi mai era costui?

Ce ne informa Ferraro Pirro, gentilhuomo napoletano, già cavallerizzo maggiore di Filippo due re di Spagna:

Il signor Cola pagano, figlio del signor Monte Pagano, cavallerizzo maggiore del serenissimo Don Ferrante d'Aragone Re nostro antipassato, seguì le orme del padre nel cavalcare, il quale visse molto spatio di tempo col sig. Fabritio Colonna.... ... e ritornato dalla servitù del re d'Inghilterra, servì per maggior Cavallerizzo tutto il tempo che visse, all'eccellentissimo d'Orange, vicere del regno e in Italia Generale di Cesare; costui fu il primo inventore dei torni, che hoggi si fanno e ritrovò il raddoppiare che hora si costuma... ....sotto la sua disciplina si creò il sig, Marc'Antonio Pagano e il sig, Federico Grisone...

Dunque il Nostro fu di formazione europea e originale inventore di esercizi d'equitazione, d'altronde gli orientali - intesi come mongoli, arabi, turchi - non ebbero mai una vera alta squola, il loro principale impegno era di render maneggevoli i lalli in querra, per far questo non abbisognavano di passage, piaffer, ballottade e capriole.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 04, 2014, 11:59:09 pm
Così  (collo arrivo della polvere da sparo)
la  levata, la  corvetta,  la  sgroppata, 
la  capriola, movimenti che  i cavalli,
appositamente addestrati,  compiono
 per attaccare il nemico  e  per  difendersi 
nei  combattimenti corpo a corpo, sono dimenticate
e non vengono più insegnate, semplice-
mente perché rallentano la mobilità e la
velocità del cavallo. Colgo l’occasione
per annotare che questi movimenti, cor-
vetta,  dal  salto  del  corvo,  sgroppata,
capriola,  dal  salto  del  capriolo  o  del
capro  o  del  caprone,  chiamati  oggi
“salti di scuola”, sono stati descritti e così
si  trovano  nominati  per  la  prima  volta
nella storia dell’equitazione nei libri dei
maestri  italiani  del  Rinascimento  (circa
1450  fno  alla  fne  del Cinquecento.


Se è vero - ed è vero - che - dagli assiri in poi - si proteggevano i lalli con armature, gualdrappe, coperte e pettorali, l'ultima cosa da fare - in mezzo una pugna - era metterli a fare levade e corvette e pesade, cioè mettersi a scoprire il ventre dell'animala... il fante fa un passetto di lato e squarcia il ventre dell'allegro lallino con l'alabadrda o la picca... eppoi - fare queste esibizioni - contrasta con l'evidenza con la logica di ogni uomo di cavalli, solo ad un mentecatto può venire in mente di mettersi a fare passage, piaffer, ballottade e croupade nel bel mezzo di uno scontro nel quale ci si giuoca la vita!
Se è vero che queste arie rallentano la velocità e la mobilità dello lallo con la nascita della polvere da sparo, è altrettanto vero che la cosa/il rallentamento accadesse anco prima: non esistevano falconetti, spingarde, archibugi e sputafuoco, ma imperversavano, gli archi (micidiale il long bow), i giavellotti, le frecce, le balestre, le catapulte e i trabucchi che erano  altrettanto letali.
Per concludere, ammesso che il lallo sia perfettamente addestrato all'alta squola, riuscirà a fare quelle arie con attorno diecine/centinaia di scalmanati armati fino ai denti - a piedi o a lallo - che con urla selvagge ti si buttano contro?

Ma sentiamo cosa dice... Bice? Noooo, buona la rima ma sentiamo qualcuno di veramente autorevole...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Dicembre 05, 2014, 08:43:44 am
Solo per ricordare la tecnica di combattimento a cavallo più efficace descritta nel 1400 da Dom Duarte: da fuori della mischia, mettere il cavallo un buon  galoppo e passare dritti fra i fanti, senza fermarsi, usando la velocità del cavallo per aumentare la forza dei colpi di spada a fendente o la forza di penetrazione dei colpi di lancia; non fermarsi, uscire dalla mischia al galoppo, girare il cavallo e ripetere. Ci saranno state altre tecniche ovvio, non sempre si poteva attuare questa, ma questa è la tecnica migliore; e a pensarci, il "torneo" (galoppo, colpo, continua il galoppo, dietrofront, ripetere)  - se ci pensate - potrebbe essere l'esercizio perfetto per impratichirsene.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: rhox - Dicembre 05, 2014, 10:08:05 am
salvo che se trovi il fante furbo che mentre passi colpisce il cavallo, magari agli arti, sei bello che panato.. o meglio inscatolato visto che lo facevano in armatura..
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Dicembre 05, 2014, 11:56:40 am
Mah... se lo consiglia il re Duarte, che lo faceva in pratica, qualche motivo ci sarà.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: rhox - Dicembre 05, 2014, 12:27:00 pm
certo, non sto dicendo che sia una tecnica da evitare..
solo che se è la migliore non oso immaginare le altre quali rischi comportassero!

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 05, 2014, 03:18:58 pm
La cavalleria era dirompente (alla Duarte) contro fanterie improvvisate raccogliticce, vice e versa, trovava pane duro contro fanterie organizzate che - serrando i ranghi - resistevano alle cariche, la falange macedone, il quadrato romano, i tercios, i lanzitenecchi, gli alabardieri svizzeri hanno sempre dato filo da torcere alle migliori cavallerie d'Europa.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 06, 2014, 04:48:59 am
Visto che Bice non dice, sentiamo cosa dice - a proposito dell'alta scuola equestre -  il Colonel De Saint-Andrè, già Capo Cavallerizzo del Cadre Noir et eruditissimo uomo di lalli:

...tutte queste arie, non avevano altro scopo che dimostrare la perfetta maestria del cavaliere e l'obbedienza e l'eleganza armoniosa del cavallo, al contrario la maneggevolezza nel combattimento, restò la preoccupazione dominante dei popoli orientali.

Comunque qualsiasi cavaliere sano di mente, in battaglia pretendeva dalla sua cavalcatura l'obbedienza cieca ed assoluta...vietata qualsiasi iniziativa bellicosa del quadrupede tantomeno lo si addestrava a farle, naturalemente, sotto l'azione di speroni troppo convincenti e di imbocature troppo ardenti, poteva capitare che i lalli  - nella pugna - di impennassero e scalciassero e saltassero ma erano azioni casuali, che - a volte - potevano danneggiare lo stesso cavagliere.

Per lo vero, qualcuno provò quest'addestramento - tra questi il Corte nei duelli - ma possiamo senz'altro considerarla un'eccentricità che non ebbe mai alcun seguito consistente ed effetto pratico, gli eventuali malcerti vantaggi erano scompenzati da tanti rischi: troppi.

Anche nell'equitazione accademica, c'era la fissa del naturale, infatti, i puristi definivano "naturali" tutte le arie di scuola in quando riproducevano atteggiamenti che il cavallo - nelle fattispecie gli stalloni - prende in natura, che: per ottenere queste "naturalità" si usassero i sistemi e gli orpelli più strani et "artificiali" non era/non è tenuto da conto.

La "scuola napoletana" non era per tutti i lalli, solo cavalli particolarmete solidi di testa e con un fisico di ferro erano in grado di sopportare le terribili pretese dell'alta scuola.

Pertanto si usavano cavalli interi con le dette caratteristiche, le femmine e di conseguenza i castroni, erano quasi sempre esclusi: troppo, senzibbili, troppo delicati, andavano facilmente fuori di testa sotto l'azione del capezzone e la costrizione dei pilieri... sono già al mezzopippone, l'altra metà ve la beccate  - se volete - la prossima volta...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 07, 2014, 04:08:18 am
Dunque, per conchiudere l'argomento lalli intieri = solidità di capa dirò che ai tempi si usavano anche i muli intieri, cosa illogica e pericolosa pereché - spesso - erano bestie intrattabili ma avevano quel quid che era importantissimo per un animala da travaglio qualità che abbiamo cercato di definire,.
In inglese c'è una parolina perfetta per questa significatione: stamina = capacità di resistenza/capacità di sopportazione.
Questi muli, quasi sempre portavano la museruola e - spesso - il fiocco rosso dietro, per questa ragione, erano usati solo da specialisti, gente (più bestia delle bestie) che andava ad arare - a ore/a giornata - terreni particolarmente pesanti e difficili dove era esatta la stamina, il normale mulo intiero aveva più stamina (rendeva di più) di un lallone da tiro e - a mantenerlo - costava di meno, rispondeva ad una elementare regola economica, appunto.

 
i principi dell’equitazione praticata allora dai
maestri,  detta  equitazione  di  scuola,  il
cui principio fondamentale è la “riunione”
del cavallo, perché  soltanto un cavallo
riunito,  cioè,  per  spiegare  brevemente,
un  cavallo  che  si  è  sottomesso  con  la
parte anteriore del corpo, testa e collo,
alle redini e con la groppa alle gambe
del  cavaliere,  solo  un  cavallo  così  ri-
unito può essere veramente rispondente
nel  bel mezzo  della  battaglia.


Quì, il Nostro prende una cantonata di spigolo, nessuno gli ha detto che la più grande potenza militare a cavallo è stata quella di Gengis Kahn, lo faccio io. I mongoli, fecero il più grande impero (terrestre) di tutti i tempi in groppa ai loro lallini, che tutto erano tranne che riuniti, ma erano velocissimi e manegevolissimi quello che ci voleva in battaglia, infatti, fecero un cu lo così alle cavaglierie europee, a cominciare da quella teutonica e da quella russa che, di certo, mammole non erano.

Se proviamo a  entrare nella realtà di quelle genti, di quei predoni, di quei guerrieri, vediamo che il principio che adottavano era uguale a quello dell'alte squola ma perseguito con altri metoda, il principio era semplice: - l'obbedienza doveva essere incondizionata, il cavallo doveva passare tra le fiamme o tra una selva di lance piuttosto che disubbidire al suo cavaliere.

Questo fatto era di una certa validità, dato che l'alternativa era la morte, inoltre era vietata qualsiasi iniziativa bellicosa da parte del quadrupede.
La doma/l'educazione era "etologica" cioè rispondente a quanto avviene in natura dunque, violenta...violentissima con buona pace di coloro che credono che etologica vuol dire dolce, non violenta.

Di fatto si legava il puledro al solito palo, giù bastonate, catenate, urla, fuoco e fiamme poi a poco a poco lo si trattava con dolcezza ma ricordando al primo cenno di ribellione le passate brutture.
Insomma, la povera bestia preferiva buttarsi giù da un dirupo, passare tra una selva di spade e lancie, piuttosto che disubbidire al suo padrone, dovete convenire che a quei tempi erano duri per il lallo ma non lo era da meno, anzi lo era di più per quei cavalieri selvaggi.

Una delle tattiche dei mongoli, contro fortificazioni, valli o trincee era di mandare avanti dei cavalli pesantemente bardati, montati da prigionieri estranei spinti da mongoli stessi che, erano stati condannati a morte, la loro organizzazione militare prevedeva la morte per chi si sottraesse al combattimento, questa punizione oltre che per il fellone era somministrata a tutto il plotone di sua appartenenza.

Il fatto era accettato come del tutto naturale, dunque, questi condannati, spingevano i prigionieri di guerra vestiti alla mongola, ad attaccare per primi le fortificazioni e i fossati messi a difesa delle citta assediate, in realtà, il loro scopo era di creare un ammasso di uomini e cavalli morti o moribondi che riempiva i fossati o - ammucchiato sotto le mura - facilitava la scalata dei successivi guerrieri.  ...non è dato sapere se - gli eventuali sopravvissuti mongoli -  alla disperata carica venissero poi reintegrati o dovevano continuare l'opera di "spingitori" finché non venissero accoppati...ma torniamo a noi.

Anche gli occidentali, in battaglia, usavano il lallo come mezzo d'urto, dunque la carica e se si impegnavano in duello a singolar tenzone...

Minchia ! Chiedo tenia: ho fatto il pippone!
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: carodubbio - Dicembre 07, 2014, 11:13:26 am
http://youtu.be/3HLI2BgStVc

Non sono sicuramente dei colossi questi cavalli rispetto al nostro metro, ma come sempre nella vita conta la sostanza, e questi se li sfidate nel loro territori vi fanno il culo anche nei nostri giorni, perché NOI siamo una generazione che si è agiata troppo sull'opulenza.

Personalmente dopo un periodo di ambientamento climatico , ci starei a battagliarci essendo ancora animato da un spirito RURALE
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 07, 2014, 05:59:34 pm
Comunque, i cavaglieri da combattimento medioevali mica erano dei vanitosi cicisbei, oltre a caricar dritto si insegnava allo lallo a travolgere i fantaccini e a lasciar libera la destra > destriero? Cioè a girare a sx a redini cedute in maniera tale da consentire al prode eroe di menar mazzate colla mano destra usando simpatica attrezzatura che formava il suo corredo: spadone, mazza ferrata e ascia... inoltre aveva lo scudo la lancia e una 30ina di kg di ferraglia addosso, l'assetto era profondissimo, incastrato in selle avvolgenti, per queste ragioni, alcuni ritengono che i duelli/le cariche si svolgessero all'ambio andatura più confortevole del galoppo per non parlar del trotto... chissà!

Ma torniamo al Nostro...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 08, 2014, 04:48:24 am
... che ci convince che Caprilli svolge tutta la sua ricerca per formare ill lallo da guerra, il ché e vero da una parte ma non è vero dall'altra, il nostro - che plobabilmente è un militare - seleziona i fatti evidenzia che Caprilli ha detto:

per  l’equitazione militare,
quella che ha come fnalità la campag-
na dove si combattono le battaglie, «la
sola  [equitazione],  la veramente utile
alla guerra».
Parole sue. Caprilli non ha
altro scopo se non il cavaliere e il caval-
lo militare.


Ma tralascia di sottolineare che il Capitano ha trionfato in tanti concorsi ippici e si sollazzava a partecipare a corse di lalli, pare che - addirittura - sia coinvolto nel "giallo" delle Olimpiadi del 1900:

http://www.storiedisport.it/?p=8953

che Caprilli abbia partecipato o meno alle Olimpiadi non ha importanza, perché era sua ferma intenzione di andarci, fu impedito dal regolamento militare e comunque Trissino era suo aglievo, dunque, indirettamente vinse quelle medaglie.

Il Nostro afferma che:

Caprilli  non  ha
insegnato e scritto per quello che oggi è
lo sport equestre così come lo conoscia-
mo e lo pratichiamo, non ha scritto per
il salto, per i cavalieri e per i cavalli che
fanno i concorsi e gran premi o anche
le categorie oggi dette B115...


sarà vero ma nei fatti il Capitano era un competitivo da paura: guardate cosa ti combina il "Caprillone"...



Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: carodubbio - Dicembre 08, 2014, 09:54:50 am
Trovo curioso il fatto che IO usi per sellare un cavallo gli stessi oggetti del capitano,

il filetto a aghi

e sella di medie dimensioni con una paletta decisamente poco accentuata.


La sella magari è standard nel mio settore, ma il filetto a aghi lo scelgono in pochi , e personalmente  penso che sia il filetto più corretto da usare per uscire in campo aperto 
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 08, 2014, 02:34:33 pm
L'episodio è notissimo, il Capitano era inc***ato come un bufalo cafro: era stato eliminato dalla gara, allora... beccatevi sto linco, c'è tutta la storia esposta:

http://www.granducato.com/pentagono/giu09/7pg.pdf

(http://s11.imagestime.com/out.php/i993326_melopo.jpg) (http://www.imagestime.com/show.php/993326_melopo.jpg.html)

Notate i marmittoni che reggono la barriera coi badili...un aiutino per il Capitano? Chissà!
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Dicembre 08, 2014, 02:54:30 pm
Mi piace soprattutto la storia delle dame che lanciavano fiori e baci e l'appuntamento galante mancato, secondo me il marito della dama era appostato dietro il muro delle scuderie Gallina ad aspettare il galletto per tirargli il collo.
Infatti.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 08, 2014, 07:19:42 pm
Eh già! A noi ragasse piace il gossippo... lasciamo perdere la misteriosa (ma non troppo) morte di Caprilli e mi permetto di segnalare una enorme escortanata detta dal Capitano che forse è alla base dell'abbandono del dressaggio da parte degli italioti equitanti di ieri et di oggi:

Nello stesso
articolo scrive la frase diventata famosa:
«Le due equitazioni di cavallerizza e
di campagna sono, a mio credere, op-
poste;  si  escludono  e  si  distruggono
l’una con  l’altra».
Per questo motivo e
perché Caprilli  insegnava  il modo  più
semplice  di  montare  a  cavallo  per  la
recluta  di  cavalleria,  dal  Regolamento
militare,  e poi dal Manuale della FISE,
sono stati eliminati tutti gli insegnamenti
non necessari per l’equitazione di cam-
pagna.


Quell'affermazione,
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Dicembre 08, 2014, 08:08:04 pm
Caprilli insegnava per un'equitazione militare? Ora, se equitazione militare significa equitazione da guerra, penso che all'inizio del 1900 l'equitazione da guerra fosse già morta (ma forse non se n'era accorta); in ogni caso, uno stile di monta che si basi sulla tenuta delle redini con entrambe le mani non può essere nè un'equitazione da lavoro, nè un'equitazione da guerra, perchè in entrambi i casi occorre avere una mano libera.

Un'equitazione che si fondi sulla tenuta di una redine per mano non può essere che "sportiva", ossia: fatta "per sport" e non per motivi seri.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Dicembre 08, 2014, 08:28:14 pm
Alex credo che il discorso dell'equitazione militare nasca dal fatto che Caprilli ecc. dovevano insegnare alla recluta di cavalleria che doveva essere messa in sella il più rapidamente possibile.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Dicembre 09, 2014, 12:43:48 am
Alex credo che il discorso dell'equitazione militare nasca dal fatto che Caprilli ecc. dovevano insegnare alla recluta di cavalleria che doveva essere messa in sella il più rapidamente possibile.

Certo.
Ma la probabilità che quella recluta combattesse veramente era già bassa allora - almeno, lo penso. Adesso è totalmente azzerata.
Già allora alla recluta Caprilli insegnava un'equitazione "sportiva", proprio come gli istruttori militari insegnano tuttora ai loro allievi civili.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 09, 2014, 08:45:39 am
Non è completamente vero, le cariche sono continuate fino alla II guerra mondiale, si sono distinti in queste manovre imbecilli - contro i carri armati - i polacchi e gli irlandesi.

La stupidità militare, doveva essere particolarmente concentrata negli alti comandi dei reparti di cavalleria, il massacro di Balaklava ne è l'emblema più eclatante,
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 09, 2014, 02:53:48 pm
«Le due equitazioni di cavallerizza e
di campagna sono, a mio credere, op-
poste;  si  escludono  e  si  distruggono
l’una con  l’altra»


Questa affermazione, questa convinzione non è nuova, già ai tempi di d'Aure vs Baucher, era scoppiata la querelle a proposito, lo stesso L'Hotte era sulla linea di Caprilli, Baucher la risolse colla sua celebre frase: chi può fare il massimo può fare anche il minimo.
Poi si è visto che le due cose sono complementari, solo un imbecille tiene il suo lallo sempre nella cavallerizza, almeno una volta la settimana dovrebbe portarlo fuori in campagna a rinfrancarsi un pò.

... Caprilli non ha  rivoluzionato
l’equitazione. In tutti i suoi scritti non c’è
una parola che riguardi l’equitazione così
come  l’hanno  trattata  tutti  i maestri che
l’hanno preceduto, cioè  l’arte equestre.
Caprilli  considera  il  salto  non  un  fatto
fne a se stesso, ma come esercizio per
insegnare alla recluta a seguire in ogni
circostanza il cavallo per non tirare sul-
la  bocca  e  non  intralciarlo  facendogli
compiere uno sforzo inutile: combattere
con la mano del cavaliere.


Questo - secondo me - non è vero, perché, se negli scritti si dedica sopratutto alla formazione delle reclute, nella pratica,
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 09, 2014, 07:54:39 pm
si dedicò - con viva e vibrante soddisfazione alle competizioni ippiche, nel 1898, fece il record del mondo superando - nel concorso ippico di Modena - metri uno e sessanta, misura mai fatta prima, con un lallo maremmano di nome Bagongo.
Nel 1902, nel concorso internazionale di Torino porta il record del modo a metri 2.08 con Melopo, primato che resistette fino al 1909, due anni dopo la sua scomparsa.
Pare che Caprilli abbia gareggiato 33 volte, vincendo 18 volte e piazzandosi per 11, gareggiando anche in steeple chase, corse in piano e caccia alla volpe sport tutti sports inglesi, dunque, Caprilli praticava la monta inglese erroneamente chiamata monta itagliana.

... Ha  fatto  tutto  da  solo,  con  il  suo
occhio  e  la  sua  sensibilità.  Incredibile.
Per primo, dopo circa 4500 anni pas-
sati dall’addomesticamento del cavallo,
ha capito che bisognava andare avanti,
non indietro.


Veramente Xenophon - 2500 anni fa - descrive una perfetta ceduta quando parla di come bisogna saltare il fosso, come, da questo assetto caprilliano ante litteram, si sia passati al buttarsi jndietro, solo Iddio lo sa


Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 10, 2014, 02:17:56 pm
Caprilli non era
un uomo di lettere. Egli stesso scrive nel
febbraio del 1905 al suo collega capi-
tano De Margherita: «E’ mia cattiva ab-
itudine di leggere poco»
. E questo fatto
– penso io – è stata la sua fortuna. Per-
ché le letture di equitazione, per il peso
dei  cavalieri  autori  che  hanno  scritto,
hanno  infuenza,  formano,  talvolta con-
dizionano.


Questa è una opignione del Nostro e come tutte le opinignioni va rispettata, ma nulla ci impedisce di criticarla, come ho sottolineato sono un modesto igniorante, di una cosa - mettendo la modestia a parte - mi vanto: di aver letto molto/moltissimo non solo di lalli  of course, secondo me il Nostro ha detto una meretriciata, vi immaginate il genio di Caprilli supportato da una solida cultura non solo equestre?

E' lovvio che i grandi scrittori influenzano - talvolta in male - noi ragasse più flebili di capa, ma avendo una capa che funzioni normalmente...

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 11, 2014, 01:27:05 am
... e Caprilli aveva una capa di prim'ordine, se avesse letto/se avesse studiato i classici avrebbe impostato diversamente il sistema, magari si sarebbero evitati i fraintendimenti che hanno portato l'equitazione itagliana allo stato comatoso nel quale si dibatte da troppo tempo.

Il Nostro ci ricorda che:
Il 17 marzo 1861 è proclamato il Regno
d’Italia.  Il 24 ottobre 1861,  sette mesi
dopo  la  proclamazione,  viene  pubbli-
cato a Torino il primo Regolamento per
l’esercizio  e  le  evoluzioni  della  caval-
leria,  il  primo  regolamento  nazionale.
Sono quattro volumi, in ottavo, cioè cm
17x10, per un  totale di 1805 pagine
con numerose tavole ripiegate all’interno
di  ciascun  volume.  Il  regolamento  con-
tiene tutto quello che allora serviva alla
cavalleria  intesa  come  arma  combat-
tente, al militare di cavalleria, al cava-
liere, al cavallo. Sottolineo tutto.


Sto minchia di regolamento conteneva tutto e ha sottolineato tutto ma si scorda dei lalli, infatti:

Che sapessero i piemontesi del Cavallo Napoletano solo Iddio lo sa, e infatti nel 1874 dopo 8 anni di abbandono e 6 di gestione italiana, con un decreto del ministro Ricotti - e mai un ministro fu così tristemente famoso per gli uomini di cavalli - la razza di Persano fu soppressa e i cavalli che restavano della mandria furono venduti all'asta pubblica sulla piazza di Eboli; secondo altri storici furono venduti a Salerno, durante l'antichissima fiera del Crocifisso.
Così, con un effimero vantaggio degli allevatori della zona, si disperse il lavoro di selezione di qualche secolo che aveva creato: - I Cavalli d'o Re.  Angelo Retta - 1994

Dunque, per 14 anni i militari piemontesi ebbero in mano un tesoro e non se ne accorsero lasciandolo - colpevolmente -  deperire mentre erano intenti a scrivere e ad applicare un minuzioso regolamento che diventerà presto carta straccia.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Dicembre 11, 2014, 07:17:47 am
Quindi non solo Cristo, ma anche l'equitazione italiana si è fermata a Eboli.

Fanculo.

Ho provato - per wikisouce -a reperire scansioni del Regolamento, un documento storico che nelle sue successive edizioni,ci scommetterei, racconta molto anche dell'equitazione italiana attuale, ma non ci sono ancora riuscito. Eppure dovrebbe essere un documento presente in varie copie e in varie biblioteche. Oppure, chissà, il Persano si sarà vendicato disperdendolo.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 11, 2014, 10:56:10 am
Fatto sta, che la gestione organizzativa del lallo in Itaglia è stata - fin dalla unificazione -  in mano ai militari che avevano/hanno hanno la lungimiranza di una talpa miope, e, malgrado o forse a causa anche del genio di Caprilli, l'equitazione si è evoluta altrove, la stessa cosa è accaduto per l'allevamento, il sangue persano lo si trova in Germania specificatamente nella razza Trakehner (A.Retta nel libro già citato), quello Napolitano in Austria nel Lipizzano, ma anche in Spagna nel PRE.

Già dopo il 1945, fnita la guerra, quan-
do riprende l’attività equestre e iniziano a
funzionare le scuole di equitazione civili
nate poco prima del 1940, si presenta
il problema dell’insegnamento. Non  ci
sono libri, l’unico è quello del capitano
Baldo Bacca, pubblicato  nel 1937, di
diffcile  reperimento e messo al bando
dai puristi caprilliani perché considerato
non fedele al dettato di Caprilli. Bacca
ha  preso  dai  Francesi,  in  particolare  i
cinque  effetti delle redini di cui Caprilli
non ha mai parlato durante  l’istruzione
e tanto meno scritto. C’è un’unica rivista
mensile, Il Cavallo italiano, che non è in
vendita in edicola, ma che viene inviata
alle  Scuole  di  equitazione  riconosciute
e ai soci della FISE, perché  la FISE ha
ancora i soci che erano quelli della vec-
chia Società pel Cavallo Italiano da Sel-
la. La rivista non è un organo didattico,
anche  se  vi  scrivono  i  grandi  cavalieri
di  anteguerra  e  alcuni  allievi  diretti  di
Caprilli.  L’unico  insegnamento è quello
degli  istruttori,  tutti già  uffciali e  sottuf-
fciali  di Cavalleria,  usciti  dai  corsi  di
Pinerolo  e di  Tor di Quinto. Giubbilei,
diventato  generale  e  lasciato  l’esercito
per limiti di età, scrive su Il Cavallo Ital-
iano.  Tutti  coloro  che  collaborano  con
la rivista della FISE non fanno altro che
scrivere e riscrive del Sistema di Equita-
zione Naturale, di assetto, di posizione,
come se tutto il problema del montare a
cavallo fosse costituito dall’assetto.
In  poche  parole,  il  Sistema  di Caprilli
è  stato  ridotto a  «tallone basso,  suola
in fuori e tutto il piede nella staffa».


Questo è molto interessante perché contraddice - e me ne compiaccio - quando ho detto sopra, infatti, quando vuole anche un militare sa ragionare, guardate come continua...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 12, 2014, 01:16:30 am
Il generale Giubbilei era Is-
pettore della Cavalleria, cioè era la più
alta autorità della Cavalleria, quando fu
redatto e pubblicato il regolamento. Sei
anni dopo, nel 1957,  la FISE pubblica
il Manuale di equitazione che altro non
è che il regolamento per la Cavalleria,
con l’unica differenza che invece di re-
cluta o soldato è scritto allievo.
Questo è il grande equivoco alla base
del  nostro  insegnamento:  un  regola-
mento, scritto per  insegnare  in sei mesi
a montare a  cavallo alla  recluta, a  un
coscritto di cavalleria, che vuol dire sol-
dato  appena  arruolato,  è  considerato
un testo didattico utile per formare il cav-
aliere  civile  che dovrà affrontare,  nella
competizione ad alto livello, tutte le dif-
fcoltà......

.....Pensate
che  abbiamo  avuto  come  presidente
Tommaso  Lequio  di Assaba  (fotografa
in alto), medaglia d’oro nel  salto osta-
coli all’olimpiade di Anversa nel 1920,
medaglia  d’argento  in  quella  di  Parigi
del 1924, non solo un cavaliere straor-
dinario, ma un uomo straordinario, autor-
evole, stimato in Italia e all’estero. Aveva
l’autorità morale e  sportiva di decidere
quello che voleva.......

.....Siamo
partiti soltanto grazie al generale Lequio
che  si  è  imposto  con  il  presidente  del
CONI,  avvocato  Onesti.  E  siamo  tor-
nati  con  due  medaglie  d’oro!  Come
abbiamo  risolto  il  problema  delle  nos-
tre carenze didattiche? Facendo fnta di
niente, dimenticando Caprilli, per forza
di  cose,  e  prendendo  dall’estero.  Ciò
che  non  hanno dovuto  fare, per esem-
pio, la Francia e la Germania e neppure
paesi europei minori come  importanza
equestre,  la  Svizzera,  per  esempio. .
....... An-
che perché, proprio  l’Italia, con un ap-
parato teorico scritto per la recluta di Ca-
valleria, in quegli anni, dal Cinquanta al
Sessanta, otteneva nei concorsi di salto
ostacoli i risultati straordinari.....
....Piero e Raimondo  d’Inzeo,  Salvatore
Oppes, in particolare, che mascheravano così,
con le loro strepitose vittorie, la carenza
dell’insegnamento  rivolto  ai  cavalieri
normali.


Niente da dire, è un'analisi lucida è coerente, dice quello che da tempo io scrivo: i militari sono stati incapaci di evolvere il sistema di Caprilli e di allargare la conoscenza al mondo civile.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 12, 2014, 10:20:29 am
(http://s11.imagestime.com/out.php/i994382_fermata1.jpg) (http://www.imagestime.com/show.php/994382_fermata1.jpg.html)

Fermata per apertura di una parente... di una parentona, chiusa la parentona, concluderò l'argomento "attitudini del colonnello Angioni"... vi sorprenderò!
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: carodubbio - Dicembre 12, 2014, 12:46:20 pm
Nel sorprenderci spero che non userai effetti speciali :angel3:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 13, 2014, 09:31:16 pm
E' Natale, siamo tutti più buoni... da una accurata analisi ho constatato che effettivamente sono più buono del 2% rispetto il 28 Luglio scorso, ma, sono più cattivo, almeno del 10%, rispetto al 18 Settembre, quando, aiutai una vecchina ad attraversare la strada... poi ha scoperto che la vecchina aveva tre anni meno di me :icon_eek: ho capito come si deve sentire Belluscone.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Bubba - Dicembre 14, 2014, 07:34:55 am
Super Raffaele!
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 15, 2014, 11:17:31 am
Comunque, la media annuale - ricavata da un preciso logaritmo - dice che l'aumento della mia bontà, nel periodo natalizio, è pari ad un + 0,07%, dunque è vero: sono più buono.

Armato di codesta bontà supplementare apro la mia parente, partendo dalla functione dei fori, lovviamente sono un passatempo a tema, altrettanto lovviamente il tema - normalamente - ha milla sfaccettatura e millanta punti di vista dai quali si pote guardarli.

Ora, esclusi i diarii, che hanno - istituzionalmente - un'altra functione, la ricchessa dei fori stà nella varietà delle posizioni, nel confronto, nel contrasto delle idee espresso civilmente; è evidente che - per il fatto stesso di partecipare - i propri punti di vista sono messi/debbono esser messi in discuscion, questo non vuol dire abdicarli al primo venuto, tantomeno imporli ad altri.
Poi ci sono i fori a temissima, cioè quelli ultraspecifici quelli delle sette, là questo principio non vale perché dichiaratamente si tratta di luoghi di reciproco conforto e di reciproca conferma e cristallizzazione di idee e di modi di essere giusti per la setta ma plobabilmente discutibili per la stragrande maggioranza della ggente.

Fatto questo pippocino natalbuonista, vado al dunque...




Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Dicembre 15, 2014, 11:20:32 am
Ho l'impressione che classificare altri in sette sia un po' settario, inoltre non mi è chiarissimo se per fori intendi siti autonomi oppure sezioni di un unico forum (ad esempio questo) ma vediamo dove vai a parare.  :icon_rolleyes:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Ospitalazzo - Dicembre 15, 2014, 01:50:04 pm
Alex, Raffaele: il vostro confrontarvi è per me divertimento puro. Intendo dire che mi piace leggervi e alla fine frequento il forum più che altro per questo.  E poi non credo nemmeno di essere l'unica. Quindi mi auspico che proseguirete ancora per un po' la vostra adorabile tenzone...  :blob9:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 15, 2014, 02:38:46 pm
Ebbene si! Sono settista  :icon_eek: se ti va definiscimi anche razzista, la substantia non cambia esistono le sette che sono: associazioni di persone che seguono e difendono una particolare dottrina filosofica, religiosa o politica o lallina, il concetto ha una estensibilità - con finalità seppur diverse - alle lobbies:
gruppi di persone che si propongono di esercitare la loro influenza a proprio favore per i propri interessi, che possono variare dal conzumo di petrolio alla distribuzione degli spilli da balia, alla vendita di scarpelle, testiere e cuffiette.  :icon_eek:

Non amo le sette... considero setta il cristianesimo, l'islamismo, lo zen ecc. ecc. figurarsi la niu-ege, i testimoni di genova, l'omeopatia, la psicanalisi etc. etc.

Perchè il sottoscritto è "odiato" in qualunque forum che frequenta ??
Perchè il mondo equestre si divide in sette e sottosette l'un contro l'altra armate, spesso fondate su assolute minchiate.

Facciamo un elenco ??

Parellisti vs Horsemanprogrammisti
Asnavaristi vs Montyrobertstisti
Inglesisiti vs Americanisti
Butteristi vs Cauboisti
Frisonisti vs spagnuolisti
Clickertrainingisti vs Equusisti
Saltatori vs Dressaggisti
Barefoottisti vs Maniscalchisti

Fino a qualche anno fa queste  fazioni erano assai spigolose, oggi c'è una evidente attenuazione forse dovuta alla maturazione di noi ragasse che forse abbiamo capito che:
i grandi principi sono comuni da sempre in tutte le culture equestri, solo la faziosità dell'appartenenza a scuole diverse impedisce di ammetterlo.

Infatti, in equitazione, fondamentalmente da 2500 anni non si inventa niente di nuovo... mi direte: - Pignatelli, Baucher, Steibrecht, Caprilli, Pessoa...

Beh, se tutti questi illustri personaggi non fossero mai esistiti si sarebbe continuato ad andare a cavallo senza alcun problema... in tutto il mondo ci sono - diciamo - 100 milioni di cavalieri, di questi, solo una minima parte conosce i nomi che ho citato, eppure tutti i giorni - la maggior parte dei cavaglieri per necessità quelli che coi lalli ci lavorano - prende i lalli e vanno a fatigare.
Se ne stracatafottono di pieghi e spalle in dentro e rapporto personale e giuochi e treeless e baitless e gestione naturale e berefut...





_________________
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Dicembre 15, 2014, 04:25:23 pm
I faziosi sono faziosi (consapevolmente, è uno sport), i settari sono settari (ne sono ultraconvinti, sono certi di aver ragione, disprezzano tutti gli altri); è diverso.

Quanto ai grandi principi ecc. che ci siano ciascun lo dice, dove siano nessun lo sa. Li elenchiamo o no? Non qui ovvio; ma da qualche parte dovremo pur farlo.

Quanto infine a quelli che ci lavorano ecc. entriamo nel magico mondo della "sapienza popolare tradizionale" la quale è un miscuglio indissolubile di formidabili intuizioni e di secolari idiozie; mi guarderei bene dall'elevarli in blocco al ruolo di pietra di paragone, e ho idea che siano tutt'altro che uniformi e coerenti.

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 16, 2014, 03:38:09 am
Se non si fosse capito ho detto che "odio" le sette, sopratutto per la demonizzazione - alla priora - del "nemico", nemico spesso creato ad hocco.

I grandi principi, li trovi elencati - in bonaparte - nelle quistioni a comiciare dall'assioma; quelli che ci lavorano: i mongoli, i gauci, i veri cauboi, i carrettieri rumeni,  i "volteggiatori cosacchi" agiscono in realtà che - per loro -  funzionano perfettamente non hanno bisogno nè di Baucher nè di Parrello tantomeno del prof. Mainardi di turno.

https://www.youtube.com/watch?v=tV8JsdegujI

Prova un pò a spiegare a questi allegri giovinotti che non sono uniformi e coerenti...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Dicembre 16, 2014, 10:08:05 am
Caso vuole che stia maneggiando una corposa opera, "Trattato di agricoltura", di uno dei primi agronomi scientifici italian, Gaetano Cantoni. L'opera è del 1855.

Parla dell'influenza della luna sulle coltivazioni. Che c'entra? C'entra eccome; è cultura popolare "di chi coltiva" esattamente analoga a quella che sta alla base dell'equitazione "di chi lavora coi cavalli". Non metto in dubbio che chi coltiva, e ha imparato fin da bambino, con una zappa in mano "fa miracoli" in confronto di qualsiasi ragassa, però crede fermamente a cose che non hanno senso.

Citazione
INFLUENZA DELLA LUNA.
§ 182. Parlate con tutti i contadini, e singolarmente coi più
vecchi, che tutti vi diranno che la luna ha una grandissima influenza
in agricoltura; domandate se i fatti che riferiscono
li abbiano osservati loro stessi, che vi risponderanno: «Diamine!
li dicono tutti, è dunque segno che siano veri». Portate loro
qualche ragione in contrario e vi diranno: Sarà così, io già
non ho proprio provato, ma lo diceva buon anima di mio
nonno, ecc. ecc. Infine, sapete perchè in generale i contadini
non osservano molto? Perchè hanno paura di abbandonare dei
pregiudizj che loro risparmiano di ragionare; perchè dal volgo
in generale si crede più volontieri a quanto non si vede e
non si tocca, che a quanto possiamo vedere e toccare con
mano; perchè si presta fede a due casi sopra cento che combinano
coi pregiudizj, mentre gli altri novantotto o si trascurano
o non si vogliono osservare.

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 16, 2014, 02:16:20 pm
Ti sto parlando forse delle balzane? Balzane da tre lallo da re! Dei mantelli? Morello o tutto buono o tutto bello! Dei salassi da fare a luna calante o luna crescente? Appunto. Della antropizzazione che facevano i vecchi Maestri dei loro lalli: Ah marrano! Ah infingardo!

Quele erano situescion che rispecchiavano le credenze dell'epoca tal qualo in medizina humana, nella astronomia, e quant'altro vuoi.

Perché metti estranea  carne a quocere?

Di quei tempi oscuri, molte choses sono giunte/sono state tramandate fino a noi, alcune oggettivamente valide, altre sono sciocchezzuole, vedi l'astrologia et scientie occultistiche et miracula santi ecellentissimi et anco cose nove: omeopatie, fiori di bec,  et. etc....  emerite meretriciate che - tuttavia - continuano a fare tanti adepti anche in ambienti alto locati.

Detto che sono magnissime escortanate, rispetto i singoli soggetti che - in buona fede e sottoligneo buona fede - credono a queste sterconate tal quale rispetto i cristiani, i mussulmani, i buddinisti etc. etc. plobabilmente, nell'animo della maggior parte degli humani c'è la necessità di credere all'inverosimile, forse, per auto conforto, auto sicurezza, auto commiserazione, chissà!

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Dicembre 16, 2014, 02:41:17 pm
Ti sto parlando forse delle balzane? Balzane da tre lallo da re! Dei mantelli? Morello o tutto buono o tutto bello! Dei salassi da fare a luna calante o luna crescente? Appunto. Della antropizzazione che facevano i vecchi Maestri dei loro lalli: Ah marrano! Ah infingardo!

Quele erano situescion che rispecchiavano le credenze dell'epoca tal qualo in medizina humana, nella astronomia, e quant'altro vuoi.

Perché metti estranea  carne a quocere?

Di quei tempi oscuri, molte choses sono giunte/sono state tramandate fino a noi, alcune oggettivamente valide, altre sono sciocchezzuole, vedi l'astrologia et scientie occultistiche et miracula santi ecellentissimi et anco cose nove: omeopatie, fiori di bec,  et. etc....  emerite meretriciate che - tuttavia - continuano a fare tanti adepti anche in ambienti alto locati.

Detto che sono magnissime escortanate, rispetto i singoli soggetti che - in buona fede e sottoligneo buona fede - credono a queste sterconate tal quale rispetto i cristiani, i mussulmani, i buddinisti etc. etc. plobabilmente, nell'animo della maggior parte degli humani c'è la necessità di credere all'inverosimile, forse, per auto conforto, auto sicurezza, auto commiserazione, chissà!

Sei tu che hai citato - come pietra di paragone - mongoli, gauci, veri cauboi eccetera; se non vedi il nesso fra la loro cultura (apprezzabilissima) e la cultura (altrettanto apprezzabile, per certi versi meravigliosa e inarrivabile) di un vecchio contadino, non è colpa mia.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 16, 2014, 09:26:39 pm
Bah, l'esempio che hai scelto è infelice non attinente alla sfaccettaura che proponevo: il duro laboro coi lalli, non ho fatto cenno a usanze/credenze/pratiche più o meno fantasiose,  mi riferivo alla conoscenza empirico utilitaristica di quelle genti nel labor coi lalli, non paragonabili a superstizioni o tradizioni antigue, che codeste, abbiano basi veritiere o meno, non fa differenza.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Dicembre 17, 2014, 10:28:25 am
Riprendo altrove il discorso della luna, qui chiudo per non divagare.
Titolo: Il discorso della luna.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 19, 2014, 03:27:06 am
«Cari utanti, leggo le vostre allegre meretriciate. Voi leggiete le mie, esse riassumono le gioconde escortanate del lallomondo intiero.

Si direbbe che per­sino la luna, che ci osserva dall'alto, fuori dalle nostre finestre et balcona,   dice: ste minchia di ragasse son proprio passe!

Continuiamo, dunque, a scrivere in quest'inclito foro e a volerci bene [...] a riempire i nostri diarii con lagrimevoli et giolive historie e a dare irrinunciabili notizie riguardo il nostro ultimo acquisto: delle fichisime cuffiette color fucsia.

Domani, andando in maneggio, trove­rete i vostri lalli, date una ca­rezza sul loro musetto puccipuccioso e di­te: questa è la carezza di Piciopacio. Se troverete qualche fianda nel beverino, non sacramentate, ma levatele con cura e - sorridendo - dite qualche parola buona al vostro distratto cacatore:  [i]che ca**o fai, perché non vai a ca***e nell'angolo come fanno tutti i me****si figli di *** normali? Maremma m***a, proprio a me doveva capitare un c****o come te che c***a dappertutto e - come se non bastasse - oggi hai puro la diarrea![/i]  :icon_eek:

Care ragasse, penzate che Piciopacio vi è vicino specialmente nelle difficoltà: cadute dallo lallo, fugone da cacaometro, zampata nelle gengive, morso sulla chiappa destra e altre sollazzevoli ippoadventure... ma sopratutto Piciopacio è con voi nelle ore della quotidiana strigliatura e della giornaliera governatura delle vostre beate belve... fatelo sempre con Cura e con Grazia: le due famose grooms sempre a vostra completa indispositione.  :icon_eek: »

Titolo: Il colmo
Inserito da: alex - Dicembre 19, 2014, 07:37:16 am
Il colmo di Raffaele: portare una folta barba, ma avere il muso glabro.
Firmato: il muso di Raffaele.
Titolo: Irsutezze.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 19, 2014, 03:06:07 pm
Volendo, possiamo aprire un topico sulle mie irsutezze/sulle mie glabrità, possiamo soffermarci sulla densità, sulla consistenza e sulla lunghezza del mio corredo pilifero, senza trascurare la forfora e alcune macchie dovute alla alopecia aereata, che mi affliggono di tanto in tanto.
Inoltre, potremmo cercare di risolvere il mistero dei misteri: come mai - sulla sogliola dei 70anni - i miei capelli sono ancora ostinatamente scuri, mentre cognosco ggente che a 40anni ha tutti i capelli canditi  :icon_eek: ?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Dicembre 19, 2014, 03:34:32 pm
Temo che la mia battuta non sia riuscita bene.... io sono il tuo muso nel senso che sono la tua musa ispiratrice (in questo caso ti ho ispirato, anzi: proprio imbeccato, sul "discorso della luna"  :horse-wink:) , però essendo masculo sono muso e non musa; e non sono realmente glabro, ma di certo non pelosissimo.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 19, 2014, 03:45:01 pm
Ottimo il calembour, chapeau !!

Ma era al di fuori della portata dei miei residui neuroni da tempo in fuga davanti la dementia senilis galoppans.  :dontknow:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Dicembre 19, 2014, 04:16:09 pm
Spero che tu non ti sia scervellato troppo sul giochetto di parole  (avevo aggiunto un aiutino nella firma.... ma non è bastato) e ti sia limitato ad immaginare che fossi bevuto.  :icon_pidu:
Tiremm innanz che è meglio!
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 19, 2014, 08:16:25 pm
In effetti, l'appiglio era debole, perché non sei glabro/non ti considero glabro, dunque, non potevo arrivarci se non dalla palora muso/musa, forse mi avresti indirizzato firmando: il musa di Raffaele... ma per caso sei abbonato alla settimana enigmistica?  :horse-embarrassed:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 28, 2014, 01:12:30 pm
Anco se svia la discuscion, l'ottì mi piace, a patto che non si trasformi in un pippone indigeribile, cerco d riprendere il filo del discorso iniziato 27 settimane e mezza fa.
Dicevo dei fori e delle sette:
Ora, esclusi i diarii, che hanno - istituzionalmente - un'altra functione: il diario lo si scrive per se, poi, lo si condivide con gli altri, lo si pubblica generalmente dopo la morte dell'autore o in presenza di fatti eclatanti... ho scoperto che mia moglie leggieva il diario di nostra filia fatto inaccettabile per me anche se allora Titti aveva 13 anni. Il diario nell’uso com., è quaderno o sim. nel quale si annotano e si commentano giorno per giorno gli avvenimenti che si ritengono più importanti, e spec., se a carattere personale, le proprie vicende intellettuali e sentimentali, si esprimono pensieri, osservazioni e spesso confessioni intime e segrete.
Dunque tennicamente i Vostri Cari Diarii non sono diari ma giornali/i Vostri Giornali nei quali partecipate urbi et orbi ciò che accade - giornalmente o quasi - a voi e al vostro lallo, e, come è normale, i lettori scrivono al giornale per manifestare le proprie opignione.

Dunque, dicievo che...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 31, 2014, 03:05:47 am
... il mondo del lallo tende a dividersi in sette e sottosette, discorso vecio che collo tiempo - ohidimé -  si è ancor più accentuato.

Ho scoperto di recente che esistono i "d'orgeristi"... sapevo dei karlisti, degli oliveristi, dei parrellisti, i barefuttisti, enduransisti etc. etc. tutti più o meno armati a difendere le loro idee (le idee di altri, dei loro ducetti) contra le avverse speculationi di altri altrettanto convinti messia.

Per fortuna il mio modesto stato di igniorante cavallaro mi fa guardare con inzaziabbile curiosità a costoro,  e prendo/prendevo quello che più mi garbava da ogni et ciascuno, fossero essi grandi cavallerizzi dello passato ma anco grevi carrettieri et zotici cavallari, ho appreso ferfinanco da giolive ragasse... voi sapete che quando dico "ragasse" intendo anche veci ginecologi et allegri sessantenni direttori di gabinetti anatomopatologici.

Per me tutto fa knorr, basta che funzioni che mi risolva un ploblema,  spudoratamente prendo una lezione di Karl ci attacco la presa d'Oregeix, ci metto un pò di Benneman, qualcosa di Luraschi, un pizzico di Raabe, una spolverata si Klimke e vualà il piatto è servito

Lovviamente riconosco al primo colpo di oculo il brodino riscaldato venduto a tutti euri a ragasse di bocca buona facili al gozzoviglio col pane raffermo e fichi secchi.

Questa situescion non è solo itagliana, se pappate un pochino il franzose ecco una interessante discascion:

http://equitationpassion.free.fr/forum_php/viewtopic.php?f=1&t=3461&start=0




Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: carodubbio - Dicembre 31, 2014, 10:37:20 am


Per me tutto fa knorr, basta che funzioni che mi risolva un ploblema,  spudoratamente prendo una lezione di Karl ci attacco la presa d'Oregeix, ci metto un pò di Benneman, qualcosa di Luraschi, un pizzico di Raabe, una spolverata si Klimke e vualà il piatto è servito


Questa è stata la mia storia ( a parte che i personaggi dai quali ho preso esperienze sono semplici persone),per il poco che ho potuto nel frequentare non mi sono fatto scrupolo su niente, importante era fare esperienza con tutto e con tutti, fare sempre le stesse cose con un solo tipo di cavalli limita molto certe basi che servono per imparare una solida equitazione anche se non si arriva a alti livelli  , resta sempre una buona base avere molteplici esperienze, visto che dopo se si vuole affinare di più una singola specialità lo si può sempre fare perché liberi da schemi da seguire non avendo altro mai fatto
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Dicembre 31, 2014, 11:44:52 am
Ovviamente tutte queste squole di equitazione hanno una base in comune; la base comune di ogni buona equitazione, e che nulla a a che fare, verosimilmente, con i dettagli tecnici o con gli strumenti usati. Stessa base in comune ce l'avrà quello che precede e si associa all'equitazione, ossia qualsiasi interazione con il cavallo da terra. Che ci siano, lo dici spesso; quali siano, è ancora oscuro, e un topico apposito, che avevo appositamente aperto,  è andato pressochè deserto.  :dontknow:

Il tuo minestrone è senz'altro buono, ma cos'ha in comune con tutti gli altri possibili minestroni, altrettanto buoni? Io un'idea ce l'ho.... ma non ho le capacità, le conoscenze, i risultati concreti per verificarla.  :dontknow:

E non rispondermi "dipende da caso a caso", perchè lo so già, che questo è un ingrediente essenziale del minestrone. Mi interessa quello che NON dipende da caso a caso.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 31, 2014, 01:50:28 pm
Malgrado la dementia senilis galoppans et l'irriggidimento delle sinapsi, la mia presunzione mi fa dire che la mia mente accetta/cerca cose nove et se valide le apprezza, sopratutto heute che c'è a dispozizione - lo mare magno - della net.

Quello che non accetto sono quelli che vendono come novità vecchie pratiche circensi et quelli che si sclerotizzano su posizioni superate dai fatti e dalla storia.

I primi li vedo come truffaldi, i secondi li guardo con commiseratione.

Il da caso a caso est la base di ogni situescion che riguarda l'humano agire, i miei nipotini (gemellinidi5anni) vanno trattati differentemiente et presi ogniduno collo suo verso altrimenti sarebbo un disastro...



Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Dicembre 31, 2014, 04:42:26 pm
Certo, anch'io mi comporto diversamente con i miei figli, a seconda della situescion e a seconda del carattere del ragasso però delle regole generali nell'educazione dei figli, valide più o meno per tutti ci sono, es. non accontentare i capricci, quando dici una cosa non puoi rimangiartela ecc., suppongo che in equitazione esistano (o dovrebbero esistere) pochi concetti basilari validi per tutti (salvo aggiustamenti a seconda della situescion appunto), ed è a definire questi che vorrebbe arrivare Alex mentre tu sfuggi peggio di un capitone.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Dicembre 31, 2014, 04:51:38 pm
Non  sguisciai la quistione ma spiegai millanta volte lo meo penziero, o meglio citai ciò che dissero grossi personaggi a proposito - in equiescion tutto è stato detto, tutto è stato fatto - ma Alex ha la fissa della equitazione democratica e da quell'orecchio non intende.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Dicembre 31, 2014, 05:06:05 pm
Non si tratta di "equitazione democratica" (sembra il nome di un nuovo partito :horse-wink:) ma di individuare i principi fondamentali e quelli ancora nessuno li ha individuati.
Io capisco benissimo come ragiona Alex perchè abbiamo avuto una formazione intellettuale molto simile e tutti questi svicolamenti (dipende, a seconda dei casi, non si può dire ecc. ) ci causano attacchi acuti di orticaria. :firuu:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Dicembre 31, 2014, 08:49:33 pm
Errore gravissimo, quello che io vorrei è l'equitazione scientifica che è esattamente l'opposto dell'equitazione democratica; principio della democrazia (malintesa) è che tutte le opinioni sono legittime; al contrario, un atteggiamento scientifico prevede che quanto si afferma sia plausibile rispetto a una solida base di principi condivisi perchè ancora mai smentiti, e sia rispettosa di evidenze documentabili e documentate. Le opinioni personali invece - nè quelle di maestri, nè quelle di esperti, nè quelle della maggioranza - non contano quasi nulla. E' democratico - e attira consenso e simpatia - ribadire un luogo comune come l'influenza della luna sulle pratiche agricole; è scientifico negarlo, perchè non plausibile e mai dimostrato.


Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Gennaio 01, 2015, 02:29:45 am
Equitazione sappiamo tutti cos'è.

Lallitazione: neologismo derivante da lallo, termine in voga tra noi ragasse una 15ina d'anni fa, quando nacquette la lallitazione, appunto.
Il termine sta ad indicare il nuovo rapporto col cavallo instaurato da noi ragasse quando la bestia oltre a non essere più utilizzata per fini pratici non ci interessa per veri competizioni sportivi.
In pratica il lallo è considerato un "pet" col quale sopratutto si giuoca e ci si relationa e che si può - incidentalmente - montare, senza pretendere nulla di particolare: gironzolare per la cavallerizza, andare a spasso a traino di compagnucci et similia.

Dunque, chi fa/o cerca di fare equitazione guarda i grandi cavallerizzi, chi si dedica alla lallitazione segue gli scienziati del comportamento e mutua - con viva e vibrante soddisfazione - tenniche studiate per altre specie, è emblematico - nell'addestramento (meglio nell'ammaestramento) del cavallo - l'introduzione del clicclac, scatolina nata per addestrare animala a distanza: cani, delfini, toponi, ecc.....un nonsense perché lo lallo - in equitatione - lo si addestra sopratutto con comandi tattili, se lo si lavora in libertà - come al circo - va bene la scatoletta, ma va benissimo la voce, molto meglio la voce.

Domare: avvezzare un cavallo, un mulo e similia a farsi cavalcare, al tiro di carri, al lavoro nei campi ecc. dunque, la doma non può essere che "amara", non abbisognano altri commenti.

L'addestramento senza obbedientia non è addestramento, se un lallo non obbedisce o obbedisce ad minchiam non è addestrato o è male addestrato, questo è un aspetto di capitale importanza nell'equitazione mentre è assolutamente marginale nella lallitazione.




Finalmente ci siamo.

Il discrimine è l'obbedienza.

Sbagli IMHO Raffaele a ritenere che non si possano ottenere risultati "importanti" rinunciando il principio dell'obbedienza, e che il massimo che si possa ottenere sia il giretto in cavallerizza o andare a spasso a traino. Non è così. Anzi, si possono ottenere alte prestazioni ed esercizi complessi - esattamente come sono tecnicamente difficili le cose che si ottengono con l'ammaestramento. La differenza sta nell'obbedienza; ossia, nella certezza che a una richiesta seguirà l'esecuzione. La mancanza di obbedienza - ossia: l'incertezza che a una richiesta segua l'esecuzione, perchè si "chiede", non si "ordina" comporta due rischi, uno  casuale e raro, uno molto serio, frequente e intollerabile. Il rischio casuale e raro è che disobbedendo il cavallo, in situazioni di emergenza, non esegua una manovra necessaria a evitare un incidente di varia gravità. Il rischio serio, frequente e intollerabile è che il cavaliere perda la faccia. perchè non si fa ubbidire dal cavallo.

Pochi sono disponibili ad affrontare il secondo rischio.


Quello in neretto è (era?) l'equitazione democratica secondo Alex, il concetto è che l'obbedienza del lallo è un optional, e che la si può ottenere... ma anche no, attraverso un non meglio precisato percorso.
Lui ritiene che l'ubbidienza serve solo a gratificare l'ego smisurato del cavagliere, non ad avere un soggetto affidabile, sicuro e obbediente; allora, dovremmo dedurre che, secondo la teoria lallista (??) di fronte ad una difficoltà, si debba aprire un tavolo di discuscion democratica (alla pari) col lallo, appunto e - dopo aver  confrontato le esigentie del cavaliere con quelle del lallo - si prenda una allegra condivisa decisione, o no?

Invece, secondo un concetto basilare (un principio equestre per milla) dell'addestramento è che il lallo, in qualsiasi situescions, debba rispondere incondizionatamente et immediatamente alla richiesta del cavagliere, a volte pote essere quistione di vita o di morte.

Che questo risultato lo si possa ottenere con variate et molte forme et differenta percursi non mi cale affatto, ad esempio d'Orgeix diceva che i lalli vanno educati, che tradotto significa... ve lo dirò nella sede adatta, in Jean Paqui.

Le altre sono vecchie discascions, taliate:

http://www.cavalloplanet.it/index.php?topic=3333.msg86843#msg86843

Chi volesse sapere di più sullo lallismo, si pote pappare questo pippone:

http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2012/02/il-lallismo.html
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Gennaio 01, 2015, 10:14:50 am
Raffaele, leggi attentamente quello che ha scritto sopra Alex circa l' "equitazione scientifica", è quello il nocciolo, i famosi principi basilari e condivisi.

Il discorso dell'obbedienza del lallo (e qui io la penso esattamente come te) è un discorso diverso, l'equitazione "scientifica" non guarda alla scienza del comportamento intesa come click clak, qua qua, squit squit (che son delle boiate IMO) bensì alla SCIENZA del comportamento che è una scienza quindi basata su studi condotti con metodo scientifico, appunto, dati quantificabili, riproducibili, non chiacchiere. Leggi McLean e vedrai che lui (che è uno scienziato) il clik clak e minkiate varie non le considera neanche ma riporta studi, dati, numeri. Oltretutto dice praticamente le stesse cose che dici tu e non tenta assolutamente per farle passare per farina del suo sacco.
Se una volta avrai voglia di sorbirti un pippone ti racconterò della mia tesi di laurea che trattava degli effetti del blocco della trasmissione neuronale in una determinata zona del cervello sulla capacità di apprendimento (nel mio caso del ratto).
Comunque: FELICE ANNO NUOVO A TUTTI
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Gennaio 01, 2015, 10:49:18 am
L'obbedienza non è tutto. C'è di meglio; ed è un giusto mix di obbedienza e collaborazione; la collaborazione implica iniziativa; l'obbedienza può reprimerla. Il mito dell'obbedienza è un principio militare, la collaborazione è il fondamento di altri tipi di rapporti.

Lo sappiamo che hai una sfumatura militarista, Raffaele, non è un difetto grave.  :blob3:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Gennaio 01, 2015, 08:45:46 pm
Faccio assolutamente a meno dei pipponi sui ratti; forse ti è sfuggita una piccola differenza tra il ratto e lo lallo, non mi riferisco alle dimensioni... e le dimensioni - nevvero - contano  :icon_eek:, ma al fatto che il ratto est l'animala più opportunista del pianeta, secundo - forse - solo allo omene, mentre lo lallo, nello disegno della natura, est principalmente pappa per le fiere et per li omini et anco per li sorici.

Ammesso che le zone cerebrali del lallo e del sorcio abbiano gli stessi meccanismi biologici, gli effetti pratici - per la differenza sopra detta - sono assolutamente incomparabili.

Quest'errore est lo sbaglio di Alex seguito et pubblicizzato convintamente da Max nel suo blog equestre (che non trovo): trasferire tenniche di ammaestramento per toponi, delfini et otarie ai lalli; in pratica seguire il condicionamento operante il cui assioma è: premiare solo le risposte giuste (richieste), ignorare quelle sbagliate - che - per il solo fatto di esser ignorate (non premiate) si estingueranno, in pratica Alex parla del clikkeclakke strumento utilissimo per le bestie sopra citate, assolutamente inadeguato - una ***ta - per l'equitazione.

http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2011/04/httpwwwtedcomtalkslangitabartweetjensho.html

Però!

Se volessimo dedicarci alla lallitazione, allora, l'assioma di Alex andrebbe bene ma il nobile equino sarebbe posto allo stesso rango di: criceti, pesci rossi, foche. scimmie, capre e cercopitechi le bestie "sapienti" che esibiscono nei circhi da millenni.

http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2011/11/itticazione.html

Io, pur essendo ignorante et cavallaro, sapio fare i giocondi trucchi tanto cari ai lallisti, infatti, mi dedicai a questi sollazzi col Caimano polledro, essendo lui servatico et foresto furono utilissimi ma - certamente -  non necessari.

Per lo tanto non confondo e non vendo i sollazzi come equitazione come fanno molti guri che li presentano come esempi di relazione, collaborazione, amicizia collo lallo: minchiate!

Se li volete vedere, beccatevi sto linco:

https://plus.google.com/photos/115695813446001073955/albums/5288923949875809217?authkey=COCG2pfLjsb4tgE

Io stò al militarismo come qualcuno stà alla sua parola data:  stai sereno.


Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Gennaio 01, 2015, 10:08:06 pm
Io ti risparmio i ratti però guarda che i meccanismi cerebrali (intendo le strutture anatomiche coinvolte, i neurotrasmettitori, le sequenze ecc.)  sono del tutto analoghi nei diversi mammiferi quindi non c'è differenza nei meccanismi di apprendimento di un ratto, di un cavallo o di un uomo (infatti i risultati della mia tesi di laurea servirono come base per studi sulle sequenze della formazione della traccia mnemonica negli umani). Poi tieni presente che per apprendere non c'è solo il condizionamento operante ma anche altri metodi scientificamente provati.
Rimanendo ai ratti (ma il giochino vale per tutti) i rinforzi negativi producono una traccia mnemonica che si forma dopo un minor numero di esperienze e permane più a lungo: se ai tuoi nipotini dai una caramella ogni volta che ti portano le pantofole impareranno a portartele dopo N volte, se i tuoi nipotini mettono le dita in una presa di corrente e prendono la scossa basta 1 sola volta e hanno già imparato, e non lo scorderanno. Eppure son bambini e non ratti no?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Gennaio 02, 2015, 02:20:28 am
Bah! Malgrado la modestia et l'ignoranza, so un cicinin sulle teorie dell'apprendimento, non ignoro Pavlov ma neanco Skinner.

E' una vita che dico/che altri molto meno modesti e più istruiti di me dicono: l'addestramento equestre/l'equitazione si basa su premi e punizioni: punto!
Io sottolineo che queste basi presuppongono l'assioma di L'Hotte:
"Nessun cavallo ci obbedirà per compiacerci, tanto meno per senso del dovere, lo farà unicamente per evitare il dolore, rispondendo ai segnali che precedono l'uso di strumenti che possono provocarlo e che - all'occorrenza - lo produrrebbero fino a costringerlo all'obbedienza."

Dunque, io ho detto a Chiara e a Lettera come la vedo e cito millanta autori che su questo principio basano il loro metodi da Pignatelli a Baucher, da Caprilli a  Oliveira.

Questo non esclude che io al mio lallo ci parli e lui mi capisca, capisca anche il solo mio gesto, ma non si tratta affatto di collaborazione da parte sua, benzì di reciproca conoscenza fatta dal contatto e da situazioni che si ripetono da 15 anni, tant'è che l'obbedienza (l'addestramento) sembra collaborazione.

Alex vagheggia: L'obbedienza (leggi addestramento?) non è tutto. C'è di meglio; ed è un giusto mix di obbedienza e collaborazione; la collaborazione implica iniziativa; l'obbedienza può reprimerla. Il mito dell'obbedienza è un principio militare, la collaborazione è il fondamento di altri tipi di rapporti.

Questo è il suo enunciato, mai finora provato scientificamente, tantomeno empiricamente.




Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Gennaio 02, 2015, 09:02:04 am
Iniziamo il 2015 sotto il segno dell'antica discussione (quanti anni sono che andiamo avanti....?)

Che l'obbedienza non sia tutto, ma che ci sia una componente di autonomia e responsabilità da parte del cavallo, lo chiarisce un autore a te caro: Parelli;  :occasion14:; là dove distingue le cose che sono "sotto la responsabilità del cavaliere" e quelle che sono "sotto la responsabilità del cavallo" (banalissima ovvietà: il cavallo è responsabile di scegliere dove mettere i piedi su qualsiasi terreno).

L'Assioma si potrebbe chiamare "L'Assioma dell'Obbedienza", ed è vero: è la verità, ma non tutta la verità, dalla famosa formula dei testimoni (giuro di dire la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità)
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Gennaio 02, 2015, 02:42:12 pm
AAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHH..... potevi dirlo subito che ti riferivi a quel genere di collaborazione!

Un autore a me (veramente) caro dice a Chiara e a Lettera che, in caso di pericolo di tombata, la cosa migliore da fare è di abbandonare le redini e lasciar fare allo lallo, lo stesso dicasi nella percorrenza di vie difficili et strade accidentate.

Ma qui non siamo in presenza di collaborazione, tantomeno di presa di responzabbilità; trattasi di  istinto di conservazione et di uso dell'equilibrio innato et - perchéno - di esperienza acquisita dello lallo.

Dirò di più, i vecchi carrettieri  - sulla via del ritorno - si addormentavano certi che lo lallo a casa li avrebbe portati, ma non si trattava nè di collaborazione tantomento di presa di responsabilità da parte del lallo, era semplicemente rutin o uso del magnifico istinto di orientamento che porta i lalli verso casa, pare che si orientino (se non sanno la strada) coi campi magnetici... così dicono.

Si narra, che un probo pastore protestante irlandese, avesse acquiestato una giumenta da un personaggio gran bevitore e gozzovigliatore, bene, ogni volta che passava davanti al pub l'animala si fermava e non c'erano santi, non si spostava di un millimetro.
Bisognava che il reverendo scendesse, entrasse nel locale - anche per pochi secondi - e poi uscisse perché la bestia, partisse immediatamente sentendo il peso del prete sul carrozzino...




 
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Gennaio 02, 2015, 03:22:26 pm
Meglio di me potrebbe illustrare la differenza fra obbedienza e obbedienza + collaborazione Miky Estancia; ho l'impressione che la cosa diventi più palese nel caso dei cavalli "da lavoro"; ma bisognerebbe sentire lei, perchè di questo non ho la benchè minima esperienza personale.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Gennaio 02, 2015, 07:32:13 pm
Ai tempi non esistevano queste slitte, ma le gare si facevano: o si legavano le rote del carretto stracarico, oppure si "provavano" i lalli in salite scoppiaquore...

https://www.youtube.com/watch?v=PsJXfHx4ZAU

https://www.youtube.com/watch?v=70YJi6D8lQI

https://www.youtube.com/watch?v=cYF9KTBXjgs

Come credi abbiano fatto, questi allegri personaggi, a convincere i loro amati bestioni a "collaborare"  ?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Gennaio 03, 2015, 02:58:16 pm
Collaborazione: Il fatto di collaborare, cioè di partecipare insieme con altri a un lavoro, a una produzione...

In senso più lato la collaborazione in genere è una attività non subordinata, ad esempio: io per anni sono stato un co co pro - collaboratore coordinato a progetto, cioè - dato il progetto: ore di lezione, luogo e materia didattica, avevo la massima libertà di come svilupparlo, neanche il direttore poteva mettere becco nella conduzione tecnica della collaborazione, infatti, non avevo stipendio, alla fine del mese staccavo fattura e chi si è visto si è visto.

Dunque, lessicalmente la parola collaborazione dovrebbe esser bandita dal linguaggio equestre, ma fa niente, potremmo accettarla in senso figurato ma neanche così va bene perché il lallo etologicamente non è un animala collaborativo, la "collaborazione" non esiste nella sua eredità di specie, mentre negli animala sociali predatori, la "collaborazione" stà nel loro DNA, è necessaria per la loro sopravvivenza.

Di questa realtà il lallista medio non tiene conto, preferisce pappare delle gioconde teorie che più lo sotollano ma non son altro che artifizi et ammaestramenti apposta studiati per il pubblico pagante.

Ecco il linco dov spiego a Chiara e a Lettera et in maniera definitiva che la collaborazione nel lallo non esiste non può esistere, lovviamente, questo non esclude che questi magnifici animala sono stati e sono dei magnifici schiavi dell'omo:
Schiavo: individuo di condizione non libera, giuridicamente considerato come proprietà privata e quindi privo di ogni diritto umano e completamente soggetto alla volontà e all’arbitrio del legittimo proprietario: nell’antichità, i prigionieri di guerra venivano uccisi o venduti come schiavi.

Schiavi si, ma mai servili, infatti il "servilismo" è sconosciuto allo lallo:
servilismo:  disposizione a obbedire e ad assoggettarsi alla volontà e ai desiderî altrui, umiliando, per paura o per interesse, la propria personalità e la propria dignità...
invece, i cani sono predisposti geneticamente ad esser servili e collaborativi con i loro padroni... nevvero?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Bubba - Gennaio 04, 2015, 09:30:43 am
Servili no.

Hanno un forte istinto a lavorare con / per la propria famiglia.
Poi dipende dalle razze, ma anche i piu' indipendenti per essere felici devono sentirsi utili.
Non lo fanno per paura, servilismo o che. Non umiliano la propria persona, sono appagati nel dare il loro contributo alla famuglia.
I cani piu' sofferenti son in genere quelli " senza scopo" , a cui non si chiede nulla.
Come dici tu nascono collaborativi, non serve ysare violenza.
Certo, come sempre si possono asservire con la violenza, ma a quel punto il cane si spegne e la collaborazione, la famiglia, l' entusiasmo per il lavoro restano un ricordo.

E' significativo secondo me guardare cani addestrati in modi diversi fare il " seduto"
I cani " resi servili" si siedono, ma lanciano una serie di segnali calmanti. Generalmente si leccano o distolgono lo sguardo.
I cani " collaboro con la mia famiglia" si siedono cn occhi fiduciosi.
Entrambi , di solito, ricevono un bocconcino. Ma uno e' felice e l' altro e' sempre pervaso da una sottile inquietudine.

Scusate il pippone, riassumendo:
Cani collaborativi si
Cani servili secondo me non e' un termine corretto.  Non lavorano per compiacerci o per paura ma per il funzionamento ed il successo della loro famiglia.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Gennaio 04, 2015, 02:41:24 pm
Bah!

Ho avuto cani da una vita, ho ancora cani, sintetizzando essi sono lupi domestici e si comportano come tali sentendosi parte del branco umano.
Come ben zai - nei lupi/nei cani - esiste una gerarchia di branco dove al vertice c'è il soggetto alfa, bene. le sole due specie animali che hanno il super alfa sono i cani e gli omini.

Ci fu un periodo che avevo 5/6 cani, Bullo era il capo branco/l'alfa della situescion, la mattina tutti venivano a farmi le feste, Bullo scacciava gli altri per avere il privilegio di ossequiarmi per primo con manifestazioni - non richieste - di sottomissione, la sua massima gratificazione era mettersi a panza  all'aria (estremo segnale inibitorio dell'aggressività nei cani) e aspettava che gli dessi una grattatina in petto, al che si pisciava addosso: per la gioia? Per lo scampato morso?
Chissà!

Di certo, ci teneva tantissimo ad "umiliarsi" di fronte al super alfa, la stessa cosa la facciamo noi/la fate voi coi vostri dii.

Beccati sto video e guarda il finale, nella sostanza, il comportamento di Bullo e di quel giovinotto sono uguali:
https://www.youtube.com/watch?v=mAV95NF-bq0

La stessa hosa avviene anco nelle atre religioni:
https://www.youtube.com/watch?v=s6OIAwQSqcs
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Gennaio 05, 2015, 03:11:02 am
Bubba, nel suo intervento, ha mirabilmente spiegato alcuni comportamenti del cane, se avete oculi acuti, ci trovate - traducendo e comparando il suo intervento - le spiegazioni del perché il lallo non collabora, non "può collaborare"...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Gennaio 05, 2015, 10:37:16 am
Citazione
« Risposta #689 il: Oggi alle 03:11:02 am »

 :icon_eek:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: carodubbio - Gennaio 05, 2015, 12:53:15 pm

Dirò di più, i vecchi carrettieri  - sulla via del ritorno - si addormentavano certi che lo lallo a casa li avrebbe portati, ma non si trattava nè di collaborazione tantomento di presa di responsabilità da parte del lallo, era semplicemente rutin o uso del magnifico istinto di orientamento che porta i lalli verso casa, pare che si orientino (se non sanno la strada) coi campi magnetici... così dicono.




In Abruzzo girava una battuta su chi si era trasferito in citta nel caso Aquila, sul fatto che gli incidenti automobilistici erano molto aumentati se rapportati con il passato , non ricordo bene ma il succo era questo;che per tornare a casa con il somaro era facile salivi su e via, invece con l'auto devi guidare e da sbronzo non è facile
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Gennaio 05, 2015, 08:36:50 pm
Citazione
« Risposta #689 il: Oggi alle 03:11:02 am »

 :icon_eek:

 :icon_eek:  :icon_eek:  :icon_eek:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Gennaio 06, 2015, 09:23:00 am

Dirò di più, i vecchi carrettieri  - sulla via del ritorno - si addormentavano certi che lo lallo a casa li avrebbe portati, ma non si trattava nè di collaborazione tantomento di presa di responsabilità da parte del lallo, era semplicemente rutin o uso del magnifico istinto di orientamento che porta i lalli verso casa, pare che si orientino (se non sanno la strada) coi campi magnetici... così dicono.


In Abruzzo girava una battuta su chi si era trasferito in citta nel caso Aquila, sul fatto che gli incidenti automobilistici erano molto aumentati se rapportati con il passato , non ricordo bene ma il succo era questo;che per tornare a casa con il somaro era facile salivi su e via, invece con l'auto devi guidare e da sbronzo non è facile

Ma anche chi restava in campagna diventò un pericolo pubblico: i nostri nonni passarono dal mulo alla motoape  da un giorno all'altro, al tre ruote della Piaggio affettuosamente chiamato - dalle mie parti - apiceddra (apetta)

Bene, benché il mezzo fosse differente, i nostri villici continuarono a conservare l'abitudine di guardare tutto tranne che la strada - a quello provvedeva la bestia -  si preoccupavano di vedere: come crescesse la vigna del vicino, in che condizioni era il terreno d'o zu Totò, come andavano i lavori di recinzione d'a za Maria, dove stava andando lu pecuraru, inoltre, il rispetto del codice della strada era assolutamente un optional ed era osservato ad minchiam; pertanto fu nostra (di noi ggiovani) giusta abitudine di dare una sonora strombazzata all'avvistamiento di un gaio veiculo a 3 ruote...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: carodubbio - Gennaio 06, 2015, 01:45:04 pm

Bene, benché il mezzo fosse differente, i nostri villici continuarono a conservare l'abitudine di guardare tutto tranne che la strada - a quello provvedeva la bestia -  si preoccupavano di vedere: come crescesse la vigna del vicino, in che condizioni era il terreno d'o zu Totò, come andavano i lavori di recinzione d'a za Maria, dove stava andando lu pecuraru, inoltre, il rispetto del codice della strada era assolutamente un optional ed era osservato ad minchiam; pertanto fu nostra (di noi ggiovani) giusta abitudine di dare una sonora strombazzata all'avvistamiento di un gaio veiculo a 3 ruote...


http://youtu.be/r8DWG6G8eN0

Guardati un po' come  stiamo messi dalle mie parti
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Gennaio 29, 2015, 02:47:48 pm
A proposito di alta squola, beccatevi sto linco:

http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2015/01/alta-scuola.html

Titolo: ... va lasciato nel suo brodo.
Inserito da: raffaele de martinis - Gennaio 29, 2015, 03:57:46 pm
Va lasciato nel suo brodo, vanno lasciati nel loro brodo, andate lasciati nel vostro brodo.

Lo dice un grande dell'equitazione italiana, purtroppo, oggi scomparso, credo che mi adeguerò...

http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2011/08/blog-post.html

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Febbraio 10, 2015, 06:46:34 am
Questo topicone nasce dagli errori e sviste del buon colonnello Angioni nelle sue traduzioni, bene, a difesa dei traduttori, devo dire che è un mestiere difficile, molto difficile a volte impossibile.

Le sfumature, l'immagine, il sapore di una parola cambia da idioma a idioma da contesto e contesto.

Una nostra gentile utante di cui non faccio il nome, ha messo questa bellissima citazione, sicuramente Bionda conosce benissimo il tedesco e altrettanto bene l'itagliano ma ha tradotto il pensiero del grande poeta così:

"Dem edlen Pferde, das du reiten willst, mußt du seine Gedanken ablernen; du mußt nichts Unkluges, nichts unklug von ihm verlangen."
(J.W.v.Goethe)
Del nobile cavallo che vuoi montare devi imparare i pensieri. Non devi chiedergli niente di sciocco o in modo sciocco.


Ora, l'aggettivo "sciocco", messo in quel contesto non ha senso o almeno è inopportuno in quella proposizione... in itagliano non suona bene, mentre certamente suona benissimo nella lingua di Goethe, ma a noi non importa, importa come suona nella lingua di Dante

Che fare ? Per me si rende meglio il concetto, la frase acquista valore se si sostituiscono gli "sciocchi" con:  insensato, irragionevole, due perfetti sinonimi di sciocco ma molto più efficaci nella italiensituescion... o no?

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Febbraio 10, 2015, 07:42:50 pm
Sì decisamente più raffinato. :pollicesu:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: bionda - Febbraio 10, 2015, 10:29:40 pm
Ho usato volutamente un termine "stonato" per attirare l'attenzione sul significato della frase.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Febbraio 11, 2015, 05:57:08 am
BAH!

La maggior parte di noi ragasse ha letto, è rimasta interdetta e se ne è fatta una ragione, così come si è rassegnata alle attitudini di Angioni e all'uccello che apprende della Biraghi/Belli.

Dato che ci siamo, dimmi: tu hai tradotto ablernen con imparare e va bene: il senzo è quello, ma c'è quella preposizioncina: ab che dovrebbe dare una sfumatura particolare al verbo lernen che forse ha a che fare con l'uso del dativo: dem elden Pferde, anzicché del genitivo des che tu hai comunque tradotto con del.

Lo so, sono sottigliezze, ma per uno che traduce sono importanti, molto importanti...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Febbraio 12, 2015, 05:05:11 am
... molto importanti, perché il compito del traduttore, non è/non può essere solo quello di versare una lingua in un'altra, ma di costruire nella lingua d'arrivo lo stesso significato e lo stesso sapore che c'è in quella di partenza anche/sopratutto allontanandosi dalla traduzione letterale.

La bellissima proposizione di Goethe è stata estrapolata da un contesto più ampio, una conversazione che si svolge tra il protagonista e Alba nella famosa tragedia Egmont, ecco la frase completa:

Leicht kann der Hirt eine ganze Heerde Schafe vor sich hintreiben, der Stier zieht seinen Pflug ohne Widerstand; aber dem edlen Pferde, das du reiten willst, mußt du seine Gedanken ablernen, du mußt nichts Unkluges, nichts unklug von ihm verlangen.

In attesa della traductione, beccatevi sto video, tutte voi certamente avete già sentito questa musica divina anche se non sapevate cosa fosse e chi era l'autore:

https://www.youtube.com/watch?v=7VuJCdfdWi4

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Febbraio 13, 2015, 10:20:09 am
Leicht kann der Hirt eine ganze Heerde Schafe vor sich hintreiben, der Stier zieht seinen Pflug ohne Widerstand; aber dem edlen Pferde, das du reiten willst, mußt du seine Gedanken ablernen, du mußt nichts Unkluges, nichts unklug von ihm verlangen.

Il pastore può condurre  facilmente un intero gregge di pecore, così come il toro può tirare il suo aratro senza sforzo; ma, quando vuoi cavalcare il nobile destriero, per prima cosa, devi capire la sua mente i suoi pensieri, devi esser saggio e coerente , mai chiedergli qualcosa di incoerente qualcosa di insensato.

Come vedete, è una traduzione libera, ma credo, rispettosa del dire del grande poeta; per farla, ho dovuto - alla priora - farne (rivangando i miei antigui studi del tetesco) una letterale, capire come si supportavano le proposizioni e il valore dei sinonimi meglio adattabili  nella nostra Sprache.

Certamente è una Strasse criticabile e sarò criticato, le solutioni possono esser millanta, a me interessa che la ragassa comune legga, capisca e non sia sconvolta d una forma itagliana implobabile.

Attebzione - per voi germanofile - se ho sbaliato a cogliere il senzo/la sostanza ditelo pure, sono pronto a fare a menda.

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Febbraio 13, 2015, 10:30:05 am
Bello! Marjorie aveva sintetizzato in "coerenza e integrità", e forse in quella "integrità" c'è una sfumatura diversa. "Il cavallo non mente mai", titola Rashid in uno dei suoi libretti, a potremmo aggiungere "e non mentirgli nemmeno tu", per avere un'idea di quella "integrità" necessaria proprio per mettersi in sintonia con un animale che non sa mentire.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Febbraio 13, 2015, 10:35:08 am
Tu citi Magiorene e Rascid che a loro volta citano - con altre parola - concetti "classici"; JDO fa un pò la stessa hosa ma - almeno - lui indica i suoi riferimenti.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Febbraio 13, 2015, 11:33:20 am
Bene! Adesso so che quando devi ammettere che qualcuno che ti sta sugli zebedei dice delle cose giuste, lo dici a tuo modo: "Mancano i riferimenti"  :horse-cool:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Febbraio 13, 2015, 01:56:09 pm
Da anni non compro più libri di equitazione se non i classici, sai perché?

Pereché i nuovi autori ci vendono o bottanate et giuochi da circo o buona farina che non è del loro sacco esposta con altre palabras, vedi la scomodità della beatissima minchia.

La scomodità è la stessa cosa che L'Hotte chiama dolore, eppure il Generale - il papà della equitazione in leggeriezza - sapeva graduarlo/annullarlo magistralmente e proprio per questo - forse - lo chiamava col suo nome, dato che - stranamente - imboccature, capezze e capezzoni fanno male/devono far male, fanno malissimo in mano a chi non è pienamente consapevole che un ferro in bocca fa male, una cinghia che stringe... pure.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Febbraio 13, 2015, 02:22:11 pm
Un altro che accusi sempre di "vendere idee non sue" è Parelli. Registro che sotto sotto, quindi, concordi con lui su parecchi punti - tutti quelli su cui non ironizzi.  :horse-wink:

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Febbraio 13, 2015, 02:32:39 pm
Dire che Parrelli è un incompetente è una sciocchezza, è semplicmente un grande figghiu di bottana che ha codificato e saputo vendere bene il suo prodotto ai lallisti di turno, io i suoi giuochi li cognoscevo da 20anni prima che lui li proponesse a tutti piccioli.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Febbraio 13, 2015, 02:47:36 pm
Il pastore può condurre  facilmente un intero gregge di pecore, così come il toro può tirare il suo aratro senza sforzo; ma, quando vuoi cavalcare il nobile destriero, per prima cosa, devi capire la sua mente i suoi pensieri, devi esser saggio e coerente , mai chiedergli qualcosa di incoerente qualcosa di insensato.

Non mi risulta che Goethe fosse un provetto cavallerizzo, certamente aveva dimestichezza coi lalli e con le altre bestie da lavoro come tutti nelle sua epoca, dunque, se lui si esprime con questi concetti, vuol dire che erano di comun sentire ducento anni fa, mentre altri - heute - ce li vendono come assolute novità... ma che andassero a dar via i ciapp...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Febbraio 13, 2015, 04:09:30 pm
Dire che Parrelli è un incompetente è una sciocchezza, è semplicmente un grande figghiu di bottana che ha codificato e saputo vendere bene il suo prodotto ai lallisti di turno, io i suoi giuochi li cognoscevo da 20anni prima che lui li proponesse a tutti piccioli.

Ottimo. Tu li conoscevi. Lui ha fatto in modo che li conoscessero alcune decine di migliaia di persone che nel loro piccolo, nei loro esigui e ridicoli limiti, con i loro insignificanti risultati e le loro stupidissime difficoltà, sono appassionati di cavalli. C'è una bella differenza. Perchè sputarci sopra? Ho più simpatia per chi non ha talento, e si sforza di fare quel che può, che per chi ha talento, e lo tiene per sè oppure non lo coltiva. Certo, l'ideale è avere talento e sforzarsi di condividere almeno in parte ciò che si sa e si sa fare, ed essere così generoso e altruista da farlo gratis; ma sono mosche bianche, e il loro messaggio purtroppo non va lontano, sovrastato dal rumore assordante di luoghi comuni ....
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Febbraio 13, 2015, 10:15:21 pm
Esiste qualcosa - a parte il fatto legittimo di prezzolare le proprie prestazioni -  che si chiama  onestà intellettuale, bisognerebbe dire all'utante ignavo che non si è inventato nulla, si è solo elaborato qualcosa di vecchio come il cucco.

Invece, la maggior parte delle ragasse che "fa parrelli" (o chi per lui), si crede di aver a che fare con un innovatore, con un genio dell'equitatione.
Le ragasse, che come me, frequentano i lalli da longo tempo, alla prima oculata si accorgono della mistificazione, dell'appropriazione indebita del cauboi della minchiazza... trattasi di un furbastro che ha fatto i piccioli sfruttando l'ingnorantia (nel senzo che ignorano/non sanno) di ragasse che si sono avvicinate al lallo negli ultimi 20anni.

In Itaglia non si sputa su niente, la furberia, l'intrallazzo, il sotterfugio, il plagio, la contraffazione, non solo sono tollerati ma sono addirittura apprezzati, per questo, di Parrelli et compagnucci non mi cale più di tanto... stai sereno, state sereni.
Titolo: In bocca al lupo...
Inserito da: raffaele de martinis - Febbraio 14, 2015, 10:18:59 am
http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2015/02/in-bocca-al-lupo-viva-il-lupo.html (http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2015/02/in-bocca-al-lupo-viva-il-lupo.html)
Titolo: In culo alla balena...
Inserito da: raffaele de martinis - Febbraio 15, 2015, 07:49:38 pm
http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2015/02/in-culo-alla-balena.html
Titolo: ricettario.
Inserito da: raffaele de martinis - Febbraio 22, 2015, 01:55:20 pm
La mia crociata contro le traduzioni sbagliate continua, tra l'altro, ho scoperto di recente che qualcuno - pur padroneggiando perfettamente l'itagliano e il tetesco - traduce volutamente ad minchiam solo per attirare l'attenzione del poero lectore sul significato della frase... puro sadismo traduttivo, maaa va da via i ciapp!

Io, essendo modesto cavallaro igniorante, cerco di accompagnare l'utante alla piena comprenzione delle mie traduzioni anche nelle minime sfumature.

Per chi volessa, ecco un altro exempio di traductione ad minchia canis, chi fosse curioso pote seguirmi quì:
http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2015/02/ricettario.html







Titolo: tira e spingi, spingi e tira...
Inserito da: raffaele de martinis - Febbraio 23, 2015, 01:04:41 am
... ecco come va a finire: http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2015/02/ricettario.html
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Alexis85 - Febbraio 24, 2015, 08:31:03 am
Dire che Parrelli è un incompetente è una sciocchezza, è semplicmente un grande figghiu di bottana che ha codificato e saputo vendere bene il suo prodotto ai lallisti di turno, io i suoi giuochi li cognoscevo da 20anni prima che lui li proponesse a tutti piccioli.

Ottimo. Tu li conoscevi. Lui ha fatto in modo che li conoscessero alcune decine di migliaia di persone che nel loro piccolo, nei loro esigui e ridicoli limiti, con i loro insignificanti risultati e le loro stupidissime difficoltà, sono appassionati di cavalli. C'è una bella differenza. Perchè sputarci sopra? Ho più simpatia per chi non ha talento, e si sforza di fare quel che può, che per chi ha talento, e lo tiene per sè oppure non lo coltiva. Certo, l'ideale è avere talento e sforzarsi di condividere almeno in parte ciò che si sa e si sa fare, ed essere così generoso e altruista da farlo gratis; ma sono mosche bianche, e il loro messaggio purtroppo non va lontano, sovrastato dal rumore assordante di luoghi comuni ....

Alex, per me è invidia. D'altronde raffaele li conosceva da 20 anni,ma nessuno conosceva lui.  :blob3:
Titolo: Re:tira e spingi, spingi e tira...
Inserito da: alex - Febbraio 24, 2015, 09:32:41 am
... ecco come va a finire: http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2015/02/ricettario.html

In effetti, un bell'esempio di traduzione ad minchiam. Mi ricordo alcune delle mie.... quella storica, in cui ho tradotto "draft horse" con "cavallo con addestramento appena abbozzato" o qualcosa di simile. Magari tu dirai che in fondo non era poi una traduzione così sbagliata, ma cave Miky.   :horse-wink:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Febbraio 24, 2015, 11:44:06 am
Nous qui voulons toujours raison garder.

Questo è un famosissimo motto di Filippo il Bello, ripreso da JDO come sua massima di vita.

La frase è costruita secondo il francese medioevale, e in quella lingua ha una forza e una pregnanza che non si può versare in italiano se non analizzando vari elementi,

Garder sta per suivre, dunque, alla lettera sarebbe: Noi che sempre abbiamo voluto seguire la ragione siccome Pippo era un re parlava in III persona, il senso sarebbe: io che ho voluto essere sempre ragionevole.
Filippo rivolge quelle palabras alla classe politica come monito, come stile di vita, come regola di condotta per uomini di stato.
Che fare, per dare a quelle parole la valenza di un motto anche in itagliano?

Mentre ci penzate, dico ad Alexis85, che a tutto penzavo tranne che a farmi cognoscere - da voi ragasse - come cauboi da salotto; non invidio - anzi - ho una sana repulsione verso chi vende fumo, approfitta della credulità, della ingenuità, della ignoranza altrui...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Febbraio 24, 2015, 11:55:25 am
Vendere fumo? Non è fumo; al massimo è un polpettone ottenuto con vecchie portate avanzate; ma non è fumo. Ora, uno può anche irritarsi se gli viene fornita una pietanza senza dire che è ottenuta riciclando gli avanzi della casa.... però a molti il polpettone piace, che sappiano o che non sappiano di cos'è fatto; e se ben fatto  è sano, buono e nutriente... e molto ecologico.  :icon_rolleyes:

Ora, buttare via un gustoso polpettone, solo perchè è fatto di avanzi.... sarà una cosa ottima per questioni di principio, ma dal punto di vista pratico non è una grande idea.

Ovviamente è tanto più buono quanto più si ha fame; e di gente affamata, in equitazione, ce n'è tanta, al punto che si adatta a mangiare schifezze.... meglio un buon polpettone.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: old duck - Febbraio 24, 2015, 12:00:16 pm
Raffaele, guarda che garder ha anche il significato di tenere, conservare, mantenere.....Perchè dici che garder sta per suivre?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Febbraio 24, 2015, 02:20:10 pm
Pippo vuol dire che (negli affari di stato) bisogna seguire la ragione,  restare nei limiti della saggezza e del buon senso,  mantenere la calma e il sangue freddo, bandire i "sentimenti"; insomma, farsi condurre dall'intelligenza piuttosto che esser in balia delle emozioni.

Dunque, la ragione si segue, la calma/il sangue freddo si conserva/si mantiene... l'eleganza, la fruibilità di una lingua sta, nell'uso appropriato dei verbi dei sinonimi e degli aggettivi, appunto.



Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Febbraio 24, 2015, 02:28:18 pm
Manco a farlo apposta, guarda cosa ho trovato:

Nous qui voulons toujours raison garder.
Voilà une formule que tout homme d'État, ou même tout homme politique, devrait faire graver en lettres d'or sur sa cheminée; garder se dirait maintenant suivre.


http://www.devoir-de-philosophie.com/dissertation-philippe-bel-nous-qui-voulons-toujours-raison-garder-78455.html (http://www.devoir-de-philosophie.com/dissertation-philippe-bel-nous-qui-voulons-toujours-raison-garder-78455.html)
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: old duck - Febbraio 24, 2015, 03:24:42 pm
beh, non sarò sofisticata ed elegante però, per me la frase funzionava benissimo anche con "garder". Io credo che tu, nel nobile intento di interpretare il pensiero di chi scrive, ogni tanto ti spinga un po' troppo oltre, in un ruolo che non può essere del traduttore. Io preferisco di gran lunga una traduzione ben fatta ma il più fedele possibile allo scritto. Troppe licenze ed esplicazioni tolgono la libera interpretazione del lettore e finiscono per condurre chi fruisce del testo al pensiero del traduttore. Questo è il più grande peccato dei traduttori: voler superare in stile ed eleganza chi scrive. Uno scritto (non è questo il caso) un po' sgrammaticato che vuole "colpire" non deve essere corretto o interpretato: va assolutamente lasciato com'è. La resa stilistica, in poche parole, deve essere FEDELE alle intenzioni dell'autore. Ma non sto ad annoiarvi oltre: semplicemente lavoro in una casa editrice da 36 anni e ho visto moltissime brutte traduzioni: le più brutte delle quali erano, quasi sempre, quelle in cui ci si prendeva troppe licenze stilistiche di adattamento.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Febbraio 24, 2015, 03:25:48 pm
Sono d'accordo con Raffaele; al tempo stesso però dovendo usare un aggettivo eviterei ragionevole e userei invece razionale.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: old duck - Febbraio 24, 2015, 03:30:31 pm
Garder raison: ne pas s'emporter, garder son sang froid, garder la tête froide, ne pas se laisser influencer totalement.

Ecco qui: si può tranquillamente "garder" il verbo usato originariamente. Mi dispiace ma rimango della mia idea

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: old duck - Febbraio 24, 2015, 03:47:56 pm
e se vogliamo fare i pignoletti:

Il faut savoir raison garder

signification:
Il faut se montrer capable de ne pas dépasser les bornes.

Expression qui viendrait du philosophe grec Aristote, elle serait apparue sous la forme actuelle au XIIe siècle dans un ouvrage de Marie de France. Utilisée de façon épisodique dans les lettres royales, elle connait un succès nouveau dès le XVIe et surtout au XVIIIe siècle avec les philosophes des Lumières, prônant la raison humaine.

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Febbraio 24, 2015, 05:45:01 pm
Mia cara, gli esempi che offri sono in francese, e in francese del XV - XVIII secolo, dimentichi che devi renderli in itagliano, in questo caso tutto il cambia.

Filippo il Bellillo, seguendo l'arcaica sintassi francese del 1200, dice:
Nous (io) qui (il quale) voulons (vuole) toujours (sempre) raison (la ragione) garder (serbare, tenere, conservare, mantenere).

Il traduttore alla Angioni/alla O.D. rende così:
Noi che abbiamo sempre voluto  mantenere la ragione.  :icon_eek:

In Itagliano, questa traduzione - benché fedele - non ha il senzo, almeno, non ha l'efficacia che evidentemente ha in franzose.
Piciopacio, igniorante modesto cavallaro, capisce che questo è un motto, una massima di uso comune in Francia, tant'é che JDO l'ha presa come uno dei due principi fondanti di vita/della sua vita, dunque, il poareto mette in moto le sdentate rotelline del suo gulliver e lo fa ragionare  :icon_eek:  si sforza di trovare una solutione in italliano.
Lovviamente, deve rendere il significato intrinseco franceso, ma la vera fatiga, sta nel trovare una  forma (oserei dire una formula) italiana, didascalica, paradigmatica, efficace, immediata come un  proverbio, un motto, appunto.

Ecco cosa dice JDO tradotto in itagliano alla maniera letterale e senza tanto sforzo per sinapsi e neuroni, senza tanto ragionamento  :icon_eek:
Come sempre, sono stato, sono e sarò fedele a due grandi massime che mi hanno tanto ......   ..... .... e a quella di un grande re: Filippo IV il Bello:
Noi che abbiamo sempre voluto  mantenere la ragione  :icon_eek:.


Piciopacio, a prezzo di notevola sforzi et ragionamenta  :icon_eek: rende in altra maneira:
Come sempre, sono stato, sono e sarò fedele a due grandi massime che mi hanno tanto ......   ..... .... e a quella di un grande re: Filippo IV il Bello:
Segui sempre la ragione.  :icon_eek:


Mi piace tradurre, lo faccio principalmente per me stesso perché mi fa ragionare  :icon_eek:... condurre un discorso secondo la logica, appunto.
Se la mia logica non corrisponde a quella di O.D. e a quella di Angioni... beh, me ne farò una ragione.  :icon_eek:

Alex, ha ragione   :icon_eek: Pippo le Beau, più che ragionevole  :icon_eek: fu razionale, estremamente razionale - per ragion  :icon_eek: di stato/ragioni  :icon_eek: economiche - massacrò ebrei e templari e mise il guinzaglio al papa, lo condusse alla ragione  :icon_eek:... appunto.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: old duck - Febbraio 24, 2015, 05:56:14 pm
noi che vogliamo sempre mantenere la ragione
nous qui voulons toujour (non abbiamo voluto) ma vogliamo. I tempi dei verbi vanno tradotti correttamente. Comunque, anyway, en tous cas....fate un po come vi pare  :occasion14:
Certo che te l'ho messa in francese, tanto per farti capire come per me ha senso  mantenere il "garder". Poi io non traduco nè tengo le parti ad Angioni. Ho voluto farti riflettere su una piccola cosa. Terribilmente permaloso il nostro Raffaele
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Febbraio 24, 2015, 06:04:28 pm
Se fosse un cavallo, Raffaele sarebbe già stato macellato perchè indomabile.  :horse-wink:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Febbraio 24, 2015, 06:30:35 pm
Più che permaloso è in gabbia, piove da un mese, non ha niente di meglio da fare.

Il tempo al presente, noi che vogliamo sempre mantenere la ragione per le ragioni appena dette, è ancora di più disastroso, la frase detta così è ancor di più senza capo nè coda, si regge sul nulla.

Stranamente, per arrivare al segui la ragione ho riflettuto/ho dovuto riflettere sul garder ma non solo e ho deciso che il risultato letterale non mi sollazzava... e tanto basta.

Non nego che si possono trovare solutioni traduttive ancor più taglienti ed efficaci, sempre restando fideli alla substantia ma con ampia libertà di formula: Prima di tutto la ragione - La sola via da seguire: la ragione! Ho sempre percorso il sentiero della ragione!

Ma per il tuo sollazzo ti offro anche una traductione alla lettera, ma non ad minchiam - eccola:

Noi, Filippo IV re di Francia, seguiamo sempre la ragione.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: old duck - Febbraio 25, 2015, 09:22:27 am
 :icon_pidu: :occasion14: :love4:
mi arrendo!!!!

Alex, mi ha fatto davvero ridere stamattina! pensavo agli sfilaccetti di Raffaele  :pollicesu:

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: bionda - Febbraio 25, 2015, 11:31:13 am

Se la mia logica non corrisponde a quella di O.D. e a quella di Angioni... beh, me ne farò una ragione.  :icon_eek:


Il problema è che la tua logica spesso non corrisponde neanche a quella dell'autore. Tu non traduci, tu riferisci pressapoco quello che ti sembra di aver capito.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Febbraio 25, 2015, 05:19:51 pm
Non sono un traduttore ma: http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2010/08/un-lettore-irritato.html

Per riferire "il pressappoco quello che ho capito", a monte, ci sta un accurato lavoro di traduzione alla lettera con conseguente analisi del significato sostanziale e della conseguente offerta formale italiana.

Giovanna, Massimo, Beatrice, Marco e Alex possono testimoniarlo, io sono stato molto contento di aver fatto quel lavoro e ho imparato tantissimo:
Giovanna: implacabile puntigliosa analista del testo in originale.
Beatrice: intuitiva, fantasiosa con grande gusto letterario, mirabili le sue soluzioni di forma.
Massimo: responsabile grafico e competente analista di tecnica equestre.
Marco: specialista nell'ippica.
Alex: web master, ma non solo.

Perché tutto questo ?
... l'enseignement écrit qu'il lui faut avoir recours, et la litterature equestre est souvent difficile à utiliser.
E se lo dice Decarpentry, uno dei massimi eruditi equestri di tutti i tempi, figurarsi noi povere lalliste.

Comunque, invece di filosofare sulla mia maniera di fradurre, perché non mi dite (mi dici cara Bionda) dove è che sembra che io abbia capito sbagliato?????????
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Febbraio 25, 2015, 05:39:11 pm
...e ti dirò che quasi quasi mi mancano quelle furibonde e divertentissime litigate sul significato di una parola o sulla costruzione di una frase :horse-wink:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: old duck - Febbraio 25, 2015, 06:00:29 pm
e Raffaele, non ti imbizzarrire, che diamine! Hai preso per il culo (si può dire qui??) allegramente per x pagine il colonnello Angioni e per una volta che qualcuno ti dice una piccola cosa (tra l'altro con molto garbo, magari avendo anche qualche legittimo dubbio) su un verbo ne fai su un melodramma. Caspita, so leggere! anche se non mettevi quelle lettere cubitali. Sai, così ci fai la figura del saccente malgrado le tue esternazioni di modestia.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Febbraio 25, 2015, 07:37:07 pm
Modesto io? Ma quando mai!!

Il fatto che mi autodefinisca: cavallaro/modesto/igniorante è la maxima expressione di arroganza e di presunzione.
Poiché non posso ribattere - a chi mi ha definito ignorante :  "sei un imbecille perché tutto mi puoi dire tranne che non capisca di lalli e di equitazione!"

Detto questo, naturalemente si possono sostenere tesi diametralmente opposte alle mie, ma è normale, è quelo che accade in ogni categoria humana: le divergentie tra avvocati, tra architetti e tra  professori - per non parlare di teologi e politici - non sono meno radicalmente contrastanti di quelle che esistono tra noi ragasse lalliste.

In definitiva la situazioe è questa, Pippo ha detto, ha sentenziato:
Nous qui voulons toujours raison garder.

Tu O.D. hai tradotto alla lettera e sei soddisfatta di questorisultato:
... noi che vogliamo sempre mantenere la ragione

Io non lo sono affatto e - altrettantemente - alla lettera ho tradottto:
Noi, Filippo IV re di Francia, seguiamo sempre la ragione.

Tradurre, significa ragionare, seguire la ragione, appunto.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: bionda - Febbraio 25, 2015, 10:45:04 pm
Comunque, invece di filosofare sulla mia maniera di fradurre, perché non mi dite (mi dici cara Bionda) dove è che sembra che io abbia capito sbagliato?????????

Scusa, io sono irritata per i tuoi interventi su come ho reso la frase di Goethe. Non mi metto a discuterne con uno che conosce appena la lingua, per sua stessa ammissione. Sarebbe ridicolo.

La tua "traduzione" di L'Hotte l'ho letta com'è e bon, non ho letto l'originale non sento il bisogno di leggerlo.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Febbraio 26, 2015, 01:59:32 am
Non mi metto a discuterne con uno che conosce appena la lingua, per sua stessa ammissione. Sarebbe ridicolo.

Perché ridiculo?
Potresti spiegarmi perché hai tradotto un dativo col genitivo, potresti farmi capire perché hai ignorato la particella ab prefissata al verbo imparare; e poi, perché hai sconvolto la punteggiatura di Goethe, sai far di meglio? Inoltre, ho la lieve impressione che hai confuso i valori i collegamenti delle 3 proposizioni.
Anco un ignioranto e modesto cavallaro, se gli spieghi le cose per bene le capisce, provaci...

Fino a pruova del contrario, ho la vaga impressione che hai massacrato Goethe:

Ho usato volutamente un termine "stonato" per attirare l'attenzione sul significato della frase.

Che tu l'abbia massacrato consapevolmente è un'aggravante, a noi lectori non importa che tu abbia capito quello che hai letto, importa che ce lo spieghi in maniera chiara e possibilmente onesta.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Febbraio 26, 2015, 10:20:35 am
Devo dire che sono rimasto colpito da quella frase del re Filippo.... nel 1200! Qualsiasi sia la sottigliezza del significato, afferma un primato della ragione, e questo, in quell'epoca, era pazzesco. Non c'è niente da fare: la razionalità e il metodo dei francesi ha radici profondissime, sistemiche, noi non ce la possiamo fare... se non aspettando ancora parecchi secoli.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Febbraio 26, 2015, 03:23:38 pm
Già, è il Paese di Voltaire e della Grande Rivoluzione ma anco di monsieur Chauvin:
http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2011/04/da-wiki-timpano-una-chiesa-con.html

Noi siamo il paese del Macchiavelli, del Gattopardo, di Alberto Sordi, del Vaticano... il popolo si identifica in questi, gli sono estranei e considera gente eccentrica chi segue un ideale, chi si ribella: Masaniello, Giordano Bruno, Carlo Pisacane, Luisa Sanfelice, Gramsci e Matteotti...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Febbraio 27, 2015, 03:13:47 pm
... siamo il paese del Macchiavelli, del Gattopardo, di Alberto Sordi, del Vaticano... ma siamo anche: das Land, wo die Zitronen blühn, im dunkeln Laub die Gold-Orangen glühn...

Già, Goethe, il vostro modesto ignorantissimo cavallaro ha una piccola conoscenza dell'autore dei Leiden des Jungen Werther.

E' cominciata a squola, con la traduzione di Mignon, appunto, ed è continuata - molti anni dopo - in un circolo letterario.

Cosa c'entra tutto questo con le attitudini di Angioni? C'entra c'entra perché parlerò di traduzioni.

Le traduzioni possono essere:
Titolo: Mignon
Inserito da: raffaele de martinis - Febbraio 28, 2015, 02:46:49 pm
http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2015/02/tradurre-e-dire-quasi-stessa-cosa-lo-ha.html
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 02, 2015, 04:34:39 pm
Ho appena finito di dare una scorsa a : Passione di Donne di tale Roberta Ravello... attenzione, il vostro affezionatissimo cavallaro non è impazzito, non ha comprato il libro, gli è stato mandato da una amica che aveva letto quanto segue:

Chiedo scusa se continuo i quasi O.T. ma aprire un'altro topico non mi sembra necessario eppoi questo intervento non avrebbe senso se non si tengono presenti le precedenti risposte.

Questo testo è stato tratto liberamente da: - “the Naked Ape”  di Desmond Morris che credo non abbia bisogno di ulteriori presentazioni.

In Inghilterra, fu fatto un interessante studio prendendo un plafond di circa 80.000 bambini dall'età dai 4 ai 14 anni, sul tema della relazione tra l'uomo e gli altri animali.
Una delle tante domande era la seguente: - "Qual'è il tuo animale preferito" .
Ebbene, ecco il risultato fin troppo scontato a quella domanda : - ai primi dieci posti si piazzarono 8 mammiferi e due uccelli che però per la loro stazione eretta, in qualche modo erano riconducibili all'uomo e ad esser facilmente antropizzati: - il pinguino ed il pappagallo.
I sette mammiferi avevano caratteristiche antropomorfiche (le scimmie), infantili (il muso del leone o dell'orso) o di goffa enormità (elefanti ed ippopotami) peculiarità che spiegano facilmente in chiave psicologica queste preferenze infantili che non vado a sviluppare ulteriormente perché fuori dal nostro tema.
Uno solo era l'animale eccentrico, cioè non riconducibile ai parametri degli altri prescelti: - il cavallo, piazzatosi brillantemente al terzo posto.
C'è da dire che la proporzione di gradimento media per il cavallo, a seconda del sesso degli intervistati, è stata di tre bambine ad un maschietto e la percentuale aumentava a favore delle femmine man mano che le risposte erano date da bambine che si avvicinavano alla pubertà.
Evidentemente il fattore sessuale aveva-doveva avere una predominanza sostanziale nello stabilire questa preferenza.
Infatti, tra tutti gli animali classificati nei primi dieci posti, solo il cavallo si può montare e l'azione del cavalcare è facilmente riconducibile all'azione della copula cosa che in linea teorica dovrebbe far pendere la bilancia della preferenza verso una maggiore percentuale di maschi; ma così non è stato e così non è per un motivo assai semplice: - il cavallo è un animale muscoloso forte fiero altero maschile "virile" (infatti chiamiamo "cavallo" anche se il soggetto in questione è una giumenta), dunque i bambini, i maschietti lo inquadrano come un simile simbiotico mentre le femminucce vedono in quella figura un muscoloso potente forte partner maschile, aggiungete che per montare a cavallo ci si posiziona a gambe divaricate ed il movimento principale per il ben cavalcare consiste in spinte pelviche più o meno accentuate, ecco allora spiegato il rapporto di preferenza (inconscio) delle femminucce verso il cavallo.
Tenete presente, che l'indagine fu condotta su bambini dei quali solo una piccola parte ebbe in seguito la possibilità di dedicarsi all'equitazione o alla pratica del cavallo, dunque l'indagine ha una assoluta valenza neutra.

Inoltre - diciamolo - le donne riescono molto meglio degli uomini negli sport equestri, e ci battono "con una mano legata dietro la schiena" nella cura e nell'accudire i cavalli, ma questo non ha attinenza con quanto detto finora.

Ora, se tutto questo che ho esposto è vero, e credo sia vero, ci possiamo spiegare - in chiave psicologica - il trasporto e l’umanizzazione puccipuccilallosetta che hanno molte donne verso il loro lallo che per me non sono comprensibili.

Però, ammetto senz'altro che il mondo del lallo - oggi - è femmina, guardate questa foto, ricalca la situazione descritta finora: 10 bambini piccoli, 7 femminucce e tre masckietti per non parlare dell’istruttrice: una gentile signora !

(http://img831.imageshack.us/img831/7296/p1010546lq.jpg) (http://imageshack.us/photo/my-images/831/p1010546lq.jpg/)

Uploaded with ImageShack.us (http://imageshack.us)

Bene, l'autrice  del saggio, fa riferimento proprio allo studio sopra citato e giunge a giolive conclusioni...
prima di continuare, qualcuna di voi ha letto l'allegro trattatello?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: carodubbio - Marzo 02, 2015, 08:44:29 pm
Ma superati i 300 caratteri salto le parole per poi passare alle figure.E nella foto il mio occhio va a vedere una sola cosa , il particolare che nel cantiere non ci sono le protezioni ne sulla rampa di scale ne sul pianerottolo :evil3:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 03, 2015, 01:34:51 am
Deformazione professionale, eh!!

Son sicuro che hai già ordinato Passione di Donne, un libro che non può mancare nella libreria di una ragassa come te, leggilo con atenzione e fammi sapere...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: carodubbio - Marzo 03, 2015, 12:53:44 pm
Deformazione professionale, eh!!

Son sicuro che hai già ordinato Passione di Donne, un libro che non può mancare nella libreria di una ragassa come te, leggilo con atenzione e fammi sapere...

Mi dispiace ma anche se la mia MAMMA mi ha aperto la testa con il tacco di una scarpa e il manico della scopa, non riesco a appassionarmi alla lettura.

Mi limito solo dove costretto , so bene che potrei  allargare molto i mie orizzonti , ma mi sono troppo agiato alle comodità del correttore automatico e dell'uso di Google.

Sapendo bene il rischi visto che da giovane sono già stato avvisato del docente in matematica che usare la calcolatrice per non imparare le tabelline era una strada che portava poco lontano , infatti spesso mi flagello da solo per errori che subisco a causa di scarse nozioni oggi basilari per andare avanti nella vita.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 03, 2015, 02:01:59 pm
Sin dall'inizio della civiltà la donna orgogliosa della propria identità, e poco disposta a sottomettersi al sessismo della cultura patriarcale ha amato il cavallo.

Così comincia il bellissimo libro su noi ragasse e il lallo, scritto dalla allegra psicologa.
Sono certo che noi ragasse ci riconosciamo in questa descritione, infatti, fin dall'inizio della civiltà - come ci dice la storia - ci siamo ribellate al sessismo maschile e abbiamo conquistato i nostri diritti ma sopratutto abbiamo amato il lallo...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Marzo 03, 2015, 09:19:48 pm
Se questo è l'incipit figuriamoci il seguito.
Mi pare che l'allegra psicologa abbia le idee un cincinin confuse.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: bionda - Marzo 03, 2015, 09:43:32 pm
https://www.youtube.com/watch?v=H5w53vZ07NM

 :hkitt:

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 04, 2015, 01:54:25 am
Ora, guardate questa copertina, è stupenda! Quanta grazia, quale romantica atmosfera, quanto gentil  sentimiento esprime... quante di noi si riconoscono nella graziosa fanciulla dipinta?
Chi è l'illustratore/illustratrice che si impegnata per produrre un si alto risultato?

(http://s11.imagestime.com/out.php/i1014589_ravello.jpg) (http://www.imagestime.com/show.php/1014589_ravello.jpg.html)

Ma sopratutto, c'è qualcuna che ha comprato/ha letto il giolivo libretto?

C'è nessuno?

Non rispondete vero?
Losoloso sono letture difficili, io c'ho dato solo una oculata veloce, la Nostra è passata dalla astrologia cinese a Freud ai Celti; dai miti greci alle tradizioni indù agli sciamani amerindi, ma non solo... praticamente non ci ha risparmiato nulla.

Questa mi era sfuggita, eppure, da ragazzino ho studiato coi gesuiti:

... il lallo diventa bianco e raggiunge il suo acme nell'unicorno, il mitico cavallo bianco alato, simbolo di tutto ciò che è buono e puro ma domabile, solo dagli dei nelle religioni antiche e dalla Madonna nelle tradizioni cristiane del Medio Evo.

Ragasse, chiamatemi pure iconoclasta, ma a questa lettura, ho visto Maria in groppa ad uno scatenato mustang con tanto di ciaps speroni e stivaletti, conservava - comunque - la luminesciente coroncina di stelle in testa, ma la cosa veramente miracolosa è che la Beata Vergine - evviva - rideva, era allegra e contenta... mi è piaciuta, molto piaciuta, quando è scesa dal cavallino ormai domato era sudata ma felice, mi sono complimentato rispettosamente e gentilmente l'ho portata al bar della clebaus - facendo la faccia di Brosio nelle sue migliori occasioni - le ho offerto un succo frutta... la Beatissima - con voce soave - mi ha detto: grazie Raf, però, preferisco un mojito...   :icon_eek:

Quando mi son ripreso dalla eterea visione, ho fatto una piccola ricerca e, udite udite, ho scoperto che la Madonna pur non domando cavalli si lancia - brando in mano - nel mezzo della battaglia per sconfiggere gli infedeli:

 http://www.ragusanews.com/articolo/8580/il-mito-della-madonna-a-cavallo-maria-santissima-delle-milizie

(http://s11.imagestime.com/out.php/i1014594_midonna.jpg) (http://www.imagestime.com/show.php/1014594_midonna.jpg.html)

Ma c'è Madonna e Madonna, ce n'è un'altra che coi cavalli è sfortunata:

http://tg24.sky.it/tg24/spettacolo/2009/04/20/Spunta_paparazzo_Madonna_cade_da_cavallo.html
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Marzo 04, 2015, 01:31:04 pm
Se i Greci - che tutto sapevano dell'animo umano - hanno reso immortale il mito delle Amazzoni e dei Centauri, un motivo ci sarà.

Detto questo, sono per la parità di genere e rilevo soltanto - statisticamente - che fra gli istruttori di equitazione più noti distinguo fra quelli che sorridono e quelli che fanno la faccia truce; i primi appartengono più spesso al genere femminile.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 04, 2015, 02:35:06 pm
... è una vita che dico che noi ragasse siamo meglio in tutto, in particolare coi lalli.

Ma la storia è quela, il passato non si può cambiare, spero che lo si possa  cambiare il futuro di miglioni/di migliardi di donne che ancora son trattate come animali... come cose, come donne, appunto.

http://www.ilgiornale.it/news/esteri/india-stupro-gruppo-punizione-su-ragazza-ventanni-985123.html

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Marzo 04, 2015, 02:38:51 pm
Mah anche per me l'abbinamento tra la Madonna e l'unicorno risulta inedito (e io batto Raffaele perchè tra scuole delle suore Serve di Maria e Padri Barnabiti ci ho passato tutta l'infanzia e l'adolescenza) però magari l'autrice del libro avrà sicuramente svolto approfondite ricerche...

Piccolo OT: lo sapete che a Firenze, per indicare qualcuno un po' tonto, poco acculturato ecc. si usa dire che "ha studiato dalle monache" :icon_eek:

Raffaele comunque, più che iconoclasta, secondo qualcuno sei un ORCHICLASTA capisciammè :horse-wink: :firuu:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 04, 2015, 02:44:57 pm
... se ho capito la tua battuta, il termine giusto dovrebbe essere ovaioclasta, forse ti è sfuggito che in questo inclito foro siamo tutte ragasse, anco io ho dovuto adeguami pur avendo dei...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Marzo 04, 2015, 02:49:32 pm
Allora mi adeguo e ti dico che sei un ovaioclasta che causa attacchi di ORCHICICLADIA a diversi membri (ops mi si perdoni il gioco di parole) di questo inclito foro. :laughter-485:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Miky Estancia - Marzo 04, 2015, 02:51:00 pm

Ma sopratutto, c'è qualcuna che ha comprato/ha letto il giolivo libretto?



Io ne ho ben due copie del "giolivo libretto": mi sono state regalate dalla stessa Roberta Ravello, poiché  sono tra le donne di cui parla nel suo libro...non te ne eri accorto?  :laughter-485:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 04, 2015, 03:27:15 pm
Farò subito ammenda, vado a cercarti... è un libro fantastico, pieno di fantasie, di miti, di legende legate alla donna e al lallo.
Lovviamente sapevo di Ledi Godaiva, ma - da questo libretto - ho appreso un particolare sconcertante:
 La Godaiva cavalcò nuda per le vie di.... ecc. ecc. .... un giovine suddito, Tom, la guardò mentre procedeva nuda per il suo percorso, rimase talmente impressionato che diventò cieco!  :icon_eek:

Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 05, 2015, 12:49:02 am
Ho visto il simpatico elenco delle amazzoni, e ho individuato la nostra simpatica utante, ma andiamo con ordine.
Seguitemi e ne vedrete delle belle...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Bubba - Marzo 05, 2015, 08:27:55 am
Io della Ravella ho comperasto Cavalli Inutili. Non eccezionale ma con qualche storia interessante.  Dopo aver letto " alla ricerca di se' in compagnia del cavallo" ho desistito dal prendere l' altro.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Marzo 05, 2015, 02:22:31 pm
50059 letture.

Ovvio che Raffaele sta cercando di battere il record mondiale di 3d più letto  :chewyhorse:

Spero che sia riconoscente a tutti coloro che gli stanno dando una mano - io deliberatamente e consapevolmente, ma forse qualcuno scajolescamente.  :horse-wink:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 05, 2015, 03:17:55 pm
... ma lo dissi a Chiara e a Lettera!

E' strano, questo topico - chiuso da tempo - continua ad esser visitato con vivo e vibrante interesse da parte degli utanti, ha superato le 16.200 visite, si trova al 7 posto nella top ten dei topici più visitati, ed è il solo - in quella classifica - che non tratta di diari, di libri, di scelte vegane, di nuovi tatuaggi :icon_eek:.

Dunque, in 8 mesi, abbiamo ricevuto circa 34.000 visite  :occasion14:.

Ora a parte il contributo specifico - a sua Scajola - del colonnello Angioni, si tratta - in buona sostanza - di analisi/di discussioni sulla letteratura/sulla culutura equestre.
Cosa dire?
Che moltissimi utanti  sentono il bisogno di acculuturarsi, mentre pochi si sentono in grado di partecipare alla discuscion.

Un forte grassie a tutte voi, io non mi aspettavo ringraziamenti, anzi, sapevo alla priora che avrei ricevuto aspre critiche che puntualmente sono arrivate/arrivano.

Ma hora la domanda sorge spontanea: perché cotante ragasse frequentano questo topico?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Marzo 05, 2015, 03:31:58 pm
Il fatto è che la differenza fra irritante e stimolante è omeopatica. Anzi, sono concetti che spesso si fondono insieme o si tramutano uno nell'altro.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 05, 2015, 04:02:15 pm
... ma il topico più frequentato in assoluto è quello sulle maniache del'acquisto compulsivo in selleria, la spinta dovrebbe essere esattamente opposta a quelle che indichi: urticazione/stimolazione,  io c'ho un'idea ma forse sarebbe meglio che fossero le "malate" ad autodefinirsi.

Come che sia, credo che ci siano altre e - forse - più pregnanti risposte alla mia domanda...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 06, 2015, 03:32:49 pm
Sono molto deluso, in un foro frequentato da ragasseappassionate di lalli, nessuna di noi ha comprato il fondamentale libreto: il lallo: Passione di Donne.

Eppure è stato scritto da una ragassa, per noi ragasse !

Peccato!
Sto riesaminando i "ritratti di amazzoni" e lovviamente mi son soffermato sul ritratto della nostra affezionatissima utante... che dire?

Niente!
Andrei/andremmo a discutere sul personale e questo non è belo, nei fori non si fa, non si dovrebbe mai fare.
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Marzo 06, 2015, 04:02:18 pm
Scusate ma non sarebbe opportuno cambiare il titolo di questo topic visto che ormai le "attitudini" del Colonnello sono state ampiamente discusse ed archiviate?
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 06, 2015, 04:14:43 pm
A disposizione!

Dimmi/ditemi un nome...
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Marzo 06, 2015, 04:30:47 pm
Ma ovviamente "Le attitudini di Raffaele"  :laughter-485:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: Ospitalazzo - Marzo 06, 2015, 10:17:22 pm
Ma ovviamente "Le attitudini di Raffaele"  :laughter-485:
Grande Milla. Sferzante ma con classe.  :congrats:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: milla - Marzo 06, 2015, 11:02:07 pm
Grazie ma in realtà non intendevo essere sferzante, era solo un'innocente battuta sulle  capacità "traduttorie" di Raffaele che ultimamente sono un po' discusse :horse-wink:
Titolo: Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
Inserito da: alex - Marzo 06, 2015, 11:27:52 pm
La mia proposta per eventuale modifica del titolo, per la giusta continuità e per aumentare la chiarezza:

Le "attitudini" del colonnello Angioni ovvero quanto è difficile tradurre

Ovviamente il tema si allarga e si precisa, la polemica si smorza e diventa meno personale, ma diventa un pippolo (ossia un pippone di titolo)
Titolo: La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 07, 2015, 01:52:33 am
... già, un titoppone.  :icon_eek:

Lina Wertmuller non avrebbe potuto far di melio.

Di recente ho citato un titolo di Erri De Luca.

Ecco, il concetto mi si attanaglia perfettamente, il nuovo titolo sarà: La "Parola Contraria": la mia.

Approfitto dell'occasion per offriVi questo video:

http://www.huffingtonpost.it/2015/01/07/parola-contraria-erri-luca_n_6428620.html

Un giorno parlerò (nel mio blog) di De Luca, prenderò lo spunto da Tre cavalli, appunto.
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mi
Inserito da: alex - Marzo 07, 2015, 07:44:33 am
Buona idea! E quando sarà così? Perchè adesso è leggermente diverso  :horse-wink:
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 07, 2015, 10:32:11 am
Torno alla "Passione di Donne".

Tra le humanae categorie che "odio" ci sono: i nazisti del'Illinois e gli psicologi.
Non so se l'autrice di questo librello faccia parte della seconda categoria, certamente, scrive come se lo fosse, vezzo che è comune ad un mucchio di ragasse che scrivono di lalli, vedi  http://www.alexbrollo.com/people-for-peace/ costoro infilano il lallo dappertutto, l'animala diventa: guerra e pace, acqua e fuoco, terra e cielo, e, naturalemente: forza e dolcessa, ragione e istinto etc. etc.

Troppo, decisamente troppo per un erbivoro che - nei disegni del Padreterno - doveva trasformare l'erba/i vegetali in concime per la terra e carne per i predatori.

Ma proviamo a seguire il filo de
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: alex - Marzo 07, 2015, 02:37:15 pm
Su Marjorie apro un topico a parte.... qui desidero solo ricordare che quel sito di Marjorie aveva come oggetto la pace fra gli uomini e la promozione del dialogo fra persone di cultura diversa (si può benissimo ironizzare su qualcuno che vuole promuovere la pace, e addirittura vuole farlo negli USA del dopo 11 settembre, ma questo è un altro discorso) in quell'articolo specifico a cui tu pensi, Marjorie indica alcune cose della horsemanship ben fatta che possono ispirare coloro che amano la pace; ovvio che la sua idea di horsemanship ben fatta magari non è condivisa.... ma questo è un altro discorso.

In quegli anni, quello che scriveva Marjorie era anch'esso "Parola Contraria", altrochè se lo era.
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 07, 2015, 03:02:32 pm
Beh, questo lo avevo capito, ma cosa c'entra il lallo?

guèrra s. f. [dal germ. werra]. – 1. Conflitto aperto e dichiarato fra due o più stati, o in genere fra gruppi organizzati, etnici, sociali, religiosi, ecc.,

Se le parole hanno un senzo, nessuno mai si è messo a guerreggiare col lallo, perché per far la guerra bisogna essere almeno in due,  nel nostro caso queste sono le possibilità:
!)il lallo viene domato/addestrato colla forza.
2)il lallo viene domato/addestrato colla dolciezza.

Lovviamente, può accedere (accade assai spesso) che i due metoda si intersechino, si miscelini, si alternino.

Ora, siete ragasse abbastanza evolute da capire da sole che in ambo e due i casi non c'è conflitto tra due o più soggetti ma la messa in opera di un preciso piano attraverso tenniche differenti: la doma/l'addestramento del lallo: da una parte c'è il domatore/addestratore dall'altra il lallo, questo l'homo lo sa/dovrebbe saperlo, il lallo no.
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: carodubbio - Marzo 07, 2015, 07:49:01 pm
Oltre a essere un asociale, ci aggiungo che fare il Bastian contrario mi piace.

Ma di fronte al saper di Raffaele mai mi sognerei di criticarlo così inutilmente visto che chi non piace quello che scrive non deve per forza avere un dialogo solo perché non piace la sua , non trovo la parola.

Il fatto che resta è che per dimostrare che sbaglia si deve essere in grado di correggere con la matita rossa le sue parole, ma mi sa che in maniera corretta la vedo dura.

Oltre al fatto che non penso che faccia piacere rendere conto di una cosa per la quale nessun compenso venga retribuito, fatto solo per piacere personale come nel mio piccolo cerco di fare nei punti di vista della mia esperienza cerco di dare, non essendo nel passato stato aiutato da nessuno, penso che TUTTI  i contributi giusti o sbagliati possono essere utili a chi ha piacere di aumentare le sue conoscenze.
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 07, 2015, 08:54:13 pm
No, no, tutto è criticabile, tutti sbagliamo/possiamo sbagliare... ci mancherebbe.

Per lo vero, so perfettamente che non è ciò che dico che non garba, ma per come lo dico...  ripeto, la maggior parte dei concetti che espongo non miei, eppoi faccio un grande sbaglio: non accarezzo pel verso del pelo, anzi...
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: milla - Marzo 07, 2015, 09:51:39 pm
Scusa ma chi sono i nazisti dell'Illinois?
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 08, 2015, 03:17:20 am
... ma come? Non conosci i nazisti dell'Illinois?   :icon_eek:  :icon_eek:

In Itaglia - tra le persone tra i 40 e i 70 anni -  ce ne sono solo 129 che non conoscono i nazisti dell'Illinois, evidentemente, sei troppo giovine... beccati sto video:

: https://www.youtube.com/watch?v=kuTHbawv1SM
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: milla - Marzo 08, 2015, 02:26:08 pm
Forse sono troppo vecchia  :horse-embarrassed: i Blues Brothers sono adorati dai miei figli ma a me non dicono nulla, che vuoi nessuno è perfetto  :horse-wink:
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 08, 2015, 04:37:11 pm
Come sapete, sono una ragassa, ma mi verrebbe assai difficile dimostrare che sono una donna, dunque - oggi - nessuno mi ha festeggiato, nessuno mi ha portato una mimosa, nessuno mi ha offerto un bacio perugina... nemmeno i nipotini ho potuto vedere: sono colla febbre influenzati e io, tantomeno mia moglie, possiamo correre il rischio di farci contagiare.

Comunque, essendo presuntuoso dico che cognosco un poco i lalli e un pochino anche le donne, dunque, la lettura di - Passione di donne - scritta da una donna sulle donne e sui cavalli è stata illuminante e risponde ad una domanda che mi posi già da tempo: perché minchia - oggi - son quasi tutte donne quelle che frequentano i lalli? E perché è cambiata (secondo me solo nella forma) l'equitatione?
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: milla - Marzo 08, 2015, 05:48:49 pm
Mah forse nei forum la maggioranza è costituita da donne (ovvio, noi amiamo chiacchierare e scrivere più dei maschietti), anche a livello amatoriale (ai maschietti piacciono sport più "rudi" tipo calcio ecc. che oltretutto implicano un minore impegno intellettuale) prevalgono le ragaSSe, ma se guardiamo altri settori equestri tipo steeple, corse al galoppo, trotto, e anche nel SO ad alti livelli di donne se ne vedono pochine.
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: carodubbio - Marzo 08, 2015, 07:29:54 pm
Oggi dopo 22 mesi :-[     sono tornato in sella, negli ultimi 15 anni ho sempre sellato solo cavalli, invece oggi una PSI di 5 anni molto puledra di testa, 2 giorni fa sellata da un domenicale caduto in terra perché la cavalla si è messa paura a causa di un mini pony, monto IO dopo 22 mesi che non sello e la metto bella è inquadrata con 2 minuti, se con il  proprietario trovo un accordo , si ritorna in pista  :cool3:.

Sono OT, ma le coincidenze con l'8  di marzo ci sono
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 09, 2015, 01:33:38 am
Infatti, più che all'equitatione competitiva, noi ragasse ci dedichiamo - secondo l'autrice - al "rapporto" col lallo, allo svago, all'uso terapeutico, la Nostra ha pubblicato tabelle FISE illuminanti.

Ho il collegamento che fa le bizze, non posso maneggiare immagini/collegamenti/siti etc. ne riparliamo quando lo rimetteranno a posto...

Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: alex - Marzo 09, 2015, 09:50:54 am
Infatti, più che all'equitatione competitiva, noi ragasse ci dedichiamo - secondo l'autrice - al "rapporto" col lallo, allo svago, all'uso terapeutico, la Nostra ha pubblicato tabelle FISE illuminanti.

Già: si chiama equitazione ludica. Prendiamone atto e cerchiamo di fare in modo che questa equitazione sia svolta nel miglior modo possibile, con il minor rischio possibile per la ragassa e per lo lallo, invece di insistere che non è equitazione; e faremo una buona cosa per molte ragasse e per molti lalli. Imporre a questa ampia platea principi che valgono prevalentemente per l'equitazione agonistica o per la bella equitazione aumenta i rischi, moltiplica le frustrazioni e riduce il vivo piacere che - legittimamente - è il miglior risultato di un'equitazione appena appena decente, fatta con un cavallo sereno.

Grande Parelli, che l'ha capito.
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 09, 2015, 11:34:36 am
Già, questo è l'ottavo giuoco di Parrelli, ma c'è anche il nono, il decimo....

https://www.youtube.com/watch?v=Dew8vg3RyaY
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: alex - Marzo 09, 2015, 12:05:24 pm
Lo ammetto, sono robustamente miope, aimè.... ma in quei video non ho visto Parelli.

Al contrario, ricordo bene Lessio com'è intervenuto con decisione (sgridando soprattutto l'allievo, ma convincendo anche il cavallo a non farlo mai più) quando insegnando a un allievo si è verificato un minimo segno di "mancanza di rispetto" (il cavallo si è alzato nel corso della richiesta di arretrare); e ricordo anche quanto Lessio era duro con un giovane intero sanfratellano, poco rispettoso del suo spazio. Per la cronaca: poi Lessio mi raccontava che improvvisamente hanno "fatto pace" portandolo alla longhina in passeggiata. Ma non ho approfondito.

I suoi due sanfratellani, di tre anni, interi, erano ignorantissimi in tutto (non davano ancora bene nemmeno i piedi....) ma erano rispettosi, fiduciosi e amichevoli. Fargli il primo pareggio in assoluto è stata una fatica che ricorderò, ma senza assolutamente il minimo rischio, nemmeno per un impedito come me.
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 09, 2015, 01:47:15 pm
Quando una qualsiasi ragassa si mette a giuocare col lallo, io vedo il baffone.

Il metodo di Lessio, detto in altre parole si chiama rigore cosa che tutte noi che - come lui - siamo ragasse di lalli sappiamo benissimo essere indispensabile sia nell'educazione dei pargoli come in quela de polledri.

Il testo di JDO, che ho citato in quest'inclito foro, parla anco di questo: il rigore, lo spiega in maniera mirabile e lo codifica tra i fondamenti dell'equitazione.
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 09, 2015, 09:16:12 pm
Tutti avete letto il titulo di questo topico, dunque, chi lo legge o chi vole intervenire sa perfettamente che generalmente, la mia parola è contraria al equine politically correct vigente/corrente che - come sappiamo - parte dagli USA ed è diffuso in tutto lo occaso  mundo nell'ambito dell'equitazione amatoriale praticata in magna parte dalle donne.

_________________________________________________________________________________

Io credo che se Padre Pio fosse nato in Svezia, lo avrebbero assistito e curato, certamente non sarebbe diventato santo.

Ora, se facessi quest'affermazione su un pullman diretto a S. Giovanni Rotondo, sarei un imbecille, il minimo che mi potrebbe capitare è una passata di lignate a levapilu, però, se faccio/ho fatto questa stesa affermazione in un contesto differente: - c'era un prete da strada, un teologo e altre 4/5 persone normali ma di buon livello culturale più o meno laiche - la discussione fu davvero interessante.

Difficile sarebbe stato pretendere la conversione dei due sacerdoti sulla mia tesi, ma capirono perfettamente che - dato il pubblico pagante - non potevano essere nè categorici nè dogmatici, dunque, il discorso si allargò  all'antropologia, alla psicologia, alle manifestazioni isteriche,  alle tradizioni popolari del sud e altre amenità del genere, ma non si poteva escludere la mia tesi alla priora..

In buona sostanza, quello che voglio dire è che - fuori dalla credulità popolare e dal fanatismo religioso -  si può - malgrado l'antiguo adagio - scherzare coi santi.

Cosa voglio dire?

Le ragasse più viste di voi lo hanno già capito, è facile, le altre lo sapranno la prossima volta, devo sospendere per: pippon limit.  :icon_eek:

Ricomincio da quì: tu vivi di eccezioni che giustifichi pur di non cambiare idea :firuu:
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: alex - Marzo 09, 2015, 09:42:48 pm
Quando una qualsiasi ragassa si mette a giuocare col lallo, io vedo il baffone.

Guarda che quando hai sentito quel "ha da venì baffone", che evidentemente ti ha tanto impressionato, al punto che lo vedi dappertutto, non intendevano mica Parelli...

(http://www.minimaetmoralia.it/wp/wp-content/uploads/2014/12/Stalin-Joseph-1930-640x420.jpg)
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 10, 2015, 04:56:58 am
Ricordo perfettamente la morte di Stalin: ero un ragazzino, e, benché vivessi in un ambiente cattoclericalfascista, avevo colto che quella frase la si poteva leggere come una minaccia (lo era), ma anche come un auspicio di rivoluzione/rinnovamento dell'intera società itagliana.

Baffone non venne, vennero le bombe e le controbombe, tutto cambiò perché niente cambiasse, chi aveva il potere allora lo ha conservato saldamente e lo tiene ancor oggi... non ve ne siete accorti?
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: carodubbio - Marzo 10, 2015, 05:32:10 am
chi aveva il potere allora lo ha conservato saldamente e lo tiene ancor oggi... non ve ne siete accorti?


Il fatto che oggi ci sia la LIBERTA di fare quel che si vuole, non significa per niente di essere liberi, in effetti  a TUTTI viene data la massima libertà di movimento e di parola, ma nei fai sei solo libero di vivere ma se provi a alzare la testa il sistema ti schiaccia, e anzi ultimamente si stanno perdendo molti diritti, ma alla gente far capire che questi li stanno fregando resta inutile, perché essendo liberi credono di esserlo in tutto e per tutto
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: milla - Marzo 10, 2015, 01:48:05 pm
Bellissima citazione da Il Gattopardo. :pollicesu:
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: PokerFace - Marzo 10, 2015, 03:07:39 pm
partendo dal presupposto che a me non frega assolutamente nulla di quello che Amelia, Jasmin, Castissima, Perla, Samantha ecc fanno coi loro soldi (e dunque col loro cavallo, che si son comprate e che mantengono)....
premesso altresì che anche secondo me certe attività con il cavallo (compreso parelli e simili) non sono equitazione...
detto ciò...
credo che comunque sia una bella cosa che la gente che magari per mille motivi non è interessata o ha paura o non ha tempo o non ha occasione per fare equitazione possa comunque interagire col cavallo in altro modo.
inoltre questa idea del cavallo non come animale sportivo/da lavoro ma come PET (animale domestico) sicuramente assicura al cavallo stesso una vita piu comoda, serena, senza fatica fisica, senza stress, con condizioni molto tranquille. il fatto di non avere alcun tipo di obiettivo sportivo ma solo inerente al rapporto con l'animale è una cosa comunque buona sia per il cavallo che per il proprietario.
l'alternativa sarebbe o abbandonare il mondo del cavallo oppure vivere frustrati facendo cose che o non piacciono o non interessano o non riescono o fanno paura. e onestamente, pagare per questo mi sembrerebbe veramente idiota.
ognuno deve seguire le proprie inclinazioni e basta, chissefrega se l'inclinazione di Ludmilla è quella di mettere il mascara e il rossetto al cavallo. saranno poi fatti suoi. io non lo farò mai ma ognuno fa come gli pare.
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 10, 2015, 06:44:09 pm
Infatti, ogniduno fa quelo che vole, ci mancherebbe.

Ma indubitabilmemente, il fenomeno è evidente: il cavallo è diventato - da animala da lavoro/da guerra -  animala da compagnia, compagna di giuochi (che  essi siano o non sino parrellati differentia non fa) sopratutto grazie all'arrivo/all'invasione di noi ragasse nel suo mondo.

I libro della Ravello è un'ottimo punto di partenza per tentare di comprendere perché il cavallo è diventato lallo la passione di donne, appunto.
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: alex - Marzo 10, 2015, 07:32:47 pm
Vediamo la questione da un altro punto di vista.

La "fiammata della civiltà dei consumi" è destinata a auto-consumarsi: è matematica elementare, basta conoscere non gli integrali, e nemmeno i logaritmi, e nemmeno la moltiplicazione: basta conoscere la sottrazione.  :horse-wink:

Oggi il cavallo viene utilizzato - statisticamente - come dici.

Ebbene ci sono due possibilità:
1. verrà perduta la cultura equestre (poco male, i documenti sono parecchi, chi vorrà, in futuro, la ricostruirà simile in pochi decenni);
2. verrà perduto il patrimonio genetico del cavallo (e questo sarebbe un disastro, perchè per ricostruirlo ci vorranno millenni, come ci sono voluti millenni per costruirlo)  :horse-scared:

Esiste il rischio che il lallismo provochi il danno, pressochè irreparabile, di tipo 2? E se esiste questo rischio, che azione andrebbe intrapresa, per prevenirlo?

Se il rischio di tipo 2 non esiste, o è modesto.... chissenefrega!  :chewyhorse:

Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 10, 2015, 09:43:26 pm
Puretroppo la historia si ripete, i corsi e ricorsi storici sono un fatto.

Le due possibilità che indichi sono attività già in essere et già successe in altro tempo et in molti luogo.

L'addestramento equestre, sia pur nelle differenti squole, aveva come base comune: disciplina, tecnica, costanza, rigore e diventato lallorelazione, lallocomunicazione, reciproca guarigione, sollazzo et giuochi della minchiazza per giolive ragasse.

Le rasse da lavoro son diventate da carne, quelle da carne da sollazzo, l'arabo è diventato una bella statuina immontabile/da guardare; il frison, che è un lallo da tiro/un carrozziere, è diventato nsiderato un lallo da sella, i trottatori e i PSI o vanno in pista o al macello,

I veri lalli da lavoro son scomparsi da anni, così come i muli e gli asini, i quarterors in giro per le arene, se li vedese un vero cauboi direbbe: ma di che minchia di razza sono?

Non so se questo sia giusto o wrong, so che è inevitabile.

Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: milla - Marzo 10, 2015, 09:46:52 pm
Insomma non c'è più religione, non ci sono più le mezze stagioni, ai nostri tempi invece...
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: alex - Marzo 11, 2015, 12:29:50 am
Mi pare evidente che la tua "lattina di birra" ossia: quello che tu puoi fare per evitarlo, lo fai; senza la speranza di ripulire il mondo dalle lattine di birra, quello che puoi, e questo è il senso anche della tua attività qui; la "parola contraria".

Ma non tutti hanno le tue conoscenze e la tua esperienza, e la tua capa tosta. Che lattine di birra possiamo raccogliere noi, secondo te?
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 11, 2015, 01:38:11 am
Insomma non c'è più religione, non ci sono più le mezze stagioni, ai nostri tempi invece...

Non banalizzare, nessun rimpianto dei miei tempi, Alex ha fatto una intelligente osservazione ho cercato di rispondere, le condizioni sociali culturali cambiano e cambiano anche i rapporti humani: rapporti di genere, di razza, di religione, famigliari, educativi etc. etc. dunque son cambiati anche i rapporti con gli altri animala e con l'ambiente.

I cambiamenti di questi rapporti hanno plasmato/cambiato gli usi e i costumi della gente ma anco l'ambiente è cambiato, son cambiate fisicamente anco le nove generationi, figuriamoci gli animala... possiamo fare dei tremendi pipponi sociologici sull'argomento, la materia è vasta, non è il nostro compito.

Cambia l'uso, non serve più quell'uso, e l'oggetto/l'animale deputato a quell'uso vien buttato via o cambia si evolve nella forma "migliore".
Parlo solo della Sicilia: il cavallo siciliano curtu e nano si è estinto negli anni 60 del s.s.; l'asino pantesco pure (stanno cercando di ricostruirlo, ma quello che è perso e perso); la capra girgentana è ridotta a poche centinaia di unità; la mucca cinisara è ai limiti di sopravvivenza, per contro, abbiamo nuove razze di conigli nani, maialini vietnamiti e pseudo allevamenti di frison in provincia di Agrigento.

Per scrivere queste palabras, fino a poche settimane fa pigiavo dei tasti, adesso sfioro un pezzo di vetro, qualche anno fa le avrei battute con una macchina da scrivere, a squola usavo biro e penne stilografiche coll'inchiostro blù, alle elementari facevamo letioni di "bella calligrafia": penna, carta assorbente e calamaio, ricordo che il maestro raccomandava di acquistare il pennino cavallotti numero... non ricordo il numero, un'altra volta vi parlerò di quando usavo la penna d'oca, e prima ancora il bulino sulle tavolette di creta.  :icon_eek:
Tutto buono e benedetto, il progresso, la tennologia ci aiuta tantissimo ma ci fa perdere - inevitabilmente - la facoltà, il mestiere, l'arte di fare delle cose.

Quanti di noi son capaci di fare a mente questa semplice operazione: 34 x 23 : 7 - 44 ?

Che lattine di birra possiamo raccogliere noi, secondo te?

Quanti veri antigui uomini di cavalli son rimasti in Itaglia, e dove sono?

Non parlo di cavalieri/istruttori sportivi o classici, ma proprio di uomini di cavalli, gente che ha passato la vita a lavorare coi cavalli ad allevarli/domarli/addestrarli/curarli, gente che non scrive libri, non va nei fori, non cerca aglievi, non inventa metodi.

Ecco, bisogna cercare lì, tra tante lattine di ferro arrugginite, ce ne sono ancora tante di alluminio bellillo che ruggine non ne fanno mai.
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: alex - Marzo 11, 2015, 08:17:24 am
Aimè.... da quando è stata inventata la scrittura, la trasmissione orale della cultura non funziona più; o meglio, funziona, ma è continuamente esposta a estinguersi, o a modificarsi in modo mostruoso passando di bocca in bocca.

Se questi personaggi non scrivono, occorre scovarli e scrivere al posto loro. Prima che si estinguano e portino ciò che sanno nella tomba.
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 11, 2015, 10:09:50 am
Già, ma bisognerebbe che i testi fossero letti e - sopratutto - capiti direttamente dall'interessato; se il medium (traduttore o divulgatore nel caso di corrispondenza di lingua) sono incompetenti o dolosamente interessati a far passare un tornaconto di parte il ploblema rimane.



Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: PokerFace - Marzo 11, 2015, 03:27:29 pm
comunque non è neanche così, RaffaelLA
a Etrea questo weekend ci sono oltre 500 binomi a saltare le gare del primo grado (dalla 115 in su).
a Manerbio sempre questo weekend ci sono oltre 300 binomi a fare la stessa cosa.
e in concomitanza ci sono anche altri 4 concorsi NELLA SOLA LOMBARDIA.

e saltare certe gare non è cosa che esula dall'equitazione. nè è cosa da pavidi.

quindi no, la tendenza non è quella che tu descrivi, il cavallo non sta diventando una bambolina da pettinare per le sciure.
ci sono un sacco di persone (ma veramente tante, visti i numeri che ho elencato e che sono solo della lombardia per dire) che si fanno un mazzo quadrato, affrontano orari impossibili, combattono in campo prova e in campo gara e usano le armi del mestiere (senza tante menate, se servono, speroni e frusta ecc) e sanno affrontare i cavalli riottosi (magari che guardano, che sgroppano, che si mettono in piedi alla porta) e li fanno funzionare.

Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 11, 2015, 06:05:49 pm
Presenza femminile in Equitazione.

Italia, dati FISE 2005 donne: 60%

di questo 60% il 76% non è agonista; mentre del 40% maschile il 63% non è agonista.

Gran Bretagna dati BeTA 2005/2006 donne 75%.

USA, dati AHCF 2005/2006 donne 85%

Interessante rilevare la differenza tra due regioni italiane similmente popolate.

                                                     Praticanti equitatione:

Lombardia:   20.190                                 
Campania:     3.784

Donne agoniste.

Lombardia       3.823 
Campania           439 

Donne non agoniste

Lombardia          9.678
Campania           1.527

Uomini  agonisti

Lombardia         2.865   
Campania             697

Uomini non agonisti

Lombardia           3.824
Campania            1.121     

Fonte: Passione di Donne -  R.Ravello - Equitare 2009

Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 11, 2015, 09:12:04 pm
Cara Faccia da Giuoco di Carte Americano, non è quela la materia di questa discascion, o meglio, è una parte minoritaria, chi ha detto che le donne sono tutte lallopucciose?

So benissimo che ci sono sono intrepide ragasse in equitatione come in tanti altri campi "tosti" delle humanae attività, ad esempio nell'astronautica... un caro saluto a Samantha Cristoforetti che  ci guarda da lassù.

Non è necessario essere dei tennici statistici per capire a colpo d'oculo che l'alta percentuale di presenza femminile nell'equitatione si nota nei paesi/nelle regioni più sviluppate economicamente ma sopratutto più avanzate culuturalmente, negli USA è all'85% a quanto sarà nella pur ricchissima Bubai?

La statistica sopra riportata non ha un confronto col passato, ma queli di noi che da un cicinin frequentano i lalli, ricordano che  - in Itaglia - fino a non tantissimo tempo fa, le donne che montavano a lallo erano pochissime ed erano considerate delle eccentriche virago, oggi son la maggioranza di coloro che mettono le chiappe sulla schiena di un lallo, perché?

La Ravello lo spiega mirabilmente, vediamo:
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: alex - Marzo 11, 2015, 10:48:29 pm
La Ravello cita questa cultura equestre?

(https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/c/c7/Li_Kung-lin_001.jpg/800px-Li_Kung-lin_001.jpg)

Inchiostro e colore su seta, Cina, XII secolo, da un precedente disegno del VIII secolo.

Notate: non sono semplicemente donne, sono mamme; e notate l'impressione di tranquillità, di naturalezza, che esprimono. Non è la prima volta che riproduco questo affascinante disegno, ma qui mi pareva interessante farlo.

Termina pure, Raffaele, quello che stavi per dire.... poi se vuoi aggiungi il tuo commento su questa cultura equestre.

Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 12, 2015, 01:08:05 am
Beh, in Cina/in Asia erano/sono presenti varie popolazioni equestri, pertanto quell'antica bellissima scene era normale, è ancora attuale a quelle latitudini.
La Ravello accenna all'Estremo Oriente ma in chiave mitologica astrologica, fa riferimento all'oroscopo cinese che recita catzate grosse quasi quanto quelle che spara il mago di Acerra e l'oroscopista del Messaggero:  Brankolo.  :icon_eek:

Purtroppo, in Cina come in Itaglia c'è gente che crede a queste sciocchesse, pertanto le donne nate nel 1906 - 1966 - e nasceranno nel 2026 - anni nei quali la combinazione è: lallo ragassa fuoco - sono considerate "indomabili" pertanto evitate come la peste...
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 12, 2015, 09:13:31 am
Si sa, a me piace aprire una parente ogni tanto,  e da un pò che non mi dedico a questo sollazzo, pongo rimedio aprendo una parente su una mia parente che vive a Roma.
Attenzione:
Ogni riferimento a fatti persone accadimenti di questo inclito foro è puramente casuale, l'esempio è portato assolutamente in maniera generale.

Si chiamava Alice ed era un coniglietto nano maschio... eh si, la mia nipotina lo aveva battezzato così credendo fosse femmina e il nome gli rimase, la ragazzina avrà avuto 12/13 anni e volle fortemete il gingilletto di pelusc.

Dopo un pò - crescendo - l'interesse della ragassina per la bestia scemò ma guai a toccare Alice, dunque, mia cognata, poareta, si prese completamente in carico coniglio... passarono gli anni, la ragassa si impegnò a studiare, trovò fidanzati, cominciò a lavoricchiare... stava maturando era cambiata, il coniglietto non la interessava proprio più ma - sempre - guai a toccarlo!
Quando tornava a casa gli faceva puccipucci e poi se ne andava in discoteca o in vacanza col ragasso.

Il circolo vitioso che si era creato è questo: la ragassa era affezionata al coniglietto, la mamma era affezionata alla ragassa per accontentarla lo accudiva con tutte le cure, il padre affezionato/succubo delle due donne di casa non fece la sola cosa giusta: abbacchiare/regalare/dare via il malefico pelusc.

Alice ha battuto tutti i record di longevità cunicola: 11 anni, il veterinario era allibito, massimo 5/6 anni e questi roditori se ne vanno via... Alice diventò un incubo per mia cognata, a parte l'accudimento: pulizia della lettiera, spazzolatura,  la limatura dei denti, il pareggio degli zoccoli, i vaccini, le carotine,  il mangime, il fieno da comprare a peso d'oro in boutique, Alice - in 11 anni di lieta convivenza - ha lasciato il segno su buona parte della mobilia, ha scappellato i fili della corrente di casa, e - in vecchiaia - ha cominciato a scacazzare e a pisciare in giro, tant'è che l'hanno dovuto ingabbiare e aspettare - fiduciosi - la conigliesca dipartita...


la historia non finisce quì, mi fermo per superamento pippon limit, continua.


Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 12, 2015, 02:45:00 pm
... Alice, dopo un breve soggiorno nella gabbietta passò a miglior vita,  :icon_eek: non si celebrarono funerali solo perché la ragassa - diventata hostess aereonautica - non era a casa.

Ora, quel giocondo coniglietto ha scassato per 11 anni i cabasisi ad una anziana coppia, ha rovinato mezza casa, ha costituito una spesa - negli anni - non indifferente, a fronte di che?

Ha passato la sua esistenza in un appartamento e un balconcino, mai visto un prato, mai visto un cunicolo... cunicolo nel senso di galleria sotterranea. ma quello che è peggio non ha mai visto una cunicola nel senzo di femmina di coniglio e - per un coniglio che si sa: scopa come un coniglio  - est lo maximo ploblema; per lo vero, il poareto cercava - con dovizioso impegno - di accoppiarsi con pantofole, strofinacci e bambole di pelusc ma la cosa - per problemi tennici - non andò mai a buon fine... almeno per quanto io ne sappia.

Quante ragasse ho visto  - nel corso degli anni - acquistare con vivo e vibrante entusiasmo un lallo per poi capire che l'equitazione non faceva per loro?
Non so, ma sicuramente tante; le più sagge - appena capito la situescion -  hanno svenduto tutto e si sono date - con viva e vibrante applicazione - al cucito,  allo zumba, e, assai spesso alle collezioni ornitologiche...  :icon_eek: altre, hanno insistito - con viva e vibrante ostinazione - nel tenere il lallo, a questo proposito, ricordo un caso eclatante... ma ve lo dico in un'altra parente, ora continuo con la Passione...

Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 13, 2015, 03:50:29 am
Stabilito che nell'equitazione in genere, la presenza femminile è nettamente superiore percentualmente a quella maschile, numericamente - in Itaglia - per quello che riguarda l'equitazione agonistica i due sessi sono alla pari: circa 15.000 gli uomini, poco più le donne, ad oculo, sembrerebbe che i maschietti - come risultati - nel s.o. predominino nettamente  mentre negli altri sport la differenza non è così netta, capitolo a parte per l'ippica, dove, la presenza femminile è praticamente nulla tra i fantini e i driver.

Il motivo di questa differenza è che le donne: non avendo forma mentis orientata alla competizione, vanno a cavallo per: tenersi in forma, per passione, per svago, per scaricare lo stress e per scopo terapeutico.

Questa è la spiegazione corrente riportata dalla Nostra, cosa dice la Voce Contraria?

Che le motivazioni sopra esposte non sono affatto esclusivamente femminee, sono sicuramente condivise -  in equitazione - anche dai maschietti non agonisti, ed è una costante comune a tutti gli sport praticati a livello amatoriale: perché il panzuto ragionier Rossi e il filiforme geometra Bianchi vanno a giuocare a calcetto, a fare un pò di km colla bici da corsa la Domenica, a fare tiro coll'arco, lo sci alpino o nordico che sia, etc. etc. senza alcuna velleità di partecipare alle Olimpiadi ma manco al torneo di Crapacotta?

Generalemente, tutti gli sport hanno un aspetto ludico autogratificante che ci spinge a praticarli a livello dilettantesco/amatoriale... per diletto e per amore, appunto.
Ma anche la cellulitica signora Matilde, cronometra i 5 km di giogghingh che fa ogni mattina nel parco e aumenta gradatamente i pesetti che usa in palestra, perché è normale - anche se in minima misura - cercare il miglioramento nello sport.

Ora, visto che la forza fisica non conta quando si va a cavallo, spieghiamoci perché nell'ippica le donne sono praticamente assenti?

Il coraggio, ragasse, ci vuole coraggio, bisogna saper dominare la paura per andare a 60 all'ora su un lallo al Grand National come nella pista polverosa di Chilivani.

Nel s.o. è quasi la stessa cosa, ci vuole coraggio, ma le donne vi hanno accesso e - a volte -  raggiungono altissimi livelli perché è possibile partire dalle 80 e arrivare alle 150 gradatamente, dunque, imparano ad esser coraggiose, cosa impossibile nelle corse pereché se vai in pista con uno PSI, da subito, dalla prima garetta devi spingere al massimo.

La controprova: quante donne hanno corso in Formula Uno o nella Moto GP? Eppure in quegli ambienti ne gira di gnocca...

Pippon limit.
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: milla - Marzo 13, 2015, 09:02:23 am
La gnocca che gira attorno ai circuiti di F1 e sport vari non ha nessuna intenzione di sciuparsi la manicure facendo una qualsiasi attività sportiva...a meno che non intendiamo definire sport alcune attività ginniche capisciammè  :firuu:
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: alex - Marzo 13, 2015, 09:15:32 am
Penso che l'ippica - da come la descrivi - possa essere considerata "sport estremo", quelli in cui si rischia concretamente la pellaccia, sarebbe interessante fare un'altra carrellata di sport estremi per verificare se la prevalenza di maschi è analoga in altri di questi sport estremi. Dalle descrizioni dell'ippica sembra anche che sia necessaria un bel po' di forza fisica, potrebbe essere un ulteriore motivo per spiegare la prevalenza di maschi, oltre al fattore fegato.

Aggiungerei che concordo con l'autrice, a naso, su una differenza di genere quanto alla competitività - e tenete conto che non vedo affatto questa carenza di competitività come un difetto, anzi, essendo IMHO la competitività inversamente correlata alla capacità di prendersi cura e di cooperare, e nel mondo, attualmente dominato da valori maschili,  vedo troppa competitività e troppo poca capacità di cooperare e di prendersi cura.
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: PokerFace - Marzo 13, 2015, 09:29:57 am
nell'ippica ci sono pochissime donne perchè le donne hanno le tette, che sono scomode.
così come è scomodo e inelegante il sellino da galoppo.
e quella posizione non si addice a una signora. tze.
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: alex - Marzo 13, 2015, 09:39:36 am
nell'ippica ci sono pochissime donne perchè le donne hanno le tette, che sono scomode.
così come è scomodo e inelegante il sellino da galoppo.
e quella posizione non si addice a una signora. tze.

Sì, sì, e inoltre correndo gli si rovina acconciatura e maquillage  :horse-wink:
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: milla - Marzo 13, 2015, 12:04:45 pm
Io penso che la scarsità di donne negli sport estremi sia dovuta a due fattori:

credo che le donne (per istinto atavico, genetica, predisposizione, retaggio storico ecc. non so) siano meno incoscienti degli uomini,  più prudenti se vogliamo perchè le donne sono (molto saggiamente) più restie/meno propense a rischiare la pelle o di rompersi qualche osso dovendo accudire la prole, la casa e magari anche i mariti scemi che si sono rotti per fare i ganzi.

gli uomini hanno bisogno di mettersi in mostra, dar prova di coraggio (sempre per i soliti motivi di istinto atavico, retaggi culturali e bla bla bla) far vedere che sono veri uomini duri nella speranza di vincere qualche gnocca ops scusate volevo dire qualche coppa  :firuu:

Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: rhox - Marzo 13, 2015, 12:23:53 pm
bah, per me nell'ippica conta tanto anche la chiusura del settore..
tant'è che conosco un po' di ragazze che tranquillamente vanno ad allenare in ippodromo in settimana. e non è che allenare sia tanto meno adrenalinico, faticoso, difficile, ecc che correre...
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 13, 2015, 12:42:48 pm
Mi trovo perfettamente d'accordo con milla, questo non toglie che per fare sport estremi come dice Alex ci vuole coraggio, molto coraggio o meglio un perfetto controllo delle proprie paure, o meglio la piena consapevolezza delle proprie capacità, o meglio l'assoluta conoscenza dei rischi e pericoli, evidentemente le donne - in questo - sono meno predisposte degli uomini.

Lovviamente, immaginavo perché gira tanta gnocca in quegli ambienti, ma proprio per questo qualcuna dalla massa si sarebbe potuta incuriosire e provare ad entrare nel giro dei corridori, invece niente e le capisco perfettamente: una volta, ebbi l'occasione di andare - con un mio amico - sul circuito di Pergusa, aveva una Porche Carrera preparata per correre, lovviamente guidava lui.. toccati i 250 mi son messo ad urlare FERMATIIII... me la stavo facendo sotto, e vi assicuro che non sono una mammoletta

Detto questo, è nella natura humana superare i limiti, portare l'asticella sempre più in alto, senza questa predisposizione, Samantha non sarebbe lassù.

Uno degli sport più pericolosi  - secondo me - è l'alpinismo, vidi un filmato su Walter Bonatti, ci fu un passaggio impossibile, il superamento di un dente di una parete messo in contropendenza, il Nostro lo superò perché perfettamente padrone della materia, il rischio c'era, e fu valutato, e la paura ci doveva essere, il Nostro certamente la addomesticò dimostrandosi coraggioso.
Sempre nello stesso ambito, Manolo è da mozzafiato, lui non usa corde chiodi e moschettoni, solo mani e piedi.

Io ho montato dei PSI lanciati al massimo, ero staffato corto ma non cortissimo come fanno quelli pratici, certo, ci vuole una certa forza ma mica tanta, conta l'equilibrio e l'assetto... e molto coraggio, vediamo che dice Carodubbio...
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: carodubbio - Marzo 13, 2015, 01:06:30 pm


Io ho montato dei PSI lanciati al massimo, ero staffato corto ma non cortissimo come fanno quelli pratici, certo, ci vuole una certa forza ma mica tanta, conta l'equilibrio e l'assetto... e molto coraggio, vediamo che dice Carodubbio...

Qualche accenno per via del poco tempo che ho questi giorni, causa lavoro problematico + dovrei realizzare un box capannina in un paddock ( altrimenti non torno in sella e di tempo ne è passato anche troppo),

nel settore le Amazzoni oggi la fanno da padrone nei G.R.  cavalieri dilettanti ( nei professionisti oggi ne circolano poche ) in gara sono toste è mi hanno sempre battuto , ma resta piacevole perché non vi potete immaginare nella mia posizione privilegiata cosa guardo  :firuu: e vi assicuro che ne vale la pena di brutto anche se ti tirano addosso la sabbia.

Le ultime Amazzoni va però detto che in sella ci sanno stare , ma il loro equilibrio non è molto il top, IO sono scarsino ma in sella sono solido e nel pieno del controllo .

Va considerato che è già dura per un maschio, per le donne iniziare lo è molto di più .

Ma la forza fisica dice poco, quello che conta resta cosa si ha in testa.
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 13, 2015, 01:09:48 pm
Bene, ma non hai detto se il "coraggio" è determinante per cominciare...
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 13, 2015, 05:44:04 pm
Prima di passare alla interazione cavallo-donna voglio fare una premetta: l'homo ha attribuito qualità et schifezze a categorie di animala quasi sempre ad minchiam, antropizzando aspetti e comportamenti di altre specie.

Il re della foresta, secondo la vulgata corrente da secoli, è il leone maschio, il suo aspetto - per noi scimmie nude - è maestoso, altero, incute timore e rispetto; nella realtà, leo, è uno sfaticato magnaccia infanticida, passa il suo tempo a poltrire all'ombra del baobab, aspettando che le sue ragasse - facendosi un  mazzocosì - catturino una gazzella, per poi scacciarle viulemtemente dalla victima ancora palpitante  e mangiare per primo; devo dire - per lo vero - che il compito di soddisfare una diecina di leonesse giovini e infojate è abbastanza impegnativo ma non giustifica lo sfruttamento del lavoro altrui e la sua immensa poltronaggine.

Il somaro è stupido: non è vero.
Il maiale è sozzo: non è vero.
Il cammello è altero: non è vero.
La scimmia è dispettosa: non è vero.
Il gatto è traditore: non è vero.
La vacca è una vacca: non è vero.
La colomba è pacifica, è simbolo di pace: non è vero, i piccioni sono tra gli animala più crudeli nei rapporti intraspecifici, non ci credete?

Per contro, coi pecuri, coll'aquila, col falco, col toro  etc. etc. ci abbiamo più o meno azzeccato, detto questo passiamo al lallo...
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: Bubba - Marzo 13, 2015, 07:24:58 pm
( el cavalo pi' bon ga copa' el paron : :firuu:)


( il cavallo piu' buono ha "accoppato" il padrone. Scusa l' interferenza)
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: milla - Marzo 13, 2015, 07:34:31 pm
No scusa Bubba questa va messa nel mio topic sui cavalli problematici eh  :laughter-485:
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: carodubbio - Marzo 13, 2015, 07:49:43 pm
Bene, ma non hai detto se il "coraggio" è determinante per cominciare...

Non è il coraggio sia  per forza indispensabile , la determinazione nel raggiungere un traguardo  quello si, poi a certi livelli ci arrivi se fai una scelta di vita, se vuoi montare in corsa devi mettere TUTTO in secondo terzo piano, nel mio caso avendo fatto tutto con molta calma ci sono arrivato per gradi e non ho mai dovuto affrontare mai grossi pericoli , tranne con l'ultimo cavallo ( anche per questo mandato   via) , comunque le ragazze lottano alla pari con i ragazzi in pista perché la forza fisica incide poco , tranne  lo sforzo intensivo e prolungato negli ultimi 400metri finali , ma serve allenamento continuo dieta e a letto con le galline, sempre se non si ha il portafoglio a fisarmonica ,emergere resta duro per tutti ma non ci sono discriminazioni tra i sessi, se vuoi ti fanno tentare solo che riuscire richiede molto impegno e enormi sacrifici, l'unico vantaggio delle ragazze resta fare il peso, per i maschi rimanere sotto i 50kg significa fare una vita decisamente molto rigorosa rispetto hai vizi, e il piacere della tavola te lo  scordi
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 14, 2015, 12:52:50 am
Bene, un'ultima testimonianza a proposito della "paura" di montare in corsa.
Tantissimi anni fa,  mia moglie ed io eravamo appena sposati, durante una zingarata in motocicletta, capitammo in un paesieno del nuorese... non ricordo il nome, dove si svolgeva il classico palio estivo, naturalemente ci fermammo.
Il palio si svolgeva di pomeriggio, pertanto andammo a mangiare in una trattoria; capitammo vicino un tavolo dove c'erano dei ragazzi che erano arrivati all'ammazzacaffe, capii subito che era un gruppetto di fantini che avrebbe corso il palio.

Mentre noi mangiammo un antipasto e un secondo, i ragassi continuarono a bere liquori, attaccai discorso  a proposito di cavalli e loro mi inclusero nel loro giro offrendomi il digestivo, naturalemente - quando i bicchieri furono di nuovo vuoti ricambiai offrendo a mia volta un giro, dicendo: ragassi spero sia l'ultimo bicchiere altrimenti non so come farete a salire in sella, uno di quelli rispose: veramente è che è senza bere che è difficile salire in sella...

Per completezza di informazione, i ragassi correvano a pelo e la gara si svolgeva in una pista da atletica in uno stadio, dunque, con raggi di curva molto stretti rispetto a quelli degli ippodromi,  quel pomeriggio le cadute non si contarono, una delle quali fu letale per un lallo: nel tentativo di sorpassare all'interno si è schiantato sul cordolo:  tutte e due le zampe anteriori spezzate...
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 14, 2015, 09:02:18 am
Torniamo al lallo: la passione delle donne, l'autrice dice che si è avvicinata allo lallo - come tante di noi - da adulta e vaccinata, ne spiega anche la ragione, lo fece per una causa davvero intima e devastante... non ve la dico, come non dirò tante altre cose, sopratutto non parlerò delle 11 amazzoni che si mettono a nudo in splendidi ritratti psichichici sennò non vi andate a comprare il libro.

Ma anche se la Nostra non lo avesse detto, avrei capito subito che era una parvenus, una novizia dell'equitazione, magara lei si sente una veterana con una ventina d'anni di contatto col lallo, ma come ben si sa, è un periodo appena sufficiente per le presentazioni ci vogliono almeno una 40ina d'anni per entrare in confidenza, per diventare veri esperti due vite.

Ad esempio, parlando dei colori dei mantelli dei lalli ne definisce uno: marrone ebbene, nessuna vera ragassa di lalli lo chiamerebbe così, un lallo marron è baio assolutamente baio, ci viene automatico, mentre automaticamente marroni sono le scarpe, la cintura dei pantalon, la nutella, il tinello di... mmhhh, di chi era il tinello marron? vediamo chi risponde: un ricco cotiglion a chi risponde per primo.

 
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 14, 2015, 02:40:18 pm
... eppure, in equitatione si usa l'aggettivo/il sostantivo marrone, certo che colore non è, cos'é?
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: Miky Estancia - Marzo 14, 2015, 02:53:27 pm
Il cavallo "anziano" ossia, esperto, che affiancava il puledro nella doma.  Nel metodo argentino, si chiama "padrino".
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 14, 2015, 07:48:23 pm
Brava, proprio quello, pensavo che il tinello marron fosse più conosciuto del marrone inteso come lalloscuola lazio-toscano... aspettiamo ancora un poco e po sveliamo il misterio...
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 15, 2015, 03:13:19 am
Sarei tentato a dire che i passi indietro, il rinculamento,  :icon_eek: l'indietreggiamento, sia l'andatura più importante o almeno la più utile nell'equitazione.

Questo lo avevo capito/lo avevo intuito da tempo, ed essendo sempre stato al di fuori dei circuiti ufficiali delle cape ma sopratutto dei gambegambe, il mio lallo indietreggia per tutto il campo, dritto, a zigghezagghe, in circolo perfino.

Il rinculazionamento - generalemente -  è considerato quasi un atto punitivo, una imposizione, una forzatura,  una ribattitura di  dominio, tant'è che immediatamente - dopo i passi indietro - il lallo è rimandato in avanti, sembra quasi che far indietreggiare il cavallo sia una pratica satanica contronatura... quante volte vediamo il cavagliere mandare indietro rabbiosamente un lallo che ha "sbagliato"?

Per lo vero, esiste certamente l'effetto psichico di costringimento ma è trascurabile rispetto ai vantaggi di  quello fisico: l'andare indietro, quando è ben fatto, cioè abbassando la schiena, è una ginnastica pretiosa per gli addominali e i garretti del lallo, dunque, importante per arrivare alla riunione senza ricorrere ad un uso forzoso di frusta e di gambe... per la scuola squola tetesca, l'indietreggiamentazione  è il basamento su cui costruire il piaffo e la passeggiata, inoltre, è un'ottimo sistema per guidare il lallo solo con le gambe, per capire che: il timone/lo sterzo del lallo sta nel posteriore.

Che minchia c'entra tutto questo con la voce contraria?

Ho deciso di spiegare come ho impostato i passi indietro, lovviamente i principi sono quelli comuni a tutte le tenniche, nessuno può inventare niente, tutto è stato scoperto e spiegato secoli fa.

Ho fatto un'operazione alla Parrelli&Compagnucci: ho preso vecchie tenniche e le ho rivisitate, le ho adattate alla mia maniera: io l'ho fatto per me stesso, quella gente l'ha fatto penzando alle ragasse acui vendere, a molti talleri, il "loro metodo".

Dunque, non ditelo a cape e gambegambe, si metteranno a ridere, voi - oh pulzelle - che seguite questi incliti insegnanti lasciate perdere, continuate a seguire le loro letioni.

Il metodo piciopacio  :icon_eek: dei passi indietro è adatto/è dedicato alle ragasse come Alex, a quelle che finora si son sollazzate a farsi portare in giro dal lallo senza mettere in pratica più di tanto gli approfondimenti fatti, forse, è l'occasione per capire - finalemente - che addestrare è semplice/facile... più voce contraria di così!!
Mi fermo per pippon limit

N:B: i corsivi sono di JDO e L'Hotte

Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: milla - Marzo 15, 2015, 01:40:08 pm
Non possiamo dire niente alle cape, alle bici e ai gambegambe visto che non hai assolutamente spiegato il tuo metodo.
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: alex - Marzo 15, 2015, 02:20:30 pm
Pazienza Milla! Adesso arriva (spero); pippon limit is pippon limit.
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: milla - Marzo 15, 2015, 02:35:23 pm
Mah qui è un pezzo che siamo al pippone a puntate, in ogni modo non mi risulta che Raffaele abbia mai divulgato i suoi metodi, con la scusa di essere un cavallaro ignorante che non ha studiato, non ha seguito corsi e preso qualifiche ecc. si guarda bene dall'avventurarsi sul terreno (minato) delle spiegazioni pratiche. Mica scemo eh  :firuu:
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: alex - Marzo 15, 2015, 02:38:09 pm
Be', ricordo bene quando in altro forum ha spiegato in dettaglio come ha sistemato un cavallo con il vizietto di sgroppare di brutto...  e lo strumento che si era procurato per aspettare la sgroppata al varco.  :horse-scared:
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: milla - Marzo 15, 2015, 03:00:06 pm
Quello del bidone pieno di sassi? O quello era per il lallo che si impennava?
In ogni modo si tratta dell'eccezione che conferma la regola e, ribadisco, è un peccato che Raffaele non spieghi i suoi metodi che, anche se magari poco ortodossi, potrebbero essere di aiuto a noi ragaSSe (ancorchè munite di cape con radio-culo e bici)
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 15, 2015, 03:04:29 pm
Ricordo delle sgroppadone e della mia andata per le derre, era un lallo grigio, come dimendicare! Ma non solo, mi pare di aver raccondado/dendado di spiegare  anche almeno due modi di sisdemadio delle impennate, piccoli contributi che hanno fatto raccapricciare le anime belle ma quello era.

Cara milla come - evidendemende - non sai, ridengo scorreddo fare i pipponi nei fori, se uno ci diene a farli si faccia un blog, scriva un libro, organizzi una una conferenza del quale è il conferenziere, faccia dei clinic pereché il foro è:
forum
s.m. inv.
Riunione pubblica indetta per discutere temi di rilevanza sociale e culturale

Discudere significa scambiarsi delle opignioni da pari a pari, si parla a turno, se si fanno pipponi cioè uno parla e tutti gli altri ascoldano, non siamo in un foro, siamo nel comizio, nel discorso presidenziale, infatti, gli esperti - che per natura fanno pipponi/pipponissimi e raramente accettano il confronto - hanno poco successo nei fori, prima o poi si ziddiscono sopraduddo perché - dranne le pasionarie leccalecca  - nessuno  se li cazta più...

Ho un dremendo raffreddore, ho davandi un rum bollente con zucchero di canna, buccia d'arancia, zenzero e chiodi di garofano, dicono che fa benissimo... lo sto sorseggiando, anche se non fa niende al raffreddore è molto buono, hic, appena lo finisco vado a farmi un riposino poi vedo di continuare sulla rinculazione...
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: milla - Marzo 15, 2015, 03:26:58 pm
Ah sì già ricordo il famoso sciroppo alle erbe di Frate Raffaele, dicono che faccia miracoli  :angel5:
Scusa non per essere polemica eh ma spiegami la differenza sostanziale tra un pippone tout court e un pippone a puntate, sempre pippone resta no?
Buona pennichella. :divano:
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 15, 2015, 07:54:07 pm


Il "pippone" è un sermone, una conferenza, una lezione, una arringa che  - per loro natura - non possono essere a puntate... hai mai sentito di una predica a puntate? Perciò vanno fatti: in chiesa, in aula, in tribunale ecc. ecc.

Il sermone, l'arringa, la lezione non vogliono il confronto, l'intervento degli altri, (infatti in chiesa, in tribunale, al congresso ecc. il pubblico pagante non interviene/non può intervenire/non può partecipare  attivamente se non con rigide regole).

Vice e versa, nei fori, la partecipazione, dunque,  l'interruzione oltre che permessa dovrebbe essere gradita, infatti, permette, a chi lo volesse, di corrigere/di ampliare/di sottolineare l'argomento... di andare fuori argomento, (a volte gli ottì sono più interessanti dello tema).
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 16, 2015, 04:15:31 am
Cominciò leggiendo questa frase: Per far alzare, per esempio, uno degli anteriori del cavallo è semplicissimo quando l'animale è perfettamente pieghevole e riunito.
Per far alzare. ad esempio la gamba destra, basta inclinare lievemente la testa a destra nello stesso momento in cui si respinge il peso del proprio corpo a sinistra... ... ripetendo qualche volta questo esercizio si riuscirà a mantenere in aria questa gamba per tutto il tempo che si vorrà.


Sono sicuro che questo immenso cavallerizzo non mentiva infatti dice: quando l'animala è perfettamente pieghevole e riunito, già, perché se è meno che perfettamente riunito, col piffero che il lallo alzerà la gamba.

Dato che il vostro affezionatissimo cavallaro non era in grado di flettere e riunire perfettamente un lallo e se qualche volta ci era riuscito fu per puro caso, ci è andato per altre vie e ha ottenuto lo medesimo risultato.
Sto parlando di una sciuocchezzuola che per me non aveva nessun interesse pratico se non far dare la mano allo lallo per stupire i ragazzini, infatti, quando vidi che il mio escamotaggio funzionava, lasciai perdere, ma - a mia scajola - imparai alcune cose elementari che poi in seguito, anni dopo, furono confermate da bone lecture, ecco quella più importante:  la posizione in sella, la voce da terra precede sempre l'azione.

Avendo capito questo, è facile insegnare allo lallo ad indietreggiare dicendo "pippo" da terra, spostando leggiermente il busto in avanti/inclinando lievemente la testa in avanti da sella.

Hora spiegherò come fare, ma attenzione, seguendo stesso principio si fa quasi tutto in equitatione...
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: alex - Marzo 16, 2015, 07:33:54 am
Fermo lì. Per "azione", in questa bella massima, tu intendi "l'azione fisica del cavaliere che induce il cavallo a eseguire l'azione voluta", ossia "l'aiuto primario temporaneo", che così viene collegato all'"aiuto secondario" costituito da voce o posizione?

Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: alex - Marzo 16, 2015, 07:46:33 am
Un'osservazione pratica su questa cosa.... per cambiare galoppo su dritto, con Asia, passando da quello "comodo" (sinistro) a quello "scomodo", destro, all'inizio eseguivo una scomposta manovra che prevedeva pure l'azione della bacchetta a sinistra, e di solito la tengo a destra. L'azione da scomposta si sta rendendo meno scomposta, ma mi sono accorto che Asia tende a cambiare galoppo non appena cambio di mano alla bacchetta, e dalla mano destra la porto alla mano sinistra; "azione" che per forza precede sempre l"'azione" di usarla. Quindi, se mi ricorderò di spostare sempre la posizione del bacino sulla sella PRIMA di spostare la bacchetta, Asia cambierà galoppo non appena sposterò il bacino?  :horse-smile:
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 16, 2015, 10:00:28 am
Vedi che quando ti ci applichi le cose le capisci da solo? Stai facendo esattamente il percorso che feci io qualche lustro fa: ti comporti da cavallaro.

In realtà, la "mia" massima l'ho ricavata parafrasando un vecchio principio della "bella equitazione": l'azione del lallo dovrebbe essere sempre preceduta dal piazzamento (dal piazzamento del lallo) che lo predispone, alla priora, alla corretta esecuzione della richiesta.

Quando spiegherò la tennica usata si capirà automaticamente la massima...
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 16, 2015, 08:51:41 pm
Ora, in qualsiasi manualetto da 3 euri, illustri cavallerizzi ma anco solerti dentisti e ottimi commercialisti ci spiegano come far fare i passi indietro/come far indietreggiare lo lallo.

Per farlo indietreggiare facendo solo penzolare la vostra testa in avanti continuate ad usare la tennica che cognoscete ma seguendo questo principio.

Mano ferma, dare gambe in posizione arretrata busto in avanti, mai tirare le redini.
Lo lallo sentendo le gambe e - se fosse necessario - gli speroni e la frusta andrà in avanti ma trovando il muro delle mani la sola cosa che prima o poi farà deve fare sarà di andare indietro: premiate.

(io metto le gambe indietro perché quando metto le gambe alla cinghia significa vai avanti/devi andare avanti/vai assolutissimamente in avanti, dunque, è bene non contraddire in alcun modo quel pretioso comando/quella pretiosa posizione,)

Col tiempo, eliminate l'azione delle gambe e premiate l'indietreggio quando viene ottenuto solo collo spostamento del busto in avanti, la stessa cosa quando - in seguito - sarà ottenuto solo penzolando la testa in avanti.

Quando il lallo capisce che deve fare i passi indietro chiedeteglieli almeno 6/7 volte ogni sesione di lavoro e pretendete una media di una decina di passi indietro, allora, siccome per ottenere risultati  bisognerebbe montare quasi tutti i giorni due volte al giorno ma senza forzare, significa che in un mese il lallo farà circa 4000 passi indietro, in 4 mesi 16000. (JDO)

Se pretendete ogni volta qualche passo in più e la sequenza dei passi fatta meglio, quel tempo/16.000 passi saranno sufficienti perché lo lallo farà tutto il maneggio arretrando  solo sentendo la vostra capoccia che penzola in avanti e si fermerà quando la raddrizzate.

Avvertenza: dopo questo condizionamento, il lallo andrà indietro ogni volta che vi chinate in avanti, non punitelo nel caso lo facesse rispondendo ad un vostro spostamento accidentale: lasciategli fare due o tre passi indietro, poi lo fermate e comunque lo premierete.

Per Alex, dunque, la posizione della testa precede l'azione (posizione) del busto, che a sua volta predede l'azione (posizione) delle gambe, che a sua volta precede l'azione (posizione) della frusta... tu hai sperimentato che funziona,  Asia cambia il galoppo seguendo la posizione della frusta... o no?

Chiedo venia... mi è scappato il pippone!  :dontknow:
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: alex - Marzo 16, 2015, 10:22:23 pm
E allora beccati il contropippone, e pure apparentemente OT. Apparentemente perchè tratta delle traduzioni e dei loro terribili trabocchetti.

Iliade, libro 14. Venere, per ottenere un sonno profondo di Giove, presta a Giunone il suo attrezzo più seduttivo: il cinto di Venere.

Disse; e dal seno il ben trapunto e vago
Cinto si sciolse, in che raccolte e chiuse
Erano tutte le lusinghe. V’era
D’amor la voluttà, v’era il desire
E degli amanti il favellío segreto,
Quel dolce favellío ch’anco de’ saggi
Ruba la mente. In man gliel pose, e disse:
Prendi questo mio cinto in che si chiude
Ogni dolcezza....

Ora, come ci si può immaginare questo "cinto"? Come ve lo immaginate voi, e infatti i naturalisti hanno dato il nome di "cinto di Venere" a questa meravigliosa creatura marina:
(http://www.biologiamarina.org/wp/wp-content/uploads/2012/08/cinto-di-venere-01.jpg)

Ora, immaginate la mia sorpresa quando, sfogliando distrattamente "Io amo" di Vito Mancuso, mi imbatto nella illuminante traduzione di "cinto" in "reggiseno", parola che Monti - il traduttore - non poteva usare per un motivo elementare  :horse-wink:

Ma per togliere ogni dubbio ci vorrebbe una fotografia di Venere che indossa il cinto. Non c'è, ma c'è una statuetta chiamata "Venere in bikini", copia romana di originale ellenistico trovata a Pompei:
(https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/e/e3/Naples_-_Venere_in_bikini.jpg/450px-Naples_-_Venere_in_bikini.jpg)

Quindi il "cinto" era un reggiseno, bravo Mancuso. Cercasi animale marino dalla forma di reggiseno....

Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 16, 2015, 10:39:37 pm
Bello, bellissimo e poetico quasi quanto il "monte di Venere"...
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 17, 2015, 10:53:41 am
Ma cosa stavamo dicendo?

Ah si!

Leggo: L'Incontro tra la donna e il cavallo e la reciproca guarigione.

Dunque, se costoro si guariscono a vicenza significa che in qualche modo sono malati, :icon_eek: o no?

Evidentemente, non possono esser malati nello corpo ma nello spirito, nell'animo, nella psiche... ergo, secondo qualhuno, sono un cicinin disturbati, sono dei picchiatelli afflitti da turbe mentali che bisognerebbe curare anco reciprocamente.

Prima di entrare nel merito, lasciatemi dire la parola contraria: la donna generalemente - proprio perché donna - è "dottore" è curatrice è guaritrice è madre, e quando è malata (fisicamente/spiritualmente), batte noi maschietti con una mano legata dietro la schiena per capacità di resistenza, capacità di recupero, capacità di sopportazione.

Il lallo, secondo il metro humano, un pò disturbato di testa lo è, mentre, secondo il metro equino le sue "pazzie" sono perfettamente funzionali alla sua indole di specie, dunque, il lallo non è malato, qualhuno lo reputa tale alla priora.
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 18, 2015, 10:10:20 am
Qualche posto indietro Alex accenna alla cura delle sgroppate, ora, una gentile utante mi chiede dove sia, honestamente non lo ricordo, Alex o qualcunedaltro di voi lo sa?
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: alex - Marzo 18, 2015, 10:30:01 am
Stava di certo sull'altro foro. C'entrava il bue.  :horse-wink:
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 18, 2015, 01:54:14 pm
Allora è perduto,   ricordo perfettamente il "ragioniere", fu mio compagno quasi sempre inattivo per oltre 10 anni,  ci ero molto affezionato... purtroppo, terminò la sua honorata carriera sbranato/rosicchiato dai cani  :icon_eek:.

Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: alex - Marzo 19, 2015, 10:27:15 pm
Facciamo un passo indietro al passo indietro.

Mi sono immedesimato nel cavallo (lo ammetto, l'esercizio non l'ho ancora provato da cavaliere) ed essendo i cavalli noti divoratori di libri di ricette ho pensato: ecco, questa ricetta per i passi indietro mi ricorda quelle che iniziano: "Preparate la base di una pasta brisè...." al che ci si rende conto che prima di usare la ricetta con successo ci vogliono dei presupposti.

Individuo nei presupposti della ricetta dei passi indietro di Raffaele almeno due cosucce:
1. un contatto confermato
2. un avanti confermato

Vedo bene? Altri presupposti? E se uno monta senza contatto?
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 20, 2015, 03:21:04 am
Non ho mai visto e nessuno mai vedrà un lallo addestrato senza contatto, i lalli addestratissimi possono andare senza contatto, ma hanno avuto - alla priora - un addestramento con contattissimi, dunque arretrerà anche dol solo "mucimuci"*.

Certamente, prima di fare i passi indietro bisogna che il lallo faccia benissimo quelli adelante questo ça va sans dire.

*da anni ho il mio lessico lallino:

raganella - avanti
OHH - rallenta
LA' - fermo
bra bra - passo di squola
su su - passo spagnuolo
pssoohh - passo
tro tro - trotto
OP OP - passage
glop glop - galoppo
cush cush - sdraiati
EEEEEHHH - terribil voce
oooohhhhh - voce soave
a posto - campo
ALE' - levata
mucimuci* - passi indietro
tò tò - prendi la delicatessen

*mucimuci è quel suono tipo bacetti che si fa per chiamare il gatto.

Dunque, il Caimano esegue tutte ste cose solo colla voce da terra da sella, ma prima ci fu un giolivo lavoro con vari contatti...




Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: max - Marzo 20, 2015, 07:00:56 pm
E se uno monta senza contatto?

Per bene che vada le transizioni da una cosa all'altra saranno tutte brusche, mancando la possibilità di dosare attraverso la mano.

Dosare bene solo con le gambe non si riesce: per quanto uno cerchi di usarle in modo preciso è sempre l'incollatura a dare il maggior controllo, che deve stare protesa verso la mano. Questo non vuol dire avere un peso, vuol dire che quando arriva la mano perché serve dosare qualcosa, il cavallo non si sottrae ma resta lì, a disposizione (riuscirci è anche un gioco geometrico di tenere sempre gli angoli giusti tra bocca, redine, mano e gomito).
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: alex - Marzo 21, 2015, 07:28:05 am
Ok. Ripropongo la domanda in modo diverso. E chi pratica la MW come fa?
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: Bubba - Marzo 21, 2015, 08:21:45 am
Per quel che ho visto io con i puledri verdi ( una settimana di lavoro per capirci) prendono un leggero contatto ( molto leggero) e tengono la mano ferma. Si mette un po' di gamba ( qualcuno picchietta sulle spalle).
Il piccolo subito alza la testama la mano resta ferma, leggera ma presente.
Ad un certo punto accennano a muovere un passo, un arto.indietro.
Si molla tutto, complimenti.
Si riprova. Nel giro di poche ripetizioni vanno indietro tranquilli ( cioe' storti e lenti, con la testa in una brutta posizione, ma comunque hanno chiaro il concetto ed eseguono senza paura o disgusto. Il resto verra')
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: Bubba - Marzo 21, 2015, 08:30:33 am
Se non.funziona di solito e' perche' si mette troppa mano o si aumenta la pressione.
Se invece di tenere la mano leggera e ferma prendo un contatto deciso il piccolo si spaventa.
Se non si.muove devo star li' ed aspettare , continuando a dar leggeri colpi di gamba. Spesso si e' tentati di aumentare la pressione. Errore. Bisogna star fermi. Non sono le mani che lo tirano indietro.
A volte invece vedo ho visto fare il contrario ( dagli allievi).
Riescono.a tenere la mano ferma ma quando il cavallo indietreggia, presi dall' entusiasmo, tirano di piu' ( famoso.principio se pico va bene, di piu' sara' meglio). A quel punto l' equino va in tilt.

Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: max - Marzo 21, 2015, 08:48:10 am
Citazione
Ok. Ripropongo la domanda in modo diverso. E chi pratica la MW come fa?

Questa sottile allusione che nella mw non si usi il contatto è ingenua. Lo usano e di solito anche male.

In ogni caso non ho detto che senza mano/contatto non si possa indietreggiare (cioè senza messa in mano, o con una messa in mano scorretta), ho detto solo che non si potranno "sfumare" le transizioni a piacimento. Appunto perché non si ha in mano la schiena del cavallo.
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: Bubba - Marzo 21, 2015, 09:16:01 am
Citazione
Ok. Ripropongo la domanda in modo diverso. E chi pratica la MW come fa?

Questa sottile allusione che nella mw non si usi il contatto è ingenua. Lo usano e di solito anche male.
.

Gia'. Per non parlare delle selle pesanti che spaccano la schiena ai cavalli e degli speroni a rotella che tagliano il costato come fa la zia con la sfoglia dei tortellini.


Suvvia! Il mondo e' pieno di gente che usa male le mani. Personalmente preferirei essere un cavallo western, da quel che ho visto, ma almeno mettiamola 50 e 50.
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: Alexis85 - Marzo 21, 2015, 10:33:35 am
la monta americana arriva all'assenza di contatto nello stesso modo ...Prima di arrivare all'assenza di contatto , c'è un addestramento dietro in cui si usa il contatto per poi toglierlo, solo che nella mw si usano morsi più pesanti, e nella monta inglese l'assenza di contatto non è un'obiettivo, nella mw si.

Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: Bubba - Marzo 21, 2015, 10:49:55 am
i puledri si addestrano in filetto.
A volte ( raro) in sidepull o bosal.
I morsi vengono dopo. Molto dopo
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: Alexis85 - Marzo 21, 2015, 10:55:02 am
ovvio. il finale però è quello. il cavallo deve essere addestrato all'assenza di contatto  perchè in bocca ha/avrà dei morsi abbastanza pesanti.
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: Bubba - Marzo 21, 2015, 11:09:11 am
Si.
In realta' , secondo me, si cerca l' assenza di contatto anche per "  principio".
Come si evita di mettere sempre gamba.

Probabilmente ne esce un' equitazione meno sfumata, come dice Max, ma l' idea di lasciare in pace un cavallo che si porta da solo a me piace
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: max - Marzo 21, 2015, 11:14:02 am
Non l'ho tirata in ballo io la MW. E poi questo ergersi di scudi di fronte al lancio di palline di carta è inopportuno.
Abbiamo già evidenziato varie volte come i principii della MW, anche storicamente, si avvicinino di più a quelli classici ritenuti corretti. Se Alex avesse preso a esempio il contatto continuo che si vede nella MI avrei tranquillamente evidenziato l'uso sbagliato pure di quello.

Sta di fatto che per avere buoni risultati bisogna impegnarsi a capire anche il contatto. Passare anche da lì, passare anche dall'imboccatura.

Girarci intorno, non volere usare qualcosa per chissà quali motivi mi sembra una privazione insensata quanto il digiunare in quaresima.
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: Alexis85 - Marzo 21, 2015, 11:16:38 am
si anche a me, io trovo che sia più vicina alla "leggerezza" una equitazione di qursto tipo che quelli che montano sempre con l'abbassatesta. Però non è da confondere con la leggerezza, appunto, perchè molti usano speroni forti, al pari del morso che usano. Rispoendendo alla questione delle gambe, il fatto che il contatto sia leggero non c'entra nulla con il mettere gambe o meno... il contatto può essere leggero e il cavallo non avanzare. La monta americana è una monta abbastanza forte in tutti i sensi, inoltre io non condivido che questi cavalli debbano sempre e cmq stare con la testa bassa, è deleterio alla lunga, prima o poi devi rilevare... trovo che i cavalli che vengano montati così abbiano una struttura massiccia proprio per sopportare gli stress fisici a cui vengono sottoposti.
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: Alexis85 - Marzo 21, 2015, 11:20:59 am
Non l'ho tirata in ballo io la MW. E poi questo ergersi di scudi di fronte al lancio di palline di carta è inopportuno.
Abbiamo già evidenziato varie volte come i principii della MW, anche storicamente, si avvicinino di più a quelli classici ritenuti corretti. Se Alex avesse preso a esempio il contatto continuo che si vede nella MI avrei tranquillamente evidenziato l'uso sbagliato pure di quello.

Sta di fatto che per avere buoni risultati bisogna impegnarsi a capire anche il contatto. Passare anche da lì, passare anche dall'imboccatura.

Girarci intorno, non volere usare qualcosa per chissà quali motivi mi sembra una privazione insensata quanto il digiunare in quaresima.

ceto, la buona equitazione è una sola... penso che se un cavaliere che monta tipicamente all'inglese e uno che monta tipicamente all'americana si avvicinassero a quella che è la buona equitazione, monterebbero più o meno (più o meno eh..) allo stesso modo ;)
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: alex - Marzo 21, 2015, 02:05:52 pm
Questa sottile allusione che nella mw non si usi il contatto è ingenua. Lo usano e di solito anche male.

Vi prego di confrontare le varie tecniche equestri al giusto livello - una ottima monta classica con una ottima monta western, o entrambe mediocri (ritengo che sia il caso più frequente) o entrambe mal fatte.

Come ho detto, la ricetta di Raffaele è ottima, purchè ci siano alcuni presupposti. Se non ci sono quei presupposti, non va bene:bisogna modificala. Nel mio caso, basta "prendere un leggero contatto" come passo 1, e poi tutto funziona; invece non va bene "tenere le mani ferme".

Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 21, 2015, 02:38:32 pm
C'era una simpatia, una affinità elettiva con JDO nata dalla visione dei suoi videii nel tubo, ovviamente sapevo chi era, ma quando ho approfondito la sua cognoscenza è scattato il coup de foudre.

Oltre ad esser stato uno dei più grandi cavalieri da s.o. di tutti i tempi senza applicarsi più di tanto all'equitazione, e, un immenso "commissario tecnico" della nazionale francese - secondo me - è il miglior scrittore di cose equestri che conosca, per chiarezza, precisione e per lo stile diretto senza fronzoli  da "cavallaro", probabilmente questo gli deriva dal fatto che fu attore di cinema e teatro, dunque, per quello abituato a comunicare, a farsi capire.

http://fr.wikipedia.org/wiki/Jean_d%27Orgeix

Sentite cosa dice a proposito dell'argomento in essere...
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: Alexis85 - Marzo 21, 2015, 02:42:47 pm
e' difficile sentire una cosa scritta....  :horse-scared: inoltre saresti cosi gentile da tradurre la parte che ti interessa? cosi anche chi non conosce il francese puo permettersi di sentire cotanta saggezza....  :horse-scared:
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 21, 2015, 03:34:10 pm
... Inutilmente i venti presaghi raffreddano il petto polveroso ed i fianchi focosi del veloce cavallo mentre il morso irritante ne accresce l’impeto della corsa: gli occhi sprizzano scintille, le narici fumano, la testa eretta si agita, dalla bocca vola la schiuma che imbratta le vesti svolazzanti, le mani incerte ed il candido seno...
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 21, 2015, 10:06:59 pm
e' difficile sentire una cosa scritta.... 

Ho sentito: Guernica di Picasso, gli affreschi di Pompei, la Vucciria di Guttuso...

Ho sentito: Moby Dick, Lavorare stanca, I Demoni, Uomini e topi...

Ho sentito: l'odore della pelle della mia fidanzatina di 16 anni, l'olezzo delle zagare in giardino, il profumo dei capelli della mia nipotina...

Ho sentito: il rilassarsi del mio lallo al gentile tocco, il velluto del suo muso, i turgidi capezzoli di Annamaria, allora, quando eravamo adolescenti...

Ho sentito: un profondo disgusto per tangentopoli, per la cricca, per tutte le mafie, per le raccomandazioni...

Ho sentito: un chiaro ribrezzo per personaggi come: ....... .....

Cara ragassa, beata te che senti solo cogli aurecoli!
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: Alexis85 - Marzo 21, 2015, 11:59:18 pm
come sei poetico! ma  leggere wikipedia non e come sentire i capezzoli di annamaria da adolescenti mi dispiace ahahahahah!
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 22, 2015, 05:58:19 pm
Hai ragione, ma leggi più attentamente i post precedenti.

Spero, stasera di offrirVi "quello che mi pare di aver capito dalla traduzione " delle palabras di JDO: chapeau!

Il tema è il contatto, inteso come relactione mano del cavagliere bucca dello lallo; raccomando la lectura a milla che sta ancora combattendo con la sua lalla.
Quella è la massima argomentazione espressa da un grande cavallerizzo colla maxima chiarezza sull'argomento .

Io da cavallaro avrebbo risolto il ploblema da un bel pezzo, ma la mia offerta presuppone una scielta  radicale e un momentaneo - più o meno lungo - divorzio da cape, bici, edgardi e dressaggisti della beatissima minchia... atutaler

Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: alex - Marzo 22, 2015, 09:28:13 pm
Ho fatto i compiti a casa, e ci ho pure un po' riflettuto.

Asia comprende il mucimuci, puro e semplice, in perfetta immobilità di tutto. La prova: lo ho fatto fare un vecchio esercizio (salire con gli anteriori su un piccolo dislivello e lì fermarsi), e poi al mucimuci è scesa immediatamente indietreggiando. Ok, ho usato l'aiuto di terreno, scelto apposta per creare una situazione in cui indietreggiare è logico e piacevole; Asia "non aspetta altro". Questo non ha nulla a che fare con il fatto di obbedire al mucimuci, lo ammetto apertamente.

Una seconda osservazione sul movimento della capa. Ho notato che piegando la capa in avanti, il bacino arretra leggermente; e estendendo la capa all'indietro, il bacino avanza leggermente. Succede in piccolo la stessa cosa che avviene andando in altalena: ci si spinge avanti, estendendosi all'indietro (e rovesciando indietro la capoccia); ci si spinge in dietro facendo il movimento opposto (compresa la flessione in avanti della capoccia).

Conclusione:  il movimento del busto, o della testa, non agisce tanto come una variazione di peso, o come qualcuno mi ha detto "liberando i posteriori", ma come una vera e propria "spinta" indietro sulla sella.

Sono rimasto nei pipponlimits?  :horse-embarrassed:



Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: milla - Marzo 22, 2015, 09:33:48 pm
Raffaele sono assolutamente disponibile ad accettare i tuoi consigli ma ancora non mi hai detto quale sarebbe stata la tua "soluzione da cavallaro" , una volta divorziato da cape,bici ed edgardi che dovrei fare poi? Uncinetto, punto a croce? Smetti di fare l'Oracolo di Delfi ed esprimiti chiaramente.

Mi dici il titolo di questo aureo libretto di JDO e se è in commercio. Grazie.
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 22, 2015, 10:58:28 pm
Caro Alex, sei sulla bona estrada, non ti fissare sul muci muci o l'aiuto di terreno, o altro: decidi un programma e mettilo in pratica rigorosamente, il lallo deve indietreggiare, deve fare la levata, deve inginocchiarsi o fare quant'altro allorché dici pippo, oppure quando apri le braccia o quando ti soffi il naso, non ha importanza.

Pippo, l'apertura bracciale, il soffiaggio di naso è il comando finale/il risultato da ottenere e vanno imposti fin dall'inizio assieme ad aiuti di mano, gamba, frusta ecc. insomma con quanto necessario per ottenere l'esercizio.
Per sottrazione, man mano che le risposte sono corrette, si elimina un aiuto alla volta e si arriva ad ottenere quanto desiderato con la sola apertura di braccia, con la parola pippo o collo scatarramento nasale.

Ho detto millanta volte - ma non è detto che tu mi abbia letto - che mi riferisco a: Dresser c'est simple di JDO - ed. Belin -  Amazon - costo una ventina di euri.

E' un librettino dove c'è l'essenziale dell'equitazione, le basi fondamentali spiegate con sagacia et argutia... mi ripeto: niente di nuovo, robba presa da L'Hotte, dunque, da Baucher ma rivisitata ed esposta con grande maestria.

Di fronte alle grandi cape col culo radiologico, alla Bice che dice, il modesto cavallaro fa un passo indietro; anche perché plobabilmente a te ti sollazza così e unne c'è sfizio nun c'è perdenza.



Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: alex - Marzo 23, 2015, 12:21:51 am
Ahi mè: sono molto dispersivo e discontinuo, come ben tu sai.... ed è un po' tardi per cambiare. Sono troppe, e troppo svariate, le cose che mi sollazzano perchè non dico voglia raggiungere, ma nemmeno voglia aspirare all'eccellenza in qualunque di queste. Ai primi barlumi di risultato, passo ad altro. E non mi chiamo JDO, e quindi non ho la fulminea velocità di apprendimento che serve per imparare cose complesse e delicate in un batti baleno. Ergo....  :dontknow:
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: milla - Marzo 23, 2015, 12:53:04 pm
Dici che tu, da modesto cavallaro, avresti risolto il problema da un pezzo e che la tua "offerta" presuppone ecc. e poi "fai un passo indietro", mi sembri un po' contraddittorio. :icon_confused:
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 23, 2015, 01:54:58 pm
Ahi mè: sono molto dispersivo e discontinuo, come ben tu sai.... ed è un po' tardi per cambiare. Sono troppe, e troppo svariate, le cose che mi sollazzano perchè non dico voglia raggiungere, ma nemmeno voglia aspirare all'eccellenza in qualunque di queste. Ai primi barlumi di risultato, passo ad altro. E non mi chiamo JDO, e quindi non ho la fulminea velocità di apprendimento che serve per imparare cose complesse e delicate in un batti baleno. Ergo....  :dontknow:

Ahimé, la maggior parte di noi ragasse si comporta così, poco impegno, poca continuità, poco rigore; pertanto i risultati non vengono o vengono raffazzonati o al livello del minimo indispenzabbile.
Per quelli che hanno talento è ancora peggio, sono soddisfatti di se e del loro lallo, fraintendendo i loro risultati, ottengono solo delle vittorie di Pirro.
Allora, giustamente melio dedicarsi ad altro e sollazzarsi col lallo colla relatione, i giuochi ed altre lietitudini del genere, i nostri diarii ne sono pieni.

Per la mia amica milla, faccio un piccolo passo avanti: lasciamo perdere quello che è stato,  la prima cosa su cui lavorare è la tua testa, la seconda: lavorare/sfruttare/valorizzare - per il momento - solo sulle bone qualità della lalla; per far questo, la lalla la devi montare solo tu.
Solo dopo aver impostato un rapporto corretto, la capa ti potrebbe dar letioni da terra.

In questa fase, l'alternarsi sulla schiena di culi - radiologici o meno che siano - è controproducente per il tuo scopo... ammesso che tu abbia uno scopo con quella lalla.

Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: milla - Marzo 23, 2015, 03:30:52 pm
Ma Raffaele certo che ho uno scopo con questa lalla, ti pare che io l'abbia pagata un tot, la mantenga in maneggio pagando un altro (bel) tot senza uno scopo? Mi prendi per scema?
Il mio scopo è LOVVIAMENTE comprarle cuffiette in tinta col sottosella, mi meraviglio che tu, che sei tanto intelligente, non l'abbia capito prima.  :icon_rolleyes:

Fattibilissimo che la lalla la monti solo io.
Ragionevole il lavoro sulla mia testa.
Ottima idea valorizzare solo le buone qualità della lalla ma dal punto di vista pratico è un cincinin vago e che fare con i difetti, ignorarli?
Dai su fai un passetto avanti e scendiamo più sul concreto (per quanto possibile via ueb ovvio), che intendi per "impostare un rapporto corretto"? Lei non fa nessuna difesa nè cattiveria, solo si scalda ed accelera l'andatura.
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: alex - Marzo 23, 2015, 08:02:27 pm
Una domanda Milla: dopo quante falcate ti rendi conto che la cavalla ha accelerato rispetto a quello che va bene a te?

Ammesso che la cavalla acceleri perchè le piace accelerare, sei in una situazione molto fortunata: chiederle di accelerare diventa un premio. Però deve guadagnarselo....
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 23, 2015, 09:16:05 pm
Ma Raffaele certo che ho uno scopo con questa lalla, ti pare che io l'abbia pagata un tot, la mantenga in maneggio pagando un altro (bel) tot senza uno scopo? Mi prendi per scema?

Già, ma qual'è lo scopo?
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: milla - Marzo 23, 2015, 09:38:44 pm
Imparare a montare, non diciamo bene, ma almeno decorosamente, elegantemente, disinvoltamente facendo del buon lavoro in piano.
Semplicissimo.


Alex dipende, non c'è un tot fisso di falcate a volte si scalda prima altre dopo ma il punto è che non si può fare un lavoro in piano decente se il cavallo non mantiene da solo l'andatura ed il ritmo deve essere regolare, non può, di sua iniziativa nè accelerare nè rallentare.
Di buono c'è che è una cavalla in avanti, che è sensibilissima (basta il peso del corpo o appena sfiorarla col polpaccio per farla rispondere), non devo cercare di rallentarla "tirando" sulle redini perchè lei ne approfitta per appendersi ed accelerare ancora di più quindi cerco di tenere un contatto leggerissimo e rallentare con il mio corpo che resta un filo più "indietro", più passivo. Non è facile perchè richiede prontezza di riflessi ed abilità nel dosare il tocco di mano e gamba osa che io non ho imparato con i cavalli di scuola :horse-embarrassed:
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 23, 2015, 10:58:21 pm
Ora, ci son due modi di affrontare le situescions, uno da soggetto attivo, un altro da oggetto passivo.
Personalmente preferisco esser soggetto attivo e sapere della possibilità di fallire/di fallire, piuttosto che soggetto passivo e sperare di avere un risultato quale che sia.

Questa è una posizione personale, la espongo, perché non è detto che sia giusto pensarla come me, altri, possono  comportarsi in modo diametralmente opposto e esser vibrantemente soddisfatti. Non mi cale più di tanto.

Ora, stabilito che la lalla è quella e bisogna recuperare/instaurare/cominciare ad instaurare un rapporto di reciproca fiducia bisognerebbe comportarsi di conseguenza, delegare questo ad altri è - secondo me - un errore.

Se la fiducia deve esser reciproca, checché se ne dica, quando si è a cavallo, uno comanda l'altro obbedisce, uno impone le regole, l'altro vi si adatta, uno ha le redini in mano, l'altro il ferro in bocca... consiglioti - per l'apertura degli oculi -  l'investimento di qualche euro sul librello di JDO.

Se uno mi dice che ci vogliono anni per addestrare un lallo lo mando subito a cagare, i lalli imparano tutto molto velocemente da chi sa farlo, altra cosa è portarli ad alto livello "professionale", lì ci vuole del tempo più o meno lungo.

Ora, la prima cosa che devi capire è che se la lalla si mette  a correre non è la fine del mondo, cosa succede? Ti fai qualche giro al gran galoppo... e allora? Puoi cadere, e allora ? Un pò di polvere sui pantaloni, per farsi del male - in maneggio - devi esser davvero sfortunata.
Ad ogni modo, quando si monta a cavallo bisogna esser convinti di non cadere e in caso si debbano montare dei cavalli infami, stabilire alla priora,  che se si deve cadere si cade in due.

Però, una cosa è farti qualche giro al galoppo su una lalla sconosciuta altra cosa e farla su una lalla che ti è famigliare, alla quale ci dai del tu, colla quale hai confidenza, cognosci i pregi e i difetti, e li sai sfruttare a tuo vantaggio.

Premesso che non sono in grado di stabilire se mai questa cavalla sarà mai adatta al tuo scopo. l'unico modo per impostare correttamente il raggiungimento di quel risultato - secondo me - è di cominciare a montarla esclusivamente in passeggiata, ma non passivamente bensì parlandole (voce soave/terribil voce), dandole delicatessen, fare degli sbagli, delle scorrettezze appositamente e rassicurarla subito dopo... portarla pian piano a fare tutte le andature, ma con varietà di impiego, ad esempio, all'initio solo passo ma passo allungato, raccolto, fermate e ripartenze e passi indietro, accenni di spalla in dentro, accenni di appuyer, accenni di cessione ecc. ecc. il tutto intervallato opportunamente quasi come se quegli esercitii fossero chiesti per caso...

pippon limit
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: milla - Marzo 23, 2015, 11:45:30 pm
Certo che se si mette a correre NON è la fine del mondo ma con un cavallo che corre, credo sarai d'accordo, che è un po' difficile farci del lavoro in piano come si deve, chi sa montare bene non ha problemi ma io non riesco a impostare un lavoro su due piste o una serpentina o quello che ti pare con una cavalla che corre perchè la regolarità dell'andatura è il requisito indispensabile, la base del lavoro.
Un professionista non ha difficoltà perchè continuamente dosa gli aiuti per mantenere l'andatura regolare e contemporaneamente riesce a fare il lavoro che si è prefisso, io no.
Io mentre guido chiacchiero, ascolto musica, rispondo al cell e faccio mille altre cose perchè ho acquisito degli automatismi, mio figlio che sta imparando non riesce neanche a parlare mentre guida. Ho reso l'idea?
Comunque abbiamo chiarito che non è un dramma se la lalla corre, bene quindi devo lasciarla correre?

Passeggiate da noi sono praticamente impossibili perchè siamo in città, al massimo posso fare dei giretti attorno al maneggio. Lo faccio normalmente, le parlo spesso, i comandi vocali li conosce benissimo, sa che significa BRAVA e che significa NO, normalmente ce ne andiamo a zonzo per il maneggio e dintorni facendo proprio quello che dici tu: variazioni sul passo, cenni di lavoro su due piste, alt, passi indietro ecc.
Quindi su questo concordo, ci siamo, ok.
 Io della cavalla mi fido, so benissimo che non fa niente di sconvolgente e credo che anche lei ormai mi conosca perchè la sento più tranquilla, se non la sento serena faccio una pausa e andiamo a fare un giretto fuori dal maneggio poi, quando si è rilassata si ricomincia a lavorare un po'.
Il passo successivo dunque quale sarebbe?
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 24, 2015, 02:29:34 am
Mandare a... dare un arrivederci a cape e bicie, trovare un posto dove si possa cavalcare nella natiura, non permettere a nessuno di montare la tua lalla, uscire tutti i giorni fuori come ti dissi, limitare il lavoro in maneggio esclusivamente al lavoro al passo ma attivo, prima o poi gli scappamenti - quasi a tua Scajola - si ridurranno/finiranno per forza di cose, e, se comunque continuassero, non sarebboro un drama, ne prenderesti atto come ne prende atto - hora - la capa.

In questa maniera in un paio di mesetti, non di più, senza il supporto di alcuno, potresti dire: questa è la mia lalla, e, plobabilmente, ti potrà dare - in certi limiti - delle vive e vibranti soddisfazioni; che poi tu o la capa possiate portare questa lalla al Grand Prix è tutto da vedere.


Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: alex - Marzo 24, 2015, 08:49:43 am
Passeggiate da noi sono praticamente impossibili ...

 :P
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: PokerFace - Marzo 24, 2015, 10:45:32 am
posso sapere, milla, come si svolge la tua sessione di lavoro da quando sali a quando scendi?
quanto trotto fai? quanto galoppo fai? quanto passo? usi tutto il campo?

Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: raffaele de martinis - Marzo 24, 2015, 01:17:25 pm
Passeggiate da noi sono praticamente impossibili ...

 :P

Già, fare equitazione in città è come fare vela in piscina, giocare a tennis nel tinello, organizzare le gare di superbike nel parcheggio del condominio.

Almeno una/due volte la settimana i lalli sportivi dovrebbero lasciar perdere gli allenamenti specifici di maneggio e andare in campagna, nel loro ambiente naturale, non lo dico io ma R. Klimke il più grande preparatore di lalli da dressage.

Inoltre, lo staccarsi dalla capa e dalla bicie non può che far del bene alla nostra milla, il ploblema non è tennico ma psicologico, è evidente che c'è una sudditanza in tal senzo della Nostra verso le due brave ragasse.
Per prima cosa la Nostra deve capire che deve far da sola, quel vitio - con molte plobabilità - è irreversibile ma - come vediamo - perfettamente gestibile...
Titolo: Re:La "Parola Contraria": la mia.
Inserito da: milla - Marzo 24, 2015, 02:00:46 pm
Eh ragazzi avete ragione ma io abito in città, in pieno centro storico, ci lavoro anche, e per ovvie ragioni logistiche ho bisogno di un posto raggiungibile con mezz'ora d'auto, non oltre.
Premesso che non mi diverte granchè fare passeggiate (scusate lo so che per molti di voi è un'eresia ma nessuno è perfetto  :horse-embarrassed:) non ci sono maneggi per passeggiatori nelle vicinanze tranne forse qualche posto stile affittacavalli poco raccomandabile, quindi uno spostamento è escluso.
Che invece io possa fare a meno delle lezioni con bici e cape è possibile, nessuno mi obbliga, è che da noi tutti (specialmente gli agonisti) si fanno preparare il cavallo dalla Capa e oggettivamente i benefici si vedono quindi mi è sembrato normale (avendo delle difficoltà e non essendo