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Autore Topic: Approccio "barefoot" alla laminite  (Letto 25442 volte)

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raffaele de martinis

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Re:Approccio "barefoot" alla laminite
« Risposta #45 il: Ottobre 30, 2012, 06:45:41 pm »

Ci sono laminiti e laminiti.

Esperienza diretta: - la cura di antinfiammatori, secondo me è necessaria e di solito è abbinata ad un ciclo di flebo disintossicanti, è quasi sempre risolutiva se somministrata nella fase precoce della malattia, senza interventi particolari del maniscalco.

Esperienza diretta: - una saltatrice (12/13 anni) è stata recuperata in fase acuta della malattia mediante la cura farmacologica e opportune ferrature: - ferratura napoleone con ammortizzatori ai talloni, ha vissuto fino ai 27 anni senza particolari problemi ma ferrata opportunamente.

Esperienza diretta: - stadio terminale, cura pesante/pesantissima e sferratura - il cavallo non lo si poteva ferrare - distacco completo di tre zoccoli su 4 abbatimento del lallo.

Potrei fare altri 4/5 esempi diretti, di questi uno solo si è concluso in maniera tragica (quello descritto), in genere un bravo veterinario coadiuvato da un bravo maniscalco risolvono il problema; di solito fin dalla prima ferratura adatta, il cavallo si mette dritto e in 4/8 settimane va latino a tutte le andature.

Ovviamente, non ho alcuna esperienza di cure barefutte per questa malattia, credo che anche in caso di successo i tempi siano lunghi, molto lunghi.


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alex

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Re:Approccio "barefoot" alla laminite
« Risposta #46 il: Ottobre 30, 2012, 08:39:36 pm »

Qui ti quoto... ci sono laminiti e laminiti. Come ci sono broncopolmoniti e broncopolmoniti, fratture e fratture, eccetera.  :icon_rolleyes:

Johnthevet dice che le laminiti sono di tre tipi. Quelle che guariscono da sole e bene; quelle che guariscono con difficoltà e lasciano strascichi; quelle che vanno male. Qualsiasi stravagante cura si usi, si possono annoverare parecchi successi .... in quelli del gruppo 1.   :icon_rolleyes:  Il bello sta variare la quota di quelli del gruppo 2 e di gruppo 3.

Se vai a fondo nelle alterazioni della laminite (di qualsiasi tipo), capisci perchè il cavallo ferrato è nettamente svantaggiato rispetto allo sferrato e perchè, nel cavallo sferrato, è molto più facile la guarigione spontanea o addirittura un decorso completamente "muto" o quasi. E' una questione relativa a quello che Bowker chiama "carico periferico".  Il peso del cavallo, nella laminite, NON deve gravare sulla muraglia, che è attaccata al corion per un pelo (come dimostra il dramma del distacco completo nei casi più gravi.) Alcune ferrature terapeutiche spostano il peso sul fettone; ma inevitabilmente il ferro costituisce un elemento di "carico periferico".




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raffaele de martinis

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Re:Approccio "barefoot" alla laminite
« Risposta #47 il: Ottobre 30, 2012, 09:01:53 pm »

Più che di gruppi, io sarei propenso a distinguere con una banalità: - diagnosi precoci, diagnosi tardive della malattia.

Un ottimo segno premonitore della eventuale incombente laminite - almeno di quella di origine alimentare o infettiva - è il controllo saltuario delle mucose del lallo, operazione facile e semplice ma determinante.

Specialmente nei cambi di alimentazione fatelo, se le trovate arrossate chiamate subito il veterinario, probabilmente ve la cavate con un pò di cortisone, epatoprotettori e lavaggi  .




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Ipparco

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Re:Approccio "barefoot" alla laminite
« Risposta #48 il: Ottobre 30, 2012, 09:12:22 pm »

Concordo anch'io con Raffaele, gli antiinfiammatori hanno senso nella fase acuta, una volta superata quella non hanno molto senso, per quel che ne so.
Prova a farti spiegare in base a quale ragionamento/protocollo ritiene necessario fare questa cosa.

Sui tipi di laminite, a mio avviso sarebbe più opportuno distinguerle in due categorie: quelle di origine metabolica e quelle di origine tossica.
Di solito le prime hanno sintomi più "blandi", di tipo cronico, e sono abbastanza facili da gestire se prese per tempo.
Le seconde invece possono essere maledettamente difficili da affrontare, perchè hanno decorso acuto, spesso con grave compromissione della circolazione e dell'integrità strutturale del piede, e a tutt'oggi la prognosi è spesso infausta. Per fortuna sono molto più frequenti quelle del primo tipo.
Nel primo caso, spesso non è nemmeno necessaria una terapia farmacologica (se non diretta a combattere i problemi metabolici, come ad esempio nel Cushings), mentre nel secondo caso bisogna cercare di "salvare il salvabile", di solito con l'uso massiccio di antiinfiammatori, vasodilatatori, disintossicanti, terapia del freddo e talvolta anche con salassi e altri metodi drastici. Tutto ciò però di solito durante la fase acuta (i primi 2-3 giorni), non tre settimane dopo..
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Leonardo de Curtis, AHACP, PHCP
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alex

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Re:Approccio "barefoot" alla laminite
« Risposta #49 il: Ottobre 30, 2012, 10:14:29 pm »

Più che di gruppi, io sarei propenso a distinguere con una banalità: - diagnosi precoci, diagnosi tardive della malattia.

C'è una suddivisione ancora più importante: la gravità della lesione. Vedi safergrass. Ci sono laminiti leggerissime, la cui diagnosi è sistematicamente mancata, perchè le manifestazioni sono estremamente diverse da quelle delle forme "classiche", ma poi, con il ripetersi degli episodi, determinano forme croniche e inveterate senza che mai il proprietario o il maniscalco abbiano sospettato la malattia; ci sono forme di moderata gravità, in cui la diagnosi è possibile, ma non facilissima; e poi ci sono le forme classiche, gravi, in cui un qualsiasi uomo di cavalli fa la diagnosi guardando il cavallo da lontano, sempre che non sia disteso a terra impossibilitato ad alzarsi.

La diagnosi delleforme lievi e moderate è importantissima, perchè può consentire di individuare la causa e permettere di rimuoverla; se invece di aspetta l'episodio acuto, le cose possono essere drammatiche.
 
La dimostrazione della difficoltà diagnostica è semplicissima: spesso, nei casi di un episodio di laminite di moderata gravità, lo zoccolo mostra segni di una sofferenza laminitica vecchi di molti mesi; la muraglia è deformata dalla corona al margine inferiore e il tallone è di vari cm. più alto di quello che dovrebbe, perchè chi ha pareggiato lo zoccolo nelle ferrature si è sforzato di allineare la muraglia con il pastorale, facendo un vero disastro (aumentando la rotazione del triangolare e assottigliando la suola sotto la punta del triangolare).
« Ultima modifica: Ottobre 30, 2012, 10:16:22 pm da alex »
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mari68

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Re:Approccio "barefoot" alla laminite
« Risposta #50 il: Ottobre 31, 2012, 07:11:59 am »

grazie ai vostri punti di vista ho preso la mia decisione e comunque non mi sono spiegata bene precedentemente il veterinario non lo vede da tre settimane ma l'evento e' accaduto l'ultima settimana di aprile...dunque lasciamolo disintossicare  con le passeggiate panoramiche giornaliere e le tisane per fegato  e reni (sempre ordinatami da un vet alcuni anni orsono) alimentazione corretta .....ecc grazie   e buon lavoro a tutti
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alex

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Re:Approccio "barefoot" alla laminite
« Risposta #51 il: Ottobre 31, 2012, 08:30:31 am »

Mi raccomando, mari68, nessuna preoccupazione per le  cosacce orribili che abbiamo detto sulle forme di laminite grave: il tuo caso non lo è. A vedere le foto, sta venendo giù dalla corona una muraglia nuova e ben connessa; e sempre a vedere le foto, come diceva Ipparco, fra pochi mesi la nuova muraglia dovrebbe aver sostituito completamente quella mal connessa.
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mari68

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Re:Approccio "barefoot" alla laminite
« Risposta #52 il: Ottobre 31, 2012, 03:31:08 pm »

 :horse-embarrassed :horse :horse-embarrassed:-embarrassed:ti adoro ciao ciao
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Bubba

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Re:Approccio "barefoot" alla laminite
« Risposta #53 il: Maggio 10, 2014, 12:39:13 pm »

domande  :horse-embarrassed:

Un cavallo con laminite cronica deve essere allontanato dal pascolo per sempre oppure può pascolare un po' nei mesi meno pericolosi? l'alternativa sarebbe mangiare waffer. Cosa sarebbe peggio?
Nel senso.. almeno al pascolo si muoverebbe un poco.

I cavalli che "combattono a lungo" contro al laminite e poi devono assere abbattuti, secondo voi che cosa hanno? nel senso.. hanno la laminite, ma perchè dopo tot la situazione precipita? Il triangolare sfonda la suola? non si alzano più? 

 
il dubbio mi è venuto quando ho letto della morte di Gunner, alla fine l'han dovuto sopprimere (Colonels Smoking Gun, known worldwide simply as "Gunner," lost his battle with laminitis on July 8  )
Ora, il cavallo era amato ma specialmente aveva un valore economico stratosferico, impensabile. Di sicuro avran provato di tutto per tenerlo in vita. Una laminite può degenerare senza speranza?
Spero di capisca il senso dell'ultima domanda..  :horse-embarrassed:
« Ultima modifica: Maggio 10, 2014, 12:43:31 pm da Bubba »
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raffaele de martinis

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Re:Approccio "barefoot" alla laminite
« Risposta #54 il: Maggio 10, 2014, 01:05:03 pm »

Ci sono laminiti e laminiti.

Esperienza diretta: - la cura di antinfiammatori, secondo me è necessaria e di solito è abbinata ad un ciclo di flebo disintossicanti, è quasi sempre risolutiva se somministrata nella fase precoce della malattia, senza interventi particolari del maniscalco.

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Esperienza diretta: - stadio terminale, cura pesante/pesantissima e sferratura - il cavallo non lo si poteva ferrare - distacco completo di tre zoccoli su 4 abbatimento del lallo.

Potrei fare altri 4/5 esempi diretti, di questi uno solo si è concluso in maniera tragica (quello descritto), in genere un bravo veterinario coadiuvato da un bravo maniscalco risolvono il problema; di solito fin dalla prima ferratura adatta, il cavallo si mette dritto e in 4/8 settimane va latino a tutte le andature.

Ovviamente, non ho alcuna esperienza di cure barefutte per questa malattia, credo che anche in caso di successo i tempi siano lunghi, molto lunghi.
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raffaele de martinis

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Re:Approccio "barefoot" alla laminite
« Risposta #55 il: Maggio 10, 2014, 01:05:44 pm »

Più che di gruppi, io sarei propenso a distinguere con una banalità: - diagnosi precoci, diagnosi tardive della malattia.

Un ottimo segno premonitore della eventuale incombente laminite - almeno di quella di origine alimentare o infettiva - è il controllo saltuario delle mucose del lallo, operazione facile e semplice ma determinante.

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Re:Approccio "barefoot" alla laminite
« Risposta #56 il: Maggio 10, 2014, 01:27:59 pm »

cosa intendi con stadio terminale?
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raffaele de martinis

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Re:Approccio "barefoot" alla laminite
« Risposta #57 il: Maggio 10, 2014, 02:07:51 pm »

Quando si sfonda la suola e si stacca lo soccolo.
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Bubba

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Re:Approccio "barefoot" alla laminite
« Risposta #58 il: Maggio 10, 2014, 02:19:01 pm »

capito  :horse-smile:
ma secondo te esiste una fattore che trasforma una laminite " stabilizzata" e la fa precipitare all'ultimo stadio?
E' sfortuna? incuria? insomma, la fase acuta ok, ma una votla "tamponata la situazione" non dovrebbero restare circa stabili?
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raffaele de martinis

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Re:Approccio "barefoot" alla laminite
« Risposta #59 il: Maggio 10, 2014, 05:10:20 pm »

La domanda andrebbe fatta al dottor Flavio, ma per mia esperienza il decorso è soggettvo, conditionato da mille fattori a cominciare - come dissi - dalla diagnosi precoce.

Una tracheite può portare alla bornchite, che se trascurata può portare alla polmonite, la polmonite se non curata a tenpo può portare alla morte.

Come vedi una "ite" una banala infiammazione potrebbe essere letale - detto ciò - la laminite è una maladia grave gravissima...in alcuni casi (come a quello che ho accennato) l'eutanasia - suggerita dal veterinario e da me propugnata - sarebbe stata la cosa migliore, invece la lallista della minchia volle tentare l'impossibol: un mese e mezzo di sofferenze per lo lallo, tempo e fatiga impiegati (anco miei), almeno 500.000 amate lirette in medicinali et accessoria.
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