Benvenuto! Effettua l'accesso oppure registrati.
Hai perso l'e-mail di attivazione?

Nome utente: Password:

Autore Topic: Origini della barefutteria.  (Letto 259 volte)

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questo topic.

raffaele de martinis

  • Hero Member
  • ****
  • Offline Offline
  • Post: 5957
Origini della barefutteria.
« il: Dicembre 31, 2018, 02:33:22 pm »

Mentre l'origin della mascalcia, data la sua millenaria origine, è avvolta nel mistero della storia, quella della barefutteria, dovrebbe esser chiara a tutti, perché il lieto movimento è nato solo da alcuni decenni.

Io ho letto qualcosa, ma data la fonte (un maniscalco) la reputo di parte, se qualcuno è informato con dati seri, ci informi... anzi, lo metterò a fronte delle origin della mascalcia nell'"azzeramento".

 
Connesso
modestamente: [email protected]

alex

  • Gran trascrittore d'opere d'altri tempi
  • Coordinatore di Progetto
  • Hero Member
  • **
  • Offline Offline
  • Post: 8760
Re:Origini della barefutteria.
« Risposta #1 il: Dicembre 31, 2018, 03:40:49 pm »

L'uso del cavallo sferrato è un conto, la nascita di un "movimento barefoot" è un altro. Non occorre che ti dica un'ovvietà ovvia: il cavallo è stato usato sferrato per alcuni millenni, e per lavorare e fare la guerra, non per lalleggiare; dopodichè è stata inventata la ferratura (probabilmente dai popoli nordeuropei, Celti?)  che si è rapidamente diffusa, ma in tempi diversi nelle varie culture, e tuttora in alcuni popoli non lallisti è un'eccezione più che una regola (es. Mongolia).

Poichè per wikisource mi sono letto parola per parola Il milione, incredibile libro dove ci sono moltissime cose "viste con gli occhi" nell'oriente del XIII secolo e poche cose fantasiose riferite senza essere state viste, una chicchetta che suggerisce che per Marco Polo era sorprendente vedere cavalli non ferrati, è l'unica citazione riguardante i ferri di tutto il libro:
Citazione
E la provincia è molto fredda; e quivi nascono cavalli assai e buoni corritori, e non portano ferri, sempre andando per le montagne;... (fonte: https://it.wikisource.org/wiki/Il_milione_(Laterza,1912)/XXXV)

Nota: non in piane ubertose dal terreno morbido; in montagna, e andandoci sempre. Dove sia la regione citata (Balascam? Badascian? Balascan?) non lo so, a nove giornate da Taycaz e tre da Schassem, ma non mi aiuta.  :horse-wink:




Connesso
La nuda Verità è una donna difficile da amare. L'illusione invece è una donna seducente, amorevole, a cui è facilissimo restare fedeli.

raffaele de martinis

  • Hero Member
  • ****
  • Offline Offline
  • Post: 5957
Re:Origini della barefutteria.
« Risposta #2 il: Dicembre 31, 2018, 04:06:53 pm »

Barefutteria deriva da berfoter che come bistecca deriva da beef steack, bleffare da bluff, cingomma da chewing gum, sciffon da chiffon, ecc. ecc.
la palabra era scognosciuta in questi lidi fino a poco fa.

Dunque, la domanda era chiara: da quando e perché comincia il "movimento barefutto?".

Dei lalli di Marco poco ce ne cale... in questa situescion.

Connesso
modestamente: [email protected]

alex

  • Gran trascrittore d'opere d'altri tempi
  • Coordinatore di Progetto
  • Hero Member
  • **
  • Offline Offline
  • Post: 8760
Re:Origini della barefutteria.
« Risposta #3 il: Dicembre 31, 2018, 05:19:13 pm »

Non mi appassionano queste questioni linguistiche.... barefoot horse è un nuovo nome per una cosa vecchia; la cosa mi interessa più del suo nome. Ma se ti appassiona, cerca pure, buon lavoro.

PS: non dimenticarti di menzionare il misteriosissimo "Horses and roads", ma ti consiglio di non ripetere la tua riprovevole ipotesi che sia "un falso", errare humanum est, perseverare diabolicum.
Connesso
La nuda Verità è una donna difficile da amare. L'illusione invece è una donna seducente, amorevole, a cui è facilissimo restare fedeli.

max

  • Hero Member
  • ****
  • Offline Offline
  • Sesso: Maschio
  • Post: 1994
Re:Origini della barefutteria.
« Risposta #4 il: Dicembre 31, 2018, 05:33:45 pm »

Da che so io dovrebbe esser nato dalle prime osservazioni e intuizioni dell'ex maniscalco Jaime Jackson.
Connesso
Quel pochissimo che sapete vi impedisce di capire quel moltissimo che non conoscete.

raffaele de martinis

  • Hero Member
  • ****
  • Offline Offline
  • Post: 5957
Re:Origini della barefutteria.
« Risposta #5 il: Gennaio 01, 2019, 03:36:49 pm »

Non mi appassionano queste questioni linguistiche.... barefoot horse è un nuovo nome per una cosa vecchia; la cosa mi interessa più del suo nome. Ma se ti appassiona, cerca pure, buon lavoro.

PS: non dimenticarti di menzionare il misteriosissimo "Horses and roads", ma ti consiglio di non ripetere la tua riprovevole ipotesi che sia "un falso", errare humanum est, perseverare diabolicum.

AAAAAAAAAAHHHHHHHH  ma allora ci fai!

Dell'autore del "misteriosissimo" che - stranamente - si cela sotto lo pseudonimo "il mercenario", non sappiamo nulla, non ha scritto niente prima e non scriverà niente dopo quel libercolo, dal punto di vista scisciscientifico quella pubblicazione - ammesso che sia genuina - è inattendibile, inaccettabile improponibile... non lo proporre più.
Connesso
modestamente: [email protected]

alex

  • Gran trascrittore d'opere d'altri tempi
  • Coordinatore di Progetto
  • Hero Member
  • **
  • Offline Offline
  • Post: 8760
Re:Origini della barefutteria.
« Risposta #6 il: Gennaio 01, 2019, 05:57:32 pm »

Fai come vuoi..... per me è e resta un documento interessante. Molto interessante. Purtroppo non ho ancora trovato online la rivista in cui i testi sono stati pubblicati prima di essere riuniti nel libretto. Ma non ci faticherò: non servirebbe.

Vuol dire che lo citerò su wikipedia  :horse-wink:
« Ultima modifica: Gennaio 01, 2019, 05:59:08 pm da alex »
Connesso
La nuda Verità è una donna difficile da amare. L'illusione invece è una donna seducente, amorevole, a cui è facilissimo restare fedeli.

raffaele de martinis

  • Hero Member
  • ****
  • Offline Offline
  • Post: 5957
Re:Origini della barefutteria.
« Risposta #7 il: Gennaio 01, 2019, 09:06:17 pm »

Appunto, ma non eri tu il fautore dell'approccio scisciscientifico et dell'autorevolezza delle fonti?

Dove hai preso sta puttaneta:
È qualcosa che gli osservatori più attenti hanno notato da sempre; i cavalli ferrati tendono a manifestare zoppìa troppo frequente, e sono abbattuti prima del termine del loro ciclo vitale, quando soffrono di dolori tali da non poter essere più utilizzati.

Chi sono questi osservatori più attenti che da sempre notano, e con chi hanno comparato la zoppia "più frequente"?

I cavalli attualmente utilizzati in Mongolia e in zone del Sud America sono tuttora sferrati.

Ma quando mai, anche la nelle ubertose pampe e  nelle sconfinate steppe, quando devono, quando è necessario ferrano: e stranamente per i lalli da polo è sempre necessario.



E "non ammettono niente", guardate:

https://www.youtube.com/watch?v=UcONbiv34xA

Certamente ci sono alcune zone dove non ferrano, io ne ebbi testimonianza indiretta ma lo fanno in situazioni "animalesche"  di estrema arretratezza e - comunque - quei vaqueri hanno a disposition un numero esagerato di lalli a "roteare".

Beccatevi sto pippone lo misi nel mio blog 5 ani fa nel reparto: barefutteria, ora lo sposto a riprova delle grandi puttanete equestri:

25 Aprile 2014
Il prof. Barrile, montevaghese e mio antico compagno di zingarate a cavallo, qualche tempo fa, è stato a trovare un suo parente che ha fatto fortuna in quella nazione e ha soggiornato un paio di mesi nella sua fazenda.

Una sera, dopo una cena tra amici, ci trovammo a parlare di quella sua vacanza, sollecitato il prof - ormai in pensione - volentieri si lasciò andare alla chiacchiera dato che è un salace oratore e in quella circostanza il vino aveva sciolto la lingua un po a tutti.

Tenete presente che, la fattoria dei parenti, consisteva in alcune migliaia di ettari di pascolo e di foreste, parte di proprietà, parte in concessione governativa dove venivano allevati bovini e cavalli; c'era incorporato un paesino con posta, spaccio e scuola elementare per i dipendenti dell'azienda, ogni tanto passa una corriera che lo collega ad un grosso centro vicino, vicino si fa per dire, saranno stati un centinaio di chilometri, ricordo che disse che - i proprietari e dirigenti dell'azienda - avevano un piccolo aereo per gli spostamenti, e proprio nel periodo della visita di Barrile, si stava trattando l'acquisto di un elicottero.

Il Prof. ci propinò una marea di aneddoti e curiosità su quella sua vacanza esotica, appena ambientato, il Prof. - per girare nella fazenda - fu fornito di. una Jeep e di un accompagnatore, il nostro amico - all'inizio - si bardò come un novello Indiana Jones...cappellaccio, stivali, sahariana...gli mancava solo la frusta, al contrario, il suo accompagnatore - un ragazzotto di 15/16 anni - andava con gli infradito di plastica, calzoncini e maglietta jloveNY; il compito principale del ragazzo era di proteggere il Prof. dai serpenti, pare che - da quelle parti - ce ne siano a bizzeffe, alcuni pericolosi, molti innocui, altri letali.Tutti vanno a cavallo, e il cavallo è il principale mezzo di lavoro dei gauchos dell'azienda, queste persone fanno una vita davvero dura, ma si accontentano di poco, quello che però non bisogna mai far loro mancare sono: sigari (di pessima qualità) e una bevanda alcolica locale della quale non ricordo il nome.

A quel tempo facevo ricerche sulla barefutterìa, dunque feci delle domande specifiche al Prof.: non gli risultava che i cavalli venissero ferrati nè pareggiati in alcun modo, avevano piedi "sfrangiati" ma andavano come treni, erano tenuti in "piccoli" recinti; due tre ettari, dove stavano al pascolo...la mattina all'alba, si andava a prendere quelli che servivano, e si tornava al tramonto o magari si tornava dopo due o tre giorni, c'erano dei ricoveri sparsi in giro e i gauchos - se necessario - dormivano dove gli capitava, i lalli non venivano mai strigliati, erano - a detta del Prof. che fece varie escursioni con loro - docili, quasi apatici.

Quelli erano cavalli da lavoro, evidentemente, erano usati a rotazione, ma il Prof. non si applicò più di tanto in quelle problematiche, dunque, le sue risposte non furono categoriche e precise riguardo le loro condizioni di utilizzo, ricordava che erano cavallini piuttosto piccoli e - chissà perché - tutti sauri, mentre gli altri cavalli da allevamento (macello) avevano mantelli i più disparati; i bovini erano la produzione principale dell'azienda, altra cosa che gli rimase impressa fu il barbecue che organizzarono per la sua partenza, pare che misero allo spiedo un vitello intero...


La prossima volta, vi propino un pippone sulla mia testimonianza indiretta dei lalli ferrati in Mongolia.
« Ultima modifica: Gennaio 01, 2019, 09:08:19 pm da raffaele de martinis »
Connesso
modestamente: [email protected]