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Autore Topic: La "Parola Contraria": la mia.  (Letto 850229 volte)

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alex

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Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
« Risposta #90 il: Luglio 05, 2013, 10:04:24 am »

Io penso che "intelligenza" significhi "comprensione approfondita"  e contesto la variazione dell'articolo da "il" a "un": ci si riferisce alla specifica "intelligenza" dell'arte equestre, non a "una" intelligenza; determinativo, non indeterminato. Ma anche se ho la sensazione di capire perfettamente il significato, non saprei tradurlo..... è ben per questo che ho rinunciato, da anni, a tradurre alcunchè; unicuique suum.

Ne traggo l'insegnamento che è meglio studiare le lingue piuttosto che affidarsi alle traduzioni.  :occasion14:
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raffaele de martinis

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..."ragionare stanca".
« Risposta #91 il: Luglio 05, 2013, 10:27:30 am »

Ignoro, i precedenti posti e continuo il discorso di stanotte:

la chiave stà in intelligenza e nell'etimologia della parola partendo dal significato di : intelligence avec l'ennemi - intelligenza col nemico.

Intelligenza è la capacità di collegare fra loro eventi, azioni o oggetti al fine di conoscere, comprendere o prendere decisioni, mettere insieme, capacità di "collegare" dal latino: inter-ligo. quindi “Intelligenza con il nemico”significa complicità, collegamento con il nemico.

Dunque: in “l'intelligence particulière à son art” , la parola "intelligenza è usata come nel caso citato: intelligenza col nemico, detto questo, ecco il risultato della traduzione: -

“la particolare capacità di collegare alla sua arte”, ovvero: “il particolare collegamento” - “il particolare rapporto” - “la particolare relazione” - “il particolare legame”........dunque, traducendo liberamente: -  “l’amore”/“la passione” per la propria "arte".

Capito questo, si sa che il cavagliere, in questo caso è chiaramente un aspirante cavallerizzo; che rendersi conto si semplifica con : capire/comprendere/imparare; che "portare" ha ottimi sinonimi tra i quali spingere e simili.
Fatti sti ragionamenti il risultato è questo:

Inoltre, è necessario che l’aspirante cavallerizzo abbia una sincera passione per i cavalli e per l’equitazione che lo spingerà ad imparare  e lo aiuterà: prima  nella propria formazione e poi nell’insegnamento.


Ora, fin dalla prima lettura avevo capito il senso della frase, quello che è stato difficile è poterlo partecipare agli altri in maniera corretta, per farlo ho dovuto fare qualke ricerca ma sopratutto ho dovuto mettere alla frusta i miei residui neuroni ovvero ho dovuto ragionare e parafrasando Pavese..."ragionare stanca", è maledettamente vero !


« Ultima modifica: Luglio 05, 2013, 10:32:17 am da raffaele de martinis »
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Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
« Risposta #92 il: Luglio 05, 2013, 11:08:01 am »

Mi permetto rispettosamente di far notare che trattasi non più di traduzione ma di interpretazione dell' Hotte-pensiero.
Che l'aspirante cavaliere debba avere passione è sicuro ma tradurre intelligence con passione e modificare il periodo di conseguenza è andare un po' oltre.
Mia personalissima opinione
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max

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Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
« Risposta #93 il: Luglio 05, 2013, 12:15:04 pm »

mi permetto di accomunare la parola "intelligenza" con l'atto dell' "intendere" e dell'avere "intesa", l'intesa con i cavalli in questo caso

comunque per quel periodo bastava tradurre "intelligenza" con "attitudine" e non servivano tutti sti pipponi

Il faut encore que le cavalier possède l'intelligence particulière à son art, qui le portera à se rendre compte de tout et dirigera dans sa propre pratique comme, plus tard, dans son professorat

Bisogna inoltre che il cavaliere possieda l'attitudine propria alla sua arte (l'equitazione), che lo porterà a diventare consapevole delle cose e lo aiuterà nella sua pratica come, più tardi, nell'insegnamento
« Ultima modifica: Luglio 05, 2013, 12:17:35 pm da max »
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alex

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Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
« Risposta #94 il: Luglio 05, 2013, 12:18:28 pm »

Dal dizionario etimologico: comprendere: "prendere insieme"; afferrare coll'intelletto ossia intendere appieno. Intelligenza forse da inter legere, e quindi forse "leggere fra le righe", "cogliere oltre l'apparenza". Mi pare che "intendere appieno" (ossia "comprendere") sil il concetto a cui si riferisce la parola.

La traduzione con "passione" è bella, ma non è fedele; proprio come certe donne.  :icon_rolleyes:

La mia proposta: "la completa comprensione della sua arte".
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Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
« Risposta #95 il: Luglio 05, 2013, 12:27:26 pm »

"la completa comprensione della sua arte" sarebbe ridondante, perché in sostanza lo ridice dopo la virgola:

Bisogna inoltre che il cavaliere possieda "la completa comprensione della sua arte", che lo porterà ad avere "la completa comprensione della sua arte" :D

in questo caso a dispetto del titolo del topic "attitudine" mi pare corretto:

Bisogna inoltre che il cavaliere possieda l'attitudine alla sua arte, che lo porterà ad avere la completa comprensione delle cose
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Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
« Risposta #96 il: Luglio 05, 2013, 12:36:32 pm »

la traduzione di Raffaele, che vorrebbe che bastasse che "l’aspirante cavallerizzo abbia una sincera passione per i cavalli e per l’equitazione" per poter progredire nell'arte è del tutto sbagliata

perché sappiamo bene purtroppo (perlomeno io ho avuto parecchi esempi in diverse "arti") che "una sincera passione" per qualche cosa non è affatto sufficiente per fare progredire una persona in quello che vorrebbe fare, nemmeno dopo anni e anni di "sinceri tentativi appassionati"
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Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
« Risposta #97 il: Luglio 05, 2013, 01:32:03 pm »

Io da traduttrice terra-terra avevo proposto infatti attitudine, perchè il Generale dice semplicemente e giustamente che l'aspirante cavaliere deve essere portato per l'equitazione.
Personalmente non amo troppo le interpretazioni del testo, non mi sento proprio all'altezza di farle,ma anche con un minimo di buon senso penso che la passione sia indispensabile per diventare un vero cavaliere ma senza innata propensione per l'equitazione non si va da nessuna parte, al limite avrebbe migliori risultati un cavaliere con poca passione ma straordinariamente dotato per l'equitazione quindi tra le due mi pare assolutamente indispensabile non la passione ma l'attitudine.
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Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
« Risposta #98 il: Luglio 05, 2013, 02:40:38 pm »

il discorso iniziale di Raffaele non è sbagliato, e neanche quello di Alex, "intelligence" significa anche "collegamento" e "comprensione" certo, è usato anche in inglese (le operazioni di "intelligence" sono appunto operazioni di informazione, collegamenti, raccolta e analisi di dati), ma è la conclusione un po' troppo personale e stravolta che non mi pare corretta, la "passione" non c'entra una beata insomma

in quella "intelligence" c'è che il cavaliere possegga capacità di analisi, raziocinio, bravura manuale, tutto questo non può essere sintetizzato con "bisogna che abbia passione"

al limite si può dire "bisogna che possegga particolari doti per la sua arte"
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Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
« Risposta #99 il: Luglio 05, 2013, 02:41:38 pm »

attitùdine
1. Disposizione innata o acquisita (fisica, psicofisica, o psichica) che rende possibile o facilita lo svolgimento di particolari forme di attività.


collegamento.
fig. Connessione, relazione: trovare, istituire un c. tra due fatti.


Intelligenza.
a. Complesso di facoltà psichiche e mentali che consentono all’uomo di pensare, comprendere o spiegare i fatti o le azioni, elaborare modelli astratti della realtà, intendere e farsi intendere dagli altri, giudicare, e lo rendono insieme capace di adattarsi a situazioni nuove e di modificare la situazione stessa quando questa presenta ostacoli all’adattamento ecc. ecc.


Ora, visti i significati sopra esposti, tradurre: intelligenza con attitudine è una forzatura una interpretazione sbagliata in quanto sono due cose completamente diverse...un cretino può avere una grande attitudine al bel canto, un intelligentissimo premio nobel potrebbe avere nessuna attitudine per il disegno.

Il Generale - in questo caso - non parla di attitudine/predisposizione/intesa coi lalli e con l'equitazione bensì di "intelligenza" nell'accezione - come ho già detto - di collegamento/complicità/amore con essa e che grazie a questo "amore" questa  Passione, l'aspirante maestro d'equitazione - che abbia attitudine o meno - è disposto a studiare ed imparare.

Detto questo, l'argomento non merita un minuto in più della mia attenzione.






« Ultima modifica: Luglio 05, 2013, 02:48:09 pm da raffaele de martinis »
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Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
« Risposta #100 il: Luglio 05, 2013, 03:10:44 pm »

alla fine ha sempre ragione Lui

girovagando ho trovato la traduzione di "intelligence de l'art" con "conoscenza dell'arte", in effetti sono escluse dal contesto le capacità innate ma si fa riferimento solo alla voglia di imparare, alla comprensione e conoscenza

ma anche in questo caso "passione" mi pare un po' troppo lontano da "comprensione e conoscenza", anche perché dopo dice che ne guida i passi, che servirà a rendersi conto di tutto, ora la passione può fare questo? non è forse il "sapere" che può fare questo? meglio ancora la passione per il sapere?
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Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
« Risposta #101 il: Luglio 05, 2013, 06:46:35 pm »

Mi son reso conto che ho fatto una scorrettezza: ho porto la frase fuori dal suo contesto, anche se, in effetti, presto la troverete in questa veste nella prossima pubblicazione dell'ultimo capitolo delle "questioni".

Per onestà intellettuale mi piace segnalarla anche quì nella discussione che si è creata.

Il cavaliere deve sempre controllare i suoi impulsi in maniera tale da agire sul cavallo con raziocinio, opponendo la pazienza all’eccitazione, la calma alla ribellione ma intervenendo con energia contro la pigrizia e la disobbedienza.
Ciò non basta, bisogna che abbia un temperamento forte tale da non scoraggiarsi di fronte alle difficoltà e alle probabili delusioni..
Ma più di tutto, e più che a  tutti gli altri artisti, al cavallerizzo occorre una dote: la costanza, la tenacia  che - a volte - deve essere portata al limite dell’accanimento, ve ne darò la prova quando - parlando più avanti del cavallo - vedremo come siano  numerose le difficoltà e le delusioni che ne possono derivare.
Inoltre, è necessario che l’aspirante cavallerizzo abbia una sincera passione per i cavalli e per l’equitazione che lo spingerà a studiare ed imparare  e lo aiuterà: prima  nella propria formazione e poi nell’insegnamento.
Infine, il cavaliere ha bisogno di un requisito del tutto particolare e specifico solo dell’equitazione: il tatto equestre, cioè quella capacità di percepire e distinguere la qualità dei movimenti del cavallo, dote indispensabile per determinate il tempismo e la misura delle sue azioni.
Questa capacità può essere sviluppata e perfezionata con la pratica e l'esperienza ma sostanzialmente si tratta di una dote innata: “o la si ha o non la si ha”;  un pò come la sensibilità cromatica per il pittore e l’orecchio musicale, il senso del ritmo per il musicista.
« Ultima modifica: Luglio 05, 2013, 06:50:47 pm da raffaele de martinis »
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« Risposta #102 il: Luglio 05, 2013, 09:20:44 pm »

ecco, quell'aggiunta di "studiare" (ed imparare) centra ancora meglio il bersaglio che forse anche il generale voleva centrare

certo che è più una libera interpretazione che una traduzione fedele, ma era nelle intenzioni di Raffaele fin dall'inizio, non possiamo certo dire che non ce lo aspettavamo!
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« Risposta #103 il: Luglio 05, 2013, 10:50:31 pm »

Il testo di L'Hottele Raffotte?  :icon_rolleyes: Insisto: sincera passione è bello, ma non è fedele.
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« Risposta #104 il: Luglio 06, 2013, 11:41:20 pm »

Una mia allieva mi ha fatto notare una cosa semplicissima  che bandisce qualsiasi diatriba: la traduzione  a senso, pertanto, per questa volta derogo dal mio proposito e “torno a prestare la mia attenzione”.

Partiamo dalla traduzione alla “letterissima” del primo “bravo traduttore” fedele quanto si vole allo testo ma, in itagliano, non ha senso.

Bisogna inoltre che il cavaliere possegga l’intelligenza peculiare della propria arte, che lo porterà a rendersi conto di tutto e lo guiderà nella propria pratica come più tardi nel professorato.

E’ evidente che uno dei motivi di incompresione stà in: intelligenzapeculiare, dunque là bisogna.. intervenire.

Ripeto, sono arrivato a passione cominciando intelligenza = inter-ligo  ovvero: “collegamento” . - intelligenza col nemico = collegamento/complicità col nemico, appunto, da cui: “ legame “ - rapporto” - “relazione” - complicità - confidenza - affetto -  “amore” - “passione”.

Ma ammesso che questo mio ragionamento sia sbagliato tutte queste versioni che seguono hanno un significato accettabile, l traduttori hanno capito il senso di cosa si tratta e lo rendono - più o meno bene - infatti vediamo:

Bisogna inoltre che il cavaliere possegga attitudine alla propria arte, che lo porterà a rendersi conto di tutto e lo guiderà nella propria pratica come più tardi nel professorato.

Bisogna inoltre che il cavaliere possegga la predisposizione verso la propria arte, che lo porterà a rendersi conto di tutto e lo guiderà nella propria pratica come più tardi nel professorato.

Bisogna inoltre che il cavaliere possegga la tecnica della propria arte, che lo porterà a rendersi conto di tutto e lo guiderà nella propria pratica come più tardi nel professorato.

Bisogna inoltre che il cavaliere possegga la padronanza della propria arte, che lo porterà a rendersi conto di tutto e lo guiderà nella propria pratica come più tardi nel professorato.

Bisogna inoltre che il cavaliere possegga la dimestichezza della propria arte, che lo porterà a rendersi conto di tutto e lo guiderà nella propria pratica come più tardi nel professorato.

Bisogna inoltre che il cavaliere possegga la particolare relazione della propria arte, che lo porterà a rendersi conto di tutto e lo guiderà nella propria pratica come più tardi nel professorato.

Bisogna inoltre che il cavaliere possegga il particolare legame con la propria arte, che lo porterà a rendersi conto di tutto e lo guiderà nella propria pratica come più tardi nel professorato…devo continuare ??

Per chiudere:

1) traduzione più vicina alla lettera:   
Bisogna inoltre che il cavaliere possegga quel particolare legame con la propria arte, che lo porterà a rendersi conto di tutto e lo guiderà nella propria pratica come più tardi nel professorato.

2) traduzione più lontana dalla lettera come forma ma perfettamente attinente nella sostanza perché la passione lega, lega fortemente
Bisogna inoltre che il cavaliere possegga la vera passione per la propria arte, che lo porterà a rendersi conto di tutto e lo guiderà nella propria pratica come più tardi nel professorato.

3) traduzione differente dalla lettera ma con un senso compiuto assimilabile i due precedenti:
Bisogna inoltre che il cavaliere possegga attitudine/predisposizione per la propria arte, che lo porterà a rendersi conto di tutto e lo guiderà nella propria pratica come più tardi nel professorato.

A questo punto, siccome la responsabilità di scegliere stà solo al traduttore perché:
il diritto d'autore, nel nostro paese, ma in pratica in ogni parte del mondo, è esteso anche al traduttore: basta un apporto creativo (anche minimo) all'opera originale versata in un'altra lingua.
Quindi, la traduzione di un testo è un'opera a sé stante rispetto a quella originaria e come tale viene anche legalmente riconosciuta...dunque per me la seconda versione è quella buona, a qualcuno non piace? La reputa infedele? Dice che è scorretta?....Me ne farò una ragione.

PS di "rendersi conto di tutto" e "professorato" ne parliamo un'altra volta...
 






« Ultima modifica: Luglio 07, 2013, 07:56:36 pm da raffaele de martinis »
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