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Autore Topic: La "Parola Contraria": la mia.  (Letto 673815 volte)

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raffaele de martinis

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Paura del cambiamento.
« Risposta #4095 il: Ottobre 06, 2018, 02:08:08 am »

D'improvviso mi sembra più chiara quella affermazione: "Io non addestro i cavalli; io li educo".
Grazie!
... Grazie, signor Gruss di avere così semplicemente, così chiaramente definito quello che deve essere il compito del cavalier-dresseur: educare.
Con questa semplice frase, Alexis Gruss ha messo l’accento sul peccato originale dell’arte equestre, peccato che risale alla notte dei tempi, vale a dire alla prima volta che un uomo ha avuto l’idea di saltare in groppa a quell’animale selvaggio, qual era allora il cavallo, per poterlo poi utilizzare in tutte quelle attività per le quali - in seguito - sarebbe stato utile....


Caro Alex, ci stavo arrivando, ma la prima affermatione "sconvolgente" del Nostro è questa:
Pare che addestrare i cavalli sia semplicie...
Un paradosso... sì!
Questo lavoro si intitola Dresser c’est simple, pertanto non parleremo di dressage.
Strano, vero?

Così il Nostro apre il suo "testamento equestre".

Noi che conosciam un pochito il franzose, capiamo che l’autore fa un gioco di parole - possibile in quella lingua -  con dressage disciplina sportiva di cui non parlerà (perché - forse - gli sta sui cabasisi) e dressage l’addestramento/l'educazione assolutamente necessaria allo lallo, che per lui è “semplice” e del quale diffusamente argomenterà in quel libro.

Quant'è? tre ani che ho acquistato quel libro?
Bene, quel testo, unito alla riscoperta dei miei amici gauci ma sopratutto assieme alla scoperta di Polito Ulloa (del polo) hanno mandato alle ortiche le mie più radicate convintioni e ho rivisto "con altri oculi" i miei antigui comportamenti...

Come è normale che sia, la paura del cambiamento ci fotte, ogniduno difende il suo orticiello, non riescie ad aver una vision panoramica, non capiscie et si rifiuta anco di prender in consideration la "novità", manco ci vuol ragionare!
Ma se ci son riuscito io - "simpatico vecchietto" - a scrollarmi di dosso incrostazioni date buone per secoli, lo dovreste fare molto più facilemente  anco voi giovini ragassuole.

Aho, se la hosa non interessa, lasciamo perdere e torniamo a scrivere nei nostri lieti diarii e a discutere di selle, copertine, cuffie e cuffiette.
« Ultima modifica: Ottobre 06, 2018, 02:15:27 am da raffaele de martinis »
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Re:La "Parola Contraria": la mia.
« Risposta #4096 il: Ottobre 06, 2018, 09:52:08 am »

Praticamente ti 6 ridotto a dare ragione ai caprilloni tromboni e stai gettando alle ortiche, di nuovo, le conoscenze classiche?
Un conto è evitare di perdersi nel superfluo - e direi che siamo d'accordo - ma un'altro è rigettare tutto tout court, vorrei capire...

Tutte le flessioni della minchia, ma Baucher già lo dice all'inizio (non hai mai letto la prima maniera?) servono esclusivamente a mettersi dalla parte della ragione con i cavalli difettosi. Con cavalli buoni che si avvicinano alla perfezione l'educazione (ebbene si, usa questa parola) è tanto più istantanea quanto meno difetti fisici ci sono di mezzo.

Questo per le flessioni. Per i vari movimenti classici invece, come la spalla in dentro ad esempio, anche in presenza di un cavallo che non la richiedesse come miglioramento fisico ha comunque lo stesso una valenza di educazione: insegna al cavallo il significato della gamba isolata.
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raffaele de martinis

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Re:La "Parola Contraria": la mia.
« Risposta #4097 il: Ottobre 06, 2018, 10:14:29 am »

Bé non esageriamo, il "divino", se non si fosse fracassato e fosse campato altri cencinquant'anni, sarebbe arrivato a Polito... già allora c'era andato vicinissimo:



Per puri caso ho scoperto con orrore che è nata - sotto il patrocinio della FISE - una nueva (per me) association: http://www.aaee.it/altascuola  :icon_puke_r:




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Re:La "Parola Contraria": la mia.
« Risposta #4098 il: Ottobre 06, 2018, 11:33:55 am »

Questa è una tua idea. Considero la 2a maniera una sorta di rincoglionimento (scusate il termine) del nostro, un triste compromesso a cui tutti vanno dietro considerandola la migliore solo perché è venuta dopo. Un po' come Pippo Carlo che avanti con l'età somiglia più ai suoi allievi che non il contrario. Il "divino" se non si fosse fracassato avrebbe continuato ad usare le gambe, senza dover scendere a compromessi. Col cavolo che con la 2a maniera si ottengono le cose come con la 1a. Se ha concluso qualcosa è grazie alla 1a.
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I morti e gli imbecilli.
« Risposta #4099 il: Ottobre 06, 2018, 06:23:32 pm »

Ecco la primera.


Con un breve confrronto colla secunda, rapidi ci accorgiam che la filosophia baucheriana cambia radicalemente e il suo "rassembler" somiglia tanto all'equilibrio di Polito che è descritto da JDO.

Sappiamo, dalle memoire del Generale, che aglievo e Maestro finivano le loro 4/5 ore di lallo colle gambe a pezzi che "dovevano strettamente fasciar con bende inzuppate in aqua e sale" e i loro lalli - spesso - alla fin della letion, avean i fianchi ridotti ad hamburghers.
Non per niente, il figlio del vinaio ripudia la briglia e passa al filetto che è "elevatore" per definizione...

Solo i morti e gli imbecilli non cambiano opignione... Baucher è un "imbecille", noi... ancora no!
« Ultima modifica: Ottobre 06, 2018, 06:27:37 pm da raffaele de martinis »
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Re:La "Parola Contraria": la mia.
« Risposta #4100 il: Ottobre 06, 2018, 08:38:36 pm »

Modifico continuamente il mio modo di pensare, credo di cambiare idea tipo tutte le settimane. Ma se prendo una direzione fasulla... intelligenza è anche tornare sui propri passi... saper dire: mi sa che ho fatto na ca**a. Mi sa che quella direzione porta certi risultati ma altrettanti problemi. E l'innalzamento tout court dell'incollatura resta na ca**a. Non perché non funzioni, ma la vera "concentrazione delle forze" della 1a maniera è un'altro pianeta e volente o nolente tocca imparare a usare lo sperone, evidentemente senza esagerare fino a segnarli. Anche Oliveira so che a volte li segnava. Ma ignorami, e continua pure sui tuoi ragionamenti.
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Il gatto.
« Risposta #4101 il: Ottobre 06, 2018, 09:08:39 pm »

Caro Max, mi domando: cossa capiscono le Moniques et le mille che ci leggono?

Una beatissima minchia!

Ovviamente non mi riferisco alle gentili utante nominate, ma all'utante tipo che leggie il foro.
Tu sicuramente, hai capito pereché ho nomato "il gatto" questo topico, forse anche altre due o tre ragasse capiscono...

Mi sbaglio? O no?
« Ultima modifica: Ottobre 06, 2018, 09:15:07 pm da raffaele de martinis »
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Equi-libro
« Risposta #4102 il: Ottobre 07, 2018, 02:30:13 am »

Esterno :icon_eek: e Alta SCuolla - Capitano Etienne Beudant - ed. Zoraide

Lasciato in libertà, il più sgraziato dei ronzini è di una agilité sorprendente, perché diventa così rigido quando è montato?
Comunemente si crede che ciò accada a causa del peso del cavagliere, non è così.
Fatta eccezion per percorsi particolarmente lunghi e difficoltosi, normalemente, il peso di un cavagliere, proporzionato al suo, non gli grava affatto.
La vera ragione delle sue andature contratte e difficoltose sta nel fatto che il cavagliere - inconsapevolmente - altera il suo equilibrio et il lallo non può disporre del suo corpo come farebbe in libertad, dunque, siamo noi i responsabili della perdita della sua naturale scioltezza e dei conseguenti irrigidimenti.

                       
Il "mirabolante" chiariscie a noi poarete del pereché dobbiamo chiamar fisioippoterapiste ogni 18 giorni, e da la spiegazione scisciscientifica ai "miracoli terapeutici" fatti da Debusssiny e Baucher ... che dici Alex?
« Ultima modifica: Ottobre 07, 2018, 02:51:22 am da raffaele de martinis »
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alex

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Re:La "Parola Contraria": la mia.
« Risposta #4103 il: Ottobre 07, 2018, 10:27:21 am »

Un eccellente fisioterapista può effettivamente suggerire esercizi che migliorano notevolmente la condizione fisica di chi ha problemi; ma un cavaliere, per ottenere lo stesso risultato, deve essere iper-eccellente, perché alla difficoltà di identificare il problema e gli esercizi giusti deve essere anche in grado di spiegarli al cavallo. Non essendo né ipereccellente, né eccellente, e neppure decente come cavaliere, la cosa non mi riguarda; da anni sono convinto che il cavallo sa muoversi da solo molto meglio di quanto potrei suggerirgli io. Quindi tendo a non fare niente, se non dargli un compito (vai di qua, vai di là, a questa andatura, gira, fermati) che sia sensato (in maneggio, dove niente ha senso, non funziona; in campagna funziona molto meglio). Roba da sotto-cavallarox.

Piuttosto, riflettevo sul fatto dell'"educazione" e sulla sua differenza con l'"addestramento". L'esempio potrebbe essere: un militare estremamente temibile, perfino un sicario professionista, sono certamente "ottimamente addestrati", ma non è detto che siano "educati". Ti va la definizione di "educazione" come "acquisizione radicata di buone abitudini"? Logico che sul concetto di "buono" ci si può accapigliare, però mi sembra che dia l'idea, e che si colleghi anche all'importanza della "ripetizione" su cui insiste JDO, tanto più per un animale come il cavallo, che è veramente rasserenato dalle cose abituali.
« Ultima modifica: Ottobre 07, 2018, 10:32:54 am da alex »
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Il cavallo è così intelligente che capisce presto che gli conviene sembrare stupido.

raffaele de martinis

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Re:La "Parola Contraria": la mia.
« Risposta #4104 il: Ottobre 08, 2018, 02:00:14 am »

Penzierino della sera:
immaginate che i lalli rispondano alle "scomodità" provocate dalle imboccature, dai capezzoni, dalle baitless, dai frustini, dagli speroni come i cagnolini, e che ad ogni senzazione di dolore, di fastidio, di "pressione"  si mettano a guaire, ad uggiolare, ad ulularete e che si rifuggano - tremebondi - in un angoleto guardandoci cogli occhioni dolci et lagrimevoli.
Ogni concorso ippico sarebbe uno spettacolo penoso, ogni addestramento una seduta di liete sevizie, ogni sciò equestre una riunione di sadici spettatori...


Ecco, il metodo di JDO  tende a ridurre al minimo e, in qualche caso, ad eliminare completamente la parte "dolorosa" dell'assioma, più o meno la stessa hosa la fa Polito...

Ecco, quì soto, solo alcuni degli argomenti trattati nel "Simple", se la hosa vi sollazza, chiedete agli incliti amministrator di aprire nella "Sala di Lettura" settore del qual son - indegnissimamente - moderator, una sectione nomata: é semplice, no posso pubblicar la traduzion, ma nulla osta, esporre e discutere i principii dettati da JDO nel suo "testamento".

Per "impossessarsi" del cavallo: il passo
L'imbozzolamento
Le buone abitudini
Presa d'equilibrio    
L’attenzione
Il rigore
La voce
il riflesso conditionato
Mai redini tese
...  ...
« Ultima modifica: Ottobre 08, 2018, 02:06:03 am da raffaele de martinis »
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« Risposta #4105 il: Ottobre 08, 2018, 08:02:39 am »

Mah a vedere i video degli stages tenuti da Jdo non si direbbe proprio ma forse è una controfigura  :chewyhorse:
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Re:La "Parola Contraria": la mia.
« Risposta #4106 il: Ottobre 08, 2018, 09:17:57 am »

That's why classical dressage make sense, no?

<a href="http://www.youtube.com/watch?v=KusRdcN5PdY" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=KusRdcN5PdY</a>
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Re:La "Parola Contraria": la mia.
« Risposta #4107 il: Ottobre 08, 2018, 09:47:50 am »

Mia hara milla, sto ciacolando del libro, lo hai letto? E se lo hai letto lo hai capito?

http://www.equi-midi.fr/article-j-45050962.html

Trattasi delle conclusioni, della sintesi di tutta una vita equestre del personaggietto di cui sopra, scritta a 84 ani.

Come bellillamente ha sottolineato Max, Baucher - ben prima di Gruss - usa la palabra educare al posto di addestrare... ma è JDO che spiega ben la differenza tra i due lemmi et adotta l'educar.

Pereché?

Il significato profondo in generale di dresser - dressage richiama alla costrizione, alla "sistemazione", a raddrizzare qualequno o qualechecosa  colla forza, ecco dei modi di dire:

- Toi, je vau te dresser!
- Celui-là il faut les dresser!
- il a besoin d'etre dresser
!
devo tradurre?

Quindi, dobbiamo diffidare di una parola che, ci piaccia o no, tende a richiamare e a stabilire la necessità dell’uso della forza.
In itagliano non possiamo cogliere queste differenze, e per un curioso contrappasso la nostra antica e primera definition del trattar i lalli: maneggio adottata/copiata in Francia, vedi "Le Manege Royal" di Pluvinello, si è trasformato et è ritornato da noi sotto la forma di Dressage, parola che abbiamo adottato senza capirne la significatio profonda così bellillamente spiegata da JDO.
Dunque, alla priora, JDO traccia la via stabilendo la differenza tra eduquer et dresser....
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Ma che sciemo!
« Risposta #4108 il: Ottobre 09, 2018, 01:53:44 am »

Ma che scemo!
Preso dall'entusiasmo per la mia nueva vision dell'equitation, ho tentato di condividerla/discuterla con voi, dimenticando una cossa fondamentale:

Passione di Donne - alla ricerca di se in compagnia del cavallo - Roberta Ravello - ed. Equitare.

In questo librellino l'autricie  scrive:  ... in generale - le donne non si interessano di manuali tecnici di equitazione, preferono argomenti come il "benessere del lallo"...
http://www.cavalloplanet.it/index.php?topic=3775.msg143568#msg143568

Ho avuto un flesc, mi son ricordato di questa antigua discussion et mi è parso claro il pereché una gentile signora, non in linea con quanto sopra, si nascondeva sotto le sembianze di un "cazzutissimo cavallaro".

Ecco, da questo inclito foro, son spariti tuti i maschietti ma anco le utanti più competenti et experte.
Ormai, il pubblico partecipante è composto - in pratica -  solo da "ragasse".

A buon intenditor, poche parole... non vado oltre. Bai bai...

PS. Stranissimissimamente, questo topico è il più visitato del globo terracqueo, cossa che mi sorprende semper... ad oggi 667.133 visite, per capirci il secondo topic ha poco più di trecentomila visite e - stranamente - si noma: Gruppo di sostegno a noi malate di acquisti compulsivi in selleria.
« Ultima modifica: Ottobre 09, 2018, 02:08:22 am da raffaele de martinis »
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