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Autore Topic: La "Parola Contraria": la mia.  (Letto 863662 volte)

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raffaele de martinis

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per Pippo & Patrone.
« Risposta #105 il: Luglio 10, 2013, 10:49:02 am »

Miei cari, penso che il nostro lungo travaglio sia quasi tutto finito. Ho trovato delle appendici originali fatte da  L'Hotte a corollario di una delle prime editioni di "questioni" che andrò ovviamente a tradurre.
La generosa persona (che sono io: generosa in quanto senza esperienza specifica) che si occupa di mettere in veste tipografica al malloppone: mettere capoversi, spatiature, corsivi, impaginazione, copertina ecc. ecc   ha purtroppo avuto altri impegni e ultimamente non ha potuto mettere a disposizione tutto il tempo che avrebbe voluto. Ma siamo agli sgoccioli e penso che tra brevissimo finalmente la traduzione vedrà la luce in un unico fail che potrete stampare con vostra VEVS.

E' cum altrettanta vivi et vibrantes delectatione, che nuntio vobis gaudium magnum: habemus parata scripta pro Pippo:  globalo moderatore et Patrone: insigni magister cavallarum.
Ancore una tanticchia patientie et you'll read magno capolavoro di eloquentia et pulcra intelligentia.
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max

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Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
« Risposta #106 il: Luglio 10, 2013, 12:27:18 pm »

adesso ha preso anche a scrivere come lo stolto del nome della rosa :icon_pidu:
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raffaele de martinis

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Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
« Risposta #107 il: Luglio 10, 2013, 04:20:30 pm »

Solo per completezza di informazione: questa è l'ultimo post dell'offerente informatica aita alla gentile risposta  del colonello.


labritos   
Oggetto del messaggio: Re: Questioni Equestri - Generale l'HotteInviato: 27/06/2013, 17:17
Puledro
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Razza preferita: equus caballus   
Grazie a Lei Colonnello e a chi sta lavorando !!
Sarà un grandissimo piacere poter leggere un libro che viene sempre citato nei migliori testi di equitazione.








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raffaele de martinis

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Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
« Risposta #108 il: Luglio 18, 2013, 10:38:08 am »

Il cavallo di gran peso trova tuttavia il suo impiego per montare i cavalieri pesanti; tutte cose che d'altronde si equivalgono, dal momento che il cavallo porta tanto più facilmente il suo cavaliere, quanto il sovrappeso che ne risulta, paragonato al peso proprio del portatore, è meno considerevole.



A pag.5 de: Questioni Equestri - Generale L'Hotte : Traduzione prefazione e note di Paolo Angioni -  LL Edizioni Equestri Milano, trovate il periodo che ho sopra riportato

L'ho trasferito quì, per evitare di disperdere l'argomento.

Ora: Non mi parlate di contesto perché il periodo comincia e finisce ha un senso proprio compiuto.
La prima volta che l'ho letto - come i più vispi di voi - ho capito/intuito/indovinato il senso ma mi son detto: chi scrive deve essere qualcuno con seri problemi con l'itagliano perché gli hanno fatto stampare un libro ?
Poi ho scoperto che non era l'italiano il problema...
Riuscite a tradurre quell'itagliano in italiano ?


Ora, Paolo Angioni non aveva problemi con l'italiano, lo dimostra la prefazione che - seppur scritta in stile leggermente militar trombonico - è corretta ed è perfettamente scorrevole e comprensibile...tranne quando riporta tra le  alfanette dei periodi della sua traduzione; allora si nota in maniera lampante la differenza di stile: sono messi accanto !

Dunque, dato che il Nostro sà l'italiano, probabilmente ha studiato e conosce bene il francese, certamente ha una pratica equestre notevole, sicuramente ha una preparazione teorico pratica data dal fatto che è stato un professionista del cavallo (pagato da noi) per tutta la vita, come ci spieghiamo che quel libro è reso in maniera così particolare ?

A questo punto, si intravedono anche le ragioni per le quali - malgrado le 37 roboanti annunciazioni - la generosa persona non pubblica le Questioni, i più vispi di voi lo hanno certamente capito.


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max

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Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
« Risposta #109 il: Luglio 18, 2013, 10:51:44 am »

non è lui di persona a tradurre?
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raffaele de martinis

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Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
« Risposta #110 il: Luglio 19, 2013, 11:02:59 am »

Negli ultimi anni, sono diventato il massimo esperto itagliano di L'Hotte, proprio a causa della particolare traduzione di Angioni.

Mi son reso conto di sapere pochissimo del colonnello, se non fosse stato per i fori ignoravo la sua esistenza, mentre conoscevo benissimo Stefano Angioni: un pazzo scatenato ! Un grande, l'ho visto montare alla Favorita nei primissimi anni 70 del secolo scorso, vincente in un categoria grossa con un baio che saltava le montagne...a quel tempo ancora mi piaceva il s.o. e lo seguivo.

Pertanto, pochi giorni fà, sono andato a leggere, in questo inclito foro: Un breve estratto della carriera sportiva del Nostro, ho avuto conferma di quello che pensavo.

Non farò commenti sulla carriera sportiva, ma voglio riportare delle sue parole dicono tutto:

Pagoro, alto al garrese m 1.48, aveva compiuto 20 anni. Era un tiratore straordinario. Tanto è vero che lo montavo in briglia. L'imboccatura la decideva il maggiore Piero d'Inzeo. Si ubbidiva in silenzio e basta.

Ecco, questo spiega il perché della sua traduzione fatta in ginocchio davanti la grandezza del Generale, davanti l'autorità costituita: se L'Hotte scrive: officier-eleve lui non si permetteva neanche di pensare che in italiano si dice: allievo ufficiale...il Generale aveva scritto ufficiale-allievo - in francese così si dice - e ufficiale-allievo deve essere !

Ho pensato a mio figlio, lavora a Vienna, ha fatto il militare come AUC in cavalleria: Lancieri di Novara di stanza a Codroipo, malgrado il mio antimilitarismo avrei fatto "carte false" perché si raffermasse e tentasse di rimanere, questo solo per i tempi contingenti: posto fisso, trent'anni fa l'idea non mi avrebbe nemmeno sfiorato.

Lui non mi ha ascoltato: si è congedato.

Bene, se mio figlio si fosse raffermato, se avesse voluto rimanere, presto lo avrebbero condizionato ad ubbidire in silenzio probabilmente anche lui - dopo dieci anni di naja - avrebbe scritto: ufficiale-allievo.

Questo chiude l'argomento, ribadisco che la traduzioni delle Questioni di Angioni è pessima ma il paragone con mio figlio e il suo palmares hanno suscitato per lui una sincera simpatia.

Detto questo il colonnello e le sue traduzioni buone o cattive che siano - d'ora in avanti - non meriteranno un minuto in più della mia attenzione.







« Ultima modifica: Luglio 19, 2013, 11:06:53 am da raffaele de martinis »
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L'infedele.
« Risposta #111 il: Luglio 28, 2013, 06:09:28 pm »

Detto questo il colonnello e le sue traduzioni buone o cattive che siano - d'ora in avanti - non meriteranno un minuto in più della mia attenzione....ma anche no !

Per pura combinazione, poco dopo questa mia affirmatione, Angiomi ha pubblicato il suo traduzione, mi sono arrivate delle meil a commento. (Ho un mio gruppo di lettura)

Ovviamente, non farò i nomi dei mittenti nè espliciterò i contenuti:  la posta privata è personale e tale deve rimanere...pubblicare uno scritto privato è una delle cose più fetide che si possano fare.

Questo non mi impedisce di dire che costoro hanno fatto dei commenti particolari.

Io ho dato solo un'occhiata, ma conoscendo il tipo posso dire che ha fatto un capolavoro di fedeltà alla prosa del Generale, è stato più fedele di un bracco fedele, ma ha sacrificato a questa aderenza: la grammatica e la sintassi italiana, ha ignorato l'uso dei sinonimi, ha riportato pari pari la costruzione della frase francese in itagliano con risultati sorprendenti.

Dunque, riapro questo topico, sono certo che qualcuno troverà la mia traduzione troppo libera...ma io l'ho detto in anticipo: fidelissimo alla sostantia liberissimo per la forma.
Mi prendo tutti i rimbrotti mi basta che i rimbrottatori abbiano capito il testo e comunque, come ho dimostrato, son disposto
ad accettare consilii et suggerimenta.

Presto pubblicherò ciò che ho promesso a Pippo e Patrone

                                                                                                                                              L'infedele.












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Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
« Risposta #112 il: Luglio 28, 2013, 08:28:22 pm »

La traduzione è un'opera creativa, il traduttore è "autore" a tutti gli effetti. Ne so qualcosa io, che impigliato nelle norme del copyright devo tener conto dei diritti d'autore..... e ci entra il traduttore eccome; e anche l'illustratore, e anche l'autore delle fotografie....

Detto questo: hai pensato al copyright con cui tu - autore - rilascerai la tua traduzione? Sarebbe belo che tu la rilasciassi in CC-3.0 BY SA; che significa: permesso di riprodurre l'opera senza limitazioni, ma con l'obbligo di citare l'autore (BY) e di rilasciare le opere derivate con lo stesso copyright (SA: Share Alike"). Oppure CC 3.0 BY SA NC; dove "NC" significa "Not Commercial", vietato l'uso commerciale; ma questa è una limitazione molto grave, perchè impedisce la ripubblicazione del lavoro sui siti che ripubblicano solo se la clausola NC non c'è.

Se la pubblichi sul web senza specificare alcun copyright, o mettendoci un copyright "generico" tipo "Copyright Raffaele De Martinis - 2013" , il lavoro è comunque coperto dal "copyright generico" che è molto vincolante: in pratica, il lavoro non può essere affatto riprodotto in alcun modo senza il tuo assenso esplicito, e può essere solo "citato".

« Ultima modifica: Luglio 28, 2013, 08:31:42 pm da alex »
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Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
« Risposta #113 il: Luglio 29, 2013, 11:22:59 am »

OK...come ?
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Il fedelissimo.
« Risposta #114 il: Luglio 29, 2013, 06:36:38 pm »

L'ultimo che termina nell’ottobre del 1894, racchiude le osservazioni che il vecchio écuyer, allora settuagenario, ancora consegnava, dopo aver montato solitariamente, nel suo piccolo maneggio di Lunéville, i suoi ultimi cavalli.....

Solitariamente, un mio amico che ha l'occhio acuto mi ha segnalato questo avverbio degno del miglior Cetto La Qualunque.

Siccomemente il Generale scrive: solitairement solitariamente deve essere, dunquemente Angiomi ha ignorato il fatto che poteva rendere con: da solo, in perfetta solitudine, nel suo isolamento, ecc. evitando di usare un avverbiamento orribile.

Forsemente, anzi certamente il buon Colonnello è in buona fede, lui crede che quantunquemente più si è fideli al testo originale tantunquemente più valido è il risultato.

Lo dico simpaticamente avendo capito che plobabilmente non è colpa tutta sua, quello che è sorprendente è che stavolta è stato aiutato da una generosa persona...certamente la persona sarà generosissima ma comemente spiegarsi che non abbia cercatamente tentato di dargli una mano ?







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PAROLE, PAROLE, PAROLE....
« Risposta #116 il: Luglio 30, 2013, 12:27:45 pm »

Il suo temperamento gli fa                                                              Son tempérament lui fait               
apprezzare in modi variabili il                                                          apprécier, de façons variables, le
tocco degli agenti chiamati a                                                           toucher des agents appelés à le                                                         
governarlo. Qui è doveroso segnalare                                            gouverner. Ici, le cheval
in un modo particolare il cavallo                                                       chatouilleux est à signaler d'une
esageratamente sensibile.                                                               manière particulière.

In questo periodo il buon Colnnelo, contrariamente al suo solito, non traduce alla lettera chatouilleux ed è giusto, perché come vedete cheval chatouilleux vuol dire: cavallo sensibile al solletico...e questo è troppo perfino per Angioni.
Però non c'ha azzeccato, perché il Generale non intendeva: cavallo esageratamente sensibile, bensì qualcosa di specifico, di equestre, infatti non usa parole generiche: sensible, irritable, suscettible, ecc. ma quella in particolare, proprio chatouilleux...perché?

Io mi son posto quella domanda, e con una opportuna ricerca ho risolto così:
Pertanto, le risposte ad una stessa azione possono essere differenti e possono variare a seconda del  temperamento del soggetto; a questo proposito, merita un’attenzione particolare il cavallo estremamente sensibile al tocco dello sperone.

Come ci sono arrivato ?

E' semplice.... :horse-wink:



chatouilleux (adj.)
1.sensible au chatouillement.
2.(figuré)irritable, susceptible.

« Ultima modifica: Luglio 30, 2013, 12:39:04 pm da raffaele de martinis »
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Badanti.
« Risposta #117 il: Luglio 31, 2013, 02:49:02 am »

Dictionnaire de L'académie française (8 ème édition)

CHATOUILLEUX, EUSE adj.
Qui est fort sensible au chatouillement. La plante des pieds est une partie très chatouilleuse. Vous êtes chatouilleux.
Il se dit aussi du Cheval qui est sensible à la cravache, à l'éperon. Ce cheval est chatouilleux.


Traduco alla lettera:

Solleticoso, solleticosa, aggettivo.
Chi è molto sensibile al solleticamento. La pianta del piede è una parte molto solleticosa. Lei è solleticoso.
Si dice anche del cavallo che è sensibile alla frusta, e allo sperone. Questo lallo è solleticoso.

In senso figurato, la traduzione migliore di chatouilleux è : sensibile, altri sinonimi sono: irritabile, permaloso, suscettibile; mentre  in linguaggio equestre italiano non mi viene in mente nessuna parola che da sola esprima il concetto di chatouilleux, dunque, bisogna per forza rendere con: lallo sensibile allo sperone...eh si, perché Baucher, nel suo Dizionario Ragionato di Equitazione segnala il verbo chatouiller: c'est picoter avec l'eperon....

traduco: solleticare: è il pungere/il pizzicare/lo spronare con lo sperone.

Allora,  chatouilleux in linguaggio corrente si può rendere con : sensibile, permaloso ecc. ma in contesto equestre indica quello che ho documentato ed è quello che intendeva il Generale.

Ora, penso che il Colonello mi debba esser grato, infatti se qualcuno mi fa notare uno sbaglio o una sfilacciatura nella mia traduzione non posso che essergli riconoscente, lo sono verso quello che hanno fatto/stanno facendo le mie due impagabilissime badanti...ragazze non vi offendete, lo dico per me: ormai sono avanti negli anni e tra un pò avrò bisogno veramente dell'assistenza di una di queste benemerite signore, la preferirei ukraina o ceka, tra i 27 e i 37 anni, bionda naturale, chissà se mia moglie è d'accordo, domani glielo domando.  :firuu:






« Ultima modifica: Luglio 31, 2013, 02:57:39 am da raffaele de martinis »
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Parafrasi.
« Risposta #118 il: Agosto 03, 2013, 01:13:05 am »

La parafrasi affianca a un testo di partenza giudicato difficile (in quanto scritto in italiano antico o letterario) una versione in prosa corrente che ne appiani le difficoltà lessicali e semantiche (sostituendo o illustrando parole incomprensibili), sintattiche (trasformando frasi complesse in frasi lineari) o contenutistiche (spiegando nomi e dati poco noti). Il fondamentale presupposto della parafrasi è rappresentato dalla esatta comprensione del testo di partenza in tutti i suoi particolari e la capacità di rendere comprensibile quel testo a un pubblico vasto ed etereogeneo.

Considerata in un modo generale,
l’equitazione è l’arte di governare le
forze muscolari del cavallo.
Questa definizione trova la sua
giustificazione nelle considerazioni
che seguono.
La forza - altrimenti detta l’azione
muscolare - e il peso propri del
cavallo sono i due elementi utilizzati
per governarlo, fatta riserva della
parte da assegnare in questo caso al
morale dell’animale.
È dunque necessario che la
forza e il peso convergano verso uno stesso
scopo, procedendo d’accordo.
Ma, essendo la massa di per se
stessa inerte, le sue traslazioni sono
subordinate alla forza, da cui risulta
che il buon impiego di quest’ultima
darà la buona distribuzione del peso.
E’ così che si giustifica la
definizione che ho dato dell’arte
equestre.
E, per completare la dimostrazione,
aggiungerò che noi saremo padroni
di governare la forza o, se si vuole,
le potenze muscolari, dal momento
in cui avremo saputo sposare
intimamente l’impulso con
l’elastica flessibilità delle molle.


Sotto l'ombrellone, o all'ombra del boschetto di montagna, invece di fare la Settimana Enigmistica o leggere l'ultimo bestseller di Moccia, provate a render in itagliano questo periodo...sono importanti parole scritte da un grande cavallerizzo....
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alex

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Re:Le "attitudini" del colonnello Angioni.
« Risposta #119 il: Agosto 03, 2013, 07:21:56 am »

Lo trovo un periodo fra il nonsense e il lapalissiano; mi pare che quanto afferma si possa applicare a qualsiasi pratica connessa al controllo raffinato della motilità di un organismo vivente. Lascio  ad altri "la sfida": non logoro il mio cervello in questa impresa che giudico del tutto inutile....

Parere personale, eh. Potrei non aver capito nulla.

Poi ho già affermato altre volte che l'idea che qualsiasi cosa che abbia a che fare con i muscoli, e che sia messo in relazione con il concetto di elasticità, è secondo me talmente sbagliato (dal punto di vista concettuale, fisico) che non merita alcuna attenzione.

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