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Autore Topic: Ramingo  (Letto 877 volte)

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alex

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Ramingo
« il: Dicembre 18, 2013, 09:29:59 am »

Si dice di cavallo incapace di mantenere la dritta la direzione di marcia.
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raffaele de martinis

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Re:Ramingo
« Risposta #1 il: Maggio 15, 2018, 02:45:02 am »

La peggior difesa dello lallo: trattasi di animala che si rifiuta di andar avanti che si butta indietro.
Infatti: "Cavallo restio, domalo con Dio" (ploverbio toscano).

Gennero - Degli ordini di Cavalcare.
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grinta

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Re:Ramingo
« Risposta #2 il: Maggio 15, 2018, 11:22:11 am »

il ramingo è quando il cavallo non va con animo schietto , sicuramente maligno , malizioso , ed a volerlo sforzare starà tra il voler andare e non , spesso prevalendosi di schiena .
si pensava che , cavalli  senza segni bianchi o balzane lo fossero di natura , particolarmente il baio oscuro

 Grisone Sig. Federico

sul proverbio,Raffaele corretto ma non troppo , dovrebbe essere fallo con Dio .
starebbe ad indicare sia il buon consiglio di sbarazzarsene che la naturale inclinazione del cavallo a far bestemmiare il padrone , infatti fallo/peccato verso Dio .
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raffaele de martinis

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Re:Ramingo
« Risposta #3 il: Maggio 15, 2018, 03:29:45 pm »

Ramingue... stranamente si traduce con Ramingo.

Ma il ramingo di Grisone delle origini,  fu tradotto
- stranamente - in francese con ramingue, pertanto, Baucher, nel suo ditionario ragionato alla voce ramingue così spiega:

Ramingo: cavallo che appena sente avvicinare lo sperone si rifiuta d’avanzare lasciandosi andare a dure difense. Il giusto uso della sferza accompagnato dallo sperone lo forzerà a portarsi avanti,  in tal caso la ricompensa deve essere immediata.
Con questi cavalli i mezzi propulsivi (le mazzate) devono essere fermi e decisi; ma bisognerà tornare ad agire delicatamente appena il cavallo avrà capito.
... avete letto lallisti?

L'Hotte, nel famoso (famoso si fa per dire) episodio delle "redini rigide" del cuale furono protagonisti Mamelouck e Capucine così  scrive:

... ma quando certi cavalli raminghi cercano di resistere caparbiamente,  queste redini,  usate vigorosamente,  hanno una forza di persuasione ineguagliabile...

Riguardo a fallo, oltre a essere voce imperativa del verbo fare, può significare: sbaglio, peccato, abbaglio, errore, mancanza, manchevolezza, pecca, deficienza, difetto, eppoi può significare anche: pene, membro, mazza, pirla, bischero, fava, pisello, sventrapapere, uccello, verga e minchia.

Fallo con Dio
- Propenderei a credere che sia un'esortazione/una speranza impossibile o quasi a realizzarsi dato che l'aiuto di Dio per domare/addestrare i lalli è praticamente nullo... almeno secondo me.
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Jean-Louis Gouraud

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Re:Ramingo
« Risposta #4 il: Maggio 15, 2018, 06:25:16 pm »

e proprio il Grisone che spiega il metodo giusto da adoperare in caso di cavallo ramingo , usando termini simili a Baucher , ossia :
 contro di esso non ci sarà mai un rimedio più efficace a distoglierlo da queste orribili virtù , più che la voce dell'uomo , che non lo distoglie in nessuna maniera , quanto solerti ed efficaci bastonate , che per quanto brutte da vedere (fanno effetto grande) , fanno nascere infinite virtù , naturalmente da usare insieme a grandi carezze , cosi da fargli ben intendere che l'errore suo fu causa del  castigo .

sul fallo invece non metto ...bocca  :icon_eek:
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alex

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Re:Ramingo
« Risposta #5 il: Maggio 17, 2018, 08:01:33 am »

Avevo un'idea totalmente diversa del significato della parola. Strano che il significato equestre sia così diverso da quello comune.

Sarebbe bene confrontare fianco a fianco la differenza di significato fra "restio" e "ramingo".
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Re:Ramingo
« Risposta #6 il: Maggio 17, 2018, 08:33:05 am »

restio :
è indicato propriamente in cavalli o altre bestie che sfuggono agli ordini , che non vogliono andare avanti o fasi condurre e cavalcare , detto di persona che è difficile da persuadersi , che male si induce a fare una cosa .

ramingo invece vuole essere usato  per indicare un giovane uccello che salta di ramo in ramo , e da qui l'uso indicativo per esprimere il vagabondaggio , ma in origine ha significato diverso :
 ramingo per la strada vuole intendere non un girovagare senza meta , ma un girovagare solitario .
ebbene si , ramingo proviene da romita , eremita , eremus .
quindi detto di cavallo che bene sta solo , cioè che non accetta compagnia , tantomeno gli ordini .

due termini diversi che più o meno indicano la medesima cosa , ma che si differenziano in sfumature soprattutto caratteriali se volte al cavallo .

il restio può essere bestia maleducata , la sua forma è imputabile all'uomo .
 il ramingo nasce e crepa in quel modo .
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raffaele de martinis

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Re:Ramingo
« Risposta #7 il: Maggio 17, 2018, 05:36:17 pm »

Il Generale, nell'episodio citato, chiama gli stessi lalli restii et raminghi.

Gennero, nelo suo glossario, alla voce ramingo, rimanda alla voce restio.

in franzose si dicie chiaramente che le due palabras son sinonime:

http://www.cnrtl.fr/definition/ramingue

in itagliano sia i Santapaulina che Carlo Lessona (professore di veterinaria.) - 1829 et compagniucci dicono la stessa cosa:

https://books.google.it/books?id=bMlWAAAAcAAJ&pg=PA65&lpg=PA65&dq=cavallo+ramingo&source=bl&ots=5QYdyVUww8&sig=N3VDAc6zEuyUK83XkrT24NGFEvk&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwibgp2s1YzbAhXJXRQKHcf8AsYQ6AEIKDAA#v=onepage&q=cavallo%20ramingo&f=false

https://books.google.it/books?id=3UdIAAAAIAAJ&pg=PA567&lpg=PA567&dq=cavallo+ramingo&source=bl&ots=To43CEwYGb&sig=SajXuYzrhx8qGu6QidXmK6w0-5k&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwi4q-6M_YzbAhUUVsAKHZrgADEQ6AEIUzAH#v=onepage&q=cavallo%20ramingo&f=false



https://books.google.it/books?id=MBzhWuyg7R4C&pg=PA36-IA1&lpg=PA36-IA1&dq=restio+ramingo&source=bl&ots=abZjbB-bNu&sig=Ap0AxSruEQ4glPXr6FE-dG7rQ2Y&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwi6l7Pq-IzbAhXKD8AKHTKQBuQQ6AEIKDAA#v=onepage&q=restio%20ramingo&f=false

i due lemmi son considerati sinonimi, solo una persona - non avendo capito quello che leggeva/traducieva - fa una lieta distinzione... indovinate chi.

Ma a voler esser  pignuoli, c'è un altro lemma ormai defunto che potremmo prender in consideratione:

topic=4575.0]http://www.cavalloplanet.it/index.php?topic=4575.0[/url]

In pratica trattasi di un lallo che oltre ad esser ramingo è anche un cagasotto . a questi bizantinismi si aggiunge la fantasia di Grinta:
Mai visto, mai sentito, mai letto - finora - di un lallo eremita, che sta bene da solo, sceglie di star da solo, che non accetta compagnia dei suoi simili, in quanto lo stare inzieme ai suoi simili est necessità filogenetica lallina, sarebbe come dire: leone vegano, aquila miope, coniglio feroce.

Honestamente non so l'origine della palabra.
Ma un fatto è che Aramengo - comune piemontese; ramingo - andar randagio; ramengo - andar in rovina derivano tutti dal latino ad ramingum - allontanarsi (vedi Focus).
Forse Grinta ci può arrivare partendo da quest'indizii...
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Re:Ramingo
« Risposta #8 il: Maggio 17, 2018, 10:29:42 pm »

Mi resta un dubbio, tu cerchi nei vocabolari equestri, ma nei vocabolari normali esistono "restio" e "ramingo", e mentre "restio" ha un significato abbastanza simile fuori e dentro l'equitazione, "ramingo" no, per nulla: "Non mi chiamo più Renzo, io? Non siete più Lucia, voi? - Ah cosa dite! cosa dite! Ma non v’ha fatto scrivere mia madre...? - Sì: pur troppo m’ha fatto scrivere. Belle cose da fare scrivere a un povero disgraziato, tribolato, ramingo, a un giovine che, dispetti almeno, non ve n’aveva mai fatti!" (Promessi sposi, cap. 36)

A me era rimasta in testa quell'immagine - ma ubi major minor cessat.
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Re:Ramingo
« Risposta #9 il: Maggio 18, 2018, 09:16:25 am »

buono Raffaele , buono .
l' aquila vegana poco ci azzecca , il mio non accetta compagnia era da intendersi dell uomo .
la mia fantasia è da accostare a quella di Lodovico Antonio Muratori , che nel suo Dissertazioni sopra le antichità italiane vuole ramingo come :solitarius , vagus , profugus.
resta da cercare se mai da eremus fosse venuto ramingo .veramente osta il ra diverso da re , ma da eremita nacque romito . come da solus si formo solingo , pare che da eremus si formò ramingo.   

mettiamo il caso che il Lodovico ha detto una lieta puttaneta , la crusca , nel suo primo intervento all'interno di un vocabolario , lo etichetta come ramingo = fuggiasco solitario  come alcuni uccelli da rapina .
ramingo o ramengo , vengono da ramarius e anzi , vorrei tu mi trovassi e mi sviscerassi quel tuo ad ramingum , io non ho trovato nulla ne nella mia memoria , ne nei testi . il paesotto di aramengo , è più probabile che discenda dal romano Ara Mea o Mens  come scritto in "le più antiche carte dello archivio capitolare di Asti "per esser precisi .

ritornando sul termine , ramingo è buono sia per uomini cavalli o uccelli , in quanto va a descrivere uno stato d'animo , l'uccello di nido , nidiace , cresciuto a mano sarà buono e tranquillo con il suo padrone , l'uccello catturato ramingo no , sarà sempre nostalgico della sua libertà , tentando di sottrarsi in continuazione dal suo carceriere . cosi anche il cavallo ramingo , cosi pure l'uomo , che cercherà sempre la sua libertà fuggendo solitario ad ogni imposizione .
il ramingo sta bene solo ed indipendente , fuggirà sempre ad ogni controllo di terze parti .

restio e ramingo naturalmente possono essere usati in alcuni contesti come sinonimi , ma se si parla di carattere no ,diventano due lemmi diversissimi tra loro , come già spiegato .

per sintetizzare : il ramingo è colui che fa un po' come 'azzo gli pare . proprio come il sottoscritto e come te buon Raffaele.











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raffaele de martinis

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Re:Ramingo
« Risposta #10 il: Maggio 18, 2018, 02:36:13 pm »

Stranamente, mi sto impegnando nel glossario equestre, per farlo, ancor più stranamente, son riuscito a capire che i vocabolaria itagliani non corrispondono a quelli equestri, e, assai plobabilmente, anche a tutti gli altri dizionari tematici.
Ad esempiomarcatura nel Treccani contempla molti significati ma non quello equestre: marcatura: segnale sulla fronte del lallo composta da peli bianchi.
Inoltre, considera marcatura sinonimo di marchiatura... perfetto.
Lungi da me il dire che la treccani si sbaglia, ma mai ho sentito e mai sentirò dire in ambito equestre: il mio cavallo ha un marchio a palla di neve, oppure: la marchiatura di quel lallo e a bella faccia.
Loso loso, noi ragasse diciamo "macchia bianca in fronte" che è la stessa cosa, ma usiamo quattro fonemi per evitare di dire marcatura un termine propritamente equestre.
Provate ad andare in "barca" e dire: corda, palo, destra, sinistra, pavimento...

Per Grinta,  beccati/beccatevi sto linco: https://www.focus.it/cultura/curiosita/perche-si-dice-andare-a-rameng

Comunque, credo di aver capito.
Per prima cosa eliminiamo ogni riferimento con l'errare, il girovagare, lo sfuggire al carceriere, il lallo indipendente... cavallo che fa come minchia gli pare perché tutto ciò ci riporta alla interpretazione di Alex, mentre sappiamo da Baucher, L'Hotte, Santapaulina e compagnucci che ramingue e retif et ramingo e restio son sinonimi e che il lallo ramingo, lungi da fuggire, scappare, vagabondare, si ferma e comincia col suo repertorio di difese.

Dunque, scordiamoci la radice latina rameus, quella provenzale ramenc, o quella tedesca ramen dimentichiamo gli osei che ramingano di ramo in ramo, scordiamoci, il vagabondaggio, il randagismo e il ramingare, obliamo anche Aramengo e le sue carceri sabaude e penziamo a  qualcosa che abbia la stessa radice (ramo) ma significatione completamente diverso, per arrivarci, basta leggere quello che diciono il Grisone, i Santapaulina, Baucher e tanti altri dei veci riguardo il lallo ramingo... sefasil!
« Ultima modifica: Maggio 18, 2018, 04:07:46 pm da raffaele de martinis »
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Re:Ramingo
« Risposta #11 il: Maggio 18, 2018, 04:58:41 pm »

diciono il Grisone, i Santapaulina, Baucher  :

cavallo ramingo è quando ti obbliga ad usare un grosso ramo per dissuaderlo/correggerlo .

il linko di focus è quello che è , pressapochista e basta .
per il resto , io mi arrendo e spero che per una volta sia data una spiegazione precisa ed inappuntabile da te , senza tirare in ballo altri discorsi come le macchie o le marche , ma focalizzandoti sul punto .
 mosso da profonda curiosità e sete di cultura ti ringrazio . 
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« Risposta #12 il: Maggio 18, 2018, 06:08:48 pm »

Al di là dell'etimologia, quello che importa è il significato che alla parola è stata data nell'atto di usarla - l'idea collegata alla parola. Se l'idea dell'autore, collegata alla parola, era impropria per l'uso corrente, non ha nessuna importanza; bisogna cogliere l'idea. Come fare? Talora si riesce dal contesto. Cerchiamo il contesto. Comincio dai tre autori più famosi: Grisone, Corte, Fiaschi.
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Re:Ramingo
« Risposta #13 il: Maggio 19, 2018, 08:06:38 am »

Raffaele , mi viene un dubbio :
vuoi arrivare a riunito ?
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Re:Ramingo
« Risposta #14 il: Maggio 19, 2018, 09:09:47 am »

La cosa finì lì, ma se la lalla avesse insistito ad allontanarsi forzandomi la mano, avrebbe assaggiato il bastone.
Questo disse un lieto cavallaro.
http://www.cavalloplanet.it/index.php?topic=4732.msg129832#msg129832

Allora, cosa unisce quei personaggi illustrissimi, di culuture diverse, di epoche diverse, di territori lontanissimi al lieto cavallaro contemporaneo? Due cose: il lallo recalcitrante e il bastone.
Già, ho usato un sinonimo di restio così non diamo adito a dubbii perché è evidente prima che si inventasse un lemma tipicamente equestre, i lalli raminghi plobabilmente li definivano: riottosi, ritrosi, ribelli ecc.

Siccome è evidente che trattiamo una parola gergale dal chiaro significato per gli adepti, è logico che questa non può nascere da ramingo: errabondo, randagio, vagabondo, girovago ecc. ma da una parola con radice simile che significava bastone ai tempi di Pignatelli, Fiaschi e Grison... eccola: ramengolo > cavallo da ramengolo > ramengolo > ramengo > ramingo.

Dal Migliorini - Devoto 1990
(Ramengolo). Ramingo dice il volgo di Firenze per bastone.
https://books.google.it/books?id=JQe5j1NZfoIC&q=ramengolo+ramingo&dq=ramengolo+ramingo&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjMquqWqo_bAhXJxqQKHVk4DA4Q6AEIKjAA

Con questa chiave, potete trovare nel ueb milla antiqui ditionari che dicon la stessa hosa.

Ho ragione?
Non so, di sicuro credo di aver fatto un ragionamento logico, chiaro, semplice.

P.S. Per completetta di informatione et honestà intellettuale:  quella volta avrei evitato comunque il bastone perché la lalla (Donatella una bellissima PSI da me addestrata) era perfetta in maneggio, fuori era sull'occhio, faceva quelle difese (si metteva a candela) solo fuori e quella volta eravamo sull'asfalto liscio e in leggiera discesa.
Dato che - in quel tempo - avevo i figli ancora infanti e un minimo di cervello trovai quel sistema... non fu per lallosità ma pura cacasottagine.




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