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Autore Topic: Cavallerizzi.  (Letto 21213 volte)

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max

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Re:Cavallerizzi.
« Risposta #60 il: Marzo 25, 2014, 03:23:02 pm »

In effetti Moneta mi piace.

Mi siamo sempre lì. Chissenefrega della competizione. Ad alti livelli trovi il marcio come ai bassi livelli. Competere ad alti livelli non è sinonimo di una equitazione di sani principi.

E' chiaro che per diventare "cavallerizzo" serve montare molti cavalli, serve conoscere i cavallerizzi che ci sono stati prima e quelli contemporanei, sapere i metodi usati in passato e quelli in vigore. Insomma bisogna essere intimamente appassionati a tutto tondo più che desiderosi di vincere qualcosa. Tanto è vero che spesso dietro un atleta vincente (cavaliere in questo caso) c'è un preparatore che resta semisconosciuto. Ecco, è lui il nostro uomo.

E' uno che per la flessione di qua o di là non ci dorme la notte, che usa le posate una volta con una mano e una volta con l'altra perché ha il dubbio di non usare le mani in modo uguale, che in ascensore da solo davanti allo specchio mima l'assetto corretto. Insomma: uno malato.
 :benedizione:

Ma che non è malato e basta, se no ha ragione Poker a prendere x il chilo i gruppi che si fanno le seghe mentali su fb, ma in sella o da terra riesce effettivamente ad addestrare i cavalli.
« Ultima modifica: Marzo 25, 2014, 03:30:10 pm da max »
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Re:Cavallerizzi.
« Risposta #61 il: Marzo 25, 2014, 03:40:31 pm »

Competere ad alti livelli non è sinonimo di una equitazione di sani principi.

c'è un piccolo problema.... e cioè... chi lo decide cos'è una equitazione di SANI PRINCIPI? io non ci trovo niente di male a incaprettare un cavallo nella redine pessoa per un'ora, magari a un altro fa ribrezzo. io apprezzo gli hackmore anche se sono forti, altri li odiano. io uso spesso il chiudibocca altri lo trovano un maltrattamento. io strizzo l'occhio a chi stringe un buco i paranocche prima di entrare in campo gara, altri gridano allo scandalo. e mille altre cose. chi lo decide cos'è di SANI PRINCIPI. e pensare che i nostri maestri del passato, tanto citati in questo forum, non è che fossero proprio dei santi. e, tanto per stare in tema di karl (nominato in questa discussione), neanche baucher era proprio uno che montava coi guanti di velluto...

e comunque vedi? tu vuoi uno che non ci dorme la notte pensando da che parte deve andare la flessione. io ne vorrei uno che se ne frega di pensare da che parte mettere la flessione, perchè lo sente nelle dita, in automatico, quando monta. fa la cosa giusta, che non è sempre quella descritta dalla teoria. i cavalli non sono teoria, sono in gran parte individui, assemblati magari male, costruiti in modi diversi l'uno dall'altro, con punti deboli e punti di forza opposti l'uno dall'altro. non si può a tavolino tirare fuori una regoletta che fa funzionare tutti i cavalli e fa diventare forti tutti quelli che la applicano.

ecco perchè karl è forte e i suoi allievi (pure istruttori) no.
è forte perchè la verità è che il successo del metodo di karl è...karl.
chiunque altro cerchi di applicarlo, non ha gli stessi risultati.
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raffaele de martinis

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Re:Cavallerizzi.
« Risposta #62 il: Marzo 25, 2014, 04:15:47 pm »

De Luca D'Onofrio Moneta Gaudiano Bucci...mai coperti è colpa mia che non seguo, ma se uno di questi avesse fatto sfracelli, mi sarebbe faliliare come Rodrigo, Skelton, Beerbaum, Wihtaker, AnKy, Ingrid, ecc. ecc. dunque a quel livello mezzepippe.

Conosco pure la Truppa, per i mirabolanti risultati avuti nel dressage: 16esima alle Olimpiadi, godiamo et esultiamo, mai nella storia dell'Itaglia, appunto.
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max

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Re:Cavallerizzi.
« Risposta #63 il: Marzo 25, 2014, 04:40:48 pm »

Bisogna sentire cosa fare e non avere uno schema rigido o dogmi in testa, sono il primo a dirlo. Ma una base teorica corretta e sensata bisogna averla. Baucher e La Gueriniere hanno lavorato una vita per questo.

Il resto delle robe che citi fa parte dell'ideale che uno ha. Conosco gente che perché il cane abbaia davanti ai cancelli lo coricano di botte davanti a tutti, per loro è normale, anzi se potessero gliene ficcherebbero di più, purtroppo il cane è grosso ed il proprietario dopo un po' che si dimena si stanca.

Ti spiego il ruolo dei maestri con sani principii, è facile: tu nasci con il vantaggio di sapere già che esiste la spalla in dentro e l'effetto d'insieme, ad esempio. Se questi Signori non si fossero presi la briga di codificare quelle due cose, magari non dormendo qualche notte, oggi sentiresti sotto di te un cavallo storto, non sapresti bene identificare il perché e faresti magari azioni stupide senza cavare un ragno dal buco per tutta la tua vita. Invece un giorno leggi La Gueriniere, o incontri uno che lo conosce e ti spiega la spalla in dentro e certi perché di certe sensazioni, e in due settimane capisci e ti correggi.
L'effeto d'insieme lo stesso. Senza conoscerlo senti che se tieni e se dai gambe succede qualcosa che subito ti piace ma che non capisci bene, esageri, e ingrani tutti i cavalli che monti. Poi un giorno leggi Baucher e dici: ma che pirla, ecco cos'era. Certo non diventi come La Gueriniere o Baucher, ma capisci e migliori un pochino cosa che altrimenti non sarebbe successo.

LaGueriniere faceva sicuramente nefandezze anche lui ma ha contribuito con la sua ricerca a migliorare l'equitazione; Baucher idem, su dieci nefandezze due erano idee geniali.

Karl anche ha avuto delle intuizioni ulteriori e le insegna. Non deve farlo? Penso sappia benissimo che i suoi insegnamenti non giovano a tutti, sarebbe un motivo questo per non divulgare le sue intuizioni? A parte che quello che insegna funziona, su tutti i cavalli e con tutti gli allievi, lo ha dimostrato ampiamente. L'espressività e la qualità dei movimenti poi certo dipendono dal binomio. Solo in Itaglia ha avuto scarsi risultati, tanto da andarsene. CHISSA' COME MAI.
« Ultima modifica: Marzo 25, 2014, 04:44:40 pm da max »
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alex

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Re:Cavallerizzi.
« Risposta #64 il: Marzo 25, 2014, 05:14:39 pm »

Quello che dici, Pokerface è molto deprimente.... in parte ha ragione: ogni cavallo è diverso dall'altro; ogni allievo è diverso dall'altro; ma la conclusione - non esistono regole nè principi - è esagerata e anche poco logica.

Invece esistono regole e principi, tanto più che tu stesso, enunciando "ogni cavallo è diverso dall'altro", affermi, appunto, una regola:horse-wink: Ma non è certo l'unica esistente.

Tutto questo mi ricorda la medicina di molti decenni fa, affidata all'intuito e all'esperienza di Maestri. Anche in quel caso, non era scienza, era Arte. Esattamente come dice Pokerface, c'era un problema serio: i risultati non erano riproducibili. E le regole erano un guazzabuglio - ogni ospedale e ogni primario all'interno dello stesso ospedale aveva le sue, a partire dalle banalità come "come si medica una ferita"  :horse-scared:

Perchè erano un guazzabuglio? perchè non c'era un sistema codificato di eliminare (per sempre) le minchiate. In equitazione siamo ancora a questo punto: non c'è un sistema codificato per eliminare (per sempre) le minchiate. Durano secoli e secoli, mescolate con geniali intuizioni che stentano a emergere annegate fra le minchiate. Il risultato: una marmellata di affermazioni contradditorie entro cui uno pesca come vuole, con la scusa che non c'è nessuna regola e nessuno che possa dimostrare  "questo è meglio di quello" e che bisogna decidere "caso per caso".

 
« Ultima modifica: Marzo 25, 2014, 05:16:29 pm da alex »
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Re:Cavallerizzi.
« Risposta #65 il: Marzo 25, 2014, 05:33:04 pm »

ecco alex mi riferisco esattamente a questo.
cioè, se io fossi un dressagista smanaccione rollkurista, potrei sempre dire che il rollkur è bene e potrei sempre citare baucher che s'inventò il ramener outrè.
se fossi un staltostacolista tedesco, che ne so, alla ulrich kirchhoff, potrei sempre dire che la compressione disumana del cavallo tra mano e gamba è bene e potrei sempre citare licart e la sua leggendaria metafora del fioretto.
e così per tutto e il contrario di tutto.
alla fine ha ragione l'hotte. i libri servono solo a chi già sa fare le cose...

io credo che le cose che si possono insegnare, che si devono sapere dei cavalli non riguardano la tecnica equestre raffinata.
credo che bisogna studiare com'è fatto un cavallo e come si muove. dove si attaccano i muscoli, i legamenti, come son fatte le ossa, quali sono i muscoli che si contraggono o si estendono in dati movimenti ecc...
ma questa non è equitazione, questa è biologia, bio meccanica al massimo.
l'equitazione è un'altra cosa.

l'equitazione si fa e basta. e se non hai talento puoi studiare quanto vuoi e avere un sacco di nozioni, ma poi arriverà sempre il ragazzino portato che, pur senza leggere una riga, monterà cento volte meglio di te. e lui farà, senza nemmeno averle lette, le azioni giuste, quelle che tu non riesci a fare nonostante le hai studiate e cerchi di metterle in pratica da anni. questo str***zetto ignorante salirà sul tuo cavallo e lo monterà cento volte meglio di te.
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Re:Cavallerizzi.
« Risposta #66 il: Marzo 25, 2014, 05:46:35 pm »

Tutta sta tarantella voleva arrivare ad una conclusione: coi lalli, per raggiungere l'eccellenza - competere da pari a pari coi tedeschi ecc. - bisogna avere un metodo; anco al di fuori della competizione, nel sollazzo, manca una squola, mancano i cavallerizzi et latita la voglia di imparare degli aglievi, manca l'idea della programmazione e della disciplina; alcuni temerari si affittano un cavaliere spagnuolo (che stranamente vende anco lalli) e fanno degli stage, altri eccentrici (quello che avrei fatto io, e consiglio vivamente a Chicche e a Sia) vanno all'estero a prender letioni, alcuni di costoro (aglievi evoluti) dopo 20 lezioni da un vero cavallerizzo e la lettura di uno o due libretti assumono l'aplomb di Oliveira e danno letioni di alta squola.

Certamente ci sono ragassi che in silenzio, applicandosi, a costo di sacrifici, di errori, da dilettanti proseguono la loro strada, a questi và il mio applauso, il ploblema è che si capiscono certe cose troppo tardi, come me, per esempio.

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« Risposta #67 il: Marzo 25, 2014, 08:40:46 pm »

Mettiamoci l'anima in pace, l'Italia esporta cuochi, forse musicisti, ma mai esporterà cavallerizzi. Quelli li dobbiamo importare.
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« Risposta #68 il: Marzo 25, 2014, 10:11:50 pm »

l'equitazione si fa e basta. e se non hai talento puoi studiare quanto vuoi e avere un sacco di nozioni, ma poi arriverà sempre il ragazzino portato che, pur senza leggere una riga, monterà cento volte meglio di te. e lui farà, senza nemmeno averle lette, le azioni giuste, quelle che tu non riesci a fare nonostante le hai studiate e cerchi di metterle in pratica da anni. questo str***zetto ignorante salirà sul tuo cavallo e lo monterà cento volte meglio di te.

No, non è vero. Vedo spesso persone che sanno montare, nel senso che fisicamente sanno stare in sella, sanno accordarsi al cavallo, lo controllano e... fanno delle schifezze inguardabili, perchè non sanno proprio cosa stanno facendo, gli manca l'idea di cosa è giusto e di cosa è sbagliato.
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« Risposta #69 il: Marzo 25, 2014, 10:44:47 pm »

Sottoscrivo Bionda.
Quello che dice Poker succede tra praticoni mediobassi.

Nessun cavaliere che sa quello che fa, per quanto abbia problemi con un dato cavallo, si fa prendere per il naso dal primo ragazzetto. Se mai succedesse, vedrebbe le azioni del ragazzetto e immediatamente rielaborerebbe il da farsi, ringraziandolo.

Io mi reputo un pistola a montare, chiaramente il frisone mi da dei problemi, ma so quello che faccio. In sei anni sopra il frisone non ho ancora visto nessuno che se la cavi meglio di me o almeno come me, eccetto gli allievi di Karl. Chiunque salga non riesce a farci niente, qualcuno neanche passo.

Sono salite alcune ragazzine sveglie a volte. Possiamo paragonarle a delle scozzonatrici. Queste lo facevano filare e si guardava bene dal fermarsi. Ma punto, finiva lì.
« Ultima modifica: Marzo 25, 2014, 10:47:27 pm da max »
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« Risposta #70 il: Marzo 25, 2014, 11:01:43 pm »

Ci sta bene questo: http://www.dressur-studien.de/wp-content/uploads/Posterlayout_290x460.pdf

Nella realtà di tutti i giorni, ammettiamolo, si vedono più spesso le immagini sbagliate di destra che quelle giuste di sinistra. Si può disegnare qualsiasi cosa, la perfezione non è di questo mondo, ma per sapere almeno qual è l'obiettivo e come ci si arriva ci va appunto la cultura che spesso non c'è.......
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« Risposta #71 il: Marzo 26, 2014, 11:31:12 am »



Io mi reputo un pistola a montare, chiaramente il frisone mi da dei problemi, ma so quello che faccio.

si e infatti per fare la diagonale al galoppo senza cambiare dicevi che mai e poi mai avresti preso il cavallo all'esterno. e poi si vede chiaramente che nella diagonale da destra a sinistra apri e abbassi la redine destra, quindi l'esterna.....

cioè è inutile che facciamo i fighi perchè abbiamo letto quattro trattati... max tu razionalmente, magari avendolo letto qua o la, vuoi mettere la flessione all'interno nel galoppo rovescio, ma automaticamente, nella curva, senza accorgertene, fai il contrario.
le cose sono due. o sei uno che ha una certa intuizione e sensibilità a cavallo e fai l'azione giusta NONOSTANTE tu ti sia fissato con la testa che devi fare un'altra cosa...
oppure l'azione giusta sarebbe mettere la flessione all'interno, come vorresti fare, ma sei troppo pippa per farlo, non ci riesci, non ti viene.

in entrambi i casi, non ti è servito a nulla leggere questo o quello.
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raffaele de martinis

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Re:Cavallerizzi.
« Risposta #72 il: Marzo 26, 2014, 12:50:56 pm »

Caro, volendo si possono trovare dei difetti anche guardando i videii di Oliveira (che il bon Ippoteo mi perdoni), Baucher - scusate se è poco - fu criticatissimo ai suoi tempi e lo è tutt'ora dai maligni e dagli invidiosi. Il marchese di Saint-Phalle fu scambiato per una mezzacalzetta da Fillis...ma stava montando dei lalli in addestramento, dunque, prima di criticare tieni presente: sei in un foro di amatori,
stai valutando un dilettante,che disinteressatamente mette a disposizione la sua esperienza, che coraggiosamente si espone in un video, che monta un cavallaccio inadatto - per razza - al galoppo, se avesse voluto fare il figo - con quel lallo - avrebbe postato un video al trotto e i suoi derivati, so per esperienza diretta quanto sia difficile far galoppare un frisone in maniera decente.

Oltre ad aver letto il buon Max ha fatto ben altro ma non proseguo per non invadere la sua praivasi.
Ora, troppi cavalieri prendono alla lettera la famosa boutade del generale L'Hotte: “ L'Arte non si impara dai libri, che istruiscono solamente coloro che già sanno"; allora il risultato è un empirismo spesso senza senso, a volte impiumato coi pennacchi dello snobismo.

Ecco, il tuo atteggiamento è l'esempio calzante di quanto sopra..

Lettura, osservazione, riflessione e pratica si valorizzano mutualmente.
"Quello che conta , è montare tanto, senza lasciare che i libri si ricoprano di polvere in biblioteca”.


Ecco io spero che voi ragasse che fate il zompazompa, seguiate il consilio/le sagge parole di Oliveira, e leggiate almeno le Questioni di L'Hotte, non vi farà alcun nocumento anzi io credo che ne beneficeranno sopratutto i vostri lalli.

 
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« Risposta #73 il: Marzo 26, 2014, 01:41:26 pm »

Io non faccio il figo dopo aver letto niente e tu dimostri solo di essere il classico saputone da staccionata.

Mentre il dubbio che sollevi è legittimo e ben conosciuto dal sottosctitto (cioè quello di dire una cosa e di farne un'altra anche in buonafede, conosco bene il problema essendo che io per primo devo capire quello che altri insegnano), Poker pensa di sapere a prescindere cosa faccio meglio di me che lo faccio. Fantastico. Abbiamo bisogno di gente così.

Come quelli che vedevano Baucher lavorare e volevano convincere tutti che non erano le cose che lui diceva di fare a far muovere così i cavalli, ma la musica dell'orchestra. Eccezionale!

Se poi mi dici che prima dell'angolo cambio flessione mentre non è vero, e scambi quell'azione di redine per un cambio di flessione, dimostra solo che non hai idea di cosa sia quell'azione di redine e io non ho certo tempo da perdere a spiegarla a uno che non vuol capire, ne ho già impiegato fin troppo in questi giorni e tra l'altro i perditempo li ignoro dal vivo figurati nei forum.

Buone cose.
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PokerFace

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« Risposta #74 il: Marzo 26, 2014, 02:45:25 pm »

non fare il permaloso.

e non ho parlato di flessione, leggi bene.

hai messo un video, ho espresso un parere. e per la cronaca, io ho letto un sacco di cose. solo che la metà di quello che leggevo mi sembrava fuorviante. perchè non avendo le competenze tecniche per metterlo in pratica non ci capivo nulla, mi confondeva. io sono un amatore vero, di quelli che fanno cose facili, saltano percorsi bassi e semplici, in piano si accontentano di fare veramente cose elementari, tipo lavorare alle tre andature con il cavallo sereno, che aumenta quando gli viene chiesto, che raccorcia quando gli viene chiesto, che rimane morbido, che non si oppone a questi semplici esercizi che faccio e che quando sbaglio ci mette una pezza.
non ho nè avrò mai le competenze tecniche per fare dell'altro. cioè melis che piaffa, che fa il passage la piruetta ecc, è bravissima, ed è giusto che lei legga e studi della piruetta, del piaffo e del passage. ma chi, come me, non farà mai un lavoro del genere, può anche lasciar perdere che evita solo di confondersi.

per questo dico che i libri servono a chi già sa fare le cose trattate. perchè se no si comincia a ragionare di cose che non si hanno mai sperimentate e si rischia di prendere grossi granchi.

e a proposito di sapientoni da staccionata, voi siete i primi che criticano i video anche dei grandi campioni, per cui che volete? quando siete criticati voi non va bene?
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