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Autore Topic: Calmo, in avanti e dritto. Ma come?  (Letto 11042 volte)

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Anima714

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Re:Calmo, in avanti e dritto. Ma come?
« Risposta #15 il: Giugno 27, 2015, 12:24:38 pm »

Pian pian... Non corro dietro al cavallo per farlo correre. Faccio un passo, massimo due verso di lui e lui la recepisce come una pressione. Idealmente il cavallo percorre un cerchio di cui io sono sempre il perno centrale. Se mi sposto verso di lui, il centro del cerchio cambia e lui si sposta lateralmente per adeguarsi a questa cosa finché la longhina non è di nuovo tesa.
Lui è uno che si inc***a anche se do di gamba più forte di quello che lui si aspettava, idem se il mio passo verso di lui è troppo improvviso e rapido: queste sono le cose che di solito me lo mettono in difesa, non so se mi spiego... Che non pensiate che corro dietro al cavallo in un tondino per farlo correre! Manco ce l'ho il tondino xD

@Miky: L'immagine del cilindro anziché cono è piuttosto chiara, lui é ancora cono... Il problema è che per fare il lavoro con le redini supplementari dovrei saperle posizionare...

@Bubba: Mi spieghi meglio questa cosa della testa all'esterno per le partenze? Cioé perché dovrebbe partire meglio? E parte falso? Non mi è chiara!

Poi in ogni caso, il cavallo risponde alla voce. Se do il bacio parte al galoppo da terra e da sella, quando si mette a lavorare seriamente o quando comunque è d'accordo a farlo. Il problema sono quelle volte che mi si mette in modalità svogliata e non mi vuole "accontentare", come dicevo prima!
Quando monto di solito basta il bacio per il galoppo, anche senza speroni. E riesco anche a regolare abbastanza bene le velocità dello stesso. Però quando decide che non vuole, per ignoti motivi, non c'è verso se non ho gli speroni, e anche con gli speroni faccio fatica!
Voce a parte, vorrei saper usare correttamente anche gli altri aiuti perché vorrei essere un po' più tecnica, soprattutto per avvicinarmi al Dressage... Prenderò lezioni è vero, però mi piace anche sentire cosa hanno da dirmi le altre persone :D
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Miky Estancia

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Re:Calmo, in avanti e dritto. Ma come?
« Risposta #16 il: Giugno 27, 2015, 04:25:07 pm »



@Miky: L'immagine del cilindro anziché cono è piuttosto chiara, lui é ancora cono... Il problema è che per fare il lavoro con le redini supplementari dovrei saperle posizionare...



Problema facilmente superabile: trova qualcuno che ti sappia istruire in questo percorso e che ti "illumini" sui vari "enrenements" e il loro corretto utilizzo.

Tanto per documentarti sulla teoria, vendita su Amazon trovi questo bel libro di Agnes Corda:

http://www.amazon.fr/Les-enrênements-Guide-pratique-dutilisation/dp/2701148464

la creatrice del finimento di cui parlavo (le redini coulissantes elasticizzate, che sono una variante del suo finimento originale, appunto l'enrenement Corda).

Il libro è molto dettagliato e aiuta il profano e il prevenuto, a conoscere e prendere confidenza con i vari "strumenti di tortura".

Un altro bel metodo per portare il cavallo a descrivere un cilindro al posto del cono, e che noi utilizziamo parecchio, è  il lavoro alla doppia longia. Anche per questo, puoi cercare qualcuno che ti insegni le basi.
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Bubba

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Re:Calmo, in avanti e dritto. Ma come?
« Risposta #17 il: Giugno 27, 2015, 10:31:37 pm »

Praticamente, se in cavallo fa fatica a galoppare di destro tu non dovresti girargki il naso dentro quando gli chiedi di partire, bensi' a sinistra ( gli metti la tesya all' esterno). Lo aiuta a partire al galoppo corretto.
Con un cavallo addestrato non lo si fa, ma se il tuo non ga geandi basi facendo cosi' gli semplifichi la cosa
Con i puledrotti funziona. Anche con certi argentini che hanno " un solo galoppo".
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max

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Re:Calmo, in avanti e dritto. Ma come?
« Risposta #18 il: Giugno 28, 2015, 10:19:08 am »

non ho capito la cosa della mano e la sua relazione con la calma
spieghi meglio per piacere?

Sono semplificazioni per avere una base logica e semplice su cui ragionare e fare le cose. Calmo, avanti e dritto sono tre obiettivi. Mani, gambe e assetto sono i tre aiuti principali. Basta accoppiarli. Se le gambe e l'assetto sono facilmente comprensibili come "accoppiamento" agli ultimi due obiettivi, la mano sarebbe altrettanto comprensibile se in giro si sapesse come usarla per decontrarre il cavallo!!! E' semplice basta insegnargli a "dare la bocca", si dice così. Purtroppo è un'accorgimento squisitamente baucherista e allora subentrano sentimenti personali di amore od odio, ma la cosa di per se funziona.
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Melis

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Re:Calmo, in avanti e dritto. Ma come?
« Risposta #19 il: Giugno 29, 2015, 10:14:03 am »

Non concordo con Macs:

Calmo: un cavallo rilassato e a suo agio nel lavoro. Rilassato in mano, si, ma che si propaga per tutto il corpo e che quindi lo rende disponibile al cavaliere per utilizzarlo come vuole.
In avanti: secondo me poco c'entra con le gambe, soprattutto nel lavoro più avanzato. è semplicemente la volontà di portarsi avanti, in modo fluido (perchè è rilassato), e che pensi sempre di andare avanti, con energia (non con ansia).
Dritto: che spinga in modo identico da un posteriore e dall'altro (poi va da sè che così facendo tutto il corpo non potrà che essere dritto)
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Anima714

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Re:Calmo, in avanti e dritto. Ma come?
« Risposta #20 il: Giugno 29, 2015, 10:15:17 am »

Bubba, non è che il cavallo fa fatica a galoppare su un lato specifico o che abbia poco addestramento, anzi! Il punto è che in quel momento che ha deciso che smette di lavorare, non parte più, mentre quando è collaborativo basta la richiesta della gamba posteriore e casomai la mano interna leggermente alzata e va che è una meraviglia ad entrambe le mani! L'addestramento ce l'ha eccome, le richieste le capisce benissimo! Però quando decide che "la mia autorità è in discussione" o "per oggi basta", diventa tutto estremamente complicato...
La mia domanda quasi fuori topic era: é corretto chiedere di partire al galoppo prendendo appena appena il naso verso "l'interno" e toccando in posizione arretrata con la gamba "esterna" (leggi interno/esterno in base a su quale gamba si vuole farlo partire) in termini di lavoro in piano, o così facendo mi precludo lo spostamento del posteriore ad esempio, perché associa il comando sbagliato? Questo forse è un dubbio stupido lo so, perché i miei aiuti dovrebbero solo metterlo in posizione ed è ciò che lo fa partire, credo. Ma temo che associ il contatto al posteriore con "galoppa!" e non con "sposta le chiappe a destra amico"! Non so se mi spiego.

Tornando allo step 1, che qui siamo già avanti... Il calmo.
Miky mi consiglia giustamente di provare a lavorarlo alla corda, che includerebbe anche il dritto direi, e probabilmente anche l'in avanti.
Ma, da brava capobranco, se il cavallo tenta di calciarmi, io come dovrei reagire? Sicuramente non filandomela ma continuando imperterrita il lavoro, e fin qui ci siamo. Io al momento, se mi calcia per un errore che ritengo mio (tipo la pressione esagerata quando non se la merita), lo ignoro spudoratamente e continuo nel mio operato. Se invece mi calcia perché gli chiedo lavoro e lui non vuole accettare la mia richiesta ma fa il "lagnoso rompiballe" e mi minaccia, aumento la pressione (senza andargli a tiro), do uno strattone alla longia tirando la testa verso di me e questo insieme gli fa andare il posteriore verso fuori, così è lui che è alla mia mercé e non io alla sua, e generalmente vado molto decisa verso la sua spalla tenendo la testa a me costringendolo a camminare lateralmente senza vedere dove va, che per lui è un notevole sforzo viste le sue ansie. Cioé, gli chiedo questa figura che non so come si chiama, più o meno come fosse una punizione, anche se non tutte le volte. E poi ritento. Il punto è che siccome questo accade chiedendogli di partire al galoppo, con questa mossa mi ritrovo inevitabilmente il cavallo fermo/al passo, prima che mi vada in spostamento laterale richiesto (al passo, trottino se proprio in quel momento si è accorto di averla fatta grossa). E non al galoppo! Cioé, lui non la passa liscia ma io non ottengo comunque quello che voglio!
Effettivamente in quel momento forse una frusta sarebbe utile...
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Re:Calmo, in avanti e dritto. Ma come?
« Risposta #21 il: Giugno 29, 2015, 10:32:45 am »

si, non solo utile, direi fondamentale.

se ti minaccia, la frusta - che fino a poco prima lo spingeva e basta - arriva a toccarlo. mica fargli male, non serve quasi mai, si tratta di farsi sentire: "ehi NON ti azzardare a minacciarmi, NO! filare avanti come un treno!".

chiaro che lui si incavola ancora di più, ma andrà avanti, anzi tu gli avrai imposto di pedalare. da capobranco avrai reagito come reagirebbe un cavallo: rispondere alla minaccia e farlo muovere. e non ha niente a che vedere con la punizione.

per il cavallo ha più senso questo che lo strattone alla longia. SECONDO ME.

una curiosità, ma come mai non usi la frusta?
« Ultima modifica: Giugno 29, 2015, 10:34:48 am da Luna di Primavera »
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Re:Calmo, in avanti e dritto. Ma come?
« Risposta #22 il: Giugno 29, 2015, 11:08:33 am »

Cioé, gli chiedo questa figura che non so come si chiama, più o meno come fosse una punizione, anche se non tutte le volte.

scusa, un altro commento, mi era sfuggito. la tua coerenza è fondamentale per confermare la richiesta e il tuo ruolo.
se a fronte di un comportamento del cavallo tu una volta fai una cosa, una volta un'altra, una volta reagisci, una volta no, cosa pretendi che capisca lui? lo confondi e nella peggiore delle ipotesi lo rendi insicuro di te. la cosa più importante fondamentale che dobbiamo ottenere nel cavallo è che lui ci consideri una guida autorevole , un punto di riferimento che gli dà certezze. così il cavallo diventa collaborativo e anche contento di esserlo, perchè sa cosa si aspetta, sa prevedere le tue reazioni, in altre parole sa cosa deve fare.

fare una richiesta, pretendere coerentemente e autorevolmente una risposta, e ricompensare. è la base dell'addestramento. in breve rende il cavallo attento, pronto e volenteroso, e il lavoro gli pesa di meno perché sa che, se esegue subito e bene, il lavoro finisce presto.

non è che mi sto mettendo in cattedra eh, non ho nulla da insegnare io, ma ti dico per esperienza che funziona  :cool2:
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Miky Estancia

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Re:Calmo, in avanti e dritto. Ma come?
« Risposta #23 il: Giugno 29, 2015, 11:42:36 am »


Tornando allo step 1, che qui siamo già avanti... Il calmo.
1. Miky mi consiglia giustamente di provare a lavorarlo alla corda, che includerebbe anche il dritto direi, e probabilmente anche l'in avanti.

2. Ma, da brava capobranco, se il cavallo tenta di calciarmi, io come dovrei reagire? Sicuramente non filandomela ma continuando imperterrita il lavoro, e fin qui ci siamo. Io al momento, se mi calcia per un errore che ritengo mio (tipo la pressione esagerata quando non se la merita), lo ignoro spudoratamente e continuo nel mio operato. Se invece mi calcia perché gli chiedo lavoro e lui non vuole accettare la mia richiesta ma fa il "lagnoso rompiballe" e mi minaccia, aumento la pressione (senza andargli a tiro), do uno strattone alla longia tirando la testa verso di me e questo insieme gli fa andare il posteriore verso fuori, così è lui che è alla mia mercé e non io alla sua, e generalmente vado molto decisa verso la sua spalla tenendo la testa a me costringendolo a camminare lateralmente senza vedere dove va, che per lui è un notevole sforzo viste le sue ansie. Cioé, gli chiedo questa figura che non so come si chiama, più o meno come fosse una punizione, anche se non tutte le volte. E poi ritento. Il punto è che siccome questo accade chiedendogli di partire al galoppo, con questa mossa mi ritrovo inevitabilmente il cavallo fermo/al passo, prima che mi vada in spostamento laterale richiesto (al passo, trottino se proprio in quel momento si è accorto di averla fatta grossa). E non al galoppo! Cioé, lui non la passa liscia ma io non ottengo comunque quello che voglio!
Effettivamente in quel momento forse una frusta sarebbe utile...

1. Nel lavoro alla corda/tondino, prima lavoriamo sul CALMO. POI, quando è calmo, lavoriamo su DRITTO e in AVANTI.
Perché con questo ordine? Perché se il cavallo non è calmo, sereno, all'ascolto e rispettoso dei nostri comandi, ma è in fuga o pigro e non ci calcola, la sua muscolatura e il suo cervello non sono nelle condizioni di potersi "piegare" per lavorare DRITTO (ad esempio, il cavallo che fugge in circolo, è tutto contratto, dalla punta del naso a quella della coda e descrive un cono, quindi non può essere dritto) e in AVANTI  (il desiderio di avanzare non deve essere confuso con la fuga).

2. Se il cavallo tenta di calciarti, è perché non ti rispetta come capo. Il problema è  a monte e si manifesta quando non ha più voglia di accontentarti. Questi atteggiamenti andrebbero prevenuti.
Se capita, non bisogna ne scappare ne ignorare, ma CORREGGERE, che è diverso dal punire.
Correggere l'atteggiamento indesiderato ristabilendo la gerarchia come farebbe un suo consimile dominante, e un capobranco, non punisce, non toglie la tv o la play station per una settimana, ma morde, calcia fino a quando non rimette il sottoposto sotto di sé.
Quindi?
Quindi frusta alla mano sempre (visto che non puoi metteri a prendere a calci o a sberle o a mordere il cavallo) e appena fa atto di mollarti una doppia, colpisci i garretti in modo secco e metti in avanti il cavallo  (in avanti, non in fuga).
L'ideale sarebbe che tu acquisissi una tale esperienza da anticipare l'azione del calcio e correggerlo mettendolo in avanti, prima che lui alzi il posteriore per calciare.
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Re:Calmo, in avanti e dritto. Ma come?
« Risposta #24 il: Giugno 29, 2015, 11:45:17 am »

Luna tranquilla, scrivo proprio perché voglio che chi ne sa più di me mi dica la sua, parla liberamente :D
Non tutte le volte è riferito al farlo spostare lateralmente, perché non voglio che il movimento in sé venga associato alla punizione poiché lo chiedo anche durante il lavoro. Se non è quello è qualcos'altro che in quel momento dovrebbe pesargli fare, ho citato quello perché è il più gettonato visto che, anche se ci vive, non si fida dell'ambiente attorno a lui, sto pirla :P

Non uso la frusta... Banalmente perché non la ho xD Devo prenderne una, è che ho spostato i cavalli a casa da quasi un annetto e non ho mai pensato di comprarla, mi son sempre accontentata dell'altro estremo della longia! Quando ero per maneggi la usavo, anche se non molto, perché con l'altro cavallo minacce non ne ricevo e per farlo andare bastano appunto le "pressioni dei miei spostamenti".

Non sono di quelli che ha paura a toccare il cavallo anche con un fiore ;) So che tra cavalli si menano e che a volte bisogna essere decisi e se serve dare la pacca giusta al momento giusto. Lesino solo quando non sono sicura di essere nel giusto, ma tipo quando era appena uscito dall'addestramento non mi scalciava e mi bastava anche il buffetto sulla pancia se il mio spostamento non bastava... Però l'inverno fermo e il fatto che lo montano delle ragazzine principianti me l'ha "reinselvatichito"! Forse anche se lo montavo io e basta succedeva uguale comunque, con quel poco che monto d'inverno xD


Miiky: Per anticipare il calcio non credo di avere problemi, ormai glielo leggo negli occhi xD
Toglimi una curiosità: perché proprio i garretti? Mi sembra che rimarchi spesso che voi lavorate toccando con la frusta soprattutto quelli!
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Miky Estancia

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Re:Calmo, in avanti e dritto. Ma come?
« Risposta #25 il: Giugno 29, 2015, 11:59:06 am »


Miiky: Per anticipare il calcio non credo di avere problemi, ormai glielo leggo negli occhi xD
Toglimi una curiosità: perché proprio i garretti? Mi sembra che rimarchi spesso che voi lavorate toccando con la frusta soprattutto quelli!

Perfetto, e allora, comprati un bel frustone lungo (almeno 180 cm) e previeni le monellate del tuo cavallo a tutto spiano! :pollicesu:

I garretti, perché la risposta naturale che danno i puledri quando li tocchi lì,  è avanzare immediatamente. Mentre se tocchiamo coscia o sederone, in genere calciano.
In seguito, quando hanno già una settimana di lavoro, hanno capito chi è il capo  :horse-cool: e tocchiamo con la frusta anche sul sedere o la coscia, ma per dare comandi ben diversi.
A redini lunghe, tocchiamo sulla groppa con la frusta il cavallo QUANDO SERVE, per chiedere il movimento in avanti (quando serve, e cioe, se non reagisce subito al comando vocale).
Sempre a redini lunghe, la frusta tocca la groppa a sx  (verso la coscia) prima di chiedere di girare a dx e viceversa.
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max

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Re:Calmo, in avanti e dritto. Ma come?
« Risposta #26 il: Giugno 29, 2015, 12:40:10 pm »

CALMO:
La richiesta di far dare la bocca è utile per poter lavorare nella calma da sella, per avere un segnale preciso che dica "stai calmo", compreso quando stai alla sagra della salamella ed il tuo cavallo, magari intero, diciamo "perde la concentrazione".

Poi ci sono altri mezzi se il cavallo va davvero fuori controllo ma va be. Il mezzo in assoluto più "calmante" sono gli speroni, tanto per andare un po' nella fantascienza.

Non piace l'idea? Vi restano solo le flessioni e i movimenti di maneggio. In fondo la calma viene anche da se quando il cavallo ha un vocabolario ben fornito e capisce le richieste che gli vengono fatte. Però avete bisogno di spazio per farli e sono meno immediati, non arrivano diretti come far dare la bocca che è utile per calmarlo da fermo, ad esempio se qualcosa lontano lo distrae. Quindi... se perde la calma vuol dire che "fa qualcosa", giusto? Magari corre, insomma dimostra agitazione con il suo corpo, con le sue azioni, e allora sarà attraverso il suo corpo e attraverso qualcosa da fargli fare che lo riporterete a più miti consigli: flessioni dell'incollatura (che tra l'altro portano all'estensione), due piste, passi indietro... qualsiasi cosa che richieda attenzione e fatica lo riporta più calmo, fino ad arrivare anche a costruire "percorsi della calma" con barriere, coni, pedane, qualunque cosa lo costringa per modo di dire a ragionare. Ma così si va verso una "diluizione" nel tempo e nel risultato che a me non è congeniale.

Con la decontrazione della bocca e le flessioni vi riporto nozioni -pratiche- che ho imparato a usare ma non certo inventate da me, poi fate voi, potete anche mettergli una radiolina con della musica classica, magari si calmano anche con quella, ma non so...


IN AVANTI:
L'impulso parte dalla risposta alle gambe. Punto. Fine. Se dai gambe e quello non va non puoi fare niente, niente di buono. Puoi accampare scuse all'infinito o farti prendere per il naso da mille istruttori che raccontano l'impulso con mille aneddoti, ma se il cavallo non rispetta le gambe è su quello che bisogna agire. Il potenziale dell'impulso sta quindi nella testa del cavallo ma è attivato dalle gambe del cavaliere: nella testa del cavallo le gambe del cavaliere devono "bruciare". Se non bruciano, se quando le sente pensa: "boh, chissenefrega", cosa pensate di poter fare senza prima risolvere quello? Niente. Ogni cavallo quando salite "vi prende le misure", e se quando montate su qualcuno che si dimostra sordo alle gambe (poteva anche non esserlo col cavaliere precedente, ma se è pigro di indole lo sarà sicuramente con voi) e non sapete come prendete subito le contromisure presto non riuscirete più nemmeno ad andare al passo.

Usate la parte alta della gambe - quella che sta sempre a contatto col cavallo per via della gravità - e il vostro bacino per codificare tutte le indicazioni che vi pare: di piego, di direzione, etc, ma riservate la parte bassa - i polpacci, i talloni - per l'impulso. Quando ha anche solo il sospetto che avviciniate il polpaccio quello deve decollare e se non decolla scatenate il gatto randagio, quello che tenete sempre chiuso in selleria, al buio e a digiuno, pronto per attaccarlo dietro al sedere del cavallo pigro. Oppure fate fischiare la frusta di solito basta :- D


DRITTO:
Bene, il cavallo pigro ora scatta come un fulmine all'appoggio dei polpacci perché ha paura del gatto (o della frusta) ma è abbastanza fuori controllo. La cosa più stupida ma che fanno tutti è cercare di controllarlo mentre va come un fulmine. Non ci riuscirete, e anzi tornerete a rimetterlo indietro, a negare in un certo senso il consenso ad andare costretti come sarete ad usare forte la mano o comunque impacciati a gestire tutti gli errori che si susseguiranno veloci. Il trucco sta nel capire che la lezione alla gamba col gatto non l'avete fatta per farlo andare ma l'avete fatta per associare un'attività della madonna al polpaccio delle vostre gambe, insomma è custodita "virtuale" nella mente del cavallo, da qui in poi non serve e anzi non dovete farlo andare come un treno: lo affatichereste solo inutilmente insegnandogli a correre male. Ora dovete lavorare nella calma le asimmetrie e le rigidità che sono quelle che vi rendono la vita impossibile alle andature veloci.

Pippon limit!!!!!! :- D
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Re:Calmo, in avanti e dritto. Ma come?
« Risposta #27 il: Giugno 29, 2015, 12:50:39 pm »


In avanti: secondo me poco c'entra con le gambe, soprattutto nel lavoro più avanzato. è semplicemente la volontà di portarsi avanti, in modo fluido (perchè è rilassato), e che pensi sempre di andare avanti, con energia (non con ansia).

Quoto!
Se l'avanti/l'impulso fosse solo legato all'azione della gamba, nessun cavallo da attacco potrebbe essere in avanti, avere impulso, poiché il cavallo attaccato non ha l'uomo in sella che lo strizza con le sue gambette.
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Re:Calmo, in avanti e dritto. Ma come?
« Risposta #28 il: Giugno 29, 2015, 12:56:14 pm »

Max mi hai incuriosito con la parte dello sperone che calma, me la approfondisci un po'? Ti va?

Altre mie lacune sono sul "farsi dare la bocca", non so bene cosa dovrei fare e cosa aspettarmi...

Illuminante invece la parte "in avanti". Devo lavorare prima con la parte della gamba che già tocca il cavallo e se non da segni di collaborazione scendere fino ad usare il tallone, corretto? La parte alta della gamba é la richiesta cortese, il tallone è il picco aggressivo, deduco. Qui evidentemente ho sbagliato finora perché le mie richieste sono sempre partite dal fondo delle gambe, tranne l'ultima volta in cui ho montato (che devo aver avuto un'illuminazione subconscia da quello che ho letto qui) e ho provato a chiedere di avanzare stringendo solo le gambe, stringendo più forte fino a dare poi di gambe davvero solo se non ottenevo niente. Avevo gli inguini distrutti quando sono scesa! xD
E fin qui stiamo parlando solo di "in avanti", giusto? Di accelerare. Le altre cose, tipo cambio di andatura, spostamenti di anteriore o posteriore, non le stiamo ancora considerando. Right?

Correggimi Max se ho travisato la tua parola!
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Melis

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Re:Calmo, in avanti e dritto. Ma come?
« Risposta #29 il: Giugno 29, 2015, 01:09:47 pm »


Poi ci sono altri mezzi se il cavallo va davvero fuori controllo ma va be. Il mezzo in assoluto più "calmante" sono gli speroni, tanto per andare un po' nella fantascienza.


Adesso si che ti amo.
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