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Autore Topic: Vincere le resistenze  (Letto 5822 volte)

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max

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Vincere le resistenze
« il: Novembre 02, 2015, 02:58:51 pm »

Riconosco molti cavalieri in questo passaggio scritto da Thomas Ritter, voi?

“Alcuni cavalieri cercano di stabilire l'armonia evitando semplicemente di chiedere al cavallo qualcosa che comporti un contrasto. Così non importunano il cavallo, ma il cavallo non progredirà, perché non chiedono al cavallo di andare verso il limite della sua zona di comfort, come per allungare un muscolo che è rigido, o esercitare un muscolo che è debole. Cercano l'armonia, cedono alla pressione che pone il cavallo per così dire, rilasciano l'aiuto, accarezzano il cavallo e si danno subito per vinti quando si trovano davanti a una resistenza, senza rendersi conto che ricompensano il cavallo quando questo dice no. Cercano di creare un'armonia che è esclusivamente in base a quello che acconsente il cavallo. E finiscono con un cavallo che non è obbediente né sicuro da montare e che rimane fermo a un basso livello di addestramento. Pertanto l’armonia a qualsiasi prezzo non dovrebbe essere quello che si cerca”.

- Thomas Ritter -
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silviasco

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Re:Vincere le resistenze
« Risposta #1 il: Novembre 02, 2015, 03:20:12 pm »

Verissimo, se si cerca un alto livello di addestramento... Ma se si "vola basso", tutto il discorso può essere ribaltato: perché mai mettersi a litigare col cavallo per una finezza in più? Tanto più se non si è matematicamente certi di saperla chiedere correttamente, e che quindi la resistenza sia rivolta alla richiesta in sé e non semplicemente al modo con cui è stata richiesta... Io sto cercando di progredire oltre il livello minimalista che ho, ma alle volte mi chiedo dove penserò di fermarmi (comunque molto molto in basso :horse-embarrassed:), e incontrando qualche opposizione nel cavallo sono molto frenata dalla consapevolezza che al 90% è colpa mia. In questo mi sta aiutando l'istruttrice che ultimamente mi fa montare anche cavalli un po' meno collaborativi, o fuori lavoro, per acquisire sicurezza nella gestione di piccole situazioni di conflitto (niente difese pericolose, ovviamente!).
Quindi mi interessa molto sviluppare questo tema fuor di polemica, perché in effetti ha a che fare con la possibilità di ginnasticare un cavallo: a una persona puoi spiegare un esercizio faticoso, e comprendendo a cosa serve lo farà per conseguire il fine, ma a un cavallo? Lui non può comprendere in anticipo, ad esempio, che portando sotto i posteriori si troverà ad avere meno problemi a portare a sella, occorre, appunto, vincere la sua resistenza e convincerlo a farlo nel suo stesso interesse. Una volta sperimentata la differente sensazione, probabilmente lo farà anche in modo spontaneo.
Spero di leggere ulteriori considerazioni sul tema, meno terra-terra delle mie!
« Ultima modifica: Novembre 02, 2015, 03:22:39 pm da silviasco »
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alex

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Re:Vincere le resistenze
« Risposta #2 il: Novembre 02, 2015, 03:41:17 pm »

Ricordo l'amico Lessio, di fronte a un cavallo sconosciuto la prima cosa che faceva era proprio farne una rapida "scansione comportamentale" per trovare le resistenze; e poi una a una trovava il modo di superarle; e il cavallo imparava a cedere. Lessio non si soffermava mai sulle cose facili, lavorava solo sulle difficoltà. In effetti, questo è esattamente l'opposto di quello che sembra giusto fare per convivere con il cavallo senza conflitti....
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Non basta che il cavallo obbedisca, deve farlo volentieri (modificato da Raabe)
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Luna di Primavera

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Re:Vincere le resistenze
« Risposta #3 il: Novembre 02, 2015, 03:50:33 pm »

secondo me la questione che indica max è la stessa alla base del più classico degli errori da principiante: per es. il cavallo nell'angolo x scarta, dunque mi tengo a debita distanza dall'angolo, così il cavallo non scarta e siamo tutti felici.
peccato che così non solo non risolvo il problema, ma creo inoltre una situazione in cui il cavallo, se va bene, continuerà a scartare e, se va male, peggiorerà.

le resistenze (fisiche o mentali) vanno affrontate e laddove possibile vinte: se molli prima di aver ottenuto un risultato o un progresso anche minimo, confermi al cavallo che se resiste abbastanza a lungo alla fine la smetti di rompergli le scatole. questa è la cosa più deleteria che possa succedere a cavallo..  quindi, sì, se chiedi devi ottenere e a volte bisogna anche litigare.

è altresì ovvio che l'obiettivo da raggiungere deve essere raggiungibile, intendo dal binomio.

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alex

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Re:Vincere le resistenze
« Risposta #4 il: Novembre 02, 2015, 04:04:56 pm »

Giusta l'idea di non mollare, ma.... ci sono parecchie strategie; alcune implicano l'uso della forza bruta (=dolore), altre sono più sottili. Qualsiasi strategia si adotti, sono d'accordo: non mollare con la strategia prescelta, fintanto che non c'è un risultato.

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Luna di Primavera

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Re:Vincere le resistenze
« Risposta #5 il: Novembre 02, 2015, 04:44:32 pm »

certo, non mollare mica significa violenza.

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Re:Vincere le resistenze
« Risposta #6 il: Novembre 02, 2015, 04:51:25 pm »

"a mio figlio non piace leggere"
Bene allora non insegniamoglielo
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"mio figlio è un po violento" Ottimo lascialo sfogare con gli amichetti...
vediamo un po..Armonicamente puo diventare un analfabeta diabetico / obeso con scoppi di ira incontrollati
ma è "in armonia" con la mamma deo gratia!

In media virtus no???
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"Non è mai tempo perso quello trascorso a cavallo"(Winston Churchill).

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Re:Vincere le resistenze
« Risposta #7 il: Novembre 02, 2015, 05:46:55 pm »

Riconosco molti cavalieri in questo passaggio scritto da Thomas Ritter, voi?



Si, ne riconosco molti anche io, in pratica tutti quelli che arrivano da noi bisognosi di una rieducazione.
La maggior parte delle volte il non voler entrare in contrasto, e quindi il conseguente cavallo problematico, non è frutto di un lallismo, quanto di carenze nella capacità di gestire il cavallo nelle varie situazioni.

È relativamente facile lavorare per colmare le carenze,  mentre è più difficoltoso eliminare o per lo meno, ridimensionare il lallismo.
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La cosa che tollero meno al mondo, anche meno dell'ignoranza, è la maleducazione. Perché se avere il cervello piccolo è una disgrazia, essere cafoni è una scelta. A.P.

silviasco

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Re:Vincere le resistenze
« Risposta #8 il: Novembre 02, 2015, 05:49:57 pm »

"a mio figlio non piace leggere"
Bene allora non insegniamoglielo
AA mio figlio piace la cioccolata"
Diamogli solo quella
"mio figlio è un po violento" Ottimo lascialo sfogare con gli amichetti...
vediamo un po..Armonicamente puo diventare un analfabeta diabetico / obeso con scoppi di ira incontrollati
ma è "in armonia" con la mamma deo gratia!

In media virtus no???

Occhio che i paragoni coi figli reggono solo fino ad un certo punto...
Ma volendo mantenere il paragone (e vederne anche i limiti), di fronte alla situazione "a mio figlio non piace leggere" ci sono molteplici strategie possibili, da "lo metto in ginocchio sui ceci finché non ha letto una/due/cento pagine", fino a "gli leggo con passione storie che ci piacciono finché non è in grado di leggere da solo con scorrevolezza, e lo porto spesso in biblioteca, consapevole del fatto che, comunque, potrebbe non amare la lettura come attività ricreativa, ed è comunque ok così"(magari adora il rugby, o l'equitazione!)  :horse-wink:
La cosa interessante è che per ciascuna di queste strategie troverete entusiasti sostenitori del "funziona!".
Naturalmente il contesto educativo è diverso dal contesto addestrativo, nel quale uno dei fini è proprio ottenere obbedienza, ed è questo che fa in modo che il paragone non possa tenere fino in fondo. Perché non credo che nessuno desideri avere un figlio che legge solo a comando e avendo a disposizione un sacchetto di legumi come minaccia! (Mentre diverse persone non vedono alcun problema a montare esclusivamente con morso frustino e speroni)
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Re:Vincere le resistenze
« Risposta #9 il: Novembre 02, 2015, 05:58:09 pm »

Silvia sono toscana un po sintetica e ironica ma credo sia passato il concetto. Spesso non si sa come mai ma quando si parla di cavalli loro addestramento educazione e rispetto si perde il "buon senso". O si prendono per "bestie non intelligenti" (tipo sento cose del genere" i cavalli non fanno quello che fanno i cani non ho mai sentito un cavallo da salvataggio o da antidroga.." lasciamo perdere) oppure iper "lallosi" lasciandosi prendere in giro bellamente da animali che vanno dai 400 kg in su...
Ritornando all'argomento ripeto "in media virtus"
Rispettare le doti naturali intrinseche del cavallo per sua indole razza età e possibilità fisiche è doveroso ma addestrandolo ed educandolo per ciò che di "base" gli si richiede.
Poi io dico c'è un tempo per ogni cosa. Quello di essere montati quello di stare al paddock di giocare di riposare ecc. Non si "gioca" in sella si cerca una collaborazione nel "lavoro" richiesto. Mia opinione personale.
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Re:Vincere le resistenze
« Risposta #10 il: Novembre 02, 2015, 06:01:09 pm »

se io chiedo al cavallo di fare un esercizio e ricevo un no secco (senza che nemmeno abbia provato) e lascio perdere per quieto vivere, su un cavallo un po' furbetto dopo poco tempo non riuscirò nemmeno più a fare passo sulla pista
è una storia già vista
piuttosto preferisco chi non chiede nulla di nuovo, ma si limita a fare solo ciò che lui e il suo cavallo sono in grado di fare...è un modo un po' limitato di vedere l'equitazione, ma non tutti ambiscono a certe cose, ovvio..
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Re:Vincere le resistenze
« Risposta #11 il: Novembre 02, 2015, 08:57:19 pm »

Ina, è proprio vero, ma devo anche dire che di tutti gli istruttori che ho avuto (negli anni e nei luoghi diversi) nessuno, fortunatamente, mi ha mai indotto a credere che una difesa o un rifiuto fosse da assecondare. In media ho montato sempre cavalli senza particolari difese, al massimo molto indietro, e quando monto questi cavallini un po' da rimettere in riga sono combattuta fra "me la faccio sotto" e "se me lo fa montare evidentemente non c'è nulla da rischiare/ce la posso fare", e passato il primo quarto d'ora in genere mi sento abbastanza a mio agio da fare quanto richiesto dai miei semplici esercizi (beh non proprio alla perfezione, ma almeno con disinvoltura). Di pari passo il cavallo si mette agli ordini e io mi rilasso e mi diverto. Sono proprio contenta di fare queste esperienze e farmi passare la paura che il cavallo possa fare "chissà che", e il tutto senza nessuna particolare coercizione, giusto un pizzico di determinazione (e né frustino né tantomeno speroni!)
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elleon

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Re:Vincere le resistenze
« Risposta #12 il: Novembre 02, 2015, 09:10:47 pm »

L' utilizzo del frustino e degli speroni ben vengano se si tratta di risolvere un contrasto. Un contrasto, una rigidità, si può misurare come un ipotetica forza 10. Se io, cavaliere rispondo con una forza 5 il contrasto e la rigidità perdura e si aggrava. A forza 10 si risponde con forza superiore. E per forza non intendo violenza o azioni punitive. Intendo un azione decisa e mirata ma soprattutto ferma per sciogliere quel determinato contrasto. Man mano che il contrasto si scioglie, diminuirà anche la mia forza. E' un azione discendente.
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Re:Vincere le resistenze
« Risposta #13 il: Novembre 02, 2015, 09:26:20 pm »

Appunto, io non capisco quest'associazione del frustino o degli speroni come a strumenti di tortura
anche io a 8/9 anni avevo paura di usare il frustino con il pony...ma più perchè temevo di essere scaricata a velocità super sonica piuttosto che per paura di fargli del male (ah, i pony, quanto mi mancano!)
che poi la frustata è solitamente 'simbolica' per il cavallo, se data con media forza non gli fa gran chè male
idem per lo sperone, a meno che non si monti con delle sciabole ai piedi...serve solo a rendere le azioni più precise
io con il mio monto spesso in speroni, perchè le richieste che faccio risultano più chiare e riesco a tenerlo più in ordine, anche se è un cavallo decisamente in avanti
poi, come detto mille volte i cavalli non sono stupidi, sanno esattamente chi sale...per esempio, silviasco, all'inizio ti sentono che quasi "non hai il coraggio" di chiedere e approfittano facendo i pelandroni, appena ritrovi il coraggio i cavalli lavorano meglio
sicuramente, se salisse l'istruttore o una persona ad un buon livello, anche i cavalli della scuola risulterebbero belli pimpanti

detto questo secondo me ci sono 2 tipi di resistenze che sono sostanzialmente diverse
la prima è quella del cavallo sgamato, che si mette contro perchè sei tu a chiedere e cerca di prenderti in giro...ecco quella non la tollero, e va combattuta anche con la forza
la seconda è quella che il cavallo fa perchè gli stai chiedendo qualcosa di nuovo, che non ha mai fatto, e che il suo fisico non è pronto a fare..ecco allora in questo caso si procede per gradi accettando le resistenze del cavallo e cercando, volta per volta, di ridurle
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Re:Vincere le resistenze
« Risposta #14 il: Novembre 02, 2015, 10:03:27 pm »

Ma no che frustino e speroni non sono strumenti di tortura, se ben usati  :occasion14:... È che secondo me vi si ricorre, magari per abitudine, anche quando non sono necessari (e non mi riferisco a voi, ma a situazioni viste di persona). Io non voglio usarli perché so che devo ancora migliorare l'uso della gamba, che non è ancora così precisa da fidarmi a potenziarla con lo sperone. Il frustino lo uso eccome, proprio per sostituire, a volte, la debolezza di gambe, ma perché prenderlo se il cavallo è già in avanti di suo? Se proprio vedo che non va, lo prendo.
L'ultima cavallina era giovane e fuori lavoro (ho fatto pratica a identificare le sue carenze muscolari sulla base del topic specifico di qualche giorno fa), deve ancora superare grosse difficoltà al sellaggio (difesa risalente a prima che fosse da loro), messa in tondino alla corda ha fatto delle pieghe che manco Valentino Rossi, e l'istruttrice mi diceva "non ti preoccupare, tutta scena, da montata è tranquilla", quindi io sono salita su con un poco di apprensione, e in effetti all'inizio era avanti ma con un senso di fuga, per cui ho dovuto richiamarla ma con delicatezza, senza tirare in bocca, principalmente con assetto, circoli larghi, ecc.; fortuna che ho una mano molto leggera (pure troppo a volte  :icon_rolleyes:), e dopo un po' lei si è messa tranquilla e pure io, e abbiamo fatto qualche passaggio su barriere a terra, quasi tutto trotto e qualche giro di galoppo (senza pieghe da Valentino Rossi  :horse-cool:), in assetto leggero proprio per non esagerare a chiederle sforzi eccessivi. Per me è stato molto significativo, come lo è stato montare qualche volta fa un cavallino sempre tranquillo ma a volte con un po' di orecchie da mercante (rifiuto di cambiare mano, di passare in un certo punto, ecc.): lì l'istruttrice mi avrebbe chiesto un po' di forza in più ("inc...ati", mi diceva), ma siccome non mi sentivo sicura di poter sostenere l'eventuale sua reazione, (che non ci sarebbe stata, mi diceva l'istruttrice, ma ho preferito non verificare  :firuu:), ho preferito prenderlo per sfinimento, ho continuato a muoverlo e chiedergli di andare lì dove volevo andare io, e l'ho avuta ugualmente vinta terminando con passaggi tranquilli nei luoghi dei mostri o dello scansafatiche; magari un'altra volta con la maggiore sicurezza acquisita riuscirò ad essere più incisiva da subito...
Tutto questo, perché monto sempre seguita, a lezione. Credo che le situazioni di "lallismo" e di "finta armonia" nascano laddove una persona poco esperta o molto insicura si prende un cavallo e non si fa seguire da nessuno, e quindi non si spinge più in là di ciò che si sente di gestire, no?
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