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Autore Topic: Vincere le resistenze  (Letto 8158 volte)

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Ina:)

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Re:Vincere le resistenze
« Risposta #15 il: Novembre 02, 2015, 10:07:51 pm »

Credo che le situazioni di "lallismo" e di "finta armonia" nascano laddove una persona poco esperta o molto insicura si prende un cavallo e non si fa seguire da nessuno, e quindi non si spinge più in là di ciò che si sente di gestire, no?
:quoto: :quoto: :quoto:
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Perchè vado a cavallo?
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Idunas-Sanni

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Re:Vincere le resistenze
« Risposta #16 il: Novembre 03, 2015, 07:56:38 pm »

Principalmente è giusto il concetto che "se non chiedo mai non arriveremo mai oltre".
E su questo saremo anche tutti d'accordo. Dopo però ci sono le finezze e non sempre lasciare perdere una richiesta vuol dire che si ha fatto vincere il cavallo. Già tutto il concetto di dover vincere contro il cavallo, che implica che prima ci devo lottare (lo lascio a voi con quale grado di violenza), non mi va. Io devo insegnare ak cavallo e superare limiti fisici grazie alla ginnastica. Facilmente si fa delle richieste che il cavallo non sa o non riesce (ancora) a soddisfare e là è meglio lasciar perdere, perché ho sbagliato io. Ho notato tantissime volte che la stessa richiesta fatta mesi dopo nel percorso dell'addestramento veniva eseguita senza problemi. E' questo poi il momento nel quale posso cominciare a lavorare su quel esercizio e sui dettagli.

Se si tratta per esempio di un muscolo troppo corto (p.e. il cavallo non riesce bene a flettere a destra) che deve essere allungato certo posso insistere con sperone e redine a fletterlo e montare così (anche senza usarlo in modo violento, basta il solo uso). Solo che il muscolo non allunga, sarà fletto oltre alla sua capacità e danneggiato. E io continuo a litigare con il mio cavallo.

Con altre parole le richieste bisogna saperle fare. E qua è il vero problema, perché c'è chi non le fa proprio e chi le fa in modo o a momenti sbagliati senza rendersi conto. Per quanto riguarda l'addestramento preferisco cavalieri della prima categoria.
Parlare di educazione e problemi generali nella gestione è un conto (no, visto che è stato tirato in ballo), l'addestramento dove c'entra di modellare la mente e il corpo la cosa diventa più complessa.
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elleon

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Re:Vincere le resistenze
« Risposta #17 il: Novembre 03, 2015, 08:33:29 pm »

Sono d' accordo Idunas. Il cavallo và comunque aiutato in tutti i modi possibili a soddisfare la nostra richiesta, senza creare tensioni fisiche e mentali. Una volta che il cavallo lo sentiamo pronto, secondo me è anche giusto " violentarlo" quel minimo per fargli capire che quello che gli chiediamo è comodo sia per lui che per noi.
Io non posso chiedere a un cavallo certe finezze se non lo sento pronto muscolarmente e di testa. Una volta ottenuta una buona collaborazione fisica e mentale si può andare oltre e iniziare a contrastare gradualmente certe tensioni. In fondo anche l' inizio di un addestramento di un cavallo rigido e poco muscolato è pur sempre una " violenza". Si chiede quel poco in più ogni volta, capendo fin dove possono spingersi le nostre richieste e le sue risposte senza metterlo in difficoltà.
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alex

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Re:Vincere le resistenze
« Risposta #18 il: Novembre 04, 2015, 01:48:15 pm »

Pensavo al titolo..... Vincere le resistenze.... fosse stato scritto Superare le resistenze o Sciogliere le resistenze sarebbe stato diverso; in pratica è una finta domanda che si dà già la risposta: le resistenze si vincono  :horse-wink:
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Luna di Primavera

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Re:Vincere le resistenze
« Risposta #19 il: Novembre 04, 2015, 04:37:24 pm »

io penso che nessuno qui stia parlando/pensando di mazziare il cavallo o fargli cose che (ancora) non sono alla sua portata.

si parlava se è il caso, nell'ambito di una progressione adeguata del binomio, di chiedergli un pochino di impegno in più oppure dire poverino lasciamo stare va'.
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Re:Vincere le resistenze
« Risposta #20 il: Novembre 04, 2015, 05:28:08 pm »

Pensavo al titolo..... Vincere le resistenze.... fosse stato scritto Superare le resistenze o Sciogliere le resistenze sarebbe stato diverso; in pratica è una finta domanda che si dà già la risposta: le resistenze si vincono  :horse-wink:

Oh... ho dato di corsa un titolo a caso... avrei potuto intitolarlo "Perla di saggezza di Thomas Ritter" ma avrebbe fatto meno visualizzazioni, si sa che la gente è attratta dal gusto di poter vincere... :horse-wink: e poi "vincere una resistenza" è uno di quei tanti termini consacrati dall'uso.
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Re:Vincere le resistenze
« Risposta #21 il: Novembre 17, 2015, 11:17:41 am »

Io credo che questo passo possa essere vero, ma occorre statre molto attenti perchè può essere mal interpretato e creare una scusante ad atteggiamenti un pò troppo "costrittivi".
Cercare un'armonia con il cavallo senza mai chiedere qualcosa di più non è sbagliato di per se, ma di sicuro molto limitante. Spesso per arrivare al limite dell'area di comfort si devono dare dei fastidi e delle scomodità, è indispensabile per poter insegnare ed è uno dei principi base dell'etologia. Il problema è quanto e come spingersi oltre. Occorre sempre essere consapevoli di quali sono i limiti fisici, mentali e muscolari del cavallo che stiamo lavorando. Inoltre creare una scomodità mi sta bene costringere o punire un cavallo no. A volte la differenza è molto sottile per noi, ma sostanziale per il cavallo. Non bisogna considerare un cavallo come pigro, svogliato, cattivo, non collaborativo o stupido se c'è una resistenza. Se un cavallo resiste lo fa per un motivo, sempre. Occorre conoscere bene il cavallo per capire quale sia e come porre rimedio senza forzature e costrizioni. Il più delle volte è un problema di comprensione di una richiesta. Molte altre è un problema di paura ( i cavalli sono paurosi di natura e percepiscono la realtà attraverso i sensi in modo molto diverso da noi e prima di punire un cavallo che scarta bisognerebbe ricordarselo). Ogni resistenza ha la sua soluzione e rarameente consiste nell'uso della forza, ma si trova solo con una profonda conoscenza. Se si partono da queste basi allora la citazione può andarmi bene. Ma la trovo comunque molto pericolosa.
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Luna di Primavera

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Re:Vincere le resistenze
« Risposta #22 il: Novembre 17, 2015, 04:52:43 pm »

quindi secondo te il cavallo che "sa, può, ma non vuole" non esiste?

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Re:Vincere le resistenze
« Risposta #23 il: Novembre 17, 2015, 04:56:50 pm »

In attesa della risposta ripeto quel principio di Homocaballus.... "Fate in modo che il cavallo voglia quello che volete voi". Se ci si riesce, no, il cavallo che non vuole non esiste  :horse-wink:
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Re:Vincere le resistenze
« Risposta #24 il: Novembre 17, 2015, 05:20:12 pm »

sieeee, e lo so. ma il concetto che il cavallo, se può, evita la fatica non lo contemplava homocaballus?

no, perché cavalli piantati al centro del campo che non si muovono neanche a piangere ne ho visti eh. non mi dite che fanno così perché poverini non hanno capito. come si risolve, senza un pizzico di severità?
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Re:Vincere le resistenze
« Risposta #25 il: Novembre 17, 2015, 06:34:55 pm »

Domanda interessante. La mia, naturalmente, era una "provocazione costruttiva": è chiaro che :

1. fare in modo che il cavallo voglia quello che vogliamo noi è comunque una profonda manipolazione della volontà del cavallo, una specie di "violenza psicologica" sottile ma profonda; eppure, se riesce,avviene il miracolo che il cavallo lavora, letteralmente, volentieri;
2. non è mica facile  :dontknow:

Ma aiuta a capire un concetto che ritengo importante: se il cavallo dimostra di voler fare una cosa diversa da quella che vogliamo noi (es.: sta fermo mentre invece noi vorremmo che si muovesse) , è la prova provata che abbiamo già sbagliato qualcosa e che dobbiamo riflettere. Possiamo vincere la resistenza, ma non otteniamo che esegua volentieri.

Penso che molti di noi lavorino in una struttura gerarchica, e che ci sia ben chiara la differenza fra svolgere il nostro lavoro volentieri, e svolgerlo per pura obbedienza alle direttive del superiore.
« Ultima modifica: Novembre 17, 2015, 06:38:32 pm da alex »
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Re:Vincere le resistenze
« Risposta #26 il: Novembre 17, 2015, 06:57:56 pm »

quindi secondo te il cavallo che "sa, può, ma non vuole" non esiste?
Credo che come giustamente dice alex se un cavallo sa e il processo per cui ha appreso un aiuto è stato corretto, non si arriva all'estremo di un cavallo che non fa, ma al massimo a un cavallo che risponde più lentamente. In tal caso si può intensificare anche di poco la richiesta per ottenere una risposta più pronta e se lo si fa sistematicamente e sempre il problema non si pone più o comunque si risolve con pressioni leggere.
sieeee, e lo so. ma il concetto che il cavallo, se può, evita la fatica non lo contemplava homocaballus?

no, perché cavalli piantati al centro del campo che non si muovono neanche a piangere ne ho visti eh. non mi dite che fanno così perché poverini non hanno capito. come si risolve, senza un pizzico di severità?
Certo che il cavallo se può evita la fatica e il fastidio. è il principio base su cui si basa tutto l'addestramento dei cavalli. I cavalli sono animali la cui massima aspirazione è stare fermi in mezzo a un prato a mangiare erba con il branco per quasi tutto il giorno salvo il tempo che dedicano al gioco. Quindi è normale che un cavallo se può farlo sta fermo, ma la mia domanda è perchè quel cavallo è arrivato a stare fermo e ignorare ogni pressione? Perchè probabilmente (lo dico e sottolineo è l'ipotesi più comune, ma ce ne sono altre) non è stato corretto in modo tempestivo quando rallentava, o quando manifestava una certa predisposizione a non sentire la gamba, o ancora perchè chi monta usa troppo le gambe e non le tiene ferme. In questo caso si può dire che il cavallo "SA" che può ignorare la pressione perchè nessuno gli ha più ricordato il contrario. Quindi fondamentalmente "non sa" che deve rispettare la gamba. Ma la colpa non è sua è sempre nostra.
In un caso del genere, quando il cavallo non risponde più l'idea invece di fare più forte potrebbe essere di essere insistenti e premiare anche il minimo passo in avanti e poi ricominciare. quando l'associazione è di nuovo chiara allora si può pretendere più prontezza nell'esecuzione, ma stando sempre attenti a non usare il dolore come motivazione.
Poi per carità ci sono casi in cui bisogna essere più decisi, ma per fortuna sono meno di quelli che si pensa.
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Luna di Primavera

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Re:Vincere le resistenze
« Risposta #27 il: Novembre 17, 2015, 09:45:04 pm »

no, il dolore non dev'essere usato come motivazione, sono d'accordo. quando parlo di severità non intendo certo "mazzate"  :pollicesu:

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Re:Vincere le resistenze
« Risposta #28 il: Novembre 17, 2015, 10:06:42 pm »

Luna.... basta tirare le redini su una qualsiasi imboccatura un pochino di più, e già, tu lo voglia o no, usi il dolore. Meglio usarlo consapevolmente, che inconsapevolmente, se proprio si deve usare. Tutti gli strumenti per "dare un aiuto", comunemente usati (imboccatura, speroni, frustino) hanno questo in comune: sono strumenti capaci di causare dolore, appena vengono usati in maniera un po' energica.

Tanto vale farsene una ragione.
« Ultima modifica: Novembre 17, 2015, 10:08:44 pm da alex »
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Re:Vincere le resistenze
« Risposta #29 il: Novembre 18, 2015, 07:26:58 am »

Ecco Natural ha espresso molto bene ciò che volevo dire io.
Il problema in fondo è quasi sempre il cavaliere.

E qua nessuno parla di menare il cavallo per ottenere qualcosa, ma di azioni anche minimi che comunque provocano dolore. E qua sta anche il pericolo perché spesso noi non ci rendiamo conto che nell'uno o nell'altro momento abbiamo creato dolore al cavallo, lo definiamo al massimo un disaggio.
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