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Autore Topic: Il cavallo? Una donna come l'altre!  (Letto 25742 volte)

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Ina:)

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Re:Il cavallo? Una donna come l'altre!
« Risposta #75 il: Gennaio 28, 2016, 05:03:28 pm »

Raffaele leggendo mi é tornato in mente della volta in cui per prendere un maledetto pony in paddock decisi di fare il cowboy e prenderlo al laccio con una longhina ahaha si rivelò una pessima, pessima idea, e non fu per niente femminino o lallista quello che successe in seguito  :icon_eek:

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alex

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Re:Il cavallo? Una donna come l'altre!
« Risposta #76 il: Gennaio 28, 2016, 05:24:39 pm »

settimana prossima vado a prendere uno stalloncino, nemmeno incapezzato, di 6 anni. Lasciato languire in un paddock da solo da 3 anni perchè, mi dicono, attua difese pericolose.
Questo è ciò che capita ai cavalli di qualità e carattere e amor proprio quando capitano in mano a una fanciulla.

Ti è rimasta nella tastiera qualcosa subito dopo "fanciulla". Ma sei un cavaliere quindi forse è voluto  :firuu:

Hai fegato.... un cavallo così è molto, ma molto, ma molto più difficile di un cavallo selvaggio che non ha mai visto l'uomo. Mi piacerebbe che ci raccontassi con molti dettagli com'è andata, quando sarà andata.

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La nuda Verità è una donna difficile da amare. L'illusione invece è una donna seducente, amorevole, a cui è facilissimo restare fedeli.

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Re:Il cavallo? Una donna come l'altre!
« Risposta #77 il: Gennaio 28, 2016, 05:48:46 pm »

no non mi è scappato nulla.
una fanciulla è una ragazza giovane.
non può, una giovane ragazza che non arriva ai 20 anni, prendere un 3 anni intero da Quindam's Rubin tenerlo a casa e fare da sola. non può farcela. anche solo fisicamente, come forza, come temperamento, era un'impresa impossibile.
per il resto, la cosa complicata sarà infilarlo nel camion. una volta che ce l'ho da me, non penso di avere particolari problemi. conto che affronteremo l'argomento "chi comanda qui" una volta sola e che andremo a fondo alla questione. dopo, per come la vedo io, si tratterà di domare uno stalloncino, credo.
questo, ovviamente, se riesco a caricarlo sul camion (spero per lo meno che ci siano le ballette di fieno da impilare)...
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raffaele de martinis

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Re:Il cavallo? Una donna come l'altre!
« Risposta #78 il: Gennaio 28, 2016, 07:42:59 pm »

Quindam's Rubin non so chi minchia sia ma suppongo che la sua geneaologia sia una buona ragione per tentare, altrimenti sarebbe sciocco impegnarsi nell'intrapresa.

Torniamo a Boy e alle donne.

Eravamo arrivati alla scapezzata e all'urlo di Chen... il lallo si mette colla testa nell'angolo più lontano della scatola col posteriore verso di me... me ne frego e mi avvicino mostrando le delicatessen: toh, toh, lui appena capisce che avanzo comincia a scalpitare come per scappare: accenno di terribil voce: eeehhh subito si quieta, gli sono accanto, gli infilo la capezza dopo di che gli do un pezzo di carota, lo accarezzo e - con voce soave -  gli faccio  i miei complimenti: brutto pezzo di **, lo vedi che sei babbo? (babbo in siciliano significa scemo) Mio bel capoccione, basta un urlettino e ti cachi addosso... comunque hai capito che io - il tuo fegato - me lo mangio; tu - il mio - no!

Già, potete insultare il vostro lallo con le palabras più terribili, se lo fate con voce soave lui apprezzerà anche se lo chiamate finocchio... sapete dello scandalo Mancini? Il giolivo allenatore dell'Inter ha fatto succedere il putiferio perché un suo collega l'ha chiamato finocchio... e beh?

Veramente non capisco, ho praticato abbastanza i campi di calcio abbastanza per sapere che il linguaggio non è da collegio delle orsoline, solo che - adesso - si va in televisione e tutti cascano dal pero: i negri non si possono chiamare più negri ma neri, le puttane si chiamano escort, i ricchioni/i froci si chiamano gay, i ciechi - non vedenti, gli spazzini - operatori ecologici, i facchini - fattorini e i disabili  -diversamente abili... qualcuno vuol denunciare - a nome delle capre - Sgarbi perché usa questo lemma per definire Alfano: hanno ragione! L'accostamento è gravemente insultante... per le capre.

Ragasse, stiamo esagerando, alla squola media si onorava la parolaccia, l'epiteto, l'insulto... era una gara a chi le diceva più colorite e strampalate, nessuno si offendeva e se qualcuno reclamava con la mamma o con la prof. erano cazzi suoi.

L'onorabilità delle nostre madri, sorelle e zie era messa continuamente in discussione, venivano esaltate le loro qualità amatorie mercenarie dedicate a precise pratiche erotiche distribuite equamente a tutta la popolazione maschile regionale, nani e negri compresi, a volte, si dava per certa la zoofilia di queste signore specialmente indirizzata verso asini particolarmente dotati... non parliamo della nostra virilità che era continuamente messa in dubbio, spifferando lieti particolari anatomici riguardo le dimensioni dei nostri peni, al confronto dei quali, i pipini dei Bronzi di Riace sono nerchie alla Siffredi.

Poi passa, forse è una forma di infantile vaccinazione verso le maldicenze della vita.

Ora Boy è alla capezza, me lo porto all'anello e

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raffaele de martinis

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Re:Il cavallo? Una donna come l'altre!
« Risposta #79 il: Gennaio 29, 2016, 12:21:50 am »

... lo lego, prendo un cordino e glielo attacco al collo, ho rinunciato a capire i lalli, trovo soluzioni, da allora nessun problema... solo devo rispondere alla domanda dei rari visitors: perché quel cordino? E' contro il malocchio, sentenzio! Dato che - per puro haso - il cordino è rosso, il discorso finisce lì.

Come che sia, Boy si è comportato in maniera: illogica, irrazionale, contro i suoi interessi/i suoi desideri (di certo lui vuole andare fuori al pascolo assieme al suo compagnuccio che già è fuori), insiste in un comportamento "isterico" per una fisima (di cosa si tratti non lo so, ma questo è), accetta le delicatessen ma non cede, ma alla fine cede per un "atto di violenza".

Volutamente ho umanizzato il comportamento del bestio per il confronto...

Losoloso voi ragasse non mi crederete, ma noi carampane, quando avevamo la vostra età, dovevamo sottostare ad un rigido codice che regolava i contatti tra ragassi e ragasse imposto dall'educazione cattofascista dell'epoca inculcataci sopratutto da monache e da preti.

Quelle regole si innestavano e ancora si innestano sui rituali di corteggiamento insite della specie humana, tal quale a quelli caratteristici dei fenicotteri, del cervo di padre David, dell'oca delle nevi e della prunella modularis, per gli amici: passera scopaiola



Calma ragasse è solo un augellino con strane abitudini:

http://www.euleptes.net/?page_id=988
« Ultima modifica: Gennaio 29, 2016, 12:32:36 am da raffaele de martinis »
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Re:Il cavallo? Una donna come l'altre!
« Risposta #80 il: Gennaio 29, 2016, 02:04:15 pm »

Solo Raffaele poteva scoprire che esiste un uccello chiamato passera scopaiola  :icon_rolleyes:
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raffaele de martinis

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La passera scopaiola.
« Risposta #81 il: Gennaio 29, 2016, 02:36:56 pm »

La prunella modularis? Una carampana single ad una festa di addio al nubilato!

https://www.youtube.com/watch?v=T9l7wJnNcxk

 
« Ultima modifica: Gennaio 29, 2016, 02:43:35 pm da raffaele de martinis »
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milla

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Re:Il cavallo? Una donna come l'altre!
« Risposta #82 il: Gennaio 29, 2016, 03:29:50 pm »

Il comportamento ambiguo e mellifluo teso a disorientare sessualmente il maschio  :laughter-485: fantastico, questa puntata di Zelig me l'ero persa.
C'è del vero.
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raffaele de martinis

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Re:Il cavallo? Una donna come l'altre!
« Risposta #83 il: Febbraio 01, 2016, 03:05:55 am »

Losoloso voi ragasse non mi crederete, ma noi vecchie carampane, quando avevamo la vostra età, dovevamo sottostare ad un rigido codice che regolava i contatti tra ragassi e ragasse imposto dall'educazione cattofascista dell'epoca inculcataci sopratutto da monache e da preti.

Quelle regole si innestavano e ancora si innestano sui rituali di corteggiamento insite della specie humana, tal quale a quelli caratteristici dei fenicotteri, del cervo di padre David, dell'oca delle nevi e della prunella modularis, per gli amici: passera scopaiola.

Eibl-Eibelfest parte dai gabbiani, prosegue coi lupi, cogli scimpanzé, coi boscimani e coi ragazzi in una discoteca di Monaco... non posso farvi una relazione sull'argomento ma è bellissimo e vediamo come il rituale humano viene condizionato culuturalmente pur rimanendo animalescamente uguale a se stesso.

Dunque, parlo di esperienze dirette: il ruolo della donna è di invitare il partner ma di non cedere, di cedere solo dopo aver rispettato le convenzioni rituali, che in natura probabilmente servivano a far conoscere i partner a smorzare l'aggressività del maschio e allo stesso tempo di eccitarlo sessualmente... già, pare che sesso/istinto genetico e aggressività siano strettamente collegati, ecco il perché della castrazione: per eliminare l'aggressività, bisogna fare a meno anche della riproduttività.

L'uomo doveva "attaccare", con dolcezza e delicatezza ma ad un certo punto doveva "violare" le difese (che erano tenute solo per convenzione) con la "forza", se non lo faceva, oltre a non beccare l'ambito premio, era giudicato un "debole" non meritevole del rispetto della femmina.

Come la donna il lallo non ama i deboli tantomento li rispetta.

... a volte, dopo il lieto accoppiamento ti sentivi dire: ora chissà cosa penserai di me, ma questo è un orpello culuturale, non ci interessa.

Dunque, la cinghiata beccata da Boy corrisponde a quando sollevai di peso Caterina e la trascinai di forza dietro un portone...

La cinghiata non fu una brutalità, lo sarebbe stato se gli avessi dato la famosa "passata di legnate", fu una punizione al comportamento sbagliato e una gemtile forzatura, altrimenti Boy ed io saremmo ancora là a giuocare al falco e all'avvoltoio.
Il sollevamento caterinesco non fu uno stupro, la ragassa voleva - come me - il congiungimento, ma se non mi fossi comportato da "maschio" avremmo continuato a passeggiare, a parlare di Bach, del femmismo, di libertà et altre liete sciocchezze sia pur intrammezzate da qualche harezza, con dei baci... o - più plobabilmente - sarebbe andata a farsi sbattere da un altro più sbrigativo di me.

Losoloso i tempi - per le donne - son cambiati e - di conseguenza - anche per gli uomini che di colpo si son sentiti inadeguati schiacciati dall'ansia di prestazione, per cui ci son vigorosi giovinotti che a 30anni cercano il viagra o le sostanze per tentare di sentirsi ancora maschi... questo non ci riguarda.

Il sacchetto che vola, il cespuglio che si muove, i rumore sotto nella scarpata, il mucchio di sabbia chiaro, la pozza d'acqua, i terribili mostri che terrorizzano i lalli, corrispondono a:
i ragni, gli scarafaggi, i serpenti, i topi, il buio che terrorizzano noi ragasse.

Sia i primi che i secondi non sono pericoli reali, non possono infliggere alcun danno ai giolivi lalli e alle allegre ragasse, si tratta di immagini mentali di ancestrali nemici che...
« Ultima modifica: Febbraio 01, 2016, 03:15:00 am da raffaele de martinis »
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Re:Il cavallo? Una donna come l'altre!
« Risposta #84 il: Febbraio 02, 2016, 02:51:17 pm »

... sono restati nella testa dell'homo e del lallo.

Nell'homo è la femmina che - malgrado il ricorso alla ragione e alla conoscenza - conserva il terrore per questi giocosi animaletti.

Provate a mettere un topolino finto, di quelli che camminano, in un gioioso salone da parrucchiere, vedrete le ragasse schizzare sulle sedie urlando come ossesse, conosco una ragazza che alla sola parola: topo - ti si aggrappa al braccio tremebonda e che dire dei serpenti? Basta un'immagine documentaristica alla TV per scatenare il terrore in tante ragasse... eppure non hanno mai visto un vero serpente in vita loro, e le possibilità di un giolivo incontro col pitone sono assai scarse nel centro di Roma o di Milano.

Coi ragni e scarafaggi, le nostre gentili signore riescono a superare il ribrezzo e - presa la scopa - li scafazzano giolivamente.

Da mia piccola experientia personale, è più facile togliere la credenza ai lalli che alle donne.

Dunque:
1)donne e lalli vanno trattati gentilemente, ma quando ci vuole essi apprezzano chi si impone masculinamente.
2)donne e lalli hanno in determinate situazioni comportamenti illogici, irrazionali, istintivi, emotivi, e in genere privi di equilibrio e ponderatezza.
3)... per il terzo punto dobbiamo rispondere a due domande una per il lallo lìaltra per le donne:
cominciamo collo lallo:

Perché il lallo, infinitamente più forte, più veloce dell'uomo e tendenzialmente animale libero cede ai voleri della scimmia nuda?
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Re:Il cavallo? Una donna come l'altre!
« Risposta #85 il: Febbraio 04, 2016, 07:10:17 pm »

Il lallo si sottomette alla "volontà" dell'uomo semplicemente perché è il suo comportamento naturale, infatti, si assoggetta volentieri ai tiranni della sua stessa specie, perciò non c'è nulla di sorprendente nella sua disponibilità a soggiacere alla all'autorità dell'homo.

Questo lo dicie un grande etologo che ha dedicato un giolivo libro al cavallo, trovate il passo a pag. 96.

Modestissimamente confermo per esperienza diretta: i maschi cedono prima e più completamente delle femmine, che hanno una gerarchia meno rigida di quella maschile.

Detto del lallo, passiamo alla lieta domanda sulle donne: perché ogni giorno in Itaglia, avviene almeno un femminicidio? (che orribile palara!) e quante donne prendono botte o sono maltrattate dai loro allegri compagni ogni giorno...  1000? 10.000? 100.000? di più? Chissa!

Don Raffaele Cutolo, René Vallanzasca, Graziano Mesina... ricevevano centinaia di lettere la settimana da parte di donne innamorate/infatuate da loro... per non parlare di Salvatore Giuliano, un vero sciupafemmine, e comunque la letteratura il cimena il teatro son pieni di infamoni che - pur tuttavia - ammaliano il gentilsesso, uno per tutti: don Giovanni.

Dunque, come ho detto, alle donne piace/deve piacere l'uomo che si comporta da maschio, ma a volte sbagliano e confondono la virilità che è una virtù (vir>uomo-virtus>virilità>forza>virtù) con la violenza l'aggressività il possesso che sono difetti.

Lovviamente, lungi da me dire/penzare: se la sono cercata, fossi il legislatore raddoppierei la pena se la violenza fosse subita da un vecchio o un disabile, la triplicherei se fosse inflitta ad una donna o un bambino... non serve? Vediamo, se sai che se fai male ad una donna o un bambino ti becchi 25 anni ci penzi un pochino prima di alzar le mani.

Intanto, giù il cappello per il Presidente Hollande... da noi quel gesto sarebbe stato impossibile, si sarebbe trovata una soluzione all'itagliana: la signora sarebbe andata agli arresti domiciliari magari coi permessini speciali...  aff***ulo
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raffaele de martinis

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Donna-lallo: «una misteriosa e stretta affinità fra gli esseri».
« Risposta #86 il: Febbraio 07, 2016, 03:51:18 am »

.... e  sopravvive  solo  nel  folklore,  nel  linguaggio, metafore,  modi  di  dire,  e  in  qualche  artista  visionario  o  poeta  come Majakowskij, per il quale «Siamo tutti un poco cavalli, / ognuno di noi è cavallo a suo modo».
E  se  un  artista  come  Rubens  ritrova  questa  corrispondenza  in  termini analogici  associando,  nel  solco  della  tradizione  fisiognomica,    «la  bellezza dell’uomo a quella del cavallo» (1773), è negli studi di Camper (1791), remote articolazioni degli studi di proporzione che Leonardo dedicava all’uomo come al  cavallo,  che  essa  assume  i  tratti  inquietanti  di  una  quasi  scandalosa intersezione  e  reciproca  metamorfosi  donna-cavallo che postulerebbe «una misteriosa e stretta affinità fra gli esseri»



 
 

Peter Paul Rubens (1577-1640)




Peter Camper (1722-1789)

Da Ippomorfismi di Gavina Cherchi
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raffaele de martinis

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Riti e miti.
« Risposta #87 il: Febbraio 08, 2016, 05:31:11 am »

Il vostro affezionatissimo, ha superato i ploblemi di ferrature, di spalleindentro, di morsi e baitless, di come fermare il lallo imbizzzarrrito, di come farlo acchianare sul van...

Gli interessa andare alle radici profonde, ai riti e miti di questa millenaria convivenza che partono dagli ittiti e sono inchiavardati nella culutura mongola ma non solo.

http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2011/06/mongolia.html

A proposito di lalli e donne ecco due adagi degli abitanti delle steppe:

... la sella è la ricchezza del cavallo, come, la sposa è la ricchezza della vita.

Tant'è che per giusto contrappasso dicono:

... le disgrazie più grandi per un uomo sono: separarsi dalla sua donna, e trovarsi nella steppa desolata senza il suo cavallo.


http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2011/11/blog-post_28.html

Però, c'è un proverbio in - apparente - opposizione a quanto detto sopra:

Anche se cattiva, la sella stà sempre sopra il lallo, così come, anche se cattivo, l'uomo sta sopra la donna.

Come vedete - di riffa o di raffa - la provocazione di Gianluigi: Il lallo? Una donna come le altre. è da sempre ben presente, e, trae le sue origini in ancestrali...
« Ultima modifica: Febbraio 08, 2016, 05:54:25 am da raffaele de martinis »
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Re:Il cavallo? Una donna come l'altre!
« Risposta #88 il: Febbraio 10, 2016, 07:15:26 am »



Riti e Miti.

La donna e il lallo sono gli "animali" più presenti nei riti e miti dell'umanità fin dai suoi primissimi albori.
Quando muoriva un Re si portava appresso le sue mogli e i suoi lalli... e questo non è un mito ma una verità storica.... di certo quei satrapi erano imparziali, amavano  lalli e donne allo stesso modo, appunto e, la morte/quella morte,  era la dimostrazione del loro amore nella sua  massima espressione... ma di questo parleremo poi.

Per ora mi sono imbattuto in un aggettivo che non riesco a render bene, ploplio nella traduizione di Riti e Miti: sapete qual'è il più bel complimento che si può fare ad una donna ?
"Ambleuse."
Ma anche le rime baciate si dicono: "ambleuses".
Allora: une femme o une fille ambleuse come si traduce in itagliano?

Sono in ambiasce... perché ambleuse vuol dire ambiatrice che c'azzecca?

a voi oi che padroneggiate la lingua di Voltaire giunga il mio grido: help, aita, Hilfe, au secours...


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Re:Il cavallo? Una donna come l'altre!
« Risposta #89 il: Febbraio 10, 2016, 08:56:02 am »

 Sottomissione, obbedienza.... poveri maschi, non possono più pretenderla dalle donne, lasciate che la pretendano almeno dai cavalli.  :blob9:
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