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Autore Topic: Livre de chevet.  (Letto 4944 volte)

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raffaele de martinis

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Livre de chevet.
« il: Aprile 06, 2016, 05:07:32 am »

"Questioni equestri", è un capolavoro di chiarezza e di eleganza...è un libro da tenere sul comodino, il vero libro da consultazione per il cavallerizzo moderno, ci troverà le risposte a tutta la problematica equestre".

Di questo ne fui sempre convinto, ma ne ho avuto una chiara conferma.
Benché vecchio cavallaro, il vostro affezionatissimo si è consultato col Generale per questioni che - per ora - lo stanno appassionando, ebbene, certamente il progresso tennico e la nuova visione animalistica del lallo hanno prodotto cambiamenti importanti, ma, se si vuol fare Equitazione, i principi del Generale sembrano scritti domani.

Non per niente, credo sia considerato il papà, il "padre nobile" della forma di equitazione attualmente tanto in voga... la più in voga: quella della leggieressa.
I gurus della leggieressa stanno nascendo come funghi... ottimo segnale, meglio loro che i natural'etologhi parrellati della minchia che ci affettano i cabasisi e depredano i portafogli, ma noi ragasse dobbiamo sapere che sulla leggerezza tutto è già stato scritto ed è là, nelle "Questioni"... leggiete:

http://lallietope.blogspot.it/2016/02/riti-miti.html

http://calmoinavantiedritto.blogspot.it/2016/04/del-doux-passage-secondo-il-generale.html
« Ultima modifica: Aprile 06, 2016, 05:34:27 am da raffaele de martinis »
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PokerFace

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Re:Livre de chevet.
« Risposta #1 il: Aprile 06, 2016, 09:26:31 am »

no no no no no non condivido...
mi spiace ma la leggerezza in equitazione non ha assolutamente nulla a che fare con la leggerezza dei guru moderni.
questi intendono in primis leggerezza degli strumenti.
cioè non mettono imboccature severe, speroni severi, serrette, usano la frusta da dressage per fare il solletico ai cavalli.
e questo è un segno di decadimento, di nichilismo, di ipocrisia.
è la putrefazione dell'equitazione, i cui principi di verità animale si edulcorano fino a diventare irriconoscibili.
intendono leggerezza delle azioni, finalizzate a non provocare dolore nel cavallo. altra bella ipocrisia. il dolore fa parte del gioco, è una parte inscindibile di esso.
il tutto per non urtare la sensibilità degli utenti medi moderni.
anzi, non medi, mediocri. ma questo è un altro discorso.
c'è gente che ci mette 2 anni a fare un giro di campo al galoppo senza che il cavallo scenda al trotto o che ci mette 3 anni per fare un circolo al galoppo rotondo... e invece di inc***arsi come un puma con il santone di turno che gli ha fatto evidentemente buttare via un sacco di tempo in ca**e, lo ringraziano e gli dicono "ah, sarei stata felice di metterci anche 6 anni ad ottenere questo, perchè l'ho ottenuto rispettando il cavallo, i suoi tempi, non costringendolo mai e ottenendo la sua spontanea collaborazione bla bla bla bla bla bla"...
figaro a me portano i cavalli in doma e se dopo un mese non ci faccio un percorsino di 90 cm mi sputano in faccia.
facile lavorare così, con questa tipologia di utenti. ma parliamoci chiaro, non è mica equitazione.

la leggerezza è tutta un'altra cosa. ottenere IL MASSIMO con IL MINIMO della forza e del dolore possibile.

purtroppo è solo e soltanto il dolore, l'assioma, che porta alla massima leggerezza, alla vera leggerezza.

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raffaele de martinis

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Re:Livre de chevet.
« Risposta #2 il: Aprile 06, 2016, 09:50:10 am »

Ma infatti, è quello che dico, il punto di riferimento è il Generale... che non per niente ha "inventato" l'assioma, non pensavo minimamente ai baitless e similia anche Karl si è spostato nella guragine... ma a questo:

Colloque : "GÉNÉRAL L’HOTTE" - Modernité d’une pensée équestre - le 24 Mai 2016

http://www.allege-ideal.com/actualites-du-net/68-colloque-general-l-hotte-modernite-d-une-pensee-equestre-le-24-mai-2016
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max

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Re:Livre de chevet.
« Risposta #3 il: Aprile 06, 2016, 10:16:44 am »

no no no no no non condivido...
mi spiace ma la leggerezza in equitazione non ha assolutamente nulla a che fare con la leggerezza dei guru moderni.
questi intendono in primis leggerezza degli strumenti.
cioè non mettono imboccature severe, speroni severi, serrette, usano la frusta da dressage per fare il solletico ai cavalli.
e questo è un segno di decadimento, di nichilismo, di ipocrisia.
è la putrefazione dell'equitazione, i cui principi di verità animale si edulcorano fino a diventare irriconoscibili.
intendono leggerezza delle azioni, finalizzate a non provocare dolore nel cavallo. altra bella ipocrisia. il dolore fa parte del gioco, è una parte inscindibile di esso.
il tutto per non urtare la sensibilità degli utenti medi moderni.
anzi, non medi, mediocri. ma questo è un altro discorso.
c'è gente che ci mette 2 anni a fare un giro di campo al galoppo senza che il cavallo scenda al trotto o che ci mette 3 anni per fare un circolo al galoppo rotondo... e invece di inc***arsi come un puma con il santone di turno che gli ha fatto evidentemente buttare via un sacco di tempo in ca**e, lo ringraziano e gli dicono "ah, sarei stata felice di metterci anche 6 anni ad ottenere questo, perchè l'ho ottenuto rispettando il cavallo, i suoi tempi, non costringendolo mai e ottenendo la sua spontanea collaborazione bla bla bla bla bla bla"...
figaro a me portano i cavalli in doma e se dopo un mese non ci faccio un percorsino di 90 cm mi sputano in faccia.
facile lavorare così, con questa tipologia di utenti. ma parliamoci chiaro, non è mica equitazione.
la leggerezza è tutta un'altra cosa. ottenere IL MASSIMO con IL MINIMO della forza e del dolore possibile.
purtroppo è solo e soltanto il dolore, l'assioma, che porta alla massima leggerezza, alla vera leggerezza.

E se cerchi di farglielo capire perdi anche l'amicizia o peggio ti crei un nemico.
Allora io di solito lascio che loro perdano i loro soldi e il loro tempo.
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alex

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Re:Livre de chevet.
« Risposta #4 il: Aprile 06, 2016, 01:11:25 pm »

Vi prego solo di notare la differenza - sottile ma esistente - fra comprensione di un aiuto leggero e obbedienza a un aiuto leggero. Quanto poi alla ferma convinzione che equitazione sia ottenere il massimo, lo nego: l'equitazione è anche pura e semplice "gioia del cuore", e chi ottiene questo fondamentale risultato con piccole cose "insignificanti" per chi vuol ottenere il massimo, non è certamente sportivo.... però è filosofo:horse-wink:
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La nuda Verità è una donna difficile da amare. L'illusione invece è una donna seducente, amorevole, a cui è facilissimo restare fedeli.

max

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Re:Livre de chevet.
« Risposta #5 il: Aprile 06, 2016, 01:25:48 pm »

Rispetto profondamente chi si accontenta di una semplice passeggiatina o di chi di massimi livelli non vuol sentir parlare, perché non vuole o perché comunque non avrebbe nemmeno il tempo da dedicare a prendere lezioni. Io stesso accompagno volentieri fuori "modello ippoterapia" amici che metto sulla schiena dei cavalli che monto e non penso affatto di perdere tempo anzi mi fa piacere "dedicarmi a cose semplici". Ma qua Poker credo intendesse qualcosa di sicuramente diverso. Gente che non sa montare e che si impegna attivamente a fare la morale agli atri riempiendosi la bocca di concetti-copia-incolla palesemente creati per vendere un metodo.

« Ultima modifica: Aprile 06, 2016, 01:28:10 pm da max »
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raffaele de martinis

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Re:Livre de chevet.
« Risposta #6 il: Aprile 06, 2016, 03:38:00 pm »

Sto parlando del "libro da comodino", sul mio ne ho sempre due o tre, per anni c'è stato le "Questioni", prima in itagliano poi in francese.

In Itaglia, di L'Hotte  i gambegambe, al massimo, cognoscono il motto, i cavaglieri più acculuturati l'assioma, ma solo perché frequentano/hanno frequentato questo inclito foro, i più sapienti hanno letto le "Questioni" nella nostra versione o quella di Angioni... ma quanti l'hanno veramente capita, studiata?

Eppure là c'è tutto, tutti coloro che fanno della buona, della bella Equitazione fanno capo al Generale, direttamente o indirettamente.

Mi piacerebbe essere a Parigi il prossimo mese, ma spero/sono sicuro che pubblicheranno nel ueb una relazione sulla : "Modernità delle idee del Generale"... di questa modernità,  non ho mai avuto dubbi.
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raffaele de martinis

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Re:Livre de chevet.
« Risposta #7 il: Aprile 06, 2016, 04:50:07 pm »

Ora sul mio comodino c'è il libro di JYLG,tradotto in itagliano da Paola Crimini, uno spasso:
 
pag. 44:

trituratura della bocca e dell'incollatura.

casi estremi di "posizione siderale" e incappucciamento.

rigidità e ineleganza del dorso fisso.

pag. 43:

il semi-alt

la magia della procedura chiave,

pag. 172

il trotto rialzato

pratica del trotto esteso.

il buon assetto è legato alla flessibilità del rene.

(rene scavato)  :icon_eek:

pag. 151:

passaggio e scalpitamento alle redini lunghe

tocchi di groppa col frustino. 

pag. 144:

elimina lo sfregamento delle redini nelle chiavi del sopracinghia.

pag. 105:

aiuti di toccamento... :icon_eek:  :icon_eek:  :icon_eek:

 e quì - per ora - mi fermo!

Ripartirò dalla passata...                                                                                                                       


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Re:Livre de chevet.
« Risposta #8 il: Aprile 06, 2016, 05:17:41 pm »

Dai che ti sei divertito  :horse-wink:
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milla

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Re:Livre de chevet.
« Risposta #9 il: Aprile 06, 2016, 07:54:11 pm »

Raffaele questa traduttrice decisamente batte il Colonnello  :laughter-485:
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raffaele de martinis

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Re:Livre de chevet.
« Risposta #10 il: Aprile 06, 2016, 09:16:08 pm »

Già, sto sfogliando quel libro solo per questo sollazzo, ho rinunciato a capire cosa vuol dire JYLG... penso ad una ragassa che si affaccia in questo mondo e legge questa prosa assurda, che fa?
a pag. 52:

Si può ottenere altrettanto bene la decontrazione generale e la mobilitazione della mascella attraverso la pratica della piroetta ordinaria nella piega della spalla in dentro...

che minchia significa? Qualcuno può spiegarmelo?

La ragassa, butta il libro alle ortiche, ma giudica se stessa impreparata, non in grado di accedere al linguaggio tennico equestre che è "molto difficile"...  :icon_eek:
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milla

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Re:Livre de chevet.
« Risposta #11 il: Aprile 06, 2016, 09:29:48 pm »

Infatti è proprio quello che è successo/succede e dissuade un sacco di amatori dal leggere testi (seri) di equitazione, purtroppo.

Ma questa traduttrice, per quanto evidentemente digiuna di equitazione, non si è resa conto che i suoi discorsi, proprio in italiano, non avevano senso? Ci vuole un bel fegato a pubblicare una traduzione così.

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Re:Livre de chevet.
« Risposta #12 il: Aprile 07, 2016, 09:03:50 am »

Da denuncia.
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Hadban

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Re:Livre de chevet.
« Risposta #13 il: Aprile 07, 2016, 01:46:58 pm »

sembra che abbia usato il traduttore di google, anzi forse quello fa un lavoro migliore
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raffaele de martinis

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« Risposta #14 il: Aprile 07, 2016, 09:48:02 pm »

Infatti è proprio quello che è successo/succede e dissuade un sacco di amatori dal leggere testi (seri) di equitazione, purtroppo.

Ma questa traduttrice, per quanto evidentemente digiuna di equitazione, non si è resa conto che i suoi discorsi, proprio in italiano, non avevano senso? Ci vuole un bel fegato a pubblicare una traduzione così.
Evidentemente non se ne rendono conto:

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"Un cavallo che dall'immobilità parte francamente a un trotto o a un galoppo vibranti, ma sottomessi, dimostra che nell'alt era teso. (Se parte in disordine dimostra semplicemente che era più o meno eccitato o affollato)."

Questo periodo si trova a pagina 80 di: "Capire l'Equitazione" di JeanSaint-Fort Paillard, bellissimo testo licenziato alle stampe da Allemandi Editore nella traduzione di Paolo Angioni.
________________________________________________________________

"La danza è quella gabbia dove si apprende l'uccello".

Questa frase si trova a pag,3 di: "Una Certa Idea del Dressage" di Pippo Karl - ed. Equilibri, nella traduzione di Giuliana Belli.

________________________________________________________________

So perfettamente che è difficilissimo, anche per i perfetti bilingue, tradurre bene se non si ha una perfetta padronanza dei lessici specifici, dei modi di dire, delle espressioni gergali.

Ora, piuttoste che mettere nero su bianco ***te come queste di Belli e Angioni è meglio virgolettare e lasciare intradotto.

Femme ambleuse, tradotto alla lettera vuol dire: donna che va a cavallo all'ambio, ma, in francese, si tratta di uno dei massimi complimenti che una donna possa ricevere... come renderlo in itagliano?
Per ora non ho trovato una soluzione soddisfacente... per ora!
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