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Autore Topic: Uomo libero.  (Letto 2826 volte)

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raffaele de martinis

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Uomo libero.
« il: Aprile 24, 2016, 11:21:56 pm »

Sotto di me il mio cavallo, sopra di me Dio.

Kasak - cosacco vuol dire uomo libero, per puro haso, ho visto su Raistoria un documentario sui cosacchi in Carnia che ha sollecitato la mia curiosità.
Questa dei cosacchi alleati dei nazisti non la sapevo, sto scoprendo cose davvero interesanti, Alex cosa ne sai?
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alex

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Re:Uomo libero.
« Risposta #1 il: Aprile 25, 2016, 02:39:48 pm »

Sì, i cosacchi erano "di casa" nei racconti dei nostri genitori. Ma si è sempre trattato di brevi aneddoti, di accenni - e sempre il loro ricordo si concludeva con una menzione del loro destino tragico. Con compassione.

Sono  passati, e non hanno lasciato quasi nessuna traccia - nessun oggetto, nessun animale, nessuno scritto, nulla. In fondo, quando ce ne parlavano, erano passati poco più di dieci anni; era come fosse passato un secolo.
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La nuda Verità è una donna difficile da amare. L'illusione invece è una donna seducente, amorevole, a cui è facilissimo restare fedeli.

raffaele de martinis

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Re:Uomo libero.
« Risposta #2 il: Aprile 25, 2016, 03:21:51 pm »

Nel paese di Macchiavelli, dei Ratti, dei Scilipoti, dello "stai sereno", e dello sport nazionale del salto sul carro dei vincitori, la tragedia di questo popolo è incomprensibile.
Tutto parte dal giuramento di fedeltà fatto allo zar, e dalla conseguente coerenza  alla parola data... ovviamente parlo dei cosacchi arrivati in Friuli, altri rami di quell'etnia fecero altre scielte.

Ecco, la compassione da parte degli oppressi verso gli oppressori dimostra che il fiero popolo friulano aveva capito "in diretta" il dramma nel dramma.

Forse perché cavalieri poterono comportarsi in quel modo: rispetto della parola data, senso dell'onore, spirito di sacrificio, coerenza coi propri principi portata alle estreme conseguenze... nelle mie scartoffie devo avere qualcosa di interessante a riguardo, ma che - per ora - non ho trovato.
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Bubba

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Re:Uomo libero.
« Risposta #3 il: Aprile 25, 2016, 05:20:41 pm »

Ignoravo la vicenda.
Che storia tristissima. Povera gente
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alex

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Re:Uomo libero.
« Risposta #4 il: Aprile 25, 2016, 11:42:03 pm »

Carlo Sgorlon - scrittore friulano piuttosto noto, frequentava casa mia ma in quel tempo avevo poco interesse per la letteratura - ha scritto un romanzo ispirato alla vicenda, e senz'altro ha raccolto molte testimonianze dirette per documentarsi: L'armata dei fiumi perduti.

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raffaele de martinis

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Re:Uomo libero.
« Risposta #5 il: Aprile 26, 2016, 04:13:19 am »

Già, pare che i cosacchi - arrivati nelle steppe russe da chissàdove - si stabilirono in prossimità di vari fiumi da cui le differenti nazioni.

I cosacchi non condividono fedi religiose, nemmeno una sola patria, men che mai una ideologia politica, addirittura parlano lingue diverse e appartengono a varie etnie.
La cosa che li accomuna è nel loro nome che significa: libero  - avventuriero - nomade - indipendente, appunto.

Lovviamente, questa "visione" non è mai andata a genio al potere costituito che - a fasi alterne - li ha combattuti, li ha blanditi, li ha assoldati... poi è arrivato Stalin che ha cercato di eliminarli completamente con esecuzioni sommarie, deportazioni in massa e lavori forzati...

"Arrivarono – racconta Sgorlon – con i loro cavalli, le carrette, le mogli, i figli, i vecchi, i pope con gli arredi sacri, le icone, alla ricerca di una patria provvisoria […]. Erano impolverati, spaesati, dispersi, meravigliati di tutto quello che vedevano […]. Avevano spesso la pelle giallastra, gli occhi orientali, le guance grigie di barba, i piccoli colbacchi scuri gettati all’indietro […]; e avevano i loro usi e costumi, i canti, le danze; ma anche la diffidenza e la tracotanza".
I fiumi perduti erano quelli della loro patria: il Volga, il Don, il Donez. Ma, come racconta Sgorlon, esiste un’intima relazione tra le due terre: "Il Friuli e la Steppa si somigliano almeno in una cosa. Ossia? Nei nostri cimiteri sono seppelliti molti italiani, e nei vostri molti cosacchi. Una specie di gemellaggio nella morte". L’Europa è l’Europa del sangue versato…


Il potere, quale che sia non ammette i "cosacchi", infatti i cosacchi del Friuli si arresero agli inglesi:
Gli ufficiali, ingenuamente, confidavano nell’antica amicizia con la Gran Bretagna nata durante la Prima guerra mondiale e cementatasi con la guerra civile: i cosacchi si fidarono dei vincitori.

Che invece:

a partire dal primo giugno tutti i prigionieri (combattenti, uomini, donne, vecchi e bambini caricati sui carri bestiame) furono consegnati ai sovietici, talvolta con la forza, talvolta con l’inganno:

Cosi che:

Le donne imploravano: "Kristoss spassì nas Kasakow" ("Che Cristo salvi noi cosacchi"). In una sola giornata, a Lienz, circa duemila persone, tra le quali donne e bambini, scelsero di morire affogandosi nel fiume piuttosto che ritornare in Urss.

Chi volesse si può leggiere tutto l'articolo di Limes seguendo il linco:

http://www.limesonline.com/la-russia-e-ancora-il-paese-dei-cosacchi/29227
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