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Autore Topic: Esprimere le sensazioni  (Letto 431 volte)

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alex

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Esprimere le sensazioni
« il: Dicembre 09, 2016, 02:39:56 pm »

Un recente post di max sottolinea l'importanza del sentire il cavallo - in pratica, accenna alle sensazioni.

E' possibile raccontare, comunicare le proprie sensazioni? Si e no.

NON si può "raccontarle", la percezione è incomunicabile. Avete mai pensato di far capire a parole come voi vedete il colore rosso? E' assolutamente impossibile. il massimo che potete fare è....

SI può "comunicarle" per analogia. Il colore rosso è il colore del sangue, o della cresta di un gallo. Fin qui si può arrivare; non di più; è il massimo consentito. Se poi la persona che vi ascolta vedrà il sangue e la cresta del gallo come voi vedete il verde delle foglie, non lo saprete mai; bisogna accontentarsi del fatto che sia voi che l'altro chiamiate "quella cosa lì" con il termine rosso.

Quindi: volendo descrivere le sensazioni dell'equitazione, occorre per forza procedere per analogia. Al lavoro!
« Ultima modifica: Dicembre 09, 2016, 02:41:55 pm da alex »
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Winter Mirage

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Re:Esprimere le sensazioni
« Risposta #1 il: Dicembre 09, 2016, 04:12:48 pm »

Una delle migliori è di Rhox: mi descrisse come si sentiva a montare la sua cavalla in fase di totale indisposizione.
Mi disse che era come stare in sella ad un grosso dito medio.

La mia cavalla ha un sua stranatura rigidità quando non vuole finire i cerchi: non è un problema di flessione o muscolatura, perché in un cerchio mi si irrigidisce solo nella metà dove c'è qualcosa che la distrae.
In quei casi dico che mi fa le curve come un asse da stiro.


Mu ha un suo modo di spaventarsi per finta che da sella è molto percettibile... e sempre da sopra è molto distinguibile da quando ha paura sul serio.
La paura vera è stranamente più gestibile, perché cerca contatto e rassicurazione nel cavaliere, spesso dandoti la possibilità di risolvere il problema insieme.
La paura finta è frutto di noia, squizzo, fastidio...ed è un loop che si crea da sola, ingrandendo la sua finta paura finché non le prende male sul serio e diventa veramente pericolosa.
Quella scenetta di lei che cammina rigida, con la schiena imbarcata, con la testa svettante per aria ed con il passo dell'oca, sull'orlo di prendere una decisione potenzialmente non furba, si chiama "l'ammiraglio sul ponte."




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BigDream

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Re:Esprimere le sensazioni
« Risposta #2 il: Dicembre 09, 2016, 05:19:17 pm »

Belle Winter, rendono proprio l'idea!

Quella del dito medio è fantastica ahahahh

Quando Dream mi faceva i fugoni, dicevo sempre che mi sentivo come su una Ferrari senza averne il controllo (in realtà non sono mai salita su una Ferrari, però facendo il paragone con altre auto potenti su cui sono salita, penso di poter immaginare la sensazione). Quando invece fa i suoi scattini sul posto (a volte si spaventa apparentemente per nulla, e fa dei saltini su se stesso con le quattro zampe, quasi stile fumetto) penso si possa paragonare a chi guarda un film horror e salta in aria sulla classica scena spaventosa improvvisa. Mentre quando ha paura "sul serio", comincia a fare dei movimenti strani quasi ruotando su se stesso, guardandosi le spalle: mi viene in mente quando mi è capitato di camminare la sera da sola e sentivo dei passi dietro di me, così affrettavo il passo girandomi appena, guardando con la coda dell'occhio alle mie spalle.
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alex

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Re:Esprimere le sensazioni
« Risposta #3 il: Dicembre 09, 2016, 06:05:06 pm »

Ok, in linea di massima sono cose che rendono l'idea.

Adesso spiegatemi per analogia come sentite che un posteriore si ingaggia più dell'altro, o spinge con maggiore energia, o altre quisquilie come quella a cui, probabilmente, accennava max ("disarmonie").

« Ultima modifica: Dicembre 09, 2016, 06:06:37 pm da alex »
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max

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Re:Esprimere le sensazioni
« Risposta #4 il: Dicembre 09, 2016, 06:51:26 pm »

Riguardo il posteriore (di solito uno solo, quello esterno alla flessione naturale) non credo che il problema sia l'ingaggio o non ingaggio, ma che non ha la stessa "forza" dell'altro. In cosa si traduce la forza? Nella capacità di flettere le articolazioni e ridistenderle. L'anca del posteriore debole rimane sempre più alta perché le leve là sotto lavorano più dritte che dall'altro lato. Da lì la sensazione fasulla di dover piegare il costato, ma è il posteriore da dover convincere a flettersi (flettendosi si abbassa l'anca) e ridistendersi con lentezza, esercitando la sua forza (la lentezza evita che il gesto di spinta sia brusco e torni a raddrizzare le leve e ad alzare l'anca come prima, evitando lo sforzo).

Posteriore che fa esercizio inutile: come un uomo che fa le classiche flessioni sfruttando la spinta iniziale, magari pure dandosi lo slancio con la testa e andando subito a fermarsi a braccia tese.

Posteriore che fa esercizio utile: come un uomo che fa le stesse flessioni ma lentamente, senza mai distendere completamente le braccia.

Sensazione da sella di lavoro inutile: transizione al trotto, rimanendo seduti, la prima spinta da dietro ci manda verso il pomo della sella e lì restiamo a causa del "cavallo in discesa" (garrese affossato) e dei posteriori che spingono raddrizzandosi del tutto (economia degli sforzi).

Sensazione da sella di lavoro utile: transizione al trotto, rimanendo seduti, riusciamo a convincere i posteriori sin dalla prima spinta a non distendersi del tutto e la groppa rimane in un certo senso bassa sotto il nostro peso, possiamo restare seduti verso il dietro della sella per il tempo che vogliamo con il cavallo cadenzato perché il "cavallo è in salita" (garrese rilevato), il dorso è teso e poveraccio fa una fatica dell'ostrega. Piccole opposizioni di mano, se il cavallo è preparato, possono convincerlo a passare dal trotto lento al piaffer oppure aprendo lentamente la porta dal piaffer al trotto lento.
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Re:Esprimere le sensazioni
« Risposta #5 il: Dicembre 09, 2016, 11:36:17 pm »

...ma è il posteriore da dover convincere a flettersi (flettendosi si abbassa l'anca) e ridistendersi con lentezza, esercitando la sua forza (la lentezza evita che il gesto di spinta sia brusco e torni a raddrizzare le leve e ad alzare l'anca come prima, evitando lo sforzo).
Quindi per convincerlo a flettersi dargli un aiuto solo (un tocco) del tallone corrispondente sulla fascia sotto le costole per attivare la contrazione (Licart, o non ho capito Licart?), smettendo subito (decimi di secondo) quando distende l'arto per non mettere fretta che porterebbe a "rachitizzare" l'azione e spostare il peso dall'altra parte. O no?
Ci ho provato ma non sono sicuro di essermi spiegato.

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alex

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Re:Esprimere le sensazioni
« Risposta #6 il: Dicembre 10, 2016, 08:04:44 am »

Max, ecco la descrizione delle sensazioni di una cosa che è successa con Asia, l'ultima passeggiata; la premessa è stata il lavoro sul "trotto lentissimo" mantenuto molto a lungo e senza alcuna "opposizione di mano".

Ami si è allontanata e a Asia è venuta una gran voglia di raggiungerla (ho "sentito l'impulso"), ma non è partita perchè l'ho leggermente trattenuta. Allora ha sollevato l'incollatura, ha flesso la testa, e mi ha presentato un trotto con poco avanzamento ma molta elevazione; io mi sperticavo in lodi e cercavo di assecondarla con l'assetto. Ha mantenuto questa cosa fino a raggiungere Ami, che procedeva al passo, e poi me ne ha ripresentata una versione "ridotta" in elevazione, ma con la stessa "qualità", a richiesta, modificando il "trottino lentissimo" in "trottino lentissimo ma con maggiore elevazione".

Non so cosa sto facendo, ma mi piace, e sembra che piaccia abbastanza anche a Asia.

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Re:Esprimere le sensazioni
« Risposta #7 il: Dicembre 10, 2016, 08:37:51 pm »

Ok, in linea di massima sono cose che rendono l'idea.

Adesso spiegatemi per analogia come sentite che un posteriore si ingaggia più dell'altro, o spinge con maggiore energia, o altre quisquilie come quella a cui, probabilmente, accennava max ("disarmonie").

Prince, corto, corto giuntato, potenza pura sotto al sedere...quando si comprime e spinge...mi sembra che lo stomaco mi esca dalle orecchie  :blob3: :blob9:
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Re:Esprimere le sensazioni
« Risposta #8 il: Dicembre 11, 2016, 10:03:35 am »

Non ne sono sicuro ma per flettere selettivamente un posteriore e abbassare quell'anca credo che debba essere messo in atto una sorta di "compressione" di quella zona con l'intervento dello sperone da sotto e del nostro peso da sopra, come per pizzicare di sotto e schiacciare di sopra quella zona (psoas, femorali, addominali). Non credo nel potere del tallone nudo, che mi sembra praticamente inefficace. Va detto che fare una cosa del genere sul primo cavallo che capita non sortisce alcunché con o senza sperone. Va preparato. E anche su uno preparato lo fai ogni tanto con discrezione, per dagli l'idea, mica lo puoi martellare di continuo. E anche la disposizione in sella del cavaliere fa cambiare tutto, a parità di azioni/aiuti intrapresi.
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Re:Esprimere le sensazioni
« Risposta #9 il: Dicembre 11, 2016, 01:54:55 pm »

C'è una sensazione che sto esplorando, "la mia anca che avanza". L'anca avanza nel momento in cui il posteriore dello stesso lato spinge. Ma dopo essermi bem convinto, comn complessi ragionamenti,  che questa spinta è l'origine di quella sensazione, ho trovato la prova provata che non è affatto vero: la sensazione si amplifica molto quando il cavallo procede in discesa, e il posteriore non spinge affatto.  :dontknow:

Tutto da ripensare da capo....

Sugli speroni e i posteriori. Homocaballus mi diceva - senza che capissi minimamente, ovvio! - che il buon movimento dei posteriori è "armonico", e che questo movimento deve essere appreso dal cavallo. Vedo una vaga parentela con il tuo accenno al movimento "disarmonico", ma in particolare con la questione della modalità di flessione del posteriore.... sta il fatto che Homocaballus non usa nè imboccatura, nè speroni. Ma conosce i classici (antiochi e modervi)  a menadito. Avrei dovuto frequentarlo solo quando ne sapevo molto, ma molto, ma molto di più.
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« Risposta #10 il: Dicembre 11, 2016, 06:48:28 pm »

Riguardo il posteriore (di solito uno solo, quello esterno alla flessione naturale) non credo che il problema sia l'ingaggio o non ingaggio, ma che non ha la stessa "forza" dell'altro....

Ho sempre pensato il contrario,  cioè che il posteriore debole è quello che si piega di più, ma finge, perchè lasciato a se stesso poggia fuori dalla proiezione del cavallo. Nel mio cavallo quando non lavora si vede bene anche l'asimmetria della muscolatura, il posteriore interno alla sua flessione naturale è più smilzo. Quando lo montavo alla fine riuscivo a volte a metterlo dritto e farlo spingere bene sollecitando in modo mirato il posteriore pigro, non quello "rigido", che poi si adatta in automatico.
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« Risposta #11 il: Dicembre 12, 2016, 08:16:14 am »

Sempre riguardo al trotto "con arti ben elevati" (non oso chiamarlo passage per ovvi motivi), domanda a chi sa come eseguirlo: le sensazioni sono simili a quelle di quando il cavallo trotta lentamente e in equilibrio in una discesa? Oppure quando trotta nell'erba alta? E questi due esercizi, sono utili come ginnastica?
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Re:Esprimere le sensazioni
« Risposta #12 il: Dicembre 12, 2016, 09:52:36 am »

In termini di spinta ad avanzare quello più debole è senz'altro come dice bionda, ma in termini di riunione, quindi di risultato finale, quello in difficoltà maggiore mi pare di più l'altro. Perché non si piega volentieri, se lo fa sarà subito seguito da una spinta secca ed eccessiva che mira a liberarsi il più presto possibile della fatica a sostenere peso. Insomma i due posteriori lavorano diseguali, che uno chiami in causa la forza di spinta o di resistenza...

Resta da dire che pochi cavalli che ho montato seguivano alla lettera la teoria. Difatti mentre monto lascio perdere i libri e mi faccio guidare da quello che sento... e c'è sempre un'anca più alta... l'armonia si ristabilisce nella misura in cui riesco a convincerlo ad abbassarla. Perlomeno adesso sono intrippato da sto fatto.

Solo che è un lavoro svolto molto in lentezza, chi guarda potrebbe dire che il cavallo si mette indietro e in effetti ci si mette. Io voglio una transizione a salire in un certo modo, il cavallo no, negoziamo una via di mezzo: per chi guarda è un cavallo indietro. Io e il cavallo sappiamo che più avanti potremo fare di più ma vai a farlo capire a chi "non sente"...

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Attenzione che arti ben elevati di solito sono il sinonimo di una schiena ferma... il classico cavallo che va di gambe e non di schiena.. proprio in tal senso guardo di storto al lavoro sui cavalletti...

Purtroppo si può trottare nell'erba alta bene o male, in discesa bene o male... bisogna "sentire" (o quantomeno vedere)...

Provo poco o nulla il passeggio, ossessionato come sono da ottenere prima un piaffer almeno lontanamente accettabile, ma le volte che provo ad avanzare cadenzato bado bene che la schiena del cavallo resti ben ferma/tesa (checché ne dica l'articolo di Karl che avevo tradotto) altrimenti, appunto, "sento" che il cavallo "sprofonda davanti" a ogni falcata e dunque sgambetta e basta.
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Re:Esprimere le sensazioni
« Risposta #13 il: Dicembre 12, 2016, 10:36:25 am »

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