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Autore Topic: Le novità in equitazione  (Letto 2684 volte)

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alex

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Le novità in equitazione
« il: Giugno 17, 2012, 07:27:10 pm »

A quando risale l'ultima, vera novità in equitazione? Boh.... io ho l'impressione che praticamente ogni "novità", a cercare bene, sia vecchia come il cucco, e risalga a epoche imprecisate per le quali non abbiamo documenti. Ma limitandosi alle testimonianze scritte, anche qui le cose non cambiano: scava scava, le novità sono pochine.

Conclusione: tanto vale leggere i  vecchi testi, e diffidare di chiunque afferma di aver scoperto qualche "grande novità".

Con questa premessa, vi passo il link di un testo interessante (che dà anche l'idea della mostruosa grandezza della bibliografia antica riguardante equitazione e ippologia): un indice bibliografico corposo, che vi sarà senz'altro utile se vi piace scovare riferimenti a vecchi autori.

Works on horses and equitation : a bibliographical record of hippology (1887)

Conoscete Internet Archive? è qualcosa di più di un sito. E' una collezione mostruosa di media, vi trovate un numero impressionante - suppongo, centinaia di migliaia - di libri, e crescono continuamente.

Be', se avete il  coraggio di aprire il libro che vi ho indicato con la comoda opzione "Read online" e andate all'inizio della lista cronologica vedete che le opere del periodo greco e romano sono poche; poi c'è il buco del medioevo, e poi c'è un piccolissimo gruppo di opere nel 1300-1400, molte di ippologia e mascalcia (che a quel tempo comprendeva anche la veterinaria) e pochissime di tecnica equestre,  fra cui il libro di Duarte. Poi inizia il rinascimento, Gutemberg fa la sua scoperta e le opere disponibili si moltiplicano esponenzialmente, con il "fuoco di paglia" della grande scuola italiana del '500 poi sviluppata altrove.

L'unica finestra sul Medio evo, per testimonianza diretta riguardante l'equitazione e in piccola parte dell'addestramento e dell'istruzione del cavaliere, sembra proprio il libro del re Duarte; e forse per quello il mio amico e maestro Homocaballus lo ritiene così importante.
Come ho già detto, il re Duarte parla dell'uso del cavallo per i nobili: caccia, tornei, guerra. Ma accenna anche ad una motivazione diversa: la "gioia nel cuore" che tutti provano se montano decentemente. E menziona anche un altro vantaggio dell'equitazione su altre forme di svago: dice, giustamente, che può essere praticata fino a tarda età, "purchè non si ingrassi troppo". Verissimo, che ha visto bravi cavalieri anziani non ha dubbi: esattamente come esistono ottimi musicisti molto anziani, così esistono ottimi cavalieri anziani. Non è quindi affatto questione di forza fisica....

Quindi, ne riparleremo.
« Ultima modifica: Giugno 17, 2012, 07:30:25 pm da alex »
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Il cavallo è così intelligente che capisce presto che gli conviene sembrare stupido.

DivinityOfDarkness

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Re:Le novità in equitazione
« Risposta #1 il: Giugno 18, 2012, 12:02:28 am »

 :firuu: a parer mio, l'ultima innovazione in campo equestre è stata...la staffa, che ha portato ad altri conseguenti cambiamenti in fatto di stile, un po' come i cambiamenti nati nel salto in alto dopo l'avvento del materassino d'atterraggio che portò alla tecnica Fosbury...
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Dove ci sono i cavalli... c'è la cacca.

bambolik

  • ..troppo seria per aver un titolo buffo? Mah..
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Re:Le novità in equitazione
« Risposta #2 il: Giugno 20, 2012, 07:07:56 pm »

Alex davvero interessantissimo il tuo link, dato che avrò tempo causa immobilità di leggere credo che...approfitterò
Di vere novita "sostanziali" credo ce ne siano state ben poche anche perchè detta in sintesi bracalonica in circa 2000 anni di "convivenza" in ogni "modo" tra uomo e cavallo (accademico da soma da lavoro da guerra trasporto corsa ecc ecc) si sia sviscerato un po tutto...e rimane che l'uomo ha 2 gambe e il cavallo 4 e non gli sono spuntati arti diversi o è cambiato sostanzialmente nella sua morfologia...escludiamo selezioni estreme.
Dell'uso che se ne fa del cavallo, ippoterapia inclusa sta la "novita"...e del grande fiorire "commerciale" di attrezzature e "aggeggi" che raccontano di migliorere prestazioni i rimediare a pecche del cavaliere ecco questa è la vera novità...
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"Non è mai tempo perso quello trascorso a cavallo"(Winston Churchill).

piciopacio

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Re:Le novità in equitazione
« Risposta #3 il: Giugno 20, 2012, 11:30:13 pm »

Le ultime novità sono state dettate: per la equitazione d'accademia, da "salotto" da Baucher; per quella sportiva, da campagna da Caprilli.
Tutto ciò che è venuto dopo di loro non è altro che riadattamento e rielaborazione dei loro principi.

Quello che è accaduto prima di loro è "archeologia" equestre, interessantissima ma fuori dalle pratiche comuni.

Parrelli, Roberts, dome dolci, etologiche e compagne e compagnucci sono vecchi come il cucco.

La grande novità è la lallitazione, il lallo come compagno di relazione, di giuochi, animal da compagnia tal quale un criceto, un parrocchetto, un coniglio, un maialino...
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DivinityOfDarkness

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Re:Le novità in equitazione
« Risposta #4 il: Giugno 21, 2012, 12:11:20 am »

La grande novità è la lallitazione

Muoioooo!!!  :laughter-485: :laughter-485: :laughter-485:


La genialità di signor baffone e compagnìa è stata quella di creare una 'nuova utenza equestre'.
In svariati maneggi ci sono neo-equitanti attempati che hanno preso il loro primo cavallo e hanno avuto il loro primo approccio col cavallo (e non è poi tanto raro che le due cose siano avvenute contemporaneamente!) ad avanzata età...e non ci sono mai montati sopra.
Vao i maneggio, infiocchettao il cavallo, si fao dare spintoni e pestoni, ma poi vanno in tondino e iniziano a fare flap flap con lo stick attorno al cavallo che volge gli occhi al cielo.
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Nicola

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Re:Le novità in equitazione
« Risposta #5 il: Giugno 21, 2012, 08:57:13 am »

Il nostro (spero permetterà questa confidenza) piciopacio, in tempi non sospetti, ha sostenuto, qualche tempo fa, che l'equitazione western nelle sue forme attuali (gli esempi erano alcune discipline come il pleasure) si fosse sviluppata per soddisfare l'utente tipo identificabile con "donna americana in sovrappeso".

Al tempo mi offesi moltissimo  :laughter-485:.... a rifletterci con calma potrebbe non avere tutti i torti.

Detto questo, la grande ed assoluta novità degli ultimi 50 anni non è tecnica, ma sociale. E' l'utente ad essere cambiato.

La domanda è: e quindi l'equitazione, ed il modo in cui la si insegna, va tarata sull'utenza che ne fruisce?

Se fossi uomo di marketing dovrei concludere di sì.....io però non lo sono....




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bionda

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Re:Le novità in equitazione
« Risposta #6 il: Giugno 21, 2012, 10:32:05 am »

La grande novità è la lallitazione, il lallo come compagno di relazione, di giuochi, animal da compagnia tal quale un criceto, un parrocchetto, un coniglio, un maialino...

Cosa c'è di male in questo?

BTW uno può avere un cavallo, per hobby, e farci entrambe le cose, divertirsi con l'animale da compagnia e farci anche un po' di equitazione.
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piciopacio

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Re:Le novità in equitazione
« Risposta #7 il: Giugno 21, 2012, 01:24:25 pm »

Gli americani son maestri nel bisinis !!

Caro ingegnere, come sai si è tentato di miniaturizzare il lallo - i falabella - ma la cosa non ha avuto molto successo, anche se in teoria questo fatto sarebbe dovuto essere il trionfo della lallitazione, perché non ha attecchito ?
Quì entra in ballo l'analisi della psicologia del lallista, infatti il falabella è più vicino ad un cane, una capretta, un criceto; il lallista vuole un CAVALLO che più cavallo non si può, se possibile un frisone, uno spagnolo dalla criniera lunga 3 metri, un pezzato, un appalusa, un percheron.

Ieri ho visto all'opera un frisone appena arrivato bellissimo, ma - per me - rimane sempre un cavallo da carretto, da carro, da carro funebre.
Ho trascorso parte della mia infanzia a Napoli, quando c'era un funerale importante per me era una festa, e lo seguivo fin a quando mi era possibile; infatti il carro era tirato da sei cavalloni neri (frisoni): - "e cavall e Bellomunno".
Bellomunno era il nome del'impresario di quella allegra impresa. :smiling_flower-206: :icon_axe:
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