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Autore Topic: il mio grasso grosso blog dressagistico  (Letto 15923 volte)

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PokerFace

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il mio grasso grosso blog dressagistico
« il: Agosto 22, 2017, 03:43:15 pm »

siccome il nostro amato e (finalmente) friendly forum è linkato e postato urbi et orbi nonchè parafrasato in blogghi con pseudonimi che tanto pseudonomi non sono, è il caso che io spieghi a tutti gli anonimi e non loggati visitatori che cosa intendo per dressage.

mettiamo che io sto cucinando la pasta frolla. la pasta frolla la posso usare sia per fare una torta di mele che per fare una torta salata o un filetto alla wellington.
quindi, posso dire che fare la pasta frolla è "pasticceria"?
no. finchè sono nella fase pasta frolla, essa potrà diventare dolce o anche salato o un antipasto.

lo stesso per certe cose di equitazione.
finchè si parla di una BASE COMUNE a tutte le discipline equestri, per me non si può dire di praticarne una in particolare.

se io so fare passo, trotto e galoppo, con il cavallo bello ciccino in mano, sciolto, caruccio, agli ordini, piacevole da montare, faccio dressage? no, perchè dopo 5 minuti che mi son rotto le balle di fare passo trotto e galoppo così carinamente e ciccinamente, poi vado a saltare un verticale enorme in mezzo al campo, oppure prendo un galoppo a manetta e mi faccio i pali o i barili, oppure mi metto a spinnare a frullatore cosmico, oppure esco dal campo e mi faccio 90 km o ancora piglio la palla in mano e vado a canestro.

ciò che rappresenta la BASE COMUNE a tutto non può essere specialistico.

così come uno che esce in passeggiata (passeggiate intorno al maneggio,  belle quanto vuoi, tecniche quanto vuoi) non può dire di fare endurance.
così come uno che salta le crocette non può dire di fare salto ostacoli.
così come uno che fa i cerchi con la sella americana non può dire di fare reining.

i dressagisti saltano? spero per loro di si. sicuramente fanno cavalletti e croci. come minimo. perchè comunque fa bene al cavallo (e anche al loro equilibrio, sempre seduti in sella con le chiappe appiccicare alla paletta).

per questo il lavoro basilare, comune a tutte le discipline, non può essere fatto ricadere in nessuna di loro.
il lavoro base è il lavoro base. è lavoro in piano, piccoli salti, passeggiate. non richiede alcuna specializzazione.
gli stessi esercizi, le stesse cose, le fanno i cavalieri di ogni disciplina.

orbene, se io - che sono un cavaliere principalmente di salto - faccio passo, trotto, galoppo, cambi al volo, appoggiate divento un dressagista? faccio dressage?
non penso proprio. grazie a dio no.
se un dressagista salta un tronco di 1 metro in campagna diventa un completista? fa completo? non penso.

quando ti specializzi in qualcosa diventi "ista". piastrellista. mulettista. dressagista.
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Melis

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Re:il mio grasso grosso blog dressagistico
« Risposta #1 il: Agosto 22, 2017, 04:09:18 pm »

Io la pasta frolla me la mangio. Dolce o salata che sia.
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Winter Mirage

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Re:il mio grasso grosso blog dressagistico
« Risposta #2 il: Agosto 22, 2017, 04:20:55 pm »

Io voglio un filetto alla wellington.
Se volete posso offrire la materia prima, che è karlistadressagistacampagnistainutilistaemangiafienoabistia.
 :chewyhorse:
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PokerFace

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Re:il mio grasso grosso blog dressagistico
« Risposta #3 il: Agosto 22, 2017, 04:23:44 pm »

la SIAE tutelerà i nostri diritti in quanto autori di topici di forum?
io voglio prendere 10 euro per ogni citazione... devo pur campare, no?
poi con la pasta frolla vi faccio una crostata alla nutella.
per festeggiare.
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milla

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Re:il mio grasso grosso blog dressagistico
« Risposta #4 il: Agosto 22, 2017, 07:33:22 pm »

Santo, santo santo Poker propongo un'istantanea beatificazione  :benedizione:
Mi sembrano cose così ovvie e banali su cui tutti ci troviamo d'accordo da non richiedere ulteriori commenti.

Comunque io da bambina andavo a lezione di pianoforte, facevo le scale e suonavo le prime battute di Per Elisa QUINDI io suonavo il pianoforte, tecnicamente e lessicalmente ineccepibile  :chewyhorse:
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PokerFace

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Re:il mio grasso grosso blog dressagistico
« Risposta #5 il: Agosto 23, 2017, 05:51:11 pm »

ieri sera ho fatto lezione ad una allieva.
premetto che le ho venduto io il cavallo, un cavallo eccezionale che ha saltato gli Europei Veterani (c135) e che ha solcato praticamente tutti i campi ostacoli del continente.
lei non è contenta di questo cavallo. non le piace. e non le piace perchè è un cavallo che non ha bisogno del cavaliere e, anzi, il cavaliere presente gli sta sulle palle.
mi spiego. quando siamo abituati a montare cavalli mediocri, in sella dobbiamo fare tanto e quindi ci abituiamo a trafficare, a correggere, a fare mille cose. e facendo mille cose, dicendo al cavallo mille cose, applicando mille correzioni, ci abituiamo a non ascoltare, a non lasciar fare, a non aspettare e vedere.
poi questa abitudine ci resta addosso, non siamo più capaci di non fare niente, di lasciar fare al cavallo.
questa allieva non è contenta del suo cavallo, perchè vanno in contrasto. lei fa cose che non servono e che al cavallo (che ha grande qualità) non piacciono, lo indispongono.
meno fai - con lui - meglio è. tanto non c'è bisogno di niente, va bene così com'è.
ieri sono stato contento, le ho fatto 1 ora intera di lezione dove finalmente per la prima volta dopo una vita è scesa contenta.
le sono stato dietro tantissimo, non per dirle cosa fare, ma per costringerla a non fare assolutamente niente.
sicuramente per lei è stata una lezione utile, ma anche per me. anche io devo ricordarmi che l'equitazione è semplice, che devi fare solo quando vedi che non facendo una mazza non va bene. e appena va bene devi smettere di trafficare.
perchè in equitazione è così difficile? cosa vogliamo dai nostri cavalli? perchè li vogliamo diversi? l'equitazione diventa difficile perchè vogliamo che un arabo sia come un hannover. ma perchè comprare un arabo se si desidera un hannover? è come mettersi con un ballerino di danza classica e pretendere che diventi un ottimo giocatore di basket. certo che è difficile, che cavolo. ma per Michel Jordan schiacciare a canestro era facile, la cosa piu naturale del mondo.
E quindi si, pur non condividendo la scelta di chi si prende un cavallo inadatto a quello che vuol fare, capisco che per costoro l'equitazione sia complicata, complicatissima anche.
però quando, per giocare a basket, ti sei presa Michel Jordan, poi non gli devi complicare la vita, lì non hai scusanti.
io non faccio dressage, però addestro. e ci tengo a queste cose, a queste stupide cagate che sicuramente sono niente in confronto ai discorsi sulla riunione che si facevano un pò di tempo fa, e che poi magari nessuno metteva in pratica.
l'equitazione è semplice, addestrare è semplice.
mi dispiace che si abbiano parole malevole nei confronti dell'equitazione semplice.
certo, anche nella semplicità si sbaglia, io sbaglio spesso. ma non penso che i miei cavalli avrebbero parole cattive nei miei confronti, anche se i loro calci nel sedere li hanno presi come li ho presi io da loro. davvero l'equitazione deve diventare questo, sparlare da remoto, usare parole vendicative verso qualcuno che tutto sommato fa quello che può per fare bene il suo lavoro? solo perchè usa la parola "dressage" diversamente?
non mi importa niente delle definizioni, io faccio un'equitazione semplice e se proprio devo insegnare insegno la semplicità e cerco di creare cavalli che puoi montare pensando ai cavoli tuoi che loro sono comunque perfetti e non hanno bisogno di continue correzioni o indicazioni, perchè sono bravi e bellissimi e costruiti in grazia di dio.
forse è difficile accettare che, tutto sommato, a cavallo il cavaliere è un optional di seconda importanza. eppure è così. la macchina-cavallo funziona benissimo (anche) senza.
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Ranas71

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Re:il mio grasso grosso blog dressagistico
« Risposta #6 il: Agosto 23, 2017, 07:07:00 pm »

siccome il nostro amato e (finalmente) friendly forum è linkato e postato urbi et orbi nonchè parafrasato in blogghi con pseudonimi che tanto pseudonomi non sono, è il caso che io spieghi a tutti gli anonimi e non loggati visitatori che cosa intendo per dressage.

mettiamo che io sto cucinando la pasta frolla. la pasta frolla la posso usare sia per fare una torta di mele che per fare una torta salata o un filetto alla wellington.
quindi, posso dire che fare la pasta frolla è "pasticceria"?
no. finchè sono nella fase pasta frolla, essa potrà diventare dolce o anche salato o un antipasto.

lo stesso per certe cose di equitazione.
finchè si parla di una BASE COMUNE a tutte le discipline equestri, per me non si può dire di praticarne una in particolare.

se io so fare passo, trotto e galoppo, con il cavallo bello ciccino in mano, sciolto, caruccio, agli ordini, piacevole da montare, faccio dressage? no, perchè dopo 5 minuti che mi son rotto le balle di fare passo trotto e galoppo così carinamente e ciccinamente, poi vado a saltare un verticale enorme in mezzo al campo, oppure prendo un galoppo a manetta e mi faccio i pali o i barili, oppure mi metto a spinnare a frullatore cosmico, oppure esco dal campo e mi faccio 90 km o ancora piglio la palla in mano e vado a canestro.

ciò che rappresenta la BASE COMUNE a tutto non può essere specialistico.

così come uno che esce in passeggiata (passeggiate intorno al maneggio,  belle quanto vuoi, tecniche quanto vuoi) non può dire di fare endurance.
così come uno che salta le crocette non può dire di fare salto ostacoli.
così come uno che fa i cerchi con la sella americana non può dire di fare reining.

i dressagisti saltano? spero per loro di si. sicuramente fanno cavalletti e croci. come minimo. perchè comunque fa bene al cavallo (e anche al loro equilibrio, sempre seduti in sella con le chiappe appiccicare alla paletta).

per questo il lavoro basilare, comune a tutte le discipline, non può essere fatto ricadere in nessuna di loro.
il lavoro base è il lavoro base. è lavoro in piano, piccoli salti, passeggiate. non richiede alcuna specializzazione.
gli stessi esercizi, le stesse cose, le fanno i cavalieri di ogni disciplina.

orbene, se io - che sono un cavaliere principalmente di salto - faccio passo, trotto, galoppo, cambi al volo, appoggiate divento un dressagista? faccio dressage?
non penso proprio. grazie a dio no.
se un dressagista salta un tronco di 1 metro in campagna diventa un completista? fa completo? non penso.

quando ti specializzi in qualcosa diventi "ista". piastrellista. mulettista. dressagista.
Non sono d'accordo. Chi fa la pasta frolla sa per cosa la fa. La vuole fare per la torta di mele? allora sta facendo pasticceria; la vuole fare per un piatto salato?, allora non sta facendo pasticceria. È ovvio che le basi di tutte le discipline siano quantomeno simili: decido io queste basi a cosa mi servono e in base a ciò starò più o meno attento a questo o quest' altro particolare. Es: spalla in dentro: se voglio fare dressage magari curerò più che l'angolazione sia quella da manuale, se invece faccio salto può darsi che l'angolo non mi intesterei più di tanto.
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alex

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Re:il mio grasso grosso blog dressagistico
« Risposta #7 il: Agosto 23, 2017, 07:09:39 pm »

Che dire Poker? Niente; solo considerare che per alcuni cavalieri - sta scritto nei manuali di dressage - l'importante è la prova continua della sottomissione del cavallo.

Quello è ciò che cercano e a cui aspirano; tu evidentemente fai un'altra cosa.

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Re:il mio grasso grosso blog dressagistico
« Risposta #8 il: Agosto 23, 2017, 07:18:21 pm »

Mah, secondo me quello che infastidisce è la prosopopea di chi proclama di 'fare dressage ' come se facesse le D mentre sta semplicemente facendo passo, trotto e galoppo a livello elementare ( cosa che chiunque può vedere con i propri occhi ). Mi ripeto, se io salto una crocetta è vero che 'salto' ma mi sentirei ridicola a dire che faccio salto ostacoli, mi sembrerebbe presunzione.
Meglio gli inglesi che distinguono tra dressage e flat work, mi pare più onesto.
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Ranas71

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Re:il mio grasso grosso blog dressagistico
« Risposta #9 il: Agosto 23, 2017, 07:37:07 pm »

Che dire Poker? Niente; solo considerare che per alcuni cavalieri - sta scritto nei manuali di dressage - l'importante è la prova continua della sottomissione del cavallo.

Quello è ciò che cercano e a cui aspirano; tu evidentemente fai un'altra cosa.



Ecco la definizione di sottomissione:
2. Sottomissione non significa subordinazione ma piuttosto obbedienza, e si esprime con una attenzione costante, buona disponibilita` e fiducia dimostrate nel comportamento del Cavallo cos`ı come nell’armonia, leggerezza e facilita` dimostrate nell’esecuzione dei differenti movimenti. Il grado di sottomissione si manifesta anche nel modo in cui il Ca- vallo accetta l’imboccatura, con un contatto leggero e morbido e una nuca decontratta. Il resistere o il fuggire dalla mano dell’Atleta, andando contro la mano o dietro la mano sono dimostrazioni di poca sottomissione. Il contatto deve essere principalmente sulla redine del filetto.

Scusate per il copia incolla, però essendo stati chiamati in ballo i manuali di dressage, mi sembra opportuno citare il regolamento.
Questa definizione di sottomissione non penso contenga cose sconcertanti: il cavallo deve essere obbediente— ci mancherebbe solo che faccia tutto il giorno quello che gli pare— disponibile e fiducioso— chi vorrebbe un cavallo scontrso e che non si fida del cavaliere. Inoltre la sottomissione prevede che il cavallo accetti l'imbiccattura con un contatto leggero— e anche qui non mi sembra che ci sia nulla di strano— che la nuca sia decontratta e che il cavallo sia nella mano, nè dietro nè contro.
Ovvio, poi, che questa è la teoria e che la teoria e la pratica, purtroppo, sono cose ben distinte.
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Ranas71

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Re:il mio grasso grosso blog dressagistico
« Risposta #10 il: Agosto 23, 2017, 07:50:27 pm »

Mah, secondo me quello che infastidisce è la prosopopea di chi proclama di 'fare dressage ' come se facesse le D mentre sta semplicemente facendo passo, trotto e galoppo a livello elementare ( cosa che chiunque può vedere con i propri occhi ). Mi ripeto, se io salto una crocetta è vero che 'salto' ma mi sentirei ridicola a dire che faccio salto ostacoli, mi sembrerebbe presunzione.
Meglio gli inglesi che distinguono tra dressage e flat work, mi pare più onesto.
Forse a te sembra presunzione ma a me sembra un dato di fatto. Faccio le ID, neanche galoppo, ma comunque faccio dressage e posso dire di fare dressage allo stesso modo di chi monta in Coppa Del Mondo. Per farti un esempio: alle elementari si fa 2+2 ma comunque la materia viene chiamata matematica. Alle media si iniziano a fare esercizi di algebra, per esempio, ma la materia rimane matematica. All'università (di  matematica, intendo) chissà cosa si fa, però sempre matematica è.
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milla

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« Risposta #11 il: Agosto 23, 2017, 10:24:51 pm »

Beh ciascuno è libero di definire ciò che fa nel modo che preferisce, io personalmente trovo ridicolo dire che faccio dressage, tu no, perfetto, il mondo è bello perché è vario.  :ciao:
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Re:il mio grasso grosso blog dressagistico
« Risposta #12 il: Agosto 23, 2017, 11:06:46 pm »

Beh ciascuno è libero di definire ciò che fa nel modo che preferisce, io personalmente trovo ridicolo dire che faccio dressage, tu no, perfetto, il mondo è bello perché è vario.  :ciao:
Infatti, stiamo discutendo per niente.
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PokerFace

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Re:il mio grasso grosso blog dressagistico
« Risposta #13 il: Agosto 24, 2017, 06:41:51 am »

Quello che non è bello è dare dell ignorante, ridicolo, incapace a chi non la pensa come te.
Io sinceramente monto a cavallo, esco in passeggiata, lavoro in piano, salto.
E la spalla in dentro, ranas, ricordati che va inclinata quanto serve al tuo cavallo.
Ogni esercizio dovrebbe avere una utilità, un suo perché, portare un beneficio all addestramento.
Per cui la spalla in dentro la fai nel modo che più ti aiuta a migliorare, sciogliere, mettere in equilibrio il tuo cavallo.
E saper capire e fare questo vale più del manualetto fise.
Per altro se sei capace a fare la spalla in dentro a 45 gradi la sai fare anche a 30.
Se ti chiedono di inclinarla di più o di meno ovviamente lo sai fare senza alcun problema.
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Bubba

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Re:il mio grasso grosso blog dressagistico
« Risposta #14 il: Agosto 24, 2017, 07:25:20 am »

Io credo come Poker che il lavoro di base sia lavoro di base.
Nel " il dito nella piaga" l' autore ribadisce che i cavalli giovani non dovrebbero esser presentati con la sella da dressage, perché sono ancora all' inizio e ci vorranno anni prima che diventino cavalli da dressage.
E' come quando trovi gli annunci di quarter con " base reining".
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