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Autore Topic: Confronto.  (Letto 2803 volte)

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raffaele de martinis

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Re:Confronto.
« Risposta #15 il: Dicembre 19, 2018, 03:08:54 am »



Ho appena oculato questa foto e ho fatto un balzo sulla seggiola, di certo avete ricognosciuto il personaggetto.
Il suo assetto assolutamente anticaprilliano, che infatti è questo:



Da una parte Paolone mi conzola: mai riuscii a scender le discese secondo i dettati caprillioni.
Inoltra, mettendo le due fotos a confronto, si capisciono bene i vantaggi et svantaggi tra l'assetto militar e quelo cavallar...

Vantaggi estenzibbili, non solo alle discese ardite, ma a tute le situescions...
« Ultima modifica: Dicembre 19, 2018, 03:11:12 am da raffaele de martinis »
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gi.

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Re:Confronto.
« Risposta #16 il: Dicembre 19, 2018, 11:05:55 am »

Ho letto velocemente, e da poco. Come ho detto al bravo Alex,  non sono  ancora in pensione, mi tocca lavorar.

Comunque. Stare a descrivere nuovamente la posizione in sella caprilliana, mi pare  sia superfluo(se non lo fosse, per chi lo desiderasse potrò farlo successivamente, mi basta un rapido copia e incolla) 

Premesso che secondo me un buon assetto deve essere semplice, qualunque esso sia, dove  il  cavaliere deve stare comodo in sella. Questo lo dicono tutti, Caprilliani e non.  Per molti di noi l’assetto caprilliano ben applicato garantirebbe una monta efficace e decente.   Per i dilettanti scendere in particolari troppo tecnici potrebbe creare confusione,  e come  chiedere a chi si accinge a battere la sella di eseguire , o di spiegare , per es. la groppa in dentro o la cessione ecc. ecc.  Perché dico questo, perché  c’è confusione. La possiamo vedere soprattutto nelle gare basse, dove non ci sono né caprilliani , né  discepoli di JDO. 

Mentre invece direi .

Quando si pensa al Sistema Naturale di Equitazione si tende a pensare solamente all’assetto del  cavaliere in sella..  Mentre il Sistema Naturale intende  anche ad es. di :
Togliere al cavallo le sofferenze della cattiva monta, renderlo più redditizio,risparmiare cadute ai cavalieri, quelle cadute nocive talvolta al fisico, sempre al morale. Federico Caprilli.

 I successori di Caprilli  erano più Caprilliani di Caprilli stesso
   Caprilli discende l’argine del Rio Torto, a Pinerolo Caprilli assiste all’esercizio un allievo estero

Per brevità riporto da mio scritto

[…]Si è propensi a credere che fu Caprilli a introdurre il busto reclino in avanti nelle discese ripide, mentre invece costituiva una pratica dei suoi successori, i quali erano più Caprilliani di Caprilli stesso. Caprilli combatteva contro i conservatori e perciò doveva dimostrare che non si doveva contrastare il cavallo tirando in bocca o pesando sulle reni. Arretrare il busto per il soldato dell’epoca equivaleva invece a tirare in bocca e perciò il motto “in avanti” era diventato la parola d’ordine. La posizione del busto in avanti durante una discesa ripida è ritenuta corretta ancora ai giorni d’oggi da molte persone,[…] Mi è stato fatto notare come Caprilli avesse intuito bene come nelle ripide si dovesse concedere libertà d’incollatura al cavallo senza reclinare il busto in avanti. La testimonianza arriva dall’unica fotografi a, scattata nel 1906, in cui un Caprilli nel pieno della sua maturità professionale intraprende una ripida discesa sul Rio Torto a Pinerolo assumendo una posizione del
busto arretrata. Un suo scritto (datato 1901) sembra descrivere esattamente l’azione.

Il corpo sarà mantenuto fermo e d’appiombo, e le gambe, se sarà necessario, pulseranno opportunamente e con forza crescente, finché
il cavallo abbia intrapresa la discesa; ma ricordarsi che ciò facendo, l’appoggio deve essere, come sempre, leggerissimo. Appena intrapresa la
discesa, il cavaliere porterà il busto proporzionatamente indietro e, se il cavallo va bene, farà cessare l’azione delle gambe abbassando molto
i talloni per evitare di toccare il cavallo cogli sproni, e conserverà le mani ferme e basse mantenendo un leggero appoggio sulla bocca

                                                                                                                                                                Federico Caprilli


[…] Se il cavaliere dovesse reclinare il busto e passasse con le spalle davanti all’appiombo degli anteriori del cavallo, lo squilibrerebbe in avanti, e nel momento in cui il cavallo toccherebbe il suolo, perderebbe l’equilibrio cadendo. Il fatto che Caprilli ritenesse corretto aff rontare le ripide assumendo la posizione vista in precedenza lo si può confermare con un’altra fotografi a dell’epoca. Nella fi gura 102 Caprilli assiste un allievo durante la discesa (sipresume dello stesso argine) facendogli adottare la sua stessa posizione.Se avesse avuto altre preferenze avrebbe fatto assumere all’allievo una posizione diversa, così come avveniva sui salti quando gli allievi, imitando il Maestro, cercavano in ogni modo la ceduta
(come nella figura 103).Esiste la convinzione che il cavallo, se portato in discesa con il busto avanti, non scivoli con i posteriori, ma cammini. Nella realtà è sufficiente mettersi alla prova. Se il cavallo scende un pendio, anche rilevante, ha la possibilità di camminare (come dimostrato
dalla fotografi a 94 dove il cavallo solleva un anteriore e un posteriore), ma vi è un limite. Con una discesa ripida, un argine tagliato a picco, è comprensibile che il cavallo non possa più camminare,ma solo scivolare[…].



RdM se mi avessi letto avresti trovato come vedi punti in comune.

Inoltre, il Sistema Naturale vuole mantenere il cavallo sereno e tranquillo quanto più possibile,vuole che avanzi esercitando  il minimo sforzo possibile

Questa primavera, al convegno che si è tenuto a Torino per il 150°anniversario della nascita di Federico Caprilli( ho scritto un articolo che potete trovare nel mio sito. Dal mio resoconto  potete accedere direttamente agli articoli scritti dai relatori intervenuti.  Per leggere anche altri articoli passate da:Tutti gli articoli. È tutto gratuito, magari tra gli articoli c’è qualcosa che vi può dare delle risposte). Tra gli intervenuti c’era l’Ing. Mauro Checcoli,oro olimpico a Tokyo ’64 nel settore del completo( lui ha inserito due articoli). L’ing. Checcoli ha fatto notare che a i cavalli che oggi vincono, sono soggetti veloci, anche leggeri e veloci, a differenza degli anni’80 dove a scendere in campo vi era un maggior numero di  soggetti di stazza.  A farla franca erano i tedeschi che sovente affrontavano  il percorso  preparando il cavallo ad ogni salto. Nel senso. Saltavano un ostacolo, riprendevano in mano il cavallo, lo dirigevano verso il secondo e nelle ultime due, tre falcate di galoppo mettevano  gambe per superare il salto (a dire il vero non solo i tedeschi, un po’ tutti in quei anni.Vi era questa tendenza).  Essendo poi a volte ostacoli veramente grandi la maggior parte puntavano al netto. Oggi è difficile vedere un percorso alla Schockemohle, anche chi come lui monta seduto, affronta il percorso diversamente.  Oggi i percorsi hanno girate strette, ma anche galoppate lunghe e per vincere occorre rischiare e galoppare. Cavalieri come Ludger  Beerbaum affrontano il percorso come in una gara di sci, pochi interventi(quelli strettamente necessari) con un assetto fermo e composto, come appunto la bella monta del campione tedesco.

https://www.youtube.com/watch?v=753Pum3D-do

 Altri cavalieri che paiono far niente sono molti americani. Vediamo un video.

https://www.youtube.com/watch?v=55bHjBxtklo

Avete notato come l’amazzone americana cerca il cavallo in avanti e con quanta facilità(apparente) affronti l’ultimo ostacolo?
Solo avendo alle spalle un buon insegnamento, ciò è possibile. In questo video non si vede, ma la maggior parte dei cavalli  statunitensi non entrano, o escono dal campo, richiedendo ai loro cavalli pieghi eccessivi fino ad incappucciarli, probabilmente non lo reputano prettamente necessario. Altri professionisti invece lo richiedono, ma ricordiamoci, sono professionisti! Per noi dilettanti è meglio non strafare.
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Luna di Primavera

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Re:Confronto.
« Risposta #17 il: Dicembre 19, 2018, 12:06:42 pm »

ammazza che girata a 0.57! (mi riferisco a Jessica Springsteen)

così per chiacchierare vi propongo la mia preferita fra le ostacoliste, una vera piratessa all'arrembaggio che fa tutto quello che deve fare, Luciana.

sta indietro, sta avanti, sta seduta, sta in sospensione, si sdraia sulla sella, redini corte, redini lunghe, zero contatto… (sconvolgente 0.33, e soprattutto 0.48)  https://www.youtube.com/watch?v=4yp5oSOv9mA
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I cavalli davanti mordono, dietro scalciano e in mezzo sono scomodi.
I. Fleming

raffaele de martinis

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Re:Confronto.
« Risposta #18 il: Dicembre 19, 2018, 01:37:29 pm »

Haro, Gi. molto interessante, davveramente.

Fammi leggere con più attenzione il tuo monumental pippone e poi ti faccio sapere, peccato che tu abbia hosì poco tempo...
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gi.

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Re:Confronto.
« Risposta #19 il: Dicembre 19, 2018, 05:54:40 pm »

Grazie Raffaele-. E si, ho poco tempo,.. e quando me la sento cerco di "montare" un po',anche solo al passo, mi basta stare a contatto con l'equino.... poi magari mi pento,ma sono inguaribile.

A Luna. La Luciana D- è una Brasiliana, naz. Portogallo. Ha iniziato,il s.s con il dressage, poi le mancava qualcosa ed è passata as s.o.
--che fatica con il cell.
 
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