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Autore Topic: Scarpette: un vicolo cieco.  (Letto 591 volte)

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raffaele de martinis

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Scarpette: un vicolo cieco.
« il: Gennaio 09, 2019, 11:06:30 am »

Le scarpette sono una arcaicità, usate per secoli ad adjuvantum dei lallopedi.
Sappiamo che fino alla fine dell'800, in Giappone, c'erano - ad ogni stazione di sosta - queste scarpette usa e getta:



Sappiamo che i nobbili si facean confetionare scarpette di seta, ma sappiamo dalle cronache che se ne costruivano di juta, di vimini o, come facevano i mongoli, con lo slargo delle corna di mufloni.
Le scarpette di corda quì sotto sono state trovate a Pompei:


Dunque, prima dell'invenzione delle protezioni inchiodate, si andava lento pede et le scarpette erano di uso comune ma con degli enormi limiti.

Dai tempi dei romani - con gli ipposandali in fero - si era già capito tutto sulle scarpette, la loro necessità et i loro limiti.
I moderni bare, con a disposition nuovi materiali et nove tennologie non hanno fatto che picciolo progressa, anzi, danna.

Come vedete, l'aggeggio sottovisualizzato strigne proprio nella zona delle cartilagini alari et dello cuscinetto plantare, la proprio dove non deve:



Se invece si sceglie di ancorare lo stivale per lallo alla gamba, si va ad interferire con l'importantissima articolatione del pastorale et alla lunga non è buono...



Dunque, le tanto amate scarpette barefutte stanno per esser di nuovo relegate nella pattumiera della storia, il loro sviluppo è giunto in un punto cieco, più avan
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rhox

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Re:Scarpette: un vicolo cieco.
« Risposta #1 il: Gennaio 09, 2019, 12:49:05 pm »

Considerati i materiali usati la compressione è ridicola rispetto a quella fatta da un paio di talloni contratti.
Poi quelle ore di uso delle scarpette saranno sempre meno delle ore con un ferro inchiodato, quindi statisticamente i danni saranno probabilmente molti meno.
si sta sviluppando sempre più l'incollaggio per le performance prolungate.

Diciamo che non c'è così mercato da far emergere l'invenzione del secolo, ma lo sviluppo negli anni c'è stato.
adesso è sulla cresta dell'onda lo sviluppo delle resine perché abbraccia anche il settore della mascalcia e allora si che i numeri rendono interessante la questione
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raffaele de martinis

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Re:Scarpette: un vicolo cieco.
« Risposta #2 il: Gennaio 09, 2019, 01:31:47 pm »

Minchia... che sto dicendo?

Le scarpette, sono un arcaicismo, o stringono le cartilagini alari e cuscinetto, dunque, riducono l'elaterio proprio quando serve, quando il lallo deambula, oppure fiaccano pastorali e gambe.

(La funzione dell'elaterio è di ammortizzazzione, grippamento, la storia dei 5 cuori - come abbiamo visto - è una puttaneta)

Il "mercato" dice che si va in altra direzione: i materiami autoaderenti.
Il ploblema è solo per i lalli con pedi ploblematicii che abbisognano di protezioni fatte su misura, ma si risolverà anche quello... dora in poi sarebbe cossa intelligente chiamare qualsiasi aggeggio, di qualsiasi materiale, di ogni foggia, fisso o rimovibile: PROTEZIONI PER ZOCCOLI EQUINI.

Lo sviluppo delle scarpelle si è fermato per gli questi motivi, oltre al fatto che sono costose, poco sicure, poco pratiche: levi e metti,  metti e leva... che bel divertimento, levi e metti - metti e leva la vita e tutta quà!  :icon_eek:

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Zarathustra

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Re:Scarpette: un vicolo cieco.
« Risposta #3 il: Gennaio 09, 2019, 02:58:25 pm »

Per non parlare dell'odissea di chi volesse acquistarne un paio.......
A differenza che in certe zone degli USA, qui nessuno fa magazzino, devi ordinarle a scatola chiusa cercando di azzeccare le misure la tipologia.
Poi le provi, non vanno bene, e.............
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alex

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Re:Scarpette: un vicolo cieco.
« Risposta #4 il: Gennaio 09, 2019, 05:28:53 pm »

Scusa RdM, hai mai visto e toccato una EasyBoot Epic o simili?
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cilla

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Re:Scarpette: un vicolo cieco.
« Risposta #5 il: Gennaio 09, 2019, 06:18:17 pm »

Minchia... che sto dicendo?

Le scarpette, sono un arcaicismo, o stringono le cartilagini alari e cuscinetto, dunque, riducono l'elaterio proprio quando serve, quando il lallo deambula, oppure fiaccano pastorali e gambe.

(La funzione dell'elaterio è di ammortizzazzione, grippamento, la storia dei 5 cuori - come abbiamo visto - è una puttaneta)

Il "mercato" dice che si va in altra direzione: i materiami autoaderenti.
Il ploblema è solo per i lalli con pedi ploblematicii che abbisognano di protezioni fatte su misura, ma si risolverà anche quello... dora in poi sarebbe cossa intelligente chiamare qualsiasi aggeggio, di qualsiasi materiale, di ogni foggia, fisso o rimovibile: PROTEZIONI PER ZOCCOLI EQUINI.

Lo sviluppo delle scarpelle si è fermato per gli questi motivi, oltre al fatto che sono costose, poco sicure, poco pratiche: levi e metti,  metti e leva... che bel divertimento, levi e metti - metti e leva la vita e tutta quà!  :icon_eek:

Si vede che non le hai mai prese in mano, perché non stringono proprio niente, sono in materiale flessibile e di solito hanno anche qualche mm di margine dal profilo della muraglia.

Le ghette delle easyboot invece sono solo una sicurezza per fare sì che la scarpetta se salta via non vada per i campi quindi si allacciano piuttosto larghe, io ci facevo passare un dito
« Ultima modifica: Gennaio 09, 2019, 06:21:10 pm da cilla »
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cilla

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Re:Scarpette: un vicolo cieco.
« Risposta #6 il: Gennaio 09, 2019, 06:20:22 pm »

Per non parlare dell'odissea di chi volesse acquistarne un paio.......
A differenza che in certe zone degli USA, qui nessuno fa magazzino, devi ordinarle a scatola chiusa cercando di azzeccare le misure la tipologia.
Poi le provi, non vanno bene, e.............

Prova su hoofbootique, io ci ho preso le Swiss. Tu le paghi ed hai 15 giorni per provarle, se non ti piacciono puoi sostituirle o riavere i soldi meno il nolo.

Hanno anche un bel mercatino dell'usato, io mi sono trovata bene  :horse-cool:
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raffaele de martinis

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Re:Scarpette: un vicolo cieco.
« Risposta #7 il: Gennaio 12, 2019, 07:22:34 pm »

Scusa RdM, hai mai visto e toccato una EasyBoot Epic o simili?
Certo che si, et è evidente che per tenersi devono strignere, e dove strignono?
Sulle hartilagini halari, proprio dove avviene l'elaterio... mi dirai stringono per poco tempo, 4/6/8 ORE LA SETTIMANA va Bé ci può stare.
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alex

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Re:Scarpette: un vicolo cieco.
« Risposta #8 il: Gennaio 12, 2019, 11:53:27 pm »

Mah.... sei sicuro-sicuro che ridurre un po' l'elaterio sia un male? Guarda un po', io penso che una certa riduzione dell'elaterio sia uno dei principali benefici della ferratura.
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raffaele de martinis

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Re:Scarpette: un vicolo cieco.
« Risposta #9 il: Gennaio 13, 2019, 04:37:02 am »

Minchia!
Prima ci bombardate colla storia dei 5 cuori, poi ci dite che forse è meglio che i cuori siano 4.



Il Fiaschi, si poneva il ploblema dell'elaterio e cercava di risolverlo con lo snodo in punta, solutione giusta se lo zoccolo fosse di ugual consistenza,
Ben presto si son resi conto che essendo la parte anteriore (la punta) pratcamente rigida, l'inchiodatura bloccava lo snodo e il marchigegno era praticamente inutile.
Il ploblema è stato risolto  successivamente raggruppando l'infissione dei chiodi nella parte anteriore del piede lasciando quasi intatte le funzioni del cuscinetto plantare et delle cartilagini alari, quindi, rispettando l'elaterio.

Questo ci induce a riflettere sulla architettura del lallopede che è stata "concepita" per la deambulatio per gli ubertose pascoli, non per le pietraie desertiche et i paddocchi xenophon.
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alex

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Re:Scarpette: un vicolo cieco.
« Risposta #10 il: Gennaio 13, 2019, 08:33:00 am »

O forse, per adattarsi dinamcamente al terreno. Ma siccome mi secca abbastanza ripetermi, non ti ripeterò la storia del confronto fra  la morfologia dello zoccolo di un Camargue libero nel ploccio, e di un Camargue d identica genetica che vive in Carso.

Questa considerazione è la base della critica agli assomi BHI, che seguono Jackson, e alla loro idea che il "modello unico" sia quello dello zoccolo del mustang nordamericano. Ma tu certo non ti sei fermato a Jackson e quindi queste cose le sai già.

Naturalmente l'adattamento richiede tempo, ma non un tempo esagerato, stimo che si misuri in settimane; coll'alternarsi delle stagioni  (siccità, gelo), anche un ploccio diventa un blocco di pietra.

PS: chi ha un bell'elaterio sono il bue e tutti i suoi colleghi a zoccolo fesso .... ma sono ottenuti con una dversa strategia evolutiva
« Ultima modifica: Gennaio 13, 2019, 08:37:47 am da alex »
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Luna di Primavera

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Re:Scarpette: un vicolo cieco.
« Risposta #11 il: Gennaio 13, 2019, 11:22:50 am »

Vorrei aggiungere così per dire che la persona che mi segue questo benedetto cavallo da poco scalzo, alla mia domanda in merito alle scarpette ha detto: adesso in transizione sicuramente no, e comunque preferirei di no, se proprio ci sarà bisogno vedremo ma le metterai solo il tempo del lavoro.
Mi sembra di capire che l'idea sia "meno possibile e solo in caso disperato". Perché ovviamente c'è un circolo vizioso, lo stesso che i barefooter criticano nella ferratura: più proteggi il piede e meno lo stimoli.
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I. Fleming

raffaele de martinis

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Re:Scarpette: un vicolo cieco.
« Risposta #12 il: Gennaio 13, 2019, 11:50:32 am »

Caro Alex, tu confondi adattamento con selezione.
Mediamente, i camarghi ma anco i murgesi etc. hanno buoni pedi
Mediamente, i Psi et i loro derivati hano malo pedi.
Questa dicesi selezione.

Malopedi et bonipedi si abituano, fino ad un certo limite, ad ambienti fifferente.
Qusto dicesi adattamento.

L'adattamento che può esser pluri reversivo, diventa carattere selezionato, se reiterato semper nella stessa maniera, per secula, millenna, oppure spinto dalla seletione artificiale umana o dalla clonazione.

Tutti i lalli hanno la stessa costruzione architettonica del pede, siano essi camarghi che PSI, ma anco muli et asina hanno la stessa costrutione ma differenta forma et consistenza, pereché?

Pereché l'areale d'origine dell'asino africano servaggio (dal quale deriva l'asino domestico) è il rif nordafricano che come tutte sappiamo consiste in brulle montaggne et altipiana, peretanto la cupola della suolapede è più alta, muraglie più spesse,et conseguentemente meno elaterio.

Paradossalemente, il pareggio barefutto tende a ripetere la forma del pede asinino con in mano un pede lallino  :icon_eek:.

Ora possiam passare un asino milla volta dalla pietraia allo ploccio, il pede cercherà di adattarsi fino a quando sarà possibbile ma poi finirà per scassarsi definitivamente.

Dunque, pede lallino è stato fatto per le ubertose praterie.
Pede asinino, per il brullo altipiano sassoso.

Amboedue si adattano agli ambienti umani fino ad un certo punto, dopo bisogna ferrar,

La magna ragion della sparizione di tante spesie animali et vegetali è proprio questa il troppo repentino cambiamento ambientale, l'orso bianco  può ridiventare senz'altro bruno ma bisognaa dargli qualche millennio di tempo per farlo...

PS All'asina provoca gravi nocumenta l'eccessiva alimentation di erba verde specialemente quelle ad alto contenuto proteico.
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raffaele de martinis

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Re:Scarpette: un vicolo cieco.
« Risposta #13 il: Gennaio 13, 2019, 12:05:18 pm »

Vorrei aggiungere così per dire che la persona che mi segue questo benedetto cavallo da poco scalzo, alla mia domanda in merito alle scarpette ha detto: adesso in transizione sicuramente no, e comunque preferirei di no, se proprio ci sarà bisogno vedremo ma le metterai solo il tempo del lavoro.
Mi sembra di capire che l'idea sia "meno possibile e solo in caso disperato". Perché ovviamente c'è un circolo vizioso, lo stesso che i barefooter criticano nella ferratura: più proteggi il piede e meno lo stimoli.

Non entro nelle scielte personali, mi limito a dire, perché dare sofferenza all'animala che tanto amate lasciandolo a fare ahi ahi sul duro?
Perché vi dovete privar della giuoia del cuore durante la transizione? (Perché immagino che ti abbia detto di lasciarlo in pace fino a quando non termina la transizione vero?)
Quanto dura sta minchia di transizione?
Ai tempi del foro barefutto, la transizione era minima a volte nulla.
Ora ti diranno dipende.

Ma la domanda sorge spontanea: perché non hai comprato un lallo mai ferrato? Alla forestale te li tirano appresso, frencmuntai, avellinesi, maremmani, sanfratellani si "buttano" fanno aste periodiche, a volte li danno in fida gratuita, li regalano.
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Luna di Primavera

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Re:Scarpette: un vicolo cieco.
« Risposta #14 il: Gennaio 13, 2019, 03:36:52 pm »

Se avessi letto il mio diario :D sapresti che sferrare è stata una scelta da ultima spiaggia consigliata dal maniscalco,, e non un capriccio di testa mia, per venire a capo di un progressivo indebolimento della muraglia (dovuto con probabilità a sbalzi metabolici o alimentari) a causa del quale il cavallo perdeva continuamente i ferri.
Io ero contenta di tenerlo ferrato davanti, così l'avevo comprato e così l'ho tenuto... finché andava bene. Quando sono emersi problemi, abbiamo cercato soluzioni. Non sono certo stata contenta di vederlo sofferente nella transizione, perché il primo mese ha patito. Non sono neanche sicura di tenerlo scalzo a vita: quello che vedo però è che a distanza di 6 mesi adesso il piede si è ripreso e sono certa che, volendolo a un certo punto riferrare, il maniscalco avrebbe materiale migliore su cui "lavorare".
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