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Autore Topic: Assetto del busto  (Letto 201 volte)

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Spirit

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Assetto del busto
« il: Febbraio 03, 2019, 10:19:04 pm »

Ho letto migliaia di descrizioni sull'assetto leggero e corretto, eppure ancora non sono convinta su quale sia quello giusto. In linea di massima, sono tutti d'accordo sul fatto della solita linea gomiti-ginocchio-talloni, talloni bassi e indipendenza della mano.
Quello che mi interesserebbe approfondire è la posizione delle spalle e del busto.Ho visto diversi video su internet, e mentre i cavalieri di dressage tendono a stare quasi perpendicolari al terreno, i saltatori sono un pò più in avanti. Mi è capitato un video di Raimondo d'inzeo in cui lavora in piano e ogni tanto fa qualche salto, e lui tende a stare ancora più in avanti rispetto alla media. :dontknow:
 Qual'è la posizione giusta? O forse sono tutte giuste, a seconda del momento, della fisicità del cavaliere e del cavallo?
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alex

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Re:Assetto del busto
« Risposta #1 il: Febbraio 03, 2019, 11:01:20 pm »

Dopo le ultime osservazioni e approfondimenti di Raffaele, le cose si sono un pochino complicate..... hai letto i suoi post delle ultime settimane?
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Zarathustra

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Re:Assetto del busto
« Risposta #2 il: Febbraio 04, 2019, 11:30:50 am »

Non c'è un assetto "migliore", ve ne sono tanti quante le tipologie di lavoro che devi fare in sella.
L'assetto lineare che usano in dressage consente un miglior controllo del cavallo grazie alla neutralità del peso e alle aree di maggior contatto, e stabilità del medesimo: ottimo per andature a ritmo lento e compiti di precisione. Ciò non significa che "non si possa" fare lavoro in piano cambiando assetto, è solo un pò più difficile.
L'assetto leggero è invece ottimo per consentire al cavallo una maggiore agilità, potendo distribuire il peso su un'area più estesa (appoggi della sella) e soprattutto potendolo ammortizzare con le leve delle articolazioni (da seduti l'unica articolazione utilizzabile è quella del bacino, di per sè limitata).
A sua volta, l'assetto leggero può essere "montato" dietro al movimento, insieme al movimento, e davanti al movimento, e qui entra in gioco sia la tipologia di cavallo che la "scuola/abitudine" del cavaliere. Ciò non significa che "non si possa" saltare anche in assetto seduto, è solo più difficile e limitante.
Naturalmente, quale sia l'assetto prescelto, la qualità della sua esecuzione è conditio sine qua non per un risultato di qualità.

E cito solo le due grandi famiglie di assetto, poi Raffaele citerà i vari gauchos, butteri, cowboy, mongoli, indiani, etc etc.
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