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Autore Topic: La "tazza di preoccupazione" di un cavallo  (Letto 836 volte)

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Aluna

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La "tazza di preoccupazione" di un cavallo
« il: Marzo 15, 2019, 12:12:38 pm »

Tempo fa mi sono imbattuta in questo video interessantissimo.

Più o meno, letteralmente si intitola "La tazza di preoccupazione di un cavallo" e vuole spiegare perché un dato cavallo, anche buono e tranquillo, può improvvisamente impazzire quando per esempio, portato in gara o in passeggiata.

La metafora proposta è bellissima: ogni cavallo ha una "tazza" che rappresenta il livello di fastidio/stress/preoccupazione che può sostenere; raggiunta quella, straripa (sgroppa, si rifiuta).
Quindi, se non vuoi che il tuo cavallo "straripi", fai in modo che questa tazza si svuoti un po' anziché continuare a riempirla sino all'orlo.

Ross Jacobs ovviamente la spiega meglio nel video sotto.
E' in inglese e lui si mangia un po' le parole, ma facendo un po' di attenzione si riesce a capire. Fa anche degli esempi su cosa fa "preoccupare" i cavalli.

<a href="http://www.youtube.com/watch?v=qYwJH1pfDrM" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=qYwJH1pfDrM</a>
Citazione
This video describes how a horse's worry creates behavioural and training problems and discusses a strategy to deal with the problem.


Cos'è che fa "riempire la tazza" del vostro cavallo?
E cosa fate per "svuotarla" e calmarlo? :)
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Miky Estancia

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Re:La "tazza di preoccupazione" di un cavallo
« Risposta #1 il: Marzo 15, 2019, 03:09:06 pm »


Cos'è che fa "riempire la tazza" del vostro cavallo?
E cosa fate per "svuotarla" e calmarlo? :)

Io ne ho 4.
2 di loro praticamente la tazza non ce l'hanno, nel senso che nulla li smuove.
Uno è Snoby e l'altro Geronimo, il pony.
Sono sempre stati così,  fin da puledri.
Mai andati su di giri, mai avuto bisogno di calmarli.
Di situazioni particolari ne hanno vissute entrambi parecchie, ma sono sempre rimasti agli ordini. Infatti, sia Snoby che Geronimo, li utilizziamo nella doma dei puledri (Geronimo con i pony ovviamente ), lì a volte ne capitano delle belle e ci vogliono caratteri imperturbabili.
Mi ricordo di una puledra, che, attaccata a Snoby mentre giravano alla corda, parte di gran carriera con una rallegrata, lo supera e gli gira intorno...ovviamente finisce la longhina, la puledra cade a terra a pancia all'aria e finisce letteralmente sotto la panza di Snoby....il quale, a comando vocale si immobilizza e se ne resta tranquillo mentre la puledra continuava a pedalare sotto di lui. 
L'unica cosa che inquieta leggermente Snoby, è il non sentire/non vedere Tony durante le pause dei servizi carrozza. Se non lo vede o non lo sente parlare, lo chiama e non sta fermo ( non è che parte con la carrozza eh, sta fermo sul posto ma gira il collo a destra e a sinista per vedere dov'è ). Basta che Tony gli dia la voce o entri nel suo campo visivo, e lui torna a fare il monumento.

Poi ci sono gli altri 2, Prince e Bibi.
Bibi gli sbrocca la tazza ogni volta che vede un cavallo nuovo nel suo territorio. Eh già, lui è uno stalloncino e ci tiene a farlo sapere a tutti. Comincia a fare la parata da stallone, con tanto di nitriti, piaffer e passage che è troppo carino e buffo....specialmente quando lui, mini Shetland,  mette su tutto sto circo, per una fattrice Comtois  :laughter-485:
Se non mi serve per lavorare, gli lascio fare la sua esibizione. Altrimenti, capezza e longhina e dopo un paio di minuti di esercizi, della femmina non gli frega più nulla. Bibi dal punto di vista didattico, mi serve tantissimo: l'anno scorso,  durante un corso "Equilibrio", l'ho messo in mano ad una corsista, che è riuscita a farlo sdraiare vicino ad una cavalla in calore...il senso del corso è stato colto in pieno  :occasion14:

E poi c'è Prince.
Prince e la sua tazza particolare.
Prince....non prenderò mai più un cavallo domato ed addestrato da altri.
Perché per quanto siano stati fatti bene, si portano sempre dietro qualche fantasma.
Prince ha quattro cose che mette dentro la tazza: il rumore del flessibile, fumo/fuoco, il passo spagnolo e i luoghi nuovi.
Per il rumore del flessibile, il fumo e il fuoco, potrei benissimo mettermi lì e desensibilizzarlo. Lo faccio con i cavalli altrui...e col mio, per pigrizia, non l'ho fatto. Sarà che non sono motivata a farlo, perché le sue reazioni a queste cose sono minime e perfettamente gestibili ( si limita a ronfare e piaffare sul posto), e non è  che ogni volta che lavoro ci sono i tre elementi di disturbo.
Per il passo spagnolo....si irrigidisce, c'è qualche fantasma del passato nel suo cervellino...glielo chiedo poche volte, pochi passi, grande premio, ancora qualche passo, premio premio premio.
I luoghi nuovi.
Lui lavora benissimo nei luoghi che conosce. Anche se ci è  stato una sola volta magari anni prima. Quindi, cerco sempre di arrivare con un certo anticipo nei luoghi nuovi. Gli faccio fare un tour dei luoghi dove deve lavorare e poi vai di lavoro alla corda. In genere ci mette una decina di minuti a rilassarsi.

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La cosa che tollero meno al mondo, anche meno dell'ignoranza, è la maleducazione. Perché se avere il cervello piccolo è una disgrazia, essere cafoni è una scelta. A.P.

Luna di Primavera

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Re:La "tazza di preoccupazione" di un cavallo
« Risposta #2 il: Marzo 15, 2019, 03:18:17 pm »

non riesco a vedere il video adesso, però sembra interessante; in base al tuo commento mi viene da dire che la parola chiave è chiaramente "ascolto", ma il problema a mio parere è duplice:
da una parte molti cavalieri non sono capaci di ascoltare e correttamente interpretare i segnali del loro cavallo (sono "sordi")
dall'altra molti cavalli (animale già piuttosto enigmatico di suo) tendono a dissimulare tantissimo i loro pensieri e stati d'animo (sono "muti")

insomma un bel casino. siccome quelli evoluti siamo noi, bisogna provare a sturarci le orecchie, e la quadratura del cerchio sta, io penso, nella frequentazione e nell'osservazione del proprio cavallo in vari contesti per imparare a capire cosa pensa e dunque aiutarlo a superare i suoi problemi, senza dimenticarsi che il miglioramento è possibile solo provando con gradualità a farlo uscire dalla propria comfort zone.

quando poi un cavallo si accorge che il suo cavaliere lo ascolta, pian piano è invogliato anche a "parlargli", e ad esprimersi con calma, anzichè esplodere quando ormai proprio non ne può più.


(la desensibilizzazione con approccio e ritirata, proposta per es. in area horsemanship tipo parelli e simili, è esattamente "vuotare la coppa" un istante prima che trabocchi e riempirla di nuovo gradualmente, ogni volta un pochettino di più. questo tipo di esercizi aumenta la confidenza del cavallo anche in situazioni per lui stressanti)
« Ultima modifica: Marzo 15, 2019, 03:20:14 pm da Luna di Primavera »
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BigDream

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Re:La "tazza di preoccupazione" di un cavallo
« Risposta #3 il: Marzo 15, 2019, 04:27:57 pm »

Non so se il Dream abbia una tazza, ma se ce l'ha giuro che non ho idea di cosa ci sia dentro ahahahah

Però so cosa ci farei ogni tanto, con la tazza: gliela romperei in testa  :laughter-485:

Scherzo ovviamente (più o meno), a prescindere lo amo troppo anche per arrabbiarmi.

Lui in genere diciamo che è bravo quando fa quello che gli piace. Il lavoro non piace a nessuno, giusto? Eppure ci son cavalli che lo fanno senza fare storie, ugualmente. Non sappiamo se sia perché gli piace relativamente o perché sono bravi ed educati: però lo fanno, da bravi. Lui no. Lui ti da un'unghia, se gli gira, ma se si stanca ciao, non c'è più verso.

Lo metti a saltare (nonostante evidentemente è più faticoso per lui rispetto al lavoro in piano): lui testa bassa, lavora, non si mette contro, anzi si impegna per fare sempre meglio. Anche se non posso saperlo, ho concluso che gli piace, non trovo altre spiegazioni.

Altra prova: si lui è un cagasotto, si spaventa per tutto, vede mostri ovunque. Nel lavoro in piano se ha paura dell'angolo del maneggio rompe, non ci vuole passare, si impianta ecc. Nel salto, anche se c'è il peggio salto del mondo (colori, salti con forme particolari, fossi, cancelletti ecc) lui al massimo guarda, magari prende errore perché all'ultimo ha buttato un'occhiata, ma non si rifiuta mai (e di solito i cagasotto non fanno così). Fuori in campagna, capita che ci siano cose strane che non ha mai visto: fa quello un po' sulle sue ma mica fa storie (di solito), si gonfia tutto come un drago, soffia, ne fa di ogni, ma continua ad andare avanti, perché? Perché in maneggio si intestardisce e fuori o in percorso no? Perché, secondo me, visto che lavorare in piano gli fa schifo, usa quella della paura come una scusa per evitarlo.. io la vedo così, non posso averne la certezza ovviamente, ma a lungo andare sono giunta a questa conclusione.
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Aluna

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Re:La "tazza di preoccupazione" di un cavallo
« Risposta #4 il: Marzo 15, 2019, 04:58:55 pm »

Yes Luna,
nel video dice di osservare (quello che è importante/fastidioso per il cavallo) e poi trovare un metodo per ridurre le preoccupazioni... soprattutto prima di chiedergli altre cose che potrebbero stressarlo, cioè "svuotare" la coppa prima che diventi troppo piena "raggiungendo il limite", riducendo subito i fastidi o facendoli sembrare poco importanti.

Almeno, questa la traduzione delle sue parole.

Poi, non mi ricordo se in questo o altri video, dice che devi diventare un "riferimento di calma" per il tuo cavallo... che mi sa, è quello che dice Miky con il fatto che solo sentendo la voce di Tony o riconoscendolo, il pony Snoby si tranquillizza anche in situazioni di disagio. Corretto?


... Big Dream invece più che una tazza dove viene versata l'acqua/stress sembra una vasca idromassaggio che può partire da un momento all'altro  :laughter-485:
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maya

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Re:La "tazza di preoccupazione" di un cavallo
« Risposta #5 il: Marzo 15, 2019, 05:32:58 pm »

Aluna Snoby è un bel ponastro che fa 8quintali abbondanti con nochalance...però tranquilla credo che abbia la stessa indole della mia che sfiora gli 8quintali e si sente una leggiadra farfallina 😂😂😂😂
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Luna di Primavera

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Re:La "tazza di preoccupazione" di un cavallo
« Risposta #6 il: Marzo 15, 2019, 05:33:24 pm »


Lo metti a saltare (nonostante evidentemente è più faticoso per lui rispetto al lavoro in piano): lui testa bassa, lavora, non si mette contro, anzi si impegna per fare sempre meglio. Anche se non posso saperlo, ho concluso che gli piace, non trovo altre spiegazioni.

Altra prova: (...) Perché in maneggio si intestardisce e fuori o in percorso no?

se gli piace non lo so, ma di sicuro lo impegna (proprio fisicamente dico) di più e quindi ci si mette e lo fa.

sulla seconda considerazione, la stragrandissima maggioranza dei cavalli fa più casino nella tranquillità di "casa" rispetto al pauroso ignoto del "fuori casa". anche spesso sono più indisciplinati col "padrone"che quando vengono maneggiati da altri mentre il padrone non c'è. bulli solo quando hanno le spalle coperte insomma  :angel5:
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Miky Estancia

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Re:La "tazza di preoccupazione" di un cavallo
« Risposta #7 il: Marzo 15, 2019, 06:32:59 pm »



Poi, non mi ricordo se in questo o altri video, dice che devi diventare un "riferimento di calma" per il tuo cavallo... che mi sa, è quello che dice Miky con il fatto che solo sentendo la voce di Tony o riconoscendolo, il pony Snoby si tranquillizza anche in situazioni di disagio. Corretto?




Si, lui dice che l'uomo deve diventare un "riferimento alla calma", noi diciamo che l'uomo deve rivestire un ruolo dominante/essere un punto di riferimento...modi diversi di dare un nome alla stessa cosa: il cavallo deve fidarsi di noi,  vedere in noi un "porto sicuro".

Ps: Snoby è un Trait Comtois di 8 quintali e mezzo, il bambinone di casa, il pony è  Geronimo  :happy_birthday-736:

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Miky Estancia

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Re:La "tazza di preoccupazione" di un cavallo
« Risposta #8 il: Marzo 15, 2019, 06:42:27 pm »



sulla seconda considerazione, la stragrandissima maggioranza dei cavalli fa più casino nella tranquillità di "casa" rispetto al pauroso ignoto del "fuori casa". anche spesso sono più indisciplinati col "padrone"che quando vengono maneggiati da altri mentre il padrone non c'è. bulli solo quando hanno le spalle coperte insomma  :angel5:

Ecco, su questo, proprio non mi ci ritrovo con i miei cavalli, ma con quelli che vengono a fare i nostri corsi si...e se vengono, giustamente,  c'è un motivo  :blob9:
Se fanno casino a casa, e se sono indisciplinati col padrone, è perchè il padrone si fa bullizzare, non è una figura di riferimento per il cavallo, il rapporto cavallo padrone non è corretto.
Un pò di sano lavoro educativo e smettono subito di fare i bulletti...sta poi al padrone continuare il lavoro e mantenere una linea di condotta coerente, per mantenere i risultati.
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nala

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Re:La "tazza di preoccupazione" di un cavallo
« Risposta #9 il: Marzo 15, 2019, 07:01:31 pm »

non riesco a vedere il video adesso, però sembra interessante; in base al tuo commento mi viene da dire che la parola chiave è chiaramente "ascolto", ma il problema a mio parere è duplice:
da una parte molti cavalieri non sono capaci di ascoltare e correttamente interpretare i segnali del loro cavallo (sono "sordi")
dall'altra molti cavalli (animale già piuttosto enigmatico di suo) tendono a dissimulare tantissimo i loro pensieri e stati d'animo (sono "muti")

insomma un bel casino. siccome quelli evoluti siamo noi, bisogna provare a sturarci le orecchie, e la quadratura del cerchio sta, io penso, nella frequentazione e nell'osservazione del proprio cavallo in vari contesti per imparare a capire cosa pensa e dunque aiutarlo a superare i suoi problemi, senza dimenticarsi che il miglioramento è possibile solo provando con gradualità a farlo uscire dalla propria comfort zone.

quando poi un cavallo si accorge che il suo cavaliere lo ascolta, pian piano è invogliato anche a "parlargli", e ad esprimersi con calma, anzichè esplodere quando ormai proprio non ne può più.


(la desensibilizzazione con approccio e ritirata, proposta per es. in area horsemanship tipo parelli e simili, è esattamente "vuotare la coppa" un istante prima che trabocchi e riempirla di nuovo gradualmente, ogni volta un pochettino di più. questo tipo di esercizi aumenta la confidenza del cavallo anche in situazioni per lui stressanti)

Mi piace molto quello che hai scritto 😊
È proprio così
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Aluna

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Re:La "tazza di preoccupazione" di un cavallo
« Risposta #10 il: Marzo 15, 2019, 07:21:28 pm »



Poi, non mi ricordo se in questo o altri video, dice che devi diventare un "riferimento di calma" per il tuo cavallo... che mi sa, è quello che dice Miky con il fatto che solo sentendo la voce di Tony o riconoscendolo, il pony Snoby si tranquillizza anche in situazioni di disagio. Corretto?




Si, lui dice che l'uomo deve diventare un "riferimento alla calma", noi diciamo che l'uomo deve rivestire un ruolo dominante/essere un punto di riferimento...modi diversi di dare un nome alla stessa cosa: il cavallo deve fidarsi di noi,  vedere in noi un "porto sicuro".

Yes Miky! Anche a me sembra la stessa cosa.
Secondo me le parole esatte non sono determinanti (soprattutto perché ci sono sfumature linguistiche e adattamenti di traduzione fra italiano e inglese), ciò che conta è la sostanza e questo approccio mi piace molto!

Sul fatto di "cosa essere/diventare per il cavallo" come padrone, ha fatto un altro video (quello che citavo prima).

La presentazione è:
When a horse gets worried how do we know when to be calm and quiet or when to get big enough to give a horse a reason to pay attention to the us?
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=EBza1zokspE" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=EBza1zokspE</a>

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate  :)
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raffaele de martinis

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Re:La "tazza di preoccupazione" di un cavallo
« Risposta #11 il: Marzo 15, 2019, 08:15:57 pm »



Bé, non ho numeri, statistiche, certezze, ma, da quanto ho letto in giro, pare che i lalli da dressage (quindi anche quelli da reining)siano quelli colla "tazza più piena".

Secondo me, è perché non capiscono il senso del loro lavoro, specialmente quando è portato alle massime finezze.

Sembrerebbe una affermazione di una signora lallista, invece chi lo dice è il massimo addestratore di cavalli da polo argentino.

Infatti, il suo programma di preparazione dei lalli, prevede un paio di mesi di lavoro con las vacas.
Secondo lui, è il miglior mezzo affinché i lalli capiscamo che il loro lavoro ha uno scopo: inseguire i vitelli o una pallina, per loro non fa differenza.

Semplicie.
Molto pludiffisil è spiegare al lallone da dressage pereché debbo fare il piaffero la  passeggiata. la spalla in derento etc. etc. ... anche perché anco io non l'ho ben capito.

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Miky Estancia

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Re:La "tazza di preoccupazione" di un cavallo
« Risposta #12 il: Marzo 27, 2019, 06:48:25 pm »



Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate  :)

Mannaggia, è in inglese e io capisco na mazza d'inglese  :Cries2:
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