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Autore Topic: verticalità dell'anteriore  (Letto 17535 volte)

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segreto

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Re:verticalità dell'anteriore
« Risposta #15 il: Marzo 12, 2016, 08:50:38 pm »

Anche io non ho capito bene. Anzi, nulla. Partendo dal passo e dal trotto bisogna lavorare con la gamba a destra quando l'anteriore destro è verticale al suolo per richiamare il posteriore sinistro e partire a galoppo su questo piede (oltre alle altre trentasei cose che bisogna fare, tra mani, assetto e altra gamba vicino alle cinghie), no? E viceversa. Ma nel cambio di galoppo qual'è l'anteriore da tenere d'occhio per intervenire di gamba, sicuri di cambiare sul lato della gamba che interviene?
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raffaele de martinis

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Re:verticalità dell'anteriore
« Risposta #16 il: Marzo 13, 2016, 09:52:19 am »

di che andatura state parlando?

Di tutte le andature.
Si fa riferimento ai cambi di galoppo forse perché è il movimento che sta più a quore a noi ragasse, quello più misterioso, è quello che poche di noi fanno comme il faut, infatti, quello che dicieva il Generalle centcinquantanni fa:

Se si volesse chiedere comunque il cambio di galoppo ad un cavallo non ancora addestrato a quest’esercizio, dovremmo ricorrere ad un atto di forza,  invertendo bruscamente la posizione dell’anteriore  e intraversando il posteriore ma tali  pratiche non rientrano nella bella equitazione.


è di grandissima attualità a tutt'oggi... è la norma per quello che riguarda i cavaglieri (gli istruttori/i gambegambe) di s.o.  almeno di quelli che ho visto/che vedo dal vivo.

Putroppo, il libro di JYDG non è più disponibile, è esaurito, così come tutte le sue altre pubblicazioni in francese... si trova ancora un suo testo tradotto in itagliano; la cosa strana è che un'altro testo di Chambry, che dovrebbe trattare lo stesso tema, è esaurito in francese ma si trova ancora in una traduzione itagliana... vuoi vedere che gli italiani leggono poco e se leggono, leggono Fabbio Volo?
« Ultima modifica: Marzo 13, 2016, 10:08:42 am da raffaele de martinis »
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alex

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Re:verticalità dell'anteriore
« Risposta #17 il: Marzo 13, 2016, 02:04:01 pm »

Che pardipal, questa storia dei libri esauriti.... propongo una legge di iniziativa popolare: "Non momento in cui un'edizione viene dichiarata esaurita, ne diventa immediatamente legittima la riproduzione integrale  di qualsiasi copia circolante con qualsiasi mezzo".

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max

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Re:verticalità dell'anteriore
« Risposta #18 il: Marzo 13, 2016, 08:06:20 pm »

Che pardipal, questa storia dei libri esauriti.... propongo una legge di iniziativa popolare: "Non momento in cui un'edizione viene dichiarata esaurita, ne diventa immediatamente legittima la riproduzione integrale  di qualsiasi copia circolante con qualsiasi mezzo".

La sottoscrivo.

Comunque la verticalità dell'arto arriva dopo l'appoggio al suolo del piede per quasi tutte le andature...
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Quel pochissimo che sapete vi impedisce di capire quel moltissimo che non conoscete.

raffaele de martinis

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Re:verticalità dell'anteriore
« Risposta #19 il: Marzo 14, 2016, 09:50:13 am »

Ormai mancano poche righe, pereché tutte voi possiate leggere la presentatione dell'equitazione sensuale secondo JYLG, poi approfindiremo la verticalità ma non solo.

Infatti: sensibilità equestre, tatto equestre, fasi favorevoli, tempismo, ottimizzazione, autopostura del lallo (autopiazzamento sarebbe il dire più correcto) sono argomenti che da sempre sono al centro delle liete discussioni dei sapienti equestri non itagliani.

Le temps favorable ou la période favorable, è l'attimo fuggente, nel quale il lallo ha più possibilità di trovare da solo, da se stesso, il piazzamento, il gesto, la voglia di rispondere correttamente al cavaliere... per auto-postura.

Ecco, la lettura di questo periodo, dovrebbe provocare ad Alex una immediata marmorea erezione di piacere, infatti, il concetto espresso si avvicina alla postulazione di un'equitatione quasi senza assioma... e sottolineo il quasi.

Siccome non sono del tutto cretino, mi rendo conto che:
in primis, in Itaglia il ploblema non si pone, tutta la classe dei gambegambe è da sempre igniorante, i più eruditi sanno di Caprilli e hanno letto il Paalman.
Di fatto si sono adeguati/si adeguano a mettere in sella ragazzine che - per la quasi totalità -superata la pubertà si darà ad altre liete attività.

in secundis, a livello divulgativo si è superato il concetto di equitazione - la tennica e l'arte del ben cavalcare - e si è approdati alla gioconda relatione lallo uomo... per meglio dire alla relatione lallo donna.

In questo panorama, ho l'impressione che JYDG abbia cercato di trovare un trattino di ugnione tra questi due mondi, dico impressione pereché non ho letto il libro in questione, potrei sbagliarmi ma non credo, di sicuro su molti punti avrei da ridire/non sarei d'accordo col Nostro ma questo non esclude che il suo  tentativo sia interessante anche per un cavallaro non lallista.

 

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alex

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Re:verticalità dell'anteriore
« Risposta #20 il: Marzo 14, 2016, 10:23:59 am »

Che pardipal, questa storia dei libri esauriti.... propongo una legge di iniziativa popolare: "Non momento in cui un'edizione viene dichiarata esaurita, ne diventa immediatamente legittima la riproduzione integrale  di qualsiasi copia circolante con qualsiasi mezzo".

La sottoscrivo.

Comunque la verticalità dell'arto arriva dopo l'appoggio al suolo del piede per quasi tutte le andature...

Sì. mi sono convinto. Il movimento dello zoccolo è sì "rotatorio" come se girasse su una ruota, ma la parte inferiore è "spianata". L'appoggio ha una certa durata, non è "puntiforme", e la verticalizzazione avviene in un certo momento intermedio. Verosimilmente corrisponde al momento di massimo "peso" sul terreno. Siccome l'arto del cavallo ha incorporato un vero e proprio dinamometro (la "molla" costituita dal flessore superficiale), immagini video ad alta velocità dovrebbero mostrare il momento in cui il "peso" è maggiore, come documentato dall'abbassamento del nodello verso il terreno fino a sfiorarlo con lo sperone. Verosimilmente quello è il momento della verticalità.


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Re:verticalità dell'anteriore
« Risposta #21 il: Marzo 14, 2016, 02:53:00 pm »

Io credo che in tutte le andatiure ci sia la fase di verticalità, anche nel piaffero - che se ben fatto - le zoccole battono al medesmo posto, esiste la fase di piegamento e quella di verticalità dell'anteriore, dunque, anche al piaffer si distingue benissimo quando l'anteriore è in verticale.
Ora, la domanda sorge spontanea: ma perché sto minchia di JYDG si è fissato con la verticalità dell'anderiore?
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Re:verticalità dell'anteriore
« Risposta #22 il: Marzo 14, 2016, 02:56:27 pm »

Perchè ciascuno ci ha le fissazioni sue  :blob3:



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Re:verticalità dell'anteriore
« Risposta #23 il: Marzo 16, 2016, 04:50:44 pm »

La partenza al galoppo
« il: Maggio 03, 2012, 01:00:06 am »
Non esiste "un comando" per partire al galoppo. Esiste invece una associazione di aiuti per far prendere il galoppo al cavallo. L'associazione è data da redini, gambe, busto.

Innanzi tutto bisogna fare presente che tutto quello che facciamo fare al cavallo è frutto di una convenzione che si stabilisce tra cavaliere, tra addestratore e cavallo, fissata nella memoria del cavallo dalla ripetizione.

Nell'equitazione chiamiamola classica, quella che da più lunga data (dal Cinquecento) è fissata sui trattati di equitazione, la partenza al galoppo può essere presa in due modi: con aiuti diagonali e con aiuti laterali.

Non mi riferisco alla partenza al galoppo presa a seguito dell'accelerazione dell'andatura del trotto, che è la partenza più elementare e che non penso le interessi.

Il galoppo è caratterizzato dall'avanzamento di un laterale rispetto all'altro. Al galoppo detto sul piede destro il laterale destro del cavallo sopravanza il laterale sinistro. E viceversa.

Il cavaliere, per adattarsi alla natura, per montare bene, deve mettere il cavallo in questa situazione: fare avanzare il laterale che dà il nome al galoppo e poi dare l'impulso necessario.

Galoppo destro. Può essere ottenuto ritardando o limitando la spalla sinistra, per fare avanzare quella destra, facendo inoltre avanzare l'anca destra. In modo da mettere il laterale destro, anche se leggermente, davanti a quello sinistro.

Un effetto di redine contraria destra d'opposizione davanti al garrese (o alle spalle) sposta il peso delle spalle (dell'avantreno) maggiormente sulla spalla sinistra, ritardandola, liberando perciò la spalla destra e permettendo il suo avanzamento.

Contemporaneamente la stessa redine ha l'effetto di spostare le anche a destra (c'è un mio vecchio post con la descrizione dettagliata degli effetti delle redini). L'azione della gamba sinistra leggermente retrocessa rispetto alla posizione normale (che è quella appena dopo il bordo posteriore della cinghia del sottopancia) aiuta a spostare leggermente le anche a destra.

Così il cavallo si trova con il laterale destro davanti al sinistro.

Le due gambe, con prevalenza della gamba sinistra, danno l'impulso necessario (il segnale) per la partenza.

Quella descritta è la partenza al galoppo con aiuti diagonali. La più chiara e facile per il cavallo.

Il busto rimane simmetrico al centro del cavallo con un impercettibile avanzamento della spalla destra. Al proposito, meno sono evidenti le azioni e i movimenti del cavaliere in sella, più il cavaliere è fine e corretto.

Con la ripetizione e l'assuefazione, il cavallo prenderà il galoppo con la semplice tensione (pochi grammi in più rispetto al contatto normale) della redine destra e con la pressione della gamba (tallone, fino a un semplice sfioramento) sinistra.

Il rischio di questo tipo di partenza (in un rettangolo, per esempio) è di storcere il cavallo. Nella partenza, per esempio, sul piede destro, di storcerlo a destra.

Con l'addestramento agli aiuti sempre più fine si ridurranno sia l'arretramento del tallone sinistro sia l'incurvamento dell'incollatura prodotto dalla redine destra.

E il cavallo prenderà il galoppo rimanendo diritto.

la voce è un aiuto definito "naturale" dai manuali di equitazione. E' importantissimo nell'educazione del cavallo. Ma nell'equitazione classica, quella che ha il supporto della più vasta e antica letteratura equestre (da Grisone a Oliveira, per fare due nomi illustri), terminata l'educazione, che in realtà non ha mai fine, il cavallo deve ubbidire agli aiuti principali che sono le gambe, le redini, il peso del corpo. Infatti, per esempio, nel rettangolo è proibito l'uso della voce.

Quindi lei, con la sua cavalla, deve, poco per volta, ridurre sempre più l'uso della voce e sostituirla con gli aiuti principali. Che assicurano la precisione e la prontezza nell'esecuzione.

Quanto a "leggere e interpretare le sensazioni motorie" trasmesse dal cavallo, come fare a spiegare le sensazioni? La sensibilità, che è innata nel cavaliere a diversi gradi, si acquisisce e si raffina con il tempo e cambiando cavallo e avendo la fortuna di montare almeno una volta un cavallo ben messo, che spiega e fa capire più di qualsiasi libro e di qualsiasi istruttore. E' infatti il cavallo che insegna.

Però è utilissimo, anzi necessario, studiare a fondo la locomozione del cavallo, le andature e quello che succede non soltanto negli arti, ma nel dorso del cavallo e come si comporta il bilanciere, per rendersi conto della complessità e della meraviglia del suo movimento.

La conoscenza accresce la sensibilità del cavaliere, lo rende competente come addestratore e utilizzatore. I due ruoli sono fusi insieme e non si possono separare. Evita soprattutto che il cavaliere commetta errori, agendo contro la natura del cavallo (il movimento è comandato da leggi che non si possono contrastare).


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Il vostro affezionatissimo, dopo tre righe di questa inclita lettura lassia perdere e deduce che la sua ignoranza non gli permette di seguire i bei ragionamenti del colonnello Angioni, e torna a fare i suoi bravi cambi di galope traversando più o meno bellillamente il suo lallo...

Poi legge quattro righe in franzose e capisce tutto:
La verticalité de l’antérieur permet l’optimisation de plusieurs demandes du cavalier, dont l’une des plus importantes est le départ au galop.
Un seul exemple dans cette présentation de L’Équitation sensuelle,
Pour le départ au galop, ce n’est pas la verticalité d’un antérieur elle même qui est intéressante !
La perception de cette verticalité permet de « situer » un postérieur, celui qui est en diagonale par rapport à l’antérieur vertical.
Et les postérieurs sont plus difficiles à « sentir » ...
Si l’antérieur gauche est à la verticale. Le postérieur droit est au début de l’appui, prêt à « marquer » le premier temps d’un galop à gauche.
La période favorable pour demander un départ au galop : lorsqu’un antérieur est vertical, le cavalier demande le galop du côté de cet antérieur vertical.


http://lallietope.blogspot.it/2016/01/equitazione-sensuale.html

Voi tutte avete certamente capito quello che dicie JYLG, d'altronde espone un concetto elementare, semplicissimo, peccato che -  finora - niuno ce lo avesse spiegato/ce lo avesse detto, mentre molti si sono impegnati a farci i cabasisi a fettine a triturarci le ovaie con pipponi come quello appena esposto.

Partendo dalla verticalità di un anteriore, possiamo: impostare la partenza al galoppo dal passo, dal trotto, dal galoppo (cambio di galoppo), inoltre possiamo dare i giusti aiuti per l'appoggiata, il passeggio, il piaffero, le girate, i passi indietro, praticamente per tutto!
Ma quelo che più conta è che - abbinanto vista et culo - potremmo acquisire il sentiment, e poi lo tact.

Peccato che non abbiamo a disposizione il librello di JYLG, vi dovreste accontentare di mie supposizioni... supponete anco voi e vediamo se ci capiamo.
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Re:verticalità dell'anteriore
« Risposta #24 il: Marzo 16, 2016, 07:33:06 pm »

Mah io sono una carampana rincoglionita ma il discorso del Colonnello mi pare perfettamente chiaro ( a parte il fatto che lui usa tantissimo la redine contraria d'opposizione che invece ora mi pare parecchio "passata di moda") mentre la storia della verticalità dell'anteriore mi è parecchio oscura, se qualcuno più sveglio di me la volesse spiegare io leggo volentieri.
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Re:verticalità dell'anteriore
« Risposta #25 il: Marzo 16, 2016, 10:11:17 pm »


Peccato che non abbiamo a disposizione il librello di JYLG, vi dovreste accontentare di mie supposizioni... supponete anco voi e vediamo se ci capiamo.
Per gentilezza mi diresti qual'è il titolo del libro?
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alex

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Re:verticalità dell'anteriore
« Risposta #26 il: Marzo 16, 2016, 10:57:33 pm »

Io mi sono martoriato i propriocettori per ore, al passo, per collegare le sensazioni dalla sella (e dalle mie gambe) con ilmovimento degli anteriori; e quando ero abbastanza soddisfatto ho focalizzato l'attenzione sui posteriori: disastro!  :horse-scared:

Voi fortunati ferrati, sentite un rumore quando il posteriore appoggia; io no, Asia appoggia il posteriore con la delicatezza di un gatto con le pantofole... che fatica; ho perfino cercato di sfruttare le "ombre lunghe" del sole basso di sera, per "sentire" quello che "vedevo"; ho applicato a un posteriore di Asia un campanellino.... ; è maledettamente difficile.

Raccontarvi cosa ho sentito e cosa ho "capito", non lo posso fare: verrebbe fuori un pippone confuso e pieno di punti interrogativi.... ma la sensazione più utile che sto interiorizzando è quella piccola ondulazione laterale del dorso, che dà l'impressione che la schiena del cavallo si fletta un pochino lateralmente (cosa che NON avviene, probabilmente, ma la sensazione è quella) e che è sincrona con il movimento degli anteriori. Al passo, il movimento dei posteriori è (ovviamente) identico nel ritmo e nella lunghezza del passo, ma è sfasato di un po'; e ho la netta impressione che il periodo di sospensione sia più breve e che il periodo di appoggio più lungo di quello degli anteriori ossia: che l'avanzamento sia più rapido.

Sono ancora che mi devasto sul passo..... arriverò mai alle altre andature?  :dontknow:
« Ultima modifica: Marzo 16, 2016, 10:59:04 pm da alex »
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raffaele de martinis

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Re:verticalità dell'anteriore
« Risposta #27 il: Marzo 17, 2016, 10:10:44 am »

La verticalité de l’antérieur permet l’optimisation de plusieurs demandes du cavalier, dont l’une des plus importantes est le départ au galop.
Un seul exemple dans cette présentation de L’Équitation sensuelle,
Pour le départ au galop, ce n’est pas la verticalité d’un antérieur elle même qui est intéressante !
La perception de cette verticalité permet de « situer » un postérieur, celui qui est en diagonale par rapport à l’antérieur vertical.
Et les postérieurs sont plus difficiles à « sentir » ...
Si l’antérieur gauche est à la verticale. Le postérieur droit est au début de l’appui, prêt à « marquer » le premier temps d’un galop à gauche.
La période favorable pour demander un départ au galop : lorsqu’un antérieur est vertical, le cavalier demande le galop du côté de cet antérieur vertical.


Ho messo la lieta spiegazione in originale, così non fraintenderete, se capite un pò il franzose avreste dovuto cogliere il fatto che l'allegro JYLG ci dà la chiave per accedere alle fasi favorevoli (périodes favorables) per intervenire con efficacia et delicatessa  (l’optimisation des demandes du cavalier)...
Ma sopratutto ci mostra la via per ottenere il sentiment e lo tact.

Très peu de théoriciens ont donné des précisions concernant l’optimisation des demandes en tenant compte de l’évolution précise des membres.
Il y a un fait surprenant et bien troublant : les théoriciens nous disent quels sont, selon eux, les moments propices pour demander, et obtenir, un départ au galop, un changement de pied ou toute autre modification de l’allure ou du mouvement, mais ils ne nous indiquent pas comment sentir ces moments propices. Ils raisonnent « cheval » et non « cavalier ».


Il Nostro coglie esattamente quello che ci dicie/quello che non ci dicie Angioni, e risolve le ambasce di Alex... ha ragione, effettivamente è difficile sentire il posteriore.
Experientia directa: per tentare di risolvere il ploblema, da terra, davo l'avviso vocale al cavagliere quando il posteriore era in sospensione.

Per legge imporrei alle cape, alle sottocape e ai ai gambegambe minchiarum di cominciare l'inzegnamento equestre spiegando l'assioma, il sentiment e lo tact... perché non lo fanno?
In primis perché - spesso - anch'essi non sanno bene di questi argomenta.
In secundis, a loro non interessa che l'aglievo capisca la sostanza ma che si attacchi giolivo alla forma: redini contrarie, di appoggio, di opposizione... ma sopratutto che sganci i dané.

Quì c'è scritto tutto in itagliano:
http://lallietope.blogspot.it/2016/01/equitazione-sensuale.html

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milla

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Re:verticalità dell'anteriore
« Risposta #28 il: Marzo 17, 2016, 07:47:58 pm »

I danè anche ma il fatto principale è che il tatto e il sentimento NON si possono insegnare, lo sai benissimo anche tu.
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raffaele de martinis

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Re:verticalità dell'anteriore
« Risposta #29 il: Marzo 18, 2016, 11:50:58 am »

Bah, di questo erano convinti da L'Hotte a Oliveira... e forse sballiavano, (sbagliavo)almeno erano troppo restrittivi... pochi possono diventare delle etual alla scala, ma tutti possono imparare a ballare decentemente un valzer, una mazurka, un tango.

Sto minchia di JYLG, ci prova a darci una possibilità e - secondo me - la dritta è giusta.

Dans ce manuel, le cavalier apprend tout d’abord à sentir cette verticalité d’un antérieur, puis à en acquérir le sentiment.
Dans un premier temps, et un premier temps seulement, le cavalier regarde et note la sensation.
Sentir, c’est la première étape dans l’apprentissage du sentiment : apprenez à sentir, et vérifiez, si vous situez bien, avec le jarret, une période importante, le milieu de l’appui des antérieurs. Le membre est alors vertical.
Dans cette méthode vous trouverez une technique précise pour sentir la verticalité d’un antérieur, puis pour en acquérir le sentiment, Initiation au sentiment : le sentiment par la visualisation et la cessation de la visualisation.


Quì leggiete in itagliano... http://lallietope.blogspot.it/2016/01/equitazione-sensuale.html se non capite la traduzione segnalatemi la proposizione oscura che tenterò di spiegarvi.

Ho scritto una meil al giolivo JYLG per avere dettagli riguardo il livro in questione ma - al momento - non ho avuto risposta.
Comunque, anche senza il testo completo, mi sono chiari i principi su cui si fonda il suo tentativo, o almeno, mi hanno aperto ad una visione personale per l'acquerimento del sentiment... non mi pare poco.
« Ultima modifica: Marzo 18, 2016, 12:03:33 pm da raffaele de martinis »
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